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Denuncia di inizio attività, segnalazione certificata dell’inizio dell’attività

 DIA/SCIA IN GENERALE E ASPETTI PARTICOLARI
 FACOLTATIVITÀ, IN CORSO D'OPERA
 ISTANZE DEL CONTROINTERESSATO
 POTERI DEL GIUDICE
 ESCLUSIONI

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:OPERE EDILIZIE E TITOLO EDILIZIO
anno:2018
pagine: 6201 in formato A4, equivalenti a 10542 pagine in formato libro
formato: pdf  
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TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA

Il privato che si ritenga leso da lavori effettuati sulla base di una d.i.a. o di una s.c.i.a. non deve necessariamente attivare il procedimento per la formazione del silenzio rifiuto sull'istanza volta a sollecitare l'esercizio dei poteri di verifica, ben potendo impugnare direttamente il silenzio sull'esercizio dei poteri inibitori sulla dichiarazione presentata.

La realizzazione della parte di un intervento edilizio non ultimato nel termine stabilito è subordinata al rilascio di nuovo permesso per le opere ancora da eseguire, salvo che le stesse non rientrino tra quelle realizzabili mediante segnalazione certificata di inizio attività.

La denuncia di inizio attività si perfeziona nel momento in cui la dichiarazione viene ricevuta dall'amministrazione stessa per cui è in questo momento che rileva la disciplina applicabile.

La super D.I.A. non è assoggettata alle disposizioni e alle garanzie procedimentali di cui all'art. 19 legge 241/1990, applicabili solo al diverso istituto della s.c.i.a..

La d.i.a. è stata individuata dal legislatore come lo strumento per sveltire le procedure edilizie, e prevede un me... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e può funzionare soltanto se entrambe le parti si comportano secondo i canoni della buona fede.

È illegittima la N.T.A. del P.R.G. che consente di utilizzare la c.d. «super d.i.a.» al di là delle fattispecie previste dall'art. 22, co. 3, D.P.R. 380/2001, in particolare consentendo che essa sia utilizzabile anche quando esistano opere di urbanizzazione primaria o il denunciato si impegni a realizzarle a propria cura e spese attraverso apposito atto d'obbligo.

Le tipologie di verifica sulla d. i. a. edilizia spettanti all'amministrazione sono di tre tipi, rispettivamente, il potere di adottare un ordine motivato di non effettuare l' intervento edilizio, esercitabile nel termine di trenta giorni dal ricevimento della d. i. a., il potere di assumere – d'ufficio o su sollecitazione di terzi – determinazioni in via di autotutela ed il potere di vigilanza e sanzionatorio sull'attività urbanistico – edilizia.

La differenza fra la soggezione al regime autorizzatorio e la liberalizzazione dell'attività attraverso la previsione della mera necessità di una segnalazione certificata del suo inizio attiene esclusivamente all'aspetto formale e procedimentale, ossia al modo attrav... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...le deve essere comprovato il rispetto dei requisiti cui l'intervento è soggetto.

La previsione normativa dell'assoggettamento di una attività a SCIA è "neutra" dal punto di vista della determinazione dei requisiti richiesti dall'ordinamento per lo svolgimento di quanto segnalato, poiché a tal fine rileva esclusivamente la disciplina sostanziale relativa all'attività oggetto di liberalizzazione.

Il ricorso all'istituto della segnalazione certificata dell'inizio dell'attività presuppone l'assunzione di responsabilità da parte del privato in ordine alla legittimità dell'attività che questi dichiara di voler svolgere e trova la sua ragion d'essere nella circostanza che il potere di verifica dell'amministrazione abbia modo di esercitarsi agevolmente e rapidamente nei confronti di documentazione corretta e completa; sono proprio l'assunzione di responsabilità del privato e la completezza della documentazione prodotta a corredo della segnalazione a giustificare tanto la liberalizzazione dell'attività, quanto la limitazione entro termini estremamente contenuti del tempo a disposizione dell'amministrazione per la verifica della sussistenza delle condizioni per lo svolgimento di quan... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o.

