Carrello
Carrello vuoto



Distanze legali tra gli edifici: vincoli derivanti dalle fasce di rispetto

Dsciplina relativa ai vincoli sulle distanze legali tra gli edifici derivanti dalla presenza di fasce di rispetto aeroportuali, culturali e cimiteriali

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:IL CODICE DELLE DISTANZE
anno:2017
pagine: 2838 in formato A4, equivalenti a 4825 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO

I vincoli derivanti dalle fasce di rispetto non vengono meno quando una successiva legge ne rinnovi la fonte riconfermando l'interesse del legislatore alla salvaguardia della porzione di territorio.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> AEROPORTUALE

I vincoli individuati dai primi quattro commi dell'art. 707 cod. nav. attengono alla «sicurezza della navigazione aerea» (c.d. rischio aeronautico), mentre quelli previsti dal quinto comma riguardano la diversa materia della «tutela del territorio» dai pericoli derivanti dalla navigazione aerea.

La disciplina dei vincoli aeroportuali, contenuta nel Codice della navigazione agli artt. 714 e ss. e risalente alla novella di cui all'art. 1 della legge 4 febbraio 1963 n.58, è stata modificata e sostituita da quella di cui agli artt. 707 e ss. dello stesso Codice, riformulati dal d.lgs. 9 maggio 2005 n. 96, recante revisione della parte aeronautica del Codice della navigazione, a norma dell'articolo 2 della L. 9 novembre 2004, n. 265.

L'art. 715 t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... (oggi abrogato) attribuiva al Comune la custodia delle mappe ministeriali e, quindi, con essa, anche il compito di assicurarne il rispetto.

Le limitazioni e i vincoli alla proprietà privata nelle fasce circostanti gli aeroporti, stabilite dagli articoli 714 e 715 cod.nav. (oggi abrogati) avevano come unico presupposto di operatività l'esistenza di un aeroporto, sicché la mancata emanazione di un nuovo decreto ministeriale di approvazione delle mappe non poteva condizionare l'esistenza del vincolo.

Le mappe ministeriali richiamate dagli artt. 714 e ss. cod. nav. (oggi abrogati) erano indubbiamente lesive, in quanto con esse venivano concretamente apposti i vincoli aeroportuali, tant'è che la llegge n. 58 del 4 febbraio 1963 prevedeva una serie di garanzie procedimentali per la loro adozione.

Il vincolo di inedificabilità nella zona di rispetto aeroportuale deriva direttamente dalla legge.

Il vincolo di inedificabilità nella zona di rispetto aeroportuale trova la sua ragione d'essere nell' esigenza di garantire la sicurezza del volo, segnatamente nelle situazioni di maggiore criticità afferenti al decollo ed all' atterraggio dei velivoli.

Il vincolo di ined... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; nella zona di rispetto aeroportuale si impone, ai sensi degli artt. 714 e ss. cod. nav., a partire dal momento in cui interviene il d.m. che individua - unitamente alla destinazione o meno dell' aeroporto al traffico strumentale e notturno - la direzione e la lunghezza di atterraggio, il livello medio dell' aeroporto e dei tratti di perimetro corrispondenti alle direzioni di atterraggio.

L'indicazione della fascia di rispetto aeroportuale in apposita mappa, secondo il procedimento previsto dall'art. 715-ter cod. nav., non esplica effetto costitutivo del vincolo, ma ha valore strettamente ricognitivo ai fini di una più agevole gestione del vincolo e della verifica della sua incidenza a carico dei proprietari interessati.

Il vincolo di inedificabilità stabilito dall'art. 715, co. 1, cod. nav. è indistintamente riferito a qualsiasi ostacolo (costruzione, piantagione, linea elettrica, ecc.) realizzato nella zona di rispetto e non prende in considerazione eventuali rapporti di pertinenza o di ampliamento di strutture già esistenti.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> BENI CULTURALI

La scelta di fissare in 50... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e mura pontificie la fascia di rispetto, attiene ad una valutazione di merito o in limine di discrezionalità tecnica, come tale sindacabile solo ab estrinseco ed in presenza di elementi sintomatici di esercizio disfunzionale del potere amministrativo.

Il concetto di "cono di visibilità" è riferibile a quanto previsto dall'art. 45 del D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 secondo cui la pubblica Autorità competente ha facoltà di prescrivere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l'integrità dei beni culturali immobili, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro.

Le fasce di rispetto a tutela di beni artistici e culturali si sostanziano nell'imposizione di vincoli indiretti sul bene che operano ab esterno sulla regolamentazione comunale integrandone il contenuto precettivo.

L'art. 45 del Codice dei beni culturali persegue la precipua finalità di garantire la tutela indiretta di un immobile di interesse artistico, storico ed archeologico, con la creazione di un'apposita fascia di rispetto idonea a preservare la circostante cornice ambientale e ad assicurare il migliore godimento, da parte dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ità, del bene di pregio protetto in via diretta.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> BOSCHIVA

La previsione di una fascia di rispetto boschivo implicante il divieto di nuova edificazione e la subordinazione di ogni intervento al parere dell'ente che ha imposto il vincolo, è coerente con la presenza di area che sulla base della legislazione nazionale e regionale (nel caso di specie legge regionale Sicilia n. 78/1976) può ritenersi area boschiva sussistendone le caratteristiche proprie.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> CIMITERIALE

È obbligo dell'amministrazione che rilevi una situazione di contrasto tra una determinata opera e il vincolo cimiteriale illustrare, da un lato, la situazione di fatto e, dall'altro, specificare le specifiche caratteristiche delle opere (quali, a titolo di esempio, la distanza rilevata e l'impatto sull'ambiente circostante) che hanno indotto a formulare il giudizio di incompatibilità, non essendo sufficiente il mero richiamo alle fonti normative di riferimento (art. 338 R.D. 1265/1934).
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ascia di rispetto cimiteriale va misurata dal muro di cinta del cimitero.

La fascia di rispetto cimiteriale prevista dall'art. 338 R.D. 1265/1934 persegue una triplice finalità: a) assicurare condizioni di igiene e di salubrità mediante la conservazione di una "cintura sanitaria" intorno allo stesso cimitero, b) garantire la tranquillità e il decoro ai luoghi di sepoltura, c) consentire futuri ampliamenti del cimitero. Tali ragioni non sussistono più qualora il cimitero sia stato formalmente soppresso con delibera del consiglio comunale, le inumazioni non siano più continuate e siano state autorizzate altre nuove costruzioni.

Il vincolo di rispetto cimiteriale, riguarda non solo i centri abitati, ma anche i fabbricati sparsi.

Negli interventi urbanistici che ai sensi del quinto comma dell'art. 338 t.u.l.s. (R.D. 1265/1934) consentono ai Comuni di derogare alla fascia di rispetto non può farsi rientrare la previsione di edificabilità generalizzata sottesa all'approvazione di un piano di riqualificazione della viabilità.

A fronte della domanda di sanatoria relativa alla costruzione sita all'interno di una fascia di rispetto cimiteriale, l'Amministrazione &e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta a valutare se tale opera possa aggravare il peso insediativo dell'area con la realizzazione di volumi edilizi tali da considerarsi nuove costruzioni.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> CIMITERIALE --> DECADENZA

La fascia di rispetto cimiteriale non può dirsi venuta meno per il semplice fatto che un cimitero non è più utilizzato come tale qualora vi siano ancora salme non asportate e non sia stata effettuata la bonifica prevista dall'art. 97 D.P.R. 285/1990; questo ancorché le inumazioni, le tumulazioni e le concessioni siano scadute e la P.A. si sia più volte adoperata esponendo avvisi per la completa rimozione dei feretri che non hanno avuto seguito a causa dell'irreperibilità dei familiari dei defunti.

L'argomento per cui, deliberata la soppressione del cimitero e decorso il periodo di quindici anni dall'ultima inumazione, cessa di avere efficacia il vincolo di rispetto ex art. 338 R.D. 1265/1934 non è conforme alla disciplina vigente e si pone in contrasto con l'art. 97 D.PR. 285/1990 che prevede che, decorsi i quindici anni, il terreno del cimitero prima di essere destinato ad altro uso debba e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dato per la profondità di due metri e le ossa rinvenute debbano essere trasportate nell'ossario comune del nuovo cimitero.

Prima del concreto avvio dell'attività di trasformazione del terreno già cimiteriale, che presuppone, tra l'altro, l'intervenuto trasferimento presso altro cimitero delle spoglie mortali inumate nel cimitero soppresso, ricorrendo le condizioni di cui all'art. 97 D.P.R. 285/1990, non possono dirsi venuti meno gli interessi pubblici che il vincolo di rispetto cimiteriale intende tutelare e che si identificano innanzitutto in esigenze di natura igienico-sanitaria e di salvaguardia della peculiare sacralità dei luoghi destinati all'inumazione e alla sepoltura; nonché nell'esigenza di preservare un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale, che solo la materiale esecuzione di interventi attuativi della disposta soppressione è idonea a far cessare.

Non è possibile introdurre una scissione tra utilizzo del terreno cimiteriale e sussistenza del vincolo di rispetto, dal momento che fino al completamento delle procedure indicate dall'art. 97 D.P.R. 285/1990 non vengono meno le esigenze sottese all'apposizione del vincolo cimiteriale.

Il vincolo d'inedificabilit&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sto dall'art. 338 del T.U. n. 1265 del 1934, che inibisce l'ampliamento di un immobile ubicato nella fascia di rispetto cimiteriale, non rientra tra i vincoli preordinati ad una successiva espropriazione, ma comporta una disciplina limitativa delle facoltà del proprietario per ragioni di igiene, predeterminata dal legislatore "ob rem" e senza limitazione temporale della sua durata.

Il vincolo d'inedificabilità di rispetto della zona cimiteriale non integra un vincolo preordinato all'esproprio, ma, piuttosto, un vincolo discendente ex lege, per ragioni soprattutto di tutela dell'igiene e della sicurezza pubblica, avente natura "conformativa", incidente con carattere di generalità su determinate zone del territorio e, quindi, non soggetto a decadenza per decorso del quinquennio ai sensi dell'art. 2 della L. n. 1187/1962.

Il carattere di inedificabilità assoluta del vincolo di rispetto cimiteriale non è soggetto ad alcuna decadenza per decorso del tempo, riguardando quest'ultima solo i vincoli preordinati all'espropriazione stabiliti dagli strumenti urbanistici locali, secondo quanto previsto dall'art. 2 della L. 19.11.1968, n. 1187; il vincolo cimiteriale invece trova fondamento in una legge statale che, es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... gerarchia delle fonti, collocata ad un livello superiore alle norme poste in sede locale, prevale su queste ultime in caso di contrasto.

Il vincolo di inedificabilità per rispetto della zona cimiteriale integra un vincolo non soggetto a decadenza per inutile decorso del quinquennio previsto dall'art. 2 della legge 19 novembre 1968, n. 1187, non trattandosi di un vincolo preordinato all'esproprio, quanto, piuttosto, di un vincolo di inedificabilità stabilito con leggi dello Stato e delle regioni, come tale operante ex se, indipendentemente dagli strumenti urbanistici vigenti ed eventualmente anche in contrasto con i medesimi.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> CIMITERIALE --> EDIFICABILITÀ

In base all'art. 388 comma 1 del R.D. n. 27/7/1934 n. 1265, sussiste un vincolo di inedificabilità assoluta nella fascia di rispetto del cimitero: il vincolo ex lege può essere rimosso solo per considerazioni di interesse pubblico, in presenza delle condizioni specificate nell'art. 338, quarto comma; ma non per interessi privati, come ad esempio per legittimare ex post realizzazioni edilizie abusive di privati, o comunque interve... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... futuri, su un'area a tal fine indisponibile per ragioni di ordine igienico-sanitario, nonché per la sacralità dei luoghi di sepoltura, salve ulteriori esigenze di mantenimento di un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale.

Nel caso di costruzione realizzata in fascia di vincolo cimiteriale, laddove il Piano Regolatore consente unicamente interventi di manutenzione, restauro e risanamento nonché ristrutturazione, evidentemente su edifici esistenti, con possibilità di trasferire la capacità edificatoria eventualmente rinveniente dai fondi inclusi nella zona di vincolo cimiteriale solo verso fondi destinati alla attività agricola produttiva di imprenditori agricoli a titolo principale, è evidente che nella fascia suddetta non è consentito procedere ad alcun tipo di nuova costruzione.

Ha natura non edificatoria l'area occupata ed utilizzata per ampliamento e completamento di aree cimiteriali, gravata da vincolo di rispetto cimiteriale comportante l'inedificabilità assoluta. Il valore di suddetto bene è, conseguentemente, quello dei terreni a destinazione agricola.

Il vincolo cimiteriale importa inedificabilità assoluta dell'area indipendentemente da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ia di fabbricato e dalla natura pertinenziale dello stesso.

Ai terreni compresi in "area di rispetto cimiteriale" non può essere attribuita una vocazione edificatoria né in sostanza né potenzialmente, essendo contrassegnati da un vincolo assoluto d'inedificabilità.

L'art.338 R.D. 27 luglio 1934, n.1265 vieta l'edificazione, nella fascia di duecento metri dal muro di cinta dei cimiteri, di manufatti che possono essere qualificati come costruzioni edilizie.

Il vincolo di rispetto cimiteriale preclude il rilascio della concessione edilizia, anche in sanatoria ai sensi dell'art. 33 L. 28 febbraio 1985 n. 47, senza necessità di compiere valutazioni in ordine alla concreta compatibilità dell'opera con i valori tutelati dal vincolo suddetto.

In relazione ad abusi edilizi realizzati all'interno dell'area di rispetto cimiteriale, l'istituto del silenzio assenso, previsto in materia di condono edilizio, non trova applicazione, stante il disposto dell'art. 35 comma 12, l. n.47 / 1985.

Ai fini del rilascio del condono edilizio la fascia di rispetto cimiteriale costituisce un vincolo di inedificabilità ex lege sancito dall'art. 338, primo comma, del R.D. n. 1265 del 193... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mpone con efficacia diretta ed immediata, indipendentemente da qualsiasi recepimento negli strumenti urbanistici ed eventualmente anche in contrasto con i medesimi e si configura, in via ordinaria, come un vincolo di inedificabilità assoluta per il quale non vi è la necessità di compiere valutazioni in ordine alla concreta compatibilità dell'opera con i valori tutelati dal vincolo.

Il vincolo cimiteriale determina una situazione di inedificabilità suscettibile di essere rimossa solo in casi eccezionali e comunque per considerazioni di interesse pubblico, esclusa dunque l'ipotesi di legittimazione ex post di opere abusivamente realizzate da privati. Né la peculiarità della situazione dei luoghi (presenza di un torrente e di una strada tra il cimitero e il manufatto) può automaticamente giustificare una deroga, senza che in tal senso si siano espressi, in presenza di ragioni di pubblico interesse, il Consiglio comunale e l'autorità sanitaria.

Il vincolo gravante sulle fasce di rispetto cimiteriale ex art.338 del R.D. 1265/1934 determina una tipica situazione di inedificabilità legale assoluta, che non richiede valutazioni in ordine alla concreta compatibilità dell'uso con i v... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ati dal vincolo e non può dare ingresso ad ipotesi alcuna di disparità di trattamento.

Il vincolo imposto dall'art. 338 R.D. n. 1265/1934 sulle fasce di rispetto cimiteriale comporta un divieto assoluto ex lege di edificabilità, tale da prevalere anche su eventuali disposizioni contrarie del Piano Regolatore Generale, con la conseguente insanabilità delle opere ivi realizzate ai sensi dell' art. 33 L. n. 47/1985 e delle successive disposizioni in materia di condono edilizio.

Il vincolo cimiteriale determina una situazione di inedificabilità ex lege, suscettibile di venire rimossa solo in ipotesi eccezionali e comunque solo per considerazioni di interesse pubblico ma non per interessi privati.

La destinazione ad area di rispetto infrastrutturale cimiteriale configura un vincolo "conformativo" che non consente, in alcun modo, l'allocazione sia di edifici che di opere incompatibili col vincolo medesimo, ciò in considerazione dei molteplici interessi pubblici che tale fascia di rispetto intende tutelare e che possono enuclearsi nelle esigenze di natura igienico sanitaria, nella salvaguardia della peculiare sacralità che connota i luoghi destinati all'inumazione e alla sepoltura, n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ento di un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale.

La destinazione alla stregua dello strumento urbanistico a vincolo cimiteriale con edificabilità di solo rilievo pubblico fa escludere l'edificabilità quale "natura" dell'area, essendo l'edificabilità infatti ancor oggi connotato dell'opportunità realizzatoria di edilizia residenziale, industriale e commerciale fruibile da privati.

La fascia di rispetto cimiteriale prevista dall'art. 338 t.u. leggi sanitarie 27 luglio 1934 n. 1265, misurata a partire dal muro di cinta del cimitero, costituisce un vincolo assoluto d'inedificabilità, tale da imporsi anche a contrastanti previsioni di piano regolatore generale, che non consente in alcun modo l'allocazione sia di edifici che di opere incompatibili col vincolo medesimo, in considerazione dei molteplici interessi pubblici che tale fascia di rispetto intende tutelare.

L'art. 338 r.d. 1265 del 1934 non consente di considerare edificabile un suolo rientrante nella zona di rispetto cimiteriale ed assoggettato al relativo vincolo, giacche lo stesso integra una limitazione legale della proprietà a carattere assoluto, direttamente incidente sul valore del bene e non suscettibile di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fatto neppure da parte dello strumento urbanistico.

E' legittimo il diniego di autorizzazione edilizia per la costruzione di un parcheggio interrato in presenza di un vincolo cimiteriale, poiché, trattandosi di vincolo assoluto, non sono ammesse deroghe nemmeno in riferimento all'art. 9 della l. n. 122/89; infatti, anche il parcheggio interrato, in quanto struttura servente all'uso abitativo e, comunque, posta nell'ambito della fascia di rispetto cimiteriale, rientra tra le costruzioni edilizie del tutto vietate dalla disposizione di cui all'art. 338, r.d. n. 1265/34.

Il suolo soggetto a vincolo cimiteriale ai sensi del T.U. delle leggi sanitarie approvato con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, art. 338 è inedificabile per legge, onde ininfluente è, ai fini dell'inserimento dello stesso in una delle due alternative categorie (dei suoli edificabili o dei suoli non edificabili), la sua eventuale edificabilità "di fatto", apprezzabile soltanto se al terreno fosse stata attribuita destinazione edificatoria, onde stabilirne in concreto il suo valore venale sul mercato immobiliare.

La zona di rispetto cimiteriale è caratterizzata da un vincolo d'inedificabilità assoluta.

Non pu&o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iderarsi edificabile un suolo rientrante nella zona di rispetto cimiteriale, ed assoggettato al relativo vincolo, trattandosi di limitazione legale della proprietà a carattere assoluto, direttamente incidente sul valore del bene e non suscettibile di deroghe di fatto.

Il vincolo imposto sulle aree site in fasce di rispetto cimiteriale si traduce in un divieto assoluto di edificazione che rende le aree legalmente inedificabili e che incide direttamente sul valore del bene, senza possibilità di deroga da parte di provvedimenti amministrativi, con la conseguenza che le suddette aree, essendo sprovviste delle "possibilità legali" di edificazione, ai sensi della L. 8 agosto 1992, n. 359, art. 5 bis, comma 4, devono essere equiparate a quelle agricole ai fini del calcolo delle indennità di esproprio e di occupazione.

