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La misura massima possibile del prelievo collegato all’occupazione di beni pubblici in ragione di una concessione o autorizzazione


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titolo:IL CODICE DI COSAP E TOSAP
anno:2018
pagine: 285 in formato A4, equivalenti a 484 pagine in formato libro
formato: pdf  
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DEMANIO E PATRIMONIO --> COSAP --> QUANTIFICAZIONE

Se il Comune riscuote già i canoni previsti dall'art. 27 del d.lgs. 285/1992, gli stessi debbono essere portati in detrazione rispetto alla misura complessiva del canone COSAP come risultante dall'applicazione dell'art. 63 del d.lgs. 446/97. In caso contrario il Comune sarà integralmente compensato dell'occupazione mediante l'applicazione del canone stesso, con la sola esclusione del caso in cui l'erogazione di particolari e diversi servizi giustifichi la riscossione di ulteriori somme.

La disciplina della COSAP ex art. 63 del d.lgs. 1997, n. 446, che ha innovato i criteri di calcolo anche della TOSAP, ha individuato la misura massima possibile del prelievo collegato all'occupazione di beni pubblici in ragione di una concessione o autorizzazione. Ne deriva che deve ritenersi escluso il cumulo con il canone ricognitorio ex art. 27 del d.lgs. 285/1992.

La disciplina della COSAP, che ha innovato i criteri di calcolo anche della TOSAP, ha individuato la misura massima possibile del prelievo collegato all'occupazione di beni pubblici in ragione di una concessione o autorizzazione, ne deriva che deve ritenersi escluso il cumulo di imposte, a fronte dell'occupazione delle ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nali e di quelle su cui il Comune esercita il potere autorizzatorio; non possono ritenersi dovuti né due diversi canoni ma una sola somma, calcolata secondo i criteri del canone COSAP, interamente come COSAP o in parte come canone ricognitorio e in parte come COSAP, né un canone ricognitorio in aggiunta alla TOSAP.

Se il comune riscuota già il canone di cui all' art. 27 del d.lgs. n. 285 del 1992, esso deve essere portato in detrazione rispetto alla misura complessiva del COSAP (o della TOSAP) come risultante dall'applicazione dell'art. 63 del d.lgs. n. 446 del 1997; in caso contrario, il Comune sarà integralmente compensato dell'occupazione mediante l'applicazione del COSAP stesso, salve le ipotesi di erogazione di particolari e diversi servizi, che giustificano la riscossione di ulteriori somme. Tale norma risponde, dunque, all'esigenza di evitare una duplicazione di oneri connessi alla stessa occupazione.

Ai sensi del d.lgs. 446/1997, l'importo del COSAP, e per i casi che interessano alla TOSAP ad esso equiparata, rappresenta una sorta di tetto massimo agli importi dovuti dal concessionario occupante il suolo pubblico. In tal senso, il canone ricognitorio a carico del concessionario di uso o attraversamento della sede ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...delle relative pertinenze ex art. 27 C.d.S., che non è stato come tale abolito, perché nulla dicono le norme in tal senso, potrebbe certo essere istituito e imposto dall'ente concedente, ma solo fino a concorrenza del COSAP, o della TOSAP, dovuti.

Attraverso la norma di chiusura contenuta nel comma 3 dell'art. 63 del d.lgs. n. 446 del 1997, è previsto che la COSAP o TOSAP costituisca la misura massima complessiva dell'onere dovuto dal privato per l'occupazione di spazi o aree pubbliche.

Se il Comune riscuota già altri canoni previsti dalla legge (come, appunto, quello di cui all'art. 27 del d. lgs. 285/1992) gli stessi debbono essere portati in detrazione rispetto alla misura complessiva del COSAP come risultante dall'applicazione dell'art. 63 del d. lgs. 446/97. In caso contrario il Comune sarà integralmente compensato dell'occupazione mediante l'applicazione del canone stesso, con la sola esclusione del caso in cui l'erogazione di particolari e diversi servizi giustifichi la riscossione di ulteriori somme.

La disciplina della COSAP, la quale ha anche innovato i criteri di calcolo della TOSAP, ha inteso stabilire il tetto massimo del prelievo collegato all'occupazione di beni pubblici in ragione di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione o autorizzazione. Ne deriva che è escluso il cumulo tra COSAP e canone non ricognitorio in quanto, a fronte dell'occupazione delle strade comunali (e di quelle su cui il Comune esercita il potere autorizzatorio) è esigibile un'unica somma, calcolata secondo i criteri del COSAP (o della TOSAP): essa è dovuta integralmente come COSAP/TOSAP ovvero (anche) parzialmente come canone ricognitorio, purché sia rispettato il vincolo dell'ammontare massimo di cui all'art. 63 comma 3 del D. Lgs. 446/97.

