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L'iniziativa edilizia promiscua pubblica/privata e la destinazione urbanistica: casistica

La previsione di aree pubbliche di parcheggio, anche interrati, così come di spazi attrezzati a verde, per attività ricreative e di svago, non esclude necessariamente l'intervento privato. Quando si verifica tale ipotesi, la destinazione non costituisce un vincolo espropriativo soggetto a decadenza ma espressione della potestà conformativa dell'Amministrazione.

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titolo:VINCOLI URBANISTICI
anno:2017
pagine: 3658 in formato A4, equivalenti a 6219 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> PROMISCUI --> PARCHEGGIO

Un vincolo a "parcheggi", quando l'eventuale realizzazione delle opere da parte dei privati, è comunque subordinata alla previa convenzione con il Comune, poiché, di fatto, le opere da realizzare sono destinate esclusivamente alla fruizione oggettivamente pubblica, costituisce un vincolo di natura espropriativa.

La natura del vincolo va rapportata alla situazione concreta e al contesto ambientale. Nel caso di un Comune ad alta vocazione turistica, con aree a parcheggio particolarmente limitate e talvolta poste necessariamente al servizio delle strutture ricettive, l'obbligo di cessione al Comune stesso ovvero di convenzionamento del 70% dell'area di superficie dei privati, che sostanzialmente adibisca ad uso pubblico l'area a parcheggio prevedendo un uso pubblico a rotazione, induce a ritenere la natura sostanzialmente espropriativa del vincolo in questione. Tale peculiare tipologia di vincolo non può essere considerata conformativa, in quanto sottrae in sostanza al privato la disponibilità del bene, adibendo sostanzialmente l'area ad uso pubblico e privando la struttura alberghiera di un servizio accessorio.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...La destinazione a parcheggio non risulta preordinata all'espropriazione, ma sostanzia una conformazione del diritto proprietario qualora nelle disposizioni delle N.T.A. manchi la riserva all'iniziativa pubblica degli interventi nell'area in questione e non risulti inibito necessariamente in radice il godimento del bene da parte del proprietario, ma ne venga circoscritto soltanto le modalità esplicative, attuabili anche ad iniziativa del medesimo titolare del bene, purché in conformità alla predetta destinazione.

Deve ritenersi apposto un vincolo conformativo, qualora sia stato previsto accanto all'intervento pubblico anche la realizzabilità dei parcheggi ad iniziativa privata, e perciò dovendosi ritenere in tale ipotesi scongiurato uno svuotamento incisivo del contenuto del diritto di proprietà in conseguenza del permanere dell'utilizzabilità dell'area da parte del proprietario, pur nel rispetto della particolare destinazione ad essa impressa; né la previsione del previo convenzionamento con il Comune, che ben può riguardare esclusivamente le modalità di realizzazione e gestione delle attività di parcheggio consentite dalla destinazione impressa alle aree dalla delibera impugnata, risulta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sufficiente a far ritenere nella specie sussistente un vincolo espropriativo.

Il vincolo di destinazione a parcheggio pubblico che non preluda inevitabilmente ad una prospettica ablazione, potendo il parcheggio (pubblico ma non necessariamente gratuito), essere realizzato anche da privati, non svuota funditus ed ab imis il contenuto sostanziale del diritto dominicale, che, pur significativamente mutilato, non è tumulato in uno statuto proprietario così angusto da agonizzare in un mero "non uso". Non si è, dunque, in presenza di un vincolo sostanzialmente espropriativo (cosiddetta "espropriazione di valore"), ma meramente conformativo: conseguentemente, il decorso del quinquennio non determina la decadenza del vincolo.

La destinazione a parcheggio impressa dallo strumento urbanistico a determinate aree, non comportando automaticamente l'ablazione dei suoli ed anzi ammettendo la realizzazione anche da parte di privati, in regime di economia di mercato, delle relative attrezzature destinate all'uso pubblico, costituisce vincolo conformativo, e non anche espropriativo della proprietà privata, senza che dunque possa sostenersi un'equiparazione tra le due tipologie di vincolo, cui corrispondono regimi giuridici bene differenzia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Le destinazioni a parcheggio pubblico (nel caso di specie parcheggio scambiatore), a parco urbano, a verde pubblico attrezzato e simili si pongono al di fuori dello schema ablatorio-espropriativo e costituiscono espressione di potestà conformativa, avente validità a tempo indeterminato, quando lo strumento urbanistico consente di realizzare tali previsioni non già ad esclusiva iniziativa pubblica, ma ad iniziativa privata o promiscua pubblico-privata, senza necessità di ablazione del bene.