La fascia di rispetto cimiteriale di cui all'art. 338 del testo unico delle leggi sanitarie (approvato con r.d. 27 luglio 1934, n. 1265), si pone alla stregua di un vincolo assoluto di inedificabilità che non consente in alcun modo l'allocazione sia di edifici sia di opere incompatibili col vincolo medesimo, in considerazione dei molteplici interessi pubblici che tale fascia di rispetto intende tut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...>
La circostanza che la tavola del piano regolatore rechi il simbolo della destinazione a «parcheggi attrezzati» in posizione adiacente a quella della destinazione a «cimiteri», senza impiegare elementi grafici idonei a rendere certo il confine fra le due aree, deve indurre l'interprete a ritenere insita in tale scelta la volontà di fare concretamente salva l'estensione dell'impianto cimiteriale e in tale modo sfruttare la possibilità di utilizzo di un suolo che anche a questo specifico fine l'ordinamento sottrae all'ubicazione di manufatti edilizi.

Non può essere considerato edificabile un suolo rientrante nella zona di rispetto cimiteriale ed assoggettato al relativo vincolo, giacché lo stesso integra una limitazione legale della proprietà a carattere assoluto, direttamente incidente sul valore del bene e non suscettibile di deroghe di fatto neppure da parte dello strumento urbanistico.

In materia di vincolo cimiteriale la salvaguardia del rispetto dei 200 metri di cui all'art. 338 R.D. 1265/1934 si pone alla stregua di un vincolo assoluto di inedificabilità che non consente in alcun modo l'allocazione sia di edifici, che di opere incompatibili col vincolo medesimo, in cons... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dei molteplici interessi pubblici che tale fascia di rispetto intende tutelare e che possono enuclearsi nelle esigenze di natura igienico sanitaria, nella salvaguardia della peculiare sacralità che connota i luoghi destinati all'inumazione e alla sepoltura, nel mantenimento di un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale.

L'art. 338 R.D. 1265/1934 comporta un vincolo assoluto di inedificabilità della fascia di rispetto cimiteriale, indipendentemente dal tipo di fabbricato, anche non finalizzato all'abitazione o di carattere pertinenziale.

Le aree assoggettate al vincolo cimiteriale ex R.D. n. 1265 del 1934, art. 338 sono inedificabili.

Il vincolo cimiteriale di inedificabilità si impone ex se, con efficacia diretta ed immediata indipendentemente da qualsiasi recepimento in strumenti urbanistici, i quali non sono idonei per la loro natura ad incidere sulla esistenza o sui limiti del vincolo stesso.

Va esclusa l'edificabilità di un'area sulla quale gravi un vincolo cimiteriale ai sensi dell'articolo 338 del R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, ovvero, e a maggior ragione, per la quale sussistano i limiti previsti dalla disciplina urbanistica in vigore, connessi con una simile destinazione.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../> L'art. 338 del R.D. 27 luglio 1934 n. 1265 (T.U.delle leggi sanitarie) vieta di costruire o ampliare costruzioni nell'area di rispetto dei cimiteri ma non preclude altre diverse forme di utilizzazione dei terreni che si trovino in quella fascia, quali ad esempio strutture precarie o mobili (nel caso di specie chioschi). Il divieto deve pertanto ritenersi riferito ad opere edilizie di carattere stabile.

Non può considerarsi edificabile un suolo rientrante nella zona di rispetto cimiteriale ed assoggettato al relativo vincolo, ai sensi del R.D. 1265 del 1934, art. 338 e succ. modif., trattandosi di vincolo di inedificabilità assoluta che, configurando il regime di appartenenza di una pluralità di immobili che si trovino in un particolare rapporto di vicinanza o contiguità con i suddetti beni pubblici, incide direttamente sul valore del bene.

Il suolo rientrante nella zona di rispetto cimiteriale ed assoggettato al relativo vincolo è da qualificare non edificabile ai sensi dell'art. 5 bis d.l. n. 333 del 1992 (conv., con modif. nella l. n. 359 del 1992), giacché il vincolo cimiteriale determina una tipica situazione di inedificabilità legale.

E' legittimo ai fini della quantificazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mento del danno considerare agricola un'area assoggettata a vincolo cimiteriale.

L' esistenza di vincolo cimiteriale è circostanza sufficiente ad escludere la potenzialità edificatoria di una determinata zona pur potendo la stessa essere destinata ad altre attività (nella specie di natura sportiva). Ne consegue la valutazione a valore agricolo.

L'esistenza di vincolo cimiteriale è circostanza sufficiente ad escludere la potenzialità edificatoria di una determinata zona.

Il vincolo cimiteriale costituisce un limite legale all'edificabilità in quanto previsto espressamente dalla legge e prescinde pertanto per la sua efficacia dal suo inserimento nel PRG; ne consegue che a nulla rileva la circostanza che sia stato inserito nel PRG solo successivamente al decreto di esproprio.

I vincoli legali di inedificabilità, come le fasce di rispetto (nella fattispecie: vincolo cimiteriale), determinano la natura di inedificabilità dell'area ai fini indennitari.

Un'area assoggettata a vincolo cimiteriale va indennizzata come agricola.

Un'area in fascia di rispetto cimiteriale è inedificabile ai fini indennitari.

VINCOLI URBANISTI... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...CABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> CIMITERIALE --> EDIFICABILITÀ --> DISTANZE

Non rileva ai fini del divieto di costruire, intorno ai cimiteri, edifici entro il raggio di 200 metri ex art. 388 del T.U. n. 1265/1934 il fatto che una costruzione si trovi al di fuori del centro abitato, in quanto il riferimento al centro abitato viene fatto nel primo periodo della norma citata solo per escludere che si possano realizzare nuovi cimiteri all'interno di esso.

L'art. 338 del RD 1265/1934 come modificato dall'art. 28 della l. 166/2002, che ha fissato il limite all'edificabilità privata in 200 metri dal perimetro dell'impianto cimiteriale, va letto nel senso che tale limite non è più ancorato alla "fascia di rispetto" che può variare in relazione alle determinazioni adottate dall'Autorità Comunale, ma è legislativamente fissata in ogni caso entro il limite di 200 metri da calcolarsi dal perimetro dell'impianto cimiteriale.

La fascia di rispetto cimiteriale deve essere misurata a partire dal muro di cinta del cimitero.

La normativa di riferimento di attuale vigenza, al di là della necessaria previsione urbanistica... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a di rispetto cimiteriale, non prevede più un limite minimo distanziale rispetto ai centri abitati, sia dei cimiteri di nuova istituzione che di quelli in ampliamento, e ciò in quanto le norme che prevedevano un tale limite, pari a 200, 100 o 50 metri devono considerarsi abrogate.

La prescrizione della distanza di 50 metri di cui all'articolo 338, comma 4, del R.D. n. 1265/1934, opera rispetto al centro abitato.

L'art. 338, co. 4, R.D. 1265/1934 consente la riduzione a 50 metri della fascia di rispetto cimiteriale e riguarda le ipotesi di costruzione di nuovi cimiteri ovvero l'ampliamento di quelli esistenti alle condizioni su indicate; di conseguenza, un intervento edilizio del privato che risultasse ubicato entro la fascia di rispetto cimiteriale (cfr. art. 338, co. 1) rimarrebbe comunque un abuso edilizio.

Con riferimento al vincolo cimiteriale, è da ritenere che, a seguito delle modifiche apportate all'art. 338 t.u.l.s. (R.D. 1265/1934) dalla legge 166/2002, il limite all'edificabilità privata non sia più ancorato alla "fascia di rispetto", che in concreto può variare in relazione alle determinazioni adottate dal Comune, ma sia legislativamente fissato in ogni caso entro il limite di 200 m... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rimetro dell'impianto cimiteriale.

Dopo l'entrata in vigore della legge 166/2002, e del testo novellato dell'art. 338 t.u.l.s. (R.D. 1265/1934), nessuna pianificazione comunale pregressa può consentire nuove edificazioni da parte di privati nella fascia dei 200 metri del confine del cimitero, se non nei nuovi rigorosi limiti previsti dallo stesso art. 338.

Per effetto dall'art. 338 del R.D. 1265/1934, la fascia di rispetto dei 200 metri fra l'abitato ed il cimitero è derogabile (solo dalla PA che intende procedere all'allargamento della struttura, e non dai privati che intendono costruire), allorché sussistano determinate condizioni previste dalla citata norma.

Ai sensi dell'art. 338 del RD 27/07/1934 n. 1265, è vietato costruire intorno ai cimiteri nuovi edifici entro il raggio di 200 metri dal perimetro dell'impianto cimiteriale, quale risultante dagli strumenti urbanistici vigenti o, in difetto, quale esistente in fatto, salve le deroghe ed eccezioni previste dalla legge.

Il vincolo di inedificabilità assoluta stabilito dall'art. 338 R.D.27.7.1934, n. 1265 che, con valenza anche urbanistico-edilizia, oltre che per la finalità di assicurare tranquillità e decoro ai luog... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tura, inibisce la costruzione di edifici a distanza inferiore a mt. 200,00 dal cimitero, preclude, ai sensi dell'art. 33.1 della L. 28.2.1985, n.47, la sanatoria di opere in contrasto con il vincolo medesimo.

La possibilità di riduzione a 100 o a 50 metri della fascia di rispetto cimiteriale di 200 metri, è possibile solo per esigenze di ampliamento dei cimiteri, in base a quanto previsto dall'art. 57 del DPR. n. 285/1990 (Regolamento di polizia mortuaria); tale specifica e tassativa possibilità di deroga non è estensibile ad altre ipotesi, per cui deve ritenersi, che per tutte le restanti edificazioni, la misura dello spazio di rispetto è stabilita in termini inderogabili in metri 200 dal perimetro dei cimiteri.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> CIMITERIALE --> ESTENSIONE

Il vincolo di rispetto cimiteriale di cui all'art. 338 comma 1 R.D. n. 1265/1934 vieta l'edificazione nelle aree ricadenti nella fascia di rispetto dei manufatti che, per durata, inamovibilità ed incorporazione al suolo possano qualificarsi come costruzioni edilizie, come tali, incompatibili con la natura dei luoghi e con l'eventuale espa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cimitero.

Ai fini dell'applicazione della fascia di rispetto cimiteriale è ininfluente che il cimitero sia posto al di là di una strada dal momento che quest'ultima non interrompe la continuità del vincolo stesso.

E' legittima la individuazione di una fascia di rispetto cimiteriale non uniforme che tenga conto di quali aree sono già edificate e quali sono invece ancora inedificate.

E' di competenza del Consiglio Comunale la potestà di intervenire per ridurre l'ampiezza della fascia di rispetto cimiteriale ove consentito da ragioni di interesse pubblico.

Non sussiste l'obbligo dell'amministrazione di pronunciarsi sull'istanza del privato relativa alla riduzione della fascia di rispetto cimiteriale.

Le uniche possibilità di deroga alla distanza minima di 200 metri di cui alla fascia di rispetto cimiteriale derivano dalla sussistenza di gravi e giustificati motivi legittimanti il Consiglio comunale a chiedere al Prefetto la riduzione della distanza ex art. 338 del r.d. n. 1265/1934 oppure dalla decisione di ampliare il cimitero.

La riduzione della fascia di rispetto cimiteriale ex art. 338 R.D. 1265/1934 non può essere autorizzata per un singolo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... edilizio di realizzazione di un edificio unifamiliare: invero, nell'ordinamento è chiara la distinzione tra l'attività urbanistica e quella edilizia, posto che la prima concerne la pianificazione dell'uso del territorio a mezzo dei vari strumenti urbanistici generali ed attuativi ed implica scelte altamente discrezionali e la seconda, per converso, riguarda più propriamente i singoli interventi costruttivi e, dovendo svolgersi nel rispetto della prima, ha carattere sostanzialmente vincolato.

La possibilità di ridurre la fascia di rispetto cimiteriale prevista dall'art. 338, co. 5, R.D. 1265/1934 è stata dettata per il caso ci siano delle esigenze di interesse pubblico prevalenti rispetto a quelle esigenze di tutela sanitaria e pietas nei confronti dei defunti che presiedono al mantenimento della fascia di rispetto.

L'«intervento urbanistico» che rende necessaria la riduzione della fascia di rispetto cimiteriale può essere anche la costruzione di edifici privati, ma non può legittimare la mera costruzione di un singolo intervento edilizio privato, perché richiede una più generale scelta dell'ente locale di riqualificazione o ridefinizione urbanistica della zona.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di rispetto cimiteriale, la cui previsione deriva da normativa statale vincolante per i Comuni, può essere ridotta solo entro determinati limiti ed in relazione a specifiche e tipiche ipotesi di opere pubbliche o di interesse pubblico, di cui all'art. 338 co. 5 R.D. 1265 del 27.7.1934, così come novellato dall'art. 28 della L. n. 166/02.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> CIMITERIALE --> FINALITÀ

Il vincolo cimiteriale ex art. 388 del R.D. n. 27/7/1934 n. 1265, che comporta l'inedificabilità assoluta, non consente in alcun modo l'allocazione di edifici, anche non aventi natura residenziale, in ragione dei molteplici interessi pubblici che tale fascia di rispetto intende tutelare, e che possono enuclearsi nelle esigenze di natura igienico-sanitaria, nella salvaguardia della peculiare sacralità dei luoghi destinati alla sepoltura e nel mantenimento di un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale.

Il vincolo assoluto di inedificabilità ex art. 338 del R.D. n. 1265/1934 è stato posto in considerazione dei molteplici interessi pubblici che tale fascia di rispetto tende a tutelare, identificati ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nze di natura igienico sanitaria, nella salvaguardia della peculiare sacralità che caratterizza i luoghi destinati all'inumazione e alla sepoltura e nel mantenimento di un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale.

Il vincolo assoluto di inedificabilità ex lege all'interno della fascia di rispetto cimiteriale risponde a una pluralità di funzioni, quali assicurare condizioni di igiene e salubrità, garantire tranquillità e decoro ai luoghi di sepoltura, consentire futuri ampliamenti dell'impianto funerario, ed opera indipendentemente dal tipo di fabbricato, riguardando anche gli edifici sparsi.

Il vincolo di rispetto cimiteriale risponde a una pluralità di funzioni, quali assicurare condizioni di igiene e salubrità, garantire tranquillità e decoro ai luoghi di sepoltura, consentire futuri ampliamenti dell'impianto funerario, ed opera indipendentemente dal tipo di fabbricato, riguardando anche gli edifici sparsi.

In materia di vincolo cimiteriale, la salvaguardia del rispetto dei duecento metri prevista dall'art. 338 R.D. n. 1265/1934 si pone alla stregua di un vincolo assoluto di inedificabilità che non consente in alcun modo l'allocazione sia di edifici, che di o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...atibili col vincolo medesimo, in considerazione dei molteplici interessi pubblici che tale fascia di rispetto intende tutelare: esigenze di natura igienico sanitaria, salvaguardia della peculiare sacralità che connota i luoghi destinati all'inumazione e alla sepoltura, mantenimento di un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale.

In materia di vincolo cimiteriale la salvaguardia della fascia di rispetto di duecento metri prevista dall'art. 338 R.D. n. 1265/1934 si pone alla stregua di un vincolo assoluto di inedificabilità ex lege, che non consente in alcun modo l'allocazione sia di edifici, che di opere incompatibili col vincolo medesimo, in considerazione dei molteplici interessi pubblici che tale area intende tutelare e che possono enuclearsi nelle esigenze di natura igienico sanitaria, nella salvaguardia della peculiare sacralità che connota i luoghi destinati all'inumazione e alla sepoltura e nel mantenimento di un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale.

La fascia di rispetto cimiteriale prevista dall'art. 338 R.D. 1265/1934 è configurata quale vincolo assoluto d'inedificabilità, che impedisce l'allocazione sia di edifici che di opere incompatibili col vincolo medesimo, in considerazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eplici interessi pubblici che tale fascia di rispetto intende tutelare, quali esigenze di natura igienico-sanitaria, salvaguardia della peculiare sacralità che connota i luoghi destinati all'inumazione e alla sepoltura, la possibile espansione della cinta cimiteriale.

Indipendentemente dalla destinazione assegnata dallo strumento urbanistico, la fascia di rispetto cimiteriale ha carattere di area inedificabile al fine di soddisfare esigenze di natura igienico-sanitaria e salvaguardare la peculiare sacralità che connota i luoghi destinati all'inumazione e alla sepoltura.

La fascia di rispetto cimiteriale costituisce un vincolo assoluto di inedificabilità che non consente in alcun modo l'allocazione sia di edifici, che di opere incompatibili col vincolo medesimo, in considerazione dei molteplici interessi pubblici che tale fascia di rispetto intende tutelare e che possono enuclearsi nelle esigenze di natura igienicosanitaria, nella salvaguardia della peculiare sacralità che connota i luoghi destinati all'inumazione e alla sepoltura, nel mantenimento di un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale. Da ciò consegue che le opere realizzate in contrasto con il predetto vincolo non sono suscettibili di sanatori... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...er silentium.

La fascia di rispetto cimiteriale si pone alla stregua di un vincolo assoluto di inedificabilità che non consente in alcun modo l'allocazione sia di edifici, che di opere incompatibili col vincolo medesimo, in considerazione dei molteplici interessi pubblici che tale fascia di rispetto intende tutelare e che possono enuclearsi nelle esigenze di natura igienico sanitaria, nella salvaguardia della peculiare sacralità che connota i luoghi destinati all'inumazione e alla sepoltura, nel mantenimento di un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale.

La fascia di rispetto cimiteriale è volta a: garantire la futura espansione del cimitero; garantire il decoro di un luogo di culto; assicurare una cintura sanitaria attorno a luoghi per loro natura insalubri.

L'apposizione del vincolo cimiteriale persegue una molteplicità di interessi pubblici: la tutela di esigenze igienico sanitarie e della sacralità del luogo, l'interesse a mantenere un'area di possibile espansione del perimetro cimiteriale; pertanto anche la costruzione di case sparse, e persino la realizzazione di edifici isolati non destinati ad abitazione, deve rispettare la distanza minima di 200 metri, senza che sia richiesta al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lico una valutazione in concreto della compatibilità della presenza del manufatto rispetto al vincolo de quo.

Il vincolo cimiteriale impone un divieto assoluto di edificazione e persegue una triplice finalità: in primo luogo vuole assicurare condizioni di igiene e di salubrità mediante la conservazione di una "cintura sanitaria" intorno allo stesso cimitero, in secondo luogo garantire la tranquillità e il decoro ai luoghi di sepoltura, in terzo luogo consentire futuri ampliamenti del cimitero.

La "trasformazione in residenza" di preesistenti unità che comporti la formazione di nuovi insediamenti abitativi è incompatibile con le finalità proprie del vincolo cimiteriale, di cui all'art. 338 R.D. 1265/1934.

Le finalità perseguite dalla normativa di tutela del vincolo cimiteriale sono sostanzialmente tre: garantire la futura espansione del cimitero; garantire il decoro di un luogo di culto; assicurare una cintura sanitaria attorno a luoghi per loro natura insalubri.

La salvaguardia dell'area di rispetto cimiteriale di 200 metri prevista dall'art. 338 del R.D. 1265/1934, consiste in un vincolo assoluto di inedificabilità, in considerazione dei molteplic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... pubblici che s'intendono tutelare e che possono enuclearsi nelle esigenze di natura igienico sanitaria, nella salvaguardia della peculiare sacralità che connota i luoghi destinati all'inumazione ed alla sepoltura, nel mantenimento di un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> CIMITERIALE --> INDEROGABILITÀ

Le zone di rispetto del vincolo cimiteriale hanno la funzione, non solo di garantire l'igiene e salubrità all'interno delle costruzioni, ma anche di preservare la possibilità di effettuare ampliamenti dell'impianto cimiteriale esistente e questo spiega per quale motivo esso deve essere interpretato come un vincolo ad inedificabilità assoluta, compatibile solo con interventi edilizi che abbiano ad oggetto costruzioni preesistenti alla imposizione del vincolo.

