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L'espropriazione del bene culturale


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titolo:BENI E VINCOLI CULTURALI ARCHEOLOGICI, STORICI, ARTISTICI nel governo del territorio
anno:2018
pagine: 256 in formato A4, equivalenti a 435 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 20,00

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La disciplina dell'espropriazione nell'ambito della legislazione di tutela dei beni culturali assolve nello stesso tempo a finalità di tutela (conoscenza, conservazione e protezione della cosa) e di fruizione/valorizzazione (migliore fruibilità pubblica e miglioramento delle condizioni di tutela). Come nella legge del 1939, la disciplina del 1999 e quella del 2004 hanno conservato la tripartizione in espropriazione del bene (già dichiarato) culturale, espropriazione per fini strumentali ed espropriazione per interesse archeologico. Pur nell'unitaria finalità generale di tutela/fruizione del bene culturale, i tre istituti si differenziano per la funzione specifica perseguita, per l'oggetto e, in parte, per la procedura.

Nel caso di espropriazione del bene culturale il fine è di assicurare la miglior tutela e fruibilità pubblica del bene già conosciuto e dichiarato di interesse culturale; in questo caso la dichiarazione di pubblica utilità coincide con la manifestazione di volontà di assicurare migliori condizioni di tutela e fruibilità del bene vincolato mediante l'acquisto al demanio pubblico. Le specificità sono le seguenti: oggetto dell'esproprio è un bene già qualificato ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ulturale, che può anche essere un bene mobile; scopo primario dell'espropriazione è l'acquisizione del bene, per la sua migliore fruizione, e non la realizzazione di un'opera con effetto di trasformazione del territorio; il Ministero ha la facoltà di autorizzare gli enti locali, su loro richiesta, ad effettuare l'espropriazione, ferma la dichiarazione di pubblica utilità da parte del Ministero stesso.

Nell'ambito della legislazione di tutela dei beni culturali, il fine specifico dell'espropriazione per fini strumentali o per interesse archeologico, è quello di isolare o restaurare monumenti, assicurarne la luce o la prospettiva, garantirne o accrescerne il decoro o il godimento da parte del pubblico, facilitarne l'accesso, ovvero eseguire ricerche archeologiche: l'oggetto è un immobile che non è stato dichiarato di interesse culturale. La dichiarazione di pubblica utilità richiede l'approvazione di un progetto relativo al monumento, ovvero della ricerca archeologica. Il bene da espropriare deve essere comunque in rapporto con un bene culturale ed è sempre un bene immobile; lo scopo primario è quello di eseguire un'opera o un intervento con trasformazione dell'area; il procedimento non prevede fa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ad enti territoriali non regionali.

Il dpr 327/2001 non si applica all'espropriazione di un bene culturale, mentre si applica in via suppletiva alle specifiche fattispecie di esproprio strumentale e per ricerche archeologiche.

Un'area classificata quale "bene culturale" ex art 95 del codice dei beni culturali e del paesaggio, non è insuscettibile di essere espropriata ai sensi degli artt. 96 e 97 del medesimo codice, atteso che ciò che effettivamente rileva a fini ablativi non è tanto la classificazione del bene da espropriare, quanto le finalità che si intendono perseguire mediante la sua apprensione al demanio statale.



 
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