La sottoposizione di talune attività economiche - e segnatamente edilizie- alla procedura di SCIA (già DIA) con allegazione di autocertificazioni ovvero di dichiarazioni asseverate circa la conformità alla disciplina pubblicistica di riferimento, da un lato implica la liberalizzazione dell'attività in questione, ma d'altro lato presuppone la sussistenza di un interesse pubblico generale alla verifica della conformità della medesima attività alle norme che la disciplinano, di modo che ogni qual volta trova applicazione l'art. 19 della legge n. 241/1990 diviene possibile esperire il rito per il silenzio di cui all'art. 31 c.p.a., che dovrà peraltro trovare applicazione secondo modalità idonee a consentire un'effettiva tutela giurisdizionale, sia quanto ai tempi sia quanto alla latitudine della decisione giurisdizionale.

La dichiarazione di inizio attività - come ora regolamentata dal D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, artt. 22 e 23, e successive modifiche e integrazioni costituisce, se non altro fino all'introduzione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (con effetto dal 31.7.10, come introdotta dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, art. 49, comma 4 bis, di conversione, con mod... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... del D.L. 31 maggio 2010, n. 78), l'unico presupposto di legittimità dei lavori edilizi diversi da quelli liberi, in uno al ben più oneroso permesso a costruire.

La DIA - anche solo nella sua previsione originaria e per il combinato disposto di cui alla L. n. 662 del 1996, art. 2, comma 60, e D.Lgs. n. 301 del 2002, art. 1, - può bene qualificarsi come un vero e proprio titolo edilizio che si forma a seguito dell'omesso esercizio, da parte della P.A., del proprio potere inibitorio.

La dichiarazione di inizio attività è un atto del tutto privo di contenuto di programmazione urbanistica.

La mancanza della comunicazione della data di effettivo inizio dei lavori denunciati determina l'inefficacia della d.i.a..

Il soggetto che presenta la d.i.a. è titolare di una posizione soggettiva di vantaggio immediatamente riconosciuta dall'ordinamento, che lo abilita a realizzare direttamente il proprio interesse, previa instaurazione di una relazione con la pubblica amministrazione, ossia un contatto amministrativo, mediante l'inoltro dell'informativa; egli, inoltre, è titolare di un interesse oppositivo a contrastare le determinazioni per effetto delle quali l'amministrazione, esercita... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...re inibitorio o di autotutela, incida negativamente sull'agere licere oggetto della denuncia.

Il moltiplicarsi della normativa in materia di d.i.a. ha condotto ad una vera e propria frantumazione dell'istituto medesimo in una pluralità di forme applicative per diversi settori, ciascuno dei quali assoggettato ad un regime più o meno peculiare, ma nondimeno razionalizzabile secondo una sua ricostruzione unitaria.

Il D.P.R. 380/2001 ha sostanzialmente rivoluzionato i rapporti tra la concessione edilizia (ora permesso di costruire) e la denuncia di inizio attività, attribuendo alla seconda un carattere definibile "sussidiario", ossia il carattere di strumento utilizzabile in tutti i casi in cui la legge non preveda diversamente.

La pavimentazione del soprassuolo tramite materiale stabilizzato comporta una trasformazione irreversibile del suolo, e pertanto non è assimilabile alla "occupazione di suolo pubblico o privato con depositi di materiale, serre, tettoie quali pertinenze di attività o di residenza, attrezzature mobili, esposizione a cielo libero di veicoli e merci in genere", opere assentibili tramite d.i.a. ai sensi dell'art. 83 lett. a) L.P. Trento 22/1991.

