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Decadenza della fascia di rispetto cimiteriale


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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> CIMITERIALE --> DECADENZA

La fascia di rispetto cimiteriale non può dirsi venuta meno per il semplice fatto che un cimitero non è più utilizzato come tale qualora vi siano ancora salme non asportate e non sia stata effettuata la bonifica prevista dall'art. 97 D.P.R. 285/1990; questo ancorché le inumazioni, le tumulazioni e le concessioni siano scadute e la P.A. si sia più volte adoperata esponendo avvisi per la completa rimozione dei feretri che non hanno avuto seguito a causa dell'irreperibilità dei familiari dei defunti.

L'argomento per cui, deliberata la soppressione del cimitero e decorso il periodo di quindici anni dall'ultima inumazione, cessa di avere efficacia il vincolo di rispetto ex art. 338 R.D. 1265/1934 non è conforme alla disciplina vigente e si pone in contrasto con l'art. 97 D.PR. 285/1990 che prevede che, decorsi i quindici anni, il terreno del cimitero prima di essere destinato ad altro uso debba essere dissodato per la profondità di due metri e le ossa rinvenute debbano essere trasportate nell'ossario comune del nuovo cimitero.

Prima del con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dell'attività di trasformazione del terreno già cimiteriale, che presuppone, tra l'altro, l'intervenuto trasferimento presso altro cimitero delle spoglie mortali inumate nel cimitero soppresso, ricorrendo le condizioni di cui all'art. 97 D.P.R. 285/1990, non possono dirsi venuti meno gli interessi pubblici che il vincolo di rispetto cimiteriale intende tutelare e che si identificano innanzitutto in esigenze di natura igienico-sanitaria e di salvaguardia della peculiare sacralità dei luoghi destinati all'inumazione e alla sepoltura; nonché nell'esigenza di preservare un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale, che solo la materiale esecuzione di interventi attuativi della disposta soppressione è idonea a far cessare.

Non è possibile introdurre una scissione tra utilizzo del terreno cimiteriale e sussistenza del vincolo di rispetto, dal momento che fino al completamento delle procedure indicate dall'art. 97 D.P.R. 285/1990 non vengono meno le esigenze sottese all'apposizione del vincolo cimiteriale.

Il vincolo d'inedificabilità, previsto dall'art. 338 del T.U. n. 1265 del 1934, che inibisce l'ampliamento di un immobile ubicato nella fascia di rispetto cimiteriale, non rientra tra i vincoli... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i ad una successiva espropriazione, ma comporta una disciplina limitativa delle facoltà del proprietario per ragioni di igiene, predeterminata dal legislatore "ob rem" e senza limitazione temporale della sua durata.

Il vincolo d'inedificabilità di rispetto della zona cimiteriale non integra un vincolo preordinato all'esproprio, ma, piuttosto, un vincolo discendente ex lege, per ragioni soprattutto di tutela dell'igiene e della sicurezza pubblica, avente natura "conformativa", incidente con carattere di generalità su determinate zone del territorio e, quindi, non soggetto a decadenza per decorso del quinquennio ai sensi dell'art. 2 della L. n. 1187/1962.

Il carattere di inedificabilità assoluta del vincolo di rispetto cimiteriale non è soggetto ad alcuna decadenza per decorso del tempo, riguardando quest'ultima solo i vincoli preordinati all'espropriazione stabiliti dagli strumenti urbanistici locali, secondo quanto previsto dall'art. 2 della L. 19.11.1968, n. 1187; il vincolo cimiteriale invece trova fondamento in una legge statale che, essendo nella gerarchia delle fonti, collocata ad un livello superiore alle norme poste in sede locale, prevale su queste ultime in caso di contrasto.

I... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i inedificabilità per rispetto della zona cimiteriale integra un vincolo non soggetto a decadenza per inutile decorso del quinquennio previsto dall'art. 2 della legge 19 novembre 1968, n. 1187, non trattandosi di un vincolo preordinato all'esproprio, quanto, piuttosto, di un vincolo di inedificabilità stabilito con leggi dello Stato e delle regioni, come tale operante ex se, indipendentemente dagli strumenti urbanistici vigenti ed eventualmente anche in contrasto con i medesimi.



 
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