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Quando sussiste la reiterazione di vincoli espropriativi?

Non sussiste rieterazione di vincoli espropriativi qualora: 1) i vincoli imposti sull’area non siano i medesimi rispetto a quelli previgenti; 2) sia introdotto un vincolo alla realizzazione di un’opera pubblica ben diversa da quella preesistente;

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titolo:VINCOLI URBANISTICI
anno:2017
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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> REITERAZIONE --> DISCREZIONALITÀ

La riapprovazione di un vincolo espropriativo scaduto – o, comunque, venuto meno per l'oggettiva irrealizzabilità del programma originario – non integra mai un atto dovuto, bensì essa è sempre discrezionale.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> REITERAZIONE --> DOPO VINCOLO ANNULLATO

Non può essere attribuito il valore di prima imposizione di vincolo espropriativo ad un provvedimento eliminato dal mondo giuridico per effetto del suo annullamento giudiziale, avendo questo effetto ex tunc. La nuova destinazione impressa non può pertanto configurare una reiterazione ma una prima apposizione del vincolo medesimo.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> REITERAZIONE --> IDENTITÀ DEI VINCOLI

Non sussiste reiterazione del vincolo espropriativo qualora l'area risulti, a seguito di variante, gravata da una destinazione sostanzialment... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a quella impressa nel precedente strumento urbanistico.

Non si verifica una fattispecie di reiterazione, qualora il comune, in variante, abbia impresso all'intera area all'interno della quale insiste il fondo una destinazione, comportante la realizzazione di un intervento pubblico, previo esproprio dei fondi interessati, con caratteristiche del tutto innovative ed eterogenee rispetto alle previgenti previsioni di piano.

Non sussiste un fenomeno di reiterazione fra il vincolo di destinazione a "spazi pubblici a servizio della residenza" originariamente previsto e quello a "verde attrezzato" successivamente apposto, tenuto conto del diverso contenuto precettivo di quest'ultimo rispetto al primo.

Non sussiste una vera e propria reiterazione di vincoli, qualora i vincoli imposti sull'area non siano i medesimi rispetto a quelli previgenti.

Non sussiste reiterazione qualora sia introdotto un vincolo alla realizzazione di un'opera pubblica ben diversa da quella preesistente.

In ipotesi che sulla stessa area venga apposto un vincolo diverso da quello previsto dallo strumento urbanistico previgente, va escluso che si possa parlare di reiterazione del medesimo vincolo.

Non sussiste reiterazione nel c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izione di nuovo differente vincolo (nel caso di specie destinazione a parcheggio pubblico a fronte di precedente destinazione a sede stradale).

Ai fini dell'obbligo di indennizzo conseguente a reitera del vincolo è irrilevante che il vincolo originariamente posto per una finalità pubblica sia reiterato per uno scopo diverso; diversamente per eludere l'obbligo di indennizzo sarebbe sufficiente reiterare il vincolo con qualche modifica qualificando artificiosamente la fattispecie come prima imposizione.

La impressa destinazione a standard (parcheggio piantumato) a servizio di attività terziarie, direzionale/uffici a fronte di precedente destinazione a standard residenziale, non configura reiterazione di vincolo espropriativo, trattandosi di un vincolo nuovo, diverso dal precedente.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> REITERAZIONE --> ISTANZA

È illegittima l'inerzia serbata dalla P.A. all'istanza di ripitizzazione, ed è possibile la formazione del silenzio rifiuto a seguito dell'intimazione da parte dei proprietari dell'area stessa. Laddove, però, l'amministrazione, a giustificazione del silenzi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... asserzioni generiche e non indichi con precisione i tempi procedimentali necessari, il provvedimento silenzioso va dichiarato illegittimo, con la consequenziale declaratoria dell'obbligo di provvedere in capo all'organo competente ad effettuare discrezionalmente la scelta della nuova destinazione da imprimere all'area, mediante adeguata motivazione.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> REITERAZIONE --> MODALITÀ DI ASSOLVIMENTO

La reiterazione del vincolo espropriativo deve attenersi alle prescrizioni di cui all'art. 9, comma 4, del D.P.R. n. 327 del 2001 che ammette la reiterazione dei vincoli decaduti ma – comunque – "con la rinnovazione dei procedimenti previsti nel comma 1" il quale espressamente dispone che "un bene è sottoposto al vincolo preordinato all'esproprio quando diventa efficace l'atto di approvazione del piano urbanistico generale, ovvero una sua variante, che prevede la realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità"; in difetto deve ritenersi che non abbia trovato attuazione alcuna valida ed effettiva rinnovazione delle prescrizioni riportate nel piano regolatore, utili "al fine della reiterazione dei vi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../>
Non innovando rispetto al passato, anche l'articolo 9 del d.p.r. 8 giugno 2001 n. 327 configura la reiterazione del vincolo urbanistico come variante al piano urbanistico generale.

L'adozione e la successiva approvazione di un piano regolatore o di una variante urbanistica specifica o generale sono gli unici strumenti che consentono all'amministrazione comunale di verificare, con l'osservanza delle garanzie procedimentali e partecipative previste dalla legge, l'attuale sussistenza delle ragioni che giustificano la reiterazione dei vincoli, la loro compatibilità con i principi informatori della vigente disciplina urbanistica e la ponderazione dei diversi interessi, pubblici e privati, coinvolti nell'assunzione delle scelte urbanistiche.

In materia di reiterazione di vincoli urbanistici previsti dal piano regolatore trova applicazione il procedimento di formazione dei piani urbanistici, come previsto testualmente dall'art. 9, comma 4, del d.p.r. n. 327/2001, secondo cui la reiterazione del vincolo avviene "con la rinnovazione dei procedimenti previsti dal comma 1", a tenore del quale, "Un bene è sottoposto al vincolo preordinato all'esproprio quando diventa efficace l'atto di approvazione del piano urbanistico generale, ovver... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ariante, che prevede la realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità".

Non è sufficiente, ai fini della reitera del vincolo, la semplice manifestazione di volontà del consiglio comunale di voler mantenere il vincolo, rendendosi necessaria la variante.

La reiterazione del vincolo espropriativo deve avvenire mediante contemporanea adozione di variante al PRG; non è pertanto legittima l'apposizione del vincolo sulla base dell'approvazione di una variante parziale allo strumento urbanistico, decaduta e non più efficace.

La semplice conservazione, in cartografia, della destinazione pubblicistica non può considerarsi efficace reiterazione del vincolo; la reiterazione di un vincolo espropriativo non può essere considerata, infatti, implicitamente derivata dal mantenimento nella cartografia della destinazione a opera pubblica (parcheggio); è necessaria, all'opposto, una specifica manifestazione di volontà in tal senso, accompagnata da idonea motivazione.



 
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