In m... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ostruzione di soppalco, deve ritenersi sufficiente una DIA nel caso in cui il soppalco sia di modeste dimensioni ed al servizio della preesistente unità immobiliare, mentre deve ritenersi necessario il permesso di costruire quando il soppalco sia di dimensioni non modeste e comporti una sostanziale ristrutturazione dell'immobile preesistente, ai sensi dell'art. 3 comma 1, lettera del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

L'istituto della DIA comporta una inversione della tradizionale sequenza procedimentale, poiché la dichiarazione del privato, corredata da una relazione tecnica attestante l'esistenza dei requisiti stabiliti dalla legge, precede e, salvo provvedimento inibitorio, prescinde dall'atto amministrativo che tradizionalmente, invece, ed almeno in via di regola, deve autorizzare l'attività edilizia dei privati, così come accade per il permesso di costruire.

A fronte di una denuncia di inizio attività, l'eventuale omesso intervento nei termini di legge farebbe al più emergere profili di responsabilità per danni, senza tuttavia poter precludere, oltre che di quelli espressivi dell'esercizio di una attività di secondo grado, l'attivazione dei poteri di vigilanza e sanzionatori, nel solo rispetto ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...sità di tener conto dei principi di certezza dei rapporti giuridici e di salvaguardia del legittimo affidamento del privato nei confronti dell'attività amministrativa.

La d.i.a. in materia urbanistica, per quanto non espressamente disciplinato dall'art. 23 D.P.R. 380/2001, è sottoposta alla disciplina generale di cui all'art. 19 legge 241/1990, che, a seguito delle modifiche apportate dal d.l. 35/2005 conv. in legge 80/2005, non contiene più l'esclusione dal proprio ambito di applicazione della materia delle concessioni edilizie.

La realizzazione di posti auto, cancello carraio ed ingresso pedonale è opera soggetta a D.I.A.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> ATTO DI COMUNICAZIONE

La D.I.A. altro non è che una dichiarazione con la quale il privato porta a conoscenza dell'Amministrazione competente la sua intenzione di dare inizio ad una certa attività: dopo la presentazione della stessa, l'Amministrazione ha trenta giorni di tempo per poter emanare un atto interdittivo che ne impedisca il perfezionamento; tanto in quanto il privato non inizierà i lavori fino alla scadenza del termine ed al fine di prevenire in radice la realizzazione d... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...utili", in quanto non conformi alla normativa vigente.

La mancata presentazione di una comunicazione di inizio lavori determina l'irrogazione della sola sanzione pecuniaria di cui all'art. 6 D.p.r. n. 380/2001.

Deve escludersi la necessità di notificare la comunicazione di avvio del procedimento al soggetto che abbia presentato una d.i.a. (ovvero una s.c.i.a.), prima dell'esercizio a lui sfavorevole dei relativi poteri di controllo e inibitori.

Il modello della denuncia di inizio attività edilizia è "a legittimazione differita", sicché l'attività denunciata può essere intrapresa, con contestuale comunicazione, solo dopo il decorso del termine di trenta giorni dalla comunicazione.

L'atto di comunicazione dell'avvio dell'attività, a differenza di quanto accade nel caso del c.d. "silenzio – assenso", non è una domanda, ma un'informativa, cui è subordinato l'esercizio del diritto.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> ESCLUSIONI

Non possono essere soggetti a regime della D.I.A. i manufatti originariamente abusivi che non risultino già sanati o condonati, in quanto gli interventi sottoposti a ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... ripetono le caratteristiche d'illegittimità dell'opera principale alla quale ineriscono strutturalmente.

In tema di edilizia, il regime di denuncia di inizio attività non è applicabile a lavori da eseguirsi su manufatti originariamente abusivi che non risultino oggetto di condono edilizio o di sanatoria, neppure in relazione a tipologie di intervento sottoposte "ex novo" alla disciplina semplificata dal d.l. n. 133 del 2014, atteso che gli interventi ulteriori su immobili abusivi ripetono le caratteristiche di illegittimità dall'opera principale alla quale ineriscono strutturalmente.

