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Atti di liberalità del legittimo proprietario del bene: dicatio ad patriam e donazione

Sebbene entrambe rappresentino un atto di liberalità, mentre la dicatio ad patriam (comportamento del proprietario che mette volontariamente e con carattere di continuità un proprio bene a disposizione della collettività) rientra nell’ambito degli impegni assunti in occasione di convenzioni edilizie, la donazione (dichiarazione unilaterale di volontà con cui il titolare del bene manifesta la volontà di cessione dello stesso all'amministrazione) è assoggettata all'art.782 Cod. Civ.

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titolo:TRASFERIMENTO E ACQUISTO DI DIRITTI REALI CON LA P.A.
anno:2019
pagine: 2455 in formato A4, equivalenti a 4174 pagine in formato libro
formato: pdf  
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TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> DICATIO AD PATRIAM

La dicatio ad patriam è un modo di costituzione di una servitù di uso pubblico, consistente nel comportamento del proprietario che, seppure non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, mette volontariamente, con carattere di continuità e dunque senza precarietà o spirito di tolleranza, un proprio bene a disposizione della collettività, assoggettandolo al correlativo uso, al fine di soddisfare un'esigenza comune ai membri di tale collettività "uti cives", indipendentemente dai motivi per i quali detto comportamento venga tenuto, dalla sua spontaneità e dallo spirito che lo anima.

Indefettibile presupposto perché possa dirsi costituita una servitù di uso pubblico per dicatio ad patriam è l'animus dicandi ad patriam, ossia l'intenzione di asservire il bene all'uso pubblico.

La circostanza per cui un Consorzio irriguo abbia proceduto alla sistemazione di una strada interpoderale non testimonia affatto la volontà del proprietario della stessa di mettere il fondo a disposizione della collettività, risultando – piuttosto &ndas... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ile con il puro e semplice perseguimento dei compiti statutari del Consorzio.

Per dicatio ad patriam si intende il comportamento consapevole da parte del proprietario, anche in mancanza di un atto formale e seppure non intenzionalmente diretto a dar vita al corrispondente diritto, di mettere un bene a disposizione della collettività per durevole vantaggio di questa.

La servitù per dicatio ad patriam si costituisce in modo istantaneo, in corrispondenza esclusivamente della volontà di consegna da parte del proprietario e della destinazione del bene all'uso pubblico, senza che rilevi la specifica intenzionalità diretta alla produzione dell'effetto di dar vita al diritto di uso pubblico (rispondendo ad esempio la consegna all'intento di adempiere ad una convenzione di lottizzazione) e senza che rilevino successivi mutamenti di destinazione dello stesso. Detta forma di costituzione del diritto di uso pubblico non richiede atti formali né il decorso di un determinato periodo di tempo, ovvero altri requisiti tipici del modo di acquisto della proprietà o di altri diritti reali per usucapione.

La dicatio ad patriam sorge in presenza di un comportamento ad uso pubblico del proprieta... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ppur non intenzionalmente diretto a dar vita al relativo diritto, metta volontariamente, con carattere di continuità, un proprio bene a disposizione della collettività, assoggettandolo al relativo uso.

LA dicatio ad patriam scaturisce dal comportamento del proprietario di un bene che mette spontaneamente e in modo univoco il bene medesimo a disposizione di una collettività indeterminata di cittadini, producendo l'effetto istantaneo della costituzione della servitù di uso pubblico ovvero attraverso l'uso del bene da parte della collettività indifferenziata dei cittadini, protratto per il tempo necessario all'usucapione.

L'istituto della dicatio ad patriam è costituito dal comportamento del proprietario di un bene che mette spontaneamente e in modo univoco il bene medesimo a disposizione di una collettività indeterminata di cittadini, producendo l'effetto istantaneo della costituzione della servitù di uso pubblico ovvero attraverso l'uso del bene da parte della collettività indifferenziata dei cittadini, protratto per il tempo necessario all'usucapione.

In assenza dei requisiti inderogabili della volontarietà da parte del proprietario di un bene che mett... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...mente e in modo univoco il bene medesimo a disposizione di una collettività indeterminata di cittadini e della continuità dell'uso del bene da parte della collettività suddetta, è esclusa la costituzione di una servitù di uso pubblico tramite l'istituto della dicatio ad patriam.