Poiché il canone Cosap è un corrispettivo sinallagmatico alla misura dell'area concessa, rapportato ai tempi ed ai luoghi dell'occupazione, determinato secondo la classificazione delle strade, l'importanza dei siti, il valore economico dell'area, il beneficio reddituale potenziale che l'operatore ritrae, il sacrificio che la collettività sopporta per essere privato del godimento del bene, è logico che maggiore è il pregio dell'area e maggiore sarà il beneficio che l'operatore ne trae, come maggiore il sacrificio che la collettività sopporterà; con l'ulteriore conseguenza che maggiore sarà il coefficiente moltiplicatore di cui fare applicazione.

Il canone Cosap &egrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...spettivo sinallagmatico alla misura dell'area concessa, rapportato ai tempi ed ai luoghi dell'occupazione, determinato secondo la classificazione delle strade, l'importanza dei siti, il valore economico dell'area, il beneficio reddituale potenziale che l'operatore ritrae, il sacrificio che la collettività sopporta per essere privato del godimento del bene. È quindi del tutto logico e giuridicamente fondato che maggiore è il pregio dell'area e maggiore sarà il beneficio che l'operatore ne trae, come maggiore il sacrificio che la collettività sopporterà; con l'ulteriore conseguenza che maggiore sarà il coefficiente moltiplicatore di cui fare applicazione nel caso specifico.

La revisione delle tariffe COSAP implica certamente un apprezzamento di valore dell'area su cui insistono le concessioni OSP, ma tale giudizio è di tipo astratto e generale, non implica neppure indirettamente un apprezzamento di compatibilità delle attività su di esse condotte, che dipende da altri presupposti fattuali.

La disciplina del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, successiva all'entrata in vigore del D. Lgs. n. 285/1992, definisce la misura massima del prelievo effettuabile in dipendenza... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essione o dell'autorizzazione all'uso particolare del demanio stradale, giacché impone la sottrazione dal COSAP dell'importo di altri canoni previsti da disposizioni di legge, riscossi dal comune e dalla provincia per la medesima occupazione.

La disciplina del COSAP, successiva all'entrata in vigore del d.l.vo 1992 n. 285, definisce la misura massima del prelievo effettuabile in dipendenza della concessione o dell'autorizzazione all'uso particolare del demanio stradale, giacché impone la sottrazione dal COSAP dell'importo di altri canoni previsti da disposizioni di legge, riscossi dal comune e dalla provincia per la medesima occupazione.

Poiché va escluso il cumulo di una pluralità di canoni legati all'occupazione del medesimo bene, la misura del COSAP definisce il limite massimo di prelievo realizzabile in dipendenza della medesima occupazione di suolo stradale.

La determinazione forfettaria del canone dovuto per le occupazioni permanenti, realizzate con cavi, condutture, impianti o con qualsiasi altro manufatto è subordinata alla ricorrenza di puntuali presupposti, di carattere soggettivo ed oggettivo: in particolare l'agevolazione presuppone, dal punto di vista soggettivo, che il soggetto occupant... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ubbliche svolga attività di erogazione dei pubblici servizi ovvero attività strumentali ai servizi medesimi; dal punto di vista oggettivo, poi l'attività di erogazione ovvero quella strumentale deve essere in atto, atteso che il canone deve essere commisurato al numero delle utenze (ciò anche con riferimento alle occupazioni del territorio provinciale).

Non può ammettersi un'interpretazione estensiva della norma agevolativa di cui all'articolo 63, comma 2, lett. f) del D. Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446.

E' congrua ed esaustiva la motivazione degli aumenti di canone per l'occupazione di spazi pubblici che fa leva sulla necessità di fronteggiare il costo dei beni e servizi che il comune deve erogare a fronte della riduzione dei trasferimenti nazionali, e sui vincoli scaturenti dal Patto di Stabilità per il rispetto delle condizioni imposte in sede di approvazione del bilancio di previsione.

La pretesa dell'ente pubblico di ottenere il pagamento dell'indennità per l'occupazione abusiva del suolo pubblico senza detrarre il corrispettivo pagato dalla controparte per il medesimo titolo e in relazione allo stesso spazio pubblico è infondata.

