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Decorrenza del termine per opporsi alla determinazione giudiziale dell'indennità di esproprio per p.u.

Il legislatore, con la lapidaria affermazione "l'opposizione può essere proposta anche dall'espropriante", senza altra precisazione, all'art 19, comma 2, L. n. 865/71, ha inteso stabilire un rigida identità di disciplina, indipendentemente dalla provenienza dell'iniziativa diretta alla determinazione giudiziale dell'indennità, a nulla rilevando che l'ente espropriante, in quanto soggetto da cui promana l'atto, ne abbia avuto legale conoscenza in un momento anteriore.

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titolo:GIUDIZIO 2014-2016 in materia di urbanistica ed edilizia, demanio e patrimonio pubblico, espropriazione per pubblica utilità
anno:2017
pagine: 2761 in formato A4, equivalenti a 4694 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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GIUDIZIO , DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ , TERMINE DECADENZIALE

Il sistema introdotto dalla L. n. 865 del 1971 fa decorrere dall'inserzione nel Fal il termine di trenta giorni per proporre opposizione alla stima. Nei casi di anomalia procedimentale di un decreto espropriativo, che segua e non preceda la pubblicazione sul Fal dell'avviso di deposito della stima dell'indennità di espropriazione definitiva della Cpe, dalla notifica di tale provvedimento ablatorio decorre il termine di decadenza di trenta giorni previsto dalla L. n. 865 del 1971, art. 19, in quanto solo con l'espropriazione sorge il diritto di chiedere la determinazione dell'indennità relativa, come effetto della necessità di reintegrare la perdita della proprietà ad opera dell'atto ablatorio.

Il legislatore, con la lapidaria affermazione "l'opposizione può essere proposta anche dall'espropriante", senza altra precisazione, all'art 19, comma 2, L. n. 865/71, ha inteso stabilire un rigida identità di disciplina, indipendentemente dalla provenienza dell'iniziativa diretta alla determinazione giudiziale dell'indennità, a nulla rilevando che l'ente espropriante, in quanto soggetto da cui promana l'atto, ne ab... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egale conoscenza in un momento anteriore.

A seguito dell'abolizione del F.A.L., la disciplina sul termine per la proposizione dell'opposizione alla stima, conserva la sua attualità nella formulazione tradizionale della giurisprudenza che richiede adempimento di tutte le formalità previste dal combinato disposto della L. n. 865 del 1971, artt. 15 e 10, concentrandosi ora l'atto di pubblicità legale nella sola affissione nell'Albo pretorio.

E' stata evidenziata una sostanziale differenza fra il procedimento disciplinato dalla L. n. 865 del 1971, art. 19 e quello previsto dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 54 nel senso che, mentre nel primo caso l'Amministrazione veniva per prima a conoscenza della stima effettuata dalla competente commissione, viceversa, ove la stima sia stata determinata dalla commissione dei tecnici di cui al D.P.R. n. 327 del 2001, art. 21, tra cui quello nominato dalla parte espropriata per procedere insieme alla determinazione definitiva dell'indennità di espropriazione, tutte le parti del procedimento possono conoscere la stima operata, prima del deposito di essa presso l'Amministrazione.

Il sistema introdotto dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 54, nella versione applicabile "ra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ris", vale a dire prima delle modifiche introdotte dal D.Lgs 10 settembre 2011, n. 150, art. 34 prevede: " L'opposizione di cui al comma 1 va proposta, a pena di decadenza, entro il termine di trenta giorni, decorrente dalla notifica del decreto di esproprio o dalla notifica della stima peritale, se quest'ultima sia successiva al decreto di esproprio". La norma non opera alcuna distinzione fra espropriato e promotore dell'espropriazione, ragion per cui non vi è alcuna ragione per affermare una diversa decorrenza del termine per proporre opposizione, anche con riferimento all'ipotesi in cui il promotore dell'espropriazione e l'autorità espropriante vengono a coincidere, nell'ambito di una disciplina sostanzialmente unitaria.

