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La demolizione di opere realizzate sine titulo in area vincolata (art. 27 comma 2, D.P.R. 380/2001)

L’incidenza di un’opera sui beni paesaggistico-ambientali tutelati dalla legge non può che sfociare in un ordine di ripristino allo stato anteriore ovvero di demolizione dell'edificio abusivo. Tale pratica va ordinata anche in caso di interventi assentibili con D.I.A. privi di auorizzazione pesaggistica.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> INTERVENTI ABUSIVI, CASISTICA --> AREA VINCOLATA

Non è possibile la sanatoria di opere abusive realizzate, anche prima della apposizione del vincolo, in assenza od in difformità del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici, sugli immobili soggetti a vincoli imposti in base di leggi statali e regionali a tutela dei monumenti naturali, dei siti di importanza comunitaria e di zone a protezione speciale, non ricadenti all'interno dei piani urbanistici attuativi vigenti, nonché a tutela dei parchi e delle aree naturali protette nazionali, regionali e provinciali.

L'articolo 27 del d.p.r. n. 380/2001 non distingue tra opere per cui è necessario il permesso di costruire e quelle per cui sarebbe necessaria la semplice D.I.A. in quanto impone di adottare un provvedimento di demolizione per tutte le opere che siano, comunque, costruite senza titolo in aree sottoposte a vincolo paesistico.

L'esecuzione di lavori idonei a determinare una trasformazione dello stato dei luoghi, ove effettuata in zona soggetta a vincolo paesistico, rende, applicabile l'art. 32 del D.P.R. 380/2001, ai sensi del quale qua... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rvento effettuato su immobili sottoposti a vincolo paesistico è da qualificarsi almeno come variazione essenziale e, in quanto tale, è suscettibile di esser demolito ai sensi dell'art. 31 del citato D.P.R.

In caso di opere abusive che insistono su una zona paesaggisticamente vincolata la prevalenza dell'interesse pubblico sull'interesse privato deve considerarsi in re ipsa, in considerazione del rilievo costituzionale del paesaggio, ex art. 9 comma 2 Cost., assurgente a principio fondamentale, con conseguente primazia su gli altri interessi, pubblici e privati.

Le opere edilizie abusive realizzate in zona sottoposta a vincolo paesistico si considerano eseguite in totale difformità dal titolo edilizio e, anche ove costituenti pertinenze o volumi tecnici, non sono suscettibili di autorizzazione.

Legittima la demolizione di nuove opere realizzate senza titolo su aree assoggettate, da leggi statali, regionali o da altre norme urbanistiche vigenti, a vincolo di inedificabilità e siffatta misura resta applicabile, sia che venga accertato l'inizio che l'avvenuta esecuzione di interventi abusivi e non vede la sua efficacia limitata alle sole zone di inedificabilità assoluta.

La norma di cui al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...D.P.R. n. 380 del 2001, specialmente in riferimento alla repressione di abusi su beni vincolati, non contrasta con il principio di ragionevolezza in quanto l'esigenza di ripristinare i valori urbanistici e paesaggistici violati giustificano il ripristino anche a distanza di tempo. Per lo stesso motivo, non contrasta con il principio dell'affidamento, stante la preminenza dell'esigenza del ripristino a fronte della permanenza della situazione di illecito e di pregnanza del bene tutelato.

In presenza di opere edilizie prive di titolo abilitativo, il Comune ben può fare applicazione del generale potere repressivo di cui all'art. 31 D.P.R. 380/2001 e ciò anche se si tratta di opere realizzate in zona vincolata per le quali si potrebbe procedere immediatamente alla loro demolizione ai sensi dell'art. 27 D.P.R. 380/2001.

Non è illegittimo che il Comune, a fronte di un illecito edilizio in zona vincolata, non si avvalga senz'altro, per insussistenza di particolari ragioni di urgenza, del potere conferitogli dall'art. 27 D.P.R. 380/2001, ma utilizzi la diversa procedura di cui all'art. 31 D.P.R. 380/2001.

Abusivo il manufatto realizzato in area sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta introdotto antecedente... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...realizzazione del manufatto.

I vincoli paesaggistico e idrogeologico ed il rischio sismico non possono legittimare una sanzione adottata non già in applicazione della disciplina in materia di tutela dei suddetti vincoli, bensì ai sensi dell'art. 37 del d.P.R. n. 380 del 2001 e, dunque, nell'esercizio dei poteri sanzionatori edilizi.

L'art. 27 del T.U. edilizia, in presenza di manufatto realizzato in zona sottoposta a vincolo ambientale, rende doverosa la demolizione d'ufficio di tutti gli interventi realizzati senza titolo in generale, e non solamente di quelli realizzati senza permesso di costruire.

In sede di emanazione dell'ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive su area vincolata non è necessario acquisire il parere della Commissione Edilizia Integrata dal momento che l'ordine di ripristino discende direttamente dall'applicazione della disciplina edilizia vigente e non costituisce affatto irrogazione di sanzioni discendenti dalla violazione di disposizioni a tutela del paesaggio.

