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Poteri dell'Amministrazione in caso di rilascio di autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico


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titolo:IL CODICE DELLE CONCESSIONI DEMANIALI
anno:2017
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DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> OCCUPAZIONE SUOLO PUBBLICO --> POTERI DELL'AMMINISTRAZIONE

Il rilascio di una concessione per l'occupazione di suolo pubblico non costituisce un atto dovuto e si distingue dagli atti autorizzativi della pubblica amministrazione in quanto dotato di una discrezionalità più ampia atteso che il concessionario non vanta alcun diritto d'insistenza né alcuna aspettativa, neppure al rinnovo del rapporto concessorio preesistente.

I comuni, nell'adozione degli atti in materia di occupazione di suolo pubblico, cercano l'equilibrio tra lo svolgimento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande e le esigenze di tutela e di promozione degli aspetti storico-artistici nell'ambito dei contesti urbani in cui le suddette attività sono insediate.

Legittima la limitazione oraria di una concessione di occupazione di suolo pubblico laddove funzionale alla tutela della quiete dei residenti senza tuttavia impedire l'attività del titolare della concessione.

La scelta di porre una limitazione o addirittura di prevedere la preclusione, in talune aree del comune, all'uso esclusivo da parte dei privati di porzioni di suolo pubblic... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ll'esercizio dei poteri discrezionali dell'ente proprietario.

La concessione di occupazione di suolo pubblico per l'esercizio di un'attività di tipo commerciale non costituisce un diritto soggettivo pieno e perfetto alla fruizione della superficie concessa, essendo soggetta ad una permanente regolamentazione della pubblica amministrazione relativa non solo all'an della sua concessione, ma anche all'utilizzo dell'area e alla sua revocabilità per ragioni di interesse generale, tra le quali rientra anche l'esigenza di tutela del decoro dell'ambiente urbano circostante, e la sicurezza pubblica.

Il potere discrezionale attribuito al Sindaco di Roma Capitale dalla legge 94/2009 viene in concreto esercitato con una valutazione "a monte" di carattere generale, coerente con le specifiche finalità di protezione di cui alla legge suddetta applicate in concreto, perché si è inteso perseguire in maniera strutturata un fenomeno di degrado aventi dimensioni collettive e radicate nel contesto ambientale, assicurando in tal modo tutela alle strade urbane ricadenti nel perimetro del sito Unesco, sicché nessuna violazione della detta norma di legge può rinvenirsi nell'esercizio di tale potere sindacale.

L... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e valutazione di compatibilità del manufatto e dell'attività commerciale con l'ambiente urbano è presupposto del legittimo titolo in forza del quale l'attività è stata sempre esercitata; tuttavia ciò non rende illegittima la delocalizzazione temporanea dell'attività, il cui titolo legittimo non comporta un diritto assoluto ed incondizionato di insistenza nel medesimo luogo, attesa la natura del titolo, esposto fisiologicamente a motivate revisioni dell'interesse pubblico.

La concessione OSP per l'esercizio di un'attività di tipo commerciale non costituisce un diritto soggettivo pieno e perfetto alla fruizione della superficie concessa, essendo soggetta ad una permanente regolamentazione della P.A. relativa non solo all'"an" della sua concessione, ma anche all'utilizzo dell'area e la sua revocabilità per ragioni di interesse generale, tra le quali rientra certamente anche l'esigenza di tutela del decoro dell'ambiente urbano circostante, e la sicurezza pubblica.

L'amministrazione comunale di Roma Capitale non è obbligata a far precedere la valutazione delle singole istanze di occupazione di suolo pubblico dalla predisposizione, da parte dei Municipi, dei piani di massima occupabilit... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...icché in assenza di questi o nelle more della loro approvazione l'amministrazione non perde il potere discrezionale di valutare l'accoglimento delle singole richieste previa comparazione degli interessi pubblici relativi alla circolazione, igiene, sicurezza, estetica, ambiente e tutela del patrimonio culturale con l'interesse economico del privato istante.

In linea generale tutta la disciplina concernente l'occupazione di suolo pubblico è posta anche a presidio della sicurezza pubblica, sia sotto il profilo della circolazione pedonale che di quella veicolare; in particolare, l'art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009 non consente di ritenere che debba essere effettuata una valutazione in concreto circa la sussistenza di pericoli per la sicurezza pubblica ogni qualvolta la condotta di occupazione di suolo pubblico abusiva venga sanzionata o che essa costituisca il presupposto per l'esercizio di volta in volta del potere sanzionatorio.

