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Denuncia di inizio attività, segnalazione certificata dell’inizio dell’attività

 DIA/SCIA IN GENERALE E ASPETTI PARTICOLARI
 FACOLTATIVITÀ, IN CORSO D'OPERA
 ISTANZE DEL CONTROINTERESSATO
 POTERI DEL GIUDICE
 LOMBARDIA, UMBRIA

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:TITOLO EDILIZIO
anno:2016
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TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA

La super D.I.A. non è assoggettata alle disposizioni e alle garanzie procedimentali di cui all'art. 19 legge 241/1990, applicabili solo al diverso istituto della s.c.i.a..

La d.i.a. è stata individuata dal legislatore come lo strumento per sveltire le procedure edilizie, e prevede un meccanismo che può funzionare soltanto se entrambe le parti si comportano secondo i canoni della buona fede.

È illegittima la N.T.A. del P.R.G. che consente di utilizzare la c.d. «super d.i.a.» al di là delle fattispecie previste dall'art. 22, co. 3, D.P.R. 380/2001, in particolare consentendo che essa sia utilizzabile anche quando esistano opere di urbanizzazione primaria o il denunciato si impegni a realizzarle a propria cura e spese attraverso apposito atto d'obbligo.

Le tipologie di verifica sulla d. i. a. edilizia spettanti all'amministrazione sono di tre tipi, rispettivamente, il potere di adottare un ordine motivato di non effettuare l' intervento edilizio, esercitabile nel termine di trenta giorni dal ricevimento della d. i. a., il potere di assumere – d'ufficio o su sollecitazione di terzi – determinazioni in via di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ed il potere di vigilanza e sanzionatorio sull'attività urbanistico – edilizia.

La differenza fra la soggezione al regime autorizzatorio e la liberalizzazione dell'attività attraverso la previsione della mera necessità di una segnalazione certificata del suo inizio attiene esclusivamente all'aspetto formale e procedimentale, ossia al modo attraverso il quale deve essere comprovato il rispetto dei requisiti cui l'intervento è soggetto.

La previsione normativa dell'assoggettamento di una attività a SCIA è "neutra" dal punto di vista della determinazione dei requisiti richiesti dall'ordinamento per lo svolgimento di quanto segnalato, poiché a tal fine rileva esclusivamente la disciplina sostanziale relativa all'attività oggetto di liberalizzazione.

Il ricorso all'istituto della segnalazione certificata dell'inizio dell'attività presuppone l'assunzione di responsabilità da parte del privato in ordine alla legittimità dell'attività che questi dichiara di voler svolgere e trova la sua ragion d'essere nella circostanza che il potere di verifica dell'amministrazione abbia modo di esercitarsi agevolmente e rapidamente nei confronti di documentazione corre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eta; sono proprio l'assunzione di responsabilità del privato e la completezza della documentazione prodotta a corredo della segnalazione a giustificare tanto la liberalizzazione dell'attività, quanto la limitazione entro termini estremamente contenuti del tempo a disposizione dell'amministrazione per la verifica della sussistenza delle condizioni per lo svolgimento di quanto segnalato.

La sottoposizione di talune attività economiche - e segnatamente edilizie- alla procedura di SCIA (già DIA) con allegazione di autocertificazioni ovvero di dichiarazioni asseverate circa la conformità alla disciplina pubblicistica di riferimento, da un lato implica la liberalizzazione dell'attività in questione, ma d'altro lato presuppone la sussistenza di un interesse pubblico generale alla verifica della conformità della medesima attività alle norme che la disciplinano, di modo che ogni qual volta trova applicazione l'art. 19 della legge n. 241/1990 diviene possibile esperire il rito per il silenzio di cui all'art. 31 c.p.a., che dovrà peraltro trovare applicazione secondo modalità idonee a consentire un'effettiva tutela giurisdizionale, sia quanto ai tempi sia quanto alla latitudine della decisione giurisdizion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
La dichiarazione di inizio attività - come ora regolamentata dal D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, artt. 22 e 23, e successive modifiche e integrazioni costituisce, se non altro fino all'introduzione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (con effetto dal 31.7.10, come introdotta dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, art. 49, comma 4 bis, di conversione, con modificazioni, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78), l'unico presupposto di legittimità dei lavori edilizi diversi da quelli liberi, in uno al ben più oneroso permesso a costruire.

La DIA - anche solo nella sua previsione originaria e per il combinato disposto di cui alla L. n. 662 del 1996, art. 2, comma 60, e D.Lgs. n. 301 del 2002, art. 1, - può bene qualificarsi come un vero e proprio titolo edilizio che si forma a seguito dell'omesso esercizio, da parte della P.A., del proprio potere inibitorio.

