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Condizioni necessarie alla determinazione giudiziale dell'indennità d'esproprio


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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2015
pagine: 581 in formato A4, equivalenti a 988 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 25,00

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Sintesi: La L. n. 865 del 1971, art. 19 richiede soltanto quali condizioni dell'azione la sussistenza del decreto di espropriazione, nonché la determinazione dell'indennità da parte della Commissione Provinciale (in mancanza della quale l'opposizione si trasforma in azione rivolta a conseguire la determinazione giudiziale dell'indennità).

Estratto: «Proprio perché a quest'ultima data erano intervenuti tanto il decreto ablativo, quanto la stima dell'indennità ad opera della Commissione Provinciale, l'opposizione proposta dalla soc. Valentino era inquadrabile nella fattispecie disciplinata dalla L. n. 865 del 1971, art. 19; il quale prescinde dalla terminologia (pur impropria utilizzata dalle parti), e richiede soltanto quali condizioni dell'azione la sussistenza del decreto di espropriazione (Cass. 556/2010); nonché la determinazione dell'indennità da parte della Commissione (in mancanza della quale l'opposizione, come ha riconosciuto la stessa Provincia, a seguito della nota decisione 67/1990 della Corte Costituzionale, si trasforma in azione rivolta a conseguire la determinazione giudiziale dell'indennità). Quanto, poi, alla decorrenza del termine per ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... nulla rileva la prassi seguita dalla Commissione provinciale di Ragusa a fronte dell'inequivoco tenore letterale della norma in base al quale la comunicazione all'interessato del "quantum" dell'indennità di espropriazione fissato in sede amministrativa, ovvero la acquisizione "aliunde" della notizia del relativo ammontare, non bastano a far decorrere il termine di trenta giorni, di cui all'art. 19: occorrendo al riguardo anche il deposito della relazione di stima nella segreteria del Comune, nonché l'inserzione dell'avviso di deposito nel Foglio degli annunci legali della Provincia peraltro nella sequenza prevista dalla legge: che la stessa Provincia ha escluso di avere eseguito.»

Sintesi: All'espropriando sono concesse due azioni per chiedere la determinazione della giusta indennità, a seconda che sia stata calcolata o meno da parte della Commissione provinciale quella definitiva di cui all'art. 16 della L. n. 865 del 1971: nel primo caso l'opposizione alla stima deve essere proposta nel breve termine di decadenza concesso dall'art. 19 della L. n. 865, mentre, qualora sia stata soltanto offerta dall'espropriante l'indennità provvisoria, all'espropriando è consentito, dopo la decisione n. 67 del 1990... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e Costituzionale, chiedere la determinazione giudiziale del giusto indennizzo di cui all'art. 42 Cost., pur quando venga emesso tardivamente o non venga emesso il provvedimento di stima da parte della Commissione.