In mancanza di titolo di legittima occupazione dell'area pubblica, non possono essere mantenute a servizio di un esercizio commerciale tipologie di arredo occupante porzioni di suolo pubblico senza l'intermediazione del potere amministrativo, con la conseguenza che la rimozione dei manufatti è a... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...to di tipo assolutamente vincolato, parimenti alla chiusura avente anch'essa carattere di doverosità.

L'occupazione di suolo pubblico oltre la misura autorizzata determina l'applicazione delle sanzioni amministrative e la rimozione della parte di occupazione di suolo pubblico non autorizzata non incidendo invece sul procedimento per il rilascio della concessione di suolo pubblico.

Tutta la disciplina concernente l'occupazione del suolo pubblico è posta certamente anche a presidio della sicurezza pubblica, sia sotto il profilo della circolazione pedonale che veicolare.

Ai sensi di quanto disposto dall'art. 93, Codice telecomunicazioni, deve intendersi inibito ai regolamenti comunali di imporre oneri forfettari a carico dei soggetti che intervengono su aree pubbliche nell'ipotesi di lavori connessi all'esercizio di impianti di comunicazione elettronica.

L'art. 93 del Codice telecomunicazioni elettroniche, mentre impone agli operatori del settore di garantire il ripristino dello stato dei luoghi interessati dai propri lavori, al contempo esclude che essi siano tenuti a porre in essere qualsiasi intervento che l'amministrazione locale richieda al solo fine di operare sondaggi approfonditi nel sottosuolo: gli o... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...vono quindi tenere indenni gli enti proprietari unicamente delle spese necessarie alle opere di sistemazione delle aree pubbliche specificamente coinvolte dagli interventi di installazione e manutenzione, nonché di ripristinare a regola d'arte le aree stesse; ogni altra richiesta come prestazione patrimoniale imposta deve essere previamente contemplata in una fonte legislativa di rango primario.

I piani di massima occupabilità delle vie e piazze del centro storico trovano la loro giustificazione nell'esigenza dell'Amministrazione comunale di individuare forme omogenee di fruizione di spazi pubblici da parte di operatori commerciali in luoghi di notevole interesse pubblico, nell'obiettivo di garantire una rigorosa tutela del patrimonio storico, culturale, artistico ed ambientale e per garantire un equilibrio tra l'espansione delle attività commerciali, la regolamentazione del traffico urbano e la tutela della residenzialità nonché, anche, per salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini.

Nelle more dell'adozione di atti di pianificazione generale in materia di occupazione di suolo pubblico l'amministrazione è tenuta a provvedere caso per caso sulle relative istanze di occupazione, con idonea motivazione... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...do risolversi in danno del privato l'indugio dell'amministrazione nell'elaborazione degli atti di pianificazione.

La pubblica amministrazione deve porre in essere tutte le iniziative necessarie per porre fine alla perdurante situazione di illegittima occupazione di suolo privato, restituendo il bene al privato solo quando siano cessate le ragioni di pubblico interesse che avevano comportato l'utilizzazione del suolo, dovendo in caso contrario acquisire al suo patrimonio indisponibile il bene su cui insiste o dovrà essere realizzata l'opera pubblica o di pubblico interesse.

I piani di massima occupabilità incidono sul complessivo assetto delle strade e piazze interessate e, quindi, anche sulle concessioni di occupazioni di suolo pubblico già in essere.

La Giunta Comunale può deliberare i criteri regolamentari per la concessione del suolo pubblico.

L'individuazione dei criteri per l'assegnazione delle concessioni di occupazione di suolo pubblico è espressione di un potere di pianificazione del territorio correlato all'esercizio di un'ampia discrezionalità che implica anche una scelta delle aree, delle dimensioni e di tutte le eventuali restrizioni e forme di contemperamento ritenu... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...a in volta, opportune dal punto di vista viabilistico, urbanistico e architettonico, tenendo conto della pluralità di interessi pubblici e privati coinvolti.