La destinazione a parcheggio che ammette la realizzazione dell'opera a standard, destinata all'uso pubblico, anche attraverso l'iniziativa privata, suscettibile di operare in libero regime di economia di mercato, secondo quanto precisato da Corte Cost. n. 179/1999, ben potendo il proprietario trarre in concreto una qualche utilità economica da siffatta destinazione urbanistica, è ascrivibile al genus dei vincoli conformativi. Appare invero concreta e reale la possibilità per un privato di locare o in altro modo mettere a disposizione della comunità locale di riferimento, e previo pagamento di un corrispettivo, i parcheggi che intendesse realizzare, sicché appare evidente che un vincolo di siffatta natura non ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o di svuotare il diritto dominicale del suo contenuto minimo.

La sentenza della Corte Costituzionale 179/1999 ha precisato, con riferimento anche ai parcheggi, che "sono al di fuori dello schema ablatorio-espropriativo con le connesse garanzie costituzionali (e quindi non necessariamente con l'alternativa di indennizzo o di durata predefinita), i vincoli che importano una destinazione (anche di contenuto specifico) realizzabile ad iniziativa privata o promiscua pubblico-privata, che non comportino necessariamente espropriazione o interventi ad esclusiva iniziativa pubblica e quindi siano attuabili anche dal soggetto privato e senza necessità di previa ablazione del bene".

La destinazione a parcheggi pubblici, deve intendersi quale vincolo di natura conformativa quindi, non soggetto al termine di decadenza quinquennale valevoli per i vincoli di natura espropiativa, qualora le N.T.A. del PRG, non limitino l'edificazione alla sola mano pubblica ma consentano anche interventi ad iniziativa privata.

La destinazione a parcheggio pubblico si pone al di fuori dello schema ablatorio-espropriativo e costituisce espressione di potestà conformativa, avente validità a tempo indeterminato, qualora lo strumento urbanistico conse... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izzare tale previsioni, non già ad esclusiva iniziativa pubblica, ma ad iniziativa privata o promiscua pubblico-privata, senza necessità di ablazione del bene.

Qualora le NTA abbiano ammesso la possibilità di intervento privato per l'attuazione della destinazione a parcheggio, consentendo previa stipula di apposita convenzione, la realizzazione di parcheggi, interrati o seminterrati, privati subordinatamente alla realizzazione sulla relativa copertura di parcheggi da assoggettare a servitù di uso pubblico, non è ravvisabile la reiterazione di un vincolo propriamente espropriativo, ma l'imposizione di uno conformativo della proprietà, compatibile con l'uso privato, ancorché condizionato all'accordo convenzionale.

Secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale la destinazione a parcheggio impressa dallo strumento urbanistico a determinate aree, non comportando automaticamente l'ablazione dei suoli ed, anzi, ammettendo la realizzazione anche da parte di privati, in regime di economia di mercato, delle relative attrezzature destinate all'uso pubblico, costituisce vincolo conformativo, e non anche espropriativo, della privata proprietà per cui la relativa imposizione non necessita della conte... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...isione di un indennizzo, né di una puntuale motivazione sulle ragioni poste a base della eventuale reiterazione della previsione.

La destinazione a parcheggio configura un vincolo conformativo, ravvisandosi la possibile concomitanza di interessi pubblico/privato.

E' soggetto a decadenza il vincolo a parcheggio pubblico, qualora l'eventuale gestione privata sia subordinata ad una scelta successiva ed ad apposita procedura d'assegnazione della gestione.

E' pacifica la natura conformativa della destinazione a parcheggio pubblico, nella misura in cui il regolamento urbanistico non esclude la realizzabilità dell'intervento da parte di privati, in regime di economia di mercato.

Deve riconoscersi natura conformativa al vincolo posto da una norma di attuazione di un p.r.g. che consenta la realizzazione di parcheggi, senza limitarne l'edificazione alla "mano pubblica", permettendone invece la realizzate anche a iniziativa privata.

