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I beni appartenenti al demanio idrico: definizione

I beni appartenenti al demanio idrico

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titolo:IL CODICE DEL DEMANIO MARITTIMO, FLUVIALE E LACUALE
anno:2018
pagine: 4005 in formato A4, equivalenti a 6808 pagine in formato libro
formato: pdf  
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Avvocato

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE

Le "acque pubbliche", a cui si riferisce il R.D. n. 1755 del 1933, art. 17, come modificato dal D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152, sono quelle sotterranee e superficiali, messe a disposizione dalla natura, a cui gli enti pubblici abilitati non abbiano ancora conferito - sulla base dei poteri ad essi conferiti dalla normativa vigente - una destinazione particolare.

La L. n. 36 del 1994, nello stabilire che "tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata e utilizzata secondo criteri di solidarietà", a differenza della precedente disciplina ex R.D. 1775/1933, non pone più in rilievo, ai fini della pubblicità di tali beni, una ricerca sull'esistenza della loro attitudine a soddisfare un pubblico interesse. Tutte le acque quindi, per essere state espressamente dichiarate pubbliche, sono ricomprese tra i beni indicati dall'art. 822 c.c., relativo ai beni appartenenti allo Stato e facenti parte del pubblico demanio.

La L. n. 36 del 1994, pur avendo sancito la pubblicità di tutte le acque, ha mantenuto, pur se in minima parte, la distinzione tra pubblico e privato, e l'ha conservata, proprio facendo rif... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rt. 28) al criterio dell'uso effettivo. Peraltro, mentre ai sensi del testo unico sulle acque, la riserva derivava dal controllo dei requisiti di idoneità al soddisfacimento del pubblico interesse, e da una valutazione della pubblica amministrazione, la nuova normativa disciplina una riserva che discende direttamente dalla legge, senza che sia necessario procedere alla verifica della sussistenza di ulteriori requisiti. Ne consegue che è escluso che tali beni possano essere trasferiti da o a privati e, quindi, la loro commerciabilità.La conclusione sul punto è, quindi, che è escluso che tali beni possano essere trasferiti da o a privati e, quindi, la loro commerciabilità.

L'attitudine delle acque ad usi di interesse generale costituisce elemento indefettibile a conferire la natura di acque pubbliche ad ogni specie di acqua.

Permane la necessità di valutare la destinazione ad uso pubblico delle acque, benché l'espressione che si ritrova nell'art. 1 del R.D. n. 1775 del 1993 («abbiano od acquistino attitudine ad usi di pubblico generale interesse») non sia più rinvenibile nei successivi testi di legge.

L'interesse generale è alla base della qualificazione d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...à di un'acqua, intesa come risorsa suscettibile di uso previsto o consentito; ma questo interesse è presupposto in linea di principio esistente in relazione alla limitatezza delle disponibilità e alle esigenze prioritarie (specie in una proiezione verso il futuro), di uso dell'acqua, suscettibile, anche potenzialmente, di utilizzazione collimante con gli interessi generali; la legge 36/1994 ha accentuato lo spostamento del baricentro del sistema delle acque pubbliche verso il regime di utilizzo, piuttosto che sul regime di proprietà.

Se una considerazione letterale degli artt. 1 e 34 legge 36/1994 potrebbe indurre a ritenere che tutte le acque abbiano natura pubblica), deve nondimeno osservarsi come la lettura dell'intero dettato normativo consente di rilevare come non sia stato modificato il dettato dell'art. 1 R.D. 1755/1933 mantenendo in realtà fermo il concetto secondo cui l'attitudine delle acque ad usi di pubblico generale interesse è elemento indefettibile a conferire la natura di acque pubbliche ad ogni specie di acqua; una diversa interpretazione porterebbe all'assurdo di dover considerare pubblica anche l'acqua piovana raccoltasi in un avvallamento del terreno, attesa l'onnicomprensività della dizione di c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ge 36/1994.

