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Efficacia e finalità dei piani per gli insediamenti produttivi

Il P.I.P., strumento attuativo di pianificazione territoriale, consentendo ai Comuni di acquisire aree per insedimaneti di carattere industriale, artigianale, commerciale e turistico, svolge un'importantissima funzione di promozione sociale ed imprenditoriale. Introdotto dall'art.27 L.865/1971, acquista piena efficacia normativa solo previo pubblicazione sul bollettino regionale. Per questo, il termine da cui ne decorre l'efficacia coincide con tale data.

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titolo:IL CODICE DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA
anno:2017
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PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PIP --> EFFICACIA

Il dies a quo per il computo del decennio di efficacia del piano per gli insediamenti produttivi coincide con la data di pubblicazione; ciò in quanto è con la pubblicazione sul bollettino regionale che il piano urbanistico entra in vigore ed acquista efficacia conformativa, anche in relazione ai terreni soggetti a previsioni espropriative, secondo un principio generale valevole per tutti gli strumenti urbanistici e le relative varianti, anche ai fini del decorso del termine decadenziale di impugnazione. Legittimo pertanto è il decreto di esproprio che risulti emanato entro suddetto termine.

Il piano per gli insediamenti produttivi (P.I.P.) previsto dall'art. 27 della legge n. 865/1971, è uno strumento urbanistico di natura attuativa, dotato di efficacia decennale dalla data di approvazione ed avente valore di piano particolareggiato di esecuzione.

Ai sensi dell'art. 27 L. 865/1971 ed art. 8 L. 167/1962, l'effettiva efficacia del piano per gli insediamenti produttivi (P.I.P.), interviene solo a seguito dell'approvazione ad opera della Regione e della successiva pubblicazione del relativo provvedimento.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...FICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PIP --> FINALITÀ

Essendo oramai l'indennità di esproprio commisurata al valore venale delle aree a seguito della sentenza n. 348 del 2007 della Corte Costituzionale, è divenuto meno vantaggioso rispetto al passato l'acquisto dei lotti in area Pip; tuttavia, da un lato, ciò corrisponde proprio ad un'evoluzione del sistema nel senso, maggiormente perequativo, di non porre a carico dei soli proprietari espropriati i vantaggi della zonizzazione in favore dello sviluppo imprenditoriale; dall'altro, per i cessionari l'operazione si presenta pur sempre vantaggiosa attesa l'urbanizzazione ad hoc e quindi la creazione di ampia disponibilità di tali aree nonché la possibilità di ottenerle pagando solo il costo di acquisizione e di realizzazione delle opere di urbanizzazione.

La legge non assicura affatto l'acquisto dei lotti in area p.i.p. a prezzo inferiore a quello di mercato, e quindi la questione della convenienza o meno per gli assegnatari resta una questione in fatto che potrebbe al più far dubitare, de iure condendo, dell'attualità di tali piani ad iniziativa pubblica quale effettivo stimolo per lo sviluppo industriale e commerciale, in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a semplice zonizzazione con previsione di attuazione ad iniziativa privata.

Il Piano delle aree da destinare ad insediamenti produttivi (il P.I.P.) costituisce uno strumento facoltativo di pianificazione territoriale, introdotto dall'art. 27 della c.d legge sulla casa n. 875 del 1971, al fine di consentire ai Comuni di acquisire aree per insediamenti di carattere industriale, artigianale, commerciale e turistico nell'ambito delle zone all'uopo destinate dallo strumento urbanistico generale.

Quanto alla natura giuridica, il P.I.P. – pur essendo, sotto il profilo urbanistico, equivalente al piano particolareggiato, poiché entrambi gli strumenti attuano e specificano le prescrizioni del P.R.G. – si connota come un piano speciale di zona, avendo la duplice funzione, da un lato, di garantire un ordinato sviluppo urbanistico dell'ambito nel quale dovranno sorgere nuovi insediamenti produttivi e, dall'altro, di stimolare l'espansione produttiva nel territorio comunale attraverso la cessione, alle imprese interessate, dei terreni espropriati.

Il P.I.P. va iscritto nella categoria dei piani urbanistici funzionali di rilievo locale, aventi la finalità di rilanciare l'attività produttiva e di creare... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rtunità di lavoro, offrendo alle imprese le aree occorrenti per i loro impianti, ad un prezzo politico, contribuendo a prevenire tensioni sociali connesse alla dismissione produttiva attraverso il rilancio di attività imprenditoriali aventi adeguato impatto occupazionale.