Alla categoria dei vincoli conformativi deve ascriversi il vincolo discendente dalla destinazione a parcheggio ad uso pubblico, la cui realizzazione, sulla base delle NN.TT.AA, non è attribuita esclusivamente alla mano pubblica. La locuzione ad uso pubblico vale, in ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si, ad evidenziare non l'attribuzione esclusiva all'intervento pubblico della realizzazione delle opere ivi considerate, quanto, piuttosto, il profilo funzionale ed oggettivo dell'idoneità delle stesse a soddisfare i bisogni della collettività.

La destinazione a servizi, con funzione caratterizzante il parcheggio pubblico, configura vincolo conformativo qualora le NTA consentano anche a soggetti privati di realizzare i servizi pubblici previsti, anche in regime di convenzione.

La destinazione a parcheggio non esclude necessariamente l'intervento privato posto che il parcheggio può essere realizzato e gestito da un privato che ne fa oggetto dell'esercizio di una attività economica; in tal caso, trattasi di una previsione che si limita ad imporre una vocazione specifica ad una determinata porzione di suolo, il cui fine è solo quello di assicurare il corretto equilibrio della trasformazione urbanistica tra volumi edilizi veri e propri ed attività a servizio degli abitanti, senza quindi con ciò comportare necessariamente che debba trattarsi della previsione di una opera pubblica.

La destinazione a parcheggio pubblico non costituisce necessariamente un vincolo espropriativo, dipendendo tale ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one, in concreto, dall'effettiva incidenza che la relativa previsione esplica sul contenuto del diritto di proprietà, senza quindi comportare necessariamente che debba trattarsi della previsione di una opera pubblica, ossia senza essere necessariamente preordinata all'esproprio, ben potendo concretarsi in iniziative imprenditoriali private.

La destinazione a zona F1/P – realizzazione di parcheggi privati ad uso pubblico, in cui le N.T.A. prevedono espressamente la possibilità di realizzazione di parcheggi interrati e/o pluripiano, da realizzarsi anche da parte di privati a seguito di eventuale convenzione, configura un vincolo avente natura meramente conformativa, atteso che non è preordinato a futura ablazione e non prevede assoluta inedificabilità.

Il vincolo "a parcheggio pubblico" costituisce espressione della mera potestà conformativa di cui la PA è titolare, e non ha natura espropriativa qualora la relativa struttura possa essere realizzata sia dalla PA, sia per iniziativa del privato proprietario che potrà sfruttarla in regime di libero mercato al fine di trarne un beneficio economico (vendita, gestione diretta, ecc.).

Le destinazioni a standard a parcheggio imposte ai fond... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...età privata si pongono al di fuori dello schema ablatorio-espropriativo - con le connesse garanzie costituzionali (indennizzo o durata predefinita) e costituiscono espressione di potestà conformativa (avente validità a tempo indeterminato) quando lo strumento urbanistico consente di realizzare tali previsioni, non già ad esclusiva iniziativa pubblica, ma ad iniziativa privata o promiscua pubblico-privata, senza necessità di ablazione del bene.

La destinazione a parcheggio pubblico non è da intendersi come vincolo espropriativo, trattandosi invero di previsione pianificatoria che non deve essere intesa come da realizzarsi necessariamente attraverso la previa ablazione dell'area da parte della mano pubblica, con conseguente costruzione del parcheggio, bensì come previsione realizzabile anche a mezzo dell'intervento dello stesso privato.

La destinazione a parcheggi pubblici, anche interrati per la quale la disciplina urbanistica consente la realizzazione e la gestione da parte di soggetti pubblici, privati o pubblico/privati, con il ricorso all'istituto della convenzione, è vincolo conformativo.

La previsione di aree pubbliche di parcheggio non esclude necessariamente l'intervento p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e l'osservazione in forza della quale il parcheggio può essere realizzato e gestito da un privato che ne fa oggetto dell'esercizio di una attività economica); in suddetta ipotesi la destinazione non costituisce un vincolo soggetto a decadenza ma espressione della potestà conformativa dell'Amministrazione.

La destinazione a parcheggio pubblico non realizza un vincolo di carattere espropriativo per l'area coinvolta, qualora le n.t.a. consentano la realizzazione anche da parte di privati delle attrezzature destinate all'uso pubblico; il vincolo sostanzialmente espropriativo comporta, difatti, l'azzeramento del contenuto economico del diritto di proprietà.

