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Circolazione dei beni di interesse artistico, storico o archeologico


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titolo:BENI E VINCOLI CULTURALI ARCHEOLOGICI, STORICI, ARTISTICI nel governo del territorio
anno:2018
pagine: 256 in formato A4, equivalenti a 435 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 20,00

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DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE

Pur se dall'art. 1 della legge n. 1089 del 1939 si desume il principio (poi posto a base del testo unico del 1999 e del codice del 2004) secondo cui i beni di interesse artistico, storico o archeologico – sottoposti alla legislazione speciale - possono risultare di proprietà pubblica o privata, va senz'altro rilevato l'acquisto ipso iure della proprietà del bene da parte dell'Amministrazione statale quando siano «ritrovate nel sottosuolo» cose immobili (come parti di edifici, tombe, ricoveri, mura di città, tratti viari, opere realizzate per manum hominis, ecc.) o anche le cose mobili, aventi un tale interesse.

Affinché un bene immobile o mobile di interesse artistico, storico o archeologico ritrovato nel sottosuolo appartenga al patrimonio statale, non occorre un formale provvedimento, poiché basta il ritrovamento in sé, che comporta l'immediata applicazione non solo delle disposizioni penali sulla conservazione, ma anche di quelle sull'immediato esercizio dei poteri autoritativi dell'Amministrazione per l'acquisto del possesso e sulla proponibilità da parte sua, se del caso, della azione di rivendicazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...amento della proprietà.

Nel momento in cui il compendio assoggettato a vincolo di tutela storico–archeologica perviene nella titolarità dell'amministrazione, esso entra a far parte del c.d. "demanio accidentale" per effetto del combinato disposto di cui agli artt. 824, comma 1, e 822 c.c..

DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE --> ALIENAZIONE

L'art. 4 della legge n. 1089 del 1939 (la cui disciplina è stata ripresa dal D.Lgs. 42/2004) aveva nettamente distinto la disciplina applicabile per i beni «delle province, dei comuni e degli enti e degli istituti legalmente riconosciuti» (che avessero ottenuto la personalità giuridica, in applicazione delle disposizione dei codici del 1865 e del 1942), rispetto a quella applicabile per i beni delle persone fisiche: ai primi esse si applicano anche se non sono stati individuati negli elenchi da redigere ai sensi dell'art. 4, primo comma, della medesima legge.

I beni del demanio culturale possono appartenere, oltre che allo Stato, altresì alle Regioni.

Pur quando sono inalienabili, giacché ricompresi nelle previsioni del D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 54, commi 1 e 2, i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rali possono comunque essere oggetto di trasferimento tra lo Stato, le Regioni e gli altri enti pubblici territoriali.

Pur quando siano alienabili, i beni culturali possono essere alienati unicamente previa autorizzazione del ministero, la quale non può essere rilasciata qualora la destinazione d'uso proposta sia suscettibile di arrecare pregiudizio alla conservazione e fruizione pubblica del bene o comunque risulti non compatibile con il carattere storico e artistico del bene medesimo.

Prima dell'entrata in vigore del d.lgs. 42/2004, che ha rivisto i presupposti ed i limiti della circolazione tra enti pubblici del demanio culturale, l'art. 24 della L. 1 giugno 1939, n. 1039, ove era stabilito che i beni immobili di interesse storico, artistico ed archeologico dello Stato e degli altri enti pubblici potevano essere alienati, previa autorizzazione del competente ministero, purché non ne fosse derivato danno alla loro conservazione e non ne fosse menomato il pubblico godimento, era stato abrogato dall'art. 823 c.c., ove è dichiarata l'inalienabilità assoluta dei beni stessi, salva la costituzione di diritti a favore di terzi, compatibili con l'inalienabilità, nei modi e nei limiti stabiliti da leggi speciali.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... settore dell'alienazione di beni pubblici di interesse culturale non può trovare applicazione l'istituto di cui all'art. 20 l. n. 241/1990, dal cui ambito sono espressamente esclusi gli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico, nonché gli atti e ai procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico.