L'art. 27 T.U. edilizia in presenza di manufatto realizzato in zona sottoposta a vincolo ambientale, rende doverosa la demolizione d'ufficio di tutti gli interventi realizzati sine titulo e non solamente gli ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...realizzati senza permesso di costruire.

E' legittimo il diniego di condono delle opere realizzate entro 200 mt. dalla battigia che comportino aumenti volumetrici e/o superficiari (come ad esempio la tettoia chiusa realizzata in ampliamento alla superficie scoperta esistente) e siano non conformi alla disciplina urbanistica-edilizia.

Laddove le opere abusive insistano su zona paesaggisticamente vincolata la prevalenza dell'interesse pubblico sull'interesse privato deve considerarsi in re ipsa, in considerazione del rilievo costituzionale del Paesaggio, ex art. 9 comma 2 Cost., assurgente a principio fondamentale, con conseguente primazia su gli altri interessi, pubblici e privati, del pari considerati dalla Costituzione, ma non annoverati fra i principi fondamentali.

Qualsivoglia tipo di intervento riguardante un manufatto abusivo in zona vincolata, anche se meramente interno, mutua la propria illegittimità dalla complessiva abusività dell'opera e va doverosamente demolito.

L'eventuale presenza di altre opere edilizie abusive nella zona sottoposta a vincolo paesaggistico non può costituire motivo sufficiente a giustificare il rilascio del condono, dovendo comunque l'Amministrazione vigilare affinch&e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ea protetta non venga irrimediabilmente deturpata da ulteriori abusi.

E' illegittimo il diniego di sanatoria edilizia motivato con l'asserito contrasto con il vincolo paesaggistico qualora si tratti di opera esclusivamente interna.

In presenza di interventi edilizi in zona paesaggisticamente vincolata, ai fini della loro qualificazione giuridica e della conseguente sanzione anche penale applicabile, è indifferente la distinzione tra interventi eseguiti in difformità totale o parziale rispetto alla concessione edilizia ovvero in variazione essenziale, in quanto l'art. 32, co. 3, D.P.R. 380/2001 prevede espressamente che tutti gli interventi realizzati in zone soggette a vincolo paesaggistico, eseguiti in difformità totale o parziale rispetto al titolo abilitativo, si considerano come variazioni essenziali e, quindi, come difformità totale.

In sede di emanazione di ordinanza di demolizione ex art. 33 D.P.R. 380/2001 di opere di ristrutturazione edilizia abusive su area vincolata non è necessario acquisire il parere della Sovrintendenza, dal momento che l'ordine di ripristino discende direttamente dall'applicazione della disciplina edilizia vigente e non costituisce affatto irrogazione di sanzioni disce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a violazione di disposizioni a tutela del paesaggio.

Il potere di disporre la demolizione di opere abusive rientra nei poteri sanzionatori in materia edilizia di competenza del Comune e, pertanto, non è necessaria l'acquisizione di alcun parere nell'ipotesi in cui si debba procedere alla repressione di una ristrutturazione edilizia abusiva realizzata su immobile vincolato, non dovendosi procedere a valutazioni tecniche, ma fare applicazione di valutazioni di natura giuridica.

Il provvedimento sanzionatorio adottato da parte dell'ente preposto alla tutela delle aree vincolate (nella specie, fascia di rispetto dalla costa) presuppone l'abusiva realizzazione di opere sulle parti di territorio direttamente tutelate dalla legge e prescinde da ogni questione sulla demanialità o meno dell'area.

La demolizione di opere realizzate sine titulo in area vincolata ai sensi dell'art. 27, co. 2, D.P.R. 380/2001 va ordinata anche se si tratta di interventi assentibili con d.i.a. privi di autorizzazione paesaggistica.

Se è vero che l'art. 9 legge 47/1985 (oggi art. 33 D.P.R. 380/2001) qualora le opere di ristrutturazione abusiva siano state eseguite su immobili vincolati attribuisce espressamente il potere sanzionat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....A. competente a vigilare sull'osservanza del vincolo, ciò non esclude la competenza generale del Comune in materia di vigilanza e di repressione di detti abusi.

Con riferimento ad abusi realizzati su immobili vincolati, la competenza del Comune, quale autorità preposta all'osservanza della normativa edilizia ed urbanistica, concorre con quella della Soprintendenza, quale autorità preposta alla vigilanza sul vincolo storico e artistico: pertanto, la demolizione potrà essere ordinata dal Comune, che dovrà limitarsi a darne comunicazione alla Soprintendenza, fermo restando la competenza di quest'ultima per l'esecuzione della misura ripristinatoria.

E' legittimo l'utilizzo dell'autorizzazione in deroga al vincolo di rispetto ferroviario anche in sanatoria di edificazioni già compiute, ad esempio in relazione ai profili di sanatoria di abusi edilizi.

