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Azione di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva nell'espropriazione per p.u.


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titolo:GIUDIZIO 2014-2016 in materia di urbanistica ed edilizia, demanio e patrimonio pubblico, espropriazione per pubblica utilità
anno:2017
pagine: 2761 in formato A4, equivalenti a 4694 pagine in formato libro
formato: pdf  
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GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> DOMANDA

Il disposto ex art 29 DPR 150/11 disciplina esclusivamente l'opposizione regolata dall'art 54 dPr 327/01, non l'opposizione relativa alle altre indennità pur previste dal Testo Unico in materia di espropriazione (nel caso di specie domanda di accertamento della giusta indennità e risarcimento danni dovuta in relazione al provvedimento ex art 42 bis dPR 327 /01), sicché nel silenzio della legge la forma dell'atto introduttivo non può che esser quella ordinariamente prescritta, ossia l'atto di citazione. Solamente in presenza di espressa disposizione può essere utilizzata la forma speciale del ricorso.

Il giudizio di merito in unico grado avanti la Corte d'Appello, prima della introduzione dell'art.29 D.Lgs. 1 settembre 2011, n.150, veniva promosso con atto di citazione, seguiva le regole del giudizio ordinario e si concludeva con sentenza. Detta norma è strettamente collegata, a mezzo rinvio, all'art.54, al Testo unico di cui al D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327. Qualora detto testo unico non sia applicabile per risalire la dichiarazione di pubblica utilità risale ad epoca precedente la sua entrata in vigore, tuttavia poich&eacut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... disciplina ormai l'unico rito applicabile, il promovimento della azione a mezzo ricorso ex art.702 bis è corretto e non comporta l'inammissibilità prevista dall'art.702 ter c.p.c.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> DOMANDA RISARCITORIA, COMPATIBILITÀ

La contestuale pendenza del giudizio di opposizione alla stima, presso la Corte d'Appello, per la quantificazione dell'indennità risarcitoria, non costituisce circostanza ostativa alla pronuncia sulla legittimità della procedura espropriativa.

Pur essendo consentito di impugnare gli atti della procedura espropriativa e, parallelamente, l'indennità di esproprio sotto il profilo del quantum, nel caso in cui intervenga la sentenza che determina l'indennità definitiva di esproprio e, soprattutto, nel caso in cui tale indennità venga pagata e riscossa, si crea una situazione incompatibile con la prosecuzione dell'azione di annullamento degli atti della procedura espropriativa; ne consegue la improcedibilità del ricorso.

Nel sistema di riparto di giurisdizione che caratterizza oggi la materia degli espropri che, ancorché ormai anacronistico, prevede una doppia e differenziat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a fra i due ordini giudiziari tesa a separare, fra le doglianze che riguardano gli atti amministrativi della procedura conosciuti dal G.A., quelli relativi alla determinazione dell'indennità di esproprio devoluti alla cognizione della Corte d'Appello, non può ritenersi contenuta la regola "electa una via non datur recursus ad alteram….". Non vi è alcun elemento nel nostro sistema giuridico che possa suffragare questa ipotesi, ed anzi più di un sintomo depone in senso esattamente contrario.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> DOMANDA RISARCITORIA, CONVERSIONE

Il giudice di appello non può, d'ufficio, convertire la domanda di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva, originariamente proposta, in domanda di opposizione alla stima, in considerazione della diversità di petitum e di causa petendi tra le domande anzidette, ovvero della loro "infungibilità", configurandosi quella di determinazione dell'indennità di espropriazione, rispetto alla domanda di risarcimento del danno da occupazione appropriativa, come ontologicamente diversa.

La domanda di risarcimento del danno per accessione invertita si converte in opposizione al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... conseguenza del sopravvenire del decreto di esproprio, a meno che l'attore abbia inequivocabilmente chiesto di volere il solo risarcimento e non anche la rideterminazione dell'indennità di esproprio. A favore della soluzione milita l'esigenza di rendere effettiva la garanzia costituzionale che condiziona il sacrificio della proprietà privata a condizione del riconoscimento di adeguato ristoro. Tale soluzione s'impone con specifico riferimento all'ipotesi in cui il decreto di espropriazione, ancorché tempestivo, sia stato tardivamente notificato, di guisa che il proprietario sia venuto a conoscenza di tale tempestiva pronuncia solo nel corso del giudizio che abbia già instaurato per il risarcimento del danno.