La questione della natura pubblicistica o meno del soggetto che procede all'alienazione di un bene di interesse culturale e dell'attività dallo stesso svolta è ininfluente ai fini dell'applicazione del procedimento di verifica dell'interesse culturale di cui all'art. 12 del d.lgs. 42/2004.

Per gli immobili vincolati come beni culturali, l'autorizzazione della Soprintendenza è richiesta per la alienazione del bene, ma non per la concessione del diritto di superficie, permanendo la proprietà e la detenzione dell'immobile in capo all'ente pubblico.

L'autorizzazione ministeriale all'alienazione di beni appartenenti al demanio culturale non può essere rilasciata qualora la destinazione d'uso proposta sia suscettibile di arrecare pregiudizio alla conservazione e fruizione pubblica del bene o comunque risulti non compatibile ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ttere storico e artistico del bene medesimo.

Le vicende afferenti il rapporto privatistico che hanno portato la P.A. ad acquisire un bene culturale non possono influenzare il giudizio della Soprintendenza in merito all'autorizzazione all'alienazione del bene stesso, potendo semmai incidere sulla perfezione del precedente atto di trasferimento e sulla sua sopravvivenza, secondo i canoni civilistici della donazione e dell'alienazione.

DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE --> ESPORTAZIONE

L'art. 136 R.D. 363/1913 - che disciplina l'attività materiale che deve essere posta nel caso in cui il bene venga esportato all'estero, imponendo che "la verifica ai colli, fatta dai tre funzionari a ciò addetti, deve, sotto la loro personale responsabilità, essere minuta e diligente" - presuppone che sia stata data l'autorizzazione all'esportazione del bene, presupposto che nel caso in esame non si è verificato.

DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE --> ESPROPRIAZIONE

Non merita censura la procedura di esproprio seguita dall'Amministrazione ai sensi dell'art. 54 della L. n. 1089/1939, qualora diretta all'acqu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i i beni incrementativi del Patrimonio dello Stato con resti di rilevante valenza storico-archeologica.

DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE --> ESPROPRIAZIONE --> DISTINZIONE

Il D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 preveda negli articoli 95, 96 e 97 tre fattispecie di espropriazione che, volte tutte ad assicurare l'interesse pubblico alla salvaguardia del patrimonio culturale, si distinguono per l'articolazione di tale interesse secondo fini specifici, idonei, in ciascuna delle fattispecie, a legittimare il sacrificio della proprietà privata.

Secondo la normativa di cui al D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 l'ablazione della proprietà è consentita, con l'art. 95, se sussiste "un importante interesse" al fine di "migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi" (comma 1), con l'art. 96, se l'esproprio di "edifici ed aree" è necessario per "isolare o restaurare beni culturali immobili" per "assicurarne la luce o la prospettiva, garantirne o accrescere il decoro o il godimento da parte del pubblico, facilitarne l'accesso", con l'art. 97, di "immobili", "al fine di eseguire... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di interesse archeologico o ricerche per il ritrovamento delle cose indicate nell'articolo 10" (e perciò di rinvenire anche reperti non archeologici).

Il d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 prevede negli articoli 95, 96 e 97 tre fattispecie di espropriazione che, volte tutte ad assicurare l'interesse pubblico alla salvaguardia del patrimonio culturale, si distinguono per l'articolazione di tale interesse secondo fini specifici, idonei, in ciascuna delle fattispecie, a legittimare il sacrificio della proprietà privata.

L'ablazione della proprietà è consentita, con l'art. 95 del Codice dei beni culturali e del paesaggio se sussiste "un importante interesse" al fine di "migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi", con l'art. 96 se l'esproprio di "edifici ed aree" è necessario per "isolare o restaurare beni culturali immobili" per "assicurarne la luce o la prospettiva, garantirne o accrescere il decoro o il godimento da parte del pubblico, facilitarne l'accesso", con l'art. 97 "al fine di eseguire interventi di interesse archeologico o ricerche per il ritrovamento delle cose indicate nell'articolo 10".

