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La competenza all'adozione del provvedimento ablatorio

Sebbene nel sistema previgente al D.Lgs.80/1998, la competenza circa l'adozione del decreto d'esproprio era attribuita al sindaco, in seguito alla riforma delle autonomie locali (artt. 4 e 51 L.142/1990), le competenze gestionali sono state trasferite dall’organo di governo agli organi dirigenziali dell’ente locale territoriale. Oggi, competente all'adozione del provvedimento ablatorio è del dirigente del competente servizio.

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TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> DECRETO DI ESPROPRIO --> COMPETENZA

Costituisce ius receptum il principio secondo cui con l'entrata in vigore dapprima dell'art. 45 comma 1 d.lg. 31 marzo 1998 n. 80 e da ultimo dell'art. 107 d.lg. 18 agosto 2000 n. 267, le competenze inerenti alla gestione amministrativa, per gli enti comunali e provinciali, sono state traslate dalla potestà dell'organo politico a quella dei dirigenti e tra esse rientra l'emissione del decreto di esproprio.

Alla stregua delle funzioni e delle responsabilità demandate alla dirigenza dall'art. 107 del D.L. vo 18.8.2000, n. 267, l'adozione di atti di gestione, come elencati in tale disposizione (da tenersi nettamente distinti dagli atti di indirizzo politico di spettanza esclusiva degli organi politici dell'Ente), rientra proprio nelle attribuzioni dei funzionari burocratici aventi qualifica dirigenziale; non è pertanto contestabile la competenza del dirigente ad adottare il decreto di esproprio; inoltre, coerentemente, nella materia espropriativa l'art. 6 del D.P.R. n. 327 del 2001 demanda proprio ai dirigenti l'emanazione di "ogni provvedimento conclusivo del procedimento espropriativo o di singole fasi di esso" (art... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...7).

Competente all'adozione del decreto di esproprio è il dirigente; la riforma delle autonomie locali, portata dagli articoli 4 e 51 della legge 8 giugno 1990 n. 142, ha determinato, infatti, il trasferimento generalizzato delle competenze gestionali dall'organo di governo agli organi dirigenziali dell'ente locale territoriale.

Sussiste la competenza del dirigente ad adottare i provvedimenti ablatori, conseguenti all'avvenuta approvazione del progetto definitivo delle opere da realizzare.

Legittimamente il decreto di esproprio è adottato dal Responsabile dell'Ufficio Espropriazioni cui con delibera del Comitato Direttivo il Consorzio ASI ha conferito l'esercizio delle funzioni relative ai procedimenti espropriativi, ponendosi tra l'altro detto conferimento nell'alveo del principio di separazione dei poteri tra organo politico e dirigenti.

Nel sistema previgente al D. lgs.vo n. 80/1998, alla luce della disciplina di cui alla legge regionale Toscana 13 agosto 1984 n. 50, andava attribuita al Sindaco la competenza in ordine all'adozione del decreto di esproprio.

La pronuncia del decreto di esproprio non è nella competenza del Sindaco bensì in quella de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del competente servizio.

Il decreto di espropriazione per p.u. rientra fra gli atti di gestione e non fra quelli d'indirizzo. Infatti, a tacer d'altro, esso è la conclusione di un procedimento articolato e complesso che ne fa un atto interamente vincolato (o quasi) visto che tutte le scelte discrezionali sono state compiute a monte, nello stesso procedimento o addirittura in atti ancora anteriori (in particolare, quelli di pianificazione urbanistica primaria e secondaria). Non vi è dunque ragione per sottrarre il decreto d'esproprio alla regola generale per la quale tutti i provvedimenti individuali sono di competenza dei dirigenti.

Legittimamente il decreto di esproprio è firmato da chi è stato individuato quale Responsabile dell'Ufficio per le espropriazioni, in conformità a quanto previsto dall'art 6 comma 2 del DPR 327/2001.

La competenza dirigenziale all'adozione degli atti del procedimento (nel caso di specie decreto di esproprio), sussiste indipendentemente da una specifica previsione regolamentare, perché il potere regolamentare, che l'art. 27-bis del d.lgs. n. 29/1993 ha attribuito alle amministrazioni non statali al fine di adeguare i rispettivi ordinamenti ai principi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'art. 3 dello stesso decreto n. 29/1993, è riconosciuto agli enti locali soltanto nell'ambito organizzativo interno, senza che l'effettivo esercizio dei poteri di gestione da parte della dirigenza sia subordinato alla previa adozione della disciplina regolamentare.

