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Impossibile la conversione dell’azione indennitaria in risarcimento del danno da occupazione acquisitiva


Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2015
pagine: 581 in formato A4, equivalenti a 988 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 25,00

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Sintesi: Nel caso di sopravvenienza nel corso del giudizio del rituale e tempestivo decreto di espropriazione, la domanda risarcitoria del danno da occupazione illegittima si converte automaticamente in quella di opposizione alla stima.

Estratto: «E' stata costantemente affermazione di questa Corte che nel caso di sopravvenienza nel corso del giudizio del rituale e tempestivo decreto di espropriazione, la domanda risarcitoria del danno da occupazione illegittima si converte automaticamente in quella di opposizione alla stima (così, tra le ultime, Cass. 4358/2003, 1061/01, 4789/94); detta automatica conversione, sostanzialmente applicativa del principio della garanzia costituzionale della proprietà che non tollera il sacrificio della stessa ad opera della P.A. senza ristoro per il titolare, prescinde coerentemente dalla necessità di espressa domanda (subordinata) di liquidazione dell'indennità ed è stata ritenuta operante anche nel caso in cui la parte aveva denunciato l'illegittimità della procedura ablatoria e quindi l'illegittimità del decreto di esproprio, ma solo in appello era stata ribaltata la ricostruzione della fattispecie, con il riconoscimento della tempestività del decreto di esproprio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a conseguito il mutamento del titolo, da illecito ad ablatorio, della perdita del dominio della parte (così Cass. 4358/2003).»

Sintesi: La differenza ontologica fra l'azione di risarcimento del danno e l'azione volta alla determinazione dell'indennità di esproprio preclude di regola che si possa richiedere alla Corte d'Appello in unico grado la determinazione dell'indennità, una volta che sia stata proposta l'impugnazione avverso la sentenza di primo grado riguardante la domanda di risarcimento del danno; eccezionalmente ragioni di economia processuale consentono una tale conversione nell'ambito di un procedimento avviato con la richiesta di risarcimento qualora nelle more del giudizio siano sopraggiunte l'emissione e la tempestiva notifica del decreto di esproprio.

Estratto: «La differenza ontologica fra l'azione di risarcimento del danno e l'azione volta alla determinazione dell'indennita' di esproprio preclude di regola che si possa richiedere alla Corte d'Appello in unico grado la determinazione della indennita' une volta che sia stata preposta la impugnazione avverso la sentenza di primo grado riguardante la domanda di risarcimento del danno.Eccezionalmente ragioni di economia processuale consentono una t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione nell'ambito di un procedimento avviato con la richiesta di risarcimento qualora nelle more del giudizio siano sopraggiunte l'emissione e la tempestiva notifica del decreto di esproprio.Un tale particolare profilo non e' pero' configurabile nel caso in esame, risalendo il decreto di esproprio, di cui si e' riaffermata la tempestivita', al 6.2.1991 ed avendo i ricorrenti per tutto il giudizio di primo grado, definito con sentenza del 3.6.2003, fino alla precisazione delle conclusioni. insistito nella richiesta di risarcimento.»

Sintesi: Il principio per cui, in conseguenza del sopravvenire del decreto di esproprio, la domanda di risarcimento del danno per illegittima occupazione si converte in opposizione alla stima, deve ritenersi applicabile allorché il detto decreto, ancorché tempestivo, sia stato tardivamente notificato.

Estratto: «In tema di espropriazione per pubblica utilita', il principio per cui, in conseguenza del sopravvenire del decreto di esproprio, la domanda di risarcimento del danno per illegittima occupazione si converte in opposizione alla stima, deve ritenersi applicabile - con automatismo della conversione cui e' d'ostacolo la sola eventualita' che l'attore abbia inequivocabilmente chiesto di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...olo risarcimento e non anche la rideterminazione dell'indennita' di esproprio - allorche' il detto decreto, ancorche' tempestivo, sia stato tardivamente notificato (cfr. Cass. 199404789).»