Nelle due fattispecie di cui agli artt. 96 e 97 del d.lgs.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 2004, n. 42: il bene da espropriare non è di per sé tale ma è in rapporto con un bene culturale (in atto ai sensi dell'art. 96, ovvero in via potenziale ai sensi dell'art. 97) ed è sempre un bene immobile; lo scopo primario è quello di eseguire un'opera o un intervento con trasformazione dell'area; il procedimento non prevede fasi in capo ad enti territoriali non regionali.

Il potere espropriativo del Ministero per i beni e le attività culturali trova il suo fondamento nel d.lgs. n. 42/2004, che prevede le seguenti tre tipologie di espropriazione: 1) di beni culturali sia mobili che immobili per migliorarne le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi(art. 95); 2) di edifici o aree non dichiarate di interesse culturale, ma che possano contribuire ad una migliore valorizzazione del bene culturale (art. 96); 3) di immobili al fine di eseguire interventi di interesse archeologico o ricerche per il ritrovamento di beni culturali (art. 97).

Le tipologie di espropriazione previste dagli artt. 96 e 97 del d.lgs. n. 42/2004 configurano un'espropriazione di tipo strumentale; a differenza di quella di cui all'art. 95 del medesimo decreto legislativo, non perseguono infatti lo scopo di m... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione del bene culturale ex se.

La previsione dell'art. 95, 1° e 2° comma del d.lgs. 22 gennaio 2004 n. 42, configura l'attribuzione di potere espropriativo che è caratterizzata da presupposti differenti rispetto alle successive previsioni degli artt. 96 e 97; in particolare, una differenza sostanziale è indubbiamente costituita dalla possibilità di delegare il potere espropriativo agli enti locali o ad altri enti pubblici prevista dall'art. 95 ma non dalle successive previsioni degli artt. 96 e 97 del cit. d.lgs. 42 del 2004.

Qualora gli interventi integranti la parte quantitativamente più importante dei lavori progettati, possano sicuramente essere considerati finalizzati al miglioramento delle «condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica» del bene culturale, corretta è la riconducibilità degli stessi nella previsione di cui all'art. 95 del d.lgs. n. 42/2004; eventuali opere di scavo archeologico e stratigrafico costituenti la residua parte dell'intervento, soprattutto quando si inseriscano in un contesto più ampio di complessiva valorizzazione delle condizioni di fruizione del bene, non sono idonei ad inquadrare la fattispecie nella successiva previsione dell'art... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE --> ESPROPRIAZIONE --> DISTINZIONE --> DEL BENE CULTURALE

Le specificità della fattispecie dell'art. 95 D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, rispetto a quelle disciplinate dagli art. 96 e 97, sono le seguenti: oggetto dell'esproprio è un bene già qualificato come bene culturale, che può anche essere un bene mobile; scopo primario dell'espropriazione è anzitutto l'acquisizione del bene, per la sua migliore fruizione, e non la realizzazione di un'opera con effetto di trasformazione del territorio (comma 1); il Ministero ha la facoltà di autorizzare gli enti locali, su loro richiesta, ad effettuare l'espropriazione, ferma la dichiarazione di pubblica utilità da parte del Ministero stesso (comma 2).

Sussistono tutti gli elementi per la diretta applicazione dell'art. 95 del d. lgs. n. 42/2004 qualora: a) l'oggetto dell'esproprio sia un bene già qualificato come bene culturale; b) la funzione dell'espropriazione sia stata espressamente rispettata, essendo stata funzionalizzata l'acquisizione del bene ad una migliore fruizione pubblica, tramite un progetto di riqualificazione; c) il Ministero abbia fatto uso de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; di autorizzare gli enti locali, su loro richiesta, ad effettuare l'espropriazione, conservandosi le attribuzioni in tema di dichiarazione di pubblica utilità.

Le specificità della fattispecie dell'art. 95 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 sono le seguenti: oggetto dell'esproprio è un bene già qualificato come bene culturale, che può anche essere un bene mobile; scopo primario dell'espropriazione è anzitutto l'acquisizione del bene, per la sua migliore fruizione, e non la realizzazione di un'opera con effetto di trasformazione del territorio (comma 1); il Ministero ha la facoltà di autorizzare gli enti locali, su loro richiesta, ad effettuare l'espropriazione, ferma la dichiarazione di pubblica utilità da parte del Ministero stesso (comma 2).

