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Giudizio di ottemperanza per inerzia della p.a. in seguito a sentenza accertativa di occupazione illegittima


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Avvocato, Responsabile Servizio Espropri Amministrazione provinciale di Catanzaro

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA

L'oggetto del giudizio di ottemperanza è rappresentato da una puntuale verifica da parte del giudice dell'esatto adempimento da parte dell'Amministrazione dell'obbligo di conformarsi al giudicato per fare conseguire concretamente all'interessato l'utilità o il bene della vita già riconosciutogli in sede di cognizione; detta verifica, che deve essere condotta nell'ambito dello stesso quadro processuale che ha costituito il substrato fattuale e giuridico della sentenza di cui si chiede l'esecuzione, comporta da parte del giudice dell'ottemperanza una delicata attività di interpretazione del giudicato, al fine di enucleare e precisare il contenuto del comando, attività da compiersi solamente sulla base della sequenza "petitum-causa petendi-motivi-decisum". Ne deriva che in sede di ottemperanza non può essere modificato l'accertamento di fatto contenuto nel giudicato, che altrimenti risulterebbe violato.

La sentenza passata in giudicato va ottemperata anche se contiene un eclatante fraintendimento (è stato ordinato il pagamento per l'intero a un semplice comproprietario).

In sede di giudizio di ottemperanza può riconoscersi l'obbligo di co... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e alla parte ricorrente, oltre che degli interessi sulle somme liquidate in giudicato, anche delle spese accessorie successive al provvedimento azionato. In particolare, le ulteriori somme richieste in relazione a spese diritti e onorari successivi al giudicato sono dovute solo in relazione alla pubblicazione della sentenza, all'esame ed alla notifica della medesima, alle spese relative ad atti accessori, quali le spese di registrazione, di esame, di copia e di notificazione, nonché le spese e i diritti di procuratore relativi all'atto di diffida, in quanto hanno titolo nello stesso provvedimento giudiziale. Non sono dovute, invece, le eventuali spese non funzionali all'introduzione del giudizio di ottemperanza, quali quelle di precetto, o quelle relative a procedure esecutive risultate non satisfattive, poiché l'uso di strumenti di esecuzione diversi dall'ottemperanza al giudicato è imputabile alla libera scelta del creditore.

Laddove il provvedimento emanato dall'amministrazione costituisca violazione o elusione del giudicato, potrà esserne dichiarata la nullità e, in particolare, può essere qualificato come atto di elusione del giudicato il provvedimento con il quale la P.a., chiamata a conformarsi al giudicato travisi ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... attribuire alle statuizioni giurisdizionali ormai divenute definitive, al fine di recuperare un indebito spazio di discrezionalità che si risolve, in ultima analisi, nel rimettere in discussione la cosa giudicata.

Nel processo amministrativo la statuizione di accoglimento del ricorso fa nascere in capo all'Amministrazione destinataria un obbligo di ottemperanza, che può dirsi assolto solo se vengono posti in essere atti completamente satisfattivi rispetto a quanto disposto dal provvedimento giurisdizionale.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> ASTREINTE E SANZIONI

Anche con la sentenza di ottemperanza, può essere fissata, salvo che ciò sia manifestamente iniquo, e in assenza di ulteriori ragioni ostative, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dal resistente per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato, con una statuizione costituente titolo esecutivo. La misura della sanzione va ora effettuata, in presenza di una specifica disposizione sul punto da parte del codice del processo amministrativo, nella misura degli interessi legali, da corrispondere per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione della sentenza dopo la comunicazione... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...zione della presente sentenza per lo spontaneo pagamento, e non oltre lo scadere del termine (di trenta giorni) per l'insediamento del Commissario ad acta.

In sede di ottemperanza può riconoscersi l'obbligo di corresponsione a parte ricorrente degli interessi sulle somme liquidate nella sentenza e su quelle relative alle spese accessorie.

È applicabile in sede di ottemperanza a sentenza di condanna al deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti dell'indennità di esproprio la comminatoria delle penalità di mora di cui all'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., la quale è ammissibile per tutte le decisioni di condanna di cui al precedente art. 113, ivi comprese quelle aventi ad oggetto prestazioni di natura pecuniaria. Ai sensi dell'art. 114 c.p.a. vigente, tale somma può essere stabilita nella misura dell'interesse legale e la sanzione deve essere applicata a decorrere dalla notificazione o comunicazione della presente sentenza.

L'astreinte va quantificata negli interessi legali, da corrispondere per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione della sentenza dopo la comunicazione o notificazione della sentenza di ottemperanza per lo spontaneo pagamento, e non oltre lo scadere del termine (di trenta ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... l'insediamento del Commissario ad acta.

È equo fissare, su richiesta di parte, una somma di denaro dovuta dall'Amministrazione inadempiente, per ogni violazione o inosservanza successiva ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato, da quantificarsi in € 100,00 (cento/00) per ogni giorno di ulteriore ritardo decorso il termine concesso per la spontanea ottemperanza e fino all'insediamento del Commissario ad acta, con la precisazione che tale statuizione costituisce titolo esecutivo (art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.).

Quanto alla somma richiesta come "astreinte", appare ragionevole riconoscere al ricorrente a tale titolo - in esito ad una più approfondita disamina delle peculiarità che connotano l'istituto in questione e, in particolare, della funzione sanzionatoria che connota lo stesso - un'ulteriore somma, pari, in ragione delle modificazioni apportate all'art. 114 c.p.a., dalla legge di stabilità del 2016, agli interessi legali sulle somme dovute e non ancora corrisposte, con decorrenza dalla comunicazione o notificazione della presente pronuncia e fino al dì del pagamento da parte dell'Amministrazione intimata, ovvero, in caso di mancato pagamento, fino al dì dell'insediamento del Commiss... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...a.

In ragione della consapevolezza dell'amministrazione resistente circa l'illiceità della sua condotta, del mancato rilascio o acquisizione del bene prima della proposizione del presente ricorso, e del mancato adempimento alla sentenza di condanna, non può che farsi luogo alla condanna per lite temeraria alla sanzione pecuniaria in misura prossima al massimo previsto dall'art. 26, comma 2, cpa, ossia nel quadruplo del contributo unificato dovuto per il ricorso introduttivo del giudizio. Con segnalazione alla Corte dei Conti.

L'istituto della penalità di mora è stato introdotto in via originaria nel giudizio amministrativo dall'art.114 del codice del processo amministrativo, lì dove al comma 4 lettera e) è previsto che il giudice, in caso di accoglimento del ricorso per ottemperanza "fissa su richiesta di parte la somma di denaro dovuta dal resistente per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato, salvo che ciò sia manifestamente iniquo e non sussistono altre ragioni ostative".