Sintesi: L'infungibilità delle domande di determinazione dell'indennità di espropriazione e del danno da occupazione appropriativa, conseguente alla diversità del petitum e della causa petendi, preclude che il giudice possa d'ufficio convertire la domanda di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva, originariamente proposta, in domanda di opposizione alla stima.

Estratto: «La domanda di determinazione dell'indennità di espropriazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupazione appropriativa, come ontologicamente diversa, atteso che la prima ha ad oggetto il giusto indennizzo a norma dell'art. 42 Cost. e trova causa nella tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio, mentre la seconda è volta ad ottenere il risarcimento del danno conseguente alla perdita della proprietà del bene irreversibilmente destinato alle esigenze dell'opera pubblica ed è fondata su un comportamento illecito della Pubblica Amministrazione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...considerazione della diversità di petitum e di causa petendi tra le domande anzidette, ovvero della loro "infungibilità", non merita accoglimento il motivo di ricorso per cassazione attraverso il quale il ricorrente (come nella specie) si dolga che il giudice di appello non abbia d'ufficio "convertito" la domanda di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva, originariamente proposta, in domanda di opposizione alla stima (Cass. 5 maggio 1998, n. 4485; Cass. 28 agosto 1999, n. 9055; Cass. 30 agosto 2001, n. 11344).»

Sintesi: Non si può affermare l'ammissibilità dell'azione indennitaria in attesa del decreto di espropriazione, sotto il profilo che la relativa determinazione sarebbe comunque utilizzabile ai fini della liquidazione del risarcimento, attesa l'ontologica diversità, al di là dell'omologia del criterio di calcolo, dell'azione risarcitoria, nella quale la prima non è convertibile.

Estratto: «Non inducono ad una revisione dell'univoco orientamento giurisprudenziale le deduzioni della ricorrente: la mancata conclusione della procedura espropriativa impedisce di riconoscere la fondatezza della pretesa, costituzionalmente garantita, all'indennità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...za di titolo per l'acquisizione della proprietà all'ente pubblico, viene meno il diritto al ristoro per la perdita del diritto. L'elementare sillogismo che precede non è smentito né dall'onere, posto a carico della parte soggetta a procedimento ablatorio, di immediata impugnazione della stima amministrativa definitiva, né dalla riconoscibilità a suo favore, comunque, di un diritto al risarcimento, determinabile secondo i parametri base della misura dell'indennità, per l'acquisizione comunque ottenuta dall'amministrazione, per via dell'irreversibile trasformazione del fondo. Sotto il primo profilo, nel sistema della L. n. 865 del 1971, la determinazione indennitaria è configurata come subprocedimento, che si svolge parallelamente alla procedura per l'acquisizione d'autorità del diritto reale, con la quale pur esiste un coordinamento, assicurato dal termine di gg. 15 dalla richiesta dell'emissione del decreto di esproprio, entro cui il Presidente della Giunta regionale (o altro organo cui la competenza sia demandata da leggi speciali o regionali), deve emanare l'atto definitivo di espropriazione. Il sistema è ispirato all'esigenza di assicurare la pronta acquisizione del bene all'ente espropriante, indipendentemente da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... connesse alla determinazione indennitaria, e lo svolgimento fisiologico della procedura vorrebbe che ove l'indennità non sia accettata, e avverso la determinazione definitiva sia proposta opposizione giudiziale, l'acquisizione del bene alla nano pubblica sia già avvenuto. Le vicende connesse alle disfunzioni amministrative, e l'ammissibilità di un modo di acquisto della proprietà, per via dell'irreversibile trasformazione del fondo avvenuta durante il periodo di occupazione legittima, che spesso rende meno pressante l'esigenza di completare la procedura rituale per l'acquisizione dei suoli di proprietà privata, non priva di tutela il soggetto la cui proprietà sia interessata dalla realizzazione di un'opera pubblica. Per tutto il periodo in cui il bene è sottratto alla disponibilità del proprietario, a questo compete un'indennità, per il conseguimento della quale il soggetto non è condizionato ai tempi della procedura amministrativa, e, ove l'occupazione si protragga oltre i termini, spetta comunque il risarcimento del danno. Ove poi sia configurabile l'occupazione appropriativa, l'ente che abbia trasformato il suolo in assenza di titolo è obbligato al risarcimento, che pur determinato sulla stessa base... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nità espropriativa, è rispetto a questa più remunerativo. Resta poi fermo che il soggetto ben può agire nei confronti dell'amministrazione per il risarcimento dei danni che egli abbia comunque subito per l'inerzia, l'errore, o il ritardo nell'emissione di provvedimenti (per un'applicazione del principio: Cass. 27.5.1999, n. 311). Non si può peraltro affermare l'ammissibilità dell'azione indennitaria in attesa del decreto di espropriazione, sotto il profilo che la relativa determinazione sarebbe comunque utilizzabile ai fini della liquidazione del risarcimento, attesa l'ontologica diversità, al di là dell'omologia del criterio di calcolo, dell'azione risarcitoria, nella quale la prima non è convertibile (Cass. 30.8.2001, n. 11344; 9.6.2004, n. 10889), anche atteso il coinvolgimento di valutazioni del comportamento della pubblica amministrazione, nell'ipotesi dell'occupazione illegittima, con la necessità che di esse conosca il giudice amministrativo (D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80, art. 34; D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, artt. 43 e 53). D'altro canto, pur in mancanza di decreto di espropriazione, l'acquisizione in proprietà del bene alla pubblica amministrazione non è esito scontato della vicenda, ben... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...verificare la restituzione del bene, ove esso non venga più ritenuto utilizzabile a scopi pubblici.»

