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Casistica relativa agli abusi nella costruzione e ristrutturazione di opere edili

Come per la costruzione anche per la ristrutturazione dell'immobile, in assenza o in difformità del relativo titolo abilitativo, è prevista la rimozione dell'abuso ovvero la demolizione dell'immobile, rappresentando questo un illecito permanente.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
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formato: pdf  
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> INTERVENTI ABUSIVI, CASISTICA

Le differenti tipologie di abusi suscettibili di sanatoria di cui all'allegato 1 del DL 269/2003 non vanno confuse né sono perfettamente sovrapponibili con la classificazione degli interventi edilizi di cui all'art. 3 del DPR 380/2001: in particolare, la tipologia 1 di abuso non coincide con la nozione legislativa di "nuova costruzione" di cui all'art. 3 succitato e può comprendere anche i casi di ristrutturazione, purché non conformi agli strumenti urbanistici.

Gli interventi abusivi di ristrutturazione edilizia scontano la spontanea rimozione dell'abuso e, allo scadere del termine all'uopo fissato, la demolizione d'ufficio, a spese del responsabile, o, se il ripristino non sia possibile, l'irrogazione di una sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento di valore dell'immobile conseguente alla realizzazione dell'opera, da determinarsi con riguardo alla data di ultimazione dei lavori non invece le sanzioni dell'acquisizione del manufatto al patrimonio erariale e la pedissequa immissione in possesso del bene da parte dell'Amministrazione.

La difformità tra assentito e realizzato evidentemente non inficia la legittimità del per... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...struire, che prescinde dalla corretta osservanza delle sue prescrizioni.

Costituisce risposta sanzionatoria inadeguata il comportamento del Comune che, a fronte di un una situazione di palese contrasto delle trasformazioni effettuate sia con la destinazione urbanistica di zona sia con le prescrizioni a tutela della pubblica incolumità (derivanti nella specie dalla insistenza dell'area oggetto di intervento in zona contigua a stabilimento a rischio di incidente rilevante), si limiti ad una formalistica contestazione del frazionamento dell'immobile.

Il risultato dell'abuso edilizio va valutato complessivamente per valutare il carattere di essenzialità della difformità o della variante, senza alcuna possibilità di scomporre l'attività nei suoi singoli elementi.

Le misure repressive in materia urbanistica presuppongono una preventiva valutazione, sotto il profilo qualitativo e quantitativo, dell'entità dell'abuso edilizio; di conseguenza tali misure repressive possono essere correttamente adottate soltanto quando siano state stabilite in via definitiva le modalità costruttive assentite dall'Amministrazione, perché solo da quel momento può determinarsi, sia pure ex post ed in v... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ziale, l'entità dell'abuso sulla base di un raffronto tra l'attività edilizia formalmente assentita e l'attività edilizia in concreto realizzata.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> INTERVENTI ABUSIVI, CASISTICA --> ASSENZA DI PERMESSO DI COSTRUIRE

Non può considerarsi legittimamente edificata un'opera per la quale non sia stato rilasciato espressamente il relativo permesso di costruire e che non presenti coincidenza e concordanza con le sagome e le volumetrie effettivamente realizzate.

Sono assoggettate alla sanzione della demolizione le costruzioni realizzate in assenza di titolo edilizio anche se eseguite al di fuori del centro abitato o delle zone di espansione ove l'obbligo del titolo edilizio fosse previsto dai regolamenti edilizi comunali anteriori alla data di entrata in vigore della legge 765/1967.

Poiché la legge 1150 del 1942 non ha valenza abrogatrice sui precedenti regolamenti edilizi, è legittimo l'assoggettamento alla sanzione della demolizione per le costruzioni realizzate in assenza del titolo edilizio, anche se eseguite al di fuori del centro abitato o delle zone di espansione, ove l'obbligo sia previsto dai regolamenti edilizi comunali.

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...il reato di cui al D.P.R. n. 380 del 2001, art. 44 la ricostruzione di un edificio demolito senza il preventivo rilascio del permesso di costruire, sia perché trattasi di intervento di nuova costruzione e non di ristrutturazione, di un edificio preesistente, dovendo intendersi per quest'ultimo un organismo edilizio dotato di mura perimetrali, strutture orizzontali e copertura, sia perché non è applicabile il D.L. n. 69 del 2013, art. 30 (convertito in L. n. 98 del 2013), che, per assoggettare gli interventi di ripristino o di ricostruzione di edifici o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, al regime semplificato della SCIA, richiede l'accertamento della preesistente consistenza dell'immobile in base a riscontri documentali, alla verifica dimensionale del sito o ad altri elementi certi e verificabili.

