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Condizioni e limiti del ricorso all'autotutela


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titolo:AUTOTUTELA AMMINISTRATIVA nel governo del territorio
anno:2018
pagine: 1174 in formato A4, equivalenti a 1996 pagine in formato libro
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DEMANIO E PATRIMONIO --> ABUSI DEI PRIVATI --> AUTOTUTELA --> CONDIZIONI

Il ricorso all'autotutela (mediante annullamento d'ufficio) può avvenire solamente ricorrendo le condizioni di cui all'art. 21 nonies della L. n. 241 del 1990, ovvero sussistendo le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati.

E' illegittimo il provvedimento di annullamento dell'autotutela del tutto privo del requisito rappresentato dalla valutazione motivata della posizione del destinatario del provvedimento.

L'amministrazione la quale annulli d'ufficio un provvedimento deve prendere in considerazione non solo l'interesse pubblico all'annullamento, interesse che non può ridursi alla mera esigenza di ripristinare la legalità formale, ma anche l'interesse del privato a mantenere il provvedimento in questione.

Il potere di autotutela decisoria in capo all'Amministrazione non ha in verità come unica finalità il mero ripristino della legalità, costituendo una potestà discrezionale che deve contemplare la verifica di determinate condizioni, previste dall'ordinamento e concernenti l'opportunità di corregg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e amministrativa svoltasi illegittimamente.

La legittimità di un provvedimento di autotutela è subordinata, oltre che alla comunicazione di avvio del procedimento, anche ad una adeguata motivazione circa la natura e la gravità delle anomalie verificatesi, la sussistenza di un interesse pubblico attuale alla sua eliminazione (che non può ridursi all'esigenza del mero ripristino della legalità violata), la comparazione tra quest'ultimo e la contrapposta posizione consolidata dell'interessato e la ragionevole durata del tempo intercorso tra l'atto illegittimo e la sua rimozione.

E' illegittimo il provvedimento di autotutela preceduto da una comunicazione di avvio del procedimento che rappresentava ragioni diverse da quelle che hanno successivamente condotto all'annullamento, in violazione dell'obbligo di un corretto contraddittorio procedimentale di cui art. 7 della legge n.241 del 1990, particolarmente pregnante nei casi in cui l'amministrazione esercita il potere di autotutela tramite l'adozione di un provvedimento di annullamento di un atto amministrativo favorevole in precedenza rilasciato, incidendo su posizioni giuridiche acquisite e sull'affidamento ingenerato negli interessati dagli atti di primo grado.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...amministrazione non può, dopo aver rilasciato un provvedimento favorevole, rinnegarne la portata dispositiva, disconoscendo la fondatezza della pretesa sostanziale del privato soddisfatta attraverso il provvedimento rilasciato.

L'esercizio del potere di autotutela richiede il rispetto del contraddittorio procedimentale, essendo necessario garantire al destinatario del provvedimento la possibilità di far valere le proprie ragioni, in una prospettiva difensiva e al contempo di collaborazione con l'amministrazione procedente.

L'autotutela possessoria e l'autotutela petitoria, entrambe previste dall'art. 823 comma 2° cod. civ, differiscono perché la prima è fondata esclusivamente dal presupposto dello spoglio di un'area di uso pubblico, ma è soggetta a più stringenti limiti temporali, mentre la seconda non presuppone limiti temporali ma deve trovare fondamento nella proprietà pubblica del bene.

I presupposti per l'esercizio del potere di annullamento in autotutela sono costituiti dalla illegittimità originaria del provvedimento e dall'interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione (diverso dal mero ripristino della legalità), tenuto conto anche delle posizioni g... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oggettive consolidate in capo ai destinatari, dovendosi considerare che venendo in rilievo un potere che costituisce espressione di rilevante discrezionalità, l'amministrazione è tenuta a dare conto in motivazione dei giustificativi alla base della determinazione adottata nella considerazione del contrapposto interesse del privato.

Costituisce un principio generale la annullabilità senza limiti di tempo degli atti basati su dichiarazioni mendaci, rispetto ai quali neppure sarebbe necessario effettuare la ordinaria comparazione degli interessi privati sacrificati con quello pubblico al ritiro dell'atto: tale principio è, ormai, trasfuso nella legge del procedimento amministrativo come modificata che, appunto, prevede l'inapplicabilità del termine di 18 mesi per l'esercizio del potere di autotutela qualora il provvedimento sia fondato su dichiarazioni mendaci.