Il potere attribuito al Sindaco per le strade urbane nel territorio di Roma Capitale ai sensi dell'art. 3, comma 16, l. n. 94 del 2009 è di natura discrezionale e può essere esercitato attraverso le indicazioni impartite ai Dirigenti dei competenti Uffici dell'Amministrazione, per cui nei casi di occupazione di suolo pubblico totalmente abusiva effettuata, per fini di commercio, su strade urbane ricadenti nel territorio capitolino, delimitato dal perimetro del sito Unesco, devono applicarsi le disposizioni previste dall'art. 20 del codice della strada e all'art. 3, comma 16, l. n. 94 del 2009, con decorrenza dell'esecutività del provvedimento di chiusura dal settimo giorno successivo a quello della notifica.

Nella concreta individuazione della massima occupabilità delle aree rientranti nella loro circoscrizione (e nella conseguente disciplina di tale occupabilità attraverso l'adozione dei piani di massima occupabilità) i singoli municipi di Roma Capitale, in virtù della specifica situazione di fatto esistente e per altrettanti specifici e ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...teressi pubblici, possano escludere dalle concessioni alcune aree, diverse ed ulteriori rispetto a quelle individuate dalla giunta municipale. Mentre infatti la scelta operata da quest'ultima trova giustificazione nell'interesse pubblico di carattere generale, relativo cioè all'intero territorio urbano, quella operata dai singoli municipi trova giustificazione nelle esigenze, anch'esse pubbliche e generali, ma limitate all'ambito territoriale dei municipi stessi.

I criteri utilizzati dall'amministrazione per la individuazione dei piani di massima occupabilità, quali l'esistenza per le singole aree considerate di precedenti richieste di occupazione di suolo pubblico e la vicinanza dell'area considerata con altre zone già sature di attività di somministrazione, rappresentano ragionevoli e non illogici né arbitrari elementi di astratta valutazione degli interessi pubblici in gioco, ai fini del corretto ed adeguato assetto del territorio e della loro efficace disciplina, cui è finalizzata la stessa adozione dei piani in questione. Non può, pertanto, neppure ipotizzarsi una pretesa disparità di trattamento tra operatori economici che siano già titolari di concessioni e operatori cui non sarebbe consentito d... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... tali titoli.

Mentre spetta solo alla giunta comunale stabilire le aree della città che non possono costituire oggetto di concessione, il potere attribuito ai singoli municipi di individuare la massima occupabilità delle aree rientranti nella propria circoscrizione territoriale non elide affatto la possibilità di escludere dalla concessione di suolo pubblico permanente specifiche zone, in virtù della particolare situazione di fatto esistente e per motivati interessi pubblici.

L'art. 3, comma 16, della legge 15 luglio 2009, n. 94 autorizza il sindaco ad ordinare l'immediato ripristino dello stato dei luoghi, in caso di indebita occupazione di suolo pubblico per fini commerciali, senza attribuirgli al riguardo nessun potere discrezionale, in ragione dell'interesse pubblico generale da tutelare consistente nella piena fruibilità delle strade urbane da parte di tutti indistintamente i cittadini.

La natura dell'atto di concessione amministrativa o.s.p. conferisce al Comune di Roma una serie di prerogative, volte a regolare l'uso temporaneo del bene in alcune aree della città, in prevalenza situate nel centro storico, dove l'occupazione del suolo pubblico è limitata dall'esistenza di un prepo... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...bblico interesse diretto alla salvaguardia del patrimonio storico-culturale e dove, quindi, gli interessi imprenditoriali dei privati si rivelano recessivi rispetto agli interessi pubblici volti alla tutela dei beni architettonici e, in generale, del patrimonio monumentale e culturale della città.

In presenza di una qualunque occupazione abusiva del suolo pubblico, anche solo soggettiva, deve essere ordinata la rimozione e l'irrogazione della sanzione pecuniaria.

La sanzione della chiusura temporanea di un esercizio commerciale è comminata in presenza di una occupazione totalmente abusiva del suolo pubblico.

L'ente locale è titolare del potere di programmazione dell'assetto del territorio e della potestà discrezionale di pianificazione delle aree da destinare all'esercizio del commercio al dettaglio su suolo pubblico.

Nel territorio di Roma Capitale, nei casi di occupazione di suolo pubblico a fini di commercio totalmente abusiva e con esclusivo riferimento a strade urbane ricadenti nel territorio capitolino, delimitato dal perimetro del sito Unesco, trova applicazione la sanzione di chiusura dell'esercizio nella misura minima prevista dall'art. 3, comma 16, l. n. 94 del 2009, mentre per qual... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... violazione delle norme legislative o regolamentari nella utilizzazione della o.s.p., troverà applicazione, ricorrendo il presupposto della recidiva e previa diffida, la sanzione della sospensione prevista dall'art. 6 l. n. 77 del 1997.

In caso di istanza per la concessione di suolo pubblico la posizione del richiedente è di interesse legittimo e non di diritto soggettivo. Ciò significa che nel pronunciarsi sull'istanza la P.A. esercita un potere discrezionale che si esprime, in via principale, nella valutazione in ordine alla compatibilità dell'uso individuale dell'istante con la natura del bene richiesto e, in generale, con l'interesse pubblico.

In caso di istanza per occupazione di suolo pubblico in spazi di particolare pregio storico-artistico, il Codice dei beni culturali e del paesaggio, affida al Ministero il compito di valutare "che il conferimento garantisca la conservazione e la fruizione pubblica del bene e sia assicurata la compatibilità della destinazione d'uso con il carattere storico-artistico del bene medesimo"; tale valutazione deve tener conto della duplice esigenza, da un lato, di salvaguardare e rispettare le caratteristiche del luogo, evitando ogni rischio di degrado, dall'altro, di c... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...la piena fruizione da parte dei cittadini e dei visitatori.

I provvedimenti sanzionatori adottati dai dirigenti a tutela degli spazi pubblici sono vincolati alle determinazioni stabilite in via generale con ordinanza sindacale.

Il provvedimento dirigenziale di rimozione dell'occupazione abusiva del suolo pubblico costituisce esercizio di potere vincolato ed è esaurientemente motivato con riferimento all'accertamento dell'occupazione abusiva di suolo pubblico operato dalla polizia locale.

Il potere attribuito al Sindaco per le strade urbane ai sensi dell'art. 3, comma 16, l. n. 94 del 2009 è di natura discrezionale e può essere esercitato dall'Autorità in via generale e preventiva, disponendo specifiche indicazioni, impartite ai Dirigenti dei competenti Uffici dell'Amministrazione, in ragione delle quali, nei casi di occupazione di suolo pubblico totalmente abusiva effettuata, per fini di commercio, su strade urbane devono applicarsi le disposizioni previste dall'art. 20 del codice della strada e all'art. 3, comma 16, l. n. 94 del 2009, con decorrenza dell'esecutività del provvedimento di chiusura dal settimo giorno successivo a quello della notifica.

L'utilizzo di suolo pubblico &egrav... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...i una scelta discrezionale dell'Amministrazione comunale che mira ad un contemperamento tra diversi interessi ed è finalizzata a stabilire criteri per la pianificazione dell'occupazione del suolo pubblico compatibilmente con il codice della strada, del paesaggio e con il rispetto di tutte le normative, comprese quelle edilizie e urbanistiche.

L'autorizzazione all'occupazione di una porzione di suolo pubblico si configura come una concessione d'uso, ossia alla stregua di un provvedimento amministrativo – espressione di un potere pubblicistico ampiamente discrezionale - con il quale l'Amministrazione locale sottrae il predetto bene all'uso comune e lo mette a disposizione dei soggetti richiedenti. Pertanto è facoltà dell'Amministrazione di porre nuove limitazioni e condizioni per ragioni di pubblico interesse e disporre finanche la revoca per tali ragioni concrete e attuali.

L'ordine di rimozione dell'occupazione abusiva è atto vincolato che non necessita di motivazione in ordine all'attualità dell'interesse pubblico alla rimozione dell'abuso.

L'ordinanza comunale che manifesta l'intendimento di rilasciare alla ditta ricorrente un permesso per l'occupazione di un'area pubblica in zona più ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...nsona alle esigenze collettive si configura come un provvedimento di autotutela esecutoria e possessoria del tutto legittimo, in quanto coerente con il regime di temporaneità dei permessi commerciali su aree pubbliche e con il regime di protezione del demanio comunale.

In caso di interventi per installare infrastrutture di comunicazione elettronica un Comune è legittimato a richiedere il pagamento della tassa (o del canone) per le occupazioni permanenti o temporanee del sottosuolo non essendo invece consentita la pretesa di alcun onere aggiuntivo, indipendentemente dalla sua congruità, per l'attività di controllo sulla regolare esecuzione dei lavori di ripristino del manto stradale.