Poiché l'abusività di un'opera edilizia costituisce già di per sé presupposto per l'applicazione della prescritta sanzione demolitoria, una volta accertata l'illecita esecuzione di opere edilizie in mancanza di titolo abilitativo ne deve essere disposta la demolizione indipendentemente dalla verifica della loro eventuale conformità allo strumento urbanistico e della loro teorica sanabilità.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... In presenza di un intervento edilizio realizzato senza il prescritto titolo abilitativo, l'ordine di demolizione costituisce atto dovuto, e, in assenza di istanza di parte necessaria ai sensi dell'art. 36 D.P.R. 380/2001, non occorre alcuna previa verifica su una eventuale conformità urbanistica di quanto realizzato senza titolo.

E' legittima l'ordinanza di demolizione di un soppalco realizzato con travi in ferro e una scala di accesso in assenza di titolo abilitativo in quanto si tratta di un'opera qualificabile come ristrutturazione edilizia, come tale soggetta al rilascio del permesso di costruire.

L'intervento di sopraelevazione che ha portato ad un organismo edilizio diverso dal precedente e che ha comportato modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti e delle superfici, è subordinato a concessione edilizia (cfr. gli artt. 1 L. n. 10/1977 e, ora, l'art. 10 comma 1 lett. c del D.P.R. n. 380/2001), sicché la sua realizzazione abusiva è sanzionata con l'ordine di demolizione.

Una volta accertata l'illecita esecuzione di opere abusive in mancanza del permesso di costruire, deve esserne disposta la demolizione indipendentemente dalla verifica della loro eventuale conformità allo strumento urba... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ella loro teorica sanabilità.

Integra il reato di cui all'art. 44 d.P.R. 380/2001 la modifica non autorizzata dello stato dei luoghi che incide in modo stabile sul territorio, determinandone una modifica definitiva (nella specie, mediante, creazione ex novo di volume edilizio, apertura di un varco e rampa in calcestruzzo, alterazione delle originarie quote di declivio del fondo e taglio e distruzione della vegetazione locale).

La motivazione specifica, in ordine all'incidenza sulle opere legittimamente poste in essere, è richiesta, ai sensi dell'art. 12 della legge n. 47 del 1985, soltanto in presenza di lavori eseguiti in parziale difformità dalla concessione e non in caso di opere eseguite senza alcun titolo abilitativo.

La disciplina dell'art. 33 del D.P.R. n. 380/2001 non è invocabile con riferimento a manufatti che costituiscono organismi separati rispetto ad un edificio principale.

I manufatti abusivi realizzati in carenza di permesso a costruire vanno demoliti anche se ciò comporta pregiudizio per l'edificio, dovendosi applicare art. 31 (e non il 34) del DPR n. 380/2001.

Vanno considerate abusive, qualora realizzate in assenza del titolo edilizio, non solo le oper... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione vere e proprie ma anche quei lavori interni che, per quanto modesti, appaiono necessari a rendere possibile la nuova destinazione.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> INTERVENTI ABUSIVI, CASISTICA --> ASSENZA O DIFFORMITÀ DALLA DIA

A fronte di un intervento soggetto a D.I.A., il Comune non può disporre a sanzione ripristinatoria di cui all'articolo 31 del d.P.R. 380 del 2001, potendo al più limitarsi ad irrogare la (sola) sanzione pecuniaria di cui al successivo articolo 37 (relativo, appunto, alle ipotesi di interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla denuncia di inizio di attività).

Per gli interventi realizzati in violazione del regime di segnalazione di attività, ai sensi dell'art.37, comma 1, del d.p.r. 380/2001, l'amministrazione può comminare unicamente una sanzione pecuniaria e non anche la demolizione delle opere, salvo i casi previsti.

E' illegittima l'applicazione della sanzione demolitoria a fronte di un intervento che il regolamento edilizio locale assoggetta a semplice DIA, in quanto l'art. 37 d.P.R. 380/2001 (diversamente dal precedente art. 31) non contempla affatto la sanzione demolitoria.

L'intervento consistente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izione della preesistente copertura del fabbricato e la successiva installazione di una nuova copertura in pannelli coibentati ove eseguito sine titolo è sanzionatile con una misura repressiva pecuniaria e non ripristinatoria ai sensi dell'art. 37 D.P.R. 380/2001.

La posa senza necessario titolo edilizio di paletti di ferro di circa un metro di altezza uniti tra loro da una catena di ferro e ancorati al suolo tramite calcestruzzo e bulloni non è sanzionabile con l'ordine di demolizione ma con una misura repressiva pecuniaria.

