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Presunzione di culturalità


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titolo:BENI E VINCOLI CULTURALI ARCHEOLOGICI, STORICI, ARTISTICI nel governo del territorio
anno:2018
pagine: 256 in formato A4, equivalenti a 435 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 20,00

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Il sistema delineato fin dalla l. 1089/1939 protegge il patrimonio pubblico, che in uno Stato democratico è patrimonio di tutti i cittadini, in via presuntiva, ovvero assoggettando al vincolo tutti i beni, e fra essi tutti gli immobili, di proprietà pubblica per i quali l'interesse culturale è ipotizzabile; impone però la tutela in via di presunzione relativa, perché non proibisce in alcun modo all'amministrazione di far venir meno la tutela, ove essa abbia accertato, nell'esercizio delle proprie specifiche competenze in materia, che l'interesse in concreto non sussiste.

Non è mai stato proibito che l'amministrazione, con un proprio atto, operi con esito negativo una verifica dell'effettiva sussistenza dell'interesse tutelato, e quindi faccia uscire il bene dalla categoria dei beni culturali, sottraendolo alla relativa disciplina speciale, con l'effetto, nei congrui casi, di renderlo fra l'altro liberamente commerciabile: in tal senso, sono fatti salvi sia l'interesse a che l'apprezzamento venga compiuto da organi qualificati, sia l'interesse alla certezza nella circolazione dei beni, poiché ove l'amministrazione si sia pronunciata sullo stato giuridico del bene non sussistono più dubbi.

L'atto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione del bene immobile vincolato in base alla presunzione relativa che sia di proprietà di un ente territoriale è affetto da nullità, perché ha per oggetto un bene presuntivamente culturale e perciò un bene demaniale.

La nullità degli atti di disposizione dei beni presuntivamente culturali può essere evitata se, prima della stipula, la presunzione sia fatta venir meno: ciò può avvenire per effetto di un provvedimento con il quale d'ufficio l'amministrazione statale competente accerti che l'interesse storico artistico non sussiste e fatto perdere al bene la connotazione di bene culturale, rendendolo in linea di principio disponibile; nell'attuale sistema del d. lgs. 42/2004, a questa possibilità se ne è aggiunta una ulteriore, ovvero il procedimento di verifica attivato dal privato.

La nullità degli atti di disposizione dei beni presuntivamente culturali è sanabile, se, pur dopo la stipula, la presunzione sia fatta venir meno: ciò avviene, in concreto, ove la stessa Soprintendenza, venuta a conoscenza dell'atto, compia a posteriori lo stesso accertamento di non sussistenza dell'interesse storico artistico, perché il bene perderà, ora per al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nnotazione di bene culturale, e l'atto di disposizione resterà valido, mentre in caso contrario potrà essere fatta valere la nullità.

Dalle disposizioni di cui agli articoli 10, comma 1, e 12, commi 1, 2, 4 e 10, del d.lgs. 42/2004, lette in raccordo tra di loro, emerge una presunzione relativa, provvisoria e temporanea, di "qualità culturale" del bene immobile con più di 50 anni appartenente, tra gli altri, a un ente ecclesiastico civilmente riconosciuto, dal che consegue la soggezione, in via cautelare e temporanea, del bene, alla disciplina di tutela dettata per i beni culturali, inclusi il regime di inalienabilità di cui all'art. 54, comma 2, del codice, fino alla conclusione della procedura di verifica, e la disciplina sull'autorizzazione prevista all'art. 21 del codice il quale, al comma 4, dispone che l'esecuzione di opere e di lavori di qualunque genere su beni culturali è subordinata ad autorizzazione del soprintendente.

L'art. 12 del codice dei beni culturali e del paesaggio ha previsto una "misura di salvaguardia" su determinati beni immobili, sulla base dell'appartenenza soggettiva e per il carattere risalente del bene, indipendentemente da una (prima) determinazione esplicita dell'organo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...petente sull'interesse storico–artistico del bene: apprezzamento che formerà oggetto della verifica d'interesse culturale di cui al citato art. 12.

Gli artt. 10 e 12 d.lgs. 42/2004 pongono una presunzione "juris tantum" di qualità culturale del bene, che non opera a tempo indeterminato ma che, invece, si concretizza in una misura di protezione immediata, avente però come detto natura cautelare e funzione provvisoria, essendo destinata ove del caso a venire meno all'esito di una conclusione negativa -entro 120 giorni dal ricevimento della richiesta- del procedimento di verifica di cui all'art. 12.

L'inutile decorso del termine di 120 giorni, stabilito dall'art. 12 comma 10 d.lgs. 42/2004 per la conclusione del procedimento di verifica, senza che l'Amministrazione abbia adottato l'atto finale, non implica il venire meno della condizione, pur sempre provvisoria, di bene culturale, della cosa immobile assoggettata a verifica, ma l'interessato ben può sollecitare l'apertura del procedimento di verifica dell'interesse culturale e, a fronte del silenzio o della mancata conclusione del procedimento nel termine prescritto dalla legge, ben può reagire avvalendosi dei rimedi stabiliti dall'Ordinamento.

E'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ente infondata la questione di legittimità costituzionale degli articoli 10 e 12 del d. lgs. n. 42 del 2004, in riferimento agli articoli 3 e 97 Cost., perché va riconosciuto valore primario al principio di cui all'art. 9 Cost., relativamente alla cura dell'interesse culturale rispetto agli altri interessi pubblici o privati compresenti, e perché è evidente la non irragionevolezza della diversità di disciplina rispetto ai beni di proprietà privata, atteso che i soggetti indicati all'art. 10, comma 1, rappresentano comunità e categorie che per fini istituzionali, costitutivi, storici e di vocazione tradizionalmente svolgono attività di rilevanza e di interesse pubblico, potendosi presumere così un interesse collettivo, di varia natura, da dover verificare in concreto prima di consentire qualunque intervento sui beni stessi, al fine di preservare un patrimonio quanto mai vario, il che concretizza un elemento di differenziazione adeguato.



 
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