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Forme di gestione e modalità di affidamento del servizio idrico integrato


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titolo:IL CODICE DELLE OPERE IDRAULICHE E DELLE RISORSE IDRICHE
anno:2019
pagine: 2851 in formato A4, equivalenti a 4847 pagine in formato libro
formato: pdf  
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DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> SERVIZIO IDRICO INTEGRATO

Pur dopo l'abrogazione, con il referendum del 12 e 13 giungo 2011 (il cui esito è stato proclamato dal d.P.R. 18 luglio 2011, n. 116, con effetto a decorrere dal 21 luglio 2011), del criterio tariffario costituito dall'«adeguatezza della remunerazione del capitale investito», ossia dall'utile d'impresa, il SII, alla luce della disciplina nazionale e europea, continua a rientrare nel novero dei servizi pubblici a rilevanza economica.

Il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale a rilevanza economica, in relazione al quale spetta alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza e dell'ambiente stabilire, sia le forme di gestione, sia le modalità di affidamento al soggetto gestore, sia il procedimento di determinazione della tariffa.

Il servizio idrico integrato è soggetto a una disciplina speciale che esclude la possibilità di applicare alle relative infrastrutture la disciplina generale prevista in materia di uso delle strade e il canone previsto dall'articolo 27 d.lgs. n. 285 del 1992.

Il gestore del servizio idrico uscente non ha un diritto di ritenzione degli impian... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a soluzione dell'eventuale contenzioso sul valore di indennizzo.

L'unica aspettativa tutelabile per il gestore del servizio idrico uscente è il rinvio della consegna degli impianti per il periodo ragionevolmente necessario a definire, mediante trattative con l'amministrazione e il nuovo gestore, l'entità dell'indennizzo.

Le attività di controllo e di analisi delle acque potabili sono riservate in via esclusiva al gestore del servizio idrico integrato e non vi è spazio per un loro affidamento, ancorché mediante procedura concorsuale, a soggetti privati.

La consegna di beni, impianti ed opere pertinenti al Servizio Idrico Integrato non può prescindere dall'attività di ricognizione delle opere di captazione, adduzione, distribuzione, fognatura e depurazione presenti nel territorio comunale, di indubbia natura pubblicistica, di modo che la medesima consegna non rappresenti una mera attività materiale, ma si esplichi attraverso provvedimenti amministrativi, avvenendo essa mediante l'affidamento in concessione di opere, beni ed impianti pertinenti il S.I.I.

Il servizio idrico integrato investe l'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acq... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ivili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.

I cardini della disciplina del servizio idrico integrato sono due: a) una visione unitaria della risorsa idrica, per la quale viene delineato un ciclo completo, che si diparte dalla fase della captazione, dell'emungimento per giungere alla depurazione, attraverso la fase intermedia del'adduzione; b) il superamento della polverizzazione territoriale che contrassegnava le pregresse gestioni, per lo più condotte in amministrazione diretta o economia dai vari enti locali.

La decisione circa la figura gestoria più opportuna mediante la quale provvedere all'erogazione del servizio idrico integrato spetta unicamente all'Autorità d'ambito e nessuno dei comuni ricompresi nell'A.T.O. può sottrarvisi: di conseguenza, è illegittimo il recesso di un Comune dalla convenzione istitutiva dell'Autorità d'Ambito, salvo che tale diritto non sia stabilito dalla stessa convenzione.

È illegittima l'ordinanza che, in caso di rottura di una tubazione sottomarina non ancora passata in gestione all'affidatario del servizio idrico integrato, impone a quest'ultimo soggetto l'apposizione di segnali di divieto di balneazione.

Le competenze comun... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne al servizio idrico sia per ragioni storico-normative sia per l'evidente essenzialità di questo alla vita associata delle comunità stabilite nei territori comunali devono essere considerate quali funzioni fondamentali degli enti locali.

