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Imprescrittibilità del potere di repressione degli abusi edilizi dei Comuni

All’attività di repressione degli abusi edilizi, collegata alla tutela dell’interesse pubblico all’ordinato sviluppo del territorio, non si applica il termine quinquennale di prescrizione previsto per gli illeciti amministrativi (art. 28 legge 689/1981): l'abuso edilizio ha carattere permanente.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANZIONI --> PRESCRIZIONE

Il termine di decorrenza della prescrizione delle sanzioni pecuniarie per illeciti amministrativi in materia urbanistica, edilizia e paesistica deve ritenersi coincidente con l'atto che fa cessare nel tempo la illiceità del comportamento edilizio e cioè quello della intervenuta concessione edilizia in sanatoria, la quale appunto rimuove ogni ragione di incompatibilità dell'opera con gli assetti urbanistici e territoriali e fa venir meno dunque la permanente illiceità che l'accompagnava dall'atto della sua realizzazione.

L'ordinamento non assoggetta ad un regime di prescrizione l'esercizio dei poteri di controllo e di sanzione da parte delle amministrazioni competenti in materia urbanistico-edilizia.

Il principio di cui all'art. 28 della legge n. 689/1981, a norma del quale "il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni amministrative punite con pena pecuniaria si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione" è applicabile alle sanzioni edilizie, trattandosi di disposizione applicabile, per espresso dettato legislativo, a tutte le violazioni punite con sanzioni ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ive pecuniarie, anche se non previste in sostituzione di una sanzione penale (art. 12 legge n. 689/1981) e, quindi, anche agli illeciti amministrativi in materia urbanistica, edilizia e paesistica puniti con sanzione pecuniaria.

Dal carattere permanente degli illeciti amministrativi in materia urbanistica edilizia e paesistica deriva che se l'Autorità emana un provvedimento repressivo (di demolizione, ovvero di irrogazione di una sanzione pecuniaria), non emana un atto "a distanza di tempo" dall'abuso, ma reprime una situazione antigiuridica ancora sussistente. Conseguentemente, nel campo dell'illecito amministrativo la permanenza cessa e il termine quinquennale di prescrizione comincia a decorrere o con l'irrogazione della sanzione pecuniaria o con il conseguimento dell'autorizzazione, che può essere rilasciata anche in via postuma.

La repressione degli abusi edilizi, essendo collegata alla tutela dell'interesse pubblico all'ordinato sviluppo del territorio, non è soggetta a termini di decadenza o di prescrizione e può essere esercitata anche a notevole distanza di tempo dalla commissione dell'abuso.

La potestà di vigilanza e di repressione degli abusi edilizi commessi sul proprio territor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dei Comuni è imprescrittibile e non soggetta a decadenza, in quanto relativa ad illeciti a carattere permanente e preordinata al corretto sviluppo ed assetto del territorio.

La vetustà dell'opera non esclude il potere di controllo e il potere sanzionatorio del Comune in materia urbanistico-edilizia, perché l'esercizio di tale potere non è soggetto a prescrizione o decadenza; ne consegue che l'accertamento dell'illecito amministrativo e l'applicazione della relativa sanzione può intervenire anche a notevole distanza di tempo dalla commissione dell'abuso, senza che il ritardo nell'adozione della sanzione comporti sanatoria o il sorgere di affidamenti o situazioni consolidate.

Il termine di cinque anni di prescrizione previsto dall'art. 28 legge 689/1981 non si applica alle sanzioni pecuniarie avente carattere ripristinatorio, mentre trova applicazione alle misure repressive pecuniarie avente carattere personale.

Il potere-dovere di sanzionare gli abusi edilizi non si consuma per il trascorrere del tempo, avendo i termini previsti dalla normativa in materia carattere ordinatorio, e non è soggetto a prescrizione, né a decadenza, stante il carattere di illecito permanente dell'abuso medesim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br /> Il potere di controllo e di repressione degli abusi edilizi non si esaurisce per decorso dei termini.

L'esercizio del potere di controllo e sanzionatorio della P.A. in materia urbanistico-edilizia e paesistica non è soggetto a prescrizione.

