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L'azione per risarcimento dei danni derivanti da abusi edilizi

Dal condono dell'opera realizzata in difformità o assenza del relativo titolo abilitativo discendono effetti di carattere amministrativo o penale. I terzi, qualora lesi dall'opera, possono tutelarsi richiedendo la demolizione della costruzione o, se in grado di fornire concreta dimostrazione del danno subito, adeguato risarcimento.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
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formato: pdf  
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> PROFILI RISARCITORI

La realizzazione di opere in violazione di norme recepite dagli strumenti urbanistici locali, diverse da quelle in materia di distanze, non comportano immediato e contestuale danno per i vicini, il cui diritto al risarcimento presuppone l'accertamento di un nesso tra la violazione contestata e l'effettivo pregiudizio subito. La prova di tale pregiudizio deve essere fornita dagli interessati in modo preciso, con riferimento alla sussistenza del danno ed all'entità dello stesso.

È del tutto insostenibile la richiesta di risarcimento di un danno ingiusto derivante dalla commissione di un abuso edilizio sul presupposto, del tutto incerto nonché ripugnante all'ordinamento giuridico, che quell'abuso sarebbe poi stato condonato con conseguente sfruttabilità economica di quanto realizzato. Un simile ragionamento infatti contrasterebbe la natura eccezionale e straordinaria del condono edilizio, giungendo a teorizzare una sorta di interesse, protetto ex ante dall'ordinamento, di vedersi sanati gli abusi edilizi commessi in spregio alla normativa urbanistica esistente al momento della loro realizzazione.

Ai fini della decisione delle controversie tra priva... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...i dalla esecuzione di opere edilizie sono irrilevanti tanto la esistenza della concessione quanto il fatto di aver costruito in conformità alla concessione, quando la costruzione risponda oggettivamente a tutte le disposizioni normative prima ricordate.

La rilevanza giuridica della licenza o concessione edilizia si esaurisce nell'ambito del rapporto pubblicistico tra p.a. e privato richiedente o costruttore, senza estendersi ai rapporti tra privati, regolati dalle disposizioni dettate dal c.c. e dalle leggi speciali in materia edilizia, nonché dalle norme dei regolamenti edilizi e dei piani regolatori generali locali.

Ai fini della decisione delle controversie tra privati derivanti dalla esecuzione di opere edilizie, sono irrilevanti tanto l'esistenza della concessione - non escludendo tale circostanza, in sé, la violazione dei diritti dei terzi di cui al c.c. e agli strumenti urbanistici locali - quanto la sua mancanza - laddove la costruzione risponda oggettivamente a tutte le disposizioni normative sopraindicate.

Il danno da violazione della normativa edilizia in tema di volumi e altezza ha carattere oggettivo (o in re ipsa) e consiste, oltre che in una limitazione del godimento, anche nel deprezzamento commerc... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...bbricato in concreto danneggiato per diminuzione di visuale, esposizione, luce, aria, sole e amenità in genere.

Ai fini della decisione delle controversie fra privati derivanti dalla esecuzione di opere edilizie restano irrilevanti sia la esistenza dell'atto concessorio della P.A., sia l'intervenuta edificazione in conformità al "permesso" licenziato dalla stessa Amministrazione, trattandosi, in entrambi i casi, di circostanze che non ben possono non interferire con i diritti dei terzi direttamente originati dal codice civile.

Le norme di cui all'art. 872, co. 2 c.c. in tema di distanze tra costruzioni, nonché quelle integrative del codice civile in subiecta materia, sono le uniche che consentano, in caso di loro violazione nell'ambito dei rapporti interprivatistici, la richiesta, oltre che del risarcimento del danno, anche della riduzione in pristino, a nulla rilevando, per converso, il preteso carattere abusivo della costruzione finitima, il suo insediamento in zona non consentita, la disomogeneità della sua destinazione rispetto a quella conferita al fabbricato del privato istante in conformità con le disposizioni amministrative in materia, la sua rumorosità e non conformità alle prescriz... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...endio, la sua insuscettibilità di sanatoria amministrativa, circostanze, queste, che, pur legittimando provvedimenti demolitori o ablativi da parte della P.A., e pur essendo astrattamente idonee a fondare una pretesa risarcitoria in capo al presunto danneggiato, non integrano, in alcun modo, gli estremi della violazione delle norme di cui agli artt. 873 e ss. c.c. (o di quelle in esse richiamate).

Il vincolo di inedificabilità è rivolto alla cura di interessi generali, per i quali non è configurabile di per sé un'obbligazione nei confronti del privato, né, quindi, un correlativo diritto soggettivo di quest'ultimo di essere tutelato mediante repressione dell'altrui attività abusiva: di conseguenza, dalla sua inosservanza il privato non può vantare alcun diritto all'arretramento o alla demolizione ma solo il diritto al risarcimento ex artt. 872 c.c. ove da tale violazione abbia subito specifici danni.

Se la costruzione senza concessione viene realizzata in zona con destinazione diversa ma con il rispetto delle norme delle relative distanze, non può esservi condanna all'abbattimento o all'arretramento del fabbricato.

La concessione edilizia viene sempre rilasciata con salvezz... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ti dei terzi. Ne deriva che, nonostante la concessa licenza edilizia, resta sindacabile da parte del giudice l'operato di chi ha effettuato la costruzione per quanto riguarda il concreto accertamento di eventuali violazioni delle norme di legge.

In tema di azione per risarcimento dei danni derivante da abusi edilizi, questi ultimi costituiscono un fatto solo potenzialmente produttivo di effetti pregiudizievoli per il proprietario, il che giustifica in suo favore la pronunzia di condanna al risarcimento del danno a carico dell'autore della violazione solo nell'ipotesi in cui sia stata offerta prova certa della sussistenza del danno.

L'azione di risarcimento dei danni prevista dall'art. 872, co. 2, c.c. come unico mezzo di tutela per colui che abbia subito danno in conseguenza della violazione di norme di edilizia e di ornato pubblico non concernenti le distanze legali, può trovare accoglimento solo se il danno risulti concretamente dimostrato.

Il condono dell'opera abusivamente eseguita ha effetti solo di carattere amministrativo o penale, senza incidere sui diritti dei terzi che pertanto, ove lesi dall'opera contraria alla normativa vigente, possono essere comunque tutelati attraverso la condanna all'eliminazione della stessa e... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...cimento dei danni, a seconda dei casi.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> PROFILI RISARCITORI --> DANNO AMBIENTALE

Il danno ambientale era risarcibile ex art. 2043 c.c. anche prima dell'entrata in vigore della legge 349/1986.

Il responsabile dell'abuso edilizio può essere chiamato a rispondere del danno arrecato all'ambiente ai sensi dell'art. 18 legge 349/1986.

La liquidazione del danno ambientale ex art. 18 l. 349/1986 non esaurisce l'intera sfera del danno non patrimoniale liquidabile in favore dello Stato.


 
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