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Competenza e gestione del demanio idrico (acque pubbliche)

Con la delega di funzioni statali alle Regioni, la competenza in materia di acque pubbliche è stata ripartita tra Stato e Regioni: al primo è attribuita la funzione di programmazione generale della destinazione delle risorse idriche, alle seconde spettano la tutela, la disciplina e l'utilizzazione delle risorse idriche.

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titolo:IL CODICE DEL DEMANIO MARITTIMO, FLUVIALE E LACUALE
anno:2015
pagine: 3133 in formato A4, equivalenti a 5326 pagine in formato libro
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DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> GESTIONE, COMPETENZA

La giunta comunale può approvare i progetti di intervento per assicurare il regime idraulico del territorio comunale che siano necessari e urgenti per correggere una situazione potenzialmente pericolosa.

Per quanto concerne il demanio idrico, l'adozione dei provvedimenti di cui all'art. 2 R.D. 523/1904 è demandata alla Regione.

I Consorzi possono al più assumere per conto degli Enti locali il ruolo di semplici gestori delle rogge rientranti nel reticolo idrico minore, e senza dubbio non vantano alcun diritto di proprietà (compresa la facoltà di disposizione) sulle stesse.

A seguito alla delega di funzioni statali alle Regioni, la competenza in materia di acque pubbliche è attualmente ripartita tra Stato e Regioni: alle Regioni spettano la tutela, la disciplina e l'utilizzazione delle risorse idriche; allo Stato, invece, è attribuita la funzione di programmazione generale della destinazione delle risorse idriche, la dichiarazione di pubblica utilità delle acque, e l'imposizione di vincoli.

Autorità concedente ed autorità competente sono due concetti non isomorfi, laddove con il... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ndica lo Stato-soggetto, mentre il secondo è finalizzato a definire la ripartizione di funzioni fra gli organi dello Stato-apparato.

Il D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, art. 90, lett. e), ha trasferito alle regioni "le funzioni concernenti (...) la polizia delle acque" e la L. 18 maggio 1989, n. 183, art. 10, lett. f), ha attribuito alle regioni la organizzazione ed il funzionamento del servizio di polizia idraulica, di piena e di pronto intervento idraulico nonché la gestione e la manutenzione delle opere e degli impianti e la conservazione dei beni.

Ai sensi dell'art. 86 d.lg. 31 marzo 1998 n. 112 alla gestione dei beni del demanio idrico provvedono le Regioni e gli enti locali competenti per territorio.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> REGIONI/PROVINCE

L'ordine di bonifica ex art. 244 D. Lgs. 152/2006 di un bacino fluviale non va indirizzato all'Agenzia del Demanio, in quanto proprietaria del bene, ma alla Regione o ad altro ente da essa delegato, in quanto l'art. 51 D. Lgs. 112/1998 ha trasferito alla Regioni le funzioni di gestione della risorsa idrica e la vigilanza sullo stato della medesima.

A fronte di specifiche competenze circa la gestione della risorsa idrica ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anza sullo stato della medesima (art. 51 D. Lgs. 112/1998), la ricerca del soggetto pubblico responsabile del rischio di inquinamento delle acque – derivante da una cattiva manutenzione del sito o, comunque, da una non adeguata vigilanza sul suo corretto uso – non va orientata sul soggetto "proprietario" (Agenzia del Demanio), ma su quello che in effetti ne ha la gestione (Regione o altro ente da essa delegato), essendo incaricato sia di introitarne i proventi sia di provvedere alle spese per le opere rientranti nell'ambito delle funzioni di propria spettanza

Per salvaguardare la salute e l'incolumità pubblica posta a repentaglio dallo scarico di ogni genere di reflui in un corso d'acqua naturalmente deputato riceve solo acque meteoriche non è consentito utilizzare le ordinanze contingibili e urgenti fino al punto di istituzionalizzarle, trattandosi di strumenti che, per loro intrinseca natura, sono inidonei ad addivenire ad una definitiva soluzione della problematica.

In tema di interventi di bonifica, qualora emergano elementi che depongono nel senso di una sostanziale adesione delle competenti Amministrazioni in favore del modello della barriera idraulica, il mutamento di avviso da parte delle Amministraz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., con opzione verso un'altra tipologia di intervento, può avvenire soltanto in base ad una congrua ed approfondita motivazione ed all'esito di un'adeguata istruttoria, che tenga conto di tutte le circostanze rilevanti del caso.