La tipologia di espropriazione disciplinata dall'art. 95 del d.lgs. n. 42 del 2004 riguarda segnatamente i beni culturali tra i quali, a norma dell'art. 10, comma 3, lett. a), del d.lgs. n. 42 del 2004, rientrano non sono i beni appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali ma anche i beni immobili e mobili appartenenti a soggetti diversi, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico pa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te importante quando sia intervenuta la dichiarazione dell'interesse culturale; lo scopo di tale espropriazione consiste nell'acquisizione del bene culturale in sé.

In ipotesi di espropriazione di beni culturali rientrante nella tipologia disciplinata dall'art. 95 del d. lgs. n. 42/2004, non occorre alcun ulteriore motivazione tesa a giustificare l'espropriazione dell'immobile il cui interesse culturale è già stato dichiarato.

DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE --> ESPROPRIAZIONE --> DISTINZIONE --> DEL BENE CULTURALE --> COMPETENZA

Deve riconoscersi che gli artt. 91 e seguenti d.lgs. n. 490 del 1999 (applicabile ratione temporis), attribuiscono al Ministero dei beni culturali ed ambientali poteri incidenti sulla proprietà privata per ragioni inerenti alla funzione alla quale il Ministero stesso è deputato, ossia per ragioni di tutela e/o di valorizzazione del bene vincolato, nei confronti del quale l'ente comunale conserva tuttavia gli ordinari poteri espropriativi, dovendo unicamente acquisire il nulla osta della Soprintendenza prima del loro concreto esercizio.

L'art. 91 d.lgs. n. 490 del 1999 (applicabile ratione temporis), ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... l'espropriazione dei beni culturali è di competenza del Ministero e che può essere disposta, cioè finalizzata, a favore dei comuni; si può ritenere che, in coerenza con l'ipotesi di tale finalizzazione, il Ministero possa anche autorizzare i comuni all'esproprio.

L'art. 95 comma 2 del d.lgs. n.42/1990 è normativa recante un procedimento di cui è prevista la piena titolarità in capo al Ministero, essendo, da un lato, sua facoltà e non obbligo l'autorizzazione all'esproprio da parte degli enti ivi indicati e, dall'altro, restando comunque ad esso l'adozione del provvedimento di dichiarazione della pubblica utilità; ciò che appare in consonanza, per il profilo dell'azione amministrativa, con la riserva della tutela dei beni culturali alla legislazione esclusiva dello Stato disposta nell'art. 117 della Costituzione.

Alla luce del disposto di cui all'art. 95 del d. lgs. n. 42/2004, quando la tutela del bene culturale è la ragione unica dell'espropriazione, i poteri espropriativi sono devoluti unicamente alla potestà statale; è infatti il Ministero per i beni e le attività culturali a poter disporre l'espropriazione per causa di pubblica utilità, e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lo stesso organo a poter autorizzare, a richiesta, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché ogni altro ente ed istituto pubblico ad effettuare l'espropriazione.

DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE --> ESPROPRIAZIONE --> DISTINZIONE --> PER FINI STRUMENTALI

Il potere espropriativo previsto dall'art. 55 della legge 1 giugno 1939, n. 1089 non costituisce espressione di un obbligo per l'autorità amministrativa, ma rientra nella sfera di apprezzamento discrezionale ad essa spettante ed è subordinato alla sussistenza dei presupposti previsti da tale norma, che fanno riferimento ad un'esigenza di tutela da attuarsi prioritariamente mediante una modificazione dei luoghi piuttosto che una mera conservazione degli stessi.

DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE --> ESPROPRIAZIONE --> DISTINZIONE --> PER INTERESSE ARCHEOLOGICO

La presenza "di opere di scavo e di interesse archeologico" non assume di per sé rilievo decisivo in esito alla rappresentata ricorrenza di un'espropriazione di esclusivo "interesse archeologico", qualora il progetto abbia ad oggetto soprattutto la valorizzazione di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; emersi e in stato di abbandono; nel caso si versa in ipotesi ex articolo 95 del D. Lgs. 42/2004.

