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D.i.a. s.c.i.a.: provvedimenti repressivi

Devono ritenersi illegittimi i provvedimenti repressivo-inibitori adottati dall'amministrazione oltre il termine perentorio di sessanta giorni dalla presentazione della denuncia di inizio attività (trenta dalla presentazione e trenta dalla data in cui le opere possono essere realizzate) e senza le garanzie e i presupposti previsti dall'ordinamento per l'esercizio del potere di annullamento d'ufficio

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anno:2018
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TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> PROVVEDIMENTI REPRESSIVI

È illegittimo il provvedimento di annullamento adottato, senza le garanzie del contraddittorio dovute in caso di autotutela, oltre il termine di trenta giorni fissato dall'art. 19 della legge n. 241 del 1990, decorrente dalla presentazione della DIA o della SCIA.

Devono ritenersi illegittimi i provvedimenti repressivo-inibitori adottati dall'amministrazione oltre il termine perentorio di sessanta giorni dalla presentazione della denuncia di inizio attività (trenta dalla presentazione e trenta dalla data in cui le opere possono essere realizzate) e senza le garanzie e i presupposti previsti dall'ordinamento per l'esercizio del potere di annullamento d'ufficio: invero la denuncia, una volta perfezionatasi, costituisce un titolo abilitativo valido ed efficace (sotto tale profilo equiparabile, seppur esclusivamente "quoad effectum", al rilascio del provvedimento espresso), che può essere rimosso, per espressa previsione legislativa, solo attraverso l'esercizio del potere di autotutela decisoria nel rispetto delle prescrizioni recate dall'art. 19, comma 4, l. n. 241/1990.

È ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... l'ordinanza di demolizione emanata senza il previo annullamento della DIA depositata dall'interessato.

La rimozione degli effetti della D.I.A. è possibile solo se sussistono i presupposti indicati dal quarto comma dell'art. 19 della legge n° 241 del 1990 ossia se vi è il pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l'ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell'impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell'attività dei privati alla normativa vigente.

Non sussiste attualmente un pericolo di danno per l'ambiente e per la salute se le opere realizzate, benché non precedute da verifica di assoggettabilità a VIA, sono state comunque valutate dal punto di vista del potenziale pericolo ambientale, escludendolo, con la conseguenza che non potrebbe essere giustificato un provvedimento di rimozione degli effetti della D.I.A. ai sensi del quarto comma dell'art. 19 della legge n° 241 del 1990.

In seguito alle modifiche apportate all'art. 19 della l. 241/1990 dal d.l. 133/2014, in un malinteso favor acceleratore e di conservazione, anche i cosiddetti supe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., che prima resistevano alla mancata adozione dell'atto inibitorio nei termini di legge, sono assoggettati alla valutazione congiunta propria dell'adozione di atto di secondo grado ex art.21 quinquies e nonies.

Per le attività produttive e di prestazione di servizi soggette alla disciplina della S.C.I.A., le norme di cui al D.P.R. n. 160/2010, secondo cui la segnalazione deve essere presentata al S.UA.P. competente per territorio, e nei casi in cui la certificazione risulti non conforme all'opera o a quanto disposto dalle vigneti norme, la struttura assume i provvedimenti necessari, ivi compresa la riduzione in pristino a spese dell'interessato, vanno coordinate con la disposizione generale contenuta nell'art. 19 della legge n. 241/90, in base alla quale l'amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei presupposti e dei requisiti necessari, adotta un provvedimento motivato di divieto di prosecuzione dell'attività di rimozione dei suoi effetti dannosi, salvo che l'interessato non provveda a conformare l'attività alla normativa vigente.