L'art. 153, co. 1, d. lgs. 152/2006 che stabilisce il principio della gratuità della concessione in uso al gestore del servizio idrico delle infrastrutture strumentali, non trova applicazione ai rapporti concessori già in essere alla data della sua entrata in vigore ma solo a quelli nuovi o rinnovati, poiché definisce il contenuto obbligatorio della convenzione e del disciplinare di affidamento e pertanto è invocabile solo allorché la norma de qua sia già entrata in vigore al momento che le parti si trovino a dover definire le clausole e le condizioni della convenzione di affidamento della gestione del servizio idrico integrato.

L'adozione di provvedimenti che sostanzialmente impediscono l'approvvigionamento dell'acqua può giustificarsi solo in presenza di ragioni di interesse pubblico superiori.

È illegittima l'ordinanza contingibile ed urgente che ordina all'A.T.O. di provvedere all'esecuzione di lavori di allacciamento con conse... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...vazione della fornitura idrica a tutti gli utenti che ne abbiano fatto richiesta, qualora la P.A. non richiami l'effettiva esigenza di fronteggiare un'emergenza sanitaria o comunque un pericolo imminente per la pubblica incolumità non altrimenti fronteggiabile, tenuto conto anche che l'opera di cui si è ordinata la realizzazione non ha carattere provvisorio.

Lo Stato, nel disciplinare il servizio idrico integrato, ha fatto ricorso alla sua potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie: funzioni fondamentali degli enti locali, concorrenza, tutela dell'ambiente, determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni. Deve pertanto parlarsi di un concorso di competenze statali, che vengono esercitate su oggetti diversi, ma per il perseguimento di un unico obiettivo, quello dell'organizzazione del servizio idrico integrato.

Nel quadro dettato dal d. lgs. 152/2006, non può essere riconosciuto ad alcun Comune il potere di autodeterminarsi sull'organizzazione e sulla gestione del servizio idrico integrato, in quanto ogni decisione in tal senso deve avvenire all'interno dell'Autorità d'ambito e secondo le sue regole di funzionamento: in buona sostanza le determinazioni dell'Autorità assumono portata vincolan... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ero territorio provinciale in virtù di una precisa scelta legislativa.

Gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione idrica e le altre infrastrutture idriche di proprietà pubblica che devono essere oggetto di affidamento ai sensi dell'art. 153, co. 1, d. lgs. 152/2006 non ricomprendono anche i beni che appartengano a soggetti privati affidatari di un servizio pubblico oppure partecipati, in misura anche totalitaria, da un soggetto pubblico.

La realizzazione delle opere di allaccio alla fognatura non costituisce esplicazione del servizio idrico integrato, pertanto le norme del d. lgs. 152/2006 non rilevano ai fini di stabilire quale sia l'Ente titolare del diritto di percepire il contributo relativo all'allaccio fognario, dovendosi invece verificare in concreto chi abbia materialmente eseguto i lavori.

Il sistema normativo nel suo complesso individua come unica possibile forma di gestione del servizio idrico integrato il modulo organizzatorio individuato nell'autorità d'ambito territoriale, a cui spetta l'individuazione del soggetto a cui assegnare la gestione del ciclo completo delle acque: pertanto i Comuni che facciano parte dell'ambito territoriale ottimale non possono adottare scelte organizzative ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o con le scelte dell'A.A.T.O..

Gli enti locali costituenti l'ambito territoriale ottimale possono legittimamente rifiutarsi di approvare la convenzione di gestione relativa all'a.t.o..

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> SERVIZIO IDRICO INTEGRATO --> AFFIDAMENTO

Nel settore delle infrastrutture idriche a rete, così come in altri settori dell'ordinamento (come quello delle reti di comunicazione elettronica) opera un principio di tendenziale gratuità della messa a disposizione dell'infrastruttura.

In materia di servizio idrico integrato, l'ispirazione, che sorregge tutta la normativa di settore e gli stessi atti di affidamento posti in essere dall'Autorità preposta, è quella dell'unitarietà della gestione del servizio in tutto l'ambito di riferimento.

L'art. 34, co. 21, d.l. 179/2012 prevede per gli affidamenti non conformi alla normativa europea l'adeguamento entro il 31/12/2013, ma tale disposizione non interferisce con l'operatività dell'art. 113, co. 15-bis, D. Lgs. 267/2000 e dell'art. 23-bis, co. 8, d.l. 112/2008.

