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Impugnazione giudiziale del decreto di esproprio, del decreto di occupazione e della dichiazione di p.u.


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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2019
pagine: 7956 in formato A4, equivalenti a 13525 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

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Avvocato, Responsabile Servizio Espropri Amministrazione provinciale di Catanzaro

GIUDIZIO --> IMPUGNAZIONE --> DECRETO DI ESPROPRIO

Il termine di decadenza dall'impugnazione inizia a decorrere allorché siano divenuti "evidenti" all'interessato gli effetti lesivi del provvedimento autoritativo adottato dall'amministrazione procedente. Tuttavia, dovendo in particolare il provvedimento di esproprio essere notificato a cura dell'amministrazione procedente, soltanto la notificazione è idonea a far decorrere il termine di impugnazione di tale atto.

Il decreto di esproprio, sebbene viziato per mancanza del presupposto, una volta divenuto inoppugnabile, produce irrevocabilmente i propri effetti e dunque il trasferimento della proprietà del bene conteso.

Il procedimento di esproprio si articola al suo interno in tre fasi distinte ed autonome: 1) quella della apposizione del vincolo preordinato all'esproprio; 2) quella della dichiarazione di pubblica utilità dell'opera; 3) quella della emanazione del decreto di esproprio. Ciascuna di tali fasi si conclude con un autonomo provvedimento immediatamente lesivo della sfera giuridica del soggetto proprietario del bene inciso dalla procedura di esproprio, autonomamente impugnabile. Il decreto di esproprio non può quindi essere impugnato per ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nti alle precedenti fasi, in quanto esso non svolge una funzione approvativa degli atti pregressi della sequenza procedimentale. Pertanto, benché su di esso possano riverberarsi gli effetti invalidanti di atti illegittimi collocati "a monte", è necessario che questi ultimi, in quanto immediatamente e autonomamente lesivi, siano tempestivamente impugnati.

Le uniche censure ammissibili avverso il decreto di esproprio sono quelle che attengono a vizi suoi propri e non degli atti presupposti. In particolare, dato che la dichiarazione di pubblica utilità è un provvedimento che l'interessato ha l'onere di impugnare autonomamente (e immediatamente), non è possibile far valere attraverso il meccanismo dell'illegittimità derivata (cioè in sede di impugnazione del decreto di espropriazione) vizi della dichiarazione di pubblica utilità non tempestivamente impugnata.

In sede di impugnazione del decreto di esproprio, non possono essere proposte per la prima volta le censure di per sé proponibili contro la dichiarazione di pubblica utilità.

Il decreto di esproprio conclusivo della procedura, non svolgendo (a differenza degli atti terminali delle procedure concorsuali), un ruolo a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...di pregressi provvedimenti d'imposizione del vincolo e della dichiarazione di p.u., non può consentire, esso, la deduzione, per la prima volta, di censure – ormai divenuti tardive – rivolte in realtà avverso atti presupposti di apposizione del vincolo o di approvazione del progetto, che siano divenuti ormai inoppugnabili. Qualora sussista un rapporto di presupposizione tra atti, l'omessa o tardiva impugnazione dell'atto presupposto rende, infatti, inammissibile il ricorso giurisdizionale proposto contro l'atto consequenziale, ove non emerga la deduzione di vizi propri che possano connotare un'autonoma illegittimità della singola fase procedimentale di attuazione.

GIUDIZIO --> IMPUGNAZIONE --> DECRETO DI ESPROPRIO --> ILLEGITTIMITÀ DERIVATA

Il decreto di esproprio è un provvedimento autonomamente gravabile per vizi propri, la cui impugnazione non deve necessariamente accompagnarsi a quella dei precedenti atti della procedura espropriativa, salvo che si intenda contestare l'illegittimità derivata del decreto, discendente da vizi degli atti presupposti.