Dall'art. 63, comma 2, l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...1, del decreto legislativo n. 446/1997 deriva l'iilegittimità del regolamento comunale con il quale viene disciplinato il canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche che commisura il canone alla lunghezza degli scavi effettuati e dei cavi posati, senza alcun riferimento al numero di utenze attivate.

Il potere di determinazione del corrispettivo Osap compete all'ente territoriale ed avviene nell'ambito dell'esercizio del potere discrezionale proprio della P.A., sottratto, sotto tale profilo, al sindacato dell'A.G.O.

L'art. 63 D.Lgs. n. 446 del 1997 non riporta criteri direttivi nella determinazione del quantum del canone Osap applicabile, attribuendo al Comune la scelta relativa sia all'eventuale imposizione, sia alla determinazione della stessa.

E' esente da censure di manifesta illogicità o irragionevolezza la scelta, operata dall'Amministrazione, di applicare COSAP di importo maggiore anche allo scopo di incentivare o disincentivare determinate attività private in relazione ad altre.

La "ricorrenza" che consente la riduzione del 50% del COSAP riguarda le occupazioni di suolo pubblico richieste con un'unica istanza ed aventi carattere di ricorrenza in ragione del tipo di attivit&a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta; esempio tipico è quello dell'occupazione con i posteggi nelle aree di mercato all'aperto.

L'ammontare del canone quantificato in misura forfetaria dall'art. 63, comma 2, punto 3, del d.lgs. n. 446/1997 in lire 1.000.000 si pone in termini di alternatività rispetto al criterio di cui al punto 2 della medesima disposizione e, costituendo il minimo inderogabile, non esclude una quantificazione forfetaria di entità superiore.

L'ambito oggettivo di applicazione dell'art. 53, comma 16, della legge 23 dicembre 2000 n. 388, che attribuisce agli Enti locali il potere di approvare i regolamenti relativi alle loro entrate, entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione, non è limitato solo alla materia tributaria, ricomprendendo anche i regolamenti relativi alle entrate (tributarie e non tributarie) degli enti locali, nell'ambito dei quali deve essere annoverato anche il regolamento per il canone di occupazione degli spazi e delle aree pubbliche.

Non è condivisibile l'assunto secondo cui la P.A., nel determinare i criteri di computo del canone COSAP, non potrebbe far riferimento ai valori immobiliari delle zone e dovrebbe esclusivamente prendere in considerazione la r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; delle prestazioni professionali offerte dal concessionario.

Il fatto che il COSAP sia dovuto in relazione all'utilizzazione particolare (o eccezionale) che il singolo compie del suolo pubblico non esclude che nella determinazione del corrispettivo, la P.A. possa (e anzi debba) tener conto anche del costo "sociale" sopportato per la messa a disposizione del suolo pubblico, ossia dalla sottrazione all'uso della collettività del suolo occupato.

Stante la delega ampiamente discrezionale fatta dall'art. 63 D. Lgs. 446/1997 alla fonte secondaria per l'individuazione degli elementi costitutivi del COSAP, in tale materia ben possono trovare spazio anche disposizioni antifraudolente, purché non aventi carattere manifestamente illogico.

Un aumento considerevole del gettito in conseguenza dell'approvazione del regolamento COSAP, in sé considerato, non contrasta affatto con la ratio dell'istituto e con la volontà del legislatore statale: il COSAP, infatti, è stato concepito come un quid ontologicamente diverso dalla TOSAP in luogo della quale può essere appplicato e risulta configurato come corrispettivo di una concessione, reale o presunta (nel caso di occupazione abusiva), dell'uso esclusivo o sp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eni pubblici, ed è dovuto non in base alla limitazione o sottrazione all'uso normale e collettivo di parte del suolo, ma in relazione all'utilizzazione particolare (o eccezionale) che ne trae il singolo.

Le incertezze interpretative circa il metodo di misurazione della superficie occupata non si comporta l'illegittimità del regolamento COSAP, ma potrà essere oggetto di apposita impugnativa diretta contro gli atti applicativi del canone.

Per le occupazioni permanenti realizzate da aziende di erogazione dei pubblici servizi, il regolamento comunale istitutivo del C.O.S.A.P. deve prevedere un canone determinato in misura forfetaria e commisurato al numero complessivo delle relative utenze, ai sensi dell'art. 63 del d.lgs. n. 446/1997, 2° comma, lett. f).



 
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