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L'omissione della comunicazione di avvio del procedimento per motivi di urgenza


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titolo:PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO - comunicazioni, osservazioni, controdeduzioni e contraddittorio
anno:2018
pagine: 2232 in formato A4, equivalenti a 3794 pagine in formato libro
formato: pdf  
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L'omissione della comunicazione di avvio del procedimento non può costituire causa di invalidità dell'ordine di sospensione dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande, trattandosi di un atto di natura cautelare, dettato da ragioni di urgenza al fine di tutelare l'igiene e la sicurezza alimentare. In questi casi l'art. 7, l. n. 241 del 1990 consente di derogare all'obbligo di previa comunicazione di avvio del procedimento, sussistendo ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento stesso.

Ai fini della comunicazione di avvio del procedimento, la necessità di provvedere con assoluta urgenza è smentita dalla tempistica dello specifico procedimento qualora l'ordinanza (nella specie, di rimozione di rifiuti) risulti adottata ad una lunga distanza di tempo dall'istruttoria introduttiva (nella specie, a distanza di quasi due mesi dalla relazione di sopralluogo nella quale si riferiva con certezza la presenza di amianto in loco).

L'ordinanza che impone l'urgente messa in sicurezza di un impianto (nella specie, per la presenza di vasche destinate alla matricoltura prive di protezione) non deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...genze di celerità e speditezza dell'azione amministrativa, devono essere esplicitate nel provvedimento (nel caso di specie la delibera consiliare con cui è disposta l'acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR 327/2001), onde eventualmente giustificare il sacrificio della partecipazione del privato alla fase istruttoria, sicché il richiamo a dette esigenze, effettuato soltanto in corso di giudizio, finisce per il costituire un'inammissibile integrazione postuma della motivazione del provvedimento.

L'urgenza qualificata che, ai sensi dell'art. 7 della l. 241/90, consente all'Amministrazione di derogare all'obbligo di comunicare l'avvio del procedimento non può che attenere al singolo procedimento e trovare giustificazione nelle esigenze proprie e peculiari del singolo procedimento, come è reso palese dallo stesso tenore testuale della disposizione. Non può pertanto ritenersi sussistente l'urgenza qualificata per il solo fatto che la procedura sia posta in essere da organo extra ordinem (nel caso di specie il Prefetto, quale Commissario Delegato ex O.P.C.M. Del 14.4.1995).

L'urgenza che permette di omettere la comunicazione di avvio del procedimento non deve essere frutto di un ritardo colposo da parte della P.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nti il provvedimento è illegittimo.

L'art. 7 L. n 241/1990 non si applica in caso di dovuta speditezza del procedimento, vale a dire in presenza di ragioni di urgenza qualificata (nel caso di specie per essere l'opera da realizzarsi – intesa al trattamento di liquami urbani - rientrante nell'ambito di immediati interventi per fronteggiare lo stato di emergenza socio economico ambientale).

Ai fini della legittimità della dichiarazione di PU non preceduta dalla comunicazione dell'avvio del procedimento, risulta ininfluente l'eccepita situazione di "necessità ed urgenza" che, ai sensi dell'art. 22 bis del D.P.R. 327/2001, avrebbe caratterizzato la procedura; ciò in quanto suddetta norma si riferisce alla diversa (e cronologicamente successiva) fase di determinazione dell'indennità di esproprio e di occupazione del fondo per l'esecuzione urgente dei lavori.



 
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