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Competenze statali, regionali e comunali in materia di demanio marittimo


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titolo:IL CODICE DEL DEMANIO MARITTIMO, FLUVIALE E LACUALE
anno:2018
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Avvocato

DEMANIO E PATRIMONIO --> DEMANIO --> DEMANIO MARITTIMO --> RIPARTO DI FUNZIONI

Il corretto svolgimento da parte della Regione e del Comune di funzioni amministrative inerenti alla pianificazione idrogeologica ed alla materia turistico-ricettiva e l'attribuzione al Sindaco di funzioni amministrative in materia di protezione civile comportano a carico degli amministratori degli Enti locali obblighi di controllo circa il sicuro accesso alla spiaggia dalla terraferma, non elisi dalla riserva allo Stato di funzioni amministrative sulle aree destinate ad uso pubblico inerente ai distinti interessi di difesa e sicurezza nazionale, identificate con D.P.C.M. 21 dicembre 1995.

Il concetto di sicurezza balneare è compreso nel più vasto contesto della sicurezza e della salvaguardia della vita umana in mare previsto dal codice della navigazione e dal regolamento marittimo, che attribuisce alle Capitanerie di Porto/Guardia Costiera il potere di regolamentare, oltre alle varie attività che si svolgono sul demanio marittimo e nel mare territoriale, anche lo svolgersi delle attività balneari sotto l'aspetto della sicurezza e della prevenzione di possibili situazioni di emergenza, nonché di quelle che possono costituire peri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... balneazione. Nulla a che vedere, dunque, con il mero esercizio delle funzioni amministrative in materia di beni appartenenti al demanio marittimo avente finalità turistico-ricreativa di spettanza dei Comuni e/o della Regione.

Poiché il D.Lgs. 28 maggio 2010, n. 85, ha condizionato il trasferimento alle Regioni della titolarità dei beni demaniali marittimi alla emanazione di specifici decreti del Presidente del Consiglio dei ministri volti alla individuazione dei singoli beni e alla conseguente traslazione della relativa proprietà e tali decreti allo stato non sono stati adottati, rimane attuale la divaricazione tra titolarità dei beni demaniali suddetti e competenze amministrative inerenti alla gestione degli stessi.

Al di fuori di norme di integrazione e di attuazione, la materia della tutela del paesaggio è di esclusiva competenza statale (anche rispetto alle Regioni a statuto speciale), e, secondo la disciplina di cui alla L. 31 luglio 2002, n. 179, art. 21, e al d.P.R. n. 139 del 2010, art. 1, per i lavori di ripascimento della fascia costiera è necessario il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.

Alla luce del complessivo quadro normativo vigente, ovvero del combinato dispost... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t. 59 D.P.R. n. 616/1997. 6 D.L. n. 400/1993 conv. in L. 494/1993, 8 D.L. n. 535/1996 conv. in L. 647/1996, 42 D.lgs. n. 96/1999 e del D.P.C.M. 21 dicembre 1995, deve ritenersi che tutte le funzioni amministrative in materia di demanio marittimo destinato ad uso turistico-ricreativo, esplicate nell'ambito del litorale marittimo di una determinata Regione, siano conferite alle Regioni e, tramite queste, agli Enti locali.

Dal combinato disposto dell'art. 104 lett. v e pp, e dell'art. 105, commi 1 e 2, lettera l, del D.Lgs. n. 112 del 31.03.1998 emerge un quadro di riferimento nel quale alla competenza statale in materia di demanio marittimo residuano soltanto funzioni relative ad usi specifici, afferenti a interessi di portata nazionale, quali la sicurezza della navigazione marittima e l'approvvigionamento energetico, mentre la generalità delle funzioni in materia risulta devoluta alla competenza delle Regioni e, per esse, degli enti locali.

Con l'effettiva attuazione delle disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 112 del 1998, è stato realizzato il conferimento generale dalle regioni agli enti locali di tutte le funzioni amministrative inerenti la gestione dei beni ambientali e del mare territoriale: allo Stato spettano solo funzioni di imp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ndirizzo generale circa l'uso del demanio marittimo, come si evince, in particolare, dalle attribuzioni in materia urbanistica da attuarsi mediante lo strumento dell'intesa con l'ente locale pianificatore.

