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Pregiudizialità dell’azione di annullamento rispetto a quella risarcitoria nell'ordinamento processuale


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titolo:GIUDIZIO 2014-2016 in materia di urbanistica ed edilizia, demanio e patrimonio pubblico, espropriazione per pubblica utilità
anno:2017
pagine: 2761 in formato A4, equivalenti a 4694 pagine in formato libro
formato: pdf  
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IUDIZIO --> ANNULLAMENTO --> PREGIUDIZIALITÀ DELL'ANNULLAMENTO --> IN CASO DI CONTESTAZIONE DI COMPORTAMENTO OMISSIVO

La configurabilità, nell'ordinamento processuale, di pregiudizialità dell'azione di annullamento rispetto a quella risarcitoria, è questione irrilevante, qualora si tratti di questione risarcitoria svolta a prescindere dall'emanazione di atti amministrativi e piuttosto in conseguenza della mancata emanazione di atti definitori del procedimento ablativo intrapreso.

In ipotesi di illecita occupazione di terreni privati maturata successivamente alla scadenza del periodo di occupazione legittima senza l'adozione d'un provvedimento espropriativo, rimane, con riferimento alla domanda risarcitoria, irrilevante la mancata impugnativa della dichiarazione di p.u. e del decreto di occupazione d'urgenza.

La tesi della c.d. "pregiudiziale amministrativa" (attualmente superata per effetto della introduzione della azione risarcitoria autonoma ad opera del codice del processo amministrativo), non era applicabile qualora l'illecito dell'amministrazione fosse ascrivibile a un comportamento, consistito nell'usurpazione del bene in un'epoca antecedente l'emanazione del ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...esproprio, il quale doveva reputarsi del tutto estraneo all'eziogenesi del danno.

GIUDIZIO --> ANNULLAMENTO --> PREGIUDIZIALITÀ DELL'ANNULLAMENTO --> RISPETTO A SUCCESSIVA TUTELA RESTITUTORIA O RISARCITORIA

La mancata proposizione di specifica domanda di risarcimento del danno (in forma specifica o per equivalente), non elide l'interesse all'annullamento degli atti impugnati, in funzione della possibile proposizione in via autonoma di una domanda risarcitoria ai sensi dell'art. 30 c.p.a., vertendosi (nel caso di specie) peraltro in materia di giurisdizione esclusiva ai sensi del successivo art. 133 comma 1 lettera f).

La posizione della giurisprudenza che richiedeva, ai fini dell'esperimento della tutela risarcitoria, il previo annullamento del provvedimento che avesse degradato in interesse legittimo la posizione di diritto soggettivo dell'interessato, è rimasta la posizione assolutamente prevalente della giurisprudenza amministrativa successivamente alla pronuncia delle Sezioni Unite n. 500/1999, mentre, come è noto, la Suprema Corte ha assunto sul punto un diverso orientamento, ritenendo non necessaria la cosiddetta "pregiudiziale amministrativa" (cioè il previo annullamento del provvedimento am... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o illegittimo), ai fini della proposizione della domanda risarcitoria per la lesione di un interesse legittimo.

GIUDIZIO --> ANNULLAMENTO --> PREGIUDIZIALITÀ DELL'ANNULLAMENTO --> RISPETTO A SUCCESSIVA TUTELA RESTITUTORIA O RISARCITORIA --> NON SUSSISTE

L'esperimento dell'azione di condanna al risarcimento del danno ingiusto cagionato dall'illegittimo esercizio dell'attività amministrativa contestualmente all'esperimento dell'azione di annullamento è un modulo di tutela giurisdizionale ordinariamente contemplato dall'art. 30 cod. proc. amm..

Secondo il ben noto insegnamento della S.C. sulla questione relativa alla cd. pregiudiziale amministrativa, è ammissibile un'azione risarcitoria autonoma svincolata dai termini di decadenza dell'azione di annullamento.

L'intervenuto provvedimento di esproprio e la mancata impugnativa dello stesso non possono essere di pregiudizio per l'esame della domanda risarcitoria e ciò alla luce dei vigenti principi di effettività e pienezza della tutela che la giurisdizione amministrativa deve assicurare (art.1 cod. proc. amm.). I principi del vigente codice del processo amministrativo e il superamento del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta pregiudiziale di cui all'art.30 cod. proc. amm. consentono, sulla base degli elementi sostanziali della domanda proposta, di garantire al privato una tutela piena e satisfattiva.

