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Norme regionali in materia di autorizzazioni e concessioni per l’attività estrattiva


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titolo:IL CODICE DELLE CAVE E MINIERE
anno:2018
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DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> PROROGA --> REGIONI/PROVINCE --> CAMPANIA

È costituzionalmente illegittima la proroga di diritto al 30 giugno 2010 delle autorizzazioni all'esercizio di cava disposta con la L.R. Campania 14/2008, essendo tale norma elusiva della procedura in tema di v.i.a. e quindi lesiva della competenza legislativa statale in tema di tutela dell'ambiente.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> PROROGA --> REGIONI/PROVINCE --> PROVINCIA DI TRENTO

La proroga prevista dall'art. 33 L.P. Trento 7/2006 si applica anche alle proprietà frazionali soggette ad uso civico.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> PROROGA --> REGIONI/PROVINCE --> SICILIA

È costituzionalmente illegittima la proroga di diritto delle autorizzazioni all'esercizio di cave disposta in Sicilia con l'art. 1 della delibera legislativa della Regione Siciliana approvata dall'Assemblea regionale nella seduta del 25 novembre 2008, essendo tale norma elusiva della disciplina in tema di v.i.a..

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> RECUPERO AMBIENTALE

Nella Regione Campania, per ricomposizione ambientale si intende la realizzazione di un assetto dei luoghi ordinato e tendente alla salvaguardia dell'ambiente naturale ed alla conservazione della possibilità di riuso del suolo.

In difetto di disciplina transitoria, all'obbligo di ricomposizione ambientale devono ritenersi soggetti tutti coloro che, per propria volontà o per scadenza del titolo, hanno cessato lo sfruttamento di una cava.

Nella Regione Campania, è illegittimo il provvedimento di decadenza dall'autorizzazione all'esercizio dell'attività estrattiva adottato sulla base dell'erronea convinzione che la cava attualmente oggetto di sola attività di recupero ambientale si possa dire inattiva.

Nell'emanare i provvedimenti di propria competenza in materia di ricomposizione e recupero ambientale di cava abbandonata, l'ente locale può avvalersi, nella fase istruttoria del procedimento, dell'apporto di altra amministrazione tecnicamente qualificata nella materia ed anche, se necessario, di un professionista all'uopo incaricato, ferma restando ogni autonoma e defini... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione in ordine agli elementi acquisiti da parte dell'organo chiamato ad emettere il provvedimento finale.

Il controllo dell'amministrazione sull'attività di recupero e ricomposizione ambientale delle cave abbandonate è volto ad evitare che l'intervento non debordi nell'esercizio surrettizio di quella che in realtà è una nuova cava, vale a dire affinché non si usi dell'apparenza del recupero ambientale come mero pretesto per quella che in realtà è un'ulteriore estrazione.

La presenza di rilevanti inadempimenti quali l'assenza di recinzione, le condizioni di pericolo derivanti dai fronti e dai cigli di cava, la mancanza di capisaldi altimetrici e planimetrici, come prescritti dall'autorizzazione comunale, l'assenza di una valida polizza fideiussoria e delle certificazione sulla tipologia dei materiali estratti, anche agli effetti dell'inquinamento, sono di per sé idonei a giustificare il provvedimento con cui l'Amministrazione sospenda l'attività di recupero ambientale di una cava abbandonata.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE

È incostituzionale la legge regionale che... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...priori che la Regione non rilascerà l'intesa, prevista dall'art. 1, co. 7, lett. n), legge 239/2004, n. 239, al conferimento di nuovi titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi: tale previsione, invero, appare in aperto contrasto con la ratio stessa del principio di leale collaborazione, che impone il rispetto, caso per caso, di una procedura articolata, tale da assicurare lo svolgimento di reiterate trattative.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE --> CAMPANIA

In materia di concessioni per lo sfruttamento di acque termali, la novella di cui all'art. 40, co. 4-bis, della legge regionale Campania n. 8 del 2008 (introdotto dall'art. 1, co. 106, lett. b), della legge regionale n. 5 del 2013) appare evidentemente introdotta allo scopo di risolvere un cospicuo contenzioso, regolando temporaneamente la materia nella prospettiva della elaborazione di una pianificazione di settore oltre che della revisione della legislazione regionale.

Nella Regione Campania, l'autorizzazione allo sfruttamento di una cava non può essere prorogata se l'area è stata medio tempore sottoposta a vincolo paesagg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../>
In base alla disciplina di cui all'articolo 36 della L.R. Campania 13 dicembre 1985 n. 54, è legittimo il diniego di coltivazione di cava già in atto alla data di entrata in vigore della legge stessa, in una zona tutelata con il vincolo paesaggistico imposto con legge 29 giugno 1939 n. 1497 e con legge 8 agosto 1985 n. 431.

Nella Regione Campania non può essere prorogato l'autorizzazione allo sfruttamento di una cava a favore dell'affittuario se il contratto di affitto è medio tempore scaduto.

In tema di sfruttamento di acque termali e naturali, dal tenore della formulazione di cui all'art. 18 della l.r. Campania n. 8 del 2008 si evince la presenza di un potere vincolato e privo di qualsivoglia discrezionalità da parte della PA, la quale in presenza di determinati presupposti delineati dalla legge (e tra questi il mancato pagamento dei diritti) deve automaticamente dare luogo alla decadenza dalla concessione: di qui l'insussistenza di un preciso obbligo motivazionale a carico della stessa amministrazione.

L'istanza di cui all'art. 36 L.R. Campania 54/1985 consente la prosecuzione soltanto delle attività estrattive regolarmente in atto, quali desumibile dalla precedente denuncia di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...senza consentire ampliamenti dell'area di scavo.

Nella Regione Campania, l'imposizione contributiva per la coltivazione delle cave non è sorta con la con l.r. del 1995, essendo già stata prevista dall'art. 18 della legge n. 54/1985 anche nella previgente formulazione.

A norma dell'art. 3 delle Norme tecniche d'attuazione del Piano regionale delle attività estrattive della Regione Campania, può dirsi "cava autorizzata" anche quella, produttiva o non produttiva, in cui si svolge la sola attività di ricomposizione ambientale, anche se in fase di sospensione o autorizzata al solo recupero ambientale.

L'art. 21 del regolamento n. 10/10 della Regione Campania approvato con d.P.G.R. 95/2010 introduce ex novo un articolato procedimento di evidenza pubblica, da intendersi come procedimento unitario, dettando regole conformative in primo luogo dell'istanza di assegnazione delle concessioni dichiarate cessate, sottoponendo le stesse ad una procedura comparativa.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE --> FRIULI-VENEZIA GIULIA

E' manifestamente infondata la questione di legittimità costituzion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...t. 15 comma 1 lettera e bis) della l.r. Friuli – Venezia Giulia 18 agosto 1986, n. 35 (come integrato dall'art. 8 l.r. 20 maggio 1997, n. 21) sollevata sotto il profilo del diverso trattamento riservato alle cave di sabbia e ghiaia rispetto alle attività estrattive di materiali diversi, di cui alle lettere a), b) e c) dell'art. 6-bis l.r. 18 agosto 1986, n. 35.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE --> LAZIO

Nella Regione Lazio, al comune non residua alcun potere discrezionale circa la stipula della convenzione in materia di cave, atteso che l'art. 12 della L.R. n. 17/2004 non prevede in alcun modo la esistenza di detto potere ed anzi il tenore stesso del comma 8 dello stesso articolo evidenzia chiaramente, nel prevedere il potere sostitutivo della Regione in caso di inerzia del Comune al riguardo, che la stipula della convenzione è atto dovuto dopo il rilascio dell'autorizzazione regionale.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE --> LOMBARDIA

Nella Regione Lombardia, l'impegno a che venga individuata, in accordo con il comune e l'Arp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lità relativa all'ATE costituisce una legittima condizione per il rilascio dell'autorizzazione provinciale alla coltivazione della cava.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE --> PUGLIA

Pur volendo ipotizzare in via generale una equipollenza dell'espressione "diverrà esecutiva" contenuta nell'art. 13 comma 8 l.r. Puglia 37/1985 con l'istituto del silenzio assenso e al di là della singolarità della locuzione utilizzata dal legislatore regionale, la fattispecie del silenzio assenso risulta preclusa, vertendosi in materia ambientale.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE --> TOSCANA

Ai sensi dell'art. 15, co. 4, L.R. Toscana 78/1998 il contributo per l'escavazione non è costituito dal fatturato delle imprese che esercitano l'attività estrattiva, dovendosi avere riguardo alla mera potenzialità commerciale del materiale estratto.

Il contributo ex art. 15 L.R. Toscana 78/1998 ha natura indennitaria e non tributaria, in quanto destinato a far fronte agli interventi infrastrutturali e alle opere di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ientale comunque correlati alle attività estrattive, nonché alla razionalizzazione degli adempimenti comunali relativi all'istruttoria delle domande di autorizzazione e al controllo delle attività di cava.

La L.R. Toscana 38/2004 si applica alle istanze di rilascio di concessione per la coltivazione dei giacimenti di acque minerali, di sorgente e termali presentate dopo il 31 marzo 2009; a quelle presentate anteriormente si applica la L.R. Toscana 86/1994.

L'art. 15, co. 6, L.R. Toscana 78/1998, nel consentire la presentazione di varianti al progetto autorizzato non impedisce che le stesse siano richieste per correggere eventuali errori originari del progetto presentato.

Il rigetto dell'istanza di variante presentata ex art. 15, co. 6, L.R. 78/1998 deve essere congruamente motivata.

L'art. 15, co. 6, L.R. 78/1998 ammette varianti per consentire un adeguamento del progetto autorizzato alla naturale evoluzione della situazione di fatto della cava.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CAVE, MINIERE E ACQUE TERMALI --> REGIONI E PROVINCE --> VENETO

Il limite del 3% della superficie delle zone agricole costituisce la quantità massima d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e escavabile ai sensi dell'art. 13 L.R. Veneto 44/1982, e quindi è certamente possibile determinare un indice inferiore in sede di pianificazione.

L'art. 40 L.R. Veneto 44/1982, che prevede che la Commissione provinciale consultiva sulle cave sia presieduta dall'assessore provinciale delegato alla materia si atteggia come una norma speciale, rispetto alla norma generale di cui all'art. 107 d. lgs. 267/2000, per cui, per il noto brocardo "generi per speciem derogatur", non può sostenersi che la norma generale successiva abbia abrogato la norma speciale precedente.

La commissione provinciale consultiva sulle cave (art. 40 L.R. Veneto 44/1982) non opera affatto per la provincia, ma si presenta nel sistema giuridico come un organo straordinario designato dalla Regione per rendere alla stessa un parere di natura tecnica: pertanto è da escludersi che, nel caso in cui essa sia presieduta dall'assessore provinciale delegato alla materia delle cave, sia stato violato l'art. 107 d. lgs. 267/2000.



 
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