Nel caso di sopravvenienza nel corso del giudizio del (id est: di un rituale e tempestivo) decreto di espropriazione, la domanda risarcitoria del danno da occupazione illegittima (c/o privativa) si converte automaticamente in quella di opposizione alla stima. L'automatismo della conversione (sostanzialmente applicativo della garanzia costituzionale del diritto della proprietà, che non ne tollera il sacrificio ad opera della P.A. senza un ristoro per il titolare), coerentemente prescinde anche dalla necessità di un'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...manda (subordinata) di liquidazione della indennità.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> DOMANDA RISARCITORIA, DIFFERENZA

Non sussiste un principio di automatica e generalizzata conversione della domanda di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva in domanda di indennità di esproprio. La domanda di corresponsione dell'indennità di esproprio e quella di risarcimento del danno da cosiddetta accessione invertita hanno diversa natura, l'una indennitaria e l'altra risarcitoria, e si basano su diversi presupposti di fatto, e cioè l'emanazione del decreto di esproprio la prima ovvero l'occupazione acquisitiva a seguito dell'irreversibile trasformazione del bene illegittimamente occupato la seconda. Con l'ulteriore conseguenza che, una volta disattesa l'unica domanda di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva, resta interdetto al giudice di pronunciare sulla diversa domanda volta ad ottenere la corresponsione dell'indennità di esproprio.

La domanda di determinazione dell'indennità di occupazione legittima non può ritenersi ricompresa in quella risarcitoria per danno da occupazione acquisitiva, diversa per petitum e causa petendi (la prima si... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i un provvedimento di occupazione seguito dall'immissione in possesso ed ha ad oggetto il giusto indennizzo a norma dell'art. 42 Cost., mentre la seconda sulla condotta illecita della P.A. e tende al conseguimento del controvalore del bene perduto).

La diversità di causa pretendi e di petitum esclude che accertamenti, verifiche e stime pertinenti al giudizio risarcitorio possano avere assunto l'efficacia di giudicato sostanziale rilevante anche in sede di giudizio inerente l'indennità e che, dunque, possa fare qui stato pure la qualificazione dei suoli appresi come edificabili o meno ivi espressa.

La pendenza di un giudizio di opposizione alla stima indennitaria non osta alla valutazione della diversa e più radicale questione della sorte del diritto di proprietà in mancanza dell'emanazione di un valido provvedimento di esproprio, ed anzi è la decisione di questo giudizio a risultare pregiudiziale rispetto a quello di opposizione alla stima.

Il giudice non può convertire la domanda, originariamente proposta, di opposizione alla stima, in domanda di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva, in considerazione della diversità di petitum e di causa petendi tra le domande anzidette,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la loro "infungibilità", configurandosi quella di determinazione dell'indennità di espropriazione, rispetto alla domanda di risarcimento del danno da occupazione appropriativa, come ontologicamente diversa.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> DOMANDA RISARCITORIA, DIFFERENZA --> INDENNIZZO EX ART. 42 BIS DPR 327/2001

Non sussiste alcun vincolo di pregiudizialità - dipendenza tra il giudizio per il risarcimento del danno da illecito, consistente nell'occupazione acquisitiva del fondo di proprietà di privato, e la successiva opposizione alla stima da quest'ultimo proposta a seguito della determinazione dell'indennità, ai sensi dell'art. 42 bis del T.U. espropri; la diversità di natura giuridica (rispettivamente, risarcitoria ed indennitaria) e dei presupposti giuridici delle azioni proposte porta ad escludere che la definizione della prima causa abbia effetti vincolanti, sia sotto il profilo dell'an, che del quantum debeatur, sul processo di opposizione alla stima.



 
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