La classificazione a zona F in cui le N.T.A. prevedono, per le aree di proprietà privata, che la destinazione ad uso pubblico (nel caso di specie a parcheggio), imposta alle stesse, possa essere assicurata anche direttamente dal proprietario, mediante affidamento in gestione previa convenzione con il Comune, configura vincolo conformativo; ciò in quanto il proprietario del bene non è totalmente privato della possibilità di utilizzazione dell'immobile.

La destinazione a parcheggio pubblico non si risolve necessariamente in un vincol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to all'esproprio; tale destinazione, infatti, pur di carattere pubblicistico, non esclude necessariamente che essa possa essere realizzata e gestita anche dal privato (anche tramite convenzionamento), che in tal caso ne fa oggetto dell'esercizio di un'attività economica. Ne consegue, in tale ipotesi, la qualificazione del vincolo come "conformativo" e perciò non soggetto a decadenza.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> PROMISCUI --> PARCHI GIOCHI SPORT

La destinazione a "verde pubblico, gioco e sport" che non comporti, sulla base delle n.t.a., un totale svuotamento del diritto di proprietà a carico dei titolari delle aree ad essa assoggettate, ma, semmai, ne limiti e, quindi, ne conformi l'esercizio, prescrivendo, interventi anche di carattere privato, purché convenzionato, non configura un vincolo espropriativo.

Le destinazioni a parco urbano, a verde urbano, a verde pubblico, a verde pubblico attrezzato, a parco giochi e simili si pongono al di fuori dello schema ablatorio - espropriativo e costituiscono espressione di potestà conformativa (avente validità a tempo indeterminato), quando lo strumento urbanistico consente di realizzare tali previsio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; ad esclusiva iniziativa pubblica, ma ad iniziativa privata o promiscua pubblico - privata, senza necessità di ablazione del bene.

La destinazione a parco pubblico con specifica funzione "sport" e "tempo libero", attuabile, sulla base delle N.T.A., sia con interventi ad iniziativa pubblica, quindi attraverso l'espropriazione delle aree, che con interventi ad iniziativa privata, con conseguente convenzionamento con l'Amministrazione, configura un vincolo che non comporta l'azzeramento del contenuto economico del diritto di proprietà; ne discende la natura di vincolo conformativo con conseguente durata indeterminata.

La destinazione ad attrezzature ricreative, sportive e a verde pubblico, non comporta l'imposizione di un vincolo espropriativo, ma solo conformativo, conseguente alla zonizzazione effettuata dallo strumento urbanistico per definire i caratteri generali dell'edificabilità in ciascuna delle zone in cui è suddiviso il territorio comunale, ponendo limitazioni in funzione dell'interesse pubblico generale, e non dà quindi diritto ad indennizzo, trattandosi di limiti non ablatori, ma derivanti da destinazioni realizzabili anche dall'iniziativa privata, in regime di economia di mercato.

La... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne in genere come "area a servizi pubblici o attrezzature pubbliche" o (come nella fattispecie) a "spazi pubblici attrezzati a parco, per il gioco e lo sport" per la quale le N.T.A. prevedono l'esecuzione anche da parte dei privati, non determina ex se un vincolo di natura espropriativa. La giurisprudenza si è infatti consolidata nella ricostruzione del concetto di vincolo preordinato all'esproprio secondo un criterio in concreto, escludendosi la natura espropriativa dei vincoli che pur importando una destinazione alla realizzazione di opere pubbliche anche di contenuto specifico consentano l'iniziativa privata o promiscua pubblico-privata, quindi l'attuazione degli obiettivi di interesse generale anche per iniziativa del soggetto privato in libero regime di economia di mercato.

La destinazione a "spazi attrezzati a verde come parchi o giardini connessi ad attività ricreative e di svago" che oltre a prevedere l'eventuale esproprio consenta anche l'intervento di privati previa convenzione con il comune in cui siano stabiliti i criteri di gestione sociale dell'attrezzatura stessa, non configura un vincolo espropriativo.