Se il procedimento si è svolto ex lege n. 865 del 1971, all'espropriando sono concesse due azioni per chiedere la determinazione della giusta indennità, a seconda che sia stata calcolata, o meno, da parte della commissione provinciale, quella definitiva di cui della menzionata L. n. 865 del 1971, art. 16. Nel primo caso, l'opposizione alla stima va proposta nel breve termine di decadenza di cui all'art. 19 della Legge cit., che inizia a decorrere dopo il deposito della relazione di stima nella s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el comune, l'inserzione dell'avviso di deposito nel FAL (a seguito della sua soppressione, dal momento dell'affissione del predetto avviso sull'Albo pretorio comunale) e la notifica agli espropriati della determinazione concreta dell'indennità definitiva.

Se il procedimento si è svolto ex lege n. 865 del 1971, all'espropriando sono concesse due azioni per chiedere la determinazione della giusta indennità, a seconda che sia stata calcolata, o meno, da parte della commissione provinciale, quella definitiva di cui della menzionata L. n. 865 del 1971, art. 16. Ove sia stata soltanto offerta dall'espropriante l'indennità provvisoria, all'espropriando è consentito, dopo la sentenza n. 67 del 1990 della Corte Cost. chiedere la determinazione giudiziale del giusto indennizzo di cui all'art. 42 Cost., pur quando venga emesso tardivamente o non venga emesso il provvedimento di stima da parte della commissione.

Il D.P.R. n. 327 del 2001, art. 54, comma 2 dispone che il termine di decadenza di trenta giorni per proporre l'opposizione alla stima decorre "dalla notifica del decreto di espropriazione o dalla notifica della stima peritale se quest'ultima sia successiva al decreto di esproprio". Qualora non sia s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...inata la stima definitiva, il termine di decadenza, dunque, neppure inizia il suo decorso e l'azione (di determinazione giudiziale dell'indennità), resta proponibile per l'intera durata della prescrizione decennale, a far tempo dall'emanazione del provvedimento ablatorio.

Riguardo all'azione di determinazione giudiziale della giusta indennità di esproprio, divenuta esperibile a seguito della sentenza n. 67 del 1990 resa dalla Corte Costituzionale, non si pone questione di decadenza, non trattandosi di opposizione alla stima.Per legittimare il decorso del termine decadenziale di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 19, occorre che si perfezioni la sequenza ivi prevista.

La comunicazione all'interessato del quantum dell'indennità di espropriazione fissato in sede amministrativa, ovvero la acquisizione "aliunde" della notizia del relativo ammontare, non bastano a far decorrere il termine di trenta giorni, di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 19, per proporre opposizione alla stima definitiva, da qualunque interessato (quindi anche da parte dell'ente espropriante), occorrendo anche il deposito della relazione di stima nella segreteria del Comune, l'inserzione dell'avviso di deposito nel Foglio degli annunci lega... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ovincia e la notifica della determinazione concreta dell'indennità definitiva ai proprietari espropriati.

La notificazione del decreto ablativo nel quale l'indennità di espropriazione, pure in assenza degli altri adempimenti richiesti dal procedimento di cui della L. n. 865 del 1971, artt. 11 e segg., venga indicata nella misura dall'ente precedentemente fissata in via provvisoria, ma nell'atto stesso qualificata (in via sostitutiva) come definitiva, non basta a far decorrere il termine di trenta giorni, di cui all'art. 19 della legge medesima, per proporre opposizione alla stima definitiva da parte dei proprietari espropriati. Ricorre, nella specie, un'ipotesi non di anomalia, ma piuttosto d'incompletezza della sequenza procedimentale legale, non avendo la Commissione provinciale determinato alcuna indennità definitiva da pubblicare.

La provvisorietà o definitività dell'indennità non dipende dalla qualifica attribuitale dal decreto di esproprio, ma dalla diversa funzione assegnata alla relativa stima dal legislatore; soltanto nei casi di mancata accettazione dell'indennità provvisoria si apre la via alla stima dell'indennità definitiva, da compiersi, nella sequenza ipotizzata dal legi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...po la pronunzia del provvedimento ablativo, alla stregua dell'art. 15 della L. n. 865/71 da parte della Commissione provinciale rispetto alla quale stima l'art. 19 della legge più non pone, né potrebbe porre, alcun problema di offerta e di accettazione dell'indennità, trattandosi di attività non devoluta alle parti del procedimento ablativo, ma soltanto di possibile opposizione giudiziale da parte di taluna di esse o di entrambe, nel breve termine all'uopo concesso.