Qualora l'inadempimento nell'esecuzione di una sentenza di annullamento del diniego del titolo edilizio si sia protratto a lungo senza giustificazione e i co... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... imposti dalla sentenza non presentino particolare complessità, né riguardino interessi sensibili dell'amministrazione resistente, non è "manifestamente iniquo" accordare all'interessato una penalità di mora ex art. 114, comma 4, lett. e) c.p.a. (nella specie pari a 50 euro al giorno) per l'eventualità di un ulteriore ritardo della pubblica amministrazione.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> ASTREINTE E SANZIONI --> ART. 114 CPA

La domanda ai sensi dell'art. 114, comma 4, lett. e) c.p.a. di condanna dell'Amministrazione al pagamento di una somma di denaro per ogni ulteriore ritardo, può essere accolta con una condanna al pagamento della somma di euro duecento per ogni settimana o frazione di settimana di ritardo nell'adempimento una volta scaduto il termine fissato nel giudizio di ottemperanza.

Le c.d. astreintes, ai sensi dell'art. 114 comma 4 lettera e) c.p.a. in relazione ad ogni ulteriore ritardo nell'ottemperanza, possono essere liquidate in € 100,00 (cento/00), per ogni giorno di ritardo dalla scadenza del termine assegnato all'amministrazione comunale per l'adempimento.

Nel caso sia necessario ricorrere al giudizio di ottemperanza per otte... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...uzione di una sentenza di condanna al pagamento dell'indennità di esproprio, può essere stabilita la penalità ex art. art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a..determinabile in misura pari agli interessi legali sugli importi liquidati in sentenza, a decorrere dalla comunicazione in via amministrativa o, se anteriore, dalla notificazione della condanna all'ottemperanza fino all'integrale effettivo pagamento di quanto dovuto e, comunque, non oltre il termine di sessanta giorni assegnato all'Amministrazione per l'adempimento spontaneo, dovendo a tal punto attivarsi in via sostitutiva il commissario ad acta.

Può essere imposta una somma a titolo di indennità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., stabilita nella misura degli interessi legali sulle somme dovute a far data dal giorno successivo alla scadenza del termine prefisso per l'ottemperanza, come indicato, nell'ipotesi in cui detto termine sia infruttuosamente decorso interamente o parzialmente.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> ASTREINTE E SANZIONI --> ART. 26 CPA

In caso di inottemperanza a sentenza di condanna alla restituzione o all'acquisizione sanante del bene illegittimamente occupato, scatta la sanzione di... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ticolo 26 c.p.a.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> ASTREINTE E SANZIONI --> ART. 28 DL 69/2013

Deve essere respinta la domanda di condanna dell'Amministrazione al pagamento dell'indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento, ai sensi dell'articolo 28 del D.L. 21 giugno 2013 n. 69, convertito nella legge 9 agosto 2013 n. 98, se l'istante non abbia tempestivamente azionato il potere sostitutivo previsto dall'art. 2, comma 9-bis, della legge n. 241 del 1990.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> ASTREINTE E SANZIONI --> NATURA

La penalità di mora è dovuta anche per le condanne al pagamento di somme di denaro, atteso che l'istituto assolve ad una finalità sanzionatoria e non risarcitoria, in quanto non è volto a riparare il pregiudizio cagionato dalla non esecuzione della sentenza, ma a sanzionare la disobbedienza alla statuizione giudiziaria e stimolare il debitore all'adempimento. La norma indica come non possa considerarsi manifestamente iniqua un'astreinte qualora sia stabilita in misura pari agli interessi legali.

In merito alla natura giuridica del c.d. "astreinte", l'Adunanza Plenaria, con la decisione n.14 del 25/6/2014, h... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... che la penalità di mora costituisce una misura coercitiva indiretta a carattere pecuniario, inquadrabile nelle pene private o sanzioni civili indirette. Trattasi, com'è evidente, di un ulteriore rimedio processuale posto a disposizione del creditore della P.A onde assicurare l'effettività e la pienezza della tutela giurisdizionale a fronte della mancata o non esatta o comunque non tempestiva esecuzione della sentenza di merito.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> ASTREINTE E SANZIONI --> PER QUALE PERIODO

In caso di inottemperanza a sentenza di condanna alla restituzione o acquisizione coattiva del bene illegittimamente occupato per scopi di pubblica utilità, e al pagamento del relativo risarcimento, è accoglibile la domanda di fissazione della penalità di mora ex art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. a carico del'inadempiente, nella misura di cui all'art. 1, comma 781, lett. a), della l. n. 208/2015 (interessi legali), da applicarsi sulle somme dovute con decorrenza dalla data della comunicazione in via amministrativa o, se anteriore, della notifica della pronuncia di ottemperanza, fino al giorno di insediamento del Commissario ad acta, dopo il quale non v'è più necessit&agr... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...azione all'adempimento", né un ritardo ulteriormente imputabile alla P.A..

Lo strumento della penalità di mora è applicabile soltanto per il periodo successivo al termine fissato nella sentenza di ottemperanza e unicamente nel caso di mancato rispetto di detto termine; qualora il giudice abbia condannato la P.A. al risarcimento in forma specifica, con l'ordine di provvedere alla restituzione dell'area, previa rimessione in pristino della medesima, assegnando all'uopo centoventi giorni per l'esecuzione dell'adempimento in questione, il problema dell'ulteriore ritardo si pone quindi solo con riferimento allo scadere dei centoventi giorni, allorché scatta la misura sostitutiva della nomina del Commissario ad acta che deve provvedere in luogo dell'Amministrazione inottemperante nel predetto termine.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> ASTREINTE E SANZIONI --> RAGIONI OSTATIVE

Non va accolta la richiesta di astreintes nei confronti di una pubblica amministrazione chiamata ad ottemperare a una sentenza di condanna al pagamento dell'indennità di esproprio, ravvisandosi ragioni ostative consistenti nell'esigenza di contenimento della spesa pubblica in relazione alla particolare condizione... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ella finanza pubblica e all'ammontare del debito pubblico

Nel giudizio di ottemperanza, non sussistono ragioni ostative al riconoscimento della cd. "penalità di mora", ex art. 114, comma 4, lett. e), c. p. a., in particolare se nulla abbia controdedotto l'amministrazione inottemperante circa le ragioni, per le quali non sono stati adempiuti i precetti, contenuti nella sentenza; del resto, stabilendo la misura della penalità di mora, in misura pari agli interessi legali, per ciò stesso è escluso ogni profilo di manifesta iniquità.

L'astreinte può essere negato qualora debba essere posto a carico della pubblica amministrazione, nell'esigenza di contenimento della spesa pubblica in relazione alla particolare condizione di crisi della finanza pubblica e all'ammontare del debito pubblico.

Spetta al giudice dell'ottemperanza la verifica della sussistenza dei presupposti per l'applicazione della penalità di mora (c.d. astreinte), nonché di stabilire l'entità del relativo importo, tenuto conto delle peculiari condizioni del debitore pubblico, dell'esigenza di evitare sanzioni troppo afflittive, anche in considerazione delle possibili difficoltà nell'adempimento collegate a ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...mativi e di bilancio, allo stato della finanza pubblica e alla rilevanza di specifici interessi pubblici, che possono tradursi in ragioni ostative, espressamente previste dall'art. 114, comma 4, lettera e), del codice del processo amministrativo, quale limite negativo all'applicazione di tale misura.