La ricognizione del potere ripristinatorio riconosciuto all'Autorità comunale con riferimento alle occupazioni di suolo pubblico poste in essere in assenza di concessione e la legittima irrogabilità di misure temporaneamente interdittive, grazie alla combinata lettura dell'art. 20 del Codice della Strada e dell'art. 3, comma 16, della legge 15 luglio 2009 n. 94, impone di ribadire come possa essere comminata la sanzione della chiusura dell'esercizio (fino all'adempimento dell'ordine ripristinatorio e, comunque, per un periodo non... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...a giorni cinque) per i casi di indebita occupazione di suolo pubblico.

Il provvedimento con cui l'amministrazione comunica il mancato rinnovo di una concessione per l'occupazione del suolo pubblico ha natura provvedimentale e non privatistica in quanto incide su un rapporto pubblicistico, che ha la sua fonte nel provvedimento di concessione di occupazione del suolo pubblico e deve ritenersi ontologicamente connotato dalla sua stessa natura provvedimentale.

Nella concreta individuazione della massima occupabilità delle aree rientranti nella circoscrizione dei singoli Municipi, questi, in virtù della specifica situazione di fatto esistente e per specifici e motivati interessi pubblici, possano escludere dalle concessione di suolo pubblico alcune aree, diverse ed ulteriori da quelle individuate dalla Giunta municipale.

La natura dell'atto di concessione amministrativa di occupazione di suolo pubblico conferisce al comune una serie di prerogative, volte a regolare l'uso temporaneo del bene in alcune aree della città, in prevalenza situate nel centro storico, dove l'occupazione del suolo pubblico è limitata dall'esistenza di un preponderante pubblico interesse diretto alla salvaguardia del patrimonio storico-cul... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ve, quindi, gli interessi imprenditoriali dei privati si rivelano recessivi rispetto agli interessi pubblici volti alla tutela dei beni architettonici e, in generale, del patrimonio monumentale e culturale della città.

Nei casi di indebita occupazione di strade urbane (L. n. 94/2009) il potere sanzionatorio attribuito dal sindaco ai dirigenti è vincolato dalle determinazioni stabilite nell'ordinanza sindacale, sicché il soggetto - dirigente- che adotta il provvedimento finale non compie alcuna attività discrezionale.

L'autorizzazione all'occupazione di una porzione di suolo pubblico costituisce una concessione d'uso mediante la quale l'Amministrazione, nell'esercizio del suo potere discrezionale, sottrae il predetto bene all'uso comune e lo mette a disposizione di soggetti particolari.

La determinazione della superficie massima occupabile con la concessione di suolo pubblico è frutto di una scelta discrezionale che mira a trovare un contemperamento tra diversi interessi ed è finalizzata a stabilire criteri per la pianificazione dell'occupazione del suolo pubblico compatibilmente con il codice del paesaggio, della strada e con il rispetto di tutte le normative, quali quelle edilizie.
[Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...zione dei piani di massima occupabilità è di competenza dei Consigli Municipali secondo criteri preventivamente individuati dalla Commissione Tecnica mentre la Giunta Comunale individua, in via prioritaria, le aree che non possono essere oggetto di concessione, in tal modo sottraendo ai Consigli Municipali la possibilità di disporre diversamente al riguardo (in relazione a Città suddivise in più Municipi).

Il provvedimento di disdetta dell'occupazione di suolo pubblico ha natura provvedimentale e non privatistica, in quanto adottato dall'amministrazione comunale nell'esercizio autoritativo del potere pubblico. Esso incide su un rapporto pubblicistico, che ha la sua fonte nel provvedimento di concessione di occupazione di suolo pubblico, per cui deve ritenersi ontologicamente connotato dalla stessa natura provvedimentale dell'atto da cui scaturisce il rapporto.

Eventuali illegittimità che si fossero verificate nel rilascio dei precedenti titoli concessori non possono costituire fonte di legittimo affidamento per il beneficiario degli stessi.

I Consigli Municipali possono individuare attraverso i piani di massima occupabilità la massima occupabilità delle aree di competenza, ma sem... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...usivamente nell'ambito di quelle aree nelle quali la concedibilità delle concessioni di occupazione del suolo pubblco non è già stata preclusa dalla valutazione assorbente della Giunta Comunale (con riferimento a Città che presentano una suddivisione in più Municipi).