Anche dopo la scadenza del termine fissato dall'art. 23, comma 6, del T.U. Edilizia, l'amministrazione conserva il potere di verificare se le opere possono essere... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sulla base della d.i.a., può esercitare i poteri di vigilanza e sanzionatori previsti dall'ordinamento e, più in generale, mantiene il potere di controllo sulle attività edilizie per il quale l'art. 27 D.P.R. 380/2001 non prevede alcun termine di decadenza, sia quando le opere realizzate non corrispondono a quelle oggetto della denuncia, sia quando le stesse non sono realizzabili con una semplice d.i.a., ma richiedono l'avvenuto rilascio del permesso di costruire o di una sua variante.

Il potere dell'Amministrazione di sanzionare gli interventi eseguiti mediante d.i.a. ed in contrasto con la normativa urbanistico – edilizia è un potere che, oltre ad essere doveroso e rigorosamente vincolato, è esercitabile dall'amministrazione comunale in ogni tempo.

L'esercizio del potere di autotutela a seguito della presentazione di una denuncia di inizio attività richiede l'avvio di un apposito procedimento in contraddittorio, il rispetto del limite del termine ragionevole, la necessità di una valutazione comparativa, di natura discrezionale, degli interessi in rilievo, idonea a giustificare la frustrazione dell'affidamento incolpevole maturato in capo al denunciante a seguito de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el tempo e della conseguente consumazione del potere inibitorio.

Ove difettino i presupposti per la denuncia di inizio attività, l'amministrazione conserva poteri di controllo, di inibizione e sanzionatori, che vanno esercitati nelle forme dell'autotutela.

Anche dopo il decorso del termine di trenta giorni previsto per la verifica dei presupposti e requisiti di legge per assentire l'attività con d.i.a., la P.A. non perde i propri poteri di autotutela, né nel senso di poteri di vigilanza e sanzionatori, né nel senso di poteri di espressione dell'esercizio di una attività di secondo grado estrinsecantesi nell'annullamento d'ufficio e nella revoca.

Decorso il termine di trenta giorni per l'esercizio del potere comunale inibitorio rispetto alla d.i.a., il Comune conserva il potere di controllo sulla sussistenza dei presupposti per la d.i.a. e il conseguente potere inibitorio e sanzionatorio, ma può agire solo con le forme dell'autotutela, vale a dire previo avviso di avvio del procedimento e previa valutazione comparativa dell'interesse pubblico e di quello privato.

Per quanto efficacemente or... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...non sempre la pubblica amministrazione può disporre di mezzi tali da consentirle di controllare tempestivamente l'intreccio delle numerose e varie iniziative private soggette a controllo.

Il provvedimento repressivo della d.i.a. è correttamente motivato in relazione all'interesse pubblico se fa riferimento agli elementi tipologici ed ambientali di qualche pregio degli edifici in questione, ai fini del mantenimento delle caratteristiche tipo-morfologiche e planivolumetriche dell'impianto edilizio esterno.

Onde evitare che, in caso di attività unicamente autodichiarata, la fattispecie trovi totale ed esclusiva conformazione ad opera dei privati e per fare in modo che l'attività denunciata si mantenga sempre in sintonia o, comunque, in una posizione non incompatibile con il soddisfacimento dell'interesse pubblico, è assolutamente imprescindibile che l'Autorità alla quale è indirizzata la denuncia di inizio attività effettui adeguati controlli e verifiche in relazione all'attività denunciata.

Per controbilanciare la liberalizzazione (in senso stretto) di un'attività che non può considerarsi meramente privata, muovendosi in un ambito non indifferentemente a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tazioni dei pubblici bisogni, quanto denunciato con DIA vale anche a rendere edotta dell'attività edilizia la competente Amministrazione facendo sorgere in quest'ultima l'obbligo di attivare i propri poteri di vigilanza, al fine di verificare se, per avventura, il privato denunciante si sia attivato in una direzione incompatibile con l'interesse pubblico alla cui cura è preposta la predetta Amministrazione.

