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D.i.a. s.c.i.a.: provvedimenti repressivi

Devono ritenersi illegittimi i provvedimenti repressivo-inibitori adottati dall'amministrazione oltre il termine perentorio di sessanta giorni dalla presentazione della denuncia di inizio attività (trenta dalla presentazione e trenta dalla data in cui le opere possono essere realizzate) e senza le garanzie e i presupposti previsti dall'ordinamento per l'esercizio del potere di annullamento d'ufficio

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titolo:OPERE EDILIZIE E TITOLO EDILIZIO
anno:2018
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TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> PROVVEDIMENTI REPRESSIVI

Nel caso di omissione della SCIA il pagamento della sanzione pecuniaria ha il solo effetto di estinguere la relativa obbligazione nei confronti dell'amministrazione erogante la contravvenzione. Questo non ha alcun rilievo sulla sostanza delle irregolarità riscontrate e poste a fondamento della sanzione medesima, proprio perché questa punisce il comportamento non conforme all'ordinamento del soggetto inciso. Per le irregolarità, l'interessato, a prescindere quindi dal pagamento della sanzione pecuniaria, deve comunque compiere quegli adempimenti specifici, necessari per incanalare l'attività svolta nel solco della normativa applicabile.

Rilievi meramente formali, come il mero erroneo uso di un modulo per le attività edilizie ordinarie quindi gratuite, e non invece di quello previsto per le opere in sanatoria e quindi con il pagamento di una sanzione, non giustificano il provvedimento di inibizione definitiva dell'attività di cui ad una SCIA.

L'inutile spirare del termine accordato dalla legge per l'inibizione dei lavori o dell'intervento edilizio preannunciati con una DIA non priva l'amministrazione del po... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...trollo urbanistico - edilizio e dell'eventuale potere sanzionatorio in ordine ad interventi realizzati in violazione della pertinente normativa.

In caso di presentazione di dichiarazione di inizio di attività, l'inutile decorso del termine previsto per legge ai fini dell'esercizio del potere inibitorio all'effettuazione delle opere non preclude che l'attività del privato possa esser sanzionata anche successivamente laddove risulti difforme alla normativa vigente.

Lo spirare del termine perentorio stabilito dall'art. 23 D.P.R. 380/2001, sebbene consolidi il titolo del privato, non priva l'amministrazione della possibilità di esercitare successivamente il potere di controllo urbanistico - edilizio e l'eventuale potere sanzionatorio in ordine ad interventi realizzati in violazione della pertinente normativa ma solo al ricorrere delle condizioni cui la legge subordina il potere di annullamento d'ufficio dei provvedimenti amministrativi e, quindi, tenendo conto, oltre che degli eventuali profili di illegittimità dei lavori assentiti per effetto della DIA ormai perfezionatasi, il legittimo affidamento ingeneratosi in capo al privato per effetto del decorso del tempo e la sua valutazione comparativa, avente di natura discrezione... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...eresse pubblico sotteso al provvedimento repressivo.

L'inutile spirare del termine accordato dal D.P.R. 380/2001 per l'inibizione dei lavori o dell'intervento edilizio preannunciati con una DIA non priva l'amministrazione del potere di controllo urbanistico - edilizio e dell'eventuale potere sanzionatorio in ordine ad interventi realizzati in violazione della pertinente normativa.

Per i lavori iniziati prima del decorso del termine di trenta giorni di cui agli art. 22, comma 3, e 23, comma 1, d.P.R. n. 380 del 2001, ed in assenza di autorizzazione paesaggistica, l'applicazione delle sanzioni, ripristinatorie e pecuniarie, costituisce atto dovuto e vincolato.

E' illegittimo il provvedimento di annullamento adottato, senza le garanzie del contraddittorio dovute in caso di autotutela, oltre il termine di trenta giorni fissato dall'art. 19 della legge n. 241 del 1990, decorrente dalla presentazione della DIA o della SCIA.

Devono ritenersi illegittimi i provvedimenti repressivo-inibitori adottati dall'amministrazione oltre il termine perentorio di sessanta giorni dalla presentazione della denuncia di inizio attività (trenta dalla presentazione e trenta dalla data in cui le opere possono essere realizzate) e senza le g... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... presupposti previsti dall'ordinamento per l'esercizio del potere di annullamento d'ufficio: invero la denuncia, una volta perfezionatasi, costituisce un titolo abilitativo valido ed efficace (sotto tale profilo equiparabile, seppur esclusivamente "quoad effectum", al rilascio del provvedimento espresso), che può essere rimosso, per espressa previsione legislativa, solo attraverso l'esercizio del potere di autotutela decisoria nel rispetto delle prescrizioni recate dall'art. 19, comma 4, l. n. 241/1990.

E' illegittima l'ordinanza di demolizione emanata senza il previo annullamento della DIA depositata dall'interessato.