La destinazione a parco pubblico non si connota quale vincolo di natura espropriativa, soggetto quindi a decadenza, qua... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... base delle prescrizioni di piano siano ammessi interventi (parcheggi, attrezzature per il gioco, lo sport e il ristoro), realizzabili non solo dall'Amministrazione, ma anche dai privati e segnatamente dai proprietari delle zone stesse.

La destinazione di un terreno a spazi pubblici attrezzati a parco per il gioco e lo sport attuabile anche per mezzo dell'iniziativa privata non impone alcun vincolo preordinato all'esproprio, essendo espressione della potestà conformativa propria dello strumento urbanistico, non soggetta a decadenza, né a indennizzo; tale destinazione, infatti, non comporta l'inedificabilità assoluta dell'area, né, tanto meno, svuota di contenuto - azzerandolo economicamente in termini di valore di scambio - il diritto dominicale.

La destinazione a "verde attrezzato e sport" che prevede, sulla base delle N.T.A., la realizzazione, anche da parte di privati in regime di economia di mercato, di attrezzature destinate all'uso pubblico (nel caso di specie destinate oltre che a parchi urbani, a campi ed attrezzature per il gioco e per lo sport, comprese le palestre, le piscine e i campi coperti), configura un vincolo conformativo.

Qualora le possibilità effettive di utilizzo del bene da par... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato abbiano un certo carattere di concretezza, la destinazione a standard a verde gioco e sport si pone al di fuori dello schema ablatorio-espropriativo - con le connesse garanzie costituzionali (indennizzo o durata predefinita) - e costituisce espressione di potestà conformativa (avente validità a tempo indeterminato).

La destinazione a parco urbano in cui è consentita la realizzazione di strutture a carattere provvisorio, quali chioschi di ristoro, tettoie aperte e attrezzi per il gioco dei bambini, prevedendo una destinazione non rimessa alla necessaria iniziativa pubblica e, quindi, attuabile, senza previa ablazione del bene, anche ad iniziativa privata o promiscua pubblico-privata, non configura vincolo espropriativo.

La previsione dell'iniziativa privata, accanto alla modalità espropriativa, vale a caratterizzare, in senso conformativo, la destinazione impressa alla zona a verde pubblico ed impianti sportivi.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> PROMISCUI --> REALIZZAZIONE PRIVATA DELLA DESTINAZIONE PUBBLICA

L'impossibilità per il privato di utilizzare il suo bene in quanto subordinato a un evento futuro e obiettivamente incerto (conven... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'amministrazione volta ad assicurare l'effettiva destinazione pubblica delle opere), attraverso forme di esercizio subordinate a decisioni pubbliche, non vale a eliminare il carattere essenzialmente espropriativo del vincolo in quanto la possibilità offerta non manifesta né allo stato né entro un arco di tempo ragionevolmente determinato un'elasticità e dinamicità della domanda tale da consentire al privato di potere disporre sul mercato della sua proprietà.

Quando in sede di pianificazione è prevista la destinazione ad attrezzature che possono essere realizzate dall'amministrazione o su iniziativa del proprietario, si deve intendere apposto il vincolo preordinato all'esproprio, in quanto l'area può essere acquisita al patrimonio pubblico con l'attivazione del procedimento espropriativo (sicché nel corso della durata del medesimo vincolo l'amministrazione deve respingere ogni istanza del proprietario, volta alla modifica dello stato dei luoghi), ma – una volta decaduto il vincolo – ad iniziativa del privato possono essere realizzate proprio (e soltanto) le strutture, o svolte le corrispondenti attività, che l'amministrazione pubblica avrebbe potuto realizzare o svolgere sull'area, ma... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eso porre in essere.

La partecipazione dei proprietari, attraverso iniziative private o promiscue pubblico - private nell'attuazione della pianificazione, è ritenuta ammissibile dalla Corte costituzionale; ciò può essere il risultato di una scelta di politica programmatoria tutte le volte che gli obiettivi di interesse generale, di dotare il territorio di attrezzature e servizi, siano ritenuti realizzabili (e come tali specificatamente compresi nelle previsioni pianificazione) anche attraverso l'iniziativa economica privata, pur se accompagnati da strumenti di convenzionamento.