I volumi realizzati in funzione destinata all'uso abitativo, sono interventi di vera e propria variazione essenziale rispetto al titolo edilizio originale e pertanto incompatibili con l'utilizzo della S.C.I.A.

I lavori edilizi che riguardano manufatti abusivi non sanati né condonati non sono assoggettabili al regime della d.i.a. poiché gli interventi ulteriori, sia pure riconducibili, nella loro oggettività, alle categorie della manutenzione straordinaria, del restauro e/o risanamento conservativo, della ristrutturazione, della realizzazione di opere costituenti pertinenze urbanistiche, ripetono le caratte... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... illegittimità dell'opera principale alla quale ineriscono strutturalmente.

L'esclusione, posta dal comma 4 dell'art. 19 l. 241/90, non va riferita ai soli procedimenti aventi quale oggetto primario i beni costituzionali ivi indicati, bensì a tutti i procedimenti comunque riguardanti i beni costituzionali stessi.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> FACOLTATIVITÀ

In caso di intervento assentito tramite c.d. «superDIA» non cambiano i termini per l'esercizio del potere inibitorio e sanzionatorio previsti in generale dall'art. 23 D.P.R. 380/2001.

La DIA non impone al privato alcun divieto di richiedere la concessione edilizia, limitandosi a facultizzarlo ad usare tale strumento di snellimento dell'attività amministrativa.

Essendo la previsione della DIA una mera facoltà per il richiedente, nulla vieta che questi possa richiedere la concessione edilizia per un intervento che sarebbe assentibile mediante DIA.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> IN CORSO D'OPERA

Rispetto al permesso di costruire, le D.I.A. concernenti varianti del progetto hanno carattere servente e accessorio ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...no non seguire la sorte del titolo principale.

Una D.I.A. non può portare a una modificazione radicale del progetto originario, che richiederebbe invece il rilascio di un nuovo permesso di costruire.

Il D.L. n. 133 del 2014, art. 17, comma 1, lett. m), conv. con modd. nella L. n. 164 del 2014, contenente disposizioni in materia di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), intende ampliare la casistica delle varianti attuabili in corso d'opera mediante una semplice SCIA e da comunicare nella fase di fine lavori (nuovo D.P.R. n. 380 del 2001, art. 22, comma 2 bis). Sono realizzabili in tal modo, con attestazione del professionista, le varianti a permessi di costruire che soddisfano tutte le seguenti condizioni: a) non configurano una variazione essenziale; b) sono conformi alle prescrizioni urbanistico- edilizie; c) sono attuate dopo l'acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.

Un ampliamento realizzato in corso d'opera e oggettivamente tale da modificare la categoria dell'intervento e la realizzazione di volumetrie non previste dal tito... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...io, non può essere realizzato mediante SCIA, nemmeno come variante in corso d'opera ai sensi del D.P.R. n. 380 del 2001, art. 22, comma 2.

La presentazione della d.i.a. in corso d'opera presuppone che si tratti della realizzazione di interventi edilizi di cui all'articolo 22, commi 1 e 2, del T.U. e, dunque, di opere non riconducibili all'elenco di cui all'articolo 10 e all'articolo 6, che siano conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente, nonché delle varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell'edificio e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> INIZIO IMMEDIATO

Prima del decorso del termine di trenta giorni di cui agli art. 22, comma 3, e 23, comma 1, d.P.R. n. 380 del 2001 la d.i.a. è inefficace, cosicché non vengono in rilievo i principi in materia di annullamento in autotutela ex art. 19, comma 4, l. n. 241 del 1990.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI -->... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...-> INVITO ALLA REGOLARIZZAZIONE

La ridotta altezza del soffitto (che ovviamente non comporta aumento ma riduzione di cubatura) e la eccessiva vicinanza di un lavatoio al contatore Enel rientrano pienamente nell'ambito di applicazione del comma 3 dell'articolo 19 della legge n. 241 del 1990, laddove dispone che "Qualora sia possibile conformare l'attivita' intrapresa e i suoi effetti alla normativa vigente, l'amministrazione competente, con atto motivato, invita il privato a provvedere, prescrivendo le misure necessarie con la fissazione di un termine non inferiore a trenta giorni per l'adozione di queste ultime. In difetto di adozione delle misure da parte del privato, decorso il suddetto termine, l'attivita' si intende vietata".