Le ragioni, che expressis verbis precludono la condanna al pagamento dell'astreinte quando essa si traduca in un onere "manifestamente iniquo, ovvero sussistano altre ragioni ostative", sono riconducibili ai vincoli di bilancio gravanti sulla finanza degli enti locali ed alla progressiva riduzione dei trasferimenti statali.

Il mancato perfezionamento, allo stato, della procedura di acquisizione sanante, ancorché avviata, con l'adozione dello specifico provvedimento ex art. 42 bis del DPR n. 327/2001, è inidoneo a paralizzare l'azione di inottemperanza comprensiva della domanda di condanna alla penalità di mora (c.d. astreinte.

Ragioni ostative all'accoglimento della richiesta di astreintes, ex art. 114, comma 4, lettera e), cod. proc. Amm, sono ravvisabili nell'esigenza di contenimento della spesa pubblica in relazione alla particolare condizione di crisi della finanza pubblica e all'ammontare del debito pubblico.[Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... In ipotesi di domanda con cui è richiesta l'esecuzione del giudicato formatosi sulla condanna al pagamento di somme dovute a titolo di indennità di espropriazione, non è accoglibile la contestuale richiesta di astreintes, ex art. 114, comma 4, lettera e), cod. proc. Amm, qualora siano ravvisabili ragioni ostative (espressamente previste dalla normativa richiamata, quale limite negativo all'applicazione di tale misura), consistenti nell'esigenza di contenimento della spesa pubblica in relazione alla particolare condizione di crisi finanziaria della finanza pubblica e all'ammontare del debito pubblico.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> ASTREINTE E SANZIONI --> RAPPORTO CON IL COMMISSARIO AD ACTA

La penalità di mora, costituendo strumento di esecuzione indiretta del giudicato, può essere disposta cumulativamente alla nomina del commissario ad acta, strumento di esecuzione diretta ed è, inoltre, esperibile anche per l'esecuzione delle sentenze di condanna al pagamento di somme a carico della Pubblica amministrazione, poiché avente funzione sanzionatoria e non riparatoria e tesa a stimolare la spontanea esecuzione della sentenza. (Nella fattispecie, è stata accordata alla par... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...te una penalità di mora, nella misura di 50,00 euro per ogni giorno di ulteriore ritardo, a decorrere dalla scadenza del termine di ottemperanza fino all'insediamento del commissario ad acta incaricato di provvedere in via sostitutiva).

In merito alla problematica giuridica concernente la coerenza e possibile coesistenza del rimedio della penalità di mora (c.d. astreinte), con la tecnica surrogatoria che permea il giudizio di ottemperanza, nella specie rappresentata dalla nomina del commissario ad acta, deve ritenersi che i due rimedi non siano alternativi, bensì cumulabili. Invero, se si considerano le finalità dell'istituto, volto a spingere l'amministrazione alla sollecita esecuzione della sentenza, la fissazione di una misura di astreinte, che affianchi la disposta nomina di un Commissario ad acta, ha un senso logico e trova la sua giustificazione, proprio perché con la doppia richiesta (astreinte e nomina commisario ad acta), si perviene non già alla doppia riparazione di un unico danno (quello da ritardo nell'esecuzione), ma si ottiene l'aggiunta di una misura sanzionatoria ad una tutela risarcitoria.

Il fatto che il giudice abbia previsto che l'opera del Commissario ad acta, in ipotesi di inottemper... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...p.a., intervenga su "sollecitazione di parte", specificando espressamente che "l'entrata in azione del commissario ad acta è subordinata alla sollecitazione di parte", non è applicabile lo strumento della penalità di mora (c.d. astreinte), ancorché da ritenersi misura cumulativa e non alternativa, qualora tale sollecitazione non vi sia stata, non essendo possibile in tale fattispecie configurare, a voler ritenere persistente il potere dell'Amministrazione di conformarsi al giudicato pur dopo la prevista nomina del commissario ad acta, un ulteriore colpevole ritardo nell'esecuzione da parte del suindicato Ente locale.

L'assegnazione di astreinte, pur non essendo in astratto incompatibile con la nomina del commissario ad acta, va opportunamente modulata tenendo conto dell'esigenza di non far ricadere sull'amministrazione interessata eventuali ritardi essenzialmente imputabili al Commissario ad acta, salvo prova contraria in ordine alla cooperazione dell'ente inadempiente: essa va dunque accordata soltanto a decorrere dalla scadenza del termine eventualmente assegnato al Comune per l'esecuzione della sentenza (nella specie, di annullamento del diniego di titolo abilitativo) e fino all'insediamento formale e definitivo del commissario ad ac... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...to di provvedere in via sostitutiva.

Non vi è incompatibilità tra irrogazione di astreintes (misura prevista dalla disposizione dell'art. 114, comma 4, lettera e), cod. proc. amm.) e richiesta di nomina di un commissario ad acta. Si tratta, infatti, di mezzi di tutela diversi perché l'astreinte è un mezzo di coercizione indiretta (modello "compulsorio"), mentre la nomina del commissario ad acta, il quale provvede in luogo dell'amministrazione, comporta una misura attuativa del giudicato ispirata ad una logica del tutto differente, siccome volta non già ad esercitare pressioni sull'amministrazione affinché provveda, ma a nominare un diverso soggetto, tenuto a provvedere al posto della stessa (secondo un modello di "esecuzione surrogatoria").

La nomina di un Commissario ad acta e la condanna della P.A. al pagamento di una somma di denaro ex art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.) devono configurarsi come sostanzialmente alternative. Infatti la cd. penalità di mora (o astreinte) è intesa come uno strumento di coazione all'adempimento, rivolto ad evitare ulteriori ritardi da parte dell'Amministrazione inottemperante: quindi, essa è uno strumento tendenzialmente alternativo alla nomina di un Com... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...r />
GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> ASTREINTE E SANZIONI --> TUTELA RISARCITORIA

Risolvendo il contrasto in giurisprudenza, l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con la decisione del 25 giugno 2014 n. 15, ha ritenuto che, nel giudizio di ottemperanza, la comminatoria delle penalità di mora di cui all'art. 114, comma 4, lett. e), del codice del processo amministrativo è ammissibile per tutte le decisioni di condanna di cui al precedente art. 113, ivi comprese quelle aventi per oggetto prestazioni di natura pecuniaria.

Deve riconoscersi, in via di principio, l'applicabilità della penalità di mora di cui all'art. 114, comma 4, lett. e), anche in caso di condanna della p.a. al pagamento di una somma di denaro (nel caso di specie condanna al deposito dell'indennità di espropriazione e di quella di occupazione e dei relativi interessi legali presso la Cassa Depositi e Prestiti), salvo, ex art. 114, comma 4, lett. e), del c.p.a., ad escludere l'applicazione dell'astreinte ove sia dimostrata l'esistenza di ulteriori ragioni ostative ovvero la manifesta iniquità alla sua applicazione.