La dicatio ad patriam è un modo di costituzione di una servitù di uso pubblico, che consiste nel comportamento del proprietario di un bene, per lo più immobile, che, pur se non intenzionalmente diretto alla produzione dell'effetto di dar vita al diritto di uso pubblico, denoti in modo univoco la volontà di mettere la cosa a disposizione di una comunità indeterminata di cittadini, con carattere di continuità e non di mera precarietà e tolleranza, per soddisfare un'esigenza comune ai membri di tale collettività "uti cives". Ricorrendo gli indicati presupposti, la servitù di uso pubblico deve ritenersi perfezionata con l'inizio dell'uso stesso, senza che sia necessario il decorso di un congruo periodo di tempo o un atto negoziale o un procedimento di espropriazione.

La costituzione di una servitù pubblica per effetto della c.d."dicatio ad patriam... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sistente nel comportamento del proprietario che, se pur non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità e non precariamente, un proprio bene a disposizione della collettività) non può essere desunta dal solo fatto che il proprietario abbia consentito il passaggio pubblico su parte del proprio fondo: un'area privata, infatti, può ritenersi assoggettata a servitù pubblica di passaggio, acquistata per usucapione, solo allorché concorrano contemporaneamente le seguenti condizioni: 1) l'uso generalizzato del passaggio da parte di una collettività indeterminata di individui, considerati "uti cives" in quanto portatori di un interesse generale, non essendo sufficiente un'utilizzazione "uti singuli", cioè finalizzata a soddisfare un personale esclusivo interesse per il più agevole accesso ad un determinato immobile di proprietà privata; 2) l'oggettiva idoneità del bene a soddisfare il fine di pubblico interesse perseguito tramite l'esercizio della servitù; 3) il protrarsi per il tempo necessario all'usucapione.

Si ammette che un'area privata possa ritenersi assoggettata ad uso pubblico quando, oltre ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o dell'uso indiscriminato sussista, in virtù della cosiddetta dicatio ad patriam, l'asservimento del bene da parte del proprietario all'uso pubblico in favore di una comunità indeterminata di soggetti considerati sempre uti cives, di talché il bene stesso viene ad assumere caratteristiche analoghe a quelle di un bene demaniale.

La dicatio ad patriam consiste nel comportamento del proprietario che, seppure non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità (non di precarietà e tolleranza), un proprio bene a disposizione della collettività, assoggettandolo al correlativo uso, al fine di soddisfare un'esigenza comune ai membri di tale collettività "uti cives", indipendentemente dai motivi per i quali detto comportamento venga tenuto, dalla sua spontaneità e dallo spirito che lo anima.

Nella dicatio ad patriam il bene, pur asservito all'uso pubblico, rimane formalmente nella titolarità dell'originario proprietario, non essendo previsto un formale trasferimento; pertanto, se la trasformazione del bene assume connotati tali da renderlo incompatibile con la proprietà privata (es. parcheggio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... non si è in presenza di dicatio ad patriam.

La dicatio ad patriam non può essere implicita, priva di continuità e senza fatti concludenti ed univoci in tal senso.

La dicatio ad patriam, quale modo di costituzione di una servitù di uso pubblico, consiste nel comportamento del proprietario che, seppure non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità (non di precarietà e tolleranza), un proprio bene a disposizione della collettività, assoggettandolo al correlativo uso, al fine di soddisfare un'esigenza comune ai membri di tale collettività uti cives, indipendentemente dai motivi per i quali detto comportamento venga tenuto, dalla sua spontaneità e dallo spirito che lo anima.

La dicatio ad patriam, intesa quale modo di costituzione di una servitù, postula un comportamento ad uso pubblico del proprietario che, seppur non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità, un proprio bene a disposizione della collettività, assoggettandolo al relativo uso.

In ipotesi di area da lustri dedicata all... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...co (nel caso di specie verde pubblico), non va esclusa la possibilità del verificarsi della fattispecie della c.d. dicatio ad patriam, che, quale modo di costituzione di una servitù di uso pubblico, consiste nel comportamento del proprietario che, seppure non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità (non di precarietà e tolleranza), un proprio bene a disposizione della collettività, assoggettandolo al correlativo uso, al fine di soddisfare un'esigenza comune ai membri di tale collettività "uti cives", indipendentemente dai motivi per i quali detto comportamento venga tenuto, dalla sua spontaneità e dallo spirito che lo anima .