Le disposizioni di cui all'articolo 19 comma 3 della legge n. 241 del 1990 in tema di SCIA esprimono un principio di carattere generale, in base al quale l'Autorità amministrativa deve avere con il privato (già gravato di gran parte delle responsabilità che prima delle varie misure di "semplificazione" incombevano sull'Amministrazione stessa) una condotta ispirata a buona fede e collaborazione, cercando, specie in caso di irregolarità del tutto minori e marginali, agevolmente emendabili, di su... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...medesimo il modo per conformare alla legge l'attività intrapresa (ad esempio suggerendo al medesimo di integrare l'istanza con il pagamento dell'eventuale sanzione, nonché specificare e ripristinare la corretta distanza del contatore dal lavatoio e indicare ove necessario anche la minore altezza del soffitto).

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> ISTANZE DEL CONTROINTERESSATO

Dal combinato disposto delle disposizioni normative di cui agli artt. 2 e 19, comma 6-ter, della legge n. 241/1990 (nella misura in cui la prima prevede il generale obbligo di provvedere della P.A. sulle istanze dei privati e la seconda non consente agli interessati altra alternativa se non quella di attivare l'esercizio dei poteri di verifica e controllo spettanti ex lege all'amministrazione comunale in materia edilizia) discende l'obbligo per l'amministrazione comunale di provvedere sull'istanza di verifica di legittimità della SCIA.

Il Comune è tenuto a provvedere sull'istanza di verifica di una SCIA formulata dal privato interessato alla regolarità dell'edificazione.

Le eventuali obiezioni comunali alle istanze di verifica della regolarità di una SCIA non consento al Comune ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... inerte, ma devono essere formalizzate in un apposito atto di rilevanza esterna adottato in riscontro all'istanza del richiedente, in ossequio ai principi di trasparenza e buona fede cui devono essere improntati i rapporti tra cittadino e amministrazione.

E' illegittimo il silenzio serbato dal Comune sull'istanza di verifica della regolarità di una SCIA, sussistendo l'obbligo della p.a. di emanare un provvedimento espresso.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> MODULISTICA

L'uso del modulo errato o la sua errata compilazione non determina di per sé un'ipotesi "di attestazioni non veritiere" ex articolo 19 comma 3 legge n. 241 del 1990 che legittimano l'Amministrazione a disporre la sospensione dell'attività intrapresa.

I moduli preparati dall'Amministrazione non sono forme previste dalla legge a pena di invalidità ma strumenti di manifestazione della volontà del privato, che deve essere interpretata secondo in consueti parametri sostanziali.

La non conformità del "modello" di DIA utilizzato costituisce una mera irregolarità.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> POTERI DEL GIUDICE
... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ante la non praticabilità della qualificazione dell'azione avverso la DIA come domanda di annullamento, può procedersi d'ufficio, sussistendone i requisiti sostanziali e processuali, alla conversione dell'azione in domanda finalizzata a sindacare il silenzio serbato dall'amministrazione.

In materia di DIA, una volta accertata l'illegittimità del comportamento tenuto dal Comune (che avrebbe dovuto esercitare i propri poteri inibitori), nonché l'esaurimento della discrezionalità amministrativa (stante la natura vincolata dei compiti in materia edilizia, sia in rapporto ai profili abilitativi che a quelli sanzionatori) ed il compimento degli adempimenti istruttori (nella specie, sulla base della consulenza tecnica svolta in giudizio), il giudice può ordinare senz'altro al Comune di adottare i provvedimenti sanzionatori di cui all'art. 27 e seguenti del d.P.R. n. 380 del 2001.


 
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