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Durata, decadenza e reiterazione (anche parziale) di un P.I.P.

Il P.I.P. ha efficacia decennale a decorrere dalla data del decreto di approvazione (art.27, comma 3, L.865/1971). Trascorso questo periodo l'Amministrazione può solo valutare l'opportunità di predisporre un nuovo strumento, reiterando, magari, i vincoli imposti mediante un atto di variante limitato soltanto ad una parte dell'area P.I.P. (reiterazione parziale).

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anno:2017
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PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PIP --> DURATA, DECADENZA, REITERAZIONE

Il piano per insediamenti produttivi (p.i.p..), previsto dall'art. 27 della legge n. 865 del 1971, è uno strumento urbanistico di natura attuativa, dotato di efficacia decennale dalla data di approvazione; conseguentemente, trascorsi i dieci anni, l'Amministrazione non può disporre alcuna proroga dello stesso, potendo invece unicamente valutare l'opportunità di predisporre un nuovo strumento con conseguente rinnovazione della scelta pianficatoria attuativa rimasta inattuata.

La durata dei piani insediamenti produttivi (p.i.p..), è fissata legislativamente in dieci anni (termine già lungo rispetto a quello quinquennale di ordine generale), e la sua durata non può essere modificata (nel caso di specie mediante adozione di variante), in quanto l'approvazione del p.i.p.. comporta una dichiarazione di pubblica utilità delle opere nello stesso previste, nonché vincolo preordinato ad espropriazione relativamente alle aree nello stesso perimetrate, conseguenze, queste, che possono discendere solo da atti previsti dalla legge (art. 12 del d.P.R. n. 327 del 2001).

L'appos... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...vincolo e dichiarazione di pubblica utilità possono discendere non solo da atti amministrativi che espressis verbis siano in tal senso rubricati o denominati, ma anche, come è noto, da ulteriori provvedimenti che la stessa legislazione speciale ovvero l'elaborazione giurisprudenziale riconduce a tali rispettivi ambiti. Deve ritenersi che l'approvazione del p.i.p.., abbia certamente l'effetto di apposizione di vincoli preordinati all'esproprio relativamente ai beni interessati dalla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria. Il limite di durata decennale ex art 27 della legge n. 865 del 1971, costituisce un'ulteriore conferma della natura del p.i.p.. quale vincolo preordinato all'esproprio.

Non sussiste alcun obbligo per l'Amministrazione di procedere alla ripianificazione delle aree ricadenti nella porzione di p.i.p.. non attuata. La sussistenza di un obbligo del Comune volto alla formazione di un nuovo PIP, non si desume né dall'art. 17, comma 2, né dall'art. 27 della legge n. 865/1971.

Il piano per gli insediamenti produttivi (p.i.p..), previsto dall'art. 27 l. n. 865 del 1971, è uno strumento urbanistico di natura attuativa, dotato di efficacia decennale. Per le sue caratte... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rascorsi i dieci anni, l'amministrazione non può quindi disporne alcuna proroga, ma può al limite e invece unicamente valutare l'opportunità di predisporre un nuovo strumento con conseguente rinnovazione della scelta pianificatoria attuativa rimasta inattuata.

Non è dato individuare un concetto diverso di "attuazione" di uno strumento urbanistico attuativo (e segnatamente di un PIP), se non quello dell'effettiva utilizzazione delle sue previsioni, in coerenza con la natura dell'atto di pianificazione e con le finalità di interesse pubblico per suo tramite perseguite. Dalla mancata utilizzazione (attuazione) di lotti alla data di scadenza del termine decennale di efficacia del PIP, consegue che gli stessi ben possono essere oggetto delle previsioni di nuovo Piano ed essere potenzialmente oggetto di atti ablativi.

Il piano per insediamenti produttivi (p.i.p..) ha efficacia per dieci anni dalla data di approvazione. Trascorsi dieci anni e venuta meno l'efficacia del piano, l'Amministrazione può solo valutare l'opportunità di predisporre un nuovo strumento con conseguente rinnovazione della scelta pianificatoria attuativa rimasta inattuata.