In tema di bonifica di siti inquinati, l'opzione per il barrieramento fisico, o anche per l'utilizzo combinato delle differenti tipologie di intervento deve avvenire solo a seguito di un'analisi tra le diverse alternative in gioco, in ragione delle specifiche caratteristiche dell'area. Detta analisi deve incentrarsi sull'efficacia delle diverse alternative nel raggiungere gli obiettivi finali, nonché sulle concentrazioni residue, sui tempi di esecuzione e sulla loro compatibilità con l'urgenza del provvedere, e sull'impatto rispetto all'ambiente circostante gli interventi, e, pertanto, in definitiva, la valutazione dei vantaggi e degli svantaggi delle diverse opzioni.

In tema di bonifica di siti inquinati, la scelta del sistema del barrieramento fisico richiede: a) un'attenta istruttoria circa gli effetti che l'indicata barriera avrebbe sortito sulle dinamiche idriche e geologiche dell'area sottostante; b) un'altrettanto attenta istruttoria sulle possibili interazioni tre le due tipologie ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... (idraulica e fisica), onde impedire duplicazioni di interventi, con inutile aggravio dei costi, nonché interazioni negative comportanti aggravamento dei rischi che si intendevano scongiurare; c) un'analisi costi/benefici in merito alle quantità di materiale contaminato di cui la realizzazione dell'opera avrebbe richiesto la movimentazione.

L'adozione della misura del barrieramento fisico a seguito di procedimento di bonifica e di ripristino di una falda inquinata è illegittima se dal verbale della conferenza di servizi decisoria che abbia disposto tale misura, non risulti una motivazione specifica relativamente all'accertamento della situazione di emergenza «repentina» e della gravità della situazione denunciata che possano giustificare l'intervento richiesto.

Con riferimento alla bonifica di siti inquinati, l'ordine di asportazione dei sedimenti inquinanti non è in astratto incompatibile con la procedura di emessa in sicurezza di emergenza, in quanto l'asportazione dei sedimenti non consiste affatto nella realizzazione della bonifica.

La P.A., nel valutare quali misure adottare per la bonifica di siti inquinati, deve operare nel rispetto del principio di proporzionalit&a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'azione amministrativa, che impone che qualora sia possibile una scelta fra più misure appropriate, si deve ricorrere alla meno restrittiva.

La P.A., nelle misure adottate per la bonifica di siti inquinati, può imporre la ricerca di sostanze non contemplate nelle tabelle allegate al D.M. 471/1999, purché si faccia riferimento a quelle sostanze che siano ad esse più affini tossicologicamente.

PIANIFICAZIONE --> AMBIENTE E PAESAGGIO --> PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE

Nell'interpretare il piano di tutela delle acque va salvaguardata l'esigenza di contemperare, nei limiti dei poteri esercitabili dagli enti locali, la diffusione degli impianti da energie rinnovabili con la conservazione delle aree di pregio ambientale, il cui valore primario è stato affermato dalla Corte costituzionale e in coerenza con le Linee Guide Nazionali per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili approvate con D.M. 10 settembre 2010.

L'art. 94 d. lgs. 152/2006 nel dettare le prescrizioni alle quali si devono attenere le Regioni nella redazione del Piano Tutela Acque (PTA), ha previsto le zone di salvaguardia distinte in zone di tutela assoluta e zone di rispetto. Le prime, che sono c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...all'area immediatamente circostante le captazioni o derivazioni, devono avere un estensione di almeno dieci metri di raggio dal punto di captazione. Per la zona di rispetto, distinta in ristretta e allargata, si prevede che in assenza dell'individuazione da parte delle regioni o delle province autonome della zona di rispetto, la medesima ha un'estensione di 200 metri di raggio rispetto al punto di captazione o di derivazione.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> POTABILITÀ DELLE ACQUE

Non è dovuto alcun risarcimento del danno dalle Amministrazioni che, nell'attuare la disciplina di cui alla direttiva 98/83/CE, relativa alle acque destinate al consumo umano e recepita col d. lgs. 31/2001, hanno attivato l'istituto della possibile deroga dei previsti limiti di concentrazione di talune sostanze tossiche e nocive in relazione alle criticità più rilevanti derivanti dalla presenza in falda dei minerali presenti nel sottosuolo vulcanico del territorio italiano.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> BONIFICA

Le materie per le quali i decreti presidenziali del 1972 e poi il D.P.R. 616/1977 hanno disposto il trasferimento delle competenze amministrative alle regioni a statuto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oincidono con quelle attribuite alla potestà legislativa concorrente o ripartita, e tra queste va ricompresa anche la materia della bonifica in quanto inclusa nel più ampio genus del «governo del territorio».

