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Le azioni processuali esperibili a tutela di un diritto reale


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titolo:GIUDIZIO 2014-2016 in materia di urbanistica ed edilizia, demanio e patrimonio pubblico, espropriazione per pubblica utilità
anno:2017
pagine: 2761 in formato A4, equivalenti a 4694 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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GIUDIZIO --> AZIONI REALI

Il procedimento di ricostituzione della Regola sortisce l'effetto di assegnare in proprietà esclusiva (seppure comune a più persone) dei beni precedentemente di proprietà uti cives ed è quindi assimilabile ad un'azione reale di rivendica ex art. 948 c.c. per la quale la legge prevede una prova particolarmente onerosa.

GIUDIZIO --> AZIONI REALI --> AZIONI A DIFESA DELLA PROPRIETÀ

Qualora la parte agisca in giudizio per ottenere la rimozione della piantagione a ridosso del proprio confine e la conseguente cessazione dello fenomeno di spargimento di fogliame sul cortile antistante alla propria abitazione, la disciplina applicabile è quella della actio negatoria servitutis e il giudice, nell'esercizio del suo potere di qualificazione della domanda, non può inquadrare la fattispecie nella disciplina delle immissioni, la quale è fondata su presupposti di fatto diversi da quelli dedotti dagli attori, in quanto la norma contenuta nell'art. 844 c.c., riguarda fatti che si esauriscono completamente nella sfera della proprietà del vicino, i cui effetti si propagano in altri fondi.

L'azione diretta a conseguire la riduzione in pristino ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ll'art. 872 c.c., comma 2, a favore di colui che, per effetto della violazione delle norme sulle distanze, ha subito danno, è modellata sullo schema dell'actio negatoria servitutis, essendo rivolta non già all'accertamento del diritto di proprietà dell'attore libero da servitù vantate da terzi, bensì a respingere l'imposizione di limitazioni a carico della proprietà suscettibili di dar luogo a servitù.

Per i beni del patrimonio indisponibile vige la stessa regola valida per quelli di demanio naturale e necessario, per cui l'ente al quale essi appartengono, al fine di ottenerne la restituzione da chi li detenga, può sia procedere in via amministrativa, sia avvalersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà.

La domanda diretta a denunziare la violazione della distanza legale da parte del proprietario del fondo vicino e ad ottenere l'arretramento della sua costruzione, tendendo a salvaguardare il diritto di proprietà dell'attore dalla costituzione di una servitù di contenuto contrario al limite violato e ad impedirne tanto l'esercizio attuale, quanto il suo acquisto per usucapione, ha natura di "actio negatoria servitutis"; essa, pertanto, è soggetta a tras... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sensi sia dell'art. 2653 c.c., n. 1, che, essendo suscettibile di interpretazione estensiva, è applicabile anche alle domande dirette all'accertamento negativo dell'esistenza di diritti reali di godimento, sia del successivo n. 5, che dichiara trascrivibili le domande che interrompono il corso dell'usucapione su beni immobili.

In tema di azione negatoria, la titolarità del bene si pone come requisito di legittimazione attiva e, se essa è contestata, la parte che agisce non ha l'onere di fornire, come nell'azione di rivendica, la prova rigorosa della proprietà, ma deve dare la dimostrazione, con ogni mezzo ed anche in via presuntiva, dell'esistenza di un titolo valido di proprietà del bene.

Il convenuto in negatoria servitutis il quale alleghi che il fondo della cui libertà si discute abbia natura demaniale, ha l'onere di fornire la relativa prova, mancata la quale non è censurabile la sentenza del giudice di merito che ritenga non scalfita la già resa dimostrazione della proprietà privata dell'attore.

GIUDIZIO --> AZIONI REALI --> AZIONI POSSESSORIE

È esperibile tra privati l'azione di spoglio o di manutenzione nel possesso di beni demaniali, a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'art. 1145 c.c., commi 2 e 3, sia che appartengano allo Stato, che a province o comuni, ovvero si tratti di fondo rientrante nel demanio comunale gravato da uso civico, sempre che ricorrano in concreto gli estremi soggettivi, oggettivi e temporali, previsti in via generale dagli artt. 1168 e 1170 c.c., e quando su tali beni siano stati compiuti atti di godimento analoghi a quelli eventualmente esercitati su cose di pertinenza esclusiva. Non rileva in senso contrario il fatto che tale godimento sia stato esercitato in mancanza di un qualsiasi atto di concessione legittimante una particolare forma di utilizzazione.

È legittima l'azione possessoria tra privati anche in relazione ad un bene demaniale, non in una fattispecie di innesto ad una conduttura fognaria realizzata da privati.

E' inammissibile l'azione possessoria qualora, rimasto ineseguito il provvedimento di sgombero da parte del privato, l'amministrazione esegua in forma coattiva il provvedimento autoritativo, come tale dotato del carattere di esecutività ex art. 21 quater L. 241/90; ciò in quanto non si tratta di un'attività "meramente" materiale posta in essere dall'amministrazione in danno del privato, ma di un'attività "direttamente" riconducibile al p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o autoritativo ex art. 823 c.c. co. 2..

La tutela possessoria va accordata a colui che di fatto eserciti una servitù di passaggio, a prescindere dalla ricorrenza di un possesso utile per l'usucapione e dalla utilità concreta ed attuale del passaggio, mirando l'azione intrapresa unicamente al ripristino dello stato di fatto illegittimamente mutato per determinazione unilaterale dello spogliatore.