Il piano per insediamenti produttivi (p.... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ha efficacia per dieci anni dalla data di approvazione ed ha valore di piano particolareggiato d'esecuzione ai sensi della L. 17 agosto 1942, n. 1150 e succ. mod. (art. 27 cit.). Nessuna norma prevede, alla scadenza, la proroga del suddetto periodo.

Il PIP ha efficacia per dieci anni dalla data del decreto di approvazione. L'Amministrazione non può disporre una variante quando il piano che ne forma oggetto è già scaduto, potendo invece unicamente valutare l'opportunità di predisporre un nuovo strumento.

Quando vi è l'approvazione di un secondo piano per gli investimenti produttivi, a seguito della perdita di efficacia di quello precedente per il decorso del termine fissato dalla legge, si impone un'integrale riedizione delle valutazioni occorrenti ai fini dell'originaria adozione del piano, e pertanto una valutazione del tutto nuova circa la scelta pianificatoria attuativa rimasta (in tutto o in parte) irrealizzata.

La durata del piano per gli insediamenti produttivi é fissata legislativamente in dieci anni.

Nessuna norma consente ai comuni di disporre la proroga del termine di efficacia del PIP perché l'approvazione del p.i.p.. implica la dichiarazione di pubblica... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ave;, nonché l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio, effetti questi che possono originare solo da determinati atti previsti dalla legge e approvati ad esito di percorsi funzionali a garantire la corretta ponderazione degli interessi pubblici e privati.

Scaduto il termine di efficacia del PIP, non resta al comune che avviare il procedimento di approvazione di un nuovo p.i.p.., previa valutazione della persistenza delle esigenze pubbliche, nel rispetto della scansione di cui all'articolo 27 della L. 865/71.

Anche per i piani attuativi (nel caso di specie PIP), devono ritenersi operanti i limiti di ordine costituzionale che si pongono per la reiterazione dei vincoli espropriativi.

La ristrutturazione urbanistica di precedente piano per insediamenti produttivi, al fine di un suo adeguamento ad intervenuta variante urbanistica, ove non risulta sufficientemente provata la necessità di conformare alla stessa il PIP, si presenta come mera riedizione ultraquinquennale del PIP precedentemente approvato in elusione della disposizione di cui all'art. 2 comma 1, l. n. 1187 del 1968, ora trasfuso nell'art. 9, d.P.R. n. 327 del 2001.

La previsione in piano regolatore relativamente alla zona urbanistic... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ediamenti produttivi ed industriali – di attuazione a mezzo di p.i.p.. rimane efficace ed attuale alla scadenza del quinquennio ma, in tal caso, la dichiarazione di pubblica utilità (indifferibilità ed urgenza) rappresenta la conseguenza (non più di un vincolo preordinato all'esproprio previsto nello strumento urbanistico generale, ma) di una precisa previsione legislativa, sia pure in conformità alla originaria destinazione urbanistica prevista nel predetto strumento e senza necessità pertanto di farsi ricorso alla procedura per l'adozione di apposita variante al predetto Piano.

Nel caso di decadenza di PIP e successiva approvazione di un nuovo piano, non si versa nell'ipotesi d'indennizzo da reitera del vincolo, considerato che: 1) l'approvazione del nuovo PIP comporta anche la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera da realizzarsi, previo indennizzo ai proprietari delle aree espropriate, in un arco di tempo ben definito; 2) la perdita di efficacia del pregresso piano non pregiudica l'iniziativa privata che ha avuto la possibilità di dispiegarsi prima dell'approvazione del nuovo piano, in vista dell'attuazione delle previsioni contenute nel P.R.G..

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBAN... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ATIVI --> PIP --> DURATA, DECADENZA, REITERAZIONE --> REITERAZIONE PARZIALE

I vincoli di destinazione, imposti dai Piani per Insediamenti Produttivi, decaduti per decorso del decennio ex art. 27, comma 3, L. n. 865/1971, possono essere reiterati anche mediante un atto di variante limitato ad una parte dell'area PIP e/o ad alcuni lotti.


 
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