Il vincolo di rispetto cimiteriale di cui all'art. 338 comma 1 R.D. n. 1265/1934 è un vincolo di inedificabilità assoluta tale da imporsi anche a contrastanti previsioni di P.R.G. valevole per qualsiasi manufatto edilizio anche ad uso diverso da quello di abitazione, che non consente in alcun mod... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione sia di edifici, che di opere incompatibili con il vincolo medesimo.

Il vincolo di rispetto cimiteriale determina una situazione di inedificabilità assoluta ex lege, suscettibile di venire esplicitamente rimossa solo in ipotesi eccezionali espressamente previste e, comunque, per considerazioni di prevalente interesse pubblico.

L'Amministrazione Comunale non ha il potere di conservare la delibera che riduce la fascia di rispetto cimiteriale e al contempo disapplicarla, per asserita contrasto con l'art. 338 T.U. leggi sanitarie, in occasione della sua applicabilità concreta: essa può soltanto annullarla in autotutela o, in caso contrario, applicarla senz'altro.

La modifica all'articolo 338 del R.D. 1265/1934, in tema di fascia di rispetto cimiteriale, introdotta con la legge n. 166/2002 prevede solo la possibilità, astratta, che il Consiglio comunale riduca l'ordinaria fascia di rispetto cimiteriale, con la conseguenza che – fintanto che tale facoltà non venga esercitata - il regime di inedificabilità non subisce modifiche.

Il vincolo imposto dall'art. 338 del R.D. n. 1265/1934 comporta un divieto assoluto "ex lege" di edificabilità, con la conseguente insanabilit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tutti i manufatti, qualificabili come costruzioni edilizie, realizzati nella fascia di duecento metri dal muro di cinta dei cimiteri, prescindendosi pure da una eventuale diversa destinazione prevista dal piano regolatore.

Il vincolo di rispetto cimiteriale importa inedificabilità assoluta dell'area indipendentemente dalla tipologia di fabbricato e dalla natura pertinenziale dello stesso.

La fascia di rispetto cimiteriale determina un vincolo di inedificabilità ex lege tale da prevalere addirittura anche su eventuali disposizioni urbanistiche contrarie, con conseguente insanabilità delle opere realizzate all'interno della fascia di rispetto cimiteriale a prescindere da qualsiasi valutazione in concreto della compatibilità del manufatto rispetto al vincolo medesimo.

Il vincolo cimiteriale determina una situazione di inedificabilità suscettibile di venire rimossa solo in ipotesi eccezionali e comunque per considerazioni di interesse pubblico.

Il vincolo cimiteriale, espresso dall'art. 338 del r.d. 27 luglio 1934, n. 1265 -come modificato dapprima dall'art. 4 della legge 30 marzo 2001, n. 130 e quindi dall'art. 28, comma 1, lettera a), della legge 1° agosto 2002, n. 166- ha natura as... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... impone, in quanto limite legale, anche alle eventuali diverse e contrastanti previsioni degli strumenti urbanistici, in relazione alle sue finalità di tutela di preminenti esigenze igienico-sanitarie, salvaguardia della sacralità dei luoghi di sepoltura, conservazione di adeguata area di espansione della cinta cimiteriale, secondo giurisprudenza granitica.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> CIMITERIALE --> NATURA

Il vincolo di rispetto della fascia cimiteriale, previsto dalla legge, incide sull'edificabilità dei suoli in modo generale ed obiettivo, nei confronti di tutti i proprietari di determinati beni, e, di conseguenza, non ha carattere espropriativo ma conformativo; inoltre, essendo tale vincolo previsto a tempo indeterminato, non è soggetto a decadenza né dà luogo a indennizzo.

Il vincolo di rispetto cimiteriale costituisce un vincolo di inedificabilità assoluta.

Il vincolo di inedificabilità sussistente nelle aree prossime ai luoghi di sepoltura ha natura assoluta potendo essere svolti solo interventi di recupero degli immobili legittimamente esistenti.

Il ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rispetto cimiteriale è un vincolo di inedificabilità assoluto che prevale anche su eventuali disposizioni urbanistiche contrarie, con conseguente insanabilità delle opere realizzate all'interno della fascia di rispetto cimiteriale a prescindere da qualsiasi valutazione in concreto della compatibilità del manufatto rispetto al vincolo medesimo.

Il vincolo imposto dall'art. 338 R.D. n. 1265/1934 e dall'art. 57 D.P.R. n. 285/1990 è un vincolo assoluto di inedificabilità ex lege, tale da prevalere addirittura anche su eventuali disposizioni urbanistiche contrarie, con conseguente insanabilità delle opere realizzate all'interno della fascia di rispetto cimiteriale a prescindere da qualsiasi valutazione in concreto della compatibilità del manufatto rispetto al vincolo medesimo.

Secondo l'interpretazione della giurisprudenza, la zona di rispetto cimiteriale configura un vincolo conformativo in quanto "la destinazione di un'area caratterizzata da un vincolo di inedificabilità per rispetto di zona cimiteriale ai sensi dell'art. 388 t.u. n. 1265 del 1934 e Regolamento di Polizia Mortuaria n. 1880 del 1942 integra un vincolo non preordinato all'esproprio e come tale non soggetto al termine decadenz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... all'art. 2, l. n. 1187 del 1968"; ne consegue che il vincolo di rispetto cimiteriale ha natura conformativa e non è soggetto a decadenza.

La fascia di rispetto cimiteriale costituisce un vincolo di inedificabilità ex lege sancito dall'art. 338, co. 1, del r.d. n. 1265 del 1934, che si impone con efficacia diretta ed immediata, indipendentemente da qualsiasi recepimento negli strumenti urbanistici ed eventualmente anche in contrasto con i medesimi e si configura, in via ordinaria, come un vincolo di inedificabilità assoluta per il quale non vi è, di regola, la necessità di compiere valutazioni in ordine alla concreta compatibilità dell'opera con i valori tutelati dal vincolo.

La salvaguardia dell'area di rispetto cimiteriale di 200 metri prevista dall'art.338 del R.D. 1265/1934 consiste in un vincolo assoluto di inedificabilità che non consente la collocazione di edifici o comunque di opere ad esso incompatibili, in considerazione di molteplici interessi pubblici che s'intendono tutelare e che possono enuclearsi nelle esigenze di natura igienico-sanitaria, nella salvaguardia della peculiare sacralità che connota i luoghi destinati all'inumazione ed alla sepoltura, nel mantenimento di un'area di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...espansione della cinta cimiteriale.

La fascia di rispetto cimiteriale (art. 338 R.D. n. 1265/1934) costituisce un vincolo assoluto di inedificabilità che non consente in alcun modo l'allocazione sia di edifici che di opere incompatibili col vincolo medesimo.

Il divieto di costruire o ampliare edifici intorno ai cimiteri, impone una fascia di rispetto che opera indipendentemente dalla destinazione prevista dal piano regolatore.

In materia di vincolo cimiteriale, la salvaguardia del rispetto dei 200 metri prevista dall' art. 338 del T.U. 27 Luglio 1934 n. 1265, si pone alla stregua di un vincolo assoluto di inedificabilità, valevole per qualsiasi manufatto edilizio anche ad uso diverso da quello di abitazione, che non consente in alcun modo l'allocazione sia di edifici, che di opere incompatibili col vincolo medesimo, e tanto in ragione dei molteplici interessi pubblici che tale fascia di rispetto intende tutelare e che possono enuclearsi nelle esigenze di natura igienico-sanitarie, nella salvaguardia della peculiare sacralità dei luoghi destinati alla sepoltura e nel mantenimento di un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale.

La fascia di rispetto cimiteriale prevista dall'art. 338 t.u. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arie di cui al R.D. n. 1265/34 costituisce un vincolo assoluto di inedificabilità - valevole per qualsiasi manufatto edilizio anche ad uso diverso da quello di abitazione - che non consente in alcun modo l'allocazione sia di edifici, che di opere incompatibili col vincolo medesimo, in considerazione dei molteplici interessi pubblici che tale fascia di rispetto intende tutelare e che possono enuclearsi nelle esigenze di natura igienico-sanitaria, nella salvaguardia della peculiare sacralità che connota i luoghi destinati all'inumazione e alla sepoltura, nel mantenimento di un'area di possibile espansione della cinta cimiteriale.

Il vincolo cimiteriale ha carattere conformativo.

Il vincolo di rispetto cimiteriale per il suo carattere generale sotto il profilo soggettivo e per il fatto di gravare su immobili individuati "a priori" per categoria derivante dalla loro posizione o localizzazione rispetto ad un'opera pubblica, non arreca in via specifica alcun deprezzamento del quale debba tenersi conto in sede di determinazione del valore dell'immobile.

La fascia di rispetto cimiteriale ai sensi dell'art. 338 del RD n. 1265/1934, implica solo un vincolo d'inedificabilità di natura conformativa, ma non comporta ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ordinato all'espropriazione.

Il vincolo cimiteriale si configura come una limitazione legale della proprietà a carattere assoluto, direttamente incidente sui beni e non suscettibile di deroghe di fatto, e detta natura assoluta non si pone in contraddizione con la possibilità che nell'area indicata insistano delle preesistenze, e/o che ad esse vengano assegnate destinazioni compatibili con l'esistenza del vincolo.

Il vincolo di rispetto cimiteriale è vincolo connaturale alle proprietà, che incombe sulla intera "fascia" di rispetto imposta dalla legge e riportata negli strumenti urbanistici in via meramente ricognitiva. Di detti limiti permanenti si è logicamente negata la indennizzabilità per il loro carattere generale e conformativo.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> CIMITERIALE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA

L'art. 338 R.D. 1265/1934 vieta l'edificazione, nella fascia di duecento metri dal muro di cinta dei cimiteri, di manufatti che possono essere qualificati come costruzioni edilizie: quindi l'installazione di un impianto di telefonia mobile che - per le proprie caratteristic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ò in alcun modo essere classificato come un manufatto edilizio non è incompatibile con il vincolo cimiteriale.

Le stazioni radio base sono opere di urbanizzazione primaria, compatibili con qualsiasi zonizzazione prevista dagli strumenti urbanistici vigenti, e dunque possono essere installate anche in zona di rispetto cimiteriale, tenuto anche conto che non ledono gli interessi dei quali il vincolo di inedificabilità persegue la tutela.

Nelle aree sottoposte a vincolo cimiteriale non sono ammessi gli interventi di edilizia c.d. 'libera', ostandovi la previsione di cui al comma 1 dell'articolo 6 del d.P.R. 380 del 2001 il quale fa in ogni caso salve le preclusioni rinvenienti "[da] altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia (…)".

La modifica parziale o totale di un edificio preesistente, con creazione di un organismo edilizio oggettivamente diverso dal precedente, rientra nel concetto di "nuova costruzione", la quale, rispetto al vincolo assoluto di inedificabilità all'interno della fascia di rispetto cimiteriale posto dall'art. 338 del T.U. n. 1265/1934, non è suscettibile di sanatoria.

Il divieto di edificare nella fascia di rispet... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ale non opera nei confronti di un impianto di telefonia mobile che non può essere classificato come costruzione edilizia.

Il vincolo di rispetto cimiteriale riguarda quelle costruzioni incompatibili con la funzione cimiteriale, in quanto destinate ad ospitare stabilmente l'uomo ( abitazioni, alberghi, ospedali, scuole, etc.) e non le opere prive invece di tale funzione, specie se di carattere viario.

L'asserito contrasto con previsioni di P.R.G., secondo i rilievi cartografici, non può implicare l'illegittimità del progetto di ampliamento cimiteriale, quando non sia contestato che il suolo privato ricada nella fascia assoggettata al vincolo cimiteriale, di tal che, e in ogni caso, risulti affatto prevalente il vincolo legale, e si ponga non già l'esigenza di una variante urbanistica ma, semmai, di adeguamento delle previsioni grafiche se e in quanto erronee, confuse, contrastanti con il sovraordinato limite legale.

Le stazioni radio base, in quanto opere di urbanizzazione primaria, oltre ad essere compatibili con qualsiasi zonizzazione prevista dagli strumenti urbanistici vigenti, possono essere installate anche in zona di rispetto cimiteriale, atteso anche il fatto che rispetto a tali installazioni non si ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...roblemi relativi alla tutela delle esigenze a cui è preordinato l'art. 338 R.D. 1265/1934.

Il vincolo cimiteriale deve essere osservato anche nelle fattispecie di riedificazione di edifici preesistenti e distrutti antecedentemente alla data imposizione del vincolo.

Non è incompatibile con la ratio della fascia di rispetto cimiteriale l'esposizione di vetture a cielo aperto, in quanto la semplice allocazione di automobili su un terreno a cielo aperto non può qualificarsi come costruzione edilizia o come opera incompatibile con la sacralità del luogo, essendo semplicemente la modalità di espletamento di un'attività commerciale.

La preesistenza della fascia di rispetto cimiteriale, costituente vincolo di inedificabilità assoluta, è incompatibile con qualsiasi ampliamento della civile abitazione, indipendentemente dalla maggiore o minore consistenza dell'intervento edilizio.

Il vincolo cimiteriale riguarda anche gli edifici sparsi utilizzati per il ricovero di attrezzi agricoli o aventi destinazione diversa da quella abitativa, ponendosi persino rispetto ad essi l'esigenza, perseguita dall'art. 338, comma 1, del R.D. n. 1265/1934, di salvaguardare la salubrità p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i consentire futuri ampliamenti del cimitero.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> CORSI D'ACQUA

Il divieto di costruzione nella c.d. fascia di servitù idraulica ha carattere assoluto ed inderogabile e permane nonostante la tombatura del corso d'acqua.

La c.d. fascia di servitù idraulica imposta dall'art. 96 lett. f), r.d. 25 luglio 1904, n. 523, essendo informata alla ragione pubblicistica di assicurare non solo la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali, ma anche (e soprattutto) il libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti, canali e scolatoi pubblici, ha carattere assoluto e non derogabile in relazione a qualsiasi costruzione (recinzioni, strade, depuratore e quant'altro).

Anche i semplici muretti rientrano tra le "fabbriche" che sono vietate in modo assoluto sulle acque pubbliche, loro alvei, sponde e difese, ai sensi art. 96 del R.D. n. 523 del 25 luglio 1904.

Non assume rilievo alcuno, per escludere l'applicabilità della fascia di servitù idraulica, il fatto che un corso d'acqua che è sempre stato tale si possa presentare privo d'acqua.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... distanza di un manufatto dall'argine di un fiume deve essere determinata riferendosi alla delimitazione effettiva del corso d'acqua, partendo dal ciglio della sponda, quale confine naturale dell'ordinaria portata d'acqua, e non già dal piede esterno dell'argine ogni qual volta esso non esplichi una funzione analoga alla sponda nel contenere l'acqua, rappresentando invece una barriera esterna artificiale eretta a difesa del territorio nell'ipotesi del verificarsi di piene eccezionali.

Il divieto di costruire ad una certa distanza dagli argini dei corsi d'acqua demaniali, essendo volto principalmente a garantire il libero deflusso delle acque, ha carattere assoluto e le ipotesi di deroga eccezionalmente previste dalle normative locali sono ancorate a rigorosi presupposti la cui dimostrazione grava sul privato.

Per le aree gravate dal vincolo di cui all'art. 142 lett. c) d.lgs. 42/2004, che tutela direttamente il paesaggio idrico relativo all'alveo del corso d'acqua e indirettamente il profilo estetico-culturale, il diniego di nulla osta non è sufficientemente motivato con l'indicazione del pregio paesaggistico della zona dovendosi invece accertare in che misura l'opera pregiudichi il valore paesistico-ambientale dell'alveo del torrente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br />
Il divieto di costruzione di opere sugli argini dei corsi d'acqua, previsto dall'art. 96, lett. f), R.D. 523/1904, risponde all'esigenza di natura pubblicistica di assicurare non solo la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali, ma anche (e soprattutto) il libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti, canali e scolatoi pubblici e ha carattere legale e inderogabile.

Ai fini del divieto di costruzione di opere sugli argini dei corsi d'acqua, previsto dall'art. 96, lett. f), R.D. 523/1904 è irrilevante la circostanza che manchi una sorgente a monte e che, pertanto, abitualmente non vi scorra acqua, perché anche un fossato creatosi naturalmente tra due rilievi collinari, convogliando le acque meteoriche, può determinare il dilavamento dei terreni, mettendone in pericolo la stabilità e turbando il regime delle acque superficiali.

La disciplina di cui all'art. 96 r.d. 5231904, che impone la distanza minima di dieci metri dal piede degli argini e loro accessori per i lavori di scavo, ha carattere sussidiario, essendo destinata a prevalere solo in assenza di una specifica normativa locale. La disciplina derogatoria, che può anche essere contenuta nello strumento urbanistico, deve... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssere espressamente destinata alla regolamentazione delle distanze dagli argini, esplicitando le condizioni locali e le esigenze di tutela delle acque e degli argini stesi che giustifichino la determinazione di una distanza maggiore o minore di quella indicata dalla norma statale.

L'emanazione di uno strumento urbanistico e il rilascio della licenza edilizia non comportano di per sé l'assorbimento di ogni valutazione di compatibilità delle erigende costruzioni con il regime dei corsi d'acqua, trattandosi di tutela di interessi pubblici cui sono preposte esclusivamente o prevalentemente altre autorità amministrative dalle quali occorre acquisire l'apposita autorizzazione.

I divieti di edificazione e movimento terra previsti dall'art. 96 comma 1-f del RD 523/1904 a tutela del vincolo idraulico (integrati, nella Regione Lombardia, dalla disciplina regionale di cui alla DGR n. 7/7868 del 25 gennaio 2002, e successive modifiche, sulla polizia idraulica di competenza comunale) devono essere intesi non tanto come strumenti di protezione dello stato attuale dei luoghi, ma come misure dirette a impedire l'alterazione del regolare deflusso delle acque.

La sistemazione o l'ampliamento di una strada possono comportare la modi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lveo di un torrente, ma questo non significa che tali interventi siano automaticamente in contrasto con il vincolo idraulico: in realtà, il compito dei comuni nell'esercizio delle funzioni di polizia idraulica è proprio quello di individuare le condizioni tecniche idonee a garantire il potenziamento delle infrastrutture e allo stesso tempo il mantenimento (e se possibile il miglioramento) del regolare deflusso delle acque.

La presenza del vincolo idraulico non impedisce la realizzazione di un intervento privato di sistemazione dell'alveo del torrente e di messa in sicurezza della strada demaniale, che risulta esposta alle esondazioni, a condizione che il Comune (anche avvalendosi delle competenti strutture tecniche regionali e provinciali) stabilisca esattamente le prescrizioni tecniche in grado di preservare, e possibilmente migliorare, il regolare deflusso delle acque.

L'unico soggetto legittimato a far valere la violazione delle distanze da un canale è l'ente proprietario del canale stesso e non altri soggetti.

Il riferimento alle "discipline vigenti nelle diverse località" contenuto nell'art. 96 del R.D. 25 luglio 1904, n. 523 deve intendersi come un rinvio mobile ad una disciplina non applicabile sull'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...itorio nazionale e che tenga conto delle specificità locali; tale carattere è riferibile anche alla disciplina regionale.