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> BONIFICA --> CONSORZI DI BONIFICA

La costituzione di consorzi è una facoltà consentita dall'art. 862 c.c., che, però, non la impone.

Nella materia della bonifica, ferma la fondamentale distinzione tra opere di competenza pubblica ed interventi rimessi ai privati proprietari dei fondi, non è precluso al legislatore regionale di procedere ad un riassetto delle funzioni pubblicistiche o amministrative dei consorzi di bonifica, attribuendole ad altri enti pubblici e ridefinendo anche in senso riduttivo gli ambiti di competenza dei consorzi medesimi.

Al trasferimento alle Regioni delle funzioni di bonifica non si è accompagnato anche il trasferimento dei beni strumentali all'esercizio di tali funzioni.

La competenza ad eseguire interventi urgenti di pulizia di un canale di competenza statale appare doversi individuare proprio in ragione della finalità istituzionale del Consorzio di Bonifica, des... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...perare in un quadro di delega totale di funzioni insensibile alle successive vicende del regime fondiario dell'opera da bonificare.

Il consorzio di bonifica è obbligato ad eseguire la pulizia anche dei tratti di canale posti in prossimità della foce, nonostante l'appartenenza della stessa al demanio statale.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> BONIFICA --> CONTRIBUTO CONSORTILE

In materia di bonifica, il contributo consortile costituisce un onere reale gravante sul fondo costituito direttamente dalla legge in relazione al presupposto di fatto dell'oggettivo e diretto vantaggio arrecato dall'opera di bonifica al fondo, tanto che esso va pagato a prescindere dalla presenza di un piano di perimetrazione approvato, posto che i provvedimenti amministrativi disciplinati delle leggi statali e regionali in materia di bonifica esclusivamente sul piano della ricognizione della specifica condizione oggettiva del fondo di proprietà del consorziato alla quale la legge ricollega la insorgenza del rapporto tributario.

La costituzione ex lege dell'onere reale, in quanto immediatamente efficace erga omnes prescinde dall'esigenza della preventiva risoluzione di possibili conflitti tra gli aventi causa dal pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...he vantino diritti incompatibili sul medesimo fondo, atteso che il presupposto del tributo (ossia il vantaggio diretto e specifico arrecato dalla bonifica al fondo) si realizza comunque in virtù della esistenza della utilità derivante al fondo dall'opera di bonifica (realizzata o realizzanda) indipendentemente dalla volontà negoziale delle parti del rapporto.

In astratto, non può configurarsi un conflitto tra titolo legale costitutivo dell'onere reale e titolo negoziale di acquisto della proprietà sul medesimo immobile e conseguentemente la necessità di una risoluzione del conflitto attraverso il sistema della anteriorità della trascrizione tra il Consorzio titolare del diritto al contributo e terzo acquirente della proprietà o di altri diritti reali sul fondo: invero, la immanenza del vantaggio diretto e specifico arrecato dalle opere di bonifica al fondo coesiste con l'onere reale avente ad oggetto l'obbligo di contribuzione alle spese di realizzazione e manutenzione delle opere, e quindi il fondo è onerato per il solo fatto di essere avvantaggiato dalle opere di bonifica.

Non è ipotizzabile un acquisto di un fondo che beneficia delle utilità arrecate dalle opere di bonif... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dall'onere reale del pagamento dei relativi contributi consortili.