Il potere volto a dare esecuzione al comando implicitamente contenuto nella sentenza di accertamento di insussistenza dei presupposti della DIA deve essere esercitato a prescindere sia dalla scadenza del termine perentorio previsto dall'art. 19 L. n. 241/1990 per l'adozione dei provvedimenti inibitori-repressivi, sia dalla sussistenza dei presupposti dell'autotutela decisoria richiamati sempre dall'art. 19.

Il decorso del termine di 30 giorni dalla presentazione della denunzia di inizio attività comporta, ai sensi dell'art. 23, co. 6, D.P.R. 380/2001, la decadenza dell'amministrazione comunale dal potere di inibire i lavori; tuttavia, qualora l'attività edilizia sia illegittima in quanto non rispondente alle norme di legge o di regolamento, ovvero alle prescrizioni dettate dallo strumento urbanisti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... in capo all'amministrazione comunale il generale potere repressivo degli abusi edilizi, di cui dall'art. 27 D.P.R. 380/2001.

Decorso il termine perentorio di 30 giorni previsto dall'art. 23 D.P.R. 380/2001, la P.A., per potere esercitare il potere sanzionatorio, deve, prima, incidere sul titolo edilizio, intervenendo su di esso in autotutela, sempre che ne ricorrano i presupposti.

Ove si accerti che l'intervento edilizio oggetto di d.i.a. non era realizzabile mediante d.i.a. deve esser fatta applicazione del principio per il quale, anche dopo la scadenza del termine fissato dall'art. 23, co. 6, D.P.R. 380/2001, l'amministrazione conserva il potere di verificare se le opere possono essere realizzate sulla base della D.I.A. e può esercitare i poteri di vigilanza e sanzionatori previsti dall'ordinamento.

Nel caso di presentazione di dichiarazione di inizio di attività l'inutile decorso del termine assegnato dall'art. 23, D.P.R. 380/2001 all'Autorità comunale per l'adozione del provvedimento di inibizione ad effettuare il previsto intervento edificatorio, non comporta che l'attività del privato, ancorché del tutto difforme dal paradigma normativo, possa considerarsi lecitamen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta e quindi essere esente dalle sanzioni previste dall'ordinamento per il caso di sua mancata rispondenza alle norme di legge e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi.

Le due principali opzioni ermeneutiche elaborate in tema di dia concordano in ordine all'ampiezza dei poteri di autotutela di cui gode l'amministrazione, che non perde, per il solo decorso del termine, il potere di vigilanza e sanzionatorio.

Laddove si sia già formato il provvedimento abilitativo tacito conseguente alla D.I.A ma l'amministrazione ritenga di doversi tardivamente opporre all'intervento perché in contrasto con la disciplina urbanistico-edilizia vigente, essa non può limitarsi a ordinare di non eseguire i lavori, dovendo previamente provvedere, in via di autotutela, alla rimozione del provvedimento implicito.

Il decorso del previsto termine dalla presentazione della d.i.a. non fa venir meno il potere di vigilanza e controllo del Comune sull'attività edilizia svolta sul proprio territorio.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> RAPPORTO CON GLI ABUSI EDIL... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
La possibilità di realizzare gli interventi di ristrutturazione edilizia comportanti aumenti di unità immobiliari, modifiche del volume, delle sagome e dei prospetti o delle superfici, ai sensi del comma 3, lett. a), dell'art. 22 del D.P.R. n. 380 del 2001, senza la previa acquisizione del permesso di costruire ma con la sola presentazione della DIA (c.d. superdia) è una semplificazione procedimentale rimessa alla scelta dell'interessato che comunque non ha nessun effetto sul piano sostanziale e segnatamente su quello sanzionatorio: la mancata acquisizione entrambi i tipi di titoli legittima pienamente la sanzione della demolizione.

Non possono essere considerati assentibili con D.I.A. interventi di completamento e di ampliamento relativi a un fabbricato illegittimamente edificato.

L'implicita autorizzazione del Comune all'esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria di cui alla DIA non fa venir meno l'efficacia delle precedenti ordinanze di rimozione.


 
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