Gli abusi edilizi che vengono integrati dalla realizzazione di opere edilizie in assenza o in violazione della d.i.a. (oggi: s.c.i.a.), quando questa sia necessaria ai sensi dell'art. 22, co. 1 e 2, D.P.R. 380/2001 non implicano conseguenze di tipo penale, salvo che le opere non risultino essere state realizzate in zona vincolata senza il preventivo assenso della autorità preposta alla tutela del vincolo.

L'entrata in vigore dell'art. 22 D.P.R. 380/2001, generalizzando il regime della d.i.a. (oggi: s.c.i.a.) per tutta una serie di opere e confermando la rilevanza penale delle sole opere soggette a permesso di costruire o a "super D.I.A.", ha avuto l'effetto di depenalizzare la realizzazione a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e opere soggette a d.i.a. (oggi: s.c.i.a.) e ciò sia per l'avvenire che per il passato, in base al principio della applicabilità della legge penale più favorevole a reo.

In tema di reati edilizi, nel caso in cui la Dia si ponga quale titolo abilitativo alternativo al permesso di costruire (cosiddetta super Dia: D.P.R. n. 380 del 2001, art. 22, comma 2) è configurabile il reato di cui all'art. 44, lett. b) o e), se in quest'ultimo caso l'intervento ricada in zona vincolata, cit. D.P.R., tanto sia nel caso di assenza del permesso di costruire o della Dia, quanto nel caso di difformità totale delle opere eseguite rispetto alla Dia presentata, restando priva di sanzione penale la sola difformità parziale.

Nel caso di interventi edilizi realizzati mediante dichiarazione di inizio attività ai sensi del D.P.R. n. 380 del 2001, art. 22, comma 3, la condotta assume penale rilevanza sia quando i lavori vengano eseguiti in assenza o in totale difformità dalla dichiarazione stessa, sia quando l'intervento risulti comunque in contrasto con le previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente.

La realizzazione di un'opera in assenza... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...comporta l'applicazione delle sanzioni edilizie applicabili ai manufatti costruiti in assenza del titolo edilizio.

LA P.A. preposta al controllo dell'attività edilizia svolta dai privati non può ingiungere direttamente la demolizione di un'opera assentita attraverso al presentazione di una denuncia di inizio attività (DIA) o di una SCIA consolidatasi per effetto del decorso del termine di trenta giorni previsto per l'esercizio del potere inibitorio.

È legittima l'ordinanza di demolizione di opere eseguite sulla base di una d.i.a./s.c.i.a. non tempestivamente oggetto di provvedimento inibitorio ove lo stesso provvedimento sanzionatorio contenga anche un'apprezzamento sull'interesse pubblico alla rimozione degli effetti della d.i.a./s.c.i.a., non essendo necessario, invece, che l'atto espliciti anche la formale volontà di procedere ad un «annullamento» della d.i.a./s.c.i.a..

È illegittimo l'ordine di demolizione di un'opera non assentibile sul piano urbanistico-edilizio ma eseguita in conformità ad una s.c.i.a. qualora il provvedimento sanzionatorio non sia stato preceduto dall'esercizio del potere di autotutela e quindi non sia stato preventivamente rimosso il titolo formatos... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... della presentazione della s.c.i.a..

La circostanza che un intervento edilizio di ordinaria manutenzione possa essere realizzato con la DIA, non esclude l'applicazione della sanzione amministrativa ai sensi dell'art. 44, lett. b), d.p.r. 380/2001 conseguente all'omessa presentazione della denuncia prima di dare inizio ai lavori, che, in tale ipotesi, risultano comunque privi di titolo.

Non può essere esclusa in astratto la possibilità di interventi di manutenzione straordinaria su una struttura non abusiva, i quali, se eseguiti senza titolo, possono comunque essere sanati ex art. 37 del DPR 6 giugno 2001 n. 380.

L'abusiva installazione di un cancello non è sanzionabile con l'ordine di demolizione, ma soltanto con la sanzione pecuniaria di cui all'art. 37 D.P.R. 380/2001.

Non si può sanzionare un cancello installato sulla base di una d.i.a. in relazione alla quale non sia stato esercitato nei termini il potere inibitorio, se non ponendo prima nel nulla gli effetti della d.i.a..

È necessario distinguere due diverse evenienze: a) se si è in presenza di opere realizzate in eccedenza o difformità rispetto alla d.i.a. presentata, le stesse possono essere fatte og... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ni tempo, da parte dell'Amministrazione, di ordine si sospensione e di ripristino; b) se invece le opere realizzate sono conformi alla d.i.a. presentata e sono state realizzate senza che la P.A. si sia attivata nei termini per vietare la prosecuzione dell'attività e disporre la rimozione degli effetti, allora l'emanazione dei provvedimenti di rimessa in pristino deve essere necessariamente preceduta dall'adozione di un atto di autotutela, nel rispetto della garanzie sostanziali e procedimentali che assistono lo stesso, finalizzato alla eliminazione del titolo formatosi implicitamente con il decorso del termine di legge dalla presentazione della d.i.a. senza interventi inibitori.

Un'opera realizzata in conformità alle previsioni dello strumento urbanistico comunale, ma difforme dalle previsioni di un titolo abilitativo emesso è, comunque, abusiva e, come tale, assoggettabile ai provvedimenti sanzionatori, rispetto alla cui adozione l'Amministrazione comunale è priva di qualsivoglia potere discrezionale, essendo l'emanazione di un'ingiunzione ripristinatoria un adempimento doveroso, correlato al mero riscontro della presenza di un intervento abusivo.

La sanzione pecuniaria di cui all'art. 37 D.P.R. 380/2001 non è app... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...li interventi che non siano conformi alla disciplina urbanistica locale, che scontano quindi la sanzione demolitoria di cui all'art. 31 D.P.R. cit..

Dal combinato disposto degli artt. 22 e 37 del D.P.R. 380/2001 deriva che l'applicabilità della sanzione pecuniaria è limitata ai soli interventi astrattamente realizzabili previa denuncia d'inizio attività che siano, altresì, conformi agli strumenti urbanistici vigenti; in caso di difformità, dunque, l'intervento - pur essendo astrattamente assentibile con d.i.a. - è assoggettato all'ordine di demolizione.

In caso di violazione delle norme in materia non può trovare applicazione la sanzione pecuniaria prevista dall'art. 37 del D.P.R. n. 380/2001, ma deve essere ordinata la demolizione dell'opera.

La mancanza di una d.i.a. non è sanzionabile con la rimozione o demolizione ma solo con l'irrogazione della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 37 del D.P.R. 380/2001.

È legittimo l'ordine di demolizione avente ad oggetto opere sottoposte a regime autorizzatorio semplificato realizzate in zona sottoposta a vincolo assoluto di inedificabilità.

È illegittimo sanzionare con la demolizione u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tinenziale realizzata in assenza di d.i.a. o di autorizzazione edilizia.

E' legittima, perché attuazione dei principi di leale collaborazione e di proporzionalità, la scelta del Comune di considerare in sanatoria la D.I.A. presentata per il cambio di destinazione d'uso, invitando al pagamento della relativa oblazione, pur in assenza di esplicita domanda di sanatoria.

L'art. 27 comma 2, in quanto fondato sul rilievo dell'abusività non solamente formale ma altresì sostanziale delle opere, perché realizzate in zona sottoposta a vincolo e/o i contrasto con la normativa urbanistica, fa riferimento alle opere realizzate "sine titulo" e quindi non solo in assenza di permesso di costruire ma anche di D.I.A..

Per le opere abusive assoggettate ad autorizzazione il Comune non può ordinare la demolizione, ma solo irrogare una sanzione pecuniaria.

La sanzione pecuniaria non è applicabile a tutti gli interventi astrattamente soggetti a d.i.a., ma soltanto agli interventi soggetti a d.i.a. che siano altresì conformi agli strumenti di piano, mentre per gli interventi soggetti a d.i.a. non conformi alle norme di piano si applica la sanzione demolitoria.

Se realizzate... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...entiva denuncia, alle varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell'edificio e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire si applica e la disciplina contenuta nell'art. 37 del d.P.R. 380/01 e non quella di cui al precedente art. 36, che testualmente riguarda altre tipologie d'intervento.

L'intervento edilizio svolto in assenza di d.i.a. attribuisce al comune il potere di emettere l'ordine di demolizione (fattispecie di realizzazione di un soppalco in assenza di qualsiasi titolo edilizio).

La sanzione applicabile agli interventi abusivi sottoposti a preventiva denuncia di inizio attività, ai sensi dell'art. 22, I comma, d.P.R. 380/01, non è la demolizione prevista dall'art. 33, bensì la sanzione pecuniaria prevista dall'art. 37.

L'applicabilità dell'art. 37 D.P.R. 380/2001 (interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla D.I.A.) postula la conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente.

Laddove sia stata autorizzata la sola... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e parziale dell'immobile, la demolizione totale dello stesso configura un intervento edilizio eseguito in assenza o in difformità dalla denuncia di inizio attività, sanzionabile ai sensi dell'art. 37 del d.p.r 6 giugno 2001 n. 380.


 
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