La necessità dell'espropriazione può essere logicamente e legittimamente rapportata all'esigenza di incrementare la ricerca del sito archeologico; tale programmazione di ricerca, in termini di tempo, è di tale impegno da giustificare, infatti, l'espropriazione e non poter essere compatibile con le esigenze, da parte del privato, di disponibilità del bene.

In tema di espropriazione per scopi di ricerca archeologica, non può essere considerata contraria alla regola di buona amministrazione, in quanto sproporzionata, la scelta della dimensione dell'area interessata, stante la peculiarità di tale tipo di espropriazione, naturalmente caratterizzata dall'alto grado di incertezza circa la natura dei ritrovamenti e la loro posizione.

DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE --> ESPROPRIAZIONE --> FUNZIONE

Nel caso di bene culturale, la pubblica finalità che giustifica l'esercizio del potere ablatorio è rappresentato dalla migliore fruizione del bene vincolato medesimo. Ai sensi dell'articolo 95, comma 1, D.Lgs. n. 42/2004, i b... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...li vincolati possono essere espropriati «quando l'espropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi». E' illegittima pertanto la dichiarazione di pubblica utilità che non abbia dimostrato che la finalità di "dotare il centro cittadino di un'area verde ad uso pubblico di notevoli dimensioni" sia prevalente rispetto alla conservazione del bene vincolato nello stato in cui si trova e da parte del proprietario privato.

DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE --> ESPROPRIAZIONE --> PRESUPPOSTI

Alla luce del disposto di cui all'art. 95 del D.Lgs 22.1.2004 n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio, il potere espropriativo dei beni culturali può essere esercitato dai Comuni solo ove il Ministero dei Beni Culturali abbia a ciò autorizzato l'ente locale.

DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE --> ESPROPRIAZIONE --> PRESUPPOSTI --> PROGETTAZIONE

La tipologia di espropriazione prevista dall'art. 95 del d.lgs. n. 42/2004 a differenza di quelle disciplinate nei successivi articoli 96 e 97, non necessita di app... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i alcun progetto, trattandosi di avviare soltanto il procedimento il trasferimento coattivo del bene di interesse culturale dal privato in capo all'amministrazione.

DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE --> ESPROPRIAZIONE --> PRESUPPOSTI --> VINCOLO

La specificità della fattispecie dell'art. 95 D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 si correla la specialità del relativo procedimento di espropriazione rispetto a quello disciplinato in via generale dal d.P.R. n. 327 del 2001, come risulta confermato dall'art. 100 del Codice, che riferisce l'applicazione delle "disposizioni generali in materia di espropriazione per pubblica utilità", in quanto compatibili, ai "casi di espropriazione disciplinati dagli articoli 96 e 97", non citando l'art. 95, e dall'art. 52 del d.P.R. n. 327 del 2001 in riferimento ai pertinenti articoli del Testo unico delle disposizioni in materia di beni culturali vigente all'epoca. Inconferente pertanto è il richiamo alla mancata apposizione del vincolo preordinato all'esproprio.

L'imposizione di vincolo storico artistico ad un bene immobile da parte del Ministero dei beni culturali e ambientali non vale a sottrarlo all'ordinario... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ropriativo dell'Amministrazione comunale; deve infatti riconoscersi che gli artt. 91 e seguenti d.lgs. n. 490 del 1999 attribuiscono al Ministero poteri incidenti sulla proprietà privata per ragioni inerenti alla funzione alla quale il Ministero stesso è deputato, ossia per ragioni di tutela e/o di valorizzazione del bene vincolato, nei confronti del quale l'ente comunale conserva tuttavia gli ordinari poteri espropriativi, dovendo unicamente acquisire il nulla osta della Soprintendenza prima del loro concreto esercizio.

