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Conseguenze derivanti dalla decadenza del vincolo di inedificabilità

L'edificabilità di fatto per decadenza del vincolo espropriativo allo scadere del quinquennio, e conseguente inserimento del fondo nelle c.d. zone bianche (art.4 L.10/1977), non può essere affermata in modo automatico, ma va riguardata nel contesto della zonizzazione effettuata dal piano regolatore generale.

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In ipotesi di decadenza del vincolo espropriativo deve ritenersi che l'area appresa dall'Amministrazione divenga urbanisticamente assoggettata alla disciplina transitoria e con finalità meramente cautelari di salvaguardia, di cui alla L. n. 10 del 1977, art. 4, disciplina inapplicabile ai fini sia della determinazione dell'indennità di esproprio che del risarcimento del danno da occupazione acquisitiva o usurpativa evenienze in cui per la quantificazione del dovuto deve farsi ricorso al criterio residuale della c.d. edificabilità di fatto, stante la carenza di strumenti urbanistici atti a qualificare legalmente come edificabile o meno l'area ablata.

Qualora il fondo rientri nell'ambito di una c.d. zona bianca di cui alla L. 10 del 1977, art. 4 non per questo ne può essere affermata la natura edificatoria traendola quale conseguenza automatica del criterio di ricognizione fondato sulla c.d. edificabilità di fatto.

Quando l'imposizione del vincolo d'inedificabilità, conseguente all'atto di pianificazione urbanistica, diviene inefficace per decorso del quinquennio, opera la disciplina transitoria prevista dalla norma di salvaguardia di cui all'art. 4, ult. comma, legge n. 10 del 1977, applicabil... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t;aree bianche" che, in quanto prive di disciplina urbanistica, sono valutabili secondo il criterio dell'edificabilità di fatto, ovvero alla stregua delle aree circostanti, costituenti nel loro insieme un microsistema urbanistico.

Al regime di cui alla Legge del n. 10/1977, art. 4, non può essere riconosciuto il carattere di regolamentazione urbanistica esercitabile solo dall'attività pianificatoria, riguardante l'assetto complessivo del territorio attraverso l'articolata divisione in varie zone; nessuna incidenza tale normativa potrebbe assumere sul valore dei terreni nell'ambito di un procedimento espropriativo, con la conseguenza che in tal caso il criterio applicabile non potrebbe essere che quello dell'edificabilità di fatto.

Decaduto il vincolo ed affermata l'applicabilità della disciplina vigente per i comuni sprovvisti di p.r.g. all'epoca del decreto ablativo, ciò non significa automatico riconoscimento della natura edificabile, ma necessità di avere riguardo all'edificabilità di fatto.

Qualora il vincolo espropriativo sia decaduto, la teorizzabile edificabilità di fatto deve essere riguardata nel contesto del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione effettuata dal piano regolatore generale; deve pertanto escludersi in ipotesi di zonizzazione a verde pubblico che non tollera l'intervento del privato.

La valutazione del terreno interessato da vincolo decaduto non va effettuata con riferimento alle norme di salvaguardia contenute nella L. n. 10 del 1977, art. 4 costituendo questa una regolamentazione eccezionale e transeunte; il criterio da applicare non può che essere quello della c.d. edificabilità di fatto.

In caso di decadenza della disciplina urbanistica per intervenuta decadenza dei vincoli preordinati all'esproprio, non è possibile stabilire indici di edificabilità o meno sulla base della sola situazione di fatto; a suddetto fine è pertanto fatto obbligo all'interessato accertare, mediante il rito di cui all'art 21-bis l.n.1034/1971, l'inadempimento dell'obbligo di provvedere alla ripianificazione.



 
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