La cosiddetta dicatio ad patriam, quale modo di costituzione di una servitù di uso pubblico, consiste nel comportamento del proprietario che, se pur non diretto intenzionalmente a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, in modo univoco e con carattere di continuità (non di precarietà e tolleranza), un proprio bene a disposizione della collettività, assoggettandolo al correlativo uso, al fine di soddisfare un'esigenza comune ai membri di tale collettività... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ..., indipendentemente dai motivi per i quali detto comportamento venga tenuto, dalla sua spontaneità e dallo spirito che lo anima.

La dicatio ad patriam, quale modo di costituzione di una servitù di uso pubblico, postula un comportamento del proprietario che, seppure non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità, e non di mera tolleranza, un proprio bene a disposizione della collettività assoggettandolo al relativo uso. Un simile comportamento non può certamente essere ravvisato nella sottomissione alle prescrizioni contenute nelle varie concessioni edilizie rilasciate nel corso degli anni dal Comune ai proprietari, in particolare a quella con la quale si dispone che "l'area esterna ... potrà essere destinata ad uso pubblico senza indennizzi ....", posto che l'apposizione di tale vincolo non ha comportato anche la cessione della relativa area al Comune, per la quale sarebbe stato necessario uno specifico e diverso atto pubblico.

Perché si abbia costituzione d'una servitù pubblica per effetto della c.d."dicatio ad patriam" occorre, infatti, individuare proprio un siffatto comportamento del pr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... che, se pur non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta comunque volontariamente, con carattere di continuità e non precariamente, il proprio bene a disposizione della collettività, indipendentemente dai motivi per i quali detto comportamento venga tenuto, dalla sua spontaneità o meno e dallo spirito che lo anima, senza che a tal fine occorra un congruo periodo di tempo o un atto negoziale od ablatorio.

La dicatio ad patriam, quale modo di costituzione di una servitù di uso pubblico, consiste nel comportamento del proprietario che, se pur non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità, un proprio bene a disposizione della collettività, assoggettandolo al correlativo uso, che ne perfeziona l'esistenza, senza che occorra un congruo periodo di tempo o un atto negoziale od ablatorio, al fine di soddisfare un'esigenza comune ai membri di tale collettività uti cives, indipendentemente dai motivi per i quali detto comportamento venga tenuto, dalla sua spontaneità o meno e dallo spirito che lo anima.

L'aver tollerato che su una parte del proprio fondo, che era stata concessa in comodato ad alcu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... per consentirne il passaggio pedonale e carraio, transitassero anche persone diverse dai comodatari non da luogo di per sé a una dicatio ad patriam, per la quale è richiesto un comportamento del proprietario che, seppure non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità e non precariamente, un proprio bene a disposizione della collettività.

La dicatio ad patriam è un modo di costituzione di una servitù di uso pubblico consistente nel comportamento del proprietario che, se pur non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità (non di precarietà e tolleranza), un proprio bene a disposizione della collettività al fine di soddisfare un'esigenza comune ai membri di tale collettività "uti cives", indipendentemente dai motivi per i quali detto comportamento venga tenuto, dalla sua spontaneità o meno e dallo spirito che lo anima.

La dicatio ad patriam presuppone due elementi: 1) un comportamento volontario, omissivo o commissivo, che consiste nel mettere un bene a disposizione dei membri della collettività - intesi uti ci... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uali titolari di un pubblico interesse di carattere generale e non uti singuli ossia quali soggetti che si trovano in una posizione qualificata rispetto al bene che si trova gravato - comportamento tenuto dal proprietario gravato del bene con carattere di continuità e non in via precaria o per mera tolleranza indipendentemente dai motivi per cui tale comportamento è tenuto e dalla sua spontaneità; 2) un uso continuativo del bene da parte della collettività.

