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Lavoro e previdenza nelle cooperative


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titolo:IL CODICE DELLE COOPERATIVE
anno:2015
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formato: pdf  
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Anche prima dell'emanazione della L. n. 142 del 2001, di revisione della legislazione in materia cooperativistica con particolare riferimento alla posizione del socio lavoratore, valeva il principio secondo cui quando l'attività di lavoro svolta dal socio in favore della società cooperativa consista in prestazioni comprese tra quelle previste dai patti sociali e dirette al perseguimento dei fini istituzionali dell'ente, non è configurabile un rapporto di lavoro, subordinato o autonomo, costituendo le anzidette prestazioni lavorative, tipiche della qualità di socio, adempimento del contratto sociale.

In tema di cooperative di produzione e lavoro, anche nel regime previgente alla L. 3 aprile 2001, n. 142, spetta al giudice di merito verificare se, accanto al rapporto associativo, sussista un distinto rapporto di lavoro, autonomo o subordinato, dovendo questo escludersi ove i soci si limitino ad espletare prestazioni e a svolgere attività secondo le prescrizioni del contratto sociale.

Ai sensi del nuovo sistema di classificazione previsto dall'Accordo nazionale per il rinnovo del CCNL del personale delle cooperative sociali, è statuito che il personale OSA è inquadrato nella categoria B1 svolgendo attivit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alificata e prestando servizi generici alla persona in ambito socioassistenziale, senza quei profili di autonomia e senza quelle funzioni di coordinamento che sono invece proprie della figura specializzata dell'assistenza sociale.

La normativa vigente, nel determinare ai fini contributivi il salario medio e il periodo di occupazione media mensile convenzionale per i soci delle cooperative e nel prevedere al riguardo eventuali agevolazioni, trovano applicazione esclusivamente con riferimento ai soci operanti nella provincia di riferimento: ciò si desume dal continuo richiamo - operato espressamente nelle disposizioni di legge - alle attività e non ai domicili o alle sedi dei soggetti tenuti all'obbligo contributivo.

In tema di agevolazioni contributive, non rileva la provincia ove ha sede la singola cooperativa, ma quella della zona ove essa svolge in modo prevalente la propria attività, conformemente alla ratio delle norme di tutela della cooperazione, che avrebbero effetti distorsivi della concorrenza se le cooperative aventi sede nelle province beneficiarie di disposizioni maggiormente favorevoli potessero giovarsene per i servizi resi nel restante territorio nazionale.

Ai sensi dell'art. 2533 c.c., l'inadempime... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stifica l'esclusione del socio lavoratore deve essere qualificato in termini di specifica gravità e presuppone, pertanto, anche una valutazione del tempo trascorso fra la mancanza addebitata e la reazione da parte della società recedente, dovendosi ritenere non conforme ai criteri legali, anche alla luce delle regole di buona fede e correttezza, l'esclusione disposta a notevole distanza di tempo dai fatti addebitati, mentre resta escluso che nella clausola che sanziona la "violazione dello spirito mutualistico e solidaristico della cooperativa" sia ascrivibile la tutela in giudizio dei diritti del socio, salvo che si dimostri che la tutela giudiziaria fosse strumentale al perseguimento di finalità indebite, del tutto estranee alla legittima (anche se eventualmente infondata nel merito) protezione dei propri interessi giuridici.

In tema di licenziamento disciplinare irrogato da una società cooperativa di produzione e lavoro, l'onere probatorio della sussistenza anche del rapporto associativo con il lavoratore compete alla società e, ove tale onere non sia assolto, deve escludersi la possibilità di attribuire al medesimo la qualità di socio-lavoratore, dovendo egli essere considerato un lavoratore subordinat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mplice, con conseguente inapplicabilità dell'art. 2 della legge 3 aprile 2001, n. 142.