L'art. 96, lett. f), del r.d. 25 luglio 1904, n. 523, in materia di distanze delle costruzioni dagli argini, ha carattere sussidiario, essendo destinato a prevalere solo in assenza di una specifica normativa locale. Tuttavia, quest'ultima, che può anche essere contenuta nello strumento urbanistico, per derogare alla norma statale, deve essere espressamente destinata alla regolamentazione delle distanze dagli argini, esplicitando le condizioni locali e le esigenze di tutela delle acque e degli argini che giustifichino la determinazione di una distanza maggiore o minore di quella indicata dalla norma statale.

I divieti di edificazione sanciti dall'art 96, lett F), del RD 25 luglio 1904, n 523 (tu delle leggi sulle opere idrauliche), sono precipuamente informati alla ragione pubblicistica di assicurare la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali per i diversi usi disciplinati dalla speciale legislazione sulle acque, o, comunque, di assicurare, ai fini di pubblico interesse, il libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti, rivi, canali e scolatoi pubblici: ne consegue che, qualora ris... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ivamente non sussistente una massa d'acqua pubblica suscettibile di essere utilizzata ai suesposti fini pubblicistici, deve escludersi la operatività, ad ogni effetto, dei divieti predetti.

L'articolo 96, primo comma, lettera f), del R.D. 25.7.1904, n. 523, ha introdotto il divieto assoluto di costruire a distanza minore di 10 metri dalle acque pubbliche (compresi alvei, sponde e difese).

Nella Provincia autonoma di Trento il divieto assoluto di costruire a distanza minore di 10 metri dalle acque pubbliche è stato derogabile dall'articolo 7 della l.p. n. 18 del 1976, la quale ha però previsto che eventuali deroghe possono essere concesse solo fino alla distanza di metri 4.

La disciplina delle fasce di rispetto delle costruzioni dai corsi d'acqua trova la sua fonte normativa: a) nell'art. 133, lett. a), R.D. 368/1904 che si applica ai corsi d'acqua/canali facenti parte del sistema di bonifica e prevede una distanza minima da 4 a 10 metri, secondo l'importanza del corso d'acqua; b) nell'art. 96, lett. f), R.D. 523/1904, che si applica ai restanti corsi d'acqua e prevede la distanza minima di dieci metri.

Il divieto di costruzione di opere dagli argini dei corsi d'acqua, previsto dall'art. 96, lett. f)... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...1904 ha carattere legale, assoluto e inderogabile, ed è diretto al fine di assicurare non solo la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali, ma anche (e soprattutto) il libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti, canali e scolatoi pubblici; cioè, esso è teso a garantire le normali operazioni di ripulitura/manutenzione e a impedire le esondazioni delle acque.

L'art. 96, lett. f), R.D. 523/1904 risponde all'evidente finalità di interrompere la pericolosa tendenza a occupare gli spazi prossimi al reticolo idrico, sia a tutela del regolare scorrimento delle acque sia in funzione preventiva rispetto ai rischi per le persone e le cose che potrebbero derivare dalle esondazioni.

L'art. 96, lett. f), R.D. 523/1904 opera con un effetto conformativo particolarmente ampio determinando l'inedificabilità assoluta della fascia di rispetto.

Nel divieto di cui all'art. 96 R.D. 523/1904 è inclusa ogni opera che alteri o lo stato o la forma o le dimensioni o la resistenza dell'argine, trattandosi di ipotesi che la legge prevede tutte in via alternativa tra loro, poiché l'alterazione dello stato dei luoghi, che la norma intende assolutamente impedire, può derivare dalla... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one anche di una soltanto delle caratteristiche dell'argine, senza che occorra che la modificazione le investa tutte.

La potatura di una siepe collocata sulla parte esterna dell'argine non rientra nel divieto di cui all'art. 96 R.D. 523/1904.

Il divieto di edificazione di cui all'art. 96, lett. f), R.D. 523/1904 si applica anche alle sponde dei laghi: tale disposizione, infatti, ha la finalità di consentire il libero deflusso delle acque, e tale necessità si impone pure con riguardo alle acque dei laghi, anch'esse soggette a innalzamenti di livello.

In presenza di un divieto di edificabilità, l'esistenza di eventuali abusi edilizi non potrebbe di per sé legittimare la pretesa a identico trattamento.

Alla luce del generale divieto di costruzione di opere in prossimità degli argini dei corsi d'acqua, il rinvio alla normativa locale ex art. 96 del r.d. n. 523 del 1904 assume carattere eccezionale; tale normativa, per prevalere sulla norma generale, deve avere carattere specifico, ossia essere una normativa espressamente dedicata alla regolamentazione della tutela delle acque e alla distanza dagli argini delle costruzioni, che tenga esplicitamente conto della regola generale espressa dalla... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...statale e delle peculiari condizioni delle acque e degli argini che la norma locale prende in considerazione al fine di stabilirvi l'eventuale deroga; nulla vieta che la norma locale sia espressa anche mediante l'utilizzo di uno strumento urbanistico, come può essere il piano regolatore generale, ma occorre che tale strumento contenga una norma esplicitamente dedicata alla regolamentazione delle distanze delle costruzioni dagli argini anche in eventuale deroga alla disposizione della lettera f) dell'art. 96, in relazione alla specifica condizione locale delle acque di cui trattasi.

Il divieto di cui all'art. 96 lett. g) R.D. 523/1904 si riferisce anche ai cumuli di materiale lapideo, di cui, di conseguenza, è vietato il posizionamento lungo gli argini dei fiumi.

I divieti posti dall'art. 96 R.D. 523/1904 sono inderogabili e sono posti a tutela non solo della demanialità delle acque ma soprattutto del libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti, canali e scolatoi pubblici ed dell'agevole svolgimento dei lavori di manutenzione di volta in volta necessari a tale scopo.

L'obbligo di motivazione dei provvedimenti che ordinano il ripristino dello status quo ante in caso di violazione dell'art. 96 R.D. 523/... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; da ritenersi assolto mediante il semplice richiamo alle norme di legge o regolamento ritenute violate, stante il carattere tendenzialmente vincolato e doveroso degli stessi.

L'art. 96 lett. f) R.D. 523/1904, il quale stabilisce che i fabbricati non possono sorgere a distanza inferiore a dieci metri dal piede degli argini dei corsi d'acqua, è applicabile anche quando i corsi d'acqua siano stati coperti da una strada pubblica

I divieti di edificazione sanciti dall'art. 96 R.D. 523/1904, informati alla ragione pubblicistica di assicurare la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali ovvero di assicurare il libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti, canali e scolatoi pubblici, debbono ritenersi non operativi soltanto quando risulta oggettivamente non sussistente una massa di acqua pubblica suscettibile di essere utilizzata ai predetti fini.

Il divieto di costruzione ad una certa distanza dagli argini dei corsi d'acqua demaniali (c.d. fascia di servitù idraulica), contenuto nell'art. 96, lett. f), R.D. 523/1904 ha carattere assoluto ed inderogabile.

La "fascia fiume" è la fascia di rispetto pari a metri dieci prevista dall'art. 96, lett. f, del r.d. n. 523 del 1904 e risp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uale l'art. 115 del d.lgs. n. 152 del 2006 si è limitato solo a disciplinare gli interventi ammissibili ai fini della stabilizzazione delle sponde e del mantenimento dei valori ambientali presenti.

A fronte del divieto di edificazione discendente dall'esistenza della fascia di rispetto fluviale non è richiesta una particolare attività istruttoria da compiere, quanto piuttosto l'assoluto rispetto del divieto.

Il divieto di edificazione a distanza inferiore a 4 o 10 metri dai canali di bonifica stabilito dall'art. 133 R.D. 368/1904 si differenzia da quello di cui all'art. 96 lett. f) R.D. 523/1904 per i corsi d'acqua più importanti perché è assolutamente inderogabile da parte delle discipline locali.

L'interesse del privato proprietario al mantenimento dell'edificio entro la fascia di rispetto dei canali di bonifica (art. 133 R.D. 368/1904) e a distanza inferiore a quella minima è ttelato solo se ed in quanto l'immobile non subisca alcuna trasformazione fisica, rimanga tal quale, come esistente: peraltro, nemmeno in tale ipotesi l'interesse ha una tutela assoluta, potendo disporsi l'arretramento o l'abbattimento dell'immobile che "rechi pregiudizio" all'interesse pubblico relativo alla pi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nzionale ed efficace manutenzione di argini, sponde, corsi d'acqua e canali e/o se presenti rischi in ordine all'esondazione e al naturale deflusso delle acque.

Il limite minimo di quattro metri di distanza dal canale di bonifica (art. 133 R.D. 368/1904) non è derogabile nemmeno dal Consorzio di bonifica.

La pulizia del letto di un corso d'acqua non fa venir meno la relativa rischiosità idraulica se questa risulta giuridicamente tuttora in essere per effetto di un vincolo di inedificabilità assoluta.

Nel bilanciamento dei contrapposti interessi, quelli dell'autore di un abuso edilizio a ridosso di un corso d'acqua appaiono del tutto recessivi rispetto all'interesse pubblico ad evitare il possibile rischio all'incolumità delle persone coinvolte nella sua attività produttiva.

Il divieto di costruzione di opere ad una determinata distanza dagli argini dei corsi d'acqua, previsto dall'art. 96 lett. f) R.D. 523/1904 ha carattere assoluto ed inderogabile, in quanto teso a consentire le normali operazioni di ripulitura e di manutenzione, e di impedire le esondazioni delle acque.

La deroga contenuta nell'art. 96, lett. f), R.D. 523/1904 per cui la distanza minima dai corsi d'acq... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ca in mancanza di "discipline vigenti nelle diverse località" è di carattere eccezionale: pertanto, la normativa locale, per prevalere sulla norma generale, deve avere carattere specifico, ossia essere una normativa espressamente dedicata alla regolamentazione della tutela delle acque e alla distanza dagli argini delle costruzioni, che tenga esplicitamente conto della regola generale espressa dalla normativa statale e delle peculiari condizioni delle acque e degli argini che la norma locale prende in considerazione al fine di stabilirvi l'eventuale deroga.

Nulla vieta che la norma locale che deroghi alla distanza stabilita dall'art. 96, lett. f), R.D. 523/1904 sia espressa anche mediante l'utilizzo di uno strumento urbanistico, come può essere il piano regolatore generale, ma occorre che tale strumento contenga una norma esplicitamente dedicata alla regolamentazione delle distanze delle costruzioni dagli argini anche in eventuale deroga al R.D. 523/1904 in relazione alla specifica condizione locale delle acque di cui trattasi.

Le disposizioni contenute nel P.T.P.R. devono ritenersi inidonee a derogare alla distanza stabilita dall'art. 96, lett. f), R.D. 523/1904 in ragione sia della loro valenza generale ed indistinta ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l territorio regionale sia della diversa finalità di tutela ambientale – propria delle norme contenute in un piano paesistico – che esse intedono perseguire.

Il divieto di piantagione di alberi, di edificazioni o fabbriche e di movimento del terreno del piede esterno e interno degli argini ad una certa distanza dal corso d'acqua (che per i manufatti è da 4 a 10 metri secondo l'importanza del corso d'acqua medesimo) vale non solo per i corsi d'acqua superficiali, ma anche per le altre opere di bonificazione di cui all'art. 133, co. 1, R.D. 368/1904, tra le quali va certamente compresa anche la tombinatura che non può dirsi come tale opera definitiva, essendo possibile riportare in qualunque momento il corso d'acqua allo stato precedente.

Il rispetto delle distanze di cui all'art. 133 R.D. 368/1904 deve ritenersi inderogabile anche per i corsi d'acqua tombinati, al fine di consentire uno spazio di manovra nel caso di necessità di porre in essere attività di manutenzione delle condutture.

Gli strumenti urbanistici non hanno la capacità di far venir meno la natura direttamente impressa ad un'acqua pubblica dalla previsione legislativa.

Sono di interesse paesaggistico e s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lle disposizioni di tutela per legge, tra gli altri, i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal T.U. 11 dicembre 1933, n.1775 e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna, ma il vincolo limitativo dell'edificabilità è escluso nelle aree ricadenti nelle zone A e B dei PRG vigenti alla data del 6 settembre 1985.

La fascia di protezione di 150 metri va misurata dal limite di piena ordinaria del corso d'acqua, sia esso coincidente con il ciglio di sponda sia esso coincidente con il piede esterno dell'argine, mentre restano a tal fine estranee le barriere protettive preordinate a contrastare le piene straordinarie.

Nella Regione Puglia la lama e la gravina, che costituiscono specie nell'ambito del genus torrenti, risultano entrambe tutelate col vincolo di inedificabilità dell'art. 51, lettera h), della l.r. n. 56/80, tutela successivamente ribadita con la l.r. n. 30/90.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> ELETTRODOTTO

L'individuazione della fascia di rispetto degli elettrodotti non può che effettuarsi nel rigoroso rispetto della normativa statale, alla ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ministrazioni Locali non possono che uniformarsi, non esistendo per queste ultime alcuna possibilità di deroga della disciplina statale di rango superiore. L'individuazione della fascia di rispetto effettuata dalla cartografia dello strumento urbanistico ha carattere meramente ricognitivo, per cui in caso di eventuali errori o difformità, si applica in ogni caso la disposizione della normativa statale.

Le distanze di rispetto dalla linea di elettrodotto interrato non influiscono sulla titolarità di un diritto reale ma introducono un vincolo meramente conformativo.

Va colta la differenza tra il vincolo a fascia di rispetto di elettrodotto con gli altri vincoli a fascia di rispetto che sono generali e conformativi proprio perché di natura urbanistica e non pre-ablativi; il carattere preordinato del vincolo de quo ad asservimento ne inibisce la considerazione come vincolo urbanistico ad ogni effetto e quindi anche agli effetti della valutazione di edificabilità dell'area.

Alla stregua della disciplina di cui all'art. 123 del R.D. 1775/33 per cui è dovuta un'indennità (anche) per l'imposizione di area di rispetto, a seconda della natura edificabile o non edificabile delle aree asservite, st... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ore di strumento preordinato all'asservimento che assume il vincolo di elettrodotto, deve cogliersi la differenza con gli altri vincoli a fascia di rispetto (che sono generali e conformativi proprio perché di natura urbanistica e non pre-ablativi); il carattere preordinato del vincolo de quo ne inibisce la considerazione come vincolo urbanistico ad ogni effetto e quindi anche agli effetti della valutazione di edificabilità dell'area.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> FALDA ACQUIFERA

E' consentito l'insediamento di abitazioni in zone sottoposte a vincoli di tutela dei pozzi acquiferi, ferma restando la necessità di verificare, in sede esecutiva, che le modalità costruttive siano tali da evitare ogni pericolo di inquinamento delle falde acquifere.

Le zone di rispetto delle risorse idriche presentano un'estensione di raggio non inferiore a 200 metri rispetto al punto di captazione con conseguente divieto di realizzare all'interno delle medesime opere di fognatura o di pozzi neri.

L'art. 94 D. Lgs. 152/2006, nel vietare nella zona di rispetto il pascolo e la stabulazione di bestiame che ecceda i 170 kg/ha di azot... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...negli effluenti, al netto delle perdite di stoccaggio e distribuzione, prescinde dall'accertamento di un nesso di causalità tra l'inquinamento delle acque e la stabulazione del bestiame.

L'art. 94 D. Lgs. 152/2006 si applica anche qualora il pozzo tutelato dalla fascia di rispetto abbia natura privata e anche se gli animali abbiano destinazione diversa dall'agricoltura o siano allevati per scopi diversi da quelli alimentari.

Nel vigore dell'art. 21 del d.lgs. n. 152 del 1999, nel testo introdotto dall'art. 5 del d.lgs. n. 258 del 2000, le attività di edilizia residenziale e le relative opere di urbanizzazione non potevano ritenersi precluse nell'ambito delle aree soggette al vincolo idropotabile ivi contemplato.

Per gli approvvigionamenti idrici previsti dal comma 2 dell'art. 94 del D.lgs. 152/06 e distinti dalle zone di tutela e di protezione di cui al comma 1, la fascia di rispetto che il comma 6 fissa in 200 metri può essere diversamente dimensionata solo dopo l'accertamento in concreto delle specifiche esigenze di tutela che deriveranno dalla effettiva situazione dei luoghi e dei terreni.

Le esigenze di protezione fissate dall'art. 94 del D.lgs. 152/06 per le aree di salvaguardia delle acque des... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onsumo umano prescindono dal titolo amministrativo-abilitativo che consenta l'uso dell'acqua per fini potabili, presupponendo invece un uso "sostanziale" ed effettivo delle acque per consumo umano.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> FERROVIARIA

L'art. 49, d.P.R. 11 luglio 1980, n. 753, norma sovraordinata al piano regolatore, prevede che la fascia di rispetto ferroviaria rappresenta un vincolo d'inedificabilità relativa, rientrante nella previsione dell'art. 32, l. 28 febbraio 1985 n. 47 e derogabile solo su parere dell'Autorità preposta alla sua osservanza, atteso che lungo i tracciati delle linee ferroviarie è vietato costruire, ricostruire o ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie a distanza inferiore a metri 30 dal limite della zona di occupazione della più vicina rotaia.

La ratio della fascia di rispetto ferroviaria risiede nell'evidente esigenza di tutelare il preminente interesse pubblico alla sicurezza dell'esercizio ferroviario e, ancor prima, alla salvaguardia della pubblica incolumità.

L'art. 51 del d.P.R. 7531980 fissa, per le costruzioni lungo i tracciati delle tramvie, ferrovie, m... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e e funicolari terrestri su rotaia, la distanza minima di sei metri dalla più vicina rotatoria, pur aumentabile all'occorrenza a due metri dal ciglio degli sterri o dal piede dei rilevati e comunque in modo tale da rendere libera la visuale per la sicurezza della circolazione nei tratti curvilinei.

È congruamente motivato il parere negativo alla deroga al vincolo di inedificabilità motivato nel senso che "la posizione dell'immobile non garantisce le condizioni di sicurezza all'esercizio ferroviario".

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> FERROVIARIA --> CORRIDOIO URBANISTICO

Per effetto dell'art. 3 Dlgs 190/2002, come modificato dal dlgs 189/2005, il c.d."corridoio urbanistico" implica, per una distanza fissata nel progetto, da calcolarsi ai lati del tracciato ferroviario, che i Comuni non possono rilasciare permessi edilizi o altri titoli urbanistici, senza l'assenso e la previa valutazione dell'Ente ferroviario. La citata normativa non distingue ai fini dell'apposizione del "corridoio urbanistico" tra il tracciato in galleria e quello all'aria aperta.

La previsione del "corridoio urbanistico" ai... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...racciato ferroviario, non determina violazione delle prerogative comunali di gestione del territorio; ciò in quanto alla luce della normativa di cui all'art. 3 Dlgs 190/2002, come modificato dal dlgs 189/2005, emerge che, in fase progettuale, sussiste discrezionalità del soggetto aggiudicatore nel prevedere il corridoio urbanistico, proprio al fine di prevenire problematiche che possono sorgere con costruzioni a ridosso del tracciato.

