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Determinazione giudiziale dell'indennità d'esproprio: ricognizione, criteri ed oneri


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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2018
pagine: 978 in formato A4, equivalenti a 1663 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 30,00

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GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> POTERI DEL GIUDICE --> RILEVABILITÀ D UFFICIO, NATURA DEL BENE

La ricognizione legale del terreno deve essere compiuta d'ufficio esclusivamente in base alla classificazione urbanistica dell'area, perciò indipendentemente dai criteri seguiti dall'espropriante nel formulare l'offerta dell'indennità provvisoria, nonché da quelli adottati dalla Commissione provinciale nel compiere la valutazione ed indipendentemente (a fortiori) dalle prospettazioni, dalle richieste nonché da asserite ammissioni al riguardo delle parti, le cui deduzioni sul punto si esauriscono, pertanto, nell'espressione di semplici "punti di vista" circa l'ammontare del giusto indennizzo.

Il primo compito cui è tenuto il giudice del merito per la determinazione sia delle indennità di espropriazione legittima sia degli indennizzi di natura risarcitoria, è quello di accertare la destinazione "legale" del terreno; la relativa indagine deve essere compiuta d'ufficio esclusivamente in base alla classificazione urbanistica dell'area e perciò indipendentemente dai criteri seguiti dall'espropriante nel formulare l'offerta dell'indennit&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...soria, nonché da quelli suggeriti dal c.t.u. nel compiere la valutazione ed indipendentemente (a fortiori) dalle prospettazioni, dalle richieste nonché da asserite ammissioni al riguardo delle parti.

Il giudice quando è chiamato a stabilire quale sia l'esatto ammontare dell'indennità, dovuta a seguito della pronunziata espropriazione, o a quanto ammonti il giusto risarcimento, in conseguenza dall'accessione invertita, deve anche d'ufficio stabilire, ai sensi dell'art. 5 bis della L. n. 359 del 1992, la natura dal terreno ablato, qualora, sussista controversia in ordine all'ammontare dell'indennità o del danno richiesti; la quantificazione delle indicate voci presuppone ineludibilmente l'accertamento preventivo della natura del terreno.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> POTERI DEL GIUDICE --> RILEVABILITÀ D'UFFICIO, CRITERI INDENNITARI

Un vizio di extra o ultrapetizione non è configurabile nel giudizio ordinario di cognizione avente ad oggetto la determinazione dell'indennità di esproprio dovuta per legge, nel quale il giudice adito non è vincolato dalle indicazioni delle parti e dalle loro prospettazioni in ordine alla natura del ter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riato, ma ha egli stesso il potere-dovere di individuare i criteri indennitari applicabili alla procedura ablatoria in forza delle norme che li contemplano, tenuto conto delle caratteristiche legali del fondo espropriato.

Il giudice - cui è attribuito il potere-dovere di identificare la norma che giustifica l'accoglimento di una pretesa - deve, ove ne ricorrano i presupposti, applicare d'ufficio il criterio differenziale previsto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 40 per il caso di espropriazione parziale a prescindere dalle omissioni e/o inesatte espressioni eventualmente utilizzate dalla parte nella richiesta.

Appartiene al potere qualificatorio del giudice del merito l'individuazione della ricorrenza di espropriazione parziale, senza che possa ravvisarsi, pur in difetto di specifica domanda, il vizio di ultrapetizione.

L'opposizione alla stima da chiunque provenga, non si configura quale impugnazione del provvedimento ablatorio limitato al controllo della determinazione amministrativa dell'indennità, sia essa l'offerta dell'indennità provvisoria, che l'eventuale stima della Commissione provinciale, ma introduce un giudizio di accertamento giudiziale della giusta indennità, pienamente autonomo, nel quale il ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e procedere alla concreta determinazione della stessa con tutti i suoi poteri di indagine, alla stregua di criteri legali effettivamente vigenti e riconosciuti applicabili alla fattispecie, indipendentemente dalle richieste formulate al riguardo dalle parti.

L'opposizione alla stima dell'indennità da corrispondere all'espropriato non si configura come un giudizio di impugnazione dell'atto amministrativo, ma introduce un ordinario giudizio di cognizione, diretto a determinare l'entità dell'indennità effettivamente dovuta sulla base delle norme applicabili; il giudice adito non è vincolato dalle indicazioni delle parti, ma ha egli stesso il potere-dovere di individuare i criteri indennitari applicabili alla procedura ablatoria in forza delle norme che li contemplano.

In tema di determinazione dell'indennità di espropriazione, il giudice - cui è attribuito il potere-dovere di identificare la norma che giustifica l'accoglimento di una pretesa - deve, ove ne ricorrano i presupposti, applicare d'ufficio il criterio differenziale previsto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 40, per il caso di espropriazione parziale.

Nel giudizio di opposizione alla stima compito del giudice è la corretta applicaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ma ancora l'individuazione, dei criteri indennitari applicabili alla procedura ablatoria avviata dai pubblici poteri, senza per questo essere vincolato dalle indicazioni delle parti, ma con il potere-dovere di autonoma individuazione delle norme applicabili, in ossequio al generale principio iura novit curia.

L'indennità di espropriazione parziale comprende anche la diminuzione patrimoniale sofferta dalla parte non espropriata; all'uopo non è necessaria una specifica domanda dell'interessato, onde il Giudice, ove ne ricorrano i presupposti, deve applicare d'ufficio il criterio differenziale previsto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 40; non costituisce pertanto domanda nuova, come tale inammissibile, la richiesta di applicazione di un simile criterio avanzata in sede di conclusioni finali o in comparsa conclusionale.

Il fatto che l'una o l'altra parte indichino un criterio per la determinazione dell'indennità e che tale criterio sia stato condiviso dalla controparte, non consente al giudice di limitare la sua indagine ad esso, né di invocare il principio della non contestazione e/o l'onere del convenuto di prendere posizione ex art. 167 cod. proc. civ. che riguarda "i fatti posti dall'attore a fondamento della domanda&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...>
Ai fini della determinazione del valore venale di un suolo edificabile mediante il metodo c.d. sintetico, basato sulla comparazione con dati obiettivi, espressivi dei prezzi di mercato di aree aventi caratteristiche identiche o quantomeno similari a quelle del suolo considerato, l'accertamento della sussistenza degli elementi occorrenti per la ricerca del presumibile valore comparativo dell'area rientra tra i compiti del giudice del merito, implicando un apprezzamento di fatto non sindacabile dalla Corte di Cassazione ove sorretto da congrua motivazione.

Ben può il giudice, al fine della determinazione dell'indennità di esproprio, applicare, pur in difetto di specifica domanda, senza incorrere nel vizio di ultrapetizione, l'art. 40 L. 2359/1865 sull'esproprio parziale, che costituisce un principio generale.

L'opposizione alla stima introduce un ordinario giudizio di cognizione avente ad oggetto la determinazione dell'indennità di esproprio, nel quale è compito del giudice individuare i criteri indennitari indipendentemente dalle indicazioni delle parti.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> POTERI DEL GIUDICE --> RILEVABILITÀ D'UFFICIO, ONERI DI URBANIZZ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...>
Gli oneri di urbanizzazione sono stabiliti dalla normativa urbanistica, e la loro incidenza sul prezzo degli immobili in regime di libero mercato non necessita di dimostrazione, dovendo il giudice di merito tenerne conto anche d'ufficio.



 
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