Deve escludersi che la riforma del Titolo 5^ della Costituzione di cui alla L. Cost. n. 3 del 2001 abbia inciso anche sulla titolarità dei beni del demanio marittimo che conservano quindi la loro appartenenza allo Stato, avendo inciso la modifica costituzionale solo sul riparto di competenze tra Stato e Regioni per quanto attiene alla funzione gestionale dei beni, potendosi a tal riguardo configurare il concorso delle Regioni, laddove la gestione investa direttamente materie riservate alla competenza esclusiva delle Regioni stesse.

Dal combinato disposto dell'articolo 104 - lettere v) e pp) - e dell'articolo 105, commi 1 e 2, lettera l, del D.Lgs. 112 del 1998 emerge un quadro di riferimento nel quale il demanio marittimo è considerato essenzialmente sotto il profilo funzionale, piuttosto che della sola appartenenza. Restano, infatti, allo Stato funzioni relative ad usi specifici, di portata nazionale, quali la sicurezza della navigazione marittima e l'approvvigionamento energetico: tutto il resto - proprio sulla base della lettura d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a pp) dell'articolo 104 e del comma 1 dell'articolo 105 (... sono conferite alle regioni e agli enti locali tutte le funzioni non espressamente indicate negli articoli del presente capo) - deve intendersi trasferito alle regioni e, tendenzialmente, in via di ulteriore decentramento, ai comuni.

I poteri di tutela e manutenzione dei beni del demanio marittimo (e l'assunzione a proprio carico dei relativi oneri di carattere economico) spettano all'Amministrazione che li gestisce e amministra con pienezza di poteri e che beneficia dei relativi introiti, atteso che ogni altra soluzione parrebbe anche incoerente con il principio, ora elevato al rango costituzionale, del pareggio di bilancio.

Tra le funzioni amministrative dei comuni vi sono anche quelle in materia di promozione di attività ricreative e sportive, estese alla gestione degli impianti e dei servizi complementari alle attività turistiche, dal che discende la possibilità per gli enti locali di espletare il servizio di gestione dei porti turistici, eventualmente anche in forma diretta.

La competenza ad esprimere la valutazione di compatibilità delle opere funzionali all'esercizio dello stabilimento balneare con il regime proprio del vincolo paesaggistic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; correlato l'uso del bene demaniale non spetta all'autorità demaniale ma, in quanto espressione specifica della funzione pubblica di tutela paesaggistica, alla competente Amministrazione per i beni culturali e il paesaggio.

La ripartizione delle aree costiere delineata dall'art. 16 cod.nav. trova coerente sviluppo nella individuazione dei settori di competenza dei diversi uffici delineata dall'art. 2 reg.cod.nav..

In materia di concessioni demaniali, a seguito del conferimento dei poteri amministrativi in capo alle Regioni, ex art. 105 D. Lgs. 112/1998, la gestione amministrativa del demanio marittimo è di competenza regionale.

Le competenze regionali in ordine al demanio marittimo non possono incidere sulle facoltà che spettano allo Stato in quanto proprietario, le quali precedono logicamente la ripartizione delle competenze, venendo con ciò ribadita la essenziale e prioritaria rilevanza della proprietà demaniale dei beni.

La competenza delle Regioni a Statuto Ordinario, in materia di demanio marittimo e ricreativo, ferma restando la residua compresenza di aspetti di pertinenza statale, è antecedente alla modifica del titolo V della Costituzione, in quanto riviene dall'art. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...16/1977.

A seguito della l. cost. 3/2001 è da escludere che il richiamo effettuato al D.P.C.M. 21 settembre 1995, che individua i porti e le aree di interesse nazionale, dal D. Lgs. 112/1998 possa determinare una cristallizzazione dell'elenco delle aree di interesse regionale e interregionale, sottratte al trasferimento delle competenze alle Regioni in considerazione del loro preminente interesse nazionale: infatti, soltanto soltanto un nuovo esame, da svolgere a cura di Stato e Regione nell'ambito e nell'attuazione di un principio di leale collaborazione, proprio in considerazione delle peculiari esigenze connesse alla rilevanza strategica di alcune aree può consentire la conservazione dell'attribuzione allo Stato della competenza in materia di rilascio e revoca delle concessioni demaniali.