GIUDIZIO --> AZIONI REALI --> DENUNCIA DI NUOVA OPERA E DI DANNO TEMUTO

In caso di denunce di nuova opera e danno temuto, il rapporto tra fase cautelare e il giudizio di merito debba essere riguardato in un'ottica diversa da quella propria degli ordinari procedimenti cautelari: mentre in questi ultimi casi, infatti, la misura cautelare e il giudizio successivo procedono su un unico binario, rappresentato dall'accertamento, in sede di merito, appunto, della stessa situazione giuridica, di cui si è domandata già la cautela, e suscettibile di rimanere pregiudicata nel tempo occorrente per lo svolgimento di un processo di cognizione ordinaria, nel caso delle denunce, invece, si giunge, in fase cautelare, alla protezione della cosa nei confronti di un pericolo incombente, per poi accertare, successivamente e in via... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eventuale, la sussistenza del diritto sulla cosa stessa o di un legittimo possesso o ulteriori profili.

L'ordinanza che conclude il procedimento di denuncia di nuova opera e danno temuto deve considerarsi autonoma dal successivo eventuale giudizio di merito, al quale non è legata da nesso di strumentalità, e suscettibile di stabilizzazione.

GIUDIZIO --> AZIONI REALI --> IMMISSIONI

Riguardo alle immissioni di cui all'art. 844 c.c., la valutazione della tollerabilità, ove adeguatamente motivata, nell'ambito dei criteri direttivi indicati dal citato articolo del c.c., con particolare riguardo a quello del contemperamento delle esigenze della proprietà privata con quelle della produzione, costituisce accertamento di merito insindacabile in sede di legittimità.

GIUDIZIO --> AZIONI REALI --> REGOLAMENTO DI CONFINI

In tema di regolamento di confini, l'art. 950 c.c., consente al giudice di ricorrere al sistema di accertamento mediante le mappe catastali solo in caso di obiettiva e assoluta mancanza di prove idonee a determinare il confine in modo certo, in quanto in tale materia le mappe catastali costituiscono solo un elemento probatorio di carattere sussidiario; pe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...do gli altri elementi probatori permettono l'individuazione del confine reale, tali elementi prevalgono sui dati tratti dalle mappe catastali e il riferimento ad esse deve ritenersi non necessario.

In tema di regolamento di confini, il ricorso al sistema di accertamento sussidiario costituito dalle mappe catastali (art. 950 c.c.) è consentito al giudice non soltanto in caso di mancanza assoluta ed obbiettiva di altri elementi, ma anche nell'ipotesi in cui questi (per la loro consistenza, o per ragioni attinenti alla loro attendibilità) risultino comunque inidonei alla determinazione certa del confine, con la conseguenza che la parte che eventualmente si dolga del ricorso, da parte del giudicante, a tale mezzo sussidiario di prova ha l'onere di indicare gli specifici elementi alla cui stregua andrebbe, invece, difformemente accertata la linea di confine controversa.

In tema di regolamento di confini, il ricorso al sistema di accertamento sussidiario configurato dalle mappe catastali è consentito non solo nel caso di mancanza assoluta ed obiettiva di altri elementi, ma anche nel caso che questi, per la loro consistenza o per ragioni relative alla loro attendibilità, risultino, secondo l'accertamento incensurabile del giudic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o, comunque inidonei alla determinazione certa del confine.

L'azione di regolamento di confini si configura come una "vindicatio duplex incertae partis", nel senso che, ai fini dell'onere probatorio, la posizione dell'attore e quella del convenuto sono sostanzialmente eguali, incombendo a ciascuno di essi di allegare e fornire qualsiasi mezzo di prova idoneo all'individuazione dell'esatta linea di confine, mentre il giudice svincolato dal principio "actore non probante reus absolvitur" - ha un amplissimo potere di scelta e valutazione dei mezzi probatori acquisiti al processo, salvo, nell'ipotesi di mancanza di prove o di inidoneità delle prove disponibili, il ricorso alle indicazioni delle mappe catastali.

Nell'azione di regolamento di confini, incombe sia sull'attore che sul convenuto l'onere di allegare e fornire qualsiasi mezzo di prova idoneo all'individuazione dell'esatta linea di confine, mentre il giudice, del tutto svincolato dal principio actore non probante reus absolvitur, deve determinare il confine in relazione agli elementi che gli sembrano più attendibili, ricorrendo in ultima analisi alle risultanze catastali, aventi valore sussidiario.

Nel giudizio di regolamento di confini, che ha p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'accertamento di un confine obiettivamente e soggettivamente incerto tra due fondi, il giudice ha un ampio potere di scelta e di valutazione dei mezzi probatori acquisiti al processo, in ordine ai quali il ricorso alle indicazioni delle mappe catastali costituisce un sistema di accertamento di carattere meramente sussidiario, al quale, cioè, si fa riferimento solo in assenza di altri elementi idonei alla determinazione del confine.

Anche nel giudizio di regolamento di confini può proporsi la richiesta di rilascio di una zona di terreno compresa tra due fondi contigui: siffatta richiesta, infatti, non snatura l'azione proposta, trasformandola in rivendicazione, poiché l'effetto recuperatorio è soltanto una conseguenza dell'accertamento del confine.

Le controversia relativa alla rettifica dei confini tra un fondo privato e una strada pubblica dà luogo ad una questione di regolamento di confini ai sensi dell'art. 950 cod. civ. con conseguente difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.

In tema di azione di regolamento di confini, per l'individuazione della linea di separazione fra fondi limitrofi la base primaria dell'indagine del giudice di merito è costituita dall'esame e dalla valuta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...itoli d'acquisto delle rispettive proprietà; solo la mancanza o l'insufficienza di indicazioni sul confine rilevabile dai titoli, ovvero la loro mancata produzione, giustifica il ricorso ad altri mezzi di prova, ivi comprese le risultanze delle mappe catastali.



 
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