In materia di concessione di occupazione di suolo pubblico, la P.A., per finalità istituzionale, ha facoltà di sacrificare gli interessi imprenditoriali dei privati per tutelare i beni architettonici, salvaguardare l'ambiente, ovvero rispondere alle istanze della cittadinanza.

La natura dell'occupazione di suolo pubblico conferisce al Comune una serie di prerogative, volte a regolare l'uso temporaneo del bene in alcune aree della città, in prevalenza situate nel centro storico, dove l'occupazione del suolo pubblico è limitata dall'esistenza di un preponderante pubblico interesse diretto alla salvaguardia del patrimonio storico-culturale e dove, quindi, gli interessi imprenditoriali dei privati si rivelano recessivi rispetto agli interessi pubblici volti alla tutela dei beni architettonici e, in generale, del patrimonio monumentale e culturale della città.

Il provvedimento comunale di concessione di suo... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ..., è frutto dell'esercizio di un potere discrezionale dell'amministrazione comunale volto a regolare l'uso temporaneo del bene in alcune aree della città, in prevalenza situate nel centro storico, dove l'occupazione è opportunamente limitata dall'esistenza di un preponderante pubblico interesse diretto alla salvaguardia del patrimonio storico-culturale, accordata alle pubbliche piazze, le vie, le strade ed altri spazi urbani di interesse artistico o storico.

La concessione di occupazione di suolo pubblico conferisce al Comune una serie di prerogative, volte a regolare l'uso temporaneo del bene in alcune aree della città, in prevalenza situate nel centro storico, dove l'occupazione del suolo pubblico è opportunamente limitata dall'esistenza di un preponderante pubblico interesse diretto alla salvaguardia del patrimonio storico-culturale.

È illegittima la sospensione della concessione di occupazione di suolo pubblico motivata sulla base dell'inosservanza della normativa comunale in materia qualora lo sconfinamento dal perimetro autorizzato sia stato soltanto occasionale e temporaneo e il concessionario abbia immediatamente provveduto a rimuovere l'abuso.

La concessione dell'uso del suolo pubblico... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... essere richiesta anche per il soddisfacimento di un interesse privato, e il suo diniego deve essere congruamente motivato.

I divieti di rilascio delle occupazioni di suolo pubblico che l'amministrazione si impone con una propria delibera non esauriscono i casi in cui non possono essere rilasciate le concessioni di che trattasi, residuando comunque all'amministrazione l'esercizio del potere discrezionale in relazione a concrete situazioni, pur non direttamente contemplate dalla deliberazione, che necessitano di una valutazione comparativa tra le diverse esigenze pubbliche e private.

Il giudizio da parte del Comune sul problema del traffico veicolare in occasione dell'occupazione di suolo pubblico per lo svolgimento di manifestazioni occasionali di pubblico spettacolo presenta ampi margini di discrezionalità.

Le concessioni di occupazione di suolo pubblico sono tutte accordate con la facoltà dell'amministrazione d'imporre nuove condizioni, nonché di procedere alla loro sospensione, revoca o modifica.

La determinazione di non rinnovare, alla sua scadenza, la concessione per l'occupazione di suolo pubblico e di esigere il ripristino dei luoghi può sorreggersi su ragioni di pubblico interesse, co... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... in cui l'istanza del privato non sia conforme con il piano comunale che regola l'occupazione.

Eventuali e più favorevoli titoli abilitanti l'occupazione del suolo pubblico in precedenza rilasciati dall'amministrazione non possono essere invocati a parametro di illegittimità/contraddittorietà di sopraggiunte determinazioni più restrittive in materia.

La concessione di suolo pubblico è necessariamente accordata con la facoltà dell'Amministrazione d'imporre nuove condizioni, nonché di procedere alla loro sospensione, revoca o modifica.

La determinazione di non rinnovare, alla sua scadenza, la concessione per l'occupazione di suolo pubblico - oppure, analogamente, di revocarla qualora allo stato ancora legittimamente in corso di validità - e di esigere il ripristino dei luoghi è legittima se riposa su oggettive ragioni di pubblico interesse, che possono consistere, ad esempio, nel rilievo ambientale dell'area di cui trattasi e nella necessità di procedere al recupero e alla riqualificazione di una zona della città.



 
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