Il D. Lgs. 112/1998 non attribuisce alla Regione alcun potere di controllo e di annullamento d'ufficio degli atti posti in essere dal Comune nella materia del demanio marittimo: in presenza di atti comunali che ledano il riparto di competenze previsto dalla normativa regionale, dunque, la Regione dovrà avvalersi degli ordinari strumenti di tutela giurisdizionale previsti dall'ordinamento giuridico, al fine di ottenere l'annullamento degli e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti illegittimi posti in essere dal Comune.

Nel vigente contesto normativo il demanio marittimo è considerato essenzialmente sotto il profilo funzionale, piuttosto che della sola appartenenza: restano, infatti, allo Stato funzioni relative ad usi specifici, di portata nazionale, quali la sicurezza della navigazione marittima e l'approvvigionamento energetico, mentre tutto il resto deve intendersi trasferito alle Regioni e, tendenzialmente, in via di ulteriore decentramento, ai Comuni.

A seguito del trasferimento di competenze operato con il d. lgs. 112/1998 la gestione amministrativa dei beni del demanio marittimo è stata interamente devoluta ai comuni che provvedono, tra l'altro, al rilascio ed al rinnovo delle concessioni demaniali marittime, mentre l'Agenzia del Demanio è rimasta solo formalmente titolare del diritto di proprietà..

L'art. 105, comma 2, lett. l), d.lgs. n. 112 del 1998, si occupa di esercizio delle competenze amministrative in materia di "rilascio di concessioni del demanio marittimo", ma questa disposizione non ha inteso trasferire la proprietà demaniale marittima dallo Stato alle Regioni.

E' da escludere, dopo l'introduzione del nuovo regime delle competenze da part... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3, che il richiamo effettuato dall'art.105 del d.lgs. 112/1998 al dpcm. del 1995 possa cristallizzare nel tempo l'appartenenza di aree portuali di interesse regionale e interregionale al novero di quelle escluse dal conferimento di funzioni alle Regioni in vista del loro preminente interesse nazionale.

Dopo la l. cost. 3/2011, la materia del turismo deve attualmente considerarsi di competenza legislativa residuale, e dunque piena, delle Regioni, non potendosi più attribuirsi attuale valenza all'inserimento dei porti turistici e commerciali, di rilevanza economica regionale ed interregionale, nel D.P.C.M. 21 dicembre 1995, impregiudicata restando la possibilità che siano le stesse Regioni interessate, in ossequio al principio di leale collaborazione, a riconoscere a taluni porti quel carattere di rilevanza economica internazionale o di preminente interesse nazionale che sia idoneo a giustificare la competenza legislativa ed amministrativa dello Stato sul porto stesso e sulle connesse aree portuali.

Il legislatore già modificando con l'art. 9 legge 88/2001 la disposizione dell'art. 105 d. lgs. 112/1998 aveva conferito alle regioni, con decorrenza dall'1 gennaio 2002, le funzioni relative al "ri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oncessioni di beni del demanio della navigazione interna, del demanio marittimo e di zone del mare territoriale per finalità diverse da quelle di approvvigionamento di fonti di energia", avendo cura di specificare che il conferimento non operava esclusivamente nei porti finalizzati alla difesa militare ed alla sicurezza dello Stato e nei porti di rilevanza economica internazionale e nazionale, nonché nelle aree di preminente interesse nazionale individuate con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 dicembre 1995.

La competenza in ordine al procedimento di rilascio della concessione demaniale per la gestione della struttura portuale non è dello Stato ma della Regione, che può delegarla ai Comuni.

Le sole funzioni attribuite allo Stato in tema di aree protette marine sono quelle previste dall'art. 19, co. 6, legge 394/1991, ossia le concessioni in uso esclusivo per la finalità di gestione dell'area medesima: ne consegue che il rilascio delle concessioni per i servizi annessi alla nautica da diporto non rientra tra le funzioni attribuite allo Stato dalla legge 394/1991, ma alle Regioni.

A seguito del mutamento del quadro normativo per effetto delle ricordate disposizioni di cui agli... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e 105 d. lgs. 112/1998 e dell'art. 127 d. lgs. 163 del 2006, la richiesta obbligatoria del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici è esclusa solo con riguardo ai progetti definitivi di opere portuali di competenza regionale che non siano finanziati per almeno il cinquanta per cento dallo Stato, o che siano di importo non superiore a venticinque milioni di euro.