La rimozione degli effetti della D.I.A. è possibile solo se sussistono i presupposti indicati dal quarto comma dell'art. 19 della legge n° 241 del 1990 ossia se vi è il pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l'ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell'impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell'attività dei privati alla normativa vigente.

Non sussiste attualmente un pericolo di danno per l'ambiente e per la salute se le opere realizzate, bench&ea... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...recedute da verifica di assoggettabilità a VIA, sono state comunque valutate dal punto di vista del potenziale pericolo ambientale, escludendolo, con la conseguenza che non potrebbe essere giustificato un provvedimento di rimozione degli effetti della D.I.A. ai sensi del quarto comma dell'art. 19 della legge n° 241 del 1990.

In seguito alle modifiche apportate all'art. 19 della l. 241/1990 dal d.l. 133/2014, in un malinteso favor acceleratore e di conservazione, anche i cosiddetti super interessi, che prima resistevano alla mancata adozione dell'atto inibitorio nei termini di legge, sono assoggettati alla valutazione congiunta propria dell'adozione di atto di secondo grado ex art.21 quinquies e nonies.

Per le attività produttive e di prestazione di servizi soggette alla disciplina della S.C.I.A., le norme di cui al D.P.R. n. 160/2010, secondo cui la segnalazione deve essere presentata al S.UA.P. competente per territorio, e nei casi in cui la certificazione risulti non conforme all'opera o a quanto disposto dalle vigneti norme, la struttura assume i provvedimenti necessari, ivi compresa la riduzione in pristino a spese dell'interessato, vanno coordinate con la disposizione generale contenuta nell'art. 19 della legge n. 241/90, in b... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ale l'amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei presupposti e dei requisiti necessari, adotta un provvedimento motivato di divieto di prosecuzione dell'attività di rimozione dei suoi effetti dannosi, salvo che l'interessato non provveda a conformare l'attività alla normativa vigente.

Anche dopo la scadenza del termine fissato dall'art. 23, comma 6, del T.U. Edilizia, l'amministrazione conserva il potere di verificare se le opere possono essere realizzate sulla base della d.i.a., può esercitare i poteri di vigilanza e sanzionatori previsti dall'ordinamento e, più in generale, mantiene il potere di controllo sulle attività edilizie per il quale l'art. 27 D.P.R. 380/2001 non prevede alcun termine di decadenza, sia quando le opere realizzate non corrispondono a quelle oggetto della denuncia, sia quando le stesse non sono realizzabili con una semplice d.i.a., ma richiedono l'avvenuto rilascio del permesso di costruire o di una sua variante.

Il potere dell'Amministrazione di sanzionare gli interventi eseguiti mediante d.i.a. ed in contrasto con la normativa urbanistico – edilizia è un potere che, oltre ad essere doveroso e rigorosamente vincolato, è esercitabile dall'amministrazione... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...n ogni tempo.

L'esercizio del potere di autotutela a seguito della presentazione di una denuncia di inizio attività richiede l'avvio di un apposito procedimento in contraddittorio, il rispetto del limite del termine ragionevole, la necessità di una valutazione comparativa, di natura discrezionale, degli interessi in rilievo, idonea a giustificare la frustrazione dell'affidamento incolpevole maturato in capo al denunciante a seguito del decorso del tempo e della conseguente consumazione del potere inibitorio.

Ove difettino i presupposti per la denuncia di inizio attività, l'amministrazione conserva poteri di controllo, di inibizione e sanzionatori, che vanno esercitati nelle forme dell'autotutela.

Decorso il termine di trenta giorni per l'esercizio del potere comunale inibitorio rispetto alla d.i.a., il Comune conserva il potere di controllo sulla sussistenza dei presupposti per la d.i.a. e il conseguente potere inibitorio e sanzionatorio, ma può agire solo con le forme dell'autotutela, vale a dire previo avviso di avvio del procedimento e previa valutazione comparativa dell'interesse pubblico e di quello privato.

Per quanto efficacemente organizzata, non sempre la pubblica amministrazione pu&... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...porre di mezzi tali da consentirle di controllare tempestivamente l'intreccio delle numerose e varie iniziative private soggette a controllo.

Il provvedimento repressivo della d.i.a. è correttamente motivato in relazione all'interesse pubblico se fa riferimento agli elementi tipologici ed ambientali di qualche pregio degli edifici in questione, ai fini del mantenimento delle caratteristiche tipo-morfologiche e planivolumetriche dell'impianto edilizio esterno.

Onde evitare che, in caso di attività unicamente autodichiarata, la fattispecie trovi totale ed esclusiva conformazione ad opera dei privati e per fare in modo che l'attività denunciata si mantenga sempre in sintonia o, comunque, in una posizione non incompatibile con il soddisfacimento dell'interesse pubblico, è assolutamente imprescindibile che l'Autorità alla quale è indirizzata la denuncia di inizio attività effettui adeguati controlli e verifiche in relazione all'attività denunciata.