In tema di cooperative di produzione e lavoro, anche nel regime previgente alla legge 3 aprile 2001, n. 142, spetta al giudice di merito verificare se, accanto al rapporto associativo, sussista un distinto rapporto di lavoro, autonomo o subordinato, dovendo questo escludersi ove i soci si limitino ad espletare prestazioni ed a svolgere attività secondo le prescrizioni del contratto sociale.

Ai fini dell'applicabilità del trattamento contributivo agevolato previsto dal D.P.R. 30 aprile 1970, n. 602, in favore dei soci lavoratori di società cooperativa, sono necessari i requisiti di cui all'art. 1, del predetto decreto e, in particolare, che i soci esercitino effettivamente l'arte o il mestiere corrispondente alle attività per lo svolgimento delle quali l'organismo associativo è stato costituito e comunque un'attività rientrante tra quelle indicate nell'elenco contenuto all'art. 8 del citato decreto.

La L. 3 aprile 2001, n. 142, ha profondamente innovato la disciplina posta nella stessa materia dalla L. n. 1369 del 1960, prevedendo esplicitamente la possibilità che il socio lavoratore di cooperat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i, a fianco del rapporto associativo, un ulteriore e diverso rapporto di lavoro, in forma autonoma o subordinata, con cui contribuisce comunque al raggiungimento degli scopi sociali.

A seguito dell'entrata in vigore della L. 3 aprile 2001, n. 142 è venuta meno l'incompatibilità di cui alla disciplina previgente tra la qualità (reale e non simulata) di socio di una cooperativa di produzione lavoro e quella di lavoratore subordinato (o di lavoratore autonomo vincolato da un rapporto di para - subordinazione), in caso di prestazioni effettuate in conformità alle previsioni del patto sociale ed in correlazione con le finalità istituzionali della società.

Anche con riferimento al regime anteriore all'entrata in vigore della L. n. 142 del 2001 le società cooperative devono ritenersi assoggettate all'obbligo contributivo nei confronti dei soci lavoratori, con la contribuzione propria del tipo di lavoro (subordinato o autonomo) effettivamente prestato, senza possibilità di distinguere tra lavori assunti dalla società per conto terzi e lavori rientranti nello scopo mutualistico, atteso che il R.D. n. 1422 del 1924, art. 2, comma 3, è disposizione che, pur rimanendo immutata nella formulazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le, deve ritenersi trasformata nel significato normativo a causa dei profondi mutamenti del sistema in cui è inserita, con particolare riguardo, tra l'altro, al sopravvenire degli artt. 38 e 45 Cost. e, da ultimo, della L. n. 142 del 2001 e L. n. 30 del 2003.

Per il periodo precedente l'entrata in vigore della L. n. 142 del 2001 e della L. n. 30 del 2003, va confermata l'interpretazione del R.D. n. 1422 del 1924, art. 2, comma 3, equiparativa, ai fini previdenziali e contributivi, della posizione dei soci lavoratori a quella del lavoratori dipendenti, con conseguente sussistenza dell'obbligazione contributiva a carico di tali società a prescindere dall'esistenza degli estremi della subordinazione e dal fatto che la cooperativa svolga attività per conto proprio o per conto terzi.Ciò in quanto tale interpretazione, giusta il disposto dell'art. 12 preleggi, risponde sia al criterio letterale ("le società cooperative sono datori di lavoro ..."), che a quello logico, posto che il socio lavoratore, percependo un compenso più o meno rapportato agli introiti della cooperativa, rischiava di non avere alcuna copertura previdenziale.

In materia di società cooperative di lavoro, l'art. 1 della legge 3 a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... n. 142, nel prevedere espressamente la possibilità per il socio lavoratore di instaurare, a fianco del rapporto associativo, un ulteriore e diverso rapporto di lavoro, in forma autonoma o subordinata, con cui contribuire al raggiungimento degli scopi sociali, ha fatto venire meno la ritenuta incompatibilità tra la qualità (reale e non simulata) di socio di una cooperativa di produzione lavoro e quella di lavoratore subordinato ovvero autonomo con vincolo di parasubordinazione.



 
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