Il mantenimento del parere obbligatorio del Consiglio superiore dei lavori pubblici per i progetti defintivi di opere portuali di competenza regionale che siano finanziati per più del 50% dallo Stato o che siano di importo superiore a venticinque milioni di euro costituisce principio fondamentale della materia «porti e aeroporti civili», e pertanto le norme regionali che escludano il suddetto parere sono costituzionalmente illegittime.

Residuano allo Stato solo le funzioni concernenti porti internazionali e nazionali, mentre risultano attribuite alla Regione tutte le funzioni concernenti i porti regionali, con esclusione della subordinazione dell'esercizio di tali attività al parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici.

Il nuovo sistema delle competenze, introdotto dalla l. cost. 3/2001 impedisce che possa attribuirsi attuale v... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...inserimento di porti turistici e commerciali, di rilevanza economica regionale ed interregionale, nel D.P.C.M. 21 dicembre 1995, ai fini del riparto delle funzioni amministrative in materia portuale: è pertanto legittima la devoluzione di competenze in materia di gestione del demanio marittimo operata dalla Capitaneria di Porto in favore dell'ente locale, per effetto della ritenuta insussistenza di preminenti interessi nazionali tali da suggerire la perdurante inclusione del porto nel novero di quelli che permangono nella orbita di funzioni attribuite alla amministrazione statale.

La Regione Campania, con la D.G.R. 2000/2002 aveva chiarito che con riferimento alle concessioni demaniali marittime richieste anteriormente al trasferimento delle competenze dalle Capitanerie di Porto alle Regioni (a partire dal 01/01/2002, ai sensi del d. lgs. 112/1998), le concessioni fossero rilasciate solo se di preminente interesse ed utilità pubblica, ovvero nei casi in cui le Capitanerie avessero già definito positivamente l'iter istruttorio: di conseguenza, con riferimento ad un'istanza la cui istruttoria si chiusa anteriormente al 1° gennaio 2002, è illegittimo un provvedimento regionale che arresta l'iter procedimentale e determina una regressi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tesso alla fase iniziale, dovendo la Regione avvalersi dell'istruttoria già compiuta dalla Capitaneria e unicamente deliberare sull'istanza.

L'esercizio delle funzioni concessorie sui beni del demanio marittimo e dei porti, salvi i porti finalizzati alla difesa militare ed alla sicurezza dello Stato, i porti di rilevanza economica internazionale e nazionale, nonché le aree di preminente interesse nazionale individuate con il D.P.C.M. 21 dicembre 1995, spetta alle Regioni: di conseguenza, è viziato da incompetenza il provvedimento della Capitaneria di Porto che rilascia la concessione demaniale marittima.

Il rilascio delle concessioni demaniali marittime per la realizzazione di impianti eolici off-shore e le funzioni amministrative afferenti all'utilizzo del pubblico demanio marittimo e di zone del mare territoriale per finalità di approvvigionamento di fonti di energia spetta allo Stato: di conseguenza, è illegittima la disposizione della legge regionale che vieti l'installazione degli impianti eolici off-shore.

Il richiamo al D.P.C.M. 21 dicembre 1995 contenuto nell'art. 105, co. 2, d. lgs. 112/1998 non ha inteso attribuire a detto atto efficacia legislativa, ma vale semplicemente a definire per rel... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...portata del limite introdotto dal decreto legislativo al conferimento di funzioni, ma con riguardo al contenuto dell'atto richiamato quale esiste attualmente nell'ordinamento, e nei limiti in cui l'efficacia di esso propria tuttora permanga.

Il richiamo al D.P.C.M. 21 dicembre 1995 contenuto nell'art. 105, co. 2, d. lgs. 112/1998 non può interpretarsi nel senso di una cristallizzazione nel tempo dell'appartenenza di aree portuali di interesse regionale o interregionale al novero di quelle escluse dal conferimento di funzioni alle Regioni in vista del loro preminente interesse nazionale: occorrerà pertanto, caso per caso, verificare la presenza di questo interesse, tanto più dopo l'entrata in vigore della l. cost. 3/2001.



 
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