Sia nel quadro normativo derivante dall'art. 2 della legge n. 1187 /1968, sia in quello attualmente vigente, desumibile dalle disposizioni del testo unico sugli espropri e del testo unico sull'edilizia – una previsione dello strumento urbanistico può ad un tempo comportare sia un vincolo preordinato all'esproprio (che decade col decorso del termine di cinque anni, quando non è dichiarata la pubblica utilità dell'opera), sia la conformazione della proprietà privata, sicché nel corso della durata del medesimo vincolo l'amministrazione deve respingere ogni istanza del proprietario, volta alla modifica dello stato dei ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...– una volta decaduto il vincolo – ad iniziativa del privato possono essere realizzate proprio (e soltanto) le strutture, o svolte le corrispondenti attività, che l'amministrazione pubblica avrebbe potuto realizzare o svolgere sull'area, ma non ha inteso porre in essere.

Alla categoria dei vincoli conformativi devono ascriversi le destinazioni che, alla luce del contenuto attribuitogli dalle N.T.A., comportano l'utilizzazione di aree da parte della collettività a mezzo di determinate tipologie di interventi (parcheggi, consultori, centri culturali, cliniche, cimiteri ecc.), realizzabili anche ad iniziativa privata.

La possibilità di una realizzazione privata della destinazione pubblica, idonea ad assicurare una qualche utilità economica, richiede una previsione specifica, anche contemplata dagli strumenti attuativi, di appositi strumenti convenzionali con cui al privato si conceda o si appalti l'attuazione del servizio di pubblica utilità dal quale egli possa ricavare un reddito; ove invece difetti una normativa urbanistica di dettaglio, è precluso riconoscere ai suoli la prerogativa dell'edificabilità, ai fini dell'indennizzo espropriativo.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILI... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...-> VINCOLI URBANISTICI --> PROMISCUI --> SERVIZI PUBBLICI

La destinazione a servizi pubblici realizzabili anche attraverso l'iniziativa privata, in regime di economia di mercato, rientra all'interno dei vincoli non ablatori, secondo l'insegnamento della Corte Costituzionale (sentenza n° 179/1999).

Qualora le N.T.A. dispongano che le aree destinate a servizi di quartiere "sono di proprietà pubblica o preordinate all'acquisizione mediante compensazione o esproprio da parte del Comune o degli Enti istituzionalmente competenti" aggiungendo che "è consentita anche l'attuazione da parte dei proprietari delle aree ..", risultando così ben evidente che accanto all'ipotesi dell'acquisizione delle aree alla proprietà pubblica è pure possibile l'attuazione diretta del contenuto del vincolo di piano da parte del privato, anche mediante convenzione, deve concludersi per la natura conformativa e non espropriativa del vincolo.

La destinazione a verde e servizi pubblici configura un vincolo avente natura conformativa qualora le norme di piano permettano ai privati di sfruttare economicamente le aree di loro proprietà sia mediante la realizzazione di piccoli servizi che accompagnano l'utilizzo pu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rde del bene, sia mediante interventi più incisivi quali l'infrastrutturazione sportiva della zona.

Le destinazioni a servizi pubblici di quartiere e verde attrezzato non possono essere qualificati come vincoli espropriativi, qualora la realizzazione degli stessi possa essere attuata anche dai proprietari privati in regime di concessione.

La destinazione dei suoli a servizi generali (SG1) per la quale le N.T.A. non implicano una programmazione attuabile solo a mezzo di un intervento dei poteri pubblici, e come tale implicante svuotamento della facoltà dominicali, ma compatibile anche con iniziative edificatorie di privati, non implica vincolo di inedificabilità assoluta o di preordinazione all'esproprio e si risolve pertanto in una misura di tipo "conformativo" del diritto di proprietà, come tale valevole a tempo indeterminato e non implicante corresponsione di indennizzo per il proprietario.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> PROMISCUI --> SERVIZI PUBBLICI --> STAZIONE FERROVIARIA

In generale, costituiscono vincoli preordinati all'espropriazione o di carattere sostanzialmente espropriativo soltanto quelli che implicano uno svuotamento incisivo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rietà, mentre non lo sono i vincoli di destinazione imposti dal piano regolatore per attrezzature e servizi, realizzabili anche ad iniziativa privata o promiscua, in regime di economia di mercato, anche se accompagnati da strumenti di convenzionamento, tra i quali può farsi rientrare una stazione ferroviaria secondaria.


 
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