L'incidenza di un'opera sui beni paesaggistico-ambientali tutelati sul piano comunitario, costituzionale, legislativo ordinario e regolamentare, non può che sfociare in un ordine di ripristino allo stato anteriore, attesa l'insufficienza di qualsiasi misura alternativa a preservare l'area plurivincolata.

Non è applicabile ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ovo" condono edilizio di cui all'art. 32 del d. I. n. 269 del 2003 all'area classificata come verde di rispetto stradale, con divieto di qualsiasi nuova costruzione, che in parte rientra nella fascia di rispetto dei 150 mt da un vallone sottoposto a vincolo ambientale ai sensi della lett. c) dell'art.142 del l.lgs. n. 42/2004.

L'esistenza del vincolo ai sensi della legge n. 1089 del 1939, apposto con decreto ministeriale notificato ai proprietaridi, è per sé sufficiente a rendere legittimo il parere negativo alla sanatoria edilizia, a prescindere dalla valutazione delle opere abusive.

In tema di sanatoria di abusi edilizi in area vincolata, ò'eventuale presenza di altre opere nella zona, legittime o illegittime, non preclude all'Amministrazione una valutazione posta a presidio della salvaguardia dell'area.

L'ubicazione in prossimità del greto del fiume, ossia in un'area in cui l'afferenza degli abusi ad un impianto industriale ne rende particolarmente evidente l'incompatibilità con l'ambiente circostante, attenua gli oneri motivazionali a carico dell'Amministrazione in punto di compatibilità tra le opere ed il regime vincolistico.

L'Amministrazione deve emanare i provvedime... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ria competenza in materia paesaggistica anche quando le opere abusive sono state realizzate prima della imposizione del vincolo.

Il contrasto con la disciplina vincolistica che legittima il diniego di condono deve essere riferito all'area di realizzazione dell'intervento abusivo e non in maniera specifica al singolo immobile.

Nella Regione Sicilia l'art. 17 della l.r. 16 aprile 2003, n. 4 non si applica alla sanatoria di immobili realizzati in parchi o riserve naturali, che è disciplinata dall'art. 24 della l.r. n. 37 del 10 agosto 1985, e dunque prevede l'acquisizione del nulla osta dell'Assessore regionale per il territorio e l'Ambiente, tenuto a sentire il Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale.

La P.A. in caso di abusi realizzati in zona vincolata può optare se adottare un provvedimento di demolizione d'ufficio ai sensi dell'art. 27, comma 2, del D.P.R. n. 380/2001 o disporre in via cautelare la sospensione dei lavori e successivamente adottare in via definitiva l'ordine di demolizione di cui all'art. 33, comma 1, D.P.R. 380/2001

L'art. 37 D.P.R. 380/2001 riguarda tutti gli interventi eseguiti in difformità alla comunicazione d'inizio dell'attività edilizia, mentre,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...binato disposto dell'art. 31, co. 2, e dell'art. 32, co. 1, lett. d) e 3 del medesimo D.P.R., gli interventi realizzati con caratteristiche non conformi a quelle sottoposte al procedimento di assenso in aree sottoposte a vincolo ambientale-paesistico sono da considerare eseguite in totale difformità e, pertanto, assoggettate alle misure ripristinatorie.

Gli interventi edilizi «minori» qualora eseguiti in territorio sottoposto a vincolo paesaggistico sono comunque soggetti all'ordine di demolizione.

Ai sensi dell'art. 32, co. 3, D.P.R. 380/2001 per gli interventi eseguiti in zone assoggettate a vincolo paesaggistico, nel caso in cui l'opera sia difforme da quella autorizzata con il permesso di costruire, ogni difformità dal progetto, anche se di minima rilevanza, costituisce abuso punito ai sensi dell'art. 44, co. 1, lett. c), D.P.R. cit.; invero, è indifferente distinguere tra le categorie della difformità (totale o parziale) e della variazione essenziale poiché il citato art. 32, co. 3, prevede che in presenza del vincolo paesaggistico, tutti gli interventi realizzati in difformità dal titolo abilitativo (anche quelli che normalmente si configurano come semplici difformità parziali) sono ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ai fini penali come variazioni essenziali e, quindi, quali difformità totali.

La realizzazione senza titolo di nuove opere in zone vincolate è sanzionata con la demolizione siffatta misura resta applicabile sia che venga accertato l'inizio che l'avvenuta esecuzione di interventi abusivi e non vede la sua efficacia limitata alle sole zone di inedificabilità assoluta.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> INTERVENTI ABUSIVI, CASISTICA --> AREE PROTETTE - LEGGE 394/1991

Le opere realizzate sine titulo in aree protette vanno ai sensi dell'art. 6 legge 394/1991 sempre demolite qualora incidano sulla morfologia del territorio, sugli equilibri ecologici e sui valori a cui è preordinata l'istituzione dell'area protetta, essendo irrilevante la tipologia di titolo edilizio (permesso di costruire o d.i.a./s.c.i.a.) a cui esse sono subordinate.


 
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