Il tipo di vincolo imposto con il c.d."corridoio urbanistico" (nel caso di specie relativo a tracciato ferroviario) ex art. 3 d.lgs. 190/1992, non è di inedificabilità' assoluta, ma solo di procedimento. Infatti, per effetto di tale vincolo, il titolo edilizio, così come l'eventuale programmazione territoriale di dettaglio, dovrà essere rilasciato mediante apposita pianificazione condivisa con l'Ente Ferroviario.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> FERROVIARIA --> DEROGA

L'autorizzazione alla deroga delle distanze minime dalle reti ferroviarie, presupposto necessario per il rilascio del titolo abilitativo, anche in via di sanatoria, costituisce il risultato di una valu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...crezionale, demandata all'Ente preposto, dei valori antagonisti, secondo il criterio di prevalenza dell'interesse alla protezione della pubblica incolumità.

L'autorità preposta al vincolo di rispetto ferroviario di cui al d.P.R. 11 luglio 1980, n. 753 può essere autorizzare interventi in deroga ai sensi dell'art. 60 del citato d.P.R. 753/1980.

Il mero ritardo nella richiesta di deroga al vincolo di rispetto ferroviario e nel rilascio di tale autorizzazione non possano portare all'illegittimità della concessione edilizia rilasciata.

La rilevazione della violazione delle distanze dalle tramvie, ferrovie metropolitane e funicolari terrestri fissate dall'art. 51 d.P.R. 753/1980 costituisce il legittimo presupposto per avviare il la procedura di deroga, prevista dall'art. 60 del medesimo d.P.R. 753/1980.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> FERROVIARIA --> EDIFICABILITÀ

Il vincolo di rispetto ferroviario è sempre stato considerato come vincolo di inedificabilità relativa e non assoluta.

Le aree ed immobili già ricompresi in zona vincolata, in quanto rientra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... "rispetto ferroviario", sono inedificabili, secondo la previsione dell'art. 49 del d.P.R. n. 753 del 1980.

Ai fini dell'edificabilità di un'area deve tenersi conto dei vincoli legali della proprietà imposte dalle zone di rispetto, a nulla rilevando la circostanza di fatto che tali vincoli siano conseguenza della stessa opera pubblica che comporta l'espropriazione (nel caso di specie realizzazione di una linea ferroviaria e delle opere ad essa accessorie). Non per questa ragione, infatti, il vincolo muta la sua natura conformativa della proprietà.

Il vincolo di inedificabilità in fascia di rispetto ferroviaria (art. 49 D.P.R. 753/1980) è relativo.

La destinazione ad area di rispetto (nel caso di specie area di rispetto della ferrovia ex D.P.R. n. 753 del 1980, art. 49), si traduce in un divieto di edificazione che rende le aree medesime legalmente inedificabili.

Qualora il terreno sia legalmente inedificabile per essere sottoposto ai divieti assoluti di edificazione imposti dal D.P.R. n. 53 del 1980, art. 49 (fascia di rispetto ferroviario), vanno osservati i criteri in tema di espropriazione di terreni agricoli.

Il vincolo di rispetto ex art. 49 del DPR 753/80 non dist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...racciati ferroviari all'aria aperta e tracciati sotto galleria;ciò in quanto non sarebbe comunque possibile ipotizzare che l'esistenza di una galleria escluda del tutto la necessità che non si costruisca ai lati di essa o anche al di sopra, posto che l'edificazione può comportare problemi geologici o comunque una alterazione del suolo tale da poter interferire con la sicurezza della rete.

L'area in fascia di rispetto ferroviaria è legalmente inedificabile.

La deroga alla fascia di rispetto (nel caso di specie ferroviaria) è rilevante solo se concretamente sussistente alla data del decreto di esproprio.

Va considerata edificabile ai fini indennitari un'area residenziale gravata da una fascia di rispetto ferroviaria, se tale vincolo di inedificabilità, derogabile, risulta di fatto derogato.

Il vincolo di rispetto ferroviario, non derogato, esclude la possibilità legale di edificazione.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> FERROVIARIA --> EDIFICABILITÀ --> DISTANZE

La distanza minima di m. 30 dalla linea ferroviaria prescritta dall'art. 49 del D.P.R. 7... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; stabilita per ragioni di sicurezza, derogabili, su autorizzazione delle Ferrovie solo quando, secondo una valutazione tecnico-discrezionale, la concreta situazione, in relazione alla natura dei terreni ed alle particolari circostanze che caratterizzano il luogo, lo consenta, garantendo comunque la sicurezza e la conservazione della ferrovia.

Il divieto di costruire o ampliare edifici lungo i tracciati delle linee ferroviarie ad una distanza minore di 6 metri (ex art. 237 L. 2248 del 1865 All. F , oggi sostituito dall'art. 49 d.p.r. 753 del 1980 che tale distanza ha elevato a 30 metri) dal limite della zona di occupazione della più vicina rotaia, esclude ogni possibilità legale di edificazione del bene nell'ambito di questa fascia di rispetto.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> FERROVIARIA --> NATURA

Il vincolo a fascia di rispetto ferroviaria ex art. 49 del d.P.R. 753/1980 impresso per la preesistenza di una infrastruttura ferroviaria, è permanente.

La fascia di rispetto ferroviaria costituisce per definizione un limite generale per l'attività edilizia su immobili ricadenti al suo interno e non pu&ogr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... essere qualificata come vincolo d'inedificabilità preordinato all'esproprio.

Le fasce di rispetto ferroviarie di cui al d.p.r. 753/1980, quali limitazioni allo ius aedificandi con carattere generalizzato ed indifferenziato di intere categorie di beni, ha carattere conformativo.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> IMPIANTI DI DEPURAZIONE

La fascia di rispetto dagli impianti di depurazione va misurata non dalle pareti dell'edificio adibito a depuratore, ma dal perimetro dell'area che ospita l'impianto nella sua globalità.

La previsione di una fascia di rispetto dagli impianti di depurazione con connesso vincolo di inedificabilità mira non già a tutelare l'impianto in quanto immobile considerato nella sua realtà «statica», ma ad assicurarne la piena funzionalità, in rapporto alle esigenze di tutela della salute umana e, quindi, anche in una prospettiva «dinamica» di possibile espansione e sviluppo dell'impianto medesimo.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... />
Ai sensi dell'art. 196 d. lgs. 152/2006 spetta alle regioni la definizione dei criteri per l'individuazione delle aree idonee o meno alla localizzazione degli impianti di smaltimento: ne deriva che, ove le prescrizioni locali prevedano delle distanze superiori a quelle stabilite a livello regionale, esse sono illegittime e destinate a recedere rispetto a queste ultime.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> MARITTIMA

Le opere abusivamente realizzate nella fascia di inedificabilità di 150 metri dalla battigia debbono ritenersi insanabili, in quanto il vincolo riveste carattere assoluto e inderogabile.

L'inedificabilità della fascia costiera è un principio fondamentale della legislazione statale.

Il vincolo paesistico, per i territori costieri compresi nella fascia di 300 metri dalla linea di battigia, è stato introdotto col decreto ministeriale del 21 settembre 1984, seguito dalle norme primarie contenute nel decreto legge n. 312 del 1985, convertito in legge n. 431 del 1985, poi assorbito dal d.lgs. n. 490 del 29 ottobre 1999, con più recente, puntuale disciplina contenuta negli articoli 142 e ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l d.lgs. n. 42 del 2004, che detta anche i principi, a cui debbono attenersi i piani paesistici territoriali, tanto da potersi concludere che l'inedificabilità della fascia costiera corrisponda ad un principio fondamentale della legislazione statale, ribadito dall'art. 33, comma 1, lettera b) della legge n. 47 del 1985.

La «battigia» a cui far riferimento per il computo della fascia di rispetto costiera è il piano inclinato dove si manifesta il fenomeno del flutto montante e della risacca, in condizioni di mare medio: in buona sostanza, si tratta della linea naturale di contatto della terra con il mare, determinata dal limite massimo delle mareggiate ordinarie di ogni stagione, con esclusione dei soli fenomeni costieri particolari ed eccezionali.

L'inserimento nel mare di una barriera frangiflutti artificiale, se ha lo scopo di preservare la costa dalle mareggiate, non vale a restringere il limite della fascia di rispetto costiera ed autorizzare la costruzione di edifici più a ridosso del mare.

Le opere dell'uomo realizzabili nella fascia di rispetto di trenta metri dal confine demaniale marittimo (art. 55 c.nav.) sono soltanto quelle tese a soddisfare necessità e limitate nel tempo, atteso che ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssione nuova opera il legislatore ha inteso riferirsi a tutti i manufatti ancorati stabilmente al suolo e destinati a soddisfare esigenze durevoli.

In zona coperta da vincolo di inedificabilità assoluta, qual è quello apposto lungo le coste, non può essere autorizzato, a prescindere dalla valutazione dell'incremento di cubatura, l'intervento edilizio che comporti diversa distribuzione della volumetria assentibile, unitamente a differente altezza e ad una diversificata sagoma dell'edificio complessivamente considerato.

L'eccezione di usucapione è inconferente laddove l'amministrazione contesti la stessa possibilità di edificare all'interno della fascia di rispetto.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> MARITTIMA --> REGIONI E PROVINCE --> PUGLIA

Anche dopo l'entrata in vigore della l. 8 agosto 1985, n. 431, recante conversione con modifiche del d.l. 27 giugno 1985, n. 312, risulta a fortiori confermato il divieto di edificazione entro la fascia di trecento metri dal confine del demanio marittimo introdotto dall'art. 51, primo comma, lett. f), della legge regionale Puglia n. 56 del 1980 e ciò in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...disciplina ivi contenuta non va configurata quale mera misura di salvaguardia, ex lege, bensì come disposizione introduttiva di un vincolo di inedificabilità assoluta e, in quanto tale, preclusiva del rilascio della concessione edilizia fino all'adozione del piano territoriale.

La L.R. Puglia 35/1974 pone un vincolo di inedificabilità assoluta.

Il divieto di edificazione di qualsiasi opera entro la fascia dei 300 metri dal confine del demanio marittimo o dal ciglio più elevato dal mare, posto dall'art. 51, lett. f) L.R. Puglia 56/1980, costituisce nella Regione Puglia un vincolo assoluto di inedificabilità al punto che è di ostacolo alla sanatoria di qualsiasi abuso edilizio senza eccezioni, limiti o condizionamenti e si applica anche alle antenne per la radiotelefonia.

La fascia di rispetto marittima pone un vincolo di inedificabilità assoluta.

Il divieto di opere edilizie entro la fascia di 500 m dalla linea di battigia del mare previsto dall'art. 51 L.R. Puglia 56/1980 è operativo anche dopo l'entrata in vigore del d.l. 312/1985 conv. in legge 431/1985.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> F... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...PETTO --> MARITTIMA --> REGIONI E PROVINCE --> SARDEGNA

La deroga al vincolo di inedificabilità assoluta nei 300 metri dalla linea di battigia introdotto dalla L.R. Sardegna 45/1989 previsto dall'art. 10-bis, co. 2, l. cit. è riferibile soltanto alle lottizzazioni ove le opere di urbanizzazione, anche secondaria, siano state interamente eseguite nel termine decennale previsto dall'art. 28 legge 1142/1950.

La deroga al divieto di edificabilità nei 300 metri dalla linea di battigia prevista dall'art. 10-bis L.R. Sardegna 45/1989 trova applicazione solo nelle seguenti ipotesi: a) il termine decennale per il completamento delle opere di urbanizzazione non risulti scaduto al momento del nuovo insediamento edilizio, sempre che le opere stesse siano state quanto meno avviate (ipotesi espressamente contemplata dalla norma); b) il termine in questione sia scaduto ma le opere di urbanizzazione siano state interamente e tempestivamente eseguite (ipotesi implicitamente prevista dalla norma sulla base dei principi generali in materia di convezioni di lottizzazione).

Dalla collocazione di terreno in zona H1 di rispetto costiero discende l'assoluta inedificabilità dello stesso.

VINCOLI URBANISTICI ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> MARITTIMA --> REGIONI E PROVINCE --> SICILIA

Non è in contrasto con l'art. 15 L.R. Sicilia 78/1976 il titolo edilizio che autorizzi la costruzione di una recinzione che sia urbanisticamente irrilevante per le sue caratteristiche strutturali e per le sue dimensioni.

Il divieto di edificazione nella fascia di rispetto di 150 metri dalla battigia (art. 15 l.r. Sicilia n. 78/1976) ha come destinatari non soltanto le amministrazioni comunali, in sede di formazione degli strumenti urbanistici, ma anche i privati che intendano procedere a lavori di costruzione entro tale fascia.

Il vincolo di inedificabilità assoluta entro la fascia di rispetto di 150 metri dalla battigia (previsto dall'art. 15 della l.r. Sicilia 12 giugno 1976 n. 78) è di immediata applicazione nei confronti di soggetti pubblici e privati, senza che sia necessario un atto normativo di recepimento.

Il divieto assoluto di edificazione entro i 150 metri dalla battigia (previsto dall'art. 15 della l.r. siciliana n. 78/76) è diretto non soltanto alle amministrazioni comunali in sede di formazione degli strumenti urbanistici, ma anche i privati.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... /> Nella Regione Sicilia, il vincolo di inedificabilità assoluta nei metri 150 dalla battigia si applica dall'entrata in vigore dell'art. 15, 1° comma, lett. a), della l.r. n. 78/76, sia nei confronti delle pubbliche amministrazioni, che siano dotate o meno di un P.R.G. approvato, che dei privati.

Non possono qualificarsi come opere e impianti destinate alla diretta fruizione del mare e realizzabili nella fascia di rispetto costiera di 150 metri dalla battigia (art. 15 L.R. Sicilia 78/1976) gli interventi edilizi finalizzati alla realizzazione di un locale ricettivo per attività di ristorazione e cura del corpo.

La prevalenza dell'art. 15 L.R. Sicilia 78/1976 sulle previsioni urbanistiche locali va intesa nel senso che queste non possono dettare un regime più liberale per le opere da realizzare nella fascia di rispetto di 150 metri dalla battigia, mentre ben possono prevedere regimi più restrittivi, fino ad impedire qualsivoglia edificazione, anche delle opere di diretta fruizione del mare.

Nella fascia di rispetto di cui all'art. 15 L.R. Sicilia 78/1976 non è realizzabile nessun manufatto che non sia strumentale alla diretta fruizione del mare, nemmeno se si tratta di manufatti sottoposti ad a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne edilizia o al regime dell'attività edilizia libera, come un gazebo.

Ai fini dell'art. 15 L.R. Sicilia 78/1976 il nesso di strumentalità con l'uso del mare deve essere escluso nei casi in cui l'ubicazione del manufatto in vicinanza del mare si configuri come meramente accidentale ed occasionale, per nulla necessaria né inerente all'attività esercitata.

Il vincolo di inedificabilità entro i 150 metri dalla battigia di cui all'art. 15, lett. a), L.R. Sicilia 78/1976 è assoluto e diretto, in quanto imposto da una norma di azione, e non di relazione.

La dizione "diretta fruizione del mare" di cui all'art. 15, lett. a), L.R. Sicilia 78/1976, della quale si impone un'interpretazione restrittiva, non si riferisce a quelle iniziative - quali un complesso alberghiero o una piscina - rispetto alle quali l'ubicazione in vicinanza del mare si configuri quale meramente accidentale e occasionale e, quindi, per le medesime non ricorra l'esigenza indefettibile di una ravvicinata prossimità alla costa né un rapporto di stretta e obiettiva strumentalità con la diretta fruibilità del mare.

Tra le opere e gli impianti destinati alla diretta fruizione del mare... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'art. 15, lett. a), della L.R. 12 giugno 1976 n. 78, non rientrano quelle iniziative - quali un complesso alberghiero o una piscina - rispetto alle quali l'ubicazione in vicinanza del mare si configuri quale meramente accidentale e occasionale e, quindi, per le medesime non ricorra l'esigenza indefettibile di una ravvicinata prossimità alla costa né un rapporto di stretta e obiettiva strumentalità con la diretta fruibilità del mare.

Nella Regione Sicilia, il vincolo di rispetto della fascia dei 150 metri dalla battigia imposta con l'art. 15, lett. a, della L.R. 78/1976 costituisce prescrizione direttamente vincolante anche per i privati, a partire dall'entrata in vigore della L.R. 15/1991.

Nella Regione Sicilia, l'obbligo di rispetto della fascia di 150 metri dalla battigia determina il formarsi su tale area di un vincolo di inedificabilità assoluta, che lascia salva la possibilità di edificare solo opere ed impianti destinati alla diretta fruizione del mare.

L'art. 15 L.R. Sicilia 78/1976 prevede un vincolo di inedificabilità entro la fascia di 150 metri dalla battigia, si applica anche nei confronti dei privati, e non si applica unicamente nelle zone omogenee classificate come A e B ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dell'entrata in vigore della legge stessa: da ciò deriva che il vincolo di inedificabilità sussiste con riferimento anche a zone che, pur avendo le caratteristiche per essere classificate come A e B, non lo siano state poiché il Comune non aveva proceduto all'esercizio del potere pianificatorio.

La previsione dell'art. 15 L.R. 78/1976 trova piena applicazione anche con riguardo ai comuni i quali, alla data del 16 giugno 1976, non erano provvisti di uno strumento urbanistico generale: il legislatore, infatti, ha sostanzialmente inteso "fotografare" il regime delle eccezioni al vincolo di arretramento delle edificazioni posto a tutela delle zone costiere, siccome all'epoca determinatesi, escludendo dal regime di inedificabilità solo quelle zone che, illo tempore, avevano già subito interventi edificatori.

Un agglomerato edilizio medio tempore sorto in aree non rientranti al momento della entrata in vigore della L.R. Sicilia 78/1976 nel regime delle eccezioni previste dall'art. 15 L.R. cit., è da ritenere a tutti gli effetti abusivo, insanabile, e tale da non legittimare interventi classificatori volti a far rientrare dette aree nel regime delle eccezioni summenzionato.

L'art. 15 L.R. Sicilia 78/... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tutelare l'interesse pubblico primario alla conservazione dei valori ambientali insiti nel perimetro costiero dell'intera regione siciliana ed è in grado di resistere, sotto il profilo della gerarchia delle fonti, ad eventuali tentativi di incisione realizzati dagli enti locali attraverso varianti della zonizzazione, introdotte nei propri strumenti pianificatori.

La fascia di rispetto costiera va calcolata, verso l'interno, a partire dalla linea che unisce tutti i punti della costa raggiunti dall'acqua in condizioni di alta marea, che costituisce anche l'inizio dell'area di percepibilità, da parte di un ipotetico essere umano collocato sulla terraferma, del bene ambientale/paesistico tutelato.

L'art. 2, co. 3 L.R. Sicilia 15/1991 ha natura di norma di interpretazione autentica e di conseguenza ha efficacia retroattiva.

Il divieto di edificazione nella fascia di rispetto di 150 metri dalla battigia sancito dall'art. 15 L.R. Sicilia 78/1976 n. 78 ha come destinatari non soltanto le amministrazioni comunali in sede di formazione degli strumenti urbanistici, ma anche i privati che intendano procedere a lavori di costruzione entro tale fascia.

Il vincolo di inedificabilità a 150 m dalla battigia previst... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 15 L.R. Sicilia 78/1976 è direttamente applicabile nei confronti dei privati che intendano procedere a lavori di costruzione entro detta fascia di rispetto, a prescindere dal suo recepimento negli strumenti urbanistici.

Inedificabile è il terreno ubicato in una zona di rispetto dal mare assolutamente insuscettibile di edificazione, posta al di fuori del centro abitato.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> STRADALE/AUTOSTRADALE

La fascia di rispetto autostradale va calcolata dal confine della proprietà autostradale e non dal ciglio dell'autostrada.

Gli atti di pianificazione territoriale o le convenzioni urbanistiche, ancorché risalenti nel tempo, non possono derogare il vincolo del rispetto autostradale.