Ciascun Comune ha il potere-dovere di vigilare e intervenire affinché sia mantenuto un corretto assetto del proprio territorio, quindi ha la facoltà di intimare ai privati l'esecuzione di opere di manutenzione necessarie al normale deflusso delle acque al fine di evitare allagamenti di aree pubbliche e, in difetto, ha la conseguente facoltà di provvedervi direttamente.

Sono pubbliche tutte le acque sorgenti, fluenti e lacuali, anche se artificialmente estratte dal sottosuolo, sistemate o incrementate, le quali, considerate sia isolatamente per la loro portata o per l'ampiezza del rispettivo bacino imbrifero, sia in relazione al sistema idrografico al quale appartengono, abbiano od acquistino attitudine ad usi di pubblico generale interesse.

Le acque pubbliche individuate dall'art. 1 R.D. n. 1775 del 1933 fanno parte del demanio necessario dello Stato.

La legge 36/1994, il D.P.R. 238/1999 e il D. Lgs. 152/2006 a termine dei quali tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà, non hanno introdotto un nuovo concetto di acque pubb... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anno mantenuto fermo il requisito dell'interesse pubblico, come è fatto palese dal concetto di "utilizzazione secondo criteri di solidarietà", che presuppone comunque l'idoneità delle acque a soddisfare usi di pubblico generale interesse.

La dichiarazione di pubblicità di tutte le acque (legge 36/1994, il D.P.R. 238/1999, D. Lgs. 152/2006) non deve indurre in equivoco, poiché l'interesse generale è alla base della qualificazione di pubblicità di un'acqua, intesa come risorsa suscettibile di uso previsto e consentito.

La legge 36/1994, il D.P.R. 238/1999 e il D. Lgs. 152/2006 non hanno modificato il dettato dell'art. 1 R.D. 1775/1933, mantenendo in realtà fermo il concetto secondo cui l'attitudine delle acque ad usi di pubblico generale interesse (quali la produzione, l'irrigazione, l'energia, la bonifica, la pesca, ecc.) è elemento indefettibile a conferire la natura di acque pubbliche ad ogni specie di acqua.

La qualificazione di tutte le acque come appartenenti al demanio pubblico, salvo limitatissime eccezioni, ribadita dal D.P.R. 18 febbraio 1999, n. 238, art. 1, è stata da ultimo confermata dal D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152. art. 144.

I ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...edificazione sanciti dal R.D. n. 523 del 1904, art. 96, (Testo Unico delle leggi sulle opere idrauliche) sono informati alla ragione pubblicistica di assicurare, oltre che la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali, anche e soprattutto il libero deflusso delle acque di fiumi, torrenti, canali e scolatoi pubblici.

La materia della tutela delle acque ha carattere di inderogabilità, in quanto è basata sulla ragione pubblicistica di assicurare la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali e di assicurare il libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti, canali e scolatoi pubblici.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> CATEGORIE DI BENI

Le acque urbane sono composte in prevalenza da acque domestiche e solo in minore percentuale da acque industriali.

L'acqua, una volta estratta e raccolta e destinata all'uso del proprietario della fonte e dei terreni da irrigare, non è suscettibile di essere considerata pubblica, ma bene privato che il proprietario mette a disposizione della collettività.

L'interesse pubblico all'utilizzazione dell'acqua scaturisce sia dall'astratta idoneità del bene a soddisfare l'interesse della collettivit&agrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...conto che l'acqua, per le sue intrinseche caratteristiche, è suscettibile di utilizzazione da parte dell'intera collettività) sia dalla comprovata utilizzazione dell'acqua da parte di una collettività indeterminata di persone, che possono essere anche turisti e non solo residenti.

Fanno parte del demanio idrico, perché rientrano nel concetto di alveo, le sponde e le rive interne dei fiumi, cioè le zone soggette ad essere sommerse dalle piene ordinarie (mentre le sponde e le rive esterne, che possono essere invase dalle acque solo in caso di piene straordinarie, appartengono ai proprietari dei fondi rivieraschi), ed altresì gli immobili che assumano natura di pertinenza del medesimo demanio per l'opera dell'uomo, in quanto destinati al servizio del bene principale per assicurare allo stesso un più alto grado di protezione.


 
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