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 54 T. U. espropriazioni e 29 D.P.R. n. 150 del 2001, l'opposizione alla stima va proposta, a pena di inammissibilità, entro il termine di trenta giorni dalla notifica del decreto di esproprio o dalla notifica della stima peritale, se quest'ultima sia successiva al decreto di esproprio. Il termine e' di sessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero. Il termine decadenziale di cui all'art. 54 L. n. 327 del 2001 - che vede quale dies a quo quello della notifica del decreto di esproprio ovvero quello della notifica della stima "se quest'ultima sia successiva al decreto di esproprio" (art. 29 D.Lgs. n. 150 del 2011) - è l'unico termine che consuma il potere di chiedere la determinazione giudiziale de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tà di espropriazione.

In tema di espropriazione per pubblica utilità, il termine perentorio per proporre opposizione alla stima decorre solo dal momento in cui l'espropriato riceve piena e legale conoscenza della stima attraverso valida notifica dell'atto amministrativo che ha determinato l'indennità di esproprio.

Soltanto all'esito dell'indennità definitiva decorre il termine di decadenza previsto dalla L. n. 685 del 1971, art. 19 per la proposizione del giudizio di opposizione.

L'ipotesi dell'anomalia procedimentale che si verifica nel caso in cui il decreto di esproprio segue e non procede la stima, che comporta la decorrenza da tale data del termine per proporre opposizione, riguarda la previa conclusione del sub-procedimento concernente la determinazione della stima definitiva e non già la domanda di determinazione della giusta indennità proposta dopo la comunicazione di quella provvisoria.

Il sistema introdotto dalla L. n. 865 del 1971 (art. 10, comma 2, art. 15, comma 2 e art. 19, comma 1), fa decorrere dall'inserzione nel Fal il termine di trenta giorni per proporre opposizione alla stima, sistema peraltro dichiarato in regola con la Carta costituzionale da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...elle leggi (Corte Cost.,14 maggio 1985, n. 226). Nei casi di anomalia procedimentale di un decreto espropriativo, che segua e non preceda la pubblicazione sul Fal dell'avviso di deposito della stima dell'indennità di espropriazione definitiva della C.P. espropri, dalla notifica di tale provvedimento ablatorio decorre il termine di decadenza di trenta giorni previsto dalla L. n. 865 del 1971, per l'opposizione alla stima, in quanto solo con l'espropriazione sorge il diritto di chiedere la determinazione dell'indennità relativa, come effetto della necessità di reintegrare la perdita della proprietà ad opera dell'atto ablatorio.

La disciplina sul termine per la proposizione dell'opposizione di cui all'art. 19 l. n. 865/71 (applicabile ratione temporis), conserva la sua attualità nella formulazione tradizionale della giurisprudenza che richiede l'adempimento di tutte le formalità previste dal combinato disposto della L. n. 865 del 1971, artt. 15 e 10, concentrandosi ora l'atto di pubblicità legale nella sola affissione nell'Albo pretorio, a seguito di soppressione del F.A.L.

E' evidente il difetto di coordinamento tra gli artt. 54 e 27 comma 2) del D.Lgs. n. 327 del 2001 e l'art. 29 del D.Lgs. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...2011 che contempla il diverso termine di trenta giorni dalla notifica del decreto di esproprio (o della stima peritale, se successiva); quest'ultima norma è entrata in vigore successivamente e, dunque, prevalente sulla prima.

In merito alla decadenza dell'azione di opposizione alla stima, la sequenza procedimentale ex L. n. 865/71 (applicabile ratione temporis), va così delineata: 1) notifica dell'avviso; 2) deposito della relazione nella segreteria del Comune e 3) notizia al pubblico dell'eseguito deposito da affiggere nell'albo del Comune e da inserire nel F.A.L. Tale inserzione è l'ultimo atto del procedimento di pubblicità-notizia. Qualora, però, il decreto di esproprio, per anomalia del procedimento amministrativo, intervenga successivamente alla relazione (della Commissione) ed alla sua pubblicità, il termine per l'opposizione non può decorrere se non dalla notifica del decreto di esproprio poiché, solo da tale momento, la stima in sede amministrativa acquista giuridica efficacia ed insorge il diritto dell'espropriato al conseguimento del giusto indennizzo.