Anche una strada vicinale assoggettata ad uso pubblico, in quanto rilevante ai fini della fruizione collettiva, deve intendersi assoggetta al regime della fasce di rispetto.

In materia di distanza delle costruzioni dalle strade, la sopravvenienza di disposizioni più favorevoli, rispetto a quelle vigenti quando l'opera era stata realizzata, ferma restante l'illiceità m... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e della stessa, comportante l'obbligo del risarcimento dei danni (se richiesto) a favore dei soggetti che ne abbiano subito pregiudizio, è invece ostativa alla condanna alla riduzione in pristino, ove la costruzione sia divenuta compatibile, in base alle nuove disposizioni, con la disciplina urbanistico - edilizia relativa al sito, essendo venuta meno una condizione della relativa azione restitutoria, la cui sussistenza va valutata al momento della decisione.

Spetta al giudice di merito l'esatto accertamento della concreta ubicazione di una costruzione al di fuori o meno del centro abitato, da tale accertamento non potendosi prescindere considerato che soltanto all'interno del perimetro dei centri abitati è consentito costruire, ricostruire o ampliare edifici o manufatti di qualsiasi specie alla distanza di 25 metri (e non di 60, come d'obbligo in tutti gli altri casi) dal ciglio autostradale, giusto disposto dell'art. 2 D.M. Lavori Pubblici 1404/1968, sempre che la costruzione sia stata realizzata dopo l'entrata in vigore di tale normativa.

È corretto l'operato del giudice di merito che, ai fini dell'esatto accertamento concreta ubicazione di una costruzione al di fuori o meno del centro abitato per l'applicazione delle distanz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...truzioni dalle strade previste dal D.M. Lavori Pubblici 1404/1968, ha escluso la rilevanza di una Delibera di Giunta Municipale riferita alla sanatoria di una posizione individuale.

Ai fini dell'esatto accertamento concreta ubicazione di una costruzione al di fuori o meno del centro abitato per l'applicazione delle distanze delle costruzioni dalle strade previste dal D.M. Lavori Pubblici 1404/1968, nei comuni dotati di P.R.G. o programma di fabbricazione occorre tener conto delle previsioni di questi strumenti di pianificazione, con la conseguenza che qualsiasi modificazione al riguardo deve essere stata adottata ed approvata con lo specifico procedimento previsto per quelle dello strumento urbanistico vigente, e non anche con una semplice delibera di giunta municipale, tanto meno se palesemente finalizzata alla sanatoria di una posizione individuale.

La distanza delle costruzioni dalle autostrade ai sensi dell'art. 9 legge 729/1961 va misurata a partire dalla zona di occupazione dell'autostrada, e non dal confine della proprietà autostradale.

La costruzione di serre smontabili in fregio all'autostrada non costituisce edificazione, per cui tali manufatti non devono rispettare la normativa in materia di fascia di rispetto strada... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anto le distanze previste per la piantagione degli alberi misurata a partire dalla sede di occupazione dell'autostrada.

Non è possibile non tenere conto della fascia di rispetto adiacente alla strada di collegamento tra quelle statali per il solo fatto che la stessa sia da considerarsi "interna" o "di servizio".

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> STRADALE/AUTOSTRADALE --> ABUSIVISMO

E' illegittimo il diniego di condono che afferma che il fabbricato ricade totalmente in fascia di rispetto laddove invece la fascia di rispetto lo interessi soltanto parzialmente (nella specie per 60 centimetri circa).

Nell'ambito della fascia di rispetto autostradale il vincolo di inedificabilità è assoluto e a tal fine sono irrilevanti le caratteristiche concrete delle opere abusive realizzate nell'ambito della fascia medesima.

Il vincolo posto sulle aree site in fascia di rispetto stradale comporta la non sanabilità dell'opera abusiva realizzata dopo la sua imposizione, trattandosi di vincolo per sua natura incompatibile con ogni manufatto.

Con riferimento alle costruzioni abu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...successivamente all'imposizione di vincolo derivante dalla vicinanza ai tracciati stradali, la valutazione deve essere operata ai sensi del quarto comma dell'art. 32 della L. 47/1985, il quale espressamente prevede che, nel caso di vincolo imposto successivamente, possono essere oggetto di sanatoria anche le opere realizzate abusivamente in violazione delle distanze previste del d.m. 1 aprile 1968, purché venga escluso che le stesse costituiscano una minaccia per la sicurezza del traffico.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> STRADALE/AUTOSTRADALE --> DECADENZA

La scadenza del vincolo principale di destinazione a strada pubblica, per l'inutile decorso del termine quinquennale previsto dall'art.2 della L. n.1187/1968, comporta l'automatica perdita di efficacia del connesso ed accessorio vincolo di rispetto infrastrutturale, atteso che il regime d'inedificabilità imposto da quest'ultimo, allo scopo di garantire la sicurezza della circolazione stradale, è funzionalmente servente in rapporto al primo.

Un vincolo di rispetto autostradale non può ritenersi "inattuale" per il solo fatto che, in violazione di esso, siano stati real... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fatti abusivi. A tale conclusione può giungersi, semmai, solo ove venga meno il suo presupposto costitutivo, ovvero l'esistenza del manufatto stradale a servizio del quale è imposto il vincolo d'inedificabilità assoluta.

La destinazione dell'area a fascia di rispetto della sede viaria non costituisce utilizzazione a fini pubblici dell'area stessa né introduce un vincolo preordinato all'esproprio, ma integra un vincolo di natura conformativa costituente un limite all'edificabilità dell'area che l'amministrazione può imporre nell'esercizio dei suoi poteri ampiamente discrezionali in tema di pianificazione del territorio e che trova la sua giustificazione nell'esigenza di tutela del superiore interesse pubblico alla sicurezza della circolazione stradale; pertanto, alla natura conformativa del vincolo consegue che lo stesso non soggiace a decadenza quinquennale.

I vincoli d'inedificabilità connessi alle fasce di rispetto stradale hanno carattere conformativo (e non ablativo), scaturiscono automaticamente dalla presenza della strada, sono conformati per legge in rapporto alla classificazione della strada stessa e comportano - stante la funzione della fascia di rispetto, preordinata alla sicurezza del traff... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mpliamento della sede stradale - l'inedificabilità assoluta. Tali vincoli non sono soggetti a decadenza.

La decadenza del vincolo a strada interessa anche il vincolo di rispetto stradale, atteso che il venir meno del vincolo "principale" non può non travolgere anche il vincolo "secondario" e strumentale.

La modifica dell'ubicazione della strada determina il venir meno della correlata fascia di rispetto: opinando diversamente, si avrebbe la permanenza a tempo indeterminato, senza peraltro la previsione di alcun indennizzo, di una fascia di rispetto in relazione ad un'opera la cui realizzazione, secondo l'originario progetto, non è stata più ritenuta conforme al pubblico interesse

La scadenza del vincolo principale di destinazione a strada pubblica, per l'inutile decorso del termine quinquennale previsto dall'art. 2 legge 1187/1968, comporta l'automatica perdita di efficacia del connesso ed accessorio vincolo di rispetto infrastrutturale, atteso che il regime di inedificabilità imposto da quest'ultimo, allo scopo di garantire la sicurezza della circolazione stradale, è funzionalmente servente in rapporto al primo.

Il vincolo d'inedificabilità relativo al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di rispetto stradale" non ha natura espropriativa, ma unicamente conformativa, in quanto riguarda la generalità di beni e soggetti ed ha una funzione di salvaguardia della circolazione, indipendentemente dall'eventuale instaurazione di procedure espropriative; tale vincolo pertanto non decade.

Il principio per cui la previsione di una fascia di rispetto, anche stradale, non ha natura espropriativa bensì conformativa, con conseguente non assoggettabilità alla decadenza prevista dall'art. 9 del D.P.R. n. 327 del 2001, non è applicabile per le ipotesi in cui il vincolo de quo sia correlato a servizio di strade che non solo non esistono ma che non sono neanche state progettate o addirittura stralciate dalle previsioni urbanistiche.

La scelta di stralciare dalle previsioni urbanistiche una preesistente destinazione viaria, determina il venir meno del vincolo principale di destinazione a strada pubblica e tale scelta riverbera la propria incidenza anche sulla destinazione a fascia di rispetto, il cui precipuo scopo è quello di garantire la sicurezza della circolazione, configurandosi, dunque, quale vincolo funzionalmente servente in rapporto al primo.

Il vincolo d'inedificabilità relativo alla "fasc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tto stradale", non ha natura espropriativa, ma unicamente conformativa, in quanto riguarda una generalità di beni e di soggetti ed ha una funzione di salvaguardia della circolazione, indipendentemente dalla eventuale instaurazione di procedure espropriative; esso quindi non è soggetto a scadenze temporali.

Il vincolo di fascia di rispetto di viabilità di piano, conformato e previsto a garanzia delle esigenze di sicurezza e di pubblica incolumità anzitutto dalle norme del Codice delle Strada, non è soggetto a decadenza.

La decadenza del vincolo a strada di necessità comporta la decadenza del vincolo a fascia di rispetto della medesima strada, non avendo questo motivo di esistere se non in funzione di quello (simul stabunt simul cadent).

Non possono sussistere dubbi in ordine alla decadenza ex art. 9, comma 2 t.u. 8 giugno 2001, n. 327 della tipizzazione a "Fasce ed aree Zona di rispetto alla rete viaria", trattandosi di aree destinate alla realizzazione di opere ad iniziativa esclusiva dell'ente pubblico e, quindi, di un vincolo che non può certo essere considerato di tipo conformativo.

La decadenza del vincolo a strada di necessità comporta la decadenza del vicolo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... rispetto della medesima strada, non avendo questo motivo di esistere se non in funzione di quello (simul stabunt simul cadent).

La scadenza del vincolo principale di destinazione a strada pubblica, comporta l'automatica perdita di efficacia del connesso ed accessorio vincolo di rispetto infrastrutturale, atteso che il regime d'inedificabilità imposto da quest'ultimo, allo scopo di garantire la sicurezza della circolazione stradale, è funzionalmente servente in rapporto al primo. L'opposta tesi comporterebbe l'illogica conseguenza della permanenza a tempo indeterminato, senza peraltro la previsione di alcun indennizzo, di una fascia di rispetto in relazione ad un'opera la cui realizzazione non è stata più ritenuta conforme al pubblico interesse.

La natura conformativa del vincolo a fascia di rispetto stradale presuppone che esso sia posto a salvaguardia di una strada esistente. Il decadere del vincolo a strada viceversa non può che travolgere il vincolo a fascia di rispetto stradale.

Il vincolo d'inedificabilità relativo alla "fascia di rispetto stradale", riguardante una generalità di beni e di soggetti, ha una funzione di salvaguardia della circolazione, indipendentemente da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e instaurazione di procedure espropriative; esso pertanto non ha natura espropriativa, ma unicamente conformativa e, in quanto tale, non è soggetto a decadenza.

La destinazione a fascia di rispetto stradale comporta un vincolo avente natura non espropriativa, ma conformativa, con conseguente impossibilità di applicare alla fattispecie il limite temporale del quinquennio di efficacia.

La fascia di rispetto, ai fini urbanistici, segue inevitabilmente la sorte dell'area interessata dalla (mancata) realizzazione dell'infrastruttura.

La destinazione di un'area a zona di rispetto di un asse stradale, contemplato dalla disciplina pianificatoria ma mai realizzato, comporta, attesa la natura strumentale della destinazione a zona di rispetto stradale rispetto all'opera viaria, che la stessa sia attratta alla disciplina normativa riservata alla seconda per il periodo che precede l'esecuzione dell'intervento, di talché soggiace al medesimo regime decadenziale.

Il vincolo d'inedificabilità relativo alla "fascia di rispetto stradale", non ha natura espropriativa, ma unicamente conformativa, in quanto riguarda una generalità di beni e di soggetti ed ha una funzione di salvaguardia della circolazione,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...temente dall'eventuale instaurazione di procedure espropriative; esso quindi non è soggetto a scadenze temporali.

Il vincolo discendente dalla localizzazione di terreno in fascia di rispetto (nel caso di specie stradale), dovendo qualificarsi come conformativo, non è soggetto a decadenza per decorso del termine quinquennale ex art. 2 della l. n. 1187/1968.

La decadenza del vincolo principale (nel caso di specie destinazione a strada pubblica), per l'inutile decorso del termine quinquennale previsto dall'art.2 della L. n.1187/1968, comporta l'automatica perdita di efficacia del connesso ed accessorio vincolo di rispetto infrastrutturale, atteso che il regime di inedificabilità imposto da quest'ultimo, allo scopo di garantire la sicurezza della circolazione stradale, è funzionalmente servente in rapporto al primo.

Il regime previsto per le "zone bianche" si estende, oltre che alle aree direttamente interessate dal vincolo espropriato (nel caso di specie conseguente alla previsione a tracciato stradale) originariamente previsto e decaduto per decorrenza del quinquennio di efficacia, anche a quelle già connotate dal vincolo di rispetto.

La destinazione dell'area a fascia di rispetto della ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... non costituisce una utilizzazione a fini pubblici dell'area né introduce un vincolo preordinato a futura espropriazione, ma integra un vincolo conformativo non soggetto a decadenza, trovando la sua giustificazione nella esigenza di tutela del superiore interesse pubblico alla sicurezza della circolazione stradale.

Una zona di rispetto stradale derivante non dalla legge ma dal piano regolatore non decade.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> STRADALE/AUTOSTRADALE --> DECADENZA --> DISCIPLINA APPLICABILE

Pur ammettendosi la decadenza del vincolo a fascia di rispetto per decorrenza del quinquennio dalla data di approvazione dello strumento urbanistico, e pur configurandosi un nesso di consequenzialità tra il vincolo a viabilità e il vincolo a fascia di rispetto stradale, non per questo può affermarsi l'automatica edificabilità delle aree interessate dal vincolo stesso, essendo comunque necessario, a tal fine, un provvedimento dell'Amministrazione che tipizzi e qualifichi l'area in questione.

Qualora sia decaduto il vincolo principale di destinazione a strada pubblica, la P.A. ha l'obbligo di reintegra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...plina non solo dell'area già interessata dal vincolo decaduto, ma anche di quelle interessate dalla fascia di rispetto, attraverso una variante che consenta di dotare l'area di una destinazione coerente con le nuove esigenze di pubblico interesse.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> STRADALE/AUTOSTRADALE --> DECADENZA --> DISCIPLINA APPLICABILE --> MISURE DI SALVAGUARDIA

Il regime previsto per le «zone bianche» si estende, oltre che alle aree direttamente interessate dal tracciato stradale originariamente previsto dal vincolo di piano ormai scaduto, anche a quelle già connotate dal correlato vincolo di rispetto.

La "zona bianca" che si viene a determinare con la decadenza del vincolo a strada necessariamente comprende anche l'area di rispetto,venendo a decadere anche questo vincolo.

Il regime previsto per le "zone bianche" si estende, oltre che alle aree direttamente interessate dal tracciato stradale originariamente previsto dal vincolo di piano ormai scaduto, anche a quelle già connotate dal vincolo di rispetto, con l'ulteriore conseguenza che l'amministrazione comunale ha l'obbligo di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e la disciplina dell'area già interessata dal vincolo decaduto.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> STRADALE/AUTOSTRADALE --> EDIFICABILITÀ

Il vincolo imposto sulle aree site in fasce di rispetto stradale o autostradale si traduce in un divieto assoluto di edificazione che le rende legalmente inedificabili ed incide direttamente sul loro valore.

Del vincolo d'inedificabilità derivante dall'inclusione imposto sulle aree site in fasce di rispetto stradale o autostradale deve tenersi conto nella determinazione dell'indennità di esproprio senza che rilevi, al fine di escludere l'inedificabilità dell'area vincolata, la circostanza esclusa dalle norme di legge (cfr. oggi T.U. n. 327 del 2001, art. 37, comma 4), che la stessa sarebbe comunque computabile nella determinazione della volumetria o della superficie edificabile sul restante suolo espropriato, poiché ciò non rende l'area in questione suscettibile di edificazione, restando pur sempre operante il divieto di costruire su di essa.

E' pacifico che le aree soggette a fascia di rispetto stradale siano inedificabili.

L'interven... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nte nel mero cambio di destinazione d'uso di un edificio da fienile a locale di ritrovo, senza modifiche delle caratteristiche dell'immobile, è compatibile con la normativa in materia di fascia di rispetto stradale.

L'inclusione del terreno espropriato in una fascia di rispetto stradale vale a qualificarlo come "non edificabile", ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, trattandosi di una limitazione legale della proprietà, avente carattere generale concernente: sotto il profilo soggettivo, tutti i cittadini proprietari di determinati beni che si trovino nella medesima situazione; sotto il profilo oggettivo, beni immobili individuati "a priori" per categoria derivante dalla loro posizione o localizzazione rispetto a un'opera pubblica stradale o ferroviaria, non rilevando in senso contrario che il terreno sia collocato all'interno di un piano di insediamento.

Per la quantificazione dell'indennizzo per la perdita del terreno oggetto della realizzazione dell'opera occorre far riferimento al valore venale dello stesso, ex artt. 32, 37, 40 del D.P.R. n.327 del 2001, tenuto conto del vincolo di inedificabilità, conseguente alla collocazione del bene in fascia di rispetto autostradale, ex art.16 d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....285 del 1992 e art.26 del D.P.R. n.495 del 1992.

Del vincolo d'inedificabilità ricadente sulle aree situate in fascia di rispetto stradale o autostradale deve tenersi conto nella determinazione dell'indennità di esproprio, senza che rilevi, al fine di escludere l'inedificabilità dell'area vincolata, la circostanza che la stessa sarebbe comunque computabile nella determinazione della volumetria o della superficie edificabile sul restante suolo espropriato, poiché ciò non rende l'area in questione suscettibile di edificazione, restando pur sempre operante il divieto di costruire su di essa.

Nel contesto del regime giuridico dei suoli, determinante ai fini indennitari, rileva la possibile presenza di vincoli d'inedificabilità derivanti dalla legge, quale è un vincolo di rispetto stradale.

La legge urbanistica del 1942, art. 41 septies, come modificato dalla L. n. 765 del 1967, art. 19, il D.M. 1 aprile 1968, art. 4, nonché la L. n. 729 del 1961, art. 9, e da ultimo il D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 6 e il D.P.R. n. 495 del 1992, art. 26, fissano fasce d'inedificabilità senza indennizzo di varia misura dalle strade ed autostrade che si traducono in un vincolo assoluto per tutte... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...icate all'interno della fascia che le rende legalmente inedificabili.

La porzione ubicata all'interno della fascia di rispetto stradale va valutata come area non edificatoria e quindi in base ad un prezzo di mercato assai più ridotto e sfavorevole di quello utilizzato sull'erroneo presupposto che anche l'area suddetta debba beneficiare della valutazione di quelle con destinazione legale edificatoria e su quella valutazione applicare un abbattimento.

Qualora dal certificato di destinazione urbanistica emerga che i terreni ricadono - in base alle previsioni del P.R.G. vigente - "in zona agricola o in fascia di rispetto stradale, correttamente è affermata la ubicazione degli stessi in zona non legalmente edificabile.

La giurisprudenza tanto della Corte Costituzionale, quanto della Cassazione, ha costantemente riconosciuto l'incidenza negativa di vincoli determinanti inedificabilità imposti da leggi (statali e regionali) al regime di godimento di intere categorie di immobili per la loro vicinanza a beni demaniali o a particolari opere pubbliche, fra i quali ha incluso proprio le distanze da osservarsi dalle strade ed autostrade poste fin dall'art. 41 septies della legge urbanistica, che rendono assolutamente ined... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e fasce comprese nella zona asservita dalla legge.

