Carrello
Carrello vuoto



L'avvento delle criptovalute: Bitcoin e fisco italiano

Assumendo che i Bitcoin siano paragonabili agli strumenti finanziari, per poter valutare i riflessi fiscali dell'inquadramento occorre valutare se i minatori operino o meno in un mercato regolamentato. In quest’ultima ipotesi, l’attività di mining sarebbe disciplinata dalle regole previste dal TUF (Testo Unico della Finanza) e delle normative specifiche di settore, tanto stringenti da rendere legittima la possibilità di produrre bitcoin solo per organizzazioni di dimensioni rilevanti.

 Sono omessi dal presente articolo eventuali note ed altri contenuti reperibili nel prodotto

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:BITCOIN - Guida all'uso
anno:2014
pagine: 106
formato: pdf  
prezzo:
€ 20,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


Il Bitcoin come moneta

Partendo dalla premessa dei bitcoin quale moneta, secondo la dottrina prevalente, non appare sostenibile la possibilità di un'applicazione in via analogica della normativa italiana fiscale.

Le teorie dominanti ritengono che la questione dei bitcoin sia completamente diversa da quella delle monete fiat in relazione alle quali il soggetto che le conia è la banca centrale la quale, per nome e per conto dello Stato di cui è organo, immette nel sistema moneta a corso legale generata senza aver originato profitto, o meglio, materia imponibile, in capo all'emittente. Il minatore non può in nessun modo essere paragonato all'emittente di moneta così come riconosciuto dal nostro ordinamento, in quanto la sua attività è orientata alla produzione di un profitto tramite la commercializzazione di quanto realizzato prestando la propria opera.

Problemi minori sorgono relativamente alla figura dell'utilizzatore; colui che acquista bitcoin dai minatori o da altri privati realizzerebbe, infatti, un'operazione analoga a quanto potrebbe fare sul mercato dei cambi valutari acquistando, per esempio, dollari o sterline in cambio di euro.


[[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...-style: italic;">Omissis - Versione integrale presente nel testo]


La base imponibile è pari alla differenza tra il corrispettivo della cessione e il costo della valuta, rappresentato dal cambio storico calcolato sulla base del criterio "L.I.F.O." ("Last In, First Out") – ma, qualora non sia possibile determinare il costo per mancanza di documentazione, si deve far riferimento al minore dei cambi mensili determinati con decreto del Ministro delle finanze nel periodo d'imposta in cui la plusvalenza è stata conseguita. I guadagni derivanti dalla compravendita di bitcoin potrebbero dover essere inclusi in tale quadro per l'applicazione delle imposte sul reddito se si assimila il bitcoin a una "valuta estera", cosa che ancora non appare sostenibile ai sensi della normativa vigente.



Il Bitcoin come strumento finanziario

Partendo dalla condivisione dell'assunto in base al quale i Bitcoin siano paragonabili agli strumenti finanziari, per poter valutare i riflessi fiscali di un simile inquadramento occorre valutare se i minatori operino o meno in un mercato regolamentato. In quest'ultima ipotesi, l'attività di mining sarebbe disciplinata dalle regole previste dal TUF (Testo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a Finanza) e delle normative specifiche di settore, tanto stringenti da rendere legittima la possibilità di produrre bitcoin solo per organizzazioni di dimensioni rilevanti.

Per il momento, però, il mercato di scambio dei bitcoin si presenta quale entità libera e pertanto si preferisce ritenere che i minatori operino in un mercato non regolamentato.

Il problema che si pone dal punto di vista fiscale riguarda la collocazione sul mercato (non regolamentato) di tali strumenti: in effetti, i bitcoin venduti dal minatore sono potenzialmente riconducibili alla categoria del "prodotto finito", il che tuttavia induce piuttosto alla qualificazione dell'attività di cessione a titolo oneroso di bitcoin come attività puramente commerciale più che un'operazione finanziaria in senso stretto.


[Omissis - Versione integrale presente nel testo]



Il bitcoin come bene immateriale

Considerando i bitcoin quale bene immateriale, occorre tener presente che la nozione di bene immateriale è un concetto non ancora nettamente delineato, rappresentando un ecosistema in grado di abbracciare diverse entità che sebbene p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...icità, sono dotate di un valore economico. Il valore attribuito a un bene immateriale può essere quantificato come il costo di sostituzione del bene, ovvero dell'insieme delle prestazioni necessarie alla sua realizzazione.

