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La convenzione urbanistica: stipulazione e rapporto con lo schema di convenzione

La mera deliberazione di concludere una convenzione da parte del Comune costituisce un atto interno inidoneo a dar luogo all’incontro del consensi tra Comune e privato.

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PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> CONVENZIONE URBANISTICA --> RAPPORTO CON LO SCHEMA DI CONVENZIONE

Sintesi: Il meccanismo di nullità parziale e correlativa sostituzione di diritto della clausole, ex art. 1419 comma 2 e 1339 Cc., interessa i rapporti tra clausole contrattuali e norme imperative, per cui non trova applicazione per le previsioni dello schema di convenzione, le quali non costituiscono norme, ma volizioni amministrative preliminari della parte pubblica in vista dello stipulando contratto.


Sintesi: L'art. 35 della legge 865/71 (a mente del quale "con la stessa delibera viene determinato il contenuto della convenzione da stipularsi, per atto pubblico, da trascriversi presso il competente ufficio dei registri immobiliari, tra l'ente concedente ed il richiedente") impone uno specifico comportamento amministrativo all'ente, ma non si spinge a sanzionare con la nullità le pattuizioni negoziali aggiuntive, specificative o interpretative, essendo esse comunque il frutto dell'esercizio dell'autonomia negoziale dell'ente, pur circoscritta e predeterminata dalla volizione amministrativa preliminare; piuttosto, per esse, potrebbe porsi un problema di annullabilità secondo la disciplina dell'er... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si dell'art. 1429 Cc.

Estratto: «3. Secondo l'appellante, il contrasto della delibera del 2007 con la convenzione del 1996 riguarderebbe solo alcune delle clausole di quest'ultima, che tuttavia devono essere ritenute nulle in quanto difformi da quelle contenute nello schema di convenzione approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 25 del 27 maggio 1994, le cui previsioni assumerebbero carattere imperativo.La tesi non è del tutto condivisibile. Il meccanismo di nullità parziale e correlativa sostituzione di diritto della clausole, ex art. 1419 comma 2 e 1339 Cc., interessa i rapporti tra clausole contrattuali e norme imperative: nel caso di specie le previsioni dello schema di convenzione non costituiscono norme, ma volizioni amministrative preliminari della parte pubblica in vista dello stipulando contratto. Né può attribuirsi tale natura all'art. 35 della legge 865/71 a mente del quale "con la stessa delibera viene determinato il contenuto della convenzione da stipularsi, per atto pubblico, da trascriversi presso il competente ufficio dei registri immobiliari, tra l'ente concedente ed il richiedente", poiché la norma impone uno specifico comportamento amministrativo all'ente, ma non si spinge a sanzionare co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...à le pattuizioni negoziali aggiuntive, specificative o interpretative, essendo esse comunque il frutto dell'esercizio dell'autonomia negoziale dell'ente, pur circoscritta e predeterminata dalla volizione amministrativa preliminare. Piuttosto, per esse, potrebbe porsi un problema di annullabilità secondo la disciplina dell'errore ai sensi dell'art. 1429 Cc.A conclusioni diverse potrebbe giungersi solo per le clausole convenzionali che, lungi dallo specificare, interpretare, aggiungere, si pongano invece in netto contrasto con quelle predeterminante nello schema predeliberato dal Consiglio comunale, in guisa da integrare un finale manifestazione di volontà dello stipulante di parte pubblica, che "tradisce" i contenuti del deliberato consiliare imposto dalla legge.Non è questo il caso di specie. L'appellante individua il contrasto nella diversità dei concetti urbanistici di "servizi annessi" e "servizi connessi" ritenendo che la sostituzione della prima locuzione con la seconda in sede di stipula abbia determinato lo stravolgimento dei contenuti dello schema e l'appropriazione privata di standards per servizi. In realtà, come condivisibilmente sostenuto dalle appellate, i "servizi annessi" non hanno un'autonomia tecnico concettuale e non po... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dentificarsi con i "servizi connessi" previsti dal decreto assessoriale 22 dicembre 1983, n. 2266/U (trattasi di bar, tavola calda, studi fissati nella misura minima del 20% della volumetria dell'abitato). Né può sostenersi che i servizi annessi siano solo una parte dei servizi connessi, invece per il resto esclusi dalla concessione: tale interpretazione sarebbe irragionevole, non solo perché non sarebbe conforme all'art. 4 del decreto sopra citato che, senza distinguere tra annessi e connessi, fissa la misura minima di tali servizi nel 20% dell'abitato, ma anche perché le aree da adibire a servizi, annessi o connessi, comunque dichiarati di pubblica utilità, sono concesse in diritto di superficie, sicché allo scadere del termine, il diritto di superficie si estingue e il proprietario del suolo (ossia l'ente pubblico) diventa proprietario della costruzione, ex art. 953 Cc. (sotto questo aspetto è fuorviante parlare – come pur ha fatto la difesa del Comune - di appropriazione privata del patrimonio indisponibile).»

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> CONVENZIONE URBANISTICA --> STIPULAZIONE

Sintesi: In materia di convenzioni urbanistiche non può trovare acc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a la natura pubblicistica di dette convenzioni, né l'ipotesi di un accordo informale per atti concludenti ex art. 1321 del c.c. né una sorta di accordo (atipico ed informale) ex art. 11 della L. n. 241/1990.

Sintesi: La mera deliberazione di concludere una convenzione da parte del Comune costituisce un atto interno inidoneo a dar luogo all'incontro del consensi tra Comune e privato.

Estratto: «Non è altresì fondato, ad avviso del Collegio, il postulato attoreo secondo il quale, nella fattispecie si sarebbe formato una situazione riconducibile ad un accordo determinativo del contenuto del provvedimento ex art. 11 della L. n. 241/1990.A tal proposito, ad avviso del Collegio, è troncante il rilievo che in materia di convenzioni urbanistiche non può trovare accesso, attesa la natura pubblicistica di dette convenzioni, né l'ipotesi di un accordo informale per atti concludenti ex art. 1321 del c.c. né una sorta di accordo (atipico ed informale) ex art.11 della L. n. 241/1990.Infatti, la mera deliberazione di concludere una convenzione da parte del Comune costituisce un atto interno inidoneo a dar luogo all'incontro del consensi tra Comune e privato, e richiede una manifestazione di v... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; scritta, ad opera dell'organo dell'ente legittimato ad esprimerne all'esterno la volontà, rivolta all'altro contraente e da questa accettata.Per quanto attiene, specificamente, agli accordi ex art. 11 della L. n. 241/1990 il comma 2 di detto art. prescrive che gli accordi de quibus debbono, a pena di nullità, essere stipulati per scritto, ed il comma 4 bis dispone che detti accordi possono essere stipulati previa determinazione dell'organo che sarebbe competente per l'adozione del provvedimento, che, nella fattispecie è istituzionalmente il Consiglio Comunale.Pertanto, non solo non può essersi formato un valido accordo tra le parti che sostituirebbe la convenzione, ma non può ritenersi fondata neppure la doglianza afferente la violazione del dovere di protezione degli interessi del ricorrente da parte del Comune.»



 
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