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All'espropriando sono concesse due azioni per chiedere la determinazione della giusta indennità


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anno:2018
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Avvocato, Responsabile Servizio Espropri Amministrazione provinciale di Catanzaro

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> DOMANDA

La tardiva notifica del ricorso e del decreto di comparizione in sede di azione per la determinazione giudiziale dell'indennità di esproprio non comporta né la decadenza del ricorrente da alcun termine né inammissibilità e/o improcedibilità del ricorso, di modo che, in applicazione dell'articolo 164 c.p.c., il giudice deve fissare una nuova udienza di comparizione con concessione di un nuovo termine per la notifica del ricorso e del decreto. In altri termini, in caso di inosservanza dei requisiti afferenti tanto all'editio actionis che alla vocatio in ius si rende applicabile, allorché il convenuto non si costituisca e non sani con la propria costituzione il vizio rilevato, la regola della rinnovazione dell'atto introduttivo nullo ai sensi dell'art. 164 c.p.c., con l'assegnazione da parte del giudice di un termine perentorio per provvedere ad una nuova notificazione.

Il disposto ex art 29 DPR 150/11 disciplina esclusivamente l'opposizione regolata dall'art 54 dPr 327/01, non l'opposizione relativa alle altre indennità pur previste dal Testo Unico in materia di espropriazione (nel caso di specie domanda di accertamento della ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nnità e risarcimento danni dovuta in relazione al provvedimento ex art 42 bis dPR 327 /01), sicché nel silenzio della legge la forma dell'atto introduttivo non può che esser quella ordinariamente prescritta, ossia l'atto di citazione. Solamente in presenza di espressa disposizione può essere utilizzata la forma speciale del ricorso.

Il giudizio di merito in unico grado avanti la Corte d'Appello, prima della introduzione dell'art.29 D.Lgs. 1 settembre 2011, n.150, veniva promosso con atto di citazione, seguiva le regole del giudizio ordinario e si concludeva con sentenza. Detta norma è strettamente collegata, a mezzo rinvio, all'art.54, al Testo unico di cui al D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327. Qualora detto testo unico non sia applicabile per risalire la dichiarazione di pubblica utilità risale ad epoca precedente la sua entrata in vigore, tuttavia poiché l'art.29 disciplina ormai l'unico rito applicabile, il promovimento della azione a mezzo ricorso ex art.702 bis è corretto e non comporta l'inammissibilità prevista dall'art.702 ter c.p.c.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> DOMANDA --> EFFETTI

La tempestiva opposizione alla stima da part... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...opriato fa venir meno l'efficacia vincolante della stima stessa per tutti i soggetti del rapporto espropriativo, con la conseguenza che l'espropriante può legittimamente svolgere, in giudizio, le sue difese in ordine all'accertamento dell'indennità di esproprio.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> DOMANDA --> QUALIFICAZIONE

L'iniziale di occupazione, se non sono stati annullati tutti gli atti a decorrere dalla dichiarazione di pubblica utilità, diviene illegittima solo successivamente, ed in ragione degli ulteriori vizi del procedimento, normalmente collegati alla mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio; ne consegue che la domanda relativa al quinquennio anche se qualificata come risarcimento, afferisce alla liquidazione di indennità di occupazione legittima.

In tema di espropriazione, all'espropriando sono concesse due azioni per chiedere la determinazione della giusta indennità, a seconda che sia stata calcolata o meno da parte della Commissione provinciale quella definitiva di cui alla L. n. 865/1971, art. 16: nel primo caso l'opposizione alla stima deve essere proposta nel breve termine di decadenza concesso dalla L. n. 865 cit., art. 19 mentre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ia stata soltanto offerta dall'espropriante l'indennità provvisoria, all'espropriando è consentito, dopo la decisione Corte Cost. n. 67 del 1990, chiedere la determinazione giudiziale del giusto indennizzo.

Qualora il sub - procedimento di determinazione dell'indennità definitiva non risulti neppure avviato, il giudizio promosso non va qualificato come opposizione alla stima in senso proprio e tecnico, bensì come domanda di determinazione della giusta indennità di espropriazione e della connessa indennità di occupazione legittima, proposta prima della pubblicazione della stima, in virtù dei principi introdotti dalle note sentenze della Corte Cost. n. 67/1990 e n. 470/1990, semplicemente prendendo spunto dall'indennità provvisoria offerta e non accettata.

Il mancato specifico riferimento nell'intestazione dell'atto introduttivo del giudizio alla determinazione giudiziale dell'indennità ben può essere superata dal potere-dovere del giudice di qualificare giuridicamente l'azione e di attribuire il "nomen iuris" al rapporto dedotto in giudizio, anche in difformità alla qualificazione della fattispecie ad opera delle parti.

L'azione intrapresa dagli espr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ulla base del solo decreto di esproprio, pur in assenza di una stima operata in sede amministrativa con caratteri di definitività, per l'accertamento e la liquidazione giudiziale dell'indennità, si configura non come opposizione ad una determinazione definitiva dell'indennità che manca, ma come domanda di accertamento, diretta alla fissazione della giusta indennità.

Qualora, alla data della citazione, non sia ancora intervenuta la determinazione definitiva dell'indennità a cura della Commissione provinciale espropri, la domanda proposta, pur qualificata in citazione come opposizione alla determinazione dell'indennità di espropriazione, deve piuttosto qualificarsi come richiesta di determinazione dell'indennità di espropriazione ai sensi dell'art. 19 della L. n. 865/1971.



 
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