I presupposti normativi per l'esercizio del potere espropriativo riconducibile all'art. 95, 1° e 2° comma del d.lgs. n. 42/2004 sono completamente diversi da quelli previsti dalla normativa relativa all'urbanistica o alla realizzazione delle opere pubbliche; la modificazione della destinazione urbanistica dell'area, necessaria nella materia delle opere pubbliche, non è per nulla richiesta ai fini del legittimo esercizio del potere espropriativo previsto dalla normativa in materia di tutela dei beni culturali, che può essere legittimamente esercitato indipendentemente da ogni considerazione in ordine alla destinazione urbanistica dell'area.

DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...COLAZIONE --> ESPROPRIAZIONE --> PROCEDURA

Fermo restando il principio per il quale tutti i beni archeologici mobili o immobili, ritrovati nel sottosuolo, appartengono al patrimonio dello Stato, un regime giuridico parzialmente diverso vi è per le parti di edifici soprastanti il 'piano di campagna', nei quali sia scoperta una parte strutturale di rilievo archeologico o culturale ovvero sia rinvenuto un affresco o un qualsiasi bene che abbia tale rilievo. In tali casi, salvo il potere di disporre l'esproprio dell'intero bene immobile ai sensi degli articoli 95-100 del codice n. 42 del 2004, l'appartenenza al patrimonio statale della medesima parte strutturale, dell'affresco o di un qualsiasi bene che abbia il rilievo di cui all'art. 1 del codice, è subordinato alla sua asportazione, che – a seguito di un esproprio 'mirato' - può essere disposta discrezionalmente dai competenti organi del Ministero dei beni e delle attività culturali.

Qualora il bene sia assoggettato al vincolo di interesse storico-culturale, la disposizione di cui all'art. 95 del D.lgs. 42/2004, che ovviamente non preclude ex se l'assoggettabilità ad esproprio di detti beni anche da parte dell'amministrazione comunale, impone tuttavia es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... al secondo comma che nell'ipotesi in cui gli enti locali intendano procedere all'esproprio di tali beni, ciò venga preventivamente autorizzato dallo stesso Ministero che già li aveva assoggettati al vincolo ex D.lgs. 42/2004, consentendo, una volta dichiarata la pubblica utilità dell'opera, che l'amministrazione locale concluda il relativo procedimento.

Alla specificità della fattispecie dell'art. 95 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, si correla la specialità del relativo procedimento di espropriazione rispetto a quello disciplinato in via generale dal d.P.R. n. 327 del 2001.

Qualora il bene oggetto dell'espropriazione sia già qualificato come bene culturale, essendo (nel caso di specie) vincolato, in ragione del suo "particolare interesse archeologico", e gli interventi previsti in concreto siano volti al perseguimento di "un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni", il relativo procedimento espropriativo rientra nella previsione dell'art. 95 e non dell'art. 97 del d.lgs. n. 42/1990.

Il codice dei beni culturali non prevede una disciplina per la procedura espropriativa. Soccorrono quindi le disposizioni contenute nel testo unic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...propriazioni (d.p.r. 8 giugno 2001, n. 327) in quanto compatibili, tra cui la disposizione di cui all'art. 13, il cui comma 3 configura come una facoltà l'indicazione del termine del termine entro cui deve essere emanato il decreto di esproprio.

DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE --> SDEMANIALIZZAZIONE

L'immobile di interesse storico, archeologico od artistico non è suscettibile di sdemanializzazione tacita o di fatto, occorrendo invece un provvedimento espresso della p.a. che lo sottragga a tale regime.

Un immobile di interesse storico, archeologico od artistico incluso nel demanio c.d. accidentale dello Stato, delle province o dei comuni non è suscettibile di sdemanializzazione tacita o di fatto, occorrendo invece un provvedimento espresso della p.a. che li sottragga a tale regime.

DEMANIO E PATRIMONIO --> BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI --> CIRCOLAZIONE --> USUCAPIONE

Dal momento in cui il compendio assoggettato a vincolo di tutela storico–archeologica assume natura demaniale, e perlomeno fino alla sua inclusione nel programma di assegnazione a terzi, esso diventa insuscettibile di usucapione.



 
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