Il Piano degli insediamenti produttivi, la cui disciplina giuridica viene espressamente assimilata a quella del Piano per l'Edilizia Economica e Popolare, è stato introdotto quale strumento urbanistico attuativo dall'art. 27 della legge n. 865 del 1971, nell'intento di favorire lo sviluppo di attività produttive, sgravandole dei costi di acquisizione delle aree su cui inserire gli impianti.

La giurisprudenza non ha mancato di rilevare l'analoga funzione di promozione sociale svolta da entrambe le tipologie di piani di zona (PEEP e PIP), le quali, attraverso lo strumento dell'espropriazione, si propongono l'intento di offrire ai soggetti assegnatari, ad un prezzo inferiore a quello di mercato, le aree necessarie per la realizzazione di attività imprenditoriali o di case di abitazione, producendo, di fatto, un trasferimento di ricchezza dal proprietario espropriato all'assegnatario di aree a basso prezzo.

Il piano delle aree da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ad insediamenti produttivi costituisce strumento facoltativo di pianificazione territoriale introdotto dall'art. 27 l. 22 ottobre 1971 n. 865, al fine di consentire ai comuni di acquisire aree per insediamenti di carattere industriale, artigianale, commerciale e turistico nell'ambito delle zone all'uopo destinate dallo strumento urbanistico generale.

Il piano per insediamenti produttivi (p.i.p.) è strumento urbanistico di natura attuativa introdotto dalla L. n. 865 del 1971, art. 27 e la cui funzione è quella di incentivare le imprese offrendo ad un prezzo politico le aree occorrenti per il loro impianto e la loro espansione.

Sono completamente diversi i livelli di intervento del PRG e del PIP e le finalità dei due strumenti urbanistici, l'uno di carattere generale e sovraordinato, l'altro avente invece natura di piano particolareggiato di esecuzione, con valore di dichiarazione di pubblica utilità delle opere in esso previste.

Il piano per gli insediamenti produttivi non ha natura di mero strumento attuativo delle previsioni contenute nel piano regolatore generale, essendogli stata riconosciuta l'importante funzione di strumento di politica economica, di stimolo all'espansione industri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...centivazione delle imprese -oltre che di mezzo volto a suscitare nuove opportunità lavorative- offrendo ad esse ad un prezzo politico le aree occorrenti per il loro impianto e la loro espansione.

Il piano per insediamenti produttivi di cui all'articolo 27 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, oltre che essere uno strumento di pianificazione urbanistica, costituisce uno strumento di politica economica, con funzioni di incentivazione delle imprese che si realizza offrendo ad esse, ad un prezzo politico e previa espropriazione ed urbanizzazione, le aree occorrenti per il loro impianto e la loro espansione.

Il piano per gli insediamenti produttivi, pur essendo sotto il profilo urbanistico equiparabile al piano particolareggiato, ha funzioni e ripercussioni che travalicano la mera regolamentazione dell'uso del territorio, contenendo programmi di espropriazione di vaste aree per la realizzazione di un duplice interesse pubblico: economico, avendo la funzione di rilanciare l'attività produttiva e di creare nuove opportunità di lavoro offrendo alle imprese le aree occorrenti per i loro impianti, ad un prezzo politico; sociale, avendo la finalità di rilanciare le attività imprenditoriali aventi forte impatto oc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....

Il P.I.P. ha una duplice funzione in quanto, da un lato, mira a stimolare l'espansione industriale del territorio comunale, attraverso la cessione alle imprese dei terreni espropriati, dall'altro, è volto ad assicurare, a coerente sviluppo delle previsioni del piano regolatore generale, un ordinato assetto urbanistico nella zona in cui dovranno inserirsi i nuovi complessi ovvero dovranno trovare più adeguata collocazione gli insediamenti già esistenti.

Il PIP non costituisce un strumento urbanistico indipendente e diverso dal Piano di fabbricazione o da P.R.G., ma ne rappresenta lo strumento attuativo con il quale a fronte della previsione generale dei tali strumenti urbanistici ne delimita le aree, la destinazione e l'indice di edificabilità.

I piani speciali di zona, fra i quali rientra anche il P.I.P., hanno funzioni ed effetti che vanno ben oltre la semplice disciplina dell'uso del territorio; essi sono programmi di espropriazione di vaste aree del territorio, nonché strumenti dell'intervento pubblico nell'iniziativa economica, laddove il piano particolareggiato ha una mera funzione attuativa delle prescrizioni del P.R.G. configurandosi come strumento urbanistico a carattere generale e privo di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rogrammatica.