Alla luce del disposto di cui all'art. 30, comma 3, c.p.a., salvo il breve termine di decadenza fissato per la proposizione dell'azione risarcitoria, e salva la necessità che il giudice valuti l'incidenza della mancata impugnazione del provvedimento lesivo sull'eziogenesi del danno, non sussiste la necessità della pregiudiziale impugnazione degli atti amministrativi asseritamente lesivi dell'interesse vantato dal privato. Peraltro, tale principio è stato autorevolmente ritenuto ricavabile già dal quadro normativo antecedente all'entrata in vigore del codice del processo amministrativo.

Anche prima dell'entrata in vigore dell'art. 30 del DLgs n. 104/2010 (che ha espressamente sancito l'autonomia, sul versante processuale, della domanda di risarcimento rispetto al rimedio impugnatorio), poteva essere chiesto innanzi al giudice amministrativo il risarcimento del danno senza la preventiva impugnazione del provvedimento ritenuto illegittimo e dannoso, purché entro il termine prescrizionale di cinque anni: il principio della non necessit&agra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...regiudiziale impugnativa del provvedimento amministrativo era stato già affermato, infatti, dalle Sezioni Unite della Cassazione con riferimento al sistema normativo conseguente alla legge n. 205 del 2000.

GIUDIZIO --> ANNULLAMENTO --> PREGIUDIZIALITÀ DELL'ANNULLAMENTO --> RISPETTO A SUCCESSIVA TUTELA RESTITUTORIA O RISARCITORIA --> NON SUSSISTE --> RILEVANZA DELLA OMESSA IMPUGNAZIONE

In tema di rapporto tra mancata impugnazione del provvedimento amministrativo lesivo e domanda risarcitoria da lesione di interesse legittimo, si è affermato che la regola della non risarcibilità dei danni evitabili con l'impugnazione del provvedimento e con la diligente utilizzazione degli altri strumenti di tutela previsti dall'ordinamento – oggi sancita dall'art. 30, comma 3, cod. proc. amm. – deve ritenersi ricognitiva di principi già evincibili alla stregua di un'interpretazione evolutiva dell'art. 1227, comma 2, cod. civ. Pertanto, l'omessa attivazione degli strumenti di tutela costituisce, nel quadro del comportamento complessivo delle parti, dato valutabile alla stregua del canone di buona fede e del principio di solidarietà, ai fini dell'esclusione o della mitigazione del danno evitabile con ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... diligenza e perciò un fatto da considerare in sede di merito, ai fini del giudizio sulla sussistenza e consistenza del pregiudizio risarcibile.

Se la mancata impugnativa nei termini del decreto di esproprio non rileva ai fini dell'ammissibilità della domanda risarcitoria, incide però sulla sua fondatezza, nei termini chiariti dall'Adunanza Plenaria con la nota sentenza n.3 del 2011, secondo cui "…la scelta di non avvalersi della forma di tutela specifica e non (comparativamente) complessa che, grazie anche alle misure cautelari previste dall'ordinamento processuale, avrebbe plausibilmente (ossia più probabilmente che non) evitato, in tutto o in parte il danno, integra violazione dell'obbligo di cooperazione, che spezza il nesso causale e, per l'effetto, impedisce il risarcimento del danno evitabile".

Qualora il decreto di espropriazione sia illegittimo, perché sopravvenuto allorché la dichiarazione di pubblica utilità aveva perduto efficacia, ancorché l'azione risarcitoria debba ritenersi tempestiva, nondimeno, qualora i privati non abbiano proposto rituale impugnazione avverso di esso, deve ritenersi, ai sensi dell'art. 30, comma 3, c.p.a., che il nesso eziologico tra il provved... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gittimo e il pregiudizio patito sia stato reciso.

GIUDIZIO --> ANNULLAMENTO --> PREGIUDIZIALITÀ DELL'ANNULLAMENTO --> RISPETTO A SUCCESSIVA TUTELA RESTITUTORIA O RISARCITORIA --> SUSSISTE

L'illegittimità del provvedimento impugnato è condizione necessaria, ancorché non sufficiente, per accordare il risarcimento del danno con la conseguenza che l'infondatezza della domanda di annullamento comporta inevitabilmente il rigetto di quella risarcitoria.



 
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