Analizzando in primo luogo la posizione del minatore, si può osservare come la sua attività sia assimilabile a un'attività di prestazione di opere e servizi o di produzione dei beni.


[Omissis - Versione integrale presente nel testo]


La disciplina fiscale prevede che i redditi prodotti mediante un lavoro autonomo non abituale o un'attività commerciale non abituale debbano essere considerati sottoposti a tassazione piena, ovvero IRPEF ad aliquota progressiva e addizionali, mentre le ipotesi considerate sin qui prevedevano l'applicazione di imposte sostitutive.

L'INPS riconosce una sorta di franchigia per evitare l'imposizione contributiva; al di sotto del limite di 5.000 euro conseguiti nel corso del periodo di imposta nessun obbligo di iscrizione e versamento ricade in capo al lavoratore autonomo occasionale, mentre al superamento di tale soglia diviene necessaria l'iscrizione alla gestione separata con l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...za di dover pagare la relativa quota di contributi pensionistici.

Nel caso di specie, essendo il prestatore carente dei presupposti di cui all'art. 5 del D.P.R. n. 633/72, l'operazione di cessione si considera realizzata fuori campo IVA.

Tuttavia anche quest'ultima qualificazione dei bitcoin non ha trovato un risvolto concreto nella disciplina normativa vigente fino a ora. Nonostante l'inquadramento dei bitcoin quale bene immateriale sia la tesi più convincente, la dottrina prevalente è convinta che il legislatore debba indirizzarsi verso la categorizzazione dei bitcoin quale valuta estera, evitando così gli obblighi onerosi derivanti dalla sottoposizione a IVA.



Probabili strade di regolamentazione giuridica

Considerando pacifico l'assunto secondo il quale non è possibile sapere con certezza quali sviluppi possa avere la regolamentazione giuridica dei bitcoin, appare opportuno quantomeno tentare di delineare una possibile linea evolutiva.
In realtà si possono individuare tre diversi e potenziali sistemi di regolamentazione giuridica.


Autoregolamentazione


[Omissis - Ver... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rale presente nel testo]



Regolamentazione da parte degli operatori del mercato

Attualmente, la stragrande maggioranza delle attività nell'economia Bitcoin comporta il movimento di fondi da parte degli investitori, speculatori e commercianti attraverso le operazioni di cambio con le altre valute. Tali operazioni potrebbero essere la valvola di apertura alla diffusione di guadagni illeciti, ma al tempo stesso potrebbero rappresentare il punto di partenza per l'attuazione di meccanismi e di intese volte a prevenire la commissione di illeciti su larga scala.

In realtà, questi scambi possono già cadere in un preesistente schema normativo che regola il funzionamento di quelli che negli USA prendono il nome di money service businesses e che altro non sono se non le nostre comuni banche nella misura in cui sono dedite a eseguire operazioni di prestito, di deposito, di cambio con valute estere e di accesso a carte prepagate.

Gli scambi in bitcoin o tra questi e le altre valute potrebbero pertanto ricadere nella semplice trasmissione di denaro e finire con l'essere sottoposti all'attuale normativa.



Divieto di utilizzo dei bitcoin

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e proibizione dell'uso dei bitcoin non deve destare stupore dal momento che anche in passato i legislatori hanno vietato l'uso di alcune tecnologie considerate come pericolose. Per esempio, le disposizioni del Digital Millennium Copyright sono volte a reprimere la diffusione di qualsiasi tecnologia il cui scopo primario sia la violazione del copyright.


[Omissis - Versione integrale presente nel testo]


In linea generale si ritiene che un orientamento proibizionista sia idoneo soltanto a ostacolare i vantaggi derivanti dai bitcoin, nonché le future innovazioni che potrebbero scaturire dall'uso della loro tecnologia. Vietare l'uso dei bitcoin sembra essere allo stato attuale la soluzione meno efficiente alle esigenze dell'ecosistema creato dalla cripto valuta.


 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI