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La destinazione di un'intera zona a parcheggio: vincoli e caratteristiche

La destinazione di una zona a parcheggio pubblico costituisce un vincolo conformativo: non comporta necessariamente esproprio e può essere realizzato anche da privati. Non è dunque richiesto il rispetto della procedura di cui agli artt.10 e 11 D.P.R.327/2001

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titolo:VINCOLI URBANISTICI
anno:2017
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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> ESPROPRIATIVI E CONFORMATIVI --> CONFORMATIVI --> PARCHEGGIO

E' stato affermato, per quanto riguarda la destinazione a "parcheggio" impressa dallo strumento urbanistico a determinate aree, che tale destinazione, non comportando automaticamente l'ablazione dei suoli ed anzi ammettendo la realizzazione anche da parte di privati, in regime di economia di mercato, delle relative attrezzature destinate all'uso pubblico, costituisce vincolo conformativo, e non anche espropriativo, della privata proprietà, per cui la relativa imposizione non necessita della contestuale previsione di un indennizzo, né di una puntuale motivazione sulle ragioni poste a base dell'eventuale reiterazione della previsione.

La giurisprudenza amministrativa, nel suo orientamento di gran lunga maggioritario, si è espressa nel senso della natura conformativa del vincolo a parcheggio pubblico.

La giurisprudenza ha già avuto modo di affermare l'astratta riconducibilità della destinazione a parcheggio a vincolo conformativo se ciò, in base alla disciplina urbanistica in concreto vigente, n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... l'automatica ablazione dei suoli e si ammette, anzi, in regime di economia di mercato da parte dei privati, la realizzazione delle relative opere destinate all'uso pubblico (come in ipotesi in cui le N.T.A. prevedano che la destinazione a parcheggio possa essere rispettata dal privato in sede di lottizzazione, in alternativa al Piano particolareggiato).

La destinazione a parcheggio pubblico di un'area non esclude la possibilità temporanea, da parte dell'amministrazione, di utilizzare la stessa area in modo analogo per obbligo di legge e a vantaggio della collettività.

La destinazione a "parcheggio" impressa dallo strumento urbanistico a determinate aree, non comportando automaticamente l'ablazione dei suoli ed anzi ammettendo la realizzazione anche da parte di privati, in regime di economia di mercato, delle relative attrezzature destinate all'uso pubblico, costituisce vincolo conformativo, e non anche espropriativo, della privata proprietà, per cui la relativa imposizione non necessita della contestuale previsione di un indennizzo, né di una puntuale motivazione sulle ragioni poste a base dell'eventuale reiterazione della previsione.

La destinazione a parcheggio <... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tituisce un vincolo conformativo ogni qual volta esso sia correlato ad una complessiva disciplina edilizio-urbanistica, per effetto della quale le facoltà edificatorie non sono espropriate, ma conformate in senso limitativo e condizionato al soddisfacimento delle esigenze pubbliche (nel caso di specie di carattere viabilistico).

Il vincolo a parcheggio non è un vincolo espropriativo, bensì conformativo, non comportando l'ablazione dei suoli ed ammettendo la realizzazione anche da parte dei privati in regime di economia di mercato, delle relative attrezzature destinate all'uso pubblico e non dà quindi diritto ad indennizzo.

La destinazione a parcheggio pubblico non rappresenta un vincolo a carattere espropriativo, non comportando necessariamente un'esclusiva iniziativa pubblica e l'adozione di uno schema ablatorio e, dunque, non è richiesto il rispetto della procedura di cui agli artt.10 e 11 del D.P.R. n.327 del 2001.

La destinazione impressa "Parcheggi", piuttosto che quella di parcheggio "pubblico", non esclude il concreto sfruttamento dell'area da parte dei privati mediante l'attivazione di un parcheggio privato, produttivo di reddito; deve escludersi pertanto la ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...opriativa.

La destinazione di un'intera zona ad attrezzature ed impianti di interesse generale (nel caso di specie "zona F- sottozona F3p-parcheggio autotrasporto merci"), senza localizzazione su di essa di alcuna opera pubblica (intervenuta solo a seguito dell'approvazione del progetto), configura un vincolo conformativo.

La destinazione a parcheggio non comporta una deviazione dalla finalità ordinaria delle aree interessate rispetto alla loro vocazione naturale, che è – secondo quanto è connaturato al diritto dominicale – quella dell'utilizzazione a fini economici del bene e, segnatamente, trattandosi di beni immobili, dell'utilizzazione naturale dell'area ovvero l'edificabilità, cioè la realizzazione di un opus suscettibile di valutazione economica, sia per la fruizione personale del proprietario sia per la disposizione onerosa a favore di terzi.

La previsione della possibilità, contemplata dallo strumento urbanistico, di realizzare dei parcheggi pertinenziali, va ricondotta al potere di conformazione del territorio comunale spettante all'ente esponenziale e, perciò, non si pone per essa il problema dell'eventuale decadenza del vincolo, che è ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...formativo e non già espropriativo.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> ESPROPRIATIVI E CONFORMATIVI --> CONFORMATIVI --> PARCHEGGIO E VERDE PUBBLICO

Le destinazioni a parco urbano, a parcheggio e a viabilità non comportano automaticamente l'ablazione dei suoli, e dunque non costituiscono vincoli espropriativi o a contenuto espropriativo.

L'ipotesi che una destinazione di piano regolatore generale - e segnatamente (nel caso di specie), la destinazione in parte a parcheggio e in parte a "verde pubblico", esprima un vincolo conformativo, costituisce l'evenienza ordinaria, mentre assume carattere di eccezione l'ipotesi inversa, che la destinazione si traduca, cioè, in un vincolo preordinato all'esproprio. Non può omettersi di considerare, per altro, che la previsione di due distinte destinazioni, entrambe di natura pubblicistica, come il verde pubblico e il parcheggio, confligge con la nozione di vincolo "lenticolare", che normalmente riguarda una sola opera, ben determinata.



 
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