Per gli illeciti amministrativi in materia paesistica, urbanistica ed edilizia, la prescrizione quinquennale dell'art. 28 legge 689/1981 inizia a decorrere solo dalla cessazione della permanenza, con la conseguenza che, vertendosi in materia di illeciti permanenti, il potere amministrativo repressivo, come la determinazione di applicare la sanzione pecuniaria, può essere esercitato senza limiti di tempo e senza necessità di motivazione in ordine al ritardo nell'esercizio del potere.

L'esercizio del potere di controllo e sanzionatorio della p.a. in materia urbanistico edilizia e paesistica non è soggetto a prescrizione.

In tema di condono edilizio, il Giudice penale, prima di sospendere il processo ha il potere-dovere di controllare la sussistenza delle condizioni di applicabilità del condono, in quanto si tratta di un potere di controllo strettamente connesso all'esercizio della giurisdizione, il cui mancato esercizio determina inevitabilment... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mente la dilatazione dei tempi del processo.

Nell'ipotesi in cui la sospensione del procedimento per reati edilizi sia stata dichiarata legittimamente al momento della sua pronuncia, in quanto ne ricorrevano i presupposti, il successivo accertamento della inesistenza dei requisiti per l'applicazione della causa estintiva della contravvenzione non fa venire meno la correttezza dell'iniziale ordinanza sospensiva, e quindi gli effetti, ad essa connessi, della conseguente sospensione della prescrizione.

L'attività di repressione degli abusi, essendo collegata alla tutela dell'interesse pubblico all'ordinato sviluppo del territorio, così come delineato nello strumento urbanistico e nella regolamentazione edilizia vigenti, non è soggetto a termini di decadenza o prescrizione e può essere esercitata anche a notevole distanza di tempo dalla commissione dell'abuso.

Il potere di ripristino dello status quo non è soggetto ad alcun termine di prescrizione né è tacitamente rinunciabile, poiché il semplice trascorrere del tempo non può legittimare una situazione di illegalità, né imporre all'Amministrazione la necessità di una comparazione dell'interesse del privato... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rvazione dell'abuso con l'interesse pubblico alla repressione dell'illecito.

Il potere sanzionatorio edilizio non è soggetto, come tutti i pubblici poteri, a prescrizione o decadenza, potendo l'Amministrazione ognora perseguire il pubblico interesse, le quante volte sussistano i presupposti di fatto necessari e la correlata questione di diritto non abbia già trovato irreversibile definizione.

L'esercizio del potere di controllo e sanzionatorio in materia urbanistico-edilizia e paesistica è imprescrittibile.

La prescrizione quinquennale di cui all'art. 28 della legge n. 689 del 1981 si applica anche agli illeciti amministrativi in materia urbanistica, edilizia e paesistica puniti con sanzione pecuniaria.

Gli illeciti in materia paesaggistica, urbanistica ed edilizia, ove consistano nella realizzazione di opere senza le dovute autorizzazioni, assumono natura di illeciti permanenti, in relazione ai quali il termine di prescrizione inizia a decorrere solo dalla cessazione della permanenza (ovvero con l'irrogazione della sanzione pecuniaria o con il conseguimento del permesso postumo).

L'esercizio dei poteri repressivi in materia di abusi edilizi non incontra alcun termine di decadenza o d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one.

Gli illeciti amministrativi in materia edilizia, urbanistica e paesistica hanno carattere permanente: di conseguenza il potere amministrativo di applicare la sanzione pecuniaria, può essere esercitato senza limiti di tempo e senza necessità di motivazione in ordine al ritardo nell'esercizio del potere.

La regola della prescrizione quinquennale (art. 28 legge 689/1981) trova applicazione anche agli illeciti amministrativi in materia urbanistica, edilizia e paesistica puniti con sanzione pecuniaria, ma, in conseguenza della natura permanente di tali illeciti, detto termine quinquennale inizia a decorrere o con l'irrogazione della sanzione pecuniaria o col conseguimento, anche in via postuma, del titolo abilitativo.