L'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con la sentenza del 25 giugno 2014... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...riconosciuto l'ammissibilità, nell'ambito del giudizio di ottemperanza, della comminatoria delle penalità di mora di cui all'art. 114, comma 4, lett. e), del codice del processo amministrativo, con riferimento a tutte le decisioni di condanna di cui al precedente art. 113, ivi comprese quelle aventi ad oggetto prestazioni di natura pecuniaria, così componendo il contrasto interpretativo sorto in materia. L'unico limite espressamente contemplato dall'art. 114 del codice del processo amministrativo è rappresentato dal fatto che l'uso dell'astreinte non risulti "manifestamente iniquo, ovvero sussistano altre ragioni ostative".

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> CASISTICA --> ACQUISIZIONE SANANTE

Il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale da parte dell'ente condannato alla scelta tra l'acquisizione coattiva o la restituzione del bene illegittimamente occupato, non preclude la condanna all'ottemperanza posto che l'esecuzione della sentenza presuppone un'attività provvedimentale preliminare alla successivo pagamento di somme di denaro.

A fronte di un giudicato in cui si pone all'amministrazione resistente l'alternativa di restituire il terreno illegittimamente oc... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ure di procedere alla sua acquisizione tramite lo strumento di cui all'art. 42-bis d.p.r. n. 327/2000, la totale inerzia dell'autorità o l'attività elusiva di carattere soprassessorio posta in essere da quest'ultima, consentono al giudice adito in sede di ottemperanza di intervenire, secondo lo schema disegnato dagli artt. 112 e ss. c.p.a., direttamente o nominando un commissario ad acta che procederà, nel rispetto delle prescrizioni e dei limiti dianzi illustrati, a valutare in luogo dell'amministrazione inadempiente se esistono le eccezionali condizioni legittimanti l'acquisizione coattiva del bene ex art. 42-bis.

Stante la persistente e immotivata inerzia di ottemperanza a sentenza accertativa di occupazione illegittima, va dichiarato l'obbligo di provvedere procedendo, previa rinnovata valutazione discrezionale dell'attualità e prevalenza dell'interesse pubblico, all'acquisizione dei beni utilizzati nonché ai risarcimenti e/o indennizzi negli importi indicati ovvero alla restituzione dei beni in proprietà previa riduzione in pristino.

La decisione del giudice amministrativo di accoglimento dell'azione avverso il silenzio rifiuto di restituire o acquisire il bene illegittimamente occupato, non potrebbe es... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...a ad esecuzione in sede di ottemperanza al fine di ottenere la restituzione del bene nel caso in cui l'Amministrazione ritenesse di non acquisire in via autoritativa il bene o nel caso in cui in tal senso dovesse provvedere un eventuale commissario "ad acta" nominato dal giudice, in quanto non è possibile che tramite l'esperimento del ricorso avverso il silenzio si determini un mutamento di giurisdizione (nell'ipotesi che l'occupazione si configuri come usurpativa) o del rito previsto (atteso che per l'ipotesi di domanda di restituzione a fronte di un'occupazione acquisitiva il rito previsto innanzi al giudice amministrativo è quello ordinario).

Poiché lo strumento dell'ottemperanza non può essere utilizzato per introdurre in giudizio questioni indipendenti dal giudicato, ossia tali da costituire oggetto di autonoma controversia, occorre distinguere le domande e le censure attinenti propriamente all'ottemperanza da quelle che invece hanno a che fare con il prosieguo dell'azione amministrativa che non impinge nel giudicato. Rientra in quest'ultimo caso la circostanza di una sopraggiunta deliberazione consiliare di adozione dell'acquisizione coattiva sanante ex art. 42 bis del d.p.r. n. 327/2001 che abbia introdotto una situazione diversa... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...considerata e disciplinata dall'invocata sentenza, la quale aveva accolto la domanda di restituzione dei beni e condannato al risarcimento dei danni sul presupposto della mancata adozione del provvedimento di acquisizione sanante.

Un'amministrazione condannata alla restituzione di beni illegittimamente occupati, salva la possibilità di avvalersi in via postuma dello strumento acquisitivo di cui all'art. 42 bis t.u.e.s., può decidere di acquisirne solo alcuni e di restituire gli altri.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> COMMISSARIO AD ACTA

La regola generale della concentrazione di ogni sindacato sugli atti commissariali in capo al giudice dell'ottemperanza vale a superare la distinzione fra vizi di legittimità e vizi esecutivi degli atti commissariali; e vale altresì a mantenere alla giurisdizione amministrativa questioni altrimenti devolute ad altro plesso giurisdizionale, sempreché il giudice amministrativo di ottemperanza non debba procedere ex novo, o per meglio dire in sede non mista ma di pura e semplice cognizione, alla stima della correttezza dell'azione commissariale intraprendendo una attività esclusivamente cognitoria che l'ordinamento vivente riserva al giudice o... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...r />
Sentenza di condanna al risarcimento dei danni da occupazione illegittima e all'obbligo di valutare la permanenza di un interesse pubblico all'acquisizione (42 bis d.p.r. n.380/2001) o di provvedere alla restituzione dei beni illegittimamente occupati. Ottemperabile da commissario ad acta sotto la sua personale responsabilità.

Se i provvedimenti del commissario ad acta costituiscono attuazione del comando vincolato del giudice e devono essere impugnati dalle parti davanti al giudice dell'ottemperanza in sede di incidente di esecuzione, nell'ambito dello stesso giudizio non si può comunque prescindere dai compiti a suo tempo affidatigli.

Il Commissario ad acta è legittimato a porre in essere tutti gli adempimenti necessari ad interpretare il comando giudiziale ed a far sì che questo sia correttamente seguito al fine di conseguire, in via sostanziale, il bene delle vita perseguito con il giudizio. Ove il quantum dovuto a titolo di indennità di esproprio sia chiaramente evincibile dalla sentenza ottemperanda, non è censurabile il comportamento del Commissario il quale si limiti a effettuare un mero calcolo aritmetico (quello relativo agli interessi) provvedendo a calcolare le somme dovute sulla ba... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ementi in fatto desumibili dagli atti di causa.

Il Commissario ad Acta, nominato per decidere sull'istanza di riqualificazione, non deve limitarsi a coordinare l'operato degli organi del Comune, fornendo loro "direttive", ma dopo il suo insediamento deve sostituirsi del tutto a tutti gli organi del Comune, ivi compreso il Consiglio comunale, e adottare tutti gli atti necessari per emettere la decisione finale.

A fronte di un giudicato alternativo, quale quello in cui si pone all'amministrazione che occupa illegittimamente un terreno privato, per scopi di pubblica utilità, l'alternativa di restituire il terreno oppure di procedere all'acquisizione dell'immobile tramite lo strumento di cui all'art.42-bis TUEs, in caso di inadempienza dell'amministrazione, parte ricorrente potrà ricorrere allo strumento del ricorso per l'ottemperanza e, in tal caso, il commissario, se nominato dal giudice a mente dell'art.114, co 3, lett. d) c.p.a. ed insediatosi a seguito della persistenza dell'inottemperanza, darà esecuzione al giudicato e pertanto potrà emanare anche il provvedimento di acquisizione coattiva.