Il pagamento dei canoni per l'occupazione di suolo pubblico non è circostanza idonea ad integrare i requisiti della costituzione della servitù pubblica mediante l'istituto della Dicatio ad Patriam qualora non sia imputabile al proprietario dell'area (bensì, come nella specie, agli affittuari) e, perciò, neppure interpretabile come volontà giuridicamente idonea alla immutazione di fatto della destinazione d'uso del bene a fini di pubblica utilità.

Il presupposto della dicatio ad patriam è nel comportamento volontario del proprietario e/o proprietari, di mettere a disposizione, in modo continuativo ed uti cives, le aree in oggetto, determinando una servitù di uso pubblico, rendendo il terreno quasi un bene de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... />
La dicatio ad patriam si limita ad asservire ad un uso pubblico un bene privato, mantenendone invariata l'appartenenza, ed ha come presupposto che all'uso pubblico il bene possa soddisfare nello stato in cui si trova, e non in quello realizzabile a seguito di manipolazioni.

La dicatio ad patriam consiste nel comportamento del proprietario che, se pur non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità e non precariamente, un proprio bene a disposizione della collettività, ma non può essere desunta dal solo fatto che il proprietario abbia consentito il passaggio pubblico su parte del proprio fondo.

Soltanto in caso di uso pubblico diretto a soddisfare un'esigenza comune ai membri della collettività uti cives, potrebbe astrattamente ammettersi l'esistenza di un uso pubblico rilevante ai fini della dicatio ad patriam; deve escludersi l'uso pubblico quando il passaggio venga esercitato unicamente dai proprietari di determinati fondi per la particolare ubicazione degli stessi o da coloro che abbiano occasione di accedervi per esigenze connesse alla loro privata utilizzazione.

Non può essere desunta la cosiddetta ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ad patriam, quale modo di costituzione di una servitù di uso pubblico, dal solo fatto che il proprietario abbia consentito il passaggio pubblico su parte del proprio fondo o su una strada privata di accesso ad alcuni edifici e di collegamento tra strade pubbliche, né essa è configurabile con riguardo a strade destinate al servizio di un determinato edificio o di un determinato complesso di edifici, indipendentemente dal fatto che esse manchino di recinzioni e siano inserite nella rete viaria pubblica della zona.

L'intervenuta costituzione della servitù pubblica di uso in virtù di dicatio ad patriam, presuppone, oltre all'uso pubblico del bene, la volontà del proprietario di porlo a disposizione della collettività.

La dicatio ad patriam è un comportamento del proprietario che mette volontariamente e con continuità il proprio bene a disposizione della collettività indeterminata di cittadini.

L'istituto della c.d. dicatio ad patriam presuppone storicamente una manifestazione di volontà del privato proprietario nel senso dell'asservimento all'uso pubblico, che sussiste (ad esempio), quando vi sia stata una convenzione di lottizzazione o analogo ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...igo, relativo alla realizzazione dei c.d. standards, seguita dalla trasformazione del suolo mediante la realizzazione dell'opera e dall'effettiva utilizzazione di quest'ultima in conformità al progetto, ancorché sia rimasta inadempiuta l'obbligazione di trasferire all'ente pubblico la proprietà.

L'adibizione a uso pubblico di un'area può avvenire mediante la c.d. dicatio ad patriam, con il comportamento del proprietario che mette il bene a disposizione della collettività indeterminata di cittadini. Sostanzialmente, quanto alla dicatio ad patriam rileva quindi essenzialmente l'esistenza di una manifestazione di liberalità da parte del proprietario.

Per la configurazione della dicatio ad patriam occorre il requisito dell'idoneità intrinseca del bene a soddisfare un'esigenza comune della collettività dei consociati uti cives.

La dicatio ad patriam consiste nel comportamento del proprietario che mette volontariamente e con carattere di continuità un proprio bene a disposizione della collettività, determinando in tal modo l'insorgere, a favore della collettività medesima, di una servitù di uso pubblico.

Per la configurazi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...icatio ad patriam è essenziale il comportamento del proprietario che, seppure non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità (non di precarietà o di mera tolleranza), un proprio bene a disposizione della collettività.