La precipua finalità della legge 36/1994 risiede, con ogni evidenza, nell'intento di eliminare la frammentazione dell... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e di assicurare, mediante una nuova e più razionale organizzazione territoriale del servizio, una migliore e più proficua utilizzazione delle risorse idriche che, attraverso la gestione unitaria del servizio, consenta di raggiungere un'adeguata dimensione gestionale, economica e tecnica, avvalendosi di criteri di efficienza, efficacia ed economicità.

Il servizio idrico integrato deve essere, di norma, gestito mediante un unico soggetto gestore; soltanto in via subordinata e meramente eventuale, può essere affidato ad una pluralità di soggetti gestori, peraltro opportunamente coordinati, e questo nel momento in cui risulti, all'evidenza, più conveniente continuare ad avvalersi di organismi esistenti che abbiano dimostrato di possedere tali capacità gestionali da far ritenere il loro superamento una diseconomia per l'intero ambito.

In materia di servizio idrico integrato, la decisione di affidare ad un unico gestore il servizio non richiede una particolare verifica dell'opportunità di salvaguardare gli organismi che gestivano tale servizio in precedenza; tale verifica, invero, è necessaria soltanto nell'eventualità in cui sia stata espressa la volontà di salvaguardia in relaz... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... gestione dell'organismo esistente, talmente efficace sul piano della qualità dell'economicità dei servizi prestati da far apparire antieconomico non continuare ad avvalersene e quindi nelle ipotesi in cui si intenda derogare al principio dell'unicità del gestore.

La scelta tra i vari modelli organizzativi e gestionali del servizio idrico integrato consentiti dalla legge è ampiamente discrezionale e sindacabile dal G.A. soltanto per profili di illogicità e di abnormità.

A seguito del referendum e della declaratoria di incostituzionalità dell'art. 4 d.l. 138/2011, la materia dei servizi pubblici è regolata dai principi comunitari, senza alcun riferimento a leggi interne.

Ai fini della sussistenza dell'in house providing deve essere esercitato un controllo che consente all'autorità pubblica concedente di influenzarne le decisioni, intesa come possibilità di influenza determinante sia sugli obiettivi strategici che sulle decisioni importanti: pertanto è costituzionalmente illegittima la norma regionale che, nel regolare l'affidamento in house del servizio idrico integrato, preveda la necessità di rispettare l'autonomia decisionale del soggetto affidatario... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ....A. sia chiamata a rendere pareri solo sugli atti fondamentali e per giunta solo obbligatori e non vincolanti.

Nell'ambito della materia della concessione dei pubblici servizi devono ritenersi di competenza del consiglio comunale gli atti fondamentali quali la scelta di attribuire il servizio in concessione, l'organizzazione del rapporto, la risoluzione del medesimo.

La circostanza che il gestore continui in via di mero fatto a gestire la fognatura già acquisita alla proprietà pubblica viola la l. n. 36/1994 (nonché, nel caso di specie, gli artt. 4, 11 e 12 della l.r. Lazio n. 6/1996), cd. legge Galli (la cui disciplina è stata, poi, sostituita dal d.lgs. n. 152/2006), che ha previsto la gestione unitaria del servizio idrico integrato in ognuno degli istituiti Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.) e la cessazione delle gestioni preesistenti.

L'abrogazione dell'art. 113, co. 5 e 7, D. Lgs. 267/2000 ad opera del combinato disposto dell'art. 23-bis d.l. 112/2008 e dell'art. 12, co. 1, lett. a), d.P.R. 168/2010 hanno fatto venir meno soltanto il vincolo che i due commi abrogati imponevano alle A.A.T.O. (e, pertanto, anche ai successori di queste, individuati con legge regionale) di adottare esclusivamente alcun... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e forme di gestione e di rispettare particolari criteri e, perciò, non hanno soppresso la funzione propria delle A.A.T.O. medesime di deliberare le forme di gestione del servizio idrico integrato e di aggiudicare tale gestione, nel rispetto dei princípi e delle disposizioni vigenti nel diritto dell'Unione europea.

L'art. 113, co. 5 e 7, D. Lgs. 267/2000, che disciplinavano le modalità di affidamento del servizio idrico integrato prima dell'entrata in vigore del d.l. 112/2008, non hanno ripreso vigore a seguito dell'intervenuta abrogazione di quest'ultima nomra per effetto dell'esito del referendum.

È incostituzionale la legge regionale che individui direttamente il gestore del servizio idrico integrato, individuandola in un'azienda pubblica avente determinate caratteristiche, poiché spetta all'ente successore delle competenze dell'A.A.T.O. individuare le forme di gestione di tale servizio.

Il pringipio di gratuità dell'affidamento delle infrastrutture idiche, dettato dall'art. 153, comma 1, d.lgs. 152/2006, si applica alle concessioni nuove o rinnovate e non a quelle già in essere: si applica cioè ai soli "nuovi affidamenti" regolati dal comma 2 dell'articolo 172.

... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o dell'immodificabilità soggettiva dell'offerente è stato progressivamente ridimensionato dalla giurisprudenza amministrativa ed è stato definitivamente superato dall'art. 51 d. lgs. 163/2006.

Le cautele di cui il legislatore nazionale ha circondato l'istituto della fusione, con l'adeguamento, alla normativa comunitaria, delle norme contenute nel codice civile, e la disciplina stabilita in tema di pubblici appalti non contraddicono, ma evidenziano il generale favore che l'ordinamento interno, non meno di quello comunitario, riservano all'istituto, che non può essere, surrettiziamente, ostacolato da una interpretazione che riconduce il fenomeno nell'alveo della immutabilità del soggetto ammesso alla partecipazione alla gara.

Nel caso di fusione verificatasi nel corso della procedura di affidamento comporta una successione a titolo universale della società che ne deriva nei rapporti giuridici di quella incorporata o fusa e cioè il pieno e completo trasferimento di diritti ed obblighi delle Società preesistenti nella titolarità della nuova società o della incorporante, con sostanziale continuità dei rapporti giuridici in atto tra questa società e l'Amministrazione appal... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...>
Il partecipante che deduce la nullità di un offerta in ragione del carattere distorsivo della concorrenza devono provare non l'astratto effetto distorsivo del mercato, ma in concreto l'effettiva violazione della concorrenza.

Qualora, a seguito di una gara andata deserta, la P.A. decida di affidare il servizio idrico integrato con trattativa privata è legittima la delibera dell'assemblea dell'A.A.T.O. che, nello stipulare il contratto di servizio, si discosti dalle previsioni del bando originario allo scopo di rendere possibile l'affidamento del servizio mitigando quelle clausole o condizioni che siano tali da collocare l'appalto fuori dalle normali regole di mercato.

Nel caso in cui l'affidamento del servizio idrico integrato avvenga, dopo gara andata deserta, con trattativa privata è legittima la delibera dell'assemblea dell'A.A.T.O., che accetti di stipulare il contratto di servizio richiedendo la garanzie bancarie per un arco di tempo inferiore rispetto a quello previsto originariamente nel bando.

La procedura negoziata, ancorché procedimentalizzata, implica per definizione la "trattabilità" delle condizioni e del contenuto del contratto, senza che ciò comporti inosserv... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...regole dell'evidenza pubblica comunitaria, o deroga o lesione alla regola della massima concorsualità.

L'affidamento diretto del servizio idrico integrato ad una società ad integrale partecipazione pubblica, con imposizione alla stessa del duplice obbligo di privatizzarsi entro un determinato termine e di selezionare il socio privato con gara ad evidenza pubblica è illegittimo, in quanto non corrisponde ad alcuno dei modelli stabiliti dall'art. 113, co. 5, d. lgs. 267/2000.

Nel sistema dell'art. 113, co. 5, d. lgs. 267/2000 e dell'art. 23-bis d.l. 112/2008 conv. in l. 133/2008, così come modificato dal d.l. 135/2009 conv. in l. 166/2009 un legittimo conferimento del servizio a società mista implica che l'attribuzione dei compiti operativi sia successiva, o al più contestuale (anche se, sul piano logico, l'attribuzione dei compiti resta sempre successiva all'individuazione del socio), ma mai precedente alla scelta del socio privato, giacché, in quest'ultima evenienza, nel momento decisivo dell'affidamento l'unico modello legale di riferimento ipotizzabile per il soggetto gestore sarebbe quello dell'affidamento in house.