La dichiarazione di inizio attività è un atto del tutto privo di contenuto di programmazione urbanistica.

La mancanza della comunicazione della data di effettivo inizio dei lavori denunciati determina l'inefficacia della d.i.a..

Il soggetto che presenta la d.i.a. è titolare di una posizione soggettiva di vant... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iatamente riconosciuta dall'ordinamento, che lo abilita a realizzare direttamente il proprio interesse, previa instaurazione di una relazione con la pubblica amministrazione, ossia un contatto amministrativo, mediante l'inoltro dell'informativa; egli, inoltre, è titolare di un interesse oppositivo a contrastare le determinazioni per effetto delle quali l'amministrazione, esercitando il potere inibitorio o di autotutela, incida negativamente sull'agere licere oggetto della denuncia.

Il moltiplicarsi della normativa in materia di d.i.a. ha condotto ad una vera e propria frantumazione dell'istituto medesimo in una pluralità di forme applicative per diversi settori, ciascuno dei quali assoggettato ad un regime più o meno peculiare, ma nondimeno razionalizzabile secondo una sua ricostruzione unitaria.

Il D.P.R. 380/2001 ha sostanzialmente rivoluzionato i rapporti tra la concessione edilizia (ora permesso di costruire) e la denuncia di inizio attività, attribuendo alla seconda un carattere definibile "sussidiario", ossia il carattere di strumento utilizzabile in tutti i casi in cui la legge non preveda diversamente.

La pavimentazione del soprassuolo tramite materiale stabilizzato comporta una trasformaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rsibile del suolo, e pertanto non è assimilabile alla "occupazione di suolo pubblico o privato con depositi di materiale, serre, tettoie quali pertinenze di attività o di residenza, attrezzature mobili, esposizione a cielo libero di veicoli e merci in genere", opere assentibili tramite d.i.a. ai sensi dell'art. 83 lett. a) L.P. Trento 22/1991.

In materia di costruzione di soppalco, deve ritenersi sufficiente una DIA nel caso in cui il soppalco sia di modeste dimensioni ed al servizio della preesistente unità immobiliare, mentre deve ritenersi necessario il permesso di costruire quando il soppalco sia di dimensioni non modeste e comporti una sostanziale ristrutturazione dell'immobile preesistente, ai sensi dell'art. 3 comma 1, lettera del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

L'istituto della DIA comporta una inversione della tradizionale sequenza procedimentale, poiché la dichiarazione del privato, corredata da una relazione tecnica attestante l'esistenza dei requisiti stabiliti dalla legge, precede e, salvo provvedimento inibitorio, prescinde dall'atto amministrativo che tradizionalmente, invece, ed almeno in via di regola, deve autorizzare l'attività edilizia dei privati, così come accade per il permesso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re.

Ai fini dell'insorgenza dell'obbligo di corresponsione degli oneri concessori è rilevante il verificarsi di un maggior carico urbanistico quale effetto dell'intervento edilizio, per cui è sufficiente che esso determini la trasformazione della realtà strutturale e la fruibilità urbanistica, ciò anche quando l'incremento dell'impatto sul territorio consegua solo a marginali lavori dovuti ad una divisione o frazionamento dell'immobile.

A fronte di una denuncia di inizio attività, l'eventuale omesso intervento nei termini di legge farebbe al più emergere profili di responsabilità per danni, senza tuttavia poter precludere, oltre che di quelli espressivi dell'esercizio di una attività di secondo grado, l'attivazione dei poteri di vigilanza e sanzionatori, nel solo rispetto della necessità di tener conto dei principi di certezza dei rapporti giuridici e di salvaguardia del legittimo affidamento del privato nei confronti dell'attività amministrativa.

La d.i.a. in materia urbanistica, per quanto non espressamente disciplinato dall'art. 23 D.P.R. 380/2001, è sottoposta alla disciplina generale di cui all'art. 19 legge 241/1990, che, a seguito delle modifich... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dal d.l. 35/2005 conv. in legge 80/2005, non contiene più l'esclusione dal proprio ambito di applicazione della materia delle concessioni edilizie.

La realizzazione di posti auto, cancello carraio ed ingresso pedonale è opera soggetta a D.I.A.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> FACOLTATIVITÀ

In caso di intervento assentito tramite c.d. «superDIA» non cambiano i termini per l'esercizio del potere inibitorio e sanzionatorio previsti in generale dall'art. 23 D.P.R. 380/2001.

La DIA non impone al privato alcun divieto di richiedere la concessione edilizia, limitandosi a facultizzarlo ad usare tale strumento di snellimento dell'attività amministrativa.