Un grave ritardo nell'esecuzione di una sentenza da parte del commissario ad acta, può integrare gli estremi ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...i cui all'art. 328, comma 1, c.p., che punisce il pubblico ufficiale che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che deve essere compiuto senza ritardo, tra l'altro, "per ragioni di giustizia", e che trova applicazione anche ai casi di mancata ultimazione di incarico di ausiliario del giudice. Mentre qualora nemmeno l'insediamento abbia avuto luogo, allora sarà configurabile il reato di cui all'art. 366 c.p. (Rifiuto di uffici legalmente dovuti).

Così come avverrebbe riguardo agli atti direttamente assunti dal giudice dell'ottemperanza, la posizione di terzietà che di riflesso contraddistingue il commissario ad acta implica che l'accertamento dallo stesso effettuato costituisce prova privilegiata dei fatti alla base del provvedimento adottato.

La giurisprudenza amministrativa ha precisato che indubbiamente la Pubblica Amministrazione rimane titolare del potere di provvedere anche tardivamente, dopo la scadenza del termine fissato dal giudice nella sentenza di ottemperanza; peraltro, all'atto d'insediamento del Commissario ad acta ovvero con la redazione del verbale d'immissione del Commissario nelle funzioni amministrative e con la sua presa di contatto con l'Amministrazione, si verifica un definitivo trasferimento dei pot... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ndo precluso all'Amministrazione ogni margine di ulteriore intervento, con conseguente nullità degli atti da essa compiuti oltre le suddette date.

Gli atti adottati dal commissario ad acta hanno natura giurisdizionale e non amministrativa.

La fattispecie dell'esecuzione tramite commissario risulta costruita in modo del tutto differenziato da quella dell'esecuzione in via amministrativa tramite la riedizione del potere per mezzo del responsabile del procedimento, essendo diversi il potere esercitato, il soggetto titolare, e il regime degli atti adottati.

In sede esecutiva l'attività del commissario può anche coesistere con quella del responsabile del procedimento ma, in caso di contrasto, prevale l'attività del primo, il quale sostituisce, e quindi esautora, l'amministrazione nell'adozione degli atti in concreto.

Qualora il commissario ad acta nominato dal G.A. abbia dei dubbi in ordine alle modalità esecutive della sentenza, l'eventuale istanza di chiarimenti deve essere formulata con le modalità e nelle forme prescritte dall'art. 112, comma 5, c.p.a., onde consentire il contraddittorio tra tutte le parti coinvolte e permettere al Collegio di pronunciarsi sugli stessi e, sopra... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rire a concreti impedimenti esecutivi e non a quesiti giuridici del tutto avulsi dalla vicenda.

La disciplina del c.p.a., chiarendo il ruolo del commissario ad acta, ha espressamente precisato che questi è un ausiliario del giudice, nominato al fine esplicito di sostituire l'amministrazione. Ne discende che la fattispecie dell'esecuzione tramite commissario risulta costruita in modo del tutto differenziato da quella dell'esecuzione tramite la riedizione del potere amministrativo, essendo diversi il potere esercitato, il soggetto titolare e il regime degli atti adottati. Insomma, due ordini operativi e normativi del tutto distinti.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> COMMISSARIO AD ACTA --> DEFICIT FINANZIARIO DELL'ENTE

In caso di insufficienza della provvista sul pertinente capitolo di bilancio, il Commissario ad acta nominato dal giudice per dare esecuzione al giudicato deve ritenersi investito di tutti i poteri necessari al fine di assicurare il materiale reperimento della somma dovuta nell'ambito delle risorse finanziarie dell'amministrazione soccombente, anche mediante apposite variazioni nei capitoli del bilancio, ove necessario all'espletamento dell'incarico, e provvederà alla adozione di tutti... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...menti conseguenti necessari al materiale pagamento delle somme riconosciute, e quindi ritenersi investito del potere di emanare i necessari provvedimenti anche in deroga alle norme che disciplinano la competenza alla loro emanazione.

L'intervenuto stato di dissesto ai sensi degli artt. 246 ss., d.lg. 18 agosto 2000 n. 267, non preclude l'ammissione del giudizio di ottemperanza ad una sentenza di condanna al risarcimento dei danni da determinarsi ex art. 35 comma 2, d.lg. n. 80 del 1998, dovendo il giudice amministrativo limitarsi ad individuare esattamente gli importi dovuti per il risarcimento del danno, affidando alla gestione straordinaria di liquidazione ogni ulteriore provvedimento relativamente alla dovuta ammissione di detta somma alla massa passiva e, quindi, nel bilancio relativo al piano di rientro dall'indebitamento pregresso.

Nel caso in cui un Comune abbia avviato la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale e abbia domandato la sospensione del giudizio di ottemperanza ai sensi e per gli effetti dell'art. 243-bis, d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267, è ammissibile e procedibile il ricorso nei limiti della domanda volta a ottenere l'adozione del provvedimento di acquisizione sanante ovvero di restituzione del fondo con quantifica... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... somme dovute a titolo di risarcimento e indennizzo secondo i criteri indicati nella sentenza definitiva, al fine precipuo dell'inserimento del debito così liquidato nel piano di risanamento secondo il sistema e le procedure di cui agli artt. 243-bis e ss. ovvero, in caso di dissesto finanziario, nel piano di rilevazione della massa passiva ex art. 254, d.lgs. n. 267 del 2000, e, comunque, al riconoscimento della sua legittimità quale debito fuori bilancio.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> COMMISSARIO AD ACTA --> POTERI

L'attività del Commissario ad acta, posta in essere in esecuzione della sentenza che rimuova la situazione di inerzia imputabile alla pubblica amministrazione, non si limita al completamento e all'attuazione del dictum giudiziale, ma si atteggia come attività di pura sostituzione nell'esercizio del potere proprio dell'amministrazione soccombente.

Il Commissario ad acta, nominato a fronte della illegittima inerzia dell'amministrazione, può esercitare tutte le prerogative attribuite dall'ordinamento giuridico all'amministrazione inadempiente, ivi compresa quella di apportare variazioni al bilancio di previsione, con i soli limiti dettati dalle norme vigenti in mat... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...iaria. Nell'espletamento dei suoi compiti istituzionali, il Commissario ad acta può senz'altro avvalersi della collaborazione e del supporto dei dirigenti e dei responsabili del servizio, ivi compreso il responsabile del servizio finanziario.

L'insediamento del Commissario ad acta incaricato di provvedere in via sostitutiva determina un definitivo trasferimento del munus, rimanendo precluso all'Amministrazione ogni margine di ulteriore intervento.

Il Commissario ad acta è un ausiliare del giudice e titolare di un potere che trova diretto fondamento nella pronuncia giurisdizionale da portare ad esecuzione; ne deriva che egli è legittimato, anche al di fuori delle norme che governano l'azione ordinaria degli organi amministrativi sostituiti, ad adottare ogni misura conforme al giudicato che si appalesi in concreto idonea a garantire alla parte ricorrente il conseguimento effettivo del bene della vita di cui sia stato riconosciuto titolare nel provvedimento giurisdizionale, da portare ad attuazione anche in deroga ai canoni ordinari dell'azione amministrativa.

