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La destinazione dell'area «ad attrezzature»: natura e portata del vincolo urbanistico

Con riferimento alla destinazione ad "attrezzature” deve parlarsi di vincolo preordinato all'esproprio, per le sue possibilità di realizzazione esclusivamente affidate alla mano pubblica, così come per la sua capacità di imprimere una vocazione che non ha nulla a che vedere con la fisionomia del suolo.

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titolo:VINCOLI URBANISTICI
anno:2017
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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> ESPROPRIATIVI E CONFORMATIVI --> ESPROPRIATIVI --> ATTREZZATURE DI INTERESSE COMUNE

E' vincolo espropriativo la destinazione a "zone di interesse comune", per la quale le Norme Tecniche di Attuazione (NTA), prevedano che gli interventi attuativi siano di competenza della Pubblica Amministrazione e di Enti istituzionalmente competenti.

La destinazione a servizi d'interesse generale (nel caso di specie teatro all'aperto e fruizione turistica), comporta il regime giuridico di tali destinazioni con conseguente suscettibilità di espropriazione dei beni.

La destinazione a "servizi e verde zonali", che consente soltanto "attrezzature ed impianti di interesse generale o zonale espressamente indicate dal piano", cioè opere di iniziativa esclusivamente pubblica, è vincolo espropriativo.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> ESPROPRIATIVI E CONFORMATIVI --> ESPROPRIATIVI --> ATTREZZATURE PUBBLICHE

E' principio giurisprudenziale consolidato, che costituiscono vincoli preordinati all'espropriazione quelli che implicano u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto incisivo della proprietà, come i vincoli di destinazione imposti dal piano regolatore per attrezzature e servizi realizzabili ad esclusiva iniziativa pubblica.

La destinazione ad attrezzature pubbliche (zona F) che non preveda in modo espresso la facoltà di costruire anche ad iniziativa privata o promiscua pubblico/privata senza necessità di ablazione del bene - si pone pieno titolo all'interno dello schema ablatorio-espropriativo, ed i relativi vincoli rivestono, quindi, natura espropriativa, in quanto tali caratterizzati da una circoscritta efficacia temporale ex art. 9 del D.P.R. n. 380/2001.

Ha natura ablatoria la destinazione ad attrezzature di pubblico interesse qualora le norme di attuazione del piano regolatore non ammettono che tali opere siano realizzate dai proprietari delle aree e permangano in regime di proprietà privata.

Per indirizzo consolidato, costituiscono vincoli preordinati all'espropriazione quelli che implicano uno svuotamento incisivo della proprietà come i vincoli di destinazione imposti dal piano regolatore per attrezzature e servizi realizzabili ad esclusiva iniziativa pubblica. In questa prospettiva le destinazioni impresse ai terreni ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vedendo in modo espresso la facoltà di costruire anche ad iniziativa privata o promiscua pubblico-privata senza necessità di ablazione del bene - si pongono a pieno titolo all'interno dello schema ablatorio-espropriativo.

La destinazione urbanistica finalizzata ad un utilizzo esclusivamente collettivo per essere i terreni interessati destinati a spazi pubblici (nel caso di specie strutture scolastiche, strutture sociali e religiose e parcheggi), capace di svuotare gli immobili di proprietà privata di ogni potenzialità edificatoria (per non essere consentito dalle N.T.A., alcun intervento edilizio di interesse privatistico, ma soltanto limitate infrastrutture connesse alla fruizione collettiva delle aree), configura un vincolo espropriativo, come tale soggetto al limite di durata quinquennale previsto dall'art. 9 del d.p.r. n. 327/2001.

Non può dubitarsi della natura espropriativa e non meramente conformativa del vincolo ad attrezzature e viabilità che non consente ai proprietari l'edificazione diretta sulle aree.

La destinazione ad attrezzature pubbliche, le quali (sulla base delle norme urbanistiche) comprendono da un lato "parcheggi ad uso pubblico" e dall'a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...verde pubblico", senza che a tale ultimo riguardo sia anche espressamente consentita, dagli strumenti urbanistici vigenti, la possibilità di realizzare dotazioni per lo svago come chioschi-bar, teatri all'aperto, giochi per bambini, impianti sportivi, etc., ossia interventi potenzialmente ascrivibili alla iniziativa privata, configurano vincoli espropriativi.

Di vincolo preordinato ad esproprio deve parlarsi, per le sue possibilità di realizzazione esclusivamente affidate alla mano pubblica, così come per la sua capacità di imprimere una vocazione che non ha nulla a che vedere con la fisionomia del suolo, con riferimento alla destinazione ad "attrezzature".

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> ESPROPRIATIVI E CONFORMATIVI --> ESPROPRIATIVI --> ATTREZZATURE RELIGIOSE

Qualora, nell'ambito delle molteplici destinazioni possibili in una zona destinata a servizi generali, il Comune abbia impresso la specifica destinazione a chiesa, è evidente che nessun intervento del privato è concretamente ed utilmente configurabile; deve pertanto riconoscersi a tale destinazione natura espropriativa.

La destinazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rea ad attrezzature di servizio pubblico (nel caso di specie edificio di culto), rappresenta un vincolo di tipo ablatorio; la previsione comporta una limitazione della facoltà d'uso dell'immobile non intrinseca al suo peculiare modo d'essere, cui non corrisponde, quindi, una manifestazione della potestà conformativa tipica della pianificazione urbanistica.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> ESPROPRIATIVI E CONFORMATIVI --> ESPROPRIATIVI --> ATTREZZATURE SANITARIE

La destinazione urbanistica di area unicamente alla realizzazione di un ospedale pubblico configura vincolo espropriativo. La decadenza del vincolo determina l'assoggettamento dell'area di che trattasi nell'alveo delle c.d. "zone bianche" e non ipso iure la possibilità di realizzarvi, per iniziativa privata, una struttura parasanitaria (privata), essendo all'uopo necessaria una nuova determinazione dell'Amministrazione locale.


 
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