Ai fini della dicatio ad patriam sono irrilevanti le motivazioni per cui il privato metta a disposizone della collettività il bene di sua proprietà, così come è irrilevante la sua spontaneità o lo spirito che lo anima, essendo al contrario sufficiente che il bene sia effettivamente assoggettato dal proprietario ad un uso collettivo, così da soddisfare un'esigenza comune ai membri della collettività, considerati uti cives.

A seguito della dicatio ad patriam, il diritto di uso pubblico sorge non appena l'uso viene esercitato senza che occorra un congruo periodo di tempo (come avviene invece per l'usucapione) o un atto negoziale od ablatorio.

Sussistono i presupposti della c.d. dicatio ad patriam qualora i condomini consentano che un'area sia utilizzata anche dai clienti di esercizi commerciali ubicati nell'immobile.

L'adibizione a uso pubblico di u... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...grave; avvenire, mediante la c.d. dicatio ad patriam, con il comportamento del proprietario che mette il bene a disposizione della collettività indeterminata di cittadini.

Una volta messa a disposizione una zona di terreno per una destinazione pubblica si ritiene che si possa configurare un acquisto istantaneo (c.d. dicatio ad patriam) che non può poi essere rimesso in discussione.

Ai fini della dicatio ad patriam occorre pur sempre il requisito dell'idoneità intrinseca del bene a soddisfare un'esigenza comune della collettività dei consociati uti cives.

La cosiddetta "dicatio ad patriam", quale modo di costituzione di una servitù di uso pubblico su un bene privato, consiste nel comportamento del proprietario che, se pur non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità (non di precarietà e tolleranza), un proprio bene a disposizione della collettività, assoggettandolo al correlativo uso, che ne perfeziona l'esistenza, senza che occorra un congruo periodo di tempo o un atto negoziale od ablatorio, al fine di soddisfare un'esigenza comune ai membri di tale collettività "uti civ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...r />
L'atto volontario di destinazione all'uso pubblico, necessario per la costituzione della servitù per dicatio ad patriam, ben può collocarsi nell'ambito degli accordi raggiunti ed impegni assunti in occasione di convenzioni edilizie, con il risultato di dare vita a diritti di uso pubblico tutte quelle volte che agli impegni assunti o le dichiarazioni fatte sia seguita l'effettiva destinazione del bene all'uso della collettività, ancorché poi non si siano compiutamente perfezionati gli atti di trasferimento o di costituzione di tali diritti o le formalità di trascrizione necessarie ai fini dell'opponibilità ai terzi.

Le servitù di uso pubblico mediante dicatio ad patriam, legittimano l'Amministrazione ad effettuare i lavori necessari ad assicurarne la pubblica fruibilità o, perlomeno, a migliorane le possibilità di fruizione mediante l'esercizio dei poteri amministrativi di sua spettanza.

In ipotesi di dicatio ad patriam, il diritto si perfeziona non appena l'uso collettivo viene esercitato, senza che occorra un congruo periodo di tempo (come avviene invece per l'usucapione) o un atto negoziale od ablatorio.

Il connotato essenziale della dicati... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...m è dato dalla volontaria messa a disposizione del bene alla collettività: è quindi necessario - in considerazione della notevole importanza degli effetti che tale comportamento determina - accertare in maniera rigorosa se nel caso concreto il proprietario abbia effettivamente inteso mettere il proprio bene a disposizione dei consociati.

La costituzione di una servitù di uso pubblico mediante dicatio ad patriam postula un comportamento del proprietario univocamente rivolto, con carattere di continuità e non di precarietà e tolleranza, a porre a disposizione del pubblico una cosa propria oggettivamente idonea al soddisfacimento di un'esigenza comune alla collettività.

Il posizionamento all'imbocco di una via di cartelli con le indicazioni di "proprietà privata" rappresenta un indice in netta distonia con la volontà dei proprietari di porre la strada a disposizione di una collettività indeterminata di cittadini; ne consegue l'esclusione della costituzione su tale via di una servitù di uso pubblico a mezzo della c.d. "dicatio ad patriam".

L'istituto della "dicatio ad patriam" è un modo di costituzione della servitù di us... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ed ha come indefettibile presupposto l'asservimento del bene a tale uso nello stato in cui si trova da parte del proprietario; essa pertanto non è configurabile nell'ipotesi in cui il terreno sia stato assoggettato ad irreversibile trasformazione e venga in tal modo acquisito in proprietà a titolo originario.