In tema di contributi consortili l'obbligo contributivo presuppone la qualità di proprietario di immobili siti nel comprensorio e la configurabilità di un vantaggio specifico e diretto a favore dell'immobile. Ove l'immobile ricada nella delimitazione del territorio gravato dall'onere di contributo nella spesa delle opere di bonifica (c.d. «perimetro di contribuenza»), indipendentemente dal differente nomen juris attribuito a tale provvedimento dalle norme di legge regionali che regolano la materia, il Consorzio assolve alla prova presuntiva del presupposto impositivo del vantaggio arrecato dalle opere al fondo del contribuente, mediante la produzione in giudizio del «piano di classifica» approvato dalla competente autorità regionale e che esplica efficacia nei confronti dei singoli consorziati, tenuti al versamento dei contributi, a seguito della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, non essendo prevista, dall'art. 10 R.D. 215/1933 la trascrizione del piano nei Registri Immobiliari, in funzione del perfezionamento degli elementi costitutivi o della efficacia del provvedimento amministrativo nei confronti di singoli consorziati, ma esclusi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fini di pubblicità-notizia per rendere nota alla generalità la localizzazione della concreta ed effettiva attività di bonifica.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> BONIFICA --> PERIMETRAZIONE DELLA CONTRIBUENZA --> TRASCRIZIONE

In materia di bonifica, la trascrizione del provvedimento di perimetrazione della contribuenza prevista dall'art. 10 R.D. 215/1933 ha solo effetti di pubblicità-notizia, sicché ben può la Regione prevedere forme di pubblicità diverse, purché idonee a raggiungere il medesimo risultato.

L'art. 10, co. 2, R.D. 215/1933 che prevede la trascrizione del provvedimento di perimetrazione della contribuenza non è principio fondamentale della materia della bonifica.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> DA ABUSIVA CAPTAZIONE ACQUE

In tema di abusiva captazione di acque pubbliche, la sottrazione di acqua a monte di una centrale idroelettrica, comportando una diminuzione di quella che arriva a valle per l'alimentazione degli impianti, è, per ciò solo, potenzialmente idonea a provocare una riduzione dell'energia elettrica, così da integrare una presunzione semplice di danno, tale ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nsabili della captazione non possano sottrarsi agli obblighi risarcitori senza una prova contraria sufficientemente specifica e rigorosa

PIANIFICAZIONE --> AMBIENTE E PAESAGGIO --> PIANO DI ASSETTO IDROGEOLOGICO

Le attività relative alla difesa del suolo, anche con riguardo alla salvaguardia per i rischi derivanti da dissesto idrogeologico, rientrano nella materia della tutela dell'ambiente, di esclusiva competenza statale, ai sensi dell'art. 117, co. 2, lett. s), Cost..

Per quanto concerne la prevenzione dal dissesto idrogeologico, deve ritenersi che sussista una competenza primaria non solo dello Stato, ma anche delle Province autonome di Trento e Bolzano.

È incostituzionale l'art. 17, co. 1, primo e secondo periodo, e co. 2, primo periodo, del d.l. 195/2009 conv. in legge 26/2010 nella parte in cui non rinvia, per l'applicazione di detta normativa al territorio della Province autonome di Trento e Bolzano, alle procedure di cui agli artt. 33, 34 e 35 D.P.R. 381/1974: deve, infatti, ritenersi inadeguato il coinvolgimento previsto per la Province soltanto alla sola fase iniziale della nomina, sia perché limitato alla forma partecipativa più debole, cioè al parere, mentre nulla &e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ilito, con riguardo al ruolo della Provincia autonoma, per le fasi e le determinazioni successive.

Poiché il piano di assetto idrogeologico non è una norma di legge, non è consentito l'intervento correttivo della Regione al fine di adeguare lo strumento urbanistico alle prescrizionei dettate da tale piano.

Il piano di assetto idrogeologico non è una norma di legge, ne è ad essa assimilabile.

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> COMPATIBILITÀ IDROGEOLOGICA

La fattibilità idrogeologica deve essere garantita anteriormente all'approvazione del piano urbanistico attuativo quantomeno nell'an, e non può essere rinviata in toto al momento del rilascio del titolo edilizio, alla quale può, al più essere lasciato, l'aspetto del quomodo delle soluzioni fra le diverse eventualmente possibili.

PIANIFICAZIONE --> STRUMENTO URBANISTICO COMUNALE GENERALE --> PIANO REGOLATORE GENERALE --> RELAZIONE IDROGEOLOGICA

La mancata acquisizione della relazione idrogeologica non vizia la delibera di adozione della variante al P.R.G. qualora la stessa sia stata acquisita soltanto due giorni dopo l'adozione della variante ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; abbia permesso comunque a chiunque vi abbia interesse, di formulare adeguate osservazioni.




 
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