Legittimo è il decreto di esproprio adottato dal soggetto (nel caso di specie Dirigente di una Società di Trasformazione Urbana), delegato all'esercizio dei poteri espropriativi ex art. 6 comma 8 DPR 327/2001.

Dopo l'avvento dell'art. 51, della L. n. 142/1990, come modificato dall'art. 6, comma 2, della L. n. 127/1997 e soprattutto dopo l'avvento dell'art. 107, comma 5, del d.lgs. n. 267/2000, tutti gli atti che intervengono nel corso di una procedura espropriativa sono di esclusiva competenza dei dirigenti degli Enti procedenti e ciò vale anche per le procedure di esproprio nell'ambito di una specifica procedura disciplinata dalla legge 22 ottobre 1971 n. 865.

Rientra tra i compiti del dirigente e non del sindaco, stante la distinzione tra attività politica e attività di gestione, l'adozione del decreto di espropriazione.

Alla luce della legge regionale 5 gennaio 2000 n. 1 (di riordino del sistema delle autono... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ardia ed attuazione del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112), sussiste la competenza del dirigente a decretare l'esproprio.

E' il dirigente competente all'emanazione del decreto di esproprio.

Nell'ambito della procedura disciplinata dalla L. n. 865/1971, legittimo è il decreto di esproprio di aree necessarie per l'attuazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, emanato dal Sindaco che, in ipotesi di comune privo di personale dirigenziale, non si sia avvalso della facoltà di cui all'art. 51 della L. n. 142/1990, al comma 3-bis aggiunto dall'art. 6 della legge 127/1997 ed integrato dall'art. 2, comma 13, della L. n. 191/1998 (applicabile ratione temporis) e non abbia quindi adottato provvedimenti di attribuzione di competenze ai dipendenti comunali.

Il riparto interno di competenza tra gli uffici comunali (ufficio tecnico, ripartizione urbanistica etc.), non incide sulla legittimità del decreto finale di esproprio, non dando luogo a un vizio di incompetenza (relativa) in senso tecnico.

In relazione a procedure, cui non risulta applicabile ratione temporis la nuova normativa di cui al T.U. 327 del 2001, e in difetto di diversa normativa regionale, la competenza ad adottare il decre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...prio con riferimento alle opere infraregionali, resta in capo al Presidente della Regione, ai sensi dell'articolo 13 L.865 del 1971 e dell'art. 4 L.247 del 1974, ed in coerenza all''evoluzione del nostro ordinamento (dal D.Lgs. 29 del 1993 al D.Lgs.80 del 1998 al D.Lg.165 del 2001) in merito alla distinzione tra atti di indirizzo e atti di gestione, in quanto l'adozione dei decreti di esproprio per le opere di rilievo infraregionale non rientra nell'ambito gestionale.

Anche a prescindere dall'operatività delle disposizioni di cui all'art. 6 comma 7 del DPR 327/2001, gli atti di gestione, quali l'emanazione del provvedimento di espropriazione definitiva, sono legittimamente adottati dal Dirigente a ciò funzionalmente competente, ai sensi dell'art. 107 T.U. ordinamento Enti Locali.

Nell'ambito di procedure espropriative cui non risulta applicabile il T.U. n. 327 del 2001 e in difetto di diversa normativa regionale, la competenza ad adottare il decreto di esproprio spettava al Presidente della Regione, ai sensi dell'art. 13 della legge n. 865 del 1971 e dell'art. 4 della legge n. 247 del 1974.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> DECRETO DI ESPROPRIO --> COMPETENZA --> INFRASTRUTT... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ENERGETICHE

Riguardo alle infrastrutture lineari energetiche correttamente il decreto di esproprio è fatto rientrare nella sfera di competenza del Comune, qualora relativo ad un'opera, il potenziamento, di rilevanza comunale, in quanto destinato a rafforzare la rete di distribuzione proprio nell'ambito del territorio del Comune. Tale fattispecie rientra, a pieno titolo nella previsione del secondo comma dell'art. 52 sexies che ha riservato le competenze amministrative al Comune ogni volta che le opere, per dimensioni ed estensione, hanno rilevanza o interesse esclusivamente locale.



 
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