Sintesi: Intervenuto nel corso del giudizio il decreto di esproprio, la parte può richiedere in unico grado alla Corte d'Appello, avanti alla quale ha proposto impugnazione avverso la decisione di primo grado sulla richiesta di risarcimento del danno da accessione invertita, la determinazione della relativa indennità, come prevede l'art. 19 della Legge 865/71.

Estratto: «Il principio richiamato in ricorso - secondo cui in tema di espropriazione, in conseguenza del sopravvenire del relativo decreto, la domanda di risarcimento del danno per illegittima occupazione si converte in opposizione alla stima (Cass. 4789/94 e 5857/81) - trova applicazione infatti solo se detto decreto sia stato tardivamente notificato o la parte ne sia venuta comunque a conoscenza in un momento successivo, ma non già allorché, come nel caso in esame, non si pone il problema di una tale tardività.Ciò non esclude però che, intervenuto nel corso del giudizio il decreto di esproprio, la parte possa richiedere in unico grado alla Corte d'Appello, avanti alla quale ha proposto impugnazione avverso la decision... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grado sulla richiesta di risarcimento del danno da accessione invertita, la determinazione della relativa indennità, come prevede l'art. 19 della Legge 865/71.Pur trattandosi di domanda distinta rispetto alla prima, sia per quanto riguarda il "quantum" che la "causa petendi", ragioni di economia processuale e di connessione ne giustificano l'introduzione, nell'ambito del procedimento avviato per un titolo diverso, nel rispetto delle forme richieste.»

Sintesi: La domanda di determinazione giudiziale dell'indennità di esproprio non può essere tramutata in domanda risarcitoria del danno da illegittima appropriazione.

Estratto: «il decreto sindacale emesso in data 20.12.2000 appare tardivo e inutiliter datum, allorché la vicenda espropriativa non poteva più essere definita in condizioni di legittimità.Il che rende la domanda attorea non inammissibile in sé e per sé, in vista dell'eccepito acquisto a titolo originario dell'immobile da parte del Comune a seguito del verificarsi della c.d. accessione invertita, ma piuttosto improponibile per difetto del suo presupposto necessario, e cioè l'emissione di tempestivo decreto ablativo, quale condizione dell'azi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a.E' appena il caso di aggiungere, poi, che la richiesta del P. non può essere qualificata e interpretata come domanda risarcitoria per conseguire il danno derivante dall'illecita appropriazione: si tratta, invero, di una domanda ontologicamente diversa, sotto il profilo del petitum e della causa pretendi, da proporre eventualmente in altra sede processuale davanti al giudice competente per valore.»

Sintesi: L'azione risarcitoria si tramuta automaticamente in opposizione alla stima se nel corso del giudizio sopravviene il decreto di esproprio, salvo che l'attore non manifesti una volontà contraria a tale conversione, contestando la tardività del decreto.

Estratto: «qualora nel corso di un giudizio promosso dal proprietario di un fondo occupato per il risarcimento del danno da occupazione illegittima intervenga il decreto di esproprio ovvero la notifica dello stesso, l'azione risarcitoria si converte automaticamente in quella di opposizione alla stima, senza necessità per il proprietario stesso di proporre in separato giudizio una formale opposizione alla stima, essendo sufficiente la domanda di risarcimento già proposta ed automaticamente convertitasi nell'opposizione alla stima ad impedire la de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; dell'indennità determinata con il provvedimento ablatorio, laddove, però, tale principio non opera quando l'attore abbia espresso volontà contraria alla predetta conversione, contestando il sopravvenuto decreto di asservimento non in relazione al quantum indennitario, ma soltanto in relazione alla sua tardività, così da continuare, per l'effetto, a chiedere inequivocabilmente il solo risarcimento del danno e non anche la rideterminazione dell'indennità di esproprio. »

Sintesi: E' impossibile la conversione dell'azione indennitaria in quella di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva, trattandosi di domande ontologicamente diverse.

Estratto: «D'altra parte, non avendo il ricorrente denunciato alcun preteso vizio di contraddittorieta' o illogicita' nella motivazione sudetta, ed essendo, percio' divenuto incontestabile che il De Gennaro abbia proposto opposizione contro la stima dell'indennita' di espropriazione determinata nella misura di L. 1.091.905 sul presupposto che il terreno avesse, invece, destinazione edificatoria, a nulla rileva l'asserita circostanza (peraltro smentita dalla sentenza impugnata) che il decreto ablativo sia ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o tardivamente dopo l'irreversibile trasformazione dell'immobile, si da risultare inutiliter datum; ed a maggior ragione che il provvedimento non fosse supportato da una dichiarazione di p.u. ancora efficace, per essere gia' decorsi i termini finali di cui all'art. 13 della legge n. 2359 del 1865: in quanto in ciascuno di questi casi (dal quale, contrariamente a quanto mostra di ritenere il ricorrente, derivano conseguenze del tutto diverse dall'altro), e' vero che il giudice ordinario ha il potere-dovere di rilevare di ufficio, in sede di giudizio di opposizione alla stima tale radicale vizio del provvedimento che lo rende giuridicamente inidoneo a determinare il trasferimento della proprieta' ed a liquidare, quindi l'indennita'. Ma cio' comporta soltanto che il giudice debba respingere nel merito l'opposizione alla stima, difettando il presupposto della pretesa indennitaria derivante dall'esistenza di un valido decreto di esproprio (Cass. 9055/1999; 5915/1994; 1302/1990) ed essendo impossibile la conversione dell'azione indennitaria in quella di risarcimento del danno: in quanto la domanda di determinazione dell'indennita' di espropriazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupazione cd. acquisitiva, come ontologicamente diversa, dato che il fatto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o del diritto fatto valere (cosiddetta "causa petendi") e' rappresentato, quanto alla prima, dalla tempestiva missione di un provvedimento ablatorio, ancorche' sia mancata la stima amministrativa dell'indennita', e la stessa ha ad oggetto il giusto indennizzo in senso stretto di cui all'art. 42 Cost.; mentre nella seconda e' costituito da un comportamento illecito della Pubblica Amministrazione (Cass. 13512/1999; 12495/1998; 11506/1996). E tale diversita' sussiste a maggior ragione nella situazione, dedotta (non dal Tribunale, ma) dal ricorrente in questo grado del giudizio, di inefficacia della dichiarazione di p.u., in cui manca addirittura la stessa espropriazione ed il proprietario continua a conservare la titolarita' dell'immobile (Cass. 15687/2001; 7583/2000; 7579/2000).»



 
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