I P.I.P. costituiscono non solo e non tanto uno strumento di pianificazione urbanistica attuativa delle scelte di massima compiute in sede di programmazione generale, quanto e soprattutto uno strumento di politica economica finalizzato ad incentivare le imprese attraverso l'offerta di aree di sedime degli impianti a prezzi particolarmente vantaggiosi rispetto ai comuni valori di mercato, ottenuti con lo strumento espropriativo.

Il piano speciale di zona, cui è riferibile anche il piano per gli insediamenti produttivi-pip, non ha la sola funzione di attuare e specificare le prescrizioni del piano regolatore generale, ma costituisce strumento di intervento pubblico nell'iniziativa economica, consentendo l'espropriazione di vaste aree del territorio.

Il Piano delle aree da destinare ad attività produttive (P.I.P.), pur essendo sotto il profilo urbanistico equivalente al piano particolareggiato, si connota come piano speciale di zona, che ha la duplice funzione da un lato di garantire un ordinato sviluppo urbanistico dell'ambito nel quale dovranno sorgere nuovi insediamenti produttivi e dall'altro di stimolare l'espansione produttiva e creare nuove opportunità di lavoro nel territorio comun... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...do alle imprese le aree occorrenti ai loro impianti ad un prezzo politico.

Il p.i.p., da equipare, dal punto di vista urbanistico, al piano particolareggiato, ciò in quanto entrambi gli strumenti attuano e specificano le prescrizioni del P.R.G., ha la funzione di garantire un'ordinato sviluppo urbanistico della zona nella quale dovranno sorgere nuovi insediamenti produttivi o troveranno migliore allocazione quelli esistenti.

Il piano per insediamenti produttivi è, non solo e non tanto uno strumento di pianificazione urbanistica, quanto e soprattutto uno strumento di politica economica, perché ha la funzione di incentivare le imprese, offrendo loro, ad un prezzo politico, previa espropriazione ed urbanizzazione, le aree occorrenti per il loro impianto o la loro espansione; ciò in quanto, essendo l'indennità di espropriazione di gran lunga inferiore al valore di mercato degli immobili espropriati, mediante suddetti piani si realizza, di fatto, un trasferimento di ricchezza dal proprietario espropriato all'assegnatario.

Il PIP è preordinato allo sviluppo delle attività economiche locali mediante acquisizione di aree da destinare alla realizzazione di impianti produttivi; ci&o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...appresenta la funzione istituzionale.

Quanto alla natura giuridica, il P.I.P., pur essendo sotto il profilo urbanistico equivalente al piano particolareggiato – poiché entrambi gli strumenti attuano e specificano le prescrizioni del P.R.G. – si connota come piano speciale di zona, avendo anche la finalità di rilanciare l'attività produttiva e di creare nuove opportunità di lavoro, offrendo alle imprese le aree occorrenti per i loro impianti ad un prezzo politico, inferiore a quello di mercato.

Il piano per insediamenti produttivi, previsto dall'art. 27 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, oltre alla finalità di pianificazione urbanistica nel senso tradizionale possiede anche una funzione di politica economica. Esso, infatti, ha la funzione d'incentivare le imprese offrendo loro, ad un prezzo "politico", previa espropriazione ed urbanizzazione, le aree occorrenti per il loro insediamento.

Il P.I.P., pur essendo sotto il profilo urbanistico equivalente al piano particolareggiato, poiché entrambi gli strumenti attuano e specificano le prescrizioni del P.R.G., si connota come piano speciale di zona, avendo la duplice funzione, di garantire un ordinato sviluppo urbanist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bito nel quale dovranno sorgere nuovi insediamenti produttivi, e di stimolare l'espansione produttiva nel territorio comunale, attraverso la cessione alle imprese interessate dei terreni espropriati.

Il piano per insediamenti produttivi appartiene alla categoria dei piani urbanistici funzionali di rilievo locale, aventi la finalità di rilanciare l'attività produttiva e di creare nuove opportunità di lavoro, offrendo alle imprese le aree occorrenti per i loro impianti ad un prezzo politico; si tratta, dunque, di uno strumento eccezionale dalle specifiche finalità non solo urbanistiche, attraverso il quale si realizza un trasferimento di ricchezza dal proprietario espropriato all'assegnatario.


 
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