Il Commissario ad acta riveste la natura di organo ausiliario del giudice amministrativo ed esercita poteri che trovano fondamento e legittimazione direttament... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...tenza di ottemperanza; in quanto ausiliario del Giudice, quindi, il Commissario ad acta ha il compito di porre in essere tutte le attività necessarie a garantire la piena ed effettiva esecuzione del giudicato. Non essendo, quindi, il Commissario organo dell'Amministrazione, il suo previo insediamento presso gli Uffici del Comune, così come la trasmissione dell'atto di nomina da parte della Prefettura, non possono costituire condizioni necessarie per l'esercizio delle sue funzioni né, tantomeno, requisiti di legittimità degli suoi atti.

Nel processo amministrativo, all'atto dell'insediamento del commissario ad acta, si verifica un definitivo trasferimento dei poteri, rimanendo precluso all'Amministrazione ogni margine di ulteriore intervento, con conseguente nullità degli atti da essa compiuti oltre la relativa data.

Il termine assegnato dal giudice al Commissario ad acta per provvedere ha natura ordinatoria, con la conseguenza che l'intervento tardivo dello stesso Commissario non avviene in carenza di potere.

La relazione che si instaura tra l'Amministrazione che avrebbe dovuto ottemperare alla sentenza e il commissario ad acta deve ritenersi di natura intersoggettiva, perché il Commissario es... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ri autonomi, aventi gli stessi effetti verso i terzi di quelli dell'ente sostituito per provvedere in vece di questo e per superare la paralisi dell'azione amministrativa, e non interorganica, sicché, se l'ente non può rimuoverli in autotutela, come tenuto nell'ipotesi in cui avesse esso stesso esercitato il potere e che ne ravvisasse la necessità del ritiro, quanto meno deve ritenersi che debba essere legittimato ad impugnare con incidente di esecuzione i provvedimenti commissariali ritenuti illegittimi.

Nel processo amministrativo, il Commissario ad acta è un ausiliare del giudice e titolare di un potere che trova diretto fondamento nella pronuncia giurisdizionale da portare ad esecuzione; ne deriva che egli è legittimato, anche al di fuori delle norme che governano l'azione ordinaria degli organi amministrativi sostituiti, ad adottare ogni misura conforme al giudicato che si appalesi in concreto idonea a garantire alla parte ricorrente il conseguimento effettivo del bene della vita di cui sia stato riconosciuto titolare nel provvedimento giurisdizionale, da portare ad attuazione anche in deroga ai canoni ordinari dell'azione amministrativa, potendo adottare tutti i provvedimenti conseguenti necessari al materiale pagamento in ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ricorrente delle somme riconosciute, anche in deroga alle norme che disciplinano la competenza alla loro emanazione.

La protratta inerzia rispetto all'adozione del provvedimento di acquisizione coattiva sanante ex art. 42 bis dpr 327/2001 va superata mediante nomina del Commissario ad acta ex art. 117 co. 4 c.p.a. il quale, trattandosi di cd. "ottemperanza anomala" sul silenzio ex art. 117 c.p.a., va qualificato "organo straordinario sostitutivo" dell'amministrazione inadempiente (e non organo ausiliario del giudice ex art. 21 c.p.a.), con la conseguenza che, dal momento del suo insediamento, il Comune è esautorato da ogni potere provvedimentale in relazione alla vicenda procedimentale in controversia.

Il Commissario ad acta nominato dal giudice amministrativo per l'ottemperanza ad una sentenza di condanna in caso di occupazione illegittima di suoli privati per scopi di pubblica utilità, ha il potere di adottare anche il provvedimento di cui all'art. 42 bis del DPR 327/2001, ove la sentenza abbia espressamente fatto salvo il potere di provvedere in tal senso. Pertanto esigenze di effettività della tutela giurisdizionale impongono di eseguire il giudicato secondo buona fede. Conseguentemente il Commissario ben potrà valuta... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...stenza delle eccezionali condizioni legittimanti l'acquisizione coattiva del bene ex art. 42-bis.

Il Commissario ad acta nominato per l'ottemperanza a sentenza di condanna alla restituzione ovvero all'acquisizione sanante di terreno illegittimamente occupato potrà accedere agli atti dell'Amministrazione, avvalersi dei relativi apparati burocratici, fare propria l'attività già svolta (ivi comprese perizie di stima), stimolare la composizione bonaria della lite. Dovrà inoltre denunciare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale e alla Procura regionale della Corte dei Conti, per quanto di rispettiva competenza, gli specifici comportamenti omissivi di amministratori e funzionari che ne abbiano reso necessario l'intervento, con conseguenziale danno erariale corrispondente alle spese per l'intervento commissariale e quant'altro collegato all'inesecuzione della sentenza.

Costituisce principio consolidato quello per cui: a) una volta scaduto il termine per adempiere e nominato il commissario ad acta, l'amministrazione pubblica non consuma il potere di provvedere, in attuazione e nel rispetto dei principi di economicità e buon andamento dell'azione amministrativa nonché della riserva di amministrazione; b)... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...tale potere viene meno dopo l'insediamento del commissario ad acta, che determina un definitivo trasferimento del munus, rimanendo per tal via precluso all'amministrazione pubblica ogni margine di ulteriore intervento.

Se è vero che deve ammettersi che l'amministrazione rimane titolare del potere di provvedere anche tardivamente, dopo la scadenza del termine fissato dal giudice, è anche vero che all'atto di insediamento del commissario ad acta ovvero con la redazione del verbale di immissione del commissario nelle funzioni amministrative e con la sua presa di contatto con la amministrazione, si verifica un definitivo trasferimento dei poteri, rimanendo precluso alla amministrazione ogni margine di ulteriore intervento.

Il commissario ad acta nominato dal G.A. per l'esecuzione del giudicato di annullamento di un titolo edilizio è munito di tutti i poteri per procedere alla materiale demolizione delle opere e non necessita né di attendere l'eventuale conclusione dei procedimenti volti alla declaratoria di decadenza dalla concessione demaniale marittima, né degli altri ulteriori procedimenti per la revoca delle licenze rilasciate all'interessato a o chi per lui in ordine all'attività svolta nell'immobile abusiv... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...br /> Rientra nei poteri e nei doveri del commissario ad acta nominato per l'esecuzione del giudicato di annullamento di un titolo edilizio rendere l'area necessaria alla demolizione libera da persone e cose, senza che ciò sia frutto di una "soluzione condivisa " ovvero che sia imputabile a inerzia dell'Amministrazione comunale.

In linea teorica è del tutto concepibile che, in una fattispecie di esecuzione, si trovino ad agire sia il commissario ad acta sia il responsabile del procedimento, trattandosi di due figure che rilevano in ambiti ontologicamente differenti. Tuttavia, quando dall'astratta compatibilità, si ricada in situazioni in cui i provvedimenti assunti siano tra loro contrastanti, è evidente che dovrà prevalere l'azione del commissario che, come espressamente afferma il codice del processo amministrativo, sostituisce, e quindi esautora, l'amministrazione nell'adozione degli atti in concreto.

