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Nulla la clausola compromissoria contenuta nella concessione demaniale anteriore alla L. 205/2000


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titolo:GIURISDIZIONE E COMPETENZA GIURISDIZIONALE nell’ambito del governo del territorio
anno:2016
pagine: 3023 in formato A4, equivalenti a 5139 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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Sintesi: E' pacifica la non compromettibilità in arbitri delle controversie su interessi legittimi, riaffermata dalla giurisprudenza della Suprema Corte anche dopo l'entrata in vigore della L. 21 luglio 2000, n. 205.

Estratto: «Pacifica dunque, e non contestata, la non compromettibilità in arbitri delle controversie su interessi legittimi, riaffermata dalla giurisprudenza della Suprema Corte anche dopo l'entrata in vigore della L. 21 luglio 2000, n. 205, che questa Corte giudicante convintamene condivide (cfr. Cass. SS.UU. 30.11.2006 n. 25508), l'indagine deve riguardare la verifica della qualificazione della controversia nei suddetti termini, contestata dall'impugnante.»

Sintesi: È nulla la clausola compromissoria contenuta in una concessione demaniale anteriore alla legge 205/2000.

Estratto: «Parimenti infondata è l’eccezione concernente la devoluzione della questione ad arbitrato ex art. 16 dell’originaria scrittura privata del 1999. In generale, come ancora di recente ribadito dal Tribunale, in materia di concessioni e in riferimento alla compromettibilità in arbitri delle relative controversie, concernenti concessioni anteriori alla l. n. 205 del 2000, è esclusa la possibilità di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...all'arbitrato, con conseguente nullità della clausola compromissoria, sussistendo la giurisdizione esclusiva del g.a.; né può avere rilievo il sopravvenuto art. 6 l. n. 205 del 2000, il quale ha riguardo alla validità del giudizio arbitrale in relazione a tali controversie e non alla giurisdizione; né la suddetta norma sopravvenuta, in mancanza della espressa previsione della sua efficacia retroattiva, può avere effetti sananti della originaria invalidità della clausola stipulata (cfr. Cassazione civile , sez. un., 14 febbraio 2008, n. 3518, Consiglio di stato, sez. IV, 04 maggio 2010 , n. 2568 e T.A.R. Liguria Genova, sez. I, 18 novembre 2010 , n. 10394).»

Sintesi: Ai sensi del D.L. 11 giugno 1998, n. 180, art. 3, comma 2, è vietato il deferimento ad arbitri delle controversie derivanti dall'esecuzione di opere pubbliche nell'ambito di programmi di ricostruzione nei territori colpiti da calamità naturali, compresi quelli di cui al titolo VIII della L. n. 219 del 1981, dedicato all'intervento statale per l'edilizia a Napoli.

Estratto: «5. Con il secondo motivo si denuncia l'erroneità dell'interpretazione secondo cui il divieto di arbitrato, introdotto dall'art. 3, comma 2 del d.l. 11 giugno 1998 n. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tito in legge dalla L. 3 agosto 1998, n. 267, si applicherebbe anche alla realizzazione dei programmi edilizi di cui al titolo 8^ L. n. 219 del 1981. 5.1. Il motivo è infondato. Su tutte le complesse questioni sollevate dal consorzio ricorrente questa corte ha già avuto modo di pronunciarsi in altro giudizio (v. Cass. 3 giugno 2010 n. 13464), e il ricorso non offre ragioni sostanzialmente diverse da quelle già esaminate, e in quella sede respinte. Deve pertanto ribadirsi che, in tema di controversie relative ad appalti di opere pubbliche, la distinzione, nell'ambito della L. 14 maggio 1981, n. 219, dei provvedimenti organici per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori colpiti da calamità naturali dall'intervento statale per l'edilizia residenziale per Napoli non comporta una diversità di disciplina relativamente alla facoltà di accesso all'arbitrato; ne consegue che, come precisato dal D.L. 7 febbraio 2003, n. 15, art. 1, comma 2 quater (convertito con modificazioni nella L. 8 aprile 2003, n. 62), alle controversie derivanti dall'esecuzione di opere pubbliche nell'ambito di programmi di ricostruzione nei territori colpiti da calamità naturali, compresi quelli di cui al titolo Vili della L. n. 219 del 1981, continua ad applicarsi il divieto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ento ad arbitri previsto dal D.L. 11 giugno 1998, n. 180, art. 3, comma 2 (convertito con modificazioni dalla L. 3 agosto 1998, n. 267), dovendosi ritenere che tale disposizione, avente carattere speciale, non sia stata abrogata dalla L. 11 febbraio 1994, n. 109, art. 32, comma 4 bis (introdotto dalla L. 1 agosto 2002, n. 166, art. 7, comma 7, lett. v), e che il citato art. 1, comma 2 quater, contenga una norma interpretativa, avente efficacia retroattiva.»

Sintesi: Il potere giurisdizionale degli arbitri, in quanto trova fondamento nella volontà delle parti di derogare convenzionalmente alla competenza del giudice civile, sussiste solo nell'ambito della giurisdizione di quest'ultimo. Ne consegue che non possono essere deferite al giudice privato controversie che esorbitano dalla giurisdizione del giudice ordinario per essere la materia deferita al giudice amministrativo, sia come giurisdizione generale di legittimità, sia come giurisdizione esclusiva.

Estratto: «Quanto alla competenza arbitrale, questione che la ricorrente Immobiliare Tavollo introduce come motivo di impugnazione (il V) contro la determinazione dirigenziale, va osservato che l’esistenza della clausola compromissoria deve essere casomai eccepita dalla parte resisten... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e vi ha tuttavia espressamente rinunciato, per cui non sembra vi siano ulteriori dubbi sul radicamento della giurisdizione di questo TAR . D’altro canto, ricordata la natura della suddetta determinazione dirigenziale, la suddetta competenza arbitrale non può evidentemente impedire il formarsi della volontà dell’amministrazione diretta al recupero dei suoi pretesi crediti, da far poi valere davanti alla competente autorità giudiziaria. E, ad ogni buon conto, va ricordato quanto osservato da Consiglio di Stato, sez. V, 31 gennaio 2001, n. 353: “il potere giurisdizionale degli arbitri, in quanto trova fondamento nella volontà delle parti di derogare convenzionalmente alla competenza del giudice civile, sussiste solo nell'ambito della giurisdizione di quest'ultimo. Ne consegue che non possono essere deferite al giudice privato controversie che esorbitano dalla giurisdizione del giudice ordinario per essere la materia deferita al giudice amministrativo, sia come giurisdizione generale di legittimità, sia come giurisdizione esclusiva (Cassazione civile, sez. un., 12 luglio 1995, n. 7643)”.»



 
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