Essendo la previsione della DIA una mera facoltà per il richiedente, nulla vieta che questi possa richiedere la concessione edilizia per un intervento che sarebbe assentibile mediante DIA.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> IN CORSO D'OPERA

Il D.L. n. 133 del 2014, art. 17, comma 1, lett. m), conv. con modd. nella L. n. 164 del 2014, contenente disposizioni in materia di segnalazione certificata di inizio attività (SC... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e ampliare la casistica delle varianti attuabili in corso d'opera mediante una semplice SCIA e da comunicare nella fase di fine lavori (nuovo D.P.R. n. 380 del 2001, art. 22, comma 2 bis). Sono realizzabili in tal modo, con attestazione del professionista, le varianti a permessi di costruire che soddisfano tutte le seguenti condizioni: a) non configurano una variazione essenziale; b) sono conformi alle prescrizioni urbanistico- edilizie; c) sono attuate dopo l'acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.

Un ampliamento realizzato in corso d'opera e oggettivamente tale da modificare la categoria dell'intervento e la realizzazione di volumetrie non previste dal titolo originario, non può essere realizzato mediante SCIA, nemmeno come variante in corso d'opera ai sensi del D.P.R. n. 380 del 2001, art. 22, comma 2.

La presentazione della d.i.a. in corso d'opera presuppone che si tratti della realizzazione di interventi edilizi di cui all'articolo 22, commi 1 e 2, del T.U. e, dunque, di opere non riconducibili all'elenco di cui all'articolo 10 e all'articolo 6, che siano con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente, nonché delle varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell'edificio e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> ISTANZE DEL CONTROINTERESSATO

Il Comune è tenuto a provvedere sull'istanza di verifica di una SCIA formulata dal privato interessato alla regolarità dell'edificazione.

Le eventuali obiezioni comunali alle istanze di verifica della regolarità di una SCIA non consento al Comune di rimanere inerte, ma devono essere formalizzate in un apposito atto di rilevanza esterna adottato in riscontro all'istanza del richiedente, in ossequio ai principi di trasparenza e buona fede cui devono essere improntati i rapporti tra cittadino e amministrazione.

E' illegittimo il silenzio serbato dal Comune sull'istanza di verifica della regolarità di una SCIA, sussistendo l'obbligo della p.a. di emanare un provvedimento espresso.

TITOL... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...--> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> POTERI DEL GIUDICE

Stante la non praticabilità della qualificazione dell'azione avverso la DIA come domanda di annullamento, può procedersi d'ufficio, sussistendone i requisiti sostanziali e processuali, alla conversione dell'azione in domanda finalizzata a sindacare il silenzio serbato dall'amministrazione.

In materia di DIA, una volta accertata l'illegittimità del comportamento tenuto dal Comune (che avrebbe dovuto esercitare i propri poteri inibitori), nonché l'esaurimento della discrezionalità amministrativa (stante la natura vincolata dei compiti in materia edilizia, sia in rapporto ai profili abilitativi che a quelli sanzionatori) ed il compimento degli adempimenti istruttori (nella specie, sulla base della consulenza tecnica svolta in giudizio), il giudice può ordinare senz'altro al Comune di adottare i provvedimenti sanzionatori di cui all'art. 27 e seguenti del d.P.R. n. 380 del 2001.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> REGIONI/PROVINCE --> LOMBARDIA

L'art. 41 comma 2 della l.r. Lombardia 12/2005 consente, nel caso di interventi assentiti con permesso di costruire, di presentare denunce d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tività - per varianti che danno luogo a modeste modifiche - prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori.

La facoltà di presentare DIA senza interruzione dei lavori per le varianti minori, prevista dall'art. 41, comma 2, l.r. Lombardia 12/2005, non esclude comunque la facoltà per il titolare di permesso di costruire di presentare DIA anche per varianti sostanziali, con la precisazione però che, non trattandosi dell'ipotesi di cui al citato comma 2, per tali DIA non è possibile la presentazione dopo l'ultimazione dei lavori, ma prima degli stessi, secondo il regime per così dire ordinario della denuncia di inizio attività.

TITOLO EDILIZIO --> TIPOLOGIA DI TITOLI --> DIA/SCIA --> REGIONI/PROVINCE --> UMBRIA

Conformemente al criterio residuale accolto dalla legislazione nazionale, la legge urbanistica umbra disciplina la denuncia d'inizio attività come un titolo residuale rispetto all'edilizia cosiddetta libera e al premesso di costruire contenuta degli artt. 7 e 13 della l.r. n. 1/2004.




 
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