Estratto: «Successivamente, però, si è ritenuto che, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 67 del 1990, che ha dichiarato parzialmente illegittimo l'art. 19 L. n. 865 del 1971, dopo la pronuncia del decreto d'espropriazione, al proprietario espropriato, ancorché non si sia provveduto alla determinazione della stima definitiva, è consentito di agire in giudizio avanti alla competente Corte di Appello, opponendosi alla indennità provvisoria, per l'accertamento del giusto indennizzo spettantegli - nella specie, la S.C. ha annullato la decisione di merito che aveva dichiarato inammissibile la opposizione alla stima "provvisoria" proposta dal proprietario dopo l'emissione del decreto d'imposizione di servitù perpetua di oleodotto sul fondo senza che si fosse poi proceduto alla redazione della stima definitiva - (Cass.Civ., 7 aprile 1994, n. 3283).Infatti, il giudice delle leggi ha osservato che, seppure la tutela giurisdizionale non deb... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cessariamente in relazione di immediatezza col sorgere del diritto (C. Cost. 47-64 e 186-73) l'esercizio del diritto stesso non deve essere ostacolato o reso addirittura impossibile dalla previsione di particolari modalità ed oneri volti a rendere particolarmente gravoso un tale esercizio. Così come all'Amministrazione finanziaria non può essere, pertanto consentito, di procrastinare discrezionalmente e senza limite di tempo la definitività dell'accertamento di un tributo (C. Cost. n. 186-72), allo stesso modo non può essere consentito alla pubblica amministrazione espropriante che, ometta l'adempimento relativo alla relazione di stima, ritardare in modo indefinito non solo la corresponsione dell'indennità, ma lo stesso esercizio della potestà di agire in giudizio da parte dell'interessato, al fine di ottenere il dovuto indennizzo, potendo la relativa azione essere proposta dal privato espropriato "quanto meno dal momento in cui egli perde la proprietà del bene". Il giudice Costituzionale , infatti, nel consentire all'espropriato di adire il giudice preposto funzionalmente alla stima, cioè la Corte d'Appello in unico grado, al fine di ottenere il giusto indennizzo, ha presupposto unicamente l'intervenuta em... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...un decreto ablatorio definitivo, e "quantomeno" da quel momento ha fatto decorrere la tutela giurisdizionale. Il richiamo al "tempo ragionevolmente necessario" per il compimento delle operazioni di stima è, nella sentenza n. 67-90, riportato soltanto in relazione all'ordinanza di rimessione della questione alla Corte Costituzionale da parte di questa Corte, in data 28 febbraio 1989. Tale richiamo non è però, in alcun modo, inserito nell'iter logico argomentativo seguito dal giudice Costituzionale , il quale ha voluto garantire la tutela dell'espropriato fin dal momento in cui egli sia definitivamente privato del proprio diritto sul bene, proprio perché, una volta emesso il decreto definito di esproprio, non si può prevedere se e quando la stima amministrativa possa sopravvenire, e la discrezionalità in ordine alla "ragionevolezza" del termine potrebbe, di fatto, sminuire la portata della tutela che la Corte Costituzionale ha voluto, invece, pienamente, affermare.Più recentemente si è affermato che, in tema di espropriazione, all'espropriando sono concesse due azioni per chiedere la determinazione della giusta indennità, a seconda che sia stata calcolata o meno da parte della Commissione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... quella definitiva di cui all'art. 16 della L. n. 865 del 1971: nel primo caso l'opposizione alla stima deve essere proposta nel breve termine di decadenza concesso dall'art. 19 della L. n. 865, mentre, qualora sia stata soltanto offerta dall'espropriante l'indennità provvisoria, all'espropriando è consentito, dopo la decisione n. 67 del 1990 della Corte Costituzionale , chiedere la determinazione giudiziale del giusto indennizzo di cui all'art. 42 Cost., pur quando venga emesso tardivamente o non venga emesso il provvedimento di stima da parte della Commissione (Cass.Civ., 21 ottobre 2011, n. 21886).Pertanto, in materia di indennità di espropriazione, allorché il privato non abbia accettato l'indennità provvisoria offerta dalla P.A. ed abbia intrapreso l'azione per la determinazione della giusta indennità, questa non si configura come opposizione alla determinazione dell'indennità, ma come domanda di accertamento diretta, sin dall'origine, alla fissazione della giusta indennità, con la conseguenza che la corte di appello è tenuta a compiere la liquidazione, anche in misura inferiore a quella pretesa od a quella offerta in via amministrativa, senza per questo incorrere nel vizio di ultrapetizione (Cass.Civ., 5 febbra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 2787). Condizione imprescindibile per l'esercizio di entrambe le azioni è l'avvenuta pronuncia del decreto di esproprio, il quale segna il momento del trasferimento della proprietà dell'immobile a titolo originario dall'espropriato all'ente espropriante nonché della sostituzione del diritto reale del primo in diritto al giusto indennizzo (Cass.Civ., 30 agosto 2007, n. 18314).»



 
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