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Poteri del giudice amministrativo nell'azione contro il silenzio della p.a.


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titolo:GIUDIZIO 2014-2016 in materia di urbanistica ed edilizia, demanio e patrimonio pubblico, espropriazione per pubblica utilità
anno:2017
pagine: 2761 in formato A4, equivalenti a 4694 pagine in formato libro
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GIUDIZIO , SILENZIO RIFIUTO , POTERI DEL GIUDICE

E' del tutto pacifico che in forza di quanto disposto dall'art. 31, comma e, c.p.a., il Giudice, con riguardo alla azione avverso il silenzio, può decidere sulla fondatezza della pretesa dedotta in giudizio solo qualora si tratti di attività vincolata, o quando risulta che non sussistono margini di esercizio della discrezionalità e non sono necessari altri adempimenti istruttori

Il G.A. non può conoscere della fondatezza della pretesa del soggetto che richiede il rilascio della concessione demaniale marittima e che ha agito avverso l'inerzia della P.A. sulla sua domanda, specie qualora vi siano altre domande concorrenti.

Nei giudizi su silenzio il giudice amministrativo non di regola può andare oltre la declaratoria d'illegittimità dell'inerzia e l'ordine di provvedere; gli resta precluso il potere di accertare direttamente la fondatezza della pretesa fatta valere dal richiedente, sostituendosi all'Amministrazione stessa. Le disposizioni relative, ove interpretate diversamente, attribuirebbero illegittimamente, in modo indiscriminato, una giurisdizione di merito.

Nell'ambito del giudizio sul silenzio, il giudice potrà conosc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...coglibilità dell'istanza: a) nelle ipotesi di manifesta fondatezza, allorché siano richiesti provvedimenti amministrativi dovuti o vincolati in cui non c'è da compiere alcuna scelta discrezionale che potrebbe sfociare in diverse soluzioni e fermo restando il limite dell'impossibilità di sostituirsi all'Amministrazione; b) nell'ipotesi in cui l'istanza sia manifestamente infondata, sicché risulti del tutto diseconomico obbligare l'Amministrazione a provvedere laddove l'atto espresso non potrebbe che essere di rigetto.

Nei giudizi su silenzio, il giudice amministrativo di regola non può andare oltre la declaratoria d'illegittimità dell'inerzia e l'ordine di provvedere; gli resta precluso il potere di accertare direttamente la fondatezza della pretesa fatta valere dal richiedente, sostituendosi all'Amministrazione stessa. Le disposizioni relative, ove interpretate diversamente, attribuirebbero illegittimamente, in modo indiscriminato, una giurisdizione di merito. Tuttavia il giudice, in considerazione del fondamentale principio di economicità dei mezzi giuridici, può conoscere dell'accoglibilità dell'istanza anche nell'ipotesi in cui l'istanza sia manifestamente infondata, sicché risulti del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...conomico obbligare l'Amministrazione a provvedere laddove l'atto espresso non potrebbe che essere di rigetto.

Di regola, il giudice investito del giudizio sul silenzio deve limitarsi ad accertare l'illegittimità dell'inerzia e impartire l'ordine di provvedere in maniera espressa. Nell'ambito del giudizio del silenzio è, tuttavia, ammesso che il giudice si pronunci sulla fondatezza dell'istanza, allorché essa risulti manifestamente fondata (laddove non vi siano o non residuano in capo all'amministrazione margini di discrezionalità e non siano necessari accertamenti) ovvero se, all'opposto, l'istanza risulti manifestamente infondata.

Nei giudizi su silenzio, il giudice amministrativo non di regola può andare oltre la declaratoria d'illegittimità dell'inerzia e l'ordine di provvedere; gli resta precluso il potere di accertare direttamente la fondatezza della pretesa fatta valere dal richiedente, sostituendosi all'Amministrazione stessa. Le disposizioni relative, ove interpretate diversamente, attribuirebbero illegittimamente, in modo indiscriminato, una giurisdizione di merito.

Nei giudizi proposti avverso il silenzio della P.a. è precluso al g.a. di accertare la fondatezza della pretesa f... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dall'istante, sostituendosi in tal modo all'Amministrazione e esercitando una giurisdizione di merito di cui egli non è titolare in materia; può peraltro dichiarare l'accoglibilità dell'istanza nei casi di manifesta fondatezza, quando cioè sono richiesti provvedimenti amministrativi dovuti o vincolati per i quali non c'è da compiere alcuna scelta discrezionale che potrebbe sfociare in diverse soluzioni, fermo comunque restando il limite dell'impossibilità di sostituirsi all'Amministrazione, e ancora quando l'istanza è manifestamente infondata, sicché sarebbe diseconomico obbligare l'Amministrazione a provvedere laddove l'atto espresso non potrebbe che essere di rigetto.

Dall'illegittimità del silenzio serbato dall'Amministrazione comunale sull'istanza di proroga della concessione demaniale derivano la fissazione dei termini entro cui provvedere da parte della amministrazione, la nomina del commissario e la trasmissione della presente sentenza, in via telematica, ai sensi dell'art. 2, co. 8, della legge n. 241 del 1990, alla Corte dei Conti.

Sul piano della tutela giurisdizionale la circostanza che "il giudice amministrativo può conoscere della fondatezza dell'istanza" (art.2, com... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Legge n.241), ha certamente inciso sulla questione della limitazione del giudizio sul silenzio al mero accertamento della violazione dell'obbligo dell'Amministrazione di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso. Tuttavia resta prevalente l'opinione secondo la quale, in sede di utilizzo del procedimento speciale di cui all'art.2 della Legge n.205 del 2000, deve ravvisarsi l'esercizio da parte del giudice amministrativo di una giurisdizione di legittimità che può, in ultima analisi, condurre alla sola declaratoria dell'obbligo di provvedere, ma senza ottenere in modo anticipato una delibazione del merito della controversia, che viceversa presuppone tutta la fase cognitoria di accertamento.

Nell'attuale regime normativo riferito al giudizio contro il silenzio-rifiuto della Pubblica Amministrazione, il potere del giudice amministrativo viene ad essere strettamente condizionato dalle risultanze processuali che permettono di verificare se le istanze e le acquisizioni processuali sono idonee a comprovare la fondatezza dell'istanza in ordine alla quale la P.A. ha tenuto un comportamento omissivo.

Nei giudizi avverso il silenzio dell'amministrazione il giudice può anche conoscere dell'accoglibilità dell'istan... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta all'amministrazione, allorché siano richiesti esclusivamente provvedimenti dovuti o vincolati nei quali siano del tutto assenti profili di discrezionalità destinati a sfociare in diverse soluzioni e fermo restando il limite della impossibilità di sostituirsi all'amministrazione stessa.

GIUDIZIO --> SILENZIO RIFIUTO --> POTERI DELL AMMINISTRAZIONE

Nella particolare materia del silenzio, l'Amministrazione rimane titolare del potere di provvedere tardivamente anche dopo la scadenza del termine fissato dal giudice, ma solo fino all'insediamento del commissario. Con l'insediamento del commissario, infatti, ossia con la redazione del verbale di immissione del commissario nelle funzioni amministrative, si verifica un trasferimento di poteri, cosicché, una volta insediatosi, spetta a tale organo nominato dal giudice compiere o completare l'iter amministrativo, su un'istanza sulla quale l'Amministrazione illegittimamente è rimasta inerte.

Le ragioni per cui l'istanza debba essere disattesa non rientrano nel thema decidendum del giudizio sul silenzio-rifiuto, volto essenzialmente ad accertare il dovere dell'Amministrazione di provvedere.



 
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