La gestione della rete idrica non può essere separata dall'er... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...l servizio idrico, ai sensi dell'art. 147, co. 2, lett. b) d. lgs. 152/2006; a tal fine non rilevano le modifiche apportate dal d. lgs. 4/2008, in virtù del quale le parole «unicità della gestione» sono state sostituite con «unitarietà della gestione», perché l'uso di quest'ultima espressione non vale a consentire la separazione delle gestioni, al massimo legittimando l'affidamento della gestione della rete e della gestione dell'erogazione a soggetti coordinati e collegati tra loro, ma mai facenti capo a due organizzazioni separate e distinte.

La non separabilità della gestione della rete dalla gestione del servizio idrico integrato costituisce principio vincolante per il legislatore regionale.

È costituzionalmente legittima la normativa regionale che preveda che l'unica modalità di affidamento del servizio di erogazione idrica sia la pubblica gara, escludendo così l'affidamento a società mista e l'affidamento in house, permessi invece dalla normativa statale (art. 150 d. lgs. 152/2006): le Regioni infatti possono dettare, nell'esercizio della loro potestà legislativa esclusiva in materia di "servizi pubblici locali" una normativa che tuteli la co... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...iù intensamente rispetto alla legislazione statale.

L'esecuzione di lavori sugli impianti che presenti carattere accessorio rispetto all'oggetto principale della concessione di servizio idrico integrato non può essere qualificata come «concessione di lavori pubblici».

È illegittima la delibera con cui uno dei Comuni aderente all'A.T.O. proroga il termine per la gestione in economia del servizio idrico integrato, qualora l'Autorità di Ambito abbia già provveduto all'affidamento del servizio idrico stesso e abbia stabilito un preciso termine per il passaggio delle gestioni.

Le modalità di affidamento del servizio idrico integrato e la scelta del soggetto a cui affidarlo è rimessa esclusivamente all'Autorità di Ambito: ne consegue che i comuni non sono legittimati a costituire alcuna società a cui affidare, con gara o meno, la gestione del servizio idrico.

Qualora il Comune, nel caso previsto dall'art. 148, co. 5, d. lgs. 152/2006 scelga di non aderire all'A.T.O., la competenza a decidere circa le modalità di gestione del servizio idrico integrato spetta unicamente al Comune stesso.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> SERV... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... INTEGRATO --> CONVENZIONE




La convenzione che disciplina i rapporti fra gli enti locali ed il gestore del servizio idrico integrato costituisce uno strumento pubblicistico strettamente funzionale ai compiti di vigilanza ed organizzazione che la legge attribuisce alle amministrazioni locali, non costituendo dunque un contratto di diritto privato, ma integrando invece uno strumento bilaterale per l'esercizio di potestà pubbliche, che ben può farsi rientrare nel genus degli accordi amministrativi soggetti alla disciplina dell'art. 11, L. n. 241/90 del 1990, e quanto alla giurisdizione, all'art. 133 c. 1 lett. a) n. 1 del c.p.a.

L'articolo 153 d.lgs. 12 aprile 2006, n. 152 stabilisce da un lato che le infrastrutture del servizio idrico integrato sono concesse in uso gratuito al gestore e dall'altro fa rinvio per la regolamentazione dei rapporti con il gestore (e in particolare per gli oneri a cui questi è tenuto in corrispondenza dell'uso delle infrastrutture) alla convenzione di gestione e al relativo disciplinare.