Per controbilanciare la liberalizzazione (in senso stretto) di un'attività che non può considerarsi meramente privata, muovendosi in un ambito non indifferentemente alle sollecitazioni dei pubblici bisogni, quanto denunciato c... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... anche a rendere edotta dell'attività edilizia la competente Amministrazione facendo sorgere in quest'ultima l'obbligo di attivare i propri poteri di vigilanza, al fine di verificare se, per avventura, il privato denunciante si sia attivato in una direzione incompatibile con l'interesse pubblico alla cui cura è preposta la predetta Amministrazione.

Il potere volto a dare esecuzione al comando implicitamente contenuto nella sentenza di accertamento di insussistenza dei presupposti della DIA deve essere esercitato a prescindere sia dalla scadenza del termine perentorio previsto dall'art. 19 L. n. 241/1990 per l'adozione dei provvedimenti inibitori-repressivi, sia dalla sussistenza dei presupposti dell'autotutela decisoria richiamati sempre dall'art. 19.

Il decorso del termine di 30 giorni dalla presentazione della denunzia di inizio attività comporta, ai sensi dell'art. 23, co. 6, D.P.R. 380/2001, la decadenza dell'amministrazione comunale dal potere di inibire i lavori; tuttavia, qualora l'attività edilizia sia illegittima in quanto non rispondente alle norme di legge o di regolamento, ovvero alle prescrizioni dettate dallo strumento urbanistico, residua in capo all'amministrazione comunale il generale potere repressivo de... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...dilizi, di cui dall'art. 27 D.P.R. 380/2001.

Decorso il termine perentorio di 30 giorni previsto dall'art. 23 D.P.R. 380/2001, la P.A., per potere esercitare il potere sanzionatorio, deve, prima, incidere sul titolo edilizio, intervenendo su di esso in autotutela, sempre che ne ricorrano i presupposti.

Ove si accerti che l'intervento edilizio oggetto di d.i.a. non era realizzabile mediante d.i.a. deve esser fatta applicazione del principio per il quale, anche dopo la scadenza del termine fissato dall'art. 23, co. 6, D.P.R. 380/2001, l'amministrazione conserva il potere di verificare se le opere possono essere realizzate sulla base della D.I.A. e può esercitare i poteri di vigilanza e sanzionatori previsti dall'ordinamento.

Nel caso di presentazione di dichiarazione di inizio di attività l'inutile decorso del termine assegnato dall'art. 23, D.P.R. 380/2001 all'Autorità comunale per l'adozione del provvedimento di inibizione ad effettuare il previsto intervento edificatorio, non comporta che l'attività del privato, ancorché del tutto difforme dal paradigma normativo, possa considerarsi lecitamente effettuata e quindi essere esente dalle sanzioni previste dall'ordinamento per il caso di sua mancata risp... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e norme di legge e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi.

Le due principali opzioni ermeneutiche elaborate in tema di dia concordano in ordine all'ampiezza dei poteri di autotutela di cui gode l'amministrazione, che non perde, per il solo decorso del termine, il potere di vigilanza e sanzionatorio.

Laddove si sia già formato il provvedimento abilitativo tacito conseguente alla D.I.A ma l'amministrazione ritenga di doversi tardivamente opporre all'intervento perché in contrasto con la disciplina urbanistico-edilizia vigente, essa non può limitarsi a ordinare di non eseguire i lavori, dovendo previamente provvedere, in via di autotutela, alla rimozione del provvedimento implicito.

Il decorso del previsto termine dalla presentazione della d.i.a. non fa venir meno il potere di vigilanza e controllo del Comune sull'attività edilizia svolta sul proprio territorio.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> RAPPORTO CON GLI ABUSI EDILIZI

E' legittimo ritenere efficace una DIA avente ad oggetto un immobile sottoposto a condono, alla luce del rapporto di pregiudizialità... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rvento edilizio ed il procedimento di sanatoria edilizia.

La possibilità di realizzare gli interventi di ristrutturazione edilizia comportanti aumenti di unità immobiliari, modifiche del volume, delle sagome e dei prospetti o delle superfici, ai sensi del comma 3, lett. a), dell'art. 22 del D.P.R. n. 380 del 2001, senza la previa acquisizione del permesso di costruire ma con la sola presentazione della DIA (c.d. superdia) è una semplificazione procedimentale rimessa alla scelta dell'interessato che comunque non ha nessun effetto sul piano sostanziale e segnatamente su quello sanzionatorio: la mancata acquisizione entrambi i tipi di titoli legittima pienamente la sanzione della demolizione.

Non possono essere considerati assentibili con D.I.A. interventi di completamento e di ampliamento relativi a un fabbricato illegittimamente edificato.

L'implicita autorizzazione del Comune all'esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria di cui alla DIA non fa venir meno l'efficacia delle precedenti ordinanze di rimozione.


 
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