Un modo di acquisto della qualifica demaniale è conosciuto come dicatio ad patriam, i cui punti salienti sono da ravvisarsi nel comportamento inequivoco del privato, emergente anche per facta concludentia, consistente nel porre a disposizione del pubblico un bene, idoneo a soddisfare l'esigenza della collettività, con carattere di continuità, senza il riferimento ad un periodo temporale predeterminato (termine di usucapione), ma evidentemente tale da escludere la semplice precarietà.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> DICATIO AD PATRIAM --> IRREVERSIBILE TRASFORMAZIONE

La costituzione di una servitù mediante dicatio ad patriam non vale a privare il titolare dell'area della proprietà sul bene, sicché la realizzazione di un'opera pubblica avrebbe comunque richiesto, per determinare il trasferimento della proprietà, un... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... espropriazione e una prodromica dichiarazione di pubblica utilità.

L'istituto della dicatio ad patriam invocabile ai fini della costituzione di servitù di uso pubblico ha, come suo indefettibile presupposto, l'asservimento del bene all'uso pubblico nello stato in cui il bene stesso si trovi, e non in quello realizzabile, a seguito di manipolazioni. La dicatio ad patriam, peraltro, quale modo di costituzione di una servitù di uso pubblico, postula un comportamento del proprietario che, seppure non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità, e non di mera tolleranza, un proprio bene a disposizione della collettività assoggettandolo al relativo uso.

La dicatio ad patriam esige un rigoroso riscontro probatorio della volontà privata e postula in aggiunta che il Comune abbia espletato delle opere tali da modificare la zona (nella specie, nel senso di un posteggio pubblico), ovvero con atti espliciti che vengono a dare ai terreni una destinazione nuova e diversa rispetto a quella iniziale.

E' del tutto legittimo che l'uso pubblico si costituisca per dicatio ad patriam cioè per mero fatto giuridico, essendo d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...verso tale istituto da quello dell'occupazione appropriativa, mancando del carattere imperativo ed espropriativo della proprietà privata di quest'ultima, ma essendo diretto soltanto ad assicurare la sicurezza della già avvenuta pubblica circolazione su aree riscontrate soggette ad uso pubblico.

La dicatio ad patriam ha, come suo indefettibile presupposto, l'asservimento del bene all'uso pubblico nello stato in cui il bene si trovi, e non in quello realizzabile a seguito di manipolazioni quali quelle conseguenti alle irreversibili trasformazioni compiute dall'Amministrazione, di cui costituisce espressione l'asfaltatura o la costruzione di marciapiedi.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> DICATIO AD PATRIAM --> STRADA

L'utilizzo di fatto che terzi soggetti abbiano fatto di una strada interpoderale non dimostra affatto la volontà del proprietario di consentire tale uso. La mera utilizzazione che di un bene facciano soggetti diversi non testimonia di per sé la volontà del proprietario di consentire o agevolare tale utilizzo, e quindi non è sufficiente a dimostrare la dicatio ad patriam.

La dicatio ad patriam, quale modo di costituzione di... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ù di uso pubblico, consiste nel comportamento del proprietario che, se pur non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità, un proprio bene a disposizione della collettività, assoggettandolo al correlativo uso, che ne perfeziona l'esistenza, senza che occorra un congruo periodo di tempo, un atto negoziale od ablatorio, al fine di soddisfare un'esigenza comune ai membri di tale collettività uti cives, indipendentemente dai motivi per i quali detto comportamento venga tenuto.

L'adibizione ad uso pubblico di una strada (o comunque di un'area) può anche avvenire mediante la c.d. dicatio ad patriam, con il comportamento del proprietario che mette il bene a disposizione della collettività indeterminata di cittadini, sicché il bene stesso viene ad assumere caratteristiche analoghe a quelle di un bene demaniale.

Un'area stradale che risulta di fatto e da sempre interessata dal pubblico passaggio, in assenza di qualsivoglia ostacolo o chiusura volta a denotare una eventuale volontà del proprietario contraria all'utilizzo indifferenziato del bene ai fini della circolazione pedonale, porta alla formazione, per dicatio ad patriam... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rvitù di pubblico passaggio, in quanto destinata senza soluzione di continuità alla libera circolazione pedonale da parte della comunità indifferenziata dei cittadini (uti cives).