Il potere dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas ed il sistema idrico di incidere sulle convenzioni esistenti tra le Autorità d'ambito territoria... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... e i gestori del servizio idrico integrato trova fondamento nell'art. 10, c. 14, lett. f) del d.l. n. 70/2011 e nell'art. 3 del DPCM 20.7.2012, disposizioni ai sensi delle quali l'autorità verifica la corretta redazione del piano d'ambito, esprimendo osservazioni, rilievi e impartendo, a pena d'inefficacia, prescrizioni sugli elementi tecnici ed economici e sulla necessità di modificare le clausole contrattuali e gli atti che regolano il rapporto tra le Autorità e i gestori. L'autorità dispone dunque del potere di dettare prescrizioni che vanno a incidere a pena di inefficacia - e sono dotate, quindi, di forza cogente - sulle clausole e sugli atti che regolano il rapporto fra i gestori del SII e gli Enti d'Ambito.

Il Consiglio Comunale non è competente ad adottare il provvedimento di decadenza della concessione del servizio idrico integrato, per inadempimento del concessionario.

Il provvedimento di decadenza della concessione del servizio idrico integrato per inadempimento del concessionario è di competenza del dirigente e non della giunta comunale, né, tantomeno, del consiglio comunale.

La convenzione che ai sensi dell'art. 150 D. Lgs. 152/2006 disciplina i rapporti tra il gestore del ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rico integrato e gli enti appartenenti all'ambito territoriale ottimale costituisce uno strumento pubblicistico strettamente funzionale ai compiti di vigilanza ed organizzazione del servizio che la legge attribuisce alle amministrazioni locali, come dimostra il fatto che, in caso di mancato esercizio dei predetti poteri, la regione può nominare un commissario ad acta che si sostituisca agli enti inadempienti nell'esercizio delle prerogative convenzionalmente previste.

La mancata approvazione da parte della P.A. dei programmi e dei progetti di potenziamento e ampliamento del servizio idrico integrato presentati dal concessionario non è idonea a giustificare l'inadempimento di quest'ultimo alle obbligazioni nascenti dalla convenzione.

Gli adempimenti successivi alla risoluzione non hanno alcuna incidenza sulla legittimità della medesima essendo ormai venuto meno l'interesse del contraente in bonis alla prestazione.

Qualora tra la Regione e i Comuni sia stato stipulato un accordo per la compartecipazione di questi ultimi alle spese di manutenzione degli acquedotti sostenute dalla stessa Regione, la delibera con cui viene determinato di volta l'effettivo ammontare del contributo dovuto dai Comuni non deve rispettare l... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... CIPE per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato.

Non c'è alcuna ragione, né nell'ambito della normativa esistente (che peraltro non presenta aspetti di incostituzionalità), né nell'ambito dei principi generali che governano l'attuale sistema giuridico, perché gli enti locali siano obbligati ad approvare la convenzione di cooperazione per la gestione del servizio idrico integrato.

Il Consiglio comunale può disapprovare la convenzione di cooperazione per la gestione del servizio idrico integrato, ma tale potere di disapprovazione non è assoluto, o meglio non è esercitabile in ogni caso, in quanto ciò porrebbe l'ente locale al di fuori del sistema che vuole l'instaurazione del servizio idrico integrato.

Quando la convenzione approvata in ambito di predisposizione del rapporto con il gestore del servizio idrico integrato contiene una serie notevole di differenze rispetto alla convenzione tipo elaborata dalla Regione, è fuori discussione che le modifiche possono essere esaminate e, se considerate, non coerenti con il sistema prefigurato dalla Regione, possono senz'altro condurre alla non approvazione della convenzione.

La convenzion... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... Gestore del servizio pubblico integrato è atto di autonomia privata e come tale non può in alcun modo essere interpretata in deroga alle previsioni legislative oggi contenute nel Codice dell'Ambiente.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> SERVIZIO IDRICO INTEGRATO --> GESTIONE COMUNALE

La società che gestisce il servizio idrico integrato non è una comune società di capitali il cui capitale possa liberamente circolare sul mercato, ma è, soggettivamente, una società a capitale obbligatoriamente pubblico, i cui soci possono essere soltanto i Comuni dell'area in cui viene dalla stessa società organizzato, sorvegliato, gestito ed erogato al pubblico il servizio idrico integrato.

La decisione dell'autorità comunale di recedere dal raggruppamento ed optare per un nuovo modello organizzativo deve essere notificata al Consorzio che gestisce il servizio idrico integrato, che viene direttamente inciso da una decisione di questo tipo.



 
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