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Contributo di costruzione

La quota del contributo di costruzione commisurata al costo di costruzione risulta ontologicamente connessa alla tipologia e all’entità (superficie e volumetria) dell’intervento edilizio e assolve alla funzione di permettere alla P.A. il recupero delle spese sostenute dalla collettività di riferimento per la trasformazione del territorio consentita al privato istante

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titolo:TITOLO EDILIZIO
anno:2016
pagine: 3122 in formato A4, equivalenti a 5307 pagine in formato libro
formato: pdf  
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€ 45,00

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La compente afferente al costo di costruzione, a differenza di quella correlata agli oneri di urbanizzazione, è connessa all'aumento di valore del bene immobile sul quale viene effettuato l'intervento ed è quindi sempre dovuta, anche qualora l'attività edilizia non abbia comportato aumento del carico urbanistico.

Per le somme dovute a seguito del rilascio del titolo edilizio il termine di prescrizione è quello ordinario decennale che decorre per il costo di costruzione dallo scadere dei sessanta giorni dalla data di ultimazione delle opere.

La quota del contributo di costruzione commisurata al costo di costruzione è finalizzata a compensare la c.d. compartecipazione comunale all'incremento di valore della proprietà immobiliare del costruttore, a seguito della nuova edificazione.

La quota del contributo di costruzione commisurata al costo di costruzione risulta ontologicamente connessa alla tipologia e all'entità (superficie e volumetria) dell'intervento edilizio e assolve alla funzione di permettere all'amministrazione comunale il recupero delle spese sostenute dalla collettività di riferimento alla trasformazione del territorio consentita al privato istante (ossia, a compensare l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...artecipazione comunale all'incremento di valore della proprietà immobiliare del costruttore, a seguito della nuova edificazione).

La disciplina prevista dal d.p.r. 380/2001 a proposito di oneri contributivi, che ruota intorno al principio della gratuità degli interventi non soggetti al rilascio del permesso di costruire, patisce oggi eccezione nel caso di interventi di manutenzione straordinaria di cui all'articolo 6, comma 2, lettera a), del d.p.r stesso, qualora comportanti aumento del carico urbanistico, nel qual caso il contributo di costruzione è commisurato alla incidenza delle sole opere di urbanizzazione, purché ne derivi un aumento della superficie calpestabile", giusta quanto previsto dall'articolo 17 comma IV del d.p.r. 380/2001, quale risultante dalle modifiche introdotte dall' art. 17, comma 1, lett. h), n. 1), D.L. 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 novembre 2014, n. 164.

La successione normativa verificatasi tra la legge 10/1977 ed il DPR 380/2001 vigente al momento presente non ha comportato modifiche sostanziali dell'obbligazione per le somme dovute a titolo di contributo sul costo di costruzione, quanto al suo ammontare e termini di esigibilità.

Le... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dai contributi di costruzione spettano, nei casi previsti dalla legge, quando è rilasciato un atto abilitativo comunque denominato in attuazione di una previsione urbanistica e non, invece, laddove l'opera abusiva sia successivamente sanata.

La realizzazione di un immobile abusivo non da luogo ad alcuna esenzione dei contributi di costruzione mentre è ammessa una riduzione degli oneri, in sede di rilascio di una sanatoria o di un condono, solo nei casi espressamente previsti dalla legge.

Le controversie relative alla determinazione e alla debenza dei contributi urbanistici involgono l'accertamento di diritti soggettivi che traggono origine direttamente da fonti normative, per cui sono proponibili, a prescindere dall'impugnazione di provvedimenti dell'amministrazione, nell'ordinario termine di prescrizione.

L'obbligo di corresponsione del contributo di costruzione, nell'ordinamento di settore dell'urbanistica, assolve alla funzione di ridistribuire i costi sociali delle opere di urbanizzazione e costruzione (cfr. art. 16, commi 9 e 10, t.u. edilizia, come norma espressiva di un principio che conforma la materia) facendoli gravare sui soggetti che ne usufruiscono.

La componente degli oneri concessori riferit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di costruzione" è correlata piuttosto al costo dell'opera edilizia, così come risultante dal "computo metrico estimativo" collegato al progetto da realizzare, che non alla volumetria realizzata.

L'intervento di ampliamento o nuova edificazione è ammissibile solo in presenza di una potenzialità edificatoria residua, poiché le opere accrescono la ricettività dell'edificio esistente, così incrementando il peso insediativo. In quest'ultima ipotesi diventa necessaria ed è giustificata la richiesta di un contributo di costruzione maggiore rispetto alla ristrutturazione, per compensare l'effettivo incremento del carico urbanistico che nella ristrutturazione non c'è, o è modesto e non apprezzabile.

