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Eventi interruttivi del processo e sua successiva prosecuzione


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anno:2017
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GIUDIZIO --> INTERRUZIONE

L'azione promossa davanti al giudice amministrativo per la demolizione dell'atto amministrativo illegittimo non vale ad interrompere la prescrizione dell'azione risarcitoria.

L'indirizzo giurisprudenziale secondo cui la soppressione di un ente pubblico con la contemporanea successione allo stesso di un altro ente pubblico dà luogo ad un fenomeno equiparabile alla morte o alla perdita della capacità di stare in giudizio della persona fisica, e dunque produce una successione a titolo universale nei rapporti e determina l'interruzione del processo ai sensi dell'art. 299 c.p.c., richiamato dall'art. 79 c.p.a., non pare estensibile a situazioni in cui viene in rilievo non una successione a titolo universale nel senso proprio del termine, ma una "successione nel munus": fenomeno di natura pubblicistica, concretizzato nel passaggio di attribuzioni fra amministrazioni pubbliche, con trasferimento della titolarità sia delle strutture burocratiche sia dei rapporti amministrativi pendenti ma senza una vera soluzione di continuità.

La decorrenza dei termini per la prosecuzione di un giudizio interrotto ha come riferimento iniziale la data di conoscenza legale dell'atto interruttivo, in confo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; al principio, secondo cui l'interruzione del giudizio è conseguenza automatica dell'evento, a cui la legge collega tale effetto, con valore puramente dichiarativo della successiva pronuncia del giudice al riguardo; e, pertanto, in tale contesto il "dies a quo" del termine per la riassunzione decorre non da quando si è verificato l'evento interruttivo, ma dalla data in cui detto evento sia venuto in forma legale a conoscenza della parte interessata alla riassunzione, ossia da quando vi è prova della ufficiale conoscenza, tramite comunicazione della segreteria, dell'intervenuta pronuncia di interruzione.

L'interruzione del processo a causa di uno degli eventi previsti dall'art. 300 cod. proc. civ. consegue solo ad un atto del procuratore quale dominus litis, atto che postula la valutazione, riferita all'oggetto della causa, dell'opportunità, nell'interesse delle parti stesse o dei suoi eredi, in caso di morte o di perdita di capacità della parte, di comunicare o notificare l'evento interruttivo alle altre parti, senza che detta comunicazione o notificazione ammetta equipollenti.

Non è idonea a determinare l'interruzione del processo la notizia dell'evento interruttivo riportata in semplice memoria.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...noscenza legale dell'evento interruttivo costituito dal decesso del difensore non può essere collegata ad un fatto notorio e nemmeno a circostanza appresa aliunde, ma deve risultare da apposita certificazione da depositarsi in giudizio o essere dichiarata ufficialmente in udienza.

Le norme sull'interruzione del processo sono volte a tutelare la parte nei confronti della quale si è verificato l'evento interruttivo e che dallo stesso può essere pregiudicata per cui solo questa è legittimata a valersi della mancata interruzione del processo.

La soppressione di una parte costituita in giudizio (nella specie l'I.N.P.D.A.P. le cui funzioni sono state attribuite all'I.N.P.S., che succede in tutti i rapporti passivi attivi e passivi dell'ente soppresso ex art. 21 d.-l. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla l. 22 dicembre 2011, n. 214), non incide sul rapporto processuale qualora non sia dichiarato l'evento interruttivo da parte dei difensori costituiti, ai sensi e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 79, comma 2, Cod. proc. amm. e 300 Cod. proc. civ..



 
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