Il vincolo d'inedificabilità gravante sulla fascia di rispetto stradale ha carattere assoluto e prescinde dalle caratteristiche dell'opera realizzata; ciò in quanto il divieto di costruzione connesso a suddetto vincolo non può essere inteso restrittivamente al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali suscettibili di costituire, per la loro prossimità alla sede stradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico e all'incolumità delle persone, ma appare correlato alla più ampia esigenza di assicurare un'area contigua all'arteria stradale utilizzabile in qualsiasi momento dall'Ente proprietario o gestore per l'esecuzione di lavori ivi compresi quelli di ampliamento senza limiti connessi alla presenza di costruzioni.

Il vincolo d'inedificabilità ricadente sulle aree di privati situate in fascia di rispetto stradale o autostradale, trattandosi di vincolo dettato per favorire la circolazione e offrire idonee garanzie di sicurezza a quanti transitano sulle strade o passano nelle immediate vicinanze, o in queste abitano ed operano, non ha né un contenuto propriamente espropriativo, né può qualificarsi come preordinato all'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one; dunque di esso deve tenersi conto nella determinazione dell'indennità di esproprio.

Del vincolo d'inedificabilità ricadente sulle aree di privati situate in fascia di rispetto stradale o autostradale, deve tenersi conto nella determinazione dell'indennità di esproprio senza che rilevi la circostanza che l'area vincolata sarebbe comunque computabile nella determinazione della volumetria o della superficie edificabile sul restante suolo espropriato (o su altri suoli), poiché ciò non rende l'area in questione suscettibile di edificazione, restando pur sempre operante il divieto di costruire su di essa.

L'inclusione delle aree all'interno della fascia stradale ed autostradale preclude ai privati tutte quelle forme di trasformazione del suolo che sono riconducibili alla nozione tecnica di edificazione. Tale preclusione è posta direttamente dalla legge che fissa fasce di inedificabilità senza indennizzo di varia misura dalle strade ed autostrade, perciò traducendosi in un vincolo assoluto per tutte.

Il vincolo d'inedificabilità discendente dalla legge e conseguente all'inclusione dei terreni in fascia di rispetto stradale ed autostradale non è aggirabile ipotizzando ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione di tali aree a seconda che si trovino all'interno di zone classificate edificatorie dallo strumento urbanistico, ovvero nell'ambito di zone inedificabili e ritenendo che nel primo caso l'area possieda comunque una volumetria edificatoria utilizzabile per il computo di superfici e di volumi, che verrebbe perduta per effetto dell'espropriazione, in quanto la disposizione legislativa precede logicamente (e gerarchicamente) la classificazione urbanistica del suolo, precludendole qualsiasi valutazione difforme.

Anche quando sussistono le infrastrutture urbanistiche, l'edificabilità di un suolo è una condizione legale e non una qualità naturale ontologica propria dei terreni. In presenza di un vincolo conformativo previsto dalla legge (quale è la fascia di rispetto stradale), non sono pertanto predicabili riferimenti di effettualità edificatoria "di fatto", ma, ai fini del ristoro del proprietario inciso, rileva solo la distinzione tra aree edificabili "di diritto" ed aree " giuridicamente "non edificabili e quindi l'incidenza del vincolo conformativo d'inedificabilità.

Le aree incluse in fascia di rispetto stradale sono sprovviste delle "possibilità legali" di edificazione.

L... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dei vincoli derivanti dalle fasce di rispetto stradale, denominata anche "limitazioni legali della proprietà", collegata sotto il profilo soggettivo, al loro carattere generale, concernente tutti i cittadini, in quanto proprietari di determinati beni che si trovino in una determinata situazione e non per le loro qualità e condizioni e, dal punto di vista oggettivo, al fatto di gravare su immobili individuati "a priori" per categoria derivante dalla loro posizione o localizzazione rispetto ad un'opera pubblica stradale, si traduce in un divieto di edificazione che rende le aree medesime legalmente inedificabili.

Sono inedificabili le aree ubicate in fascia di rispetto stradale.

Il vincolo di viabilità, previsto per un'opera di rilievo generale collegata alla rete autostradale nazionale ha contenuto "conformativo" e concorre come tale a determinare la qualificazione non edificatoria del terreno, poiché deriva dalla zonizzazione del territorio operata dallo strumento urbanistico.

In tema di distacchi delle costruzioni dalla sede autostradale, il divieto di costruire a una certa distanza, non può essere inteso restrittivamente, e cioè come previsto al solo scopo di p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...esistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibilità di costituire, per la prossimità alla sede stradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico ed alla incolumità delle persone, in quanto è correlato alla più ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, dal concessionario per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito dei materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza limitazioni connesse alla presenza di costruzioni.

La natura edificatoria del terreno sottoposto al vincolo imposto sulle aree site in fascia di rispetto stradale o autostradale non è in alcun modo predicabile, trattandosi di vincolo che, pur non derivando dalla programmazione e pianificazione urbanistica, è comunque sancito nell'interesse pubblico da apposite leggi.

E' inedificabile il terreno ricompreso interamente nell'ambito della fascia di rispetto stradale.

Il vincolo d'inedificabilità è insito nell'inclusione della porzione di terreno occupata nella c.d. fascia di rispetto stradale.

La fascia di rispetto autostradale è prevista dall'art. 9 legge 729/1961 per cui va rispettata a prescinder... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a previsione nel P.R.G., e anche se questo sia stato precedentemente annullato.

Il suolo rientrante nella fascia di rispetto della sede stradale o autostradale, deve essere considerato inedificabile indipendentemente dalla previsione del piano urbanistico; anche se intervenga variante che ne muti la collocazione da zona agricola a verde pubblico, l'indennizzo va comunque commisurato al valore agricolo, a prescindere dalla questione se la sopravvenuta destinazione gli abbia eventualmente conferito carattere edificabile.

Le aree ubicate in fascia di rispetto stradale o autostradale sono legalmente inedificabili anche se comprese in una zona edificabile; ciò in quanto il vincolo d'inedificabilità ricadente sulle aree situate in suddetta fascia non deriva dalla pianificazione e dalla programmazione urbanistica, ma è sancito nell'interesse pubblico da apposite leggi al fine di favorire la circolazione ed offrire idonee garanzie di sicurezza.

Non è certa l'edificabilità effettiva di un bene, qualora l'incremento della volumetria già realizzata, seppur in astratto possibile in base agli strumenti urbanistici locali, debba valutarsi sulla base della sussistenza di vincolo autostradale.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di rispetto non incide sulla qualità edificatoria della superficie, che gli deriva esclusivamente dalla destinazione impressa dalla zonizzazione nello strumento urbanistico: le norme che impongono vincoli di rispetto dalla sede stradale operano, infatti, al pari della disciplina sulle distanze tra costruzioni e tra costruzioni e confini, che hanno natura edilizia ed impongono quindi arretramenti e distacchi, senza incidenza sulla vocazione edificatoria del suolo compreso nelle distanze.

Ai fini dell'accertamento dell'edificabilità, qualora il terreno sia posto a confine con strada statale, è necessario considerare anche i limiti legali previsti al riguardo, vale a dire la distanza da osservarsi nell'edificazione dal ciglio della strada ex D.M. 1 aprile 1968, art. 4 e del D.P.R. n. 495 del 1992, e, di conseguenza, valutare anche sotto tale profilo la possibilità di edificazione della parte residua.

Il vincolo di inedificabilità ricadente sulle aree situate in fascia di rispetto stradale o autostradale non ha un contenuto propriamente espropriativo, né può qualificarsi come preordinato all'espropriazione; di esso, pertanto, deve tenersi conto, con la conseguente che non è in alcun modo predicabil... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... edificatoria del terreno allo stesso sottoposto.

Il vincolo posto sulle aree site in fascia di rispetto stradale si traduce in un divieto di edificare che rende le aree medesime legalmente inedificabili, trattandosi di un vincolo sancito nell'interesse pubblico e dettato per favorire la circolazione ed offrire idonee garanzie di sicurezza a quanti transitano sulle strade.

Il vincolo sulle aree situate in fascia di rispetto stradale o autostradale si traduce in un divieto di edificazione avente natura conformativa, che rende le aree medesime legalmente inedificabili.

I vincoli di rispetto stradale non costituiscono vincoli espropriativi bensì conformativi, dai quali discende un limite all'edificabilità.

I vincoli discendenti dalla fascia di rispetto stradale comportano – stante la funzione della fascia stessa, preordinata alla sicurezza del traffico e all'ampliamento della sede stradale – l'inedificabilità assoluta, sicché ogni eventuale deroga al vincolo deve ritenersi di carattere eccezionale e non suscettibile di estensione.

Tra i vincoli limitativi delle facoltà del proprietario, prima tra tutte dell'edificazione, devono includersi ancor prima di quelli d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gli strumenti urbanistici ed a monte di essi, i vincoli direttamente imposti dalla legge al fine di disciplinare l'edilizia nei suoi molteplici aspetti (localizzazione delle costruzioni, distacchi ecc.) e comunque per ragioni di interesse generale; fra questi rientrano sicuramente quelli stabiliti dalla normativa che impone le fasce di inedificabilità senza indennizzo di varia misura dalle strade ed autostrade, configurando in maniera obbiettiva e rispetto alla totalità dei soggetti il regime di appartenenza di una pluralità indifferenziata di immobili che si trovino in un particolare rapporto di vicinanza o contiguità con i suddetti beni demaniali.

Nell'ipotesi di espropriazione di un fondo per l'ampliamento di una strada pubblica, il preesistente vincolo di inedificabilità gravante sull'area espropriata o su parte di essa, si sposta a quella contigua che diviene perciò, nella stessa misura, inedificabile. Di conseguenza è corretta la qualifica di "edificabile" riconosciuta all'area occupata al momento della sua acquisizione, essendosi alla stessa data trasferito il vincolo preesistente sulle aree contigue non ablate dello stesso danneggiato, con conseguente rilievo della destinazione urbanistica edificat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...olo su cui è stata realizzata l'opera.

Il vincolo imposto sulle aree site in fascia di rispetto stradale si traduce in un divieto di edificazione che rende le aree medesime legalmente in edificabili; trattasi di vincolo di inedificabilità che, pur non derivando dalla programmazione e pianificazione urbanistica, è pur sempre sancito nell'interesse pubblico da apposite leggi e dai relativi provvedimenti di attuazione. Ne consegue che, ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio (e, correlativamente, di quella di occupazione), non è in alcun modo predicabile la natura edificatoria del terreno sottoposto al vincolo de quo.

Il vincolo imposto sulle aree site all'interno della fascia di rispetto stradale o autostradale si traduce in un vincolo di inedificabilità che rende le aree legalmente inedificabili a seguito di un interesse pubblico sancito da apposite norme di legge.

Il vincolo imposto sulle aree site in fascia di rispetto stradale o autostradale si traduce in un divieto di edificazione che rende le aree medesime legalmente inedificabili; trattasi di vincolo di inedificabilità che, pur non derivando dalla programmazione e pianificazione urbanistica, è pur sempre san... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nteresse pubblico da apposite leggi con la conseguenza che, ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio, non è in alcun modo predicabile la natura edificatoria del terreno sottoposto al vincolo de quo.

Il vincolo di PRG consistente nella destinazione "Fascia di rispetto stradale" implica l'inedificabilità assoluta dell'area.

Le norme sulle distanze in materia urbanistica di cui agli artt. 19, L. 6 agosto 1967, n. 765 e 4, D.M. 1 aprile 1968 hanno lo scopo di garantire la sicurezza della circolazione stradale nei confronti di quanti transitano sulle strade o passano nelle immediate vicinanze ovvero in queste abitano od operano. Pertanto, esse impongono all'attività edificatoria un vincolo (ontologico e funzionale) d'assoluta inedificabilità la cui applicazione costituisce puntuale esecuzione dell'art. 33, L. 28 febbraio 1985, n. 47.

Il vincolo sulle aree site in fascia di rispetto stradale costituisce un divieto di edificabilità che rende le aree legalmente inedificabili, essendo irrilevante ogni considerazione in ordine al concorso dell'area a comporre l'indice di edificabilità del lotto di cui fa parte.

Ai fini della determinazione dell'indennità di e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...on è predicabile la natura edificatoria del terreno sottoposto a fascia di rispetto stradale o autostradale, trattandosi di vincolo di inedificabilità legale.

Un'area assoggettata a vincolo di rispetto autostradale è da considerarsi legalmente inedificabile se viene espropriata, a prescindere dalla zonizzazione che la riguarda.

Le fasce di rispetto stradali e autostradali sono limitazioni legali della proprietà non indennizzabili che rendono le aree ad esse assoggettate legalmente inedificabili.

Il vincolo imposto sulle aree situate in "zona" o "fascia" di rispetto stradale (o autostradale), trattandosi di un vincolo limitativo delle facoltà del proprietario imposto da apposite leggi nonché (come nella specie), dagli stessi strumenti di programmazione e pianificazione urbanistica, si risolve in un divieto generale ed assoluto di fabbricazione il quale rende le aree medesime legalmente inedificabili con la conseguenza che le stesse devono essere valutate come agricole.

Per i terreni compresi nella fascia di rispetto stradale od autostradale sussiste divieto assoluto d'edificazione, fissato da norme inderogabili (art. 9 della L. n. 729/1961, art. 19 della L. n.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... decreti ministeriali di attuazione). Detto divieto, ancorché non discenda da atti di programmazione e pianificazione urbanistica, ma derivi da disposizioni rivolte a tutelare esigenze di protezione e sicurezza pubblica, si traduce in inedificabilità legale, e, dunque, segna il venir meno del presupposto per l'applicazione delle norme indennitarie del citato art. 5 bis.

La fascia di rispetto stradale o autostradale rende l'area legalmente inedificabile.

Tra i vincoli limitativi delle facoltà del proprietario, devono includersi quelli direttamente imposti dalla legge al fine di disciplinare l'edilizia nei suoi molteplici aspetti (localizzazione delle costruzioni, distacchi ecc.), fra cui rientrano sicuramente quelli stabiliti dall'art. 41-septies della L. n. 1150 del 1942, come modificato dall'art. 19 della legge n. 765 del 1967, dal D.M. 1 aprile 1968, nonché dall'art. 9 della legge n. 729 del 1961, che fissano fasce di inedificabilità senza indennizzo di varia misura dalle strade ed autostrade, perciò configurando in maniera obbiettiva e rispetto alla totalità dei soggetti il regime di appartenenza di una pluralità indifferenziata di immobili che si trovino in un particolare rapporto di vicina... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...guità con i suddetti beni demaniali.

Il vincolo di rispetto autostradale esclude la possibilità legale di edificazione.

Le aree in fascia di rispetto stradale sono inedificabili ai fini indennitari.

La natura edificatoria del terreno soggetto a fascia di rispetto stradale potrebbe non essere esclusa solamente qualora non sia inibito il rilascio di una concessione edilizia ove le opere insistenti su aree vincolate dopo la loro esecuzione non costituiscano minaccia alla sicurezza del traffico.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> STRADALE/AUTOSTRADALE --> EDIFICABILITÀ --> DISTANZE

Con riguardo alle fasce di rispetto per l'edificazione nei centri abitati ed alle distanze delle costruzioni dal confine stradale, si deve ritenere che la nozione di "ricostruzione" non debba essere tratta analogicamente dalla normativa codicistica in tema di distanze, la cui ratio è la tutela della proprietà nei rapporti di vicinato, ma direttamente dal codice della strada (art. 18) e del regolamento di attuazione (art. 28) le cui norme sono volte ad assicurare l'incolumità dei conducenti de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... della popolazione che risiede vicino alle strade. Tali disposizioni si riferiscono a qualsiasi opera di "ricostruzione" che segua (verosimilmente ma non necessariamente) ad una demolizione e non soltanto alle "nuove costruzioni".

Le distanze previste dalla normativa in materia di fascia di rispetto stradale vanno rispettate anche con riferimento ad opere che, per consistenza strutturale, non comportino immediati pericoli o minacce per la sicurezza del traffico.

La normativa in tema di distanze dalla sede stradale va applicata anche qualora il piano regolatore si limiti ad imporre il semplice rispetto degli allineamenti preesistenti.

La vicinanza di fabbricato alla realizzanda autostrada non determina ex se l'illegittimità degli atti impugnati, data l'inapplicabilità nel caso di specie delle disposizioni di cui all'art. 26 del D.P.R. n. 495/02 che prevede le distanze minime che chi costruisce deve tenere rispetto al confine stradale, ma eventualmente una riduzione del valore commerciale dell'immobile in questione, da fare valere in sede di opposizione alla stima.

Le distanze minime delle costruzioni dalle strade, come fissate dalle norme statali, non sono derogabili da disposizioni legi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ionali/provinciali.

Nell'esercizio della potestà legislativa in materia di urbanistica, le Regioni e le Province Autonome sono tenute al rispetto delle distanze minime delle costruzioni dalle strade ma hanno la potestà di stabilire distanze più ampie rispetto a quelle prescritte nell'ordinamento dello Stato.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> STRADALE/AUTOSTRADALE --> EDIFICABILITÀ --> DISTANZE --> DA PREESISTENTI OPERE

Il vincolo d'inedificabilità gravante sulla fascia di rispetto stradale ha carattere assoluto; le previste distante anno mantenute anche con riferimento ad opere che pur rientrando nella fascia stessa, siano arretrate rispetto ad opere preesistenti; neppure la presenza di una fila di secolari di alberi posti sul ciglio stradale innanzi, quindi, al manufatto abusivo, può costituire motivo di deroga, posto che, verificandosi esigenze di pubblica necessità, anche tali alberi potrebbero essere rimossi.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> STRADALE/AUTOSTRADALE --> EDIFICABILITÀ ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...REA PIP

Considerato che il danno in caso di illegittima occupazione deve corrispondere al valore di mercato del bene, e che le aree assoggettate a fascia di rispetto stradale sono computabili nella determinazione della volumetria o della superficie edificabile sul restante suolo, non si può non considerare che un'area ricadente entro il perimetro di un piano attuativo (nel caso di specie PIP), benché soggetta a vincolo di rispetto stradale, non possa avere un valore pari a quello dei terreni agricoli, in quanto, pur non essendo in concreto edificabile, sul mercato ha il valore che le deriva dalla maggiore volumetria ad esso collegata.

Ai fini dell'accertamento dell'edificabilità di un terreno, non è sufficiente prendere atto che lo stesso sia collocato all'interno di un PIP, dovendo preliminarmente accertare se ancor prima tale destinazione edificatoria sia preclusa per effetto della sua collocazione in fascia di rispetto (stradale).

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> STRADALE/AUTOSTRADALE --> EDIFICABILITÀ --> TIPOLOGIA MANUFATTI

La aree sottoposte a vincoli assoluti di inedificabilità der... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a collocazione in fascia di rispetto autostradale sono suscettibili di usi compatibili con il rispetto stradale, come la realizzazione di strade e verde pubblico.

Il vincolo di inedificabilità gravante sulla fascia di rispetto autostradale ha carattere assoluto e prescinde dalla caratteristiche dell'opera realizzata, in quanto il divieto di costruzione sancito dall'art. 9 della L. 24 luglio 1961 n. 729 del 1961 e dal suseguente D.M. 1404 del 1968 non può essere inteso restrittivamente al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali suscettibili di costituire, per la loro prossimità alla sede autostradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico e alla incolumità delle persone, ma appare correlato alla più ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, dal concessionario, per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza limiti connessi alla presenza di costruzioni, con la conseguenza le distanze previste vanno osservate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale o che costituiscano mere sopraelevazioni o che, pur rientrando nella fascia, siano arretrate rispetto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...preesistenti.