Il contributo sul costo di costruzione non si presta a compensazioni con le spese sostenute dal privato per realizzare infrastrutture di uso pubblico, infatti, mentre gli oneri di urbanizzazione trovano una controprestazione nelle opere eseguite dall'amministrazione per urbanizzare l'area in cui si inserisce la nuova edificazione il contributo sul costo di costruzione ha invece natura sostanzialmente tributaria.

Con il contributo sul costo di costruzione viene operato un preliev... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...emento di ricchezza immobiliare determinato dallo sfruttamento del territorio dal momento che si tratta di un incremento presunto e parametrato a costi standard.

Le classi incidono doppiamente sul calcolo del contributo commisurato al costo di costruzione: in prima battuta in quanto al loro variare varia anche il costo di costruzione; in seconda battuta in quanto l'aliquota da applicare a quest'ultimo per la determinazione del contributo aumenta con il variare della classe.

In base all'art. 6 del D.M. 10 maggio 1977, la classe cui ascrivere il singolo edificio si determina anche sulla base del rapporto fra superficie non residenziale e superficie residenziale: maggiore è il rapporto più alta sarà la classe cui ricondurre il fabbricato.

Ai fini del calcolo della superficie non residenziale rilevante per la determinazione del costo di costruzione relativo ad un intervento di realizzazione di edifici nuovi, si devono computare anche le autorimesse.

La quota di contributo commisurata al costo di costruzione costituisce una prestazione di natura tributaria e paratributaria, collegata alla produzione di ricchezza dei singoli che è generata dallo sfruttamento del territorio.

Il contri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vo al costo di costruzione è dovuto anche in presenza di una trasformazione edilizia che, indipendentemente dall'esecuzione fisica di opere, si rivela produttiva di vantaggi economici ad essa connessi, situazione che si verifica per il mutamento di destinazione o comunque per ogni variazione anche di semplice uso che comporti un passaggio tra due categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico.

In base all'art. 4 D.M. 10 maggio 1977 una volta individuate le superfici abitabili ed il costo unitario di costruzione pro tempore, deve farsi luogo all'individuazione dei presupposti per l'applicazione delle maggiorazioni in misura non superiore al 50% che la predetta normativa prevede in caso di edifici che abbiano caratteristiche tipologiche superiori a quelle considerate dalla legge 1179/1965. In concreto, per l'identificazione degli edifici soggetti agli incrementi percentuali di cui agli artt. 5, 6 e 7, si deve tener conto: a) della superficie utile abitabile (Su); b) della superficie netta non residenziale di servizi e accessori (Snr) e cioè ad esempio di cantinole, soffitte, locali motore ascensore, cabine idriche, lavatoi comuni, centrali termiche, ed altri locali a stretto servizio delle residenze, autorimesse singole o collettive, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ingresso e porticati liberi, logge e balconi; c) delle caratteristiche specifiche.

A norma dell'art. 2 D.M. 10 maggio 1977 i «lastrici» ancorché «tecnologici» sono comunque assimilabili alle logge ed alle terrazze, ma anche, se si considerano comunque i relativi box e vani di contenimento, alle cabine idriche, ed ai locali che contengono il motore dell'ascensore.

L'elencazione di cui all'art. 2 D.M. 10 maggio 1977, dato che corrisponde allo stato delle tecnologie di oltre trentacinque anni fa, ha un valore chiaramente esemplificativo e non prescrittivo.

Esattamente la superficie di terrazze collegate da scale e accessibili e calpestabili sono computate ai fini della superficie non residenziale utile, ai fini della individuazione degli incrementi percentuali; dalla superficie non residenziale devono invece essere escluse le scale che sono una struttura necessaria ma non la «scala di servizio non prescritta da leggi o regolamenti o imposta da necessità di prevenzione di infortuni o di incendi» di cui al n. 2 dell'art. 7 del D.M. 10 maggio 1977.

Il contributo concessorio è strettamente connesso all'attività di trasformazione del territorio, quindi, ove tale ci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...on si verifichi, il relativo pagamento risulta privo di causa e l'importo versato dovrà essere restituito.

La mancata realizzazione dell'edificio oggetto del permesso di costruire determina necessariamente l'insussistenza dei presupposti che giustificano il pagamento dei contributi concessori.

Le disposizioni in materia di costo di costruzione si riferiscono ad edifici o a costruzioni o ad opere edilizie; pertanto, coerentemente, il D.M. 10 maggio 1977 e quelli successivi, stabiliscono il costo di costruzione dei nuovi edifici, senza aver riguardo a superfici sulle quali nessuna edificazione sia fatta e quando si parla di «impianti», il riferimento deve sempre essere fatto alle opere edilizie nelle quali si identificano: se queste non vi siano, invero, non vi è costo di costruzione al quale commisurare il contributo.

Il contributo per gli oneri di urbanizzazione ha funzione recuperatoria delle spese sostenute dalla collettività comunale riguardo alla trasformazione del territorio assentita al singolo, mentre il contributo per costo di costruzione afferisce alla mera attività costruttiva in sé valutata, per cui l'obbligazione contributiva che ne discende è fondata sulla produzione d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... connessa all'utilizzazione edificatoria del territorio ed alle potenzialità economiche che ne derivano.

I costi di costruzione rappresentano una compartecipazione comunale all'incremento di valore della proprietà immobiliare del costruttore a seguito della nuova edificazione.

Mentre il contributo per gli oneri di urbanizzazione ha funzione recuperatoria delle spese sostenute dalla collettività comunale in relazione alla trasformazione del territorio assentita al singolo, il contributo per costo di costruzione, che è rapportato alle caratteristiche ed alla tipologia delle costruzioni e non è alternativo ad altro valore di genere diverso, afferisce alla mera attività costruttiva in sé valutata.

L'obbligazione contributiva per costo di costruzione è acausale ed appare soffermarsi sulla produzione di ricchezza connessa all'utilizzazione edificatoria del territorio ed alle potenzialità economiche che ne derivano e, pertanto, ha natura essenzialmente paratributaria.

Il contributo afferente al costo di costruzione, a norma dell'art. 16 D.P.R. 380/2001 è determinato in rapporto alle caratteristiche, alle tipologie delle costruzioni e delle loro destinazioni ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ni.

La causa giuridica del pagamento del contributo di costruzione è nella fruizione dell'atto abilitativo all'edificazione, a mezzo della effettiva realizzazione dell'intervento assentito.

La quota di contributo afferente al costo di costruzione va determinata all'atto del rilascio della concessione edilizia o del permesso di costruzione, ma deve essere versata nel corso della costruzione e comunque nei sessanta giorni dalla sua ultimazione.

È illegittimo il provvedimento con cui viene imposto il pagamento di oneri concessori in misura maggiorata motivato sulla base di una variante a permesso di costruire che avrebbe autorizzato un mutamento di destinazione d'uso qualora in realtà la variante in questione non prevedesse in realtà alcun mutamento di destinazione d'uso dell'immobile ma solo alcune limitate modifiche distributive interne.

La licenza edilizia rilasciata anteriormente alla legge 10/1977 è gratuita.

L'obbligazione consistente nel pagamento del contributo ex legge n.10/1977 non costituisce un onere reale né rappresenta un'obbligazione propter rem.

L'esistenza di opere autorizzate ma non realizzate non legittima il titolare del titolo abil... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...retenderne lo scorporo dal conteggio del contributo di costruzione.

Il contributo di concessione edilizia, di cui all'art. 3 legge 10/1977, non è commisurato all'utile dell'operazione, né proporzionato al vantaggio del concessionario, ma riveste per lo più natura tributaria, ponendosi come partecipazione agli oneri che gravano sulla collettività in relazione alle opere di trasformazione del territorio.

Il contributo di concessione deve essere determinato con riferimento al costo degli oneri di urbanizzazione determinato dalle tabelle vigenti al momento della realizzazione dell'intervento.

Il soggetto che richiede il rilascio del titolo abilitativo non può pretendere che, ai fini della determinazione del contributo di costruzione, il "costo di costruzione" dell'edificio che intende realizzare sia determinato sulla base della documentazione contabile in suo possesso: è legittima pertanto la determinazione che si sia basata su criteri presuntivi.

Il concetto di "costo documentato di costruzione" previsto per gli interventi con destinazione commerciale e turistico-alberghiero-ricettiva non è rappresentato dal costo che i privati ritengono di dover sostenere per effe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pri rapporti con gli appaltatori o con i fornitori, ma costituisce, invece, un costo standard, omogeneo sul territorio comunale, e definito secondo criteri certi.

Il cosiddetto costo di costruzione costituisce una prestazione patrimoniale avente natura tale da dover essere ascritta alla categoria dei tributi locali. Il relativo prelievo non si basa infatti, come nel caso degli oneri di urbanizzazione, sui costi collettivi derivanti dall'insediamento di un nuovo edificio, bensì, piuttosto, sull'aumento di ricchezza determinato dall'intervento edilizio, aumento che si misura in modo oggettivo, in relazione al risultato, e non a partire dall'incidenza sul patrimonio dei privati. Il costo di costruzione è quindi la misura della ricchezza prodotta, non della spesa di chi ha effettuato l'intervento.

È inammissibile l'artificioso frazionamento delle opere edili al fine di eludere la disciplina del contributo concessorio.

Sussiste una intrinseca connessione tra l'esercizio dell'attività di edificazione e l'obbligazione dei contributi di urbanizzazione e di costruzione, tanto che ove la concessione edilizia non sia utilizzata sono ripetibili le somme pagate al Comune per tale titolo.


 
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