È inammissibile il ricorso avverso un decreto di esproprio non censurato per vizi suoi propri, ma solo per invalidit&... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ivata dalla illegittimità degli atti prodromici rispetto ai quali l'impugnativa risulti (peraltro) tardiva.

GIUDIZIO --> IMPUGNAZIONE --> DECRETO DI ESPROPRIO --> INUTILITER DATUM

L'impugnazione dell'ordinanza di esproprio emesso oltre il termine previsto è inammissibile in quanto tale provvedimento risulta "inutiliter datum" e del tutto estraneo all'eziogenesi del danno subito dal soggetto che ha sofferto l'occupazione illegittima, con la conseguenza che avverso tale atto non deve proporsi impugnazione in ragione della sua inidoneità a modificare in via autoritativa.

GIUDIZIO --> IMPUGNAZIONE --> DECRETO DI ESPROPRIO --> RAPPORTO CON IL DECRETO DI OCCUPAZIONE

L'impugnazione dell'atto presupposto, di per sé lesivo dell'interesse dell'interessato, consente di soprassedere alla impugnativa dell'atto conseguenziale solo nell'ipotesi in cui l'eventuale annullamento del primo sia in grado provocare una automatica caducazione del secondo, vale a dire se il provvedimento successivo ha carattere meramente esecutivo dell'atto presupposto, ovvero faccia parte di una sequenza procedimentale che lo pone in rapporto di immediata derivazione dall'atto precedente; tale situazione non si ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...l rapporto tra il decreto definitivo di esproprio e i precedenti atti ablatori (dichiarazione di pubblica utilità e provvedimento di occupazione d'urgenza), dal momento che in tal caso il c.d. atto conseguenziale è dotato di una sua precisa ed autonoma valenza (lesiva della sfera giuridica dei destinatari), in grado di realizzare il definitivo trasferimento del titolo di proprietà sui beni oggetto del procedimento ablatorio.

GIUDIZIO --> IMPUGNAZIONE --> DECRETO DI OCCUPAZIONE

È improcedibile, per sopravvenuto difetto d'interesse, un ricorso avverso un decreto di occupazione, per effetto della successiva perdita di efficacia dello stesso a causa del decorso del tempo e della mancata occupazione e/o adozione dei provvedimenti ablatori. L'interesse a ricorrere ex art. 100 c.p.c., invero, non deve sussistere solo al momento della proposizione dell'impugnativa, ma anche in epoca successiva, in base al principio che le condizioni dell'azione debbono permanere (e devono essere provate dalla parte ricorrente) sino al momento del passaggio in decisione della controversia.

Il decreto di esproprio, sostituendo il provvedimento provvisorio di occupazione d'urgenza, preclude l'estensione in via derivata nei propr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... dell'eventuale invalidità di quest'ultimo, con la conseguente sopravvenuta improcedibilità del ricorso in caso di mancata impugnazione dello stesso decreto ad opera del ricorrente.

Non è ipotizzabile che in sede di impugnazione del decreto di occupazione possano dedursi censure relative a determinazioni progettuali ad esso estranee, in quanto ciò si tradurrebbe in un palese aggiramento dei termini di impugnazione stabiliti dalla legge con riferimento ai singoli atti della procedura espropriativa, dotati di autonoma valenza provvedimentale e precedenti il decreto di occupazione.

GIUDIZIO --> IMPUGNAZIONE --> DECRETO DI OCCUPAZIONE --> SCELTE PROGETTUALI

Il decreto di occupazione d'urgenza è autonomamente impugnabile unicamente per i vizi propri: non possono essere invece dedotte avverso di esso le censure che si sarebbero potute proporre avverso le valutazioni discrezionali compiute in sede di dichiarazione di pubblica utilità, quale la censura diretta a sindacare la irragionevolezza di scelte discrezionali che hanno trovato la loro espressione nell'approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell'opera.

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La mancata impugnazione della dichiarazione di pubblica utilità non comporta alcuna preclusione in ordine alla impugnabilità dei successivi atti esecutivi e derivati, presupponenti la dichiarazione di p.u. medesima, ma rende inammissibili tutte le censure relative alle scelte progettuali operate e, quindi correlate alla dichiarazione di pubblica utilità dell'opera così come progettata, con la conseguenza che l'approvazione del progetto, divenuta inoppugnabile, rende automaticamente legittimi tutti gli atti successivi, attuativi delle scelte progettuali contenute nel progetto dichiarato di pubblica utilità.

Una volta divenuta inoppugnabile la deliberazione di approvazione del progetto definitivo con dichiarazione di pubblica utilità, i suoi eventuali vizi non possono essere fatti valere censurando i provvedimenti applicativi che ad esso si richiamano. Quindi la mancata impugnazione della dichiarazione di pubblica utilità, non comporta alcuna preclusione in ordine alla impugnabilità dei successivi atti esecutivi e derivati, presupponenti la dichiarazione di p.u. medesima, ma rende inammissibili tutte le censure relative alla pubblica utilità delle scelte progettuali operate.

L'... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...azione dei termini entro i quali devono cominciarsi e compiersi le espropriazioni ed i lavori, previsti dall'art. 13 della legge 2359/1865, deve essere tempestivamente fatta valere avverso il provvedimento contenente la dichiarazione di pubblica utilità, e non avverso il decreto di esproprio finale.

La dichiarazione di pubblica utilità non è un atto collettivo, ma va inquadrato nella categoria degli atti plurimi, ossia di quelli che riguardano una pluralità di soggetti individuabili in relazione alla titolarità dei vari beni vincolati e considerati uti singuli, con la conseguenza che il giudicato di annullamento produce effetti ripristinatori della pienezza del diritto di proprietà, già affievolito, solo per il ricorrente e non si estende a quei proprietari rimasti estranei al giudizio.

Ai fini della decorrenza del termine di impugnazione dell'approvazione del progetto definitivo di un'opera pubblica, avente valore di dichiarazione di pubblica utilità, non è sufficiente la mera pubblicazione dell'atto ma è necessaria la notifica o, almeno, la piena conoscenza dello stesso, quante volte esso ha effetti specifici e circoscritti all'area da espropriare per l'esecuzione dell'opera e, ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rave; rivolto a soggetti determinati anche se non esplicitamente nominati, con la conseguenza che, in mancanza di comunicazione individuale, è dalla piena conoscenza che decorre il termine di proposizione del gravame.

L'atto dichiarativo della pubblica utilità, implicito nella delibera di approvazione del progetto di opera pubblica, determina l'affievolimento a interesse legittimo del diritto soggettivo del proprietario espropriando e la costituzione, in capo all'Amministrazione, del potere espropriativo, con conseguente onere per il primo, in ragione del carattere immediatamente lesivo dell'atto in questione, di tempestiva impugnazione dello stesso anche ai fini dell'eventuale annullamento, in virtù dell'effetto caducante determinato dalla sua eliminazione dal mondo della realtà giuridica, del decreto di espropriazione successivamente adottato, che deve risultare sorretto da valida ed efficace dichiarazione di pubblica utilità.

Per la pacifica giurisprudenza, anche nel vigore del testo unico sugli espropri la dichiarazione di pubblica utilità costituisce un provvedimento autoritativo conclusivo di una fase del procedimento ed idoneo a divenire inoppugnabile. Infatti, con esso l'Amministrazione determina una... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e condizione giuridica del bene che ne costituisce oggetto, che può essere successivamente espropriato.

La dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dei lavori deve essere tempestivamente impugnata.

La dichiarazione di pubblica utilità non può essere considerata un atto meramente preparatorio del procedimento espropriativo e del conclusivo decreto di espropriazione, trattandosi invece di atto presupposto dotato di autonoma lesività e, quindi, da impugnarsi immediatamente, con la conseguenza che la sua mancata tempestiva impugnazione determina la preclusione a dedurre, in sede di impugnativa del decreto di esproprio, motivi attinenti ad asseriti vizi della dichiarazione stessa.

La giurisprudenza amministrativa ha precisato che la delibera recante la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, in quanto immediatamente lesiva, deve essere fatta oggetto di immediata impugnativa da parte dei proprietari interessati dalla stessa.

La giurisprudenza amministrativa nella sua più autorevole espressione ha da tempo risalente chiarito che la dichiarazione di pubblica utilità non costituisce un subprocedimento della espropriazione per pubblica utili... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ma è un procedimento autonomo che si conclude con un atto di natura provvedimentale, immediatamente impugnabile.

La dichiarazione di pubblica utilità è un provvedimento amministrativo immediatamente lesivo dal quale sorge per il proprietario destinatario dell'atto l'immediato interesse a proporre una tempestiva impugnativa.

Come costantemente affermato in giurisprudenza, la dichiarazione di pubblica utilità, pur configurandosi quale atto presupposto del decreto di espropriazione, costituisce comunque un atto dotato di autonoma lesività e, quindi, da impugnarsi immediatamente, con la conseguenza che la sua mancata tempestiva impugnazione determinerebbe la preclusione a dedurre, in sede di impugnativa del decreto di esproprio, motivi attinenti ad asseriti vizi della dichiarazione stessa.

La dichiarazione di pubblica utilità non può essere considerata un atto meramente preparatorio del procedimento espropriativo e del conclusivo decreto di espropriazione, in particolare costituendo, invece, un atto presupposto dotato di autonoma lesività e, quindi, da impugnarsi immediatamente, con la conseguenza che la sua mancata tempestiva impugnazione determina la preclusione a dedurre, in sede... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tiva del decreto di esproprio, motivi attinenti ad asseriti vizi della dichiarazione stessa.

La giurisprudenza amministrativa ha chiarito che la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera ha come effetto quello di sottoporre il bene al regime di espropriabilità, ponendosi come presupposto dell'espropriazione. Essa, pertanto, incidendo direttamente nella sfera giuridica del proprietario, è immediatamente lesiva e, come tale, è autonomamente impugnabile. In termini procedimentali, pertanto, la dichiarazione di pubblica utilità non è un subprocedimento del procedimento espropriativo, ma è un procedimento autonomo, che si conclude con un atto di natura provvedimentale, immediatamente impugnabile.

Tra gli atti autonomamente impugnabili, perché immediatamente lesivi, vi è sicuramente quello con cui viene dichiarata la pubblica utilità dell'opera, in quanto ha l'effetto di sottoporre il bene al regime di espropriabilità, determinando l'affievolimento del diritto di proprietà e ponendosi come presupposto dell'espropriazione, incidendo direttamente sulla sfera giuridica del proprietario.

Il Consiglio di Stato ha chiarito che la dichiarazione di pubblica utili... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a come per effetto quello di sottoporre i beni al regime di espropriabilità, determinando l'affievolimento del diritto di proprietà, ponendosi come presupposto dell'espropriazione sicché essa non è un sub procedimento nel procedimento espropriativo ma è un procedimento autonomo che si conclude con un atto di natura provvedimentale, immediatamente impugnabile.

Dall'accertata mancata imposizione del vincolo, consegue l'inutilità dell'impugnazione della dichiarazione di pubblica utilità, giacché questa, in assenza dell'imposizione del vincolo è inefficace, come espressamente afferma l'art. 12, comma 3, del DPR 327/2001, come sostituito dall'art. 1, del D. Lgs.vo 302/2002.

Il procedimento relativo alla dichiarazione di pubblica utilità non costituisce un sub-procedimento dell'espropriazione, ma è un procedimento autonomo che si conclude con un provvedimento autonomamente impugnabile, la cui omissione o tardiva contestazione rende non più scrutinabili i connessi profili di asserita illegittimità.



 
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