Non può costituirsi per dicatio ad patriam una servitù di uso pubblico su una strada se non sussiste prova della volontà dei privati di mettere le aree di loro proprietà a disposizione di una comunità indeterminata di cittadini, con carattere di continuità e non di precarietà o tolleranza, sussistendo invece la volontà di destinarla all'uso come strada dei proprietari e utenti degli edifici costruiti o da costruire sui diversi lotti fronteggianti.

L'uso da parte di una collettività, prolungato nel tempo, di un sedime privato a margine di una strada pubblica è idoneo a configurare, per ciò solo e senza la necessità di un titolo, una dicatio ad patriam, che autorizza l'autotutela possessoria da parte della P.A., indipendentemente dalla sua titolarità, cioè per mero fatto giuridico.

E' indubitabilmente soggetta ad uso pubblico per dicatio ad patriam, che si costituisce dall'inizio dell'uso collettivo, come fatto giuridico che ne d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... natura, al di là anche di ogni intenzionalità, il tratto di strada che unisce due strade pubbliche e che sia soggetta a pubblico transito.

La mera tolleranza dei proprietari interessati impedisce la costituzione sia di una servitù pubblica di passaggio per uso ultraventennale sia per effetto di dicatio ad patriam.

L'adibizione ad uso pubblico di un'area può avvenire mediante la c.d. dicatio ad patriam, con il comportamento del proprietario che mette il bene a disposizione della collettività indeterminata di cittadini, oppure con l'uso del bene da parte della collettività indifferenziata protratto per lunghissimo tempo, di talchè il bene stesso viene ad assumere caratteristiche analoghe a quelle di un bene demaniale.

La "dicatio ad patriam", quale modo di costituzione di una servitù (nella specie, transito sulla strada), postula un comportamento del proprietario che, seppur non intenzionalmente diretto a dar vita al diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità, un proprio bene a disposizione della collettività, assoggettandolo al relativo uso.

Un'area privata può ritenersi assoggettata ad u... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... di passaggio quando vi sia stato, con la cosiddetta dicatio ad patriam, l'asservimento del bene da parte del proprietario all'uso pubblico, analogamente, di una comunità indeterminata di soggetti considerati sempre uti cives, di talché il bene stesso viene ad assumere caratteristiche analoghe a quelle di un bene demaniale.

Il diritto di uso pubblico può costituirsi tramite dicatio ad patriam.

Con riferimento alla problematica inerente la possibilità di poter considerare perfezionata la dicatio ad patriam in relazione ad una strada, in giurisprudenza si è affermato che l'interclusione dell'area esclude che possa sorgere un suo uso in favore di una collettività indeterminata, e fa invece concludere per un'utilità limitata ai soli proprietari frontisti.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> DONAZIONE

Va ritenuta esente da vizi la scelta dell'amministrazione di non acconsentire a rendersi cessionaria – ancorché a titolo gratuito – di un bene immobile di pregio: vengono in rilievo infatti, in tali casi, decisioni altamente discrezionali – e come tali sindacabili sotto limitatissimi aspetti – attinenti alla determ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lla dotazione patrimoniale dell'ente, alle quali non sono estranee – neanche nell'ipotesi di cessione gratuita – considerazioni di convenienza, che sono influenzate anche dalla prospettiva degli oneri di gestione e manutenzione che gravano sulle finanze dell'ente stesso.

La promessa di donare un bene è stata ripetutamente considerata nulla dalla giurisprudenza, la quale ha - condivisibilmente - evidenziato che lo spirito di liberalità è del tutto incompatibile con la coazione derivante dalla promessa di adempimento.

La dichiarazione unilaterale di volontà con cui il titolare del bene manifesta la volontà di cessione dello stesso all'amministrazione, per essere qualificato come atto di liberalità deve essere assoggettato alla disciplina sulle donazioni; troverebbe pertanto applicazione l'art. 782 c.c., che richiede, sotto pena di nullità, la forma dell'atto pubblico anche per l'accettazione.


 
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