Dal coordinamento della L. n. 865 del 1971, art. 10, comma 2, art. 15, comma 2 e art. 19, comma 1 si delinea un procediment... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ativo voluto dal legislatore e scandito anche sotto il profilo cronologico; l'osservanza di queste regole procedimentali comporta che - a differenza del procedimento di cui alla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 51 secondo cui l'opposizione alla stima decorre dalla notifica del decreto di esproprio - il sistema introdotto dalla L. n. 865 del 1971 fa decorre dall'inserzione nel Fal il termine di trenta giorni per proporre opposizione alla stima, sistema peraltro dichiarato in regola con la Carta costituzionale dal giudice delle leggi (Corte cost. 14.5.1985, n. 226).

Nei casi di anomalia procedimentale di un decreto espropriativo, che segua e non preceda la pubblicazione sul Fal dell'avviso di deposito della stima dell'indennità di espropriazione definitiva della Commissione provinciale espropri, dalla notifica di tale provvedimento ablatorio decorre il termine di decadenza di trenta giorni previsto dalla L. n. 865 del 1971, art. 19 per l'opposizione alla stima, in quanto solo con l'espropriazione sorge il diritto di chiedere la determinazione dell'indennità relativa, come effetto della necessità di reintegrare la perdita della proprietà ad opera dell'atto ablatorio.

Il sistema introdotto dalla L. n. 86... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fa decorre dall'inserzione nel Fal il termine di trenta giorni per proporre opposizione alla stima o dalla notifica del provvedimento ablatorio qualora questo segua la pubblicazione sul Fal; non sembra che tali principi debbano modificarsi per effetto dell'abolizione del Fal ex L. n. 340 del 2000, art. 1; prevedendo la norma anche l'affissione nell'Albo del Comune, la disciplina sul termine per la proposizione dell'opposizione conserva la sua attualità nella formulazione tradizionale della giurisprudenza che richiede adempimento di tutte le formalità previste dal combinato disposto della L. n. 865 del 1971, artt. 15 e 10 concentrandosi ora l'atto di pubblicità legale nella sola affissione nell'Albo pretorio.

L'Albo pretorio è stato soppresso dalla L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 32 (a decorrere dal 1.1.2011 le pubblicità effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale, di fatto riconoscendosi tale caratteristica solo alle affissioni on line).Riguardo ai termini per proporre opposizione alla stima continua pertanto ad essere garantita l'efficacia legale della pubblicazione a mezzo degli spazi e forme tradizionali dell'Albo pretorio sino al 31.12.2010; il sistema del D.P.R. 327/2001 abbando... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o il sistema della pubblicazione dell'avviso di deposito quale incombente pubblicitario aggiuntivo alla notifica al proprietario espropriato, in modo che il termine di gg. 30 per l'opposizione alla stima decorre dalla notifica del decreto di esproprio o dalla notifica della stima peritale se successiva.

E' indefettibile e non surrogabile da conoscenza "equipollente" la pubblicazione sul FAL quale modalità di determinazione della conoscenza legale del deposito dell'indennità definitiva e dies a quo per il decorso del termine ad opponendum. La notificazione del decreto ablativo, nel quale l'indennità venga indicata come definitiva e determinata in misura corrispondente a quella già qualificata come provvisoria, non basta a far decorrere il termine di trenta giorni per proporre opposizione da parte dei proprietari espropriati, ai sensi della L. n. 865 del 1971, art. 19, occorrendo anche il deposito della relazione di stima nella segreteria del Comune, l'inserzione dell'avviso di deposito nel FAL e la notifica della determinazione concreta dell'indennità definitiva.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> TERMINE DECADENZIALE --> AFFITTUARIO

Qualora, dif... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dal modello legale delineato dalla L. n. 865/1971, art. 13, comma 2 e art. 15, comma 2, il decreto di esproprio segua e non preceda la pubblicazione dell'avviso di deposito della relazione di stima nel FAL, tale forma di pubblicità, in quanto priva di collegamento con un provvedimento ablatorio già emesso, non può considerarsi idonea a determinare la conoscenza legale dell'indennità definitiva, la quale può ritenersi acquisita soltanto nel momento in cui l'espropriante provveda alla notifica del decreto di espropriazione, da effettuarsi, alla stregua di un'interpretazione sistematica e costituzionalmente orientata della disciplina in esame, non solo nei confronti dei proprietari, ma anche degli altri interessati, ai quali l'art. 19 riconosce la legittimazione a proporre opposizione.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> TERMINE DECADENZIALE --> DOMANDA RICONVENZIONALE