L'intervenuta sanatoria dell'abuso edilizio, in virtù del principio dell'autonomia della violazione edilizia rispetto a quella urbanistica, non fa venir meno la potestà sanzionatoria per la violazione paesaggistica, ma determina comunque la cessazione della permanenza dell'illecito paesaggistico; ne consegue che il momento del rilascio della sanatoria costituisce il dies a quo della prescrizione quinquennale della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 167 D. Lgs. 42/2004.

Il pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cui all'art. 28 della legge n. 689 del 1981, a norma del quale il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni amministrative punite con pena pecuniaria si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione, è applicabile anche agli illeciti amministrativi in materia urbanistica, edilizia e paesistica puniti con sanzione pecuniaria.

Per gli illeciti amministrativi in materia paesistica, urbanistica ed edilizia, qualificabili come permanenti, la prescrizione quinquennale di cui all'art. 28 legge n. 689 del 1981 inizia a decorrere solo dalla cessazione della permanenza, per cui il potere amministrativo repressivo, come la determinazione di applicare la sanzione pecuniaria, può essere esercitato senza limiti di tempo e senza necessità di motivazione in ordine al ritardo nell'esercizio del potere.

Se è vero che l'intervenuta sanatoria di un abuso edilizio non fa ex se venire meno la potestà sanzionatoria per l'eventuale diversa violazione paesaggistica, peraltro essa non è neppure vero che essa non spiega alcuna influenza sulla permanenza di quest'ultima; ne consegue che proprio il momento del rilascio della sanatoria costituisce il dies a quo della prescrizion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione pecuniaria, ai sensi dell'art. 28 della legge nr. 689 del 1981.

Alla sanzione amministrativa di cui all'art. 167 del d.lgs. n. 42 del 2004 si applica la prescrizione quinquennale prevista dall'art. 28 della legge n. 689 del 1981.

Gli illeciti in materia urbanistica, edilizia e paesistica consistenti nella realizzazione di opere senza le prescritte concessioni e autorizzazioni hanno carattere di illeciti permanenti, di talché la commissione viene meno solo con il conseguimento delle prescritte autorizzazioni.

Per gli illeciti amministrativi in materia paesistica urbanistica edilizia la prescrizione quinquennale di cui all'art. 28 legge n. 689 del 1981 inizia a decorrere solo dalla cessazione della permanenza, con la conseguenza che il potere amministrativo repressivo può essere esercitato senza limiti di tempo e senza necessità di motivazione in ordine al ritardo nell'esercizio del potere.

Se l'Autorità emana un provvedimento repressivo di un illecito amministrativo in materia urbanistica, edilizia e paesistica, non emana un atto "a distanza di tempo" dall'abuso, ma reprime una situazione antigiuridica contestualmente contra jus, ancora sussistente.

Il termine di prescrizi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nnale degli illeciti amministrativi consistenti nell'omessa richiesta della preventiva autorizzazione comincia a decorrere o con l'irrogazione della sanzione pecuniaria o con il conseguimento dell'autorizzazione che, secondo pacifico orientamento, può essere rilasciata anche in via postuma.

Laddove il responsabile dell'illecito urbanistico, edilizio o paesaggistico abbia concluso positivamente la procedura di condono, il provvedimento di concessione in sanatoria non può non determinare la cessazione delle permanenza anche dell'illecito paesaggistico.

Una volta ottenuta la concessione in sanatoria, il responsabile dell'abuso null'altro è tenuto a fare, né può fare, con riferimento all'ulteriore violazione di natura paesaggistica, atteso che l'autorità preposta al vincolo ha già compiutamente e definitivamente espresso il proprio avviso rilasciando il parere di compatibilità, che costituisce presupposto imprescindibile per il condono delle opere abusive eseguite in zona vincolata.

Il momento del rilascio della sanatoria costituisce il dies a quo della prescrizione della sanzione pecuniaria, ai sensi dell'art. 28 della L.n. 689 del 1981.

Il potere repressivo degli abu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... costituendo un preciso obbligo dell'Amministrazione, che non gode di alcuna discrezionalità al riguardo, non è soggetto a termini prescrizionali, ben potendo essere esercitato in qualsiasi momento.

Il potere sanzionatorio in materia edilizia è imprescrittibile.


 
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