Non è compito del commissario ad acta insediato quello di procedere a nominare un responsabile del procedimento amministrativo. Infatti, in quanto ausiliario del giudice, il commissario ha egli stesso il dovere di provvedere e quindi non ha il potere di ulteriormente subdelegare, se non autorizzato dal gi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o, visto che la fonte del potere esercitato deriva unicamente dalla sentenza o dall'atto di nomina, ossia dal complesso normativo del processo e non dal piano disciplinare della legge n. 241 del 1990. La nomina operata dal commissario ad acta di un responsabile del procedimento appare pertanto illegittima in sé, perché data in assenza di una formale attribuzione.

Seppur la nomina operata dal commissario ad acta di un responsabile del procedimento appare illegittima in sé, qualora data in assenza di una formale attribuzione, appare arduo far discendere automaticamente dall'illegittimità della nomina anche l'illegittimità derivata di tutti i provvedimenti assunti dal responsabile del procedimento. Qualora la nomina non sia contestata sotto altri profili, deve valorizzarsi il profilo d'imputazione diretta degli atti all'amministrazione, rendendo quindi recessivo il profilo delle modalità di scelta. In ordine invece all'operato del commissario, la conseguenza giuridica di questa iniziativa si colloca su un piano diverso da quello dell'invalidità degli atti e attiene al riconoscimento del compenso spettante, poiché il commissario, non potrà essere retribuito per mansioni effettivamente svolte da terzi.
[Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> COMMISSARIO AD ACTA --> RICHIESTA DI ISTRUZIONI

La richiesta di istruzioni, formulata dal commissario ad acta nominato nell'ambito di un giudizio sul silenzio della P.A., ha l'ambito suo proprio ed esclusivo, per ragioni di evidente simmetria e di coerenza del sistema, nelle materie la cui cognizione spetti al G.A., legittimato a conoscere delle contestazioni insorte avverso le decisioni assunte dal commissario, e che con questo implicito limite deve intendersi la disposizione dell'art. 117, comma 4, c.p.a..

A dar corso alla richiesta di istruzioni formulata dal commissario ad acta fanno da insuperabile ostacolo i limiti esterni della giurisdizione del G.A., che valgono peraltro anche per il giudizio di ottemperanza in senso proprio. Conseguentemente, il TAR non può valutare nel merito la richiesta di istruzioni del commissario ad acta riguardanti la determinazione dell'indennità dovuta ai sensi dell'art. 42 bis del DPR n. 327/2001, in quanto eventuali giudizi circa la sola congruità delle somme liquidate restano di competenza del G.O. in conformità all'art. 53 t.u. e all'art. 133, comma 1, lett. g), c.p.a..

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERAN... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...NDENNIT
Il fatto che la circostanza dell'intervenuta caducazione del decreto di esproprio non sia stata dedotta in sede di giudizio di Corte di Appello (e che la relativa sentenza non sia stata impugnata) non comporta che essa sia irrilevante in ordine alla spettanza delle indennità di occupazione e di esproprio e che non possa essere eccepita in sede di ottemperanza della sentenza che tale determinazione ha operato ordinando il deposito delle relative somme presso la Cassa Depositi e Prestiti. Tale dipendenza del cosiddetto "giudizio di opposizione alla stima" dall'esistenza degli atti di occupazione e di esproprio infatti non può essere riservata alla sfera processuale ma interessa anche la sfera sostanziale, in considerazione dell'indissolubile collegamento che esiste tra indennità di espropriazione e trasferimento del bene attraverso l'espropriazione per pubblica utilità e allo stesso modo tra decreto di occupazione dell'area e indennità di occupazione.

La sentenza emessa dalla Corte d'Appello di determinazione dell'indennità di espropriazione per p.u. è suscettibile di ottemperanza innanzi al G.A., risultando osservate le formalità procedurali e decorso il termine di 120 gg. dalla ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...l titolo esecutivo ex art. 14 lett. A decreto legge n. 669/1996, modificato dall'articolo 147, primo comma, lettera a), legge n. 388/2000 e dall'articolo 44, terzo comma, lettera a), decreto legge n. 269/2003, come modificato, in sede di conversione, dalla legge n. 326/2003.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> INDENNITÀ --> INDENNIZZO EX ART. 42 BIS DPR 327/2001

Il provvedimento dell'Amministrazione comunale di "riconoscimento del debito fuori bilancio" riveste carattere satisfattivo della domanda proposta in sede di ottemperanza.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> POTERI DEL GIUDICE

Il giudizio di ottemperanza è attivabile unicamente al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato, e non per introdurre nuove questioni di cognizione, sicché, laddove vi fosse la necessità di accertamenti in diritto o in fatto determinanti il rinnovato esercizio di poteri cognitori, come nel caso in cui fosse necessario individuare i criteri di quantificazione di pretese residue reclamate, la relative deduzione sarebbe inammissibile in sede di ottemperanza, implicando, nella sostanza, richieste di accertamento ulteri... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o a quelle formalmente risultanti dal titolo ottemperando.

Parte ricorrente non può ottenere la restituzione dell'immobile nelle forme del giudizio di ottemperanza alla decisione sul silenzio a istanza a provvedere ai sensi dell'articolo 42-bis, e ciò in quanto non è possibile che tramite l'esperimento del ricorso avverso il silenzio si determini un mutamento di giurisdizione (nell'ipotesi che l'occupazione si configuri come usurpativa) o del rito previsto (atteso che per l'ipotesi di domanda di restituzione a fronte di un'occupazione acquisitiva il rito previsto innanzi al giudice amministrativo è quello ordinario).

La parte ricorrente avverso il silenzio su istanza di restituzione del bene illegittimamente occupato non può ottenere la restituzione dell'immobile nelle forme del giudizio di ottemperanza a decisione di accertamento dell'illegittimità del silenzio, e ciò in quanto non è possibile che tramite l'esperimento del ricorso avverso il silenzio si determini un mutamento di giurisdizione o del rito. Il giudice formula le proprie decisioni in modo tale che esse non pregiudichino la possibilità per l'Amministrazione di acquisire il bene ai sensi dell'art. 42-bis tues, ordinando all'a... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ve; di provvedere all'acquisizione qualora essa non ritenga di restituire l'immobile al legittimo proprietario previa riduzione in pristino stato.

Il giudicato ha valore di legge tra le parti e che debba essere eseguito. Il giudice dell'ottemperanza può decidere anche nel merito ed eventualmente sostituirsi all'amministrazione. Infatti l'azione di ottemperanza evidenzia profili diversi per quanto attiene non solo al «presupposto», cioè al provvedimento per il quale l'ottemperanza può essere chiesta, ma anche ai «contenuti» che la stessa può assumere, atteso che essa può essere diretta, in generale, a conseguire l'attuazione delle sentenze o altri provvedimenti ad esse equiparati, del giudice amministrativo o di altro giudice diverso da questi, ma altresì ad ottenere il risarcimento dei danni connessi all'impossibilità o comunque alla mancata esecuzione in forma specifica, totale o parziale, del giudicato o alla sua violazione o elusione, e in questo caso essa non è rivolta all'attuazione di una precedente sentenza e/o provvedimento equiparato, ma in questi ultimi trova solo il proprio presupposto.