La proposizione di una domanda riconvenzionale nel giudizio di opposizione alla stima, certamente ammissibile trattandosi di un ordinario giudizio di cognizione, prescinde dal decorso dei termini previsti per l'opposizione stessa. Tale orientamento si fonda sulla considerazione che la tempestiva opposizion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a da parte di uno dei soggetti legittimati fa venir meno l'efficacia vincolante della stessa per tutti i soggetti del rapporto espropriativo, sicché sia l'espropriato (nel caso che l'opposizione sia stata proposta dall'espropriante), sia l'espropriante (nella normale ipotesi contraria), possono avanzare richieste in ordine all'accertamento dell'indennità, senza che nessuna delle parti sia vincolata al termine per l'opposizione.

Non potendo attribuirsi alla domanda principale di opposizione alla stima, ove ritenuta inammissibile, l'efficacia caducatoria della relazione di stima, la domanda riconvenzionale, attesa la sua autonomia, non può ritenersi svincolata dal rispetto dei termini previsti dal citato D.P.R. n. 327 del 2001, art. 54.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> TERMINE DECADENZIALE --> ECCEZIONE DI DECADENZA

La decadenza relativa all'opposizione alla stima relativa all'indennità di occupazione legittima può essere rilevata a condizione che dagli atti risultino compiuti gli adempimenti che ne costituiscono il presupposto.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> TERMINE DECADENZIALE --> IN... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; DI OCCUPAZIONE

L'assoggettamento della comunicazione del provvedimento di determinazione dell'indennità di occupazione alle forme prescritte per la notificazione degli atti processuali civili, previsto dalla L. n. 865 del 1971, art. 20, comma 4, non attribuisce a tale adempimento la natura di atto processuale, conservando la stessa carattere sostanziale, quale elemento di un procedimento complesso, la cui disciplina risponde essenzialmente alla finalità di garantire il diritto di difesa del proprietario del fondo occupato: l'inesistenza o la nullità della predetta notificazione impedisce pertanto la decorrenza del termine per l'opposizione alla stima, non assumendo alcun rilievo, a tal fine, la conoscenza del provvedimento di determinazione dell'indennità aliunde acquisita dall'interessato.

Il termine di decadenza per l'opposizione alla stima o per la proposizione della domanda di determinazione dell'indennità decorre, per espressa previsione della L. n. 865 del 1971, art. 20, solo dalla ricevuta comunicazione della specifica determinazione dell'indennità di occupazione, senza che possa rilevare l'eventuale comunicazione della (diversa) indennità di espropriazione, non essendo l'inde... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; di occupazione automaticamente "implicita" nella prima per il solo fatto che è determinabile in base ad una sua frazione.

Per ritenere applicabile il termine decadenziale previsto dalla L. n. 865 del 1971, art. 20, la comunicazione deve riguardare l'indennità da occupazione legittima determinata dall'organo competente a stimare in via definitiva l'indennizzo in questione - che è la CP L. n. 865 del 1971, ex art. 16.

L'art. 20, comma 4 della predetta legge, nel disporre che "contro la determinazione dell'indennità gli interessati possono proporre opposizione davanti alla corte d'appello competente per territorio, con atto di citazione notificato all'occupante entro trenta giorni dalla comunicazione della indennità a cura del sindaco nelle forme prescritte per la notificazione degli atti processuali civili", fa implicito (ma chiaro) riferimento non a qualsiasi proposta di indennità di occupazione legittima indirizzata ai proprietari che subiscono l'occupazione, ma soltanto a quella indennità che sia stata determinata, a norma del precedente comma 3, dall'UTE (oggi dalla Commissione provinciale) che vi provvede su richiesta del prefetto.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIO... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...LE DELL'INDENNITÀ --> TERMINE DECADENZIALE --> PER IL PROPRIETARIO EFFETTIVO

La notifica del decreto di esproprio a chi, non essendo proprietario effettivo del bene, risulti tale dai registri catastali, se non incide sulla validità ed efficacia del provvedimento ablativo, impedisce tuttavia il decorso del termine di decadenza per l'opposizione alla stima nei confronti del proprietario effettivo ed abilita quest'ultimo, ove l'omissione o il ritardo della notificazione nei suoi confronti sia ascrivibile ad un difetto di diligenza dell'espropriante nell'accertamento del titolare del bene sottoposto ad espropriazione, a chiedere il risarcimento del danno derivato dalla ritardata riscossione dell'indennità.

