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Beni culturali: concessione e biglietteria


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titolo:BENI E VINCOLI CULTURALI ARCHEOLOGICI, STORICI, ARTISTICI nel governo del territorio
anno:2018
pagine: 256 in formato A4, equivalenti a 435 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 20,00

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La sussistenza di un vincolo storico architettonico sull'edificio in cui insiste un'attività di ristorazione evidenzia la presenza di interessi pubblici afferenti alla tutela del patrimonio culturale che richiedono, anche a prescindere dal compimento di attività edilizie od urbanistiche, una valutazione espressa di compatibilità da parte della Soprintendenza.

Ai fabbricati insistenti su proprietà pubblica riconosciuta di particolare interesse archeologico deve applicarsi la disciplina di cui al d.lgs. 42/2004 e in particolare, l'art. 106, ai sensi del quale il Ministero ha facoltà di determinare il canone dovuto a fronte di un'eventuale concessione amministrativa dei beni culturali, che rimane comunque un'ipotesi eccezionale.

Diversamente dagli atti diretti all'esecuzione di opere e lavori su beni culturali, la concessione di un bene demaniale e l'ordine di rimozione di una preesistente recinzione e di altri manufatti chiaramente estranei al regime di tutela dei beni culturali (lampioncini, cancelletto d'ingresso, etc.) non necessitano della preventiva autorizzazione della Soprintendenza.

I proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso nei musei ed altri luoghi di cultura (al pari dei can... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essione ed altri corrispettivi per la riproduzione di beni culturali) debbono essere versati ai soggetti pubblici cui gli istituti, i luoghi o i singoli beni appartengono, andando a finanziare la conservazione, l'incremento e la valorizzazione del patrimonio culturale.

Nell'ambito della concessione museale il servizio di biglietteria appare elemento accessorio, in sostanza assorbito in un contesto di gestione dei beni culturali di cui trattasi non diretta, ma globalmente affidata a soggetti privati terzi, chiamati a commisurare la convenienza economica del rapporto concessorio, tramite bilanciamento fra la più modesta percentuale trattenuta sui ricavi della vendita dei biglietti e la maggiore quota spettante agli stessi per i servizi aggiuntivi indirizzati all'utenza.



 
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