Il giudice dell'ottemperanza, al fine di consentire l'unitarietà di... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e di tutte le censure svolte a fronte della riedizione del potere della P.A. conseguente ad un giudicato del G.A., è il giudice naturale dell'esecuzione della sentenza, sia in quanto egli è il giudice competente per l'esame della forma di più grave patologia dell'atto, quale è la nullità.

Il giudice dell'ottemperanza è chiamato in primo luogo a qualificare le domande prospettate, distinguendo quelle attinenti propriamente all'ottemperanza da quelle che invece hanno a che fare con il prosieguo dell'azione amministrativa che non impinge nel giudicato, traendone le necessarie conseguenze quanto al rito ed ai poteri decisori .

I momenti di cognizione ammessi nel giudizio di ottemperanza, possono essere solo quelli strettamente consequenziali al giudicato o con essi connessi: vale a dire domanda di interessi e rivalutazione maturati dopo il giudicato, domanda dei danni consequenziali all'inesecuzione o impossibilità di esecuzione del giudicato, chiarimenti sul giudicato. Non sono invece concepibili momenti di cognizione autonomi, in relazione a sopravvenienze o spazi lasciati bianchi dal giudicato, perché diversamente ragionando si altererebbero le regole sul riparto di giurisdizione, e l'ottemperan... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ebbe la sede per attribuire al giudice amministrativo spazi di cognizione in ambiti riservati ad altre giurisdizioni.

Il giudice amministrativo a fronte dell'inottemperanza del giudicato da parte di un'amministrazione ha il dovere di imporre a quest'ultima l'esecuzione dello stesso, assicurando la soddisfazione degli interessi che il privato fa valere e godendo al riguardo di poteri valutativi che si estendono al merito, cioè alla formulazione di valutazioni di opportunità finalizzate ad assicurare il rispetto di quanto deciso con la sentenza da eseguire.

Se è vero che, in sede di ottemperanza, il giudice amministrativo può sostituire l'amministrazione anche nelle scelte che toccano il merito dell'azione, è anche vero che il giudizio di ottemperanza altro non è che il portato esecutivo del giudizio di cognizione. Quindi, se è pacifico che il giudice dell'ottemperanza è vincolato dal contenuto della sentenza da eseguire, è del pari evidente che la sentenza di cognizione ottemperanda è a sua volta legata ai limiti dati dalla domanda proposta dalla parte in sede di ricorso introduttivo. Si tratta cioè di un rapporto di successiva delimitazione e progressiva messa a fuoco, dal ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...i può prescindere se non dimenticando le interconnessioni tra i vari momenti del processo.

Riguardo all'esecuzione di sentenza di annullamento di una procedura espropriativa, si è di fronte ad una vicenda così riassumibile: la domanda posta è una domanda demolitoria degli atti espropriativi; l'accoglimento della domanda, cui consegue l'annullamento della procedura e il contestuale riconoscimento della mancata acquisizione alla mano pubblica della proprietà, comporta l'obbligo della restituzione del bene illegittimamente sottratto; stante l'inerzia dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza deve muoversi con i poteri di merito e nell'ambito dei limiti della domanda proposta e accolta.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> POTERI DELL'AMMINISTRAZIONE SOSTITUITA

Se la restitutio in integrum è ordinata dal giudice, è nullo l'atto dell'Amministrazione con cui pretenda di sottrarsi all'obbligo restitutorio derivante dalla sentenza, invocando se del caso l'esistenza di un risalente decreto di esproprio - che avrebbe dovuto essere tempestivamente eccepito in giudizio - oppure l'irreversibile trasformazione del terreno, circostanza fattuale già vagliata in giudizio ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...inidonea a consentire la perdita del diritto di proprietà.

L'ottemperanza ad una decisione di annullamento per difetto di motivazione comporta solo la riedizione del potere da parte dell'amministrazione tramite l'adozione di un nuovo provvedimento.

A seguito di un giudicato di annullamento dal quale derivi per l'amministrazione soccombente il dovere o la facoltà di provvedere di nuovo, la stessa è obbligata a riesaminare la materia del contendere nella sua interezza, sollevando, una volta per tutte, tutte le questioni che ritenga rilevanti, non potendo dopo di ciò tornare a decidere sfavorevolmente neppure in relazione a profili non ancora esaminati.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> RAPPORTO CON L'AZIONE DI NULLITÀ

I provvedimenti assunti in violazione del giudicato sono, ex art 21 septies della legge 241 del 1990, nulli e quindi la dichiarazione in tal senso resa dal giudice ha effetto dichiarativo ex tunc. Invero, ai sensi dell'art. 21 septies comma 1, l. 7 agosto 1990, n. 241, è nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è stato adottato in violazione o elu... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...iudicato, nonché negli altri casi espressamente previsti dalla legge.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> RIPARAZIONE PER EQUIVALENTE O IN FORMA SPECIFICA --> ACQUISTO PARZIALE

A fronte di giudicato comportante la restituzione del bene illegittimamente appreso, seppur non illegittima la scelta procedimentale dell'amministrazione di procedere all'acquisto del bene, rientrando tale scelta nelle sue attribuzioni, anche in tempi diversi, tuttavia il risultato raggiunto consistente nell'acquisto di mere quote non può essere considerato esaustivo degli obblighi imposti in sentenza. Ne deriva come l'azione dell'Amministrazione che abbia autorizzato l'acquisto pro quota del fondo sia palesemente elusiva del giudicato e pertanto debba considerarsi nulla la relativa delibera, con una dichiarazione che non può non rifluire sulla causa del negozio di diritto privato stipulato dall'amministrazione.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> RIPARAZIONE PER EQUIVALENTE O IN FORMA SPECIFICA --> PROPOSTA DI ACQUISTO

La regolarizzazione della situazione illecita determinata dall'occupazione sine titulo di suoli, se del caso con l'impiego dello strumento dell'acquisizione ex art. 4... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ....P.R. n. 327/2001, rientra a pieno titolo fra gli obblighi conformativi incombenti sull'Amministrazione in esecuzione del giudicato intervenuto sulla sentenza di annullamento del decreto di esproprio; tuttavia la manifestata intenzione di acquisire la proprietà dell'area interessata, tramite cessione bonaria o con l'utilizzo dello strumento previsto dall'art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001, non equivale certo alla sua acquisizione da parte della P.A., cosicché non può in alcun modo ritenersi che quest'ultima abbia prestato ottemperanza alla sentenza da eseguire.

GIUDIZIO --> GIUDICATO --> OTTEMPERANZA --> RISARCIMENTO DEL DANNO

L'ingiustificato inadempimento di una sentenza può essere sanzionato con una penalità di mora quantificabile nella misura dello 0,50% sull'importo del dovuto per ogni mese di ulteriore ritardo, o frazione di mese pari o superiore a quindici giorni, a decorrere dalla scadenza del termine (gg. 60) assegnato all'Amministrazione per l'adempimento degli obblighi suindicati e fino all'insediamento formale e definitivo del commissario ad acta incaricato di provvedere in via sostitutiva, anche per il pagamento della penalità di mora.



 
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