La mancanza della notifica del decreto di esproprio al proprietario effettivo, non impedisce che tale proprietario, nel termine di prescrizione decennale dall'effettiva conoscenza della pronuncia dell'indicato decreto, non trovando applicazione le disposizioni di cui agli artt. 19 della legge n. 865 del 1971 e 51 della legge n. 2359 del 1865, contenenti previsioni di più brevi termini per l'opposizione medesima che postulano l'esistenza di una rituale notificazione del provvedimento ablatorio, "possa autonomame... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...er la determinazione dell'indennità afferente alla proprietà acquisita e successivamente espropriata".

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> TERMINE DECADENZIALE --> PER L'ESPROPRIANTE

Il sistema introdotto dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, fa decorrere, per qualunque interessato (quindi anche per l'ente espropriante), il termine di trenta giorni per proporre l'opposizione ivi disciplinata all'art. 19 dall'inserzione, nel Foglio degli annunci legali (FAL) della Provincia, dell'avviso di deposito della relazione redatta dalla Commissione provinciale espropri, ed a seguito della soppressione del FAL, dal momento dell'affissione del predetto avviso sull'Albo pretorio comunale.

La comunicazione all'interessato del "quantum" dell'indennità di espropriazione fissato in sede amministrativa, ovvero la acquisizione "aliunde" della notizia del relativo ammontare, non bastano a far decorrere il termine di trenta giorni, di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 19 per proporre opposizione alla stima definitiva, da qualunque interessato (quindi anche da parte dell'ente espropriante), occorrendo anche il deposito della relazione di stima nella segreteria del Comune, l'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dell'avviso di deposito nel Foglio degli annunci legali della Provincia e la notifica della determinazione concreta dell'indennità definitiva ai proprietari espropriati, dell'indennità di esproprio poi pubblicata nel FAL, a nulla rilevando il decreto di esproprio successivo solo all'offerta dell'indennità provvisoria.

Con la lapidaria affermazione "l'opposizione può essere proposta anche dall'espropriante", senza altra precisazione, l'art. 19, comma 2 della L. n. 865/71 che è preceduto dai dettami procedimentali per l'espropriato di cui al comma 1, ha inteso stabilire un rigida identità di disciplina, indipendentemente dalla provenienza dell'iniziativa diretta alla determinazione giudiziale dell'indennità (a nulla rilevando che l'ente espropriante, in quanto soggetto da cui promana l'atto, ne abbia avuto legale conoscenza in un momento anteriore). L'unitarietà della disciplina riguarda anche i possibili terzi interessati all'espropriazione, per i quali il termine non decorre se non abbiano ricevuto notifica individuale, oltre all'inserzione sul Fal.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> TERMINE DECADENZIALE --> PER L'ESPROPRIANTE --> ART.26.10 ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...1

L'art. 26 co. 10 DPR 327/2001 è attinente alle modalità di pagamento dell'indennità di espropriazione, e prevede in primo luogo l'emissione del decreto che ordina il pagamento da parte dell'autorità espropriante; il promotore dell'espropriazione esegue il pagamento dell'indennità accettata o determinata dai tecnici, entro il termine di sessanta giorni, decorrente dalla comunicazione del decreto che ha ordinato il pagamento, salvo il caso in cui egli abbia proposto, entro lo stesso termine, l'opposizione alla stima definitiva della indennità: il termine per detta opposizione decorre quindi dalla comunicazione del decreto che ha autorizzato il pagamento, e non dal deposito della stima peritale ovvero dalla comunicazione della accettazione.

Anche qualora l'Ente rivesta contemporaneamente la qualifica di ente espropriante e di beneficiario dell'espropriazione, non può farsi decorrere il termine previsto dall'art. 26 co. 10 T. U. per l'opposizione alla stima dal deposito della stima peritale: detta ricostruzione infatti comporta un inammissibile aggravamento della posizione del soggetto espropriante/beneficiario dell'espropriazione che reputi errata o incongrua la relazione di stima; fissa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti, il dies a quo per la decorrenza del termine previsto dall'art. 26 co. 10 nei confronti del beneficiario/espropriante nel momento antecedente del deposito della perizia, il proprietario potrebbe provvedere al deposito dell'accettazione nei termini ex art. 21 tu, allo scopo di rendere definitiva un'indennità che reputi a sé favorevole, successivamente all'intervenuta decadenza del beneficiario/espropriante.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> TERMINE DECADENZIALE --> RAPPORTO CON IL TERMINE EX ART. 27.2 DPR 327/2001