Il vincolo derivante dalla fascia di rispetto stradale va rispettato anche in caso di ristrutturazione di opere preesistenti all'imposizione del vincolo e comportanti una unità immobiliare in tutto o in parte diversa dalla precedente.

Le distanze dal nastro stradale vanno rispettate anche con riferimento a costruzioni realizzate ad un diverso livello da quello della sede stradale o che costituiscano mere sopraelevazioni o che, pur rientrando nella fascia, siano arretrate rispetto alle opere preesistenti.

Qualsiasi costruzione, anche quella che non superi il livello della sede stradale, realizzata in fascia di rispetto stradale deve considerarsi violatrice del vincolo, a nulla rilevando che possa essere in concreto accertata la mancanza di pericoli (ad es., per la stabilità della sede stradale) comunque connessi alla circolazione.

Una pista di un kartodromo non può essere realizzata in fascia di rispetto stradale, giacché non può ritenersi ricompresa nella categoria delle "strade a servizio dell'edificazione che si sviluppa fuori della fascia di rispetto stradale".

La staccionata di legno non integra il concetto di «recinzione» (per il quale &egr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...aria, quantomeno, l'apposizione di una rete metallica) contemplato dall'art. 16 D. Lgs. 285/1992 e dall'art. 26 D.P.R. 495/1992 ai fini del rispetto delle distanze dalla strada previste dalle medesime disposizioni.

Il termine "manufatti di qualsiasi specie" contenuto nell'art. 9 legge 729/1961 sia per la sua amplissima accezione letterale, sia per le eccezioni specificamente previste nel medesimo contesto precettivo (alberi da piantare ed impianti di telecomunicazione), si riferisce a tutte le costruzioni che si trovino, in proiezione orizzontale, di fronte al confine stradale, e siano dunque finitime ad esso, ivi comprese quindi gli impianti serricoli.

Il vincolo di inedificabilità imposto sulle aree site in fasce di rispetto stradale o autostradale si traduce in un divieto assoluto di edificazione che rende le aree legalmente inedificabili, indipendentemente dalle caratteristiche dell'opera realizzata e dalla necessità di accertamento in concreto dei connessi rischi per la circolazione stradale.

La fascia di rispetto stradale è sottoposta a vincolo di inedificabilità pressoché totale da cui non vi è ragione di escludere gli impianti fotovoltaici.

Il vincolo d'inedifi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; sulle zone di rispetto stradale, imposto dall'art. 33 legge 28 febbraio 1985 n. 47 ha carattere assoluto e pertanto - a differenza del vincolo di cui all'art. 32, d'inedificabilità relativa, che può essere rimosso a discrezione dell'autorità preposta alla cura dell'interesse tutelato - contiene un divieto di edificazione a carattere assoluto, che comporta la non sanabilità dell'opera realizzata dopo la sua imposizione, trattandosi di vincolo per sua natura incompatibile con ogni manufatto.

La fascia di rispetto autostradale deve essere rispettata anche da un garage, pertinenza dell'abitazione principale.

Il vincolo d'inedificabilità nella fascia di rispetto autostradale ha carattere assoluto e prescinde dalle caratteristiche dell'opera realizzata; il divieto di costruzione sancito dall'art. 9, L. n. 729/1961 e dal successivo D.M. n. 1404/1968, appare infatti correlato all'ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, dal concessionario per l'esecuzione dei lavori senza vincoli limitativi connessi alla presenza di costruzioni. Anche opere minimali, pertanto, sarebbero idonee a vanificare le esigenze alla base del "rispetto autostradale", per cui non può che a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rdo ai valore di mercato del terreno sulla base della destinazione agricola.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> STRADALE/AUTOSTRADALE --> FINALITÀ

La fascia di rispetto stradale, disciplinata dal D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 18, in combinato disposto con l'art. 28, comma 1, del relativo regolamento, risponde all'esigenza di evitare possibili pregiudizi alla percorribilità delle strade e di assicurare l'incolumità non solo dei conducenti dei veicoli, ma anche della popolazione che risiede vicino alle strade, in linea con il divieto (L. 24 luglio 1961, n. 729, art. 9) di costruire ad una distanza dalle opere autostradali inferiore a quella minima prevista, divieto interpretato come volto a favorire la circolazione e ad offrire idonee garanzie di sicurezza alle persone e cose che transitano sull'autostrada, con carattere generale ed inderogabile non solo nei confronti dei privati, ma anche nei riguardi della regolamentazione edilizia demandata agli enti pubblici.

Il vincolo d'inedificabilità derivante dalla fascia di rispetto autostradale non può essere restrittivamente inteso al solo scopo di prevenire l'esistenza di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ateriali suscettibili di impedire future modifiche del tracciato ma è correlato alla più ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile dal concessionario per l'esecuzione di lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza limiti connessi alla presenza di costruzioni.

Il vincolo di inedificabilità gravante sulla fascia di rispetto stradale assolve la funzione di impedire tutti gli interventi edificatori che, proprio per la loro prossimità alla sede stradale, potrebbero costituire pregiudizio alla sicurezza del traffico nonché risultare di ostacolo all'eventuale impianto di cantieri o al deposito di materiali.

Il vincolo di inedificabilità gravante sulla fascia di rispetto stradale ha carattere assoluto, in quanto il divieto di costruzione sancito dall'art. 9 legge 729/1961 e dal D.M. 1404/1968 non può essere inteso restrittivamente al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali suscettibili di costituire, per la loro prossimità alla sede stradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico e all'incolumità delle persone, ma appare correlato alla più ampia esigenza di assicurare un'area ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'arteria stradale utilizzabile in qualsiasi momento dall'Ente proprietario o gestore per l'esecuzione di lavori ivi compresi quelli di ampliamento senza limiti connessi alla presenza di costruzioni.

Il vincolo stradale costituisce un vincolo di carattere assoluto che prescinde dalle caratteristiche dell'opera realizzata e che non può essere inteso restrittivamente essendo correlato alla più ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile per finalità di interesse generale.

La L. n. 729 del 1961, art. 9, comma 1 riguarda la disciplina della costruzione e dell'esercizio delle autostrade, e nel dettare la distanza di 25 m. dalla zona di occupazione mira a tutelare nel suo insieme l'intera attività che si svolge nella sede autostradale, tanto quella di transito veicolare, quanto quella ad essa strumentale, di carattere manutentivo o altrimenti accessorio, quali l'impianto del cantiere, il deposito di materiali, il ricovero dei mezzi di servizio etc. Il D.M. n. 1404 del 1968 contiene disposizioni integrative di una norma urbanistica (la Legge urbanistica, art. 41-septies), che concorre a regolare l'assetto del territorio. La tutela dell'esercizio autostradale e quella dell'assetto del territorio sono, dunque,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tra loro, l'una operando nel rispetto dell'altra, di guisa che entrambe le distanze vanno ugualmente rispettate.

Il divieto di costruire a una certa distanza dalla strada non può essere inteso restrittivamente, e cioè come previsto al solo scopo di prevenire l'esistenza di ostacoli materiali emergenti dal suolo e suscettibili di costituire, per la prossimità alla sede stradale, pregiudizio alla sicurezza del traffico ed alla incolumità delle persone, essendo esso correlato alla più ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto all'occorrenza utilizzabile dal concessionario per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito dei materiali, per la realizzazione di opere accessorie, senza limitazioni connesse alla presenza di costruzioni.

Le aree site in fascia di rispetto stradale o autostradale sono legalmente inedificabili, indipendentemente dalle caratteristiche dell'opera realizzata e dalla necessità di accertamento in concreto dei connessi rischi per la circolazione stradale.

La ratio della fascia di rispetto stradale è garantire l'incolumità degli utenti della strada e delle zone circostanti.

Il divieto di costruire ad una certa dis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sede stradale è correlato alla più ampia esigenza di assicurare una fascia di rispetto utilizzabile, all'occorrenza, per l'esecuzione dei lavori, per l'impianto dei cantieri, per il deposito di materiali o in generale per la realizzazione di opere accessorie a quest'ultima senza vincoli limitativi connessi con la presenza di costruzioni.

Le fasce di rispetto autostradale, atte ad introdurre un vincolo d'inedificazione di qualsiasi tipo, non possono essere intese restrittivamente, come previste al solo scopo di prevenire ostacoli suscettibili di costituire pregiudizio alla sicurezza del traffico ed alla incolumità delle persone, ma tale vincolo appare correlato all'esigenza di assicurare una fascia utilizzabile all'occorrenza dal concessionario per l'esecuzione di lavori, per l'impianto di cantieri, per il deposito di materiali, per la realizzazione di opere accessorie e, non da ultimo, per assicurare la possibilità di ampliamento dell'autostrada.

La fascia di rispetto stradale e autostradale ha lo scopo di mantenere un'area utilizzabile per l'esecuzione di lavori, l'impianto di cantieri, l'eventuale allargamento della sede stradale, e per evitare possibili pregiudizi alla percorribilità della via di comunicazione;... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... relative distanze vanno rispettate anche con riferimento ad opere che non superino il livello della sede stradale.

Il divieto di costruire nella fascia di rispetto autostradale è correlato alla esigenza di assicurare un'area libera utilizzabile dal concessionario dell'autostrada per installarvi cantieri, depositare materiali, per necessità varie e, comunque, per ogni necessità di gestione relativa ad interventi in loco sulla rete autostradale.

Le prescrizioni urbanistiche riguardanti la fissazione di distanze tra i manufatti edilizi e le strade pubbliche, sono pienamente giustificate dall'esigenza di tutelare un interesse generale, compatibile con la tutela dello ius aedificandi.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> FASCE DI RISPETTO E DISTANZE LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> STRADALE/AUTOSTRADALE --> NATURA

La giurisprudenza è ferma nel ritenere che vincoli d'inedificabilità connessi alle fasce di rispetto stradale hanno carattere conformativo (e non ablativo), scaturiscono automaticamente dalla presenza della strada, sono conformati per legge in rapporto alla classificazione della strada stessa e comportano - stante la funzione della fascia di rispetto, preor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sicurezza del traffico e all'ampliamento della sede stradale - l'inedificabilità assoluta, sicché ogni eventuale deroga al vincolo deve ritenersi di carattere eccezionale e non suscettibile di estensione analogica. Non appare pertanto condivisibile la tesi secondo la quale la fascia di rispetto non sarebbe più giuridicamente esistente a seguito dell'avvenuta decadenza del vincolo a carattere sostanzialmente espropriativo.

Il vincolo di rispetto stradale, posto anzitutto a protezione dell'incolumità pubblica e giustificato dalla relazione spaziale tra le aree vincolate e l'infrastruttura, ha natura conformativa (riguardando una generalità di beni e soggetti) ed è completamente indipendente dall'eventuale instaurazione di una procedura espropriativa.

L'esistenza di limiti all'edificazione da rispettare con riferimento al nastro di autostrade e strade, tanto fuori del centro abitato che nell'ambito di quest'ultimo, deriva direttamente dalla normativa del Codice della Strada (artt. 16, 17, e 18 Decr. Leg.vo 285/1992) e del suo Regolamento di attuazione (artt. 26, 27, e 28 D.P.R. 495/1992) e anche nel caso in cui la zona di rispetto forma oggetto di un'apposita previsione di piano essa viene ad essere null'altro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...epimento di disposizioni poste da norme primarie, per cui né viene posto alcun vincolo di tipo espropriativo (atteso che la proprietà fondiaria risulta connotata nel suo contenuto), né può parlarsi di individuazione di una autonoma zona omogenea.

Deve escludersi la natura espropriativa del vincolo d'inedificabilità ricadente sulle fasce di rispetto stradale o autostradale, volto a favorire la circolazione e offrire idonee garanzie di sicurezza a quanti transitano sulle strade o nelle immediate vicinanze, o in queste abitano o operano, derivando dalla legge.

Le zone di rispetto, tra cui rientra quella di rispetto stradale prevista dall'art. 18 del D. Lgs. n. 285/1992 e dagli artt. 26-28 del D.P.R. 495/1992, non hanno carattere ablatorio o espropriativo, ma determinano unicamente un vincolo conformativo d'inedificabilità del suolo, in funzione di salvaguardia della circolazione stradale.

Un vincolo di rispetto autostradale ha natura conformativa della proprietà privata.

Le finalità cui è sottesa l'osservanza di una distanza minima delle costruzioni da strade ed autostrade risponde ad esigenze di carattere generale, costanti e non temporanee, in virtù de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lcune categorie di beni vengono nell'interesse sociale assoggettati ad un particolare regime attraverso l'imposizione di un divieto di edificazione che colpisce indiscriminatamente tutti quei beni individuabili ed individuati in categorie per le caratteristiche derivanti dalla loro posizione rispetto alle strade, e che riguarda tutti i cittadini in quanto proprietari o titolari di altro diritto reale di godimento sopra detti beni. Per tali ragioni, la giurisprudenza costituzionale ha riconosciuto la compatibilità con l'art. 42 Cost. di tale disciplina, dalla quale discendono limiti di natura conformativa e non espropriativa.

Il vincolo d'inedificabilità gravante sulla fascia di rispetto autostradale ha carattere assoluto e prescinde dalle caratteristiche dell'opera realizzata salvo che, per le particolari modalità dell'intervento edilizio, la limitazione alla proprietà privata risulti scissa da qualunque interesse pubblico.

Il vincolo di rispetto stradale non ha carattere ablatorio, rientrando tra i vincoli che regolano la proprietà privata per il perseguimento di obiettivi di interesse generale, ai sensi dell'art. 42, comma 2, cost., allo scopo di assicurarne la funzione sociale.

Le aree di rispetto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...on sono soggette ad esproprio ma a un vincolo di natura conformativa.

Il vincolo di rispetto autostradale non può essere qualificato come un vincolo strettamente espropriativo ed, in ragione di ciò, non può influire sulla determinazione del valore delle aree ad esso assoggettate.

Il vincolo d'inedificabilità della "fascia di rispetto stradale" - che è una tipica espressione dell'attività pianificatoria della p.a. nei riguardi di una generalità di beni e di soggetti - non ha natura espropriativa, ma unicamente conformativa, perché ha il solo effetto di imporre alla proprietà l'obbligo di conformarsi alla destinazione impressa al suolo in funzione di salvaguardia della programmazione urbanistica, indipendentemente dall'eventuale instaurazione di procedure espropriative.

I vincoli espropriativi, soggetti alla decadenza quinquennale di cui all'art. 9, comma 2, d.P.R. n. 327 del 2001 (e già prima dall'art. 2 l. n. 1187 del 1968 di analogo contenuto), sono quelli che concernono beni determinati, in funzione della localizzazione puntuale di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può quindi coesistere con la proprietà privata, laddove deve ricon... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ura conformativa alle prescrizioni che regolano la proprietà privata per il perseguimento di obiettivi di interesse generale, quali il vincolo d'inedificabilità (cd."di rispetto") a tutela di una strada esistente.

Il vincolo d'inedificabilità della "fascia di rispetto stradale" - che è una tipica espressione dell'attività pianificatoria della p.a. nei riguardi di una generalità di beni e di soggetti - non ha natura espropriativa, ma unicamente conformativa, perché ha il solo effetto di imporre alla proprietà l'obbligo di conformarsi alla destinazione impressa al suolo in funzione di salvaguardia della programmazione urbanistica, indipendentemente dall'eventuale instaurazione di procedure espropriative.

La destinazione a zona di rispetto della sede stradale configura vincolo conformativo non soggetto a decadenza.

Il vincolo d'inedificabilità ricadente sulle aree situate in fascia di rispetto stradale non deriva dalla pianificazione e dalla programmazione urbanistica, ma è sancito nell'interesse pubblico da apposite leggi che rendono il suolo ad esso soggetto legalmente inedificabile, sicché tale vincolo non ha né un contenuto propria... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...priativo né può qualificarsi come preordinato all'espropriazione, dovendosi tenere conto, invece, di esso nella determinazione dell'indennità di esproprio.

Il vincolo d'inedificabilità della "fascia di rispetto stradale" -- che è una tipica espressione dell'attività pianificatoria della p.a. nei riguardi di una generalità di beni e di soggetti -- non ha natura espropriativa, ma unicamente conformativa, perché ha il solo effetto di imporre alla proprietà l'obbligo di conformarsi alla destinazione impressa al suolo in funzione di salvaguardia della programmazione urbanistica, indipendentemente dall'eventuale instaurazione di procedure espropriative.

La fascia di rispetto stradale attiene ad un vincolo conformativo, secondo la più diffusa giurisprudenza.

Il vincolo d'inedificabilità relativo alla "fascia di rispetto stradale" non ha natura espropriativa, ma unicamente conformativa, in quanto riguarda una generalità di beni e di soggetti ed ha una funzione di salvaguardia della circolazione; ciò a maggior ragione qualora le NTA non vietino in modo assoluto qualsivoglia utilizzazione delle fasce di rispetto stradale da parte dei p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...(nel caso di specie ammettendo destinazioni a: - percorsi pedonali e ciclabili; - piantumazioni e sistemazione stradale a verde; conservazione dello stato naturale e delle coltivazioni agricole; - parcheggio pubblico).

I vincoli d'inedificabilità connessi alle fasce di rispetto stradale hanno in relazione al carattere di generalità e di tutela della sicurezza della circolazione stradale pacifico carattere conformativo.

La destinazione a "fascia di rispetto della viabilità urbana ed extraurbana e sede stradale" è vincolo che non può certo essere considerato di tipo conformativo; seppure infatti non finalizzato all'adozione di successivi provvedimenti di tipo espropriativo, in quanto le aree di rispetto della rete viaria non sono destinate all'espropriazione, il vincolo in questione è correlato inscindibilmente all'opera pubblica, determina lo svuotamento del contenuto economico della proprietà e partecipa delle vicende dell'opera pubblica e del vincolo preordinato alla realizzazione di questa.

Seppure non finalizzato all'adozione di successivi provvedimenti di tipo espropriativo, in quanto le aree di rispetto della rete viaria non sono destinate all'espropriazione, il vincolo in question... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...correlato inscindibilmente all'opera pubblica, determina lo svuotamento del contenuto economico della proprietà e partecipa delle vicende dell'opera pubblica e del vincolo preordinato alla realizzazione di questa.

Il vincolo conseguente all'ubicazione del terreno in fascia di rispetto stradale o autostradale non ha contenuto propriamente espropriativo; dello stesso deve quindi tenersi conto nella determinazione dell'indennità di esproprio.

La preesistente destinazione a fascia di rispetto stradale non implica alcun vincolo destinato all'esproprio, ma solo un vincolo all'inedificabilità di natura "conformativa".

Il terreno ubicato in zona di rispetto stradale soggiace ad un vincolo avente natura conformativa ovvero di limitazione legale della proprietà e non natura di vincolo espropriativo o comunque preordinato all'espropriazione.

I vincoli di inedificabilità connessi alle fasce di rispetto stradale hanno carattere conformativo (e non ablativo), scaturiscono automaticamente dalla presenza della strada, sono conformati per legge in rapporto alla classificazione della strada stessa.

La fascia di rispetto stradale è un vincolo conformativo non soggetto a decadenza, t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... legale tanto quella eventualmente prevista in PRG.

La fascia di rispetto viario riportata nel PRG è un vincolo conformativo.


 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI