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Durata, decadenza, reiterazione e proroga dei piani P.E.E.P.

Il termine di efficacia dei vincoli espropriativi sulle aree comprese nel piano per edilizia economica e popolare è fissato a 18 anni, periodo ben più lungo rispetto al «tradizionale» quinquennio. La decadenza del P.E.E.P. comporta, comunque, anche il venir meno della convenzione urbanistica attuativa, per cui non vi è spazio per alcun invito ad adempiere nei confronti del soggetto con cui è stato stipulato l'accordo.

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PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> DURATA, DECADENZA, REITERAZIONE, PROROGA

La perdita di efficacia di un P.E.E.P., non implica il riconoscimento del carattere di "zona bianca" all'area che in esso risultava inserita. A riguardo, l'art. 9 della legge n. 167 del 18 aprile 1962 attribuisce espressamente ai piani di zona per l'edilizia economica e popolare il valore di piani particolareggiati di esecuzione, ai sensi della legge 17 agosto 1942, n. 1150. La scadenza del termine previsto per la loro attuazione priva i suddetti piani di efficacia per la parte in cui non abbiano avuto esecuzione, permanendo invece a tempo indeterminato l'obbligo di osservare, nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti, gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti nei piani stessi.

I piani di edilizia economica e popolare hanno valore di piani particolareggiati, e ad essi la legge conferisce un termine di validità che inizialmente era di dieci anni (L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 38), termine poi portato a quindici anni (L. 27 giugno 1974, n. 247, articolo unico) e infine a diciotto (L. 5 agosto 1978, n. 457, art. 51).

L'art. 1-bis de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...icembre 1984, nr. 901, convertito, con modificazioni, nella legge 1 marzo 1985, nr. 42, è norma speciale destinata ad applicarsi ai soli Piani di Zona scadenti entro il 31 dicembre 1987, ovvero già scaduti alla data di entrata in vigore della norma medesima, mentre il piano approvato in epoca anteriore a tali scadenze è soggetto alla ordinaria efficacia decennale ex art. 9 della legge nr. 167 del 1962.

In considerazione dell'obiettiva specialità della normativa in tema di edilizia residenziale, rispetto a quella generale sugli espropri, nonché della valorizzazione delle ben diverse problematiche suscettibili di emergere nell'ambito della realizzazione di un singolo intervento, da un lato, o di un piano di zona dall'altro, costituisce ragione idonea a giustificare la proroga del p.e.e.p., la chiara indicazione delle esigenze future, mentre non occorre esplicitare le ragioni che non hanno consentito l'attuazione del piano nel periodo di originaria validità.

Diversamente dalla previsione del termine di decadenza quinquennale del vincolo espropriativo impresso con il PRG introdotto dall'art. 9 del D.P.R. n. 327/2001, l'art. 9 della legge 167/1962 stabilisce al terzo comma che "l'approvazione dei... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vale a dichiarazione di indifferibilità ed urgenza di tutte le opere" ed al quinto comma che "le aree comprese nel piano rimangono soggette, durante il periodo di efficacia del piano stesso ad espropriazione", la cui durata è predeterminata in 18 anni dall'art. 51, l. 5 agosto 1978, n. 457, prorogabile di altri due ai sensi del comma 2° dello stesso art. 9.

La decadenza del P.E.E.P. comporta anche il venir meno della convenzione urbanistica attuativa, per cui non vi è spazio per alcun invito ad adempiere nei confronti del soggetto con cui è stato stipulato l'accordo.

Il vincolo derivante dall'inclusione di un'area nel p.e.e.p., non è soggetto al termine quinquennale di efficacia di cui all'articolo 2, della L. n. 1187 del 1968, ma al ben più lungo periodo di cui all'articolo 9, ultimo comma, della L. 18 aprile 1962 n. 167.

I termini di efficacia dei vincoli di inedificabilità imposti con il peep decorrono dalla data di approvazione di detto strumento urbanistico di attuazione, ed hanno la durata di diciotto anni; e ciò ai sensi del combinato disposto della 18.4.1962, n. 167, art. 9, D.L. 2.5.1975, n. 115, art. 1, conv. in L. 27.6.1974, n. 247... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 5.8.1978, n. 457, art. 51. L'ulteriore facoltà di portarne a compimento l'attuazione, di cui alla L. 22.12.1984, n. 901, art. 1 bis conv. in L. 1.3.1985, n. 42, comporta l'adozione di atti amministrativi di attuazione degli interventi, che devono contenere la scansione dei tempi procedurali.



 
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