L'art. 54 DPR 327/2001, impone a tutti di agire per la determinazione giudiziale dell'indennità almeno un mese dopo la comunicazione del deposito della relazione di stima, fermo restando tale potere di agire fino al termine perentorio di cui all'art. 54, comma 2, che decorre dalla notificazione del decreto di esproprio o della relazione di stima se successiva all'atto ablatorio, termine che non corrisponde in alcun modo a quello dilatorio di cui al D.P.R. n. 327 del 2001, art. 27, comma 2 e art. 54, comma 1, ed è comunque diverso da quello che la legge stessa pone, a pena di decadenza, nel secondo comma di tale norma, a decorrere dalla notificazione degli atti previsti n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e che rientra quindi tra quelli perentori di cui all'art. 152 c.p.c

Il termine di trenta giorni fissato dall'art. 27, secondo comma, del D.P.R. 6 agosto 2001, n. 327, non è perentorio ma dilatorio: le parti possono agire per la determinazione giudiziale dell'indennità almeno trenta giorni dopo la comunicazione del deposito della relazione di stima, e fino alla scadenza del termine perentorio di cui all'art. 54, secondo comma, del D.P.R. 6 agosto 2001, n. 327 citato.

La natura dilatoria del termine dato alle parti per l'opportuna valutazione della stima amministrativa rende inammissibile il ricorso presentato prima che il termine sia decorso. L'art. 54 DPR 327/2001 stabilisce infatti che l'impugnazione della stima fatta dai tecnici possa essere proposta "decorsi trenta giorni dalla comunicazione prevista dall'art. 27 c. 2.". Qualora il termine di trenta giorni non sia ancora interamente decorso, l'opposizione va dichiarata inammissibile.

La natura dilatoria del termine di trenta giorni dato alle parti per l'opportuna valutazione della stima amministrativa ex art. 27 DPR 327/2001, rende inammissibile il ricorso che non ne ha atteso il decorso. Il termine è inequivocabilmente diverso da quello di deca... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...9 D.Lgs. n. 150 del 2011 decorrente dalla notificazione dell'atto ablatorio ovvero, se successiva, della stima. La notificazione è il procedimento formale inequivocabilmente individuato dal D.P.R. n. 327 del 2001 (se ne vedano per esempio gli art. 20 e 23) attraverso il richiamo degli atti processuali civili sicché la mera comunicazione del deposito della relazione peritale, fatta con raccomandata, non può ritenersi equivalente.

Il termine di cui all'art. 27 secondo comma, del D.P.R. n. 327 del 2001, è solo dilatorio, imponendo a tutti di agire per la determinazione giudiziale dell'indennità almeno un mese dopo la comunicazione del deposito della relazione di stima, fermo restando tale potere di agire fino al termine perentorio di cui al secondo comma dell'art. 54, che decorre dalla notificazione del decreto di esproprio o della relazione di stima se successiva all'atto ablatorio, termine che non corrisponde in alcun modo a quello dilatorio di cui al secondo comma dell'art. 27 e a, primo comma dell'art. 54 del D.P.R. n. 327 del 2001 ed è comunque diverso da quello che la legge stessa pone, a pena di decadenza, nel secondo comma di tale norma, a decorrere dalla notificazione degli atti previsti nella norma e che rientra q... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uelli perentori di cui all'art. 152 c.p.c.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> TERMINE DECADENZIALE --> RILEVABILITÀ D'UFFICIO

Il decorso del termine di decadenza per l'opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione deve essere rilevato anche d'ufficio dal giudice, a prescindere da ogni eccezione dell'ente pubblico espropriante, sul quale grava l'indennità e che non può rinunciare alla decadenza, in considerazione degli interessi pubblici che presiedono all'erogazione delle spese gravanti sui pubblici bilanci. La questione può, dunque, essere esaminata, anche per la prima volta innanzi alla Corte, alla stregua, beninteso, delle acquisizioni processuali avvenute in sede di merito, ed entro i limiti di valutazione propri del giudizio di legittimità.



 
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