Alla luce del paradigma normativo di cui all'articolo 21 nonies della legge n. 241/1990, l'atto di autotutela ben può essere illegittimo pur quando sia riscontrabile una illegittimità dell'atto oggetto di ritiro, laddove manchino le altre condizioni normative necessarie all'esercizio dell'autotutela.

L'esercizio del potere di autotu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; espressione di rilevante discrezionalità, che non esime l'amministrazione dal dare conto, sia pure sinteticamente, della sussistenza dei summenzionati presupposti.

In materia urbanistica le esigenze del ripristino della legalità costituiscono, di regola, sufficiente supporto dell'esercizio dell'autotutela.

In presenza di una riscontrata carenza documentale, l'amministrazione, prima di procedere in autotutela deve formulare all'interessato una richiesta istruttoria finalizzata ad acquisire gli atti mancanti ritenuti essenziali ai fini del completamento della pratica.

L'annullamento di ufficio è condizionato da un interesse pubblico specifico, diverso e ulteriore dal mero ripristino della legalità' violata, il cui perseguimento, soprattutto in un momento di difficoltà gestionale del comune, va particolarmente apprezzato e sostenuto, ma non può' essere motivo per discostarsi dai canoni enunciati dall'articolo 21 nonies della legge n.241/90.

In tema di autotutela, al fine di fornire adeguata interpretazione all'espressione normativa del "termine ragionevole", non va riguardata soltanto la frazione temporale in sé per sé considerata decorrente tra la data del provved... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iativo della sfera giuridica del destinatario ed il suo ritiro in autotutela, né è dirimente considerare il termine di durata complessivo dell'operatività del provvedimento, quanto piuttosto gli effetti che medio tempore quel provvedimento ha prodotto.

Nel valutare la legittimità di un annullamento in autotutela non può non tenersi conto del fatto che il protrarsi dell'inerzia del Comune resistente ha comportato la realizzazione e messa in opera di un impianto e il maturarsi di un ragionevole affidamento nell'amministrato sulla regolarità della sua posizione.

L'intervento in autotutela ex art. 21-nonies comma 1 della legge 7 agosto 1990 n. 241 esige sempre un bilanciamento tra gli interessi pubblici e quelli privati, da esaminare nella loro configurazione attuale.

Per effetto dell'art. 21-nonies L. n. 241/1990, l'esercizio della potestà di autotutela decisoria richiede non solo l'esistenza di un vizio dell'atto da rimuovere, ma anche la sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione e la sua comparazione con gli interessi privati sacrificati, quando, per effetto del provvedimento reputato illegittimo, siano sorte posizioni giuridiche qualificate e consolidat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....

La valutazione dell'affidamento incolpevole in ordine alla legittimità di atti amministrativi fatti oggetto di interventi in autotutela rappresenta una soltanto fra le molteplici circostanze che devono essere valutate dall'amministrazione al fine di operare il vaglio comparativo di interessi pubblici e privati che può condurre all'atto finale di ritiro.

Il potere di autotutela è tempestivamente esercitato laddove l'annullamento d'ufficio di un permesso di costruire intervenga prima che sia iniziata l'attività costruttiva.

In base all'art. 21-nonies legge 241/1990, condizioni per l'esercizio in autotutela da parte della P.A. del potere di annullamento d'ufficio sono: a) l'illegittimità dell'atto amministrativo; b) la sussistenza di ragioni di interesse pubblico; c) l'esercizio del potere entro un termine ragionevole; d) la valutazione degli interessi dei destinatari e dei controinteressati rispetto all'atto da rimuovere.

L'esercizio del potere di autotutela da parte della P.A., richiede che quest'ultima, oltre ad accertare entro un termine ragionevole l'illegittimità dell'atto, debba altresì valutare la sussistenza di un interesse pubblico all'annullamento, attuale e pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lle posizioni giuridiche private costituitesi e consolidatesi medio tempore, dovendosi in particolare escludere che tale interesse pubblico possa consistere nel mero ripristino della legalità violata, essendo la irrevocabilità degli atti amministrativi parte del più generale ambito della certezza del diritto.

Ai fini della valutazione del requisito della «ragionevolezza» del termine per l'esercizio del potere di autotutela (art. 21-nonies legge 241/1990), si deve tener conto del mero astratto lasso di tempo decorso, ma anche dello specifico provvedimento annullato e della possibilità o meno che questo abbia già definitivamente compiuto i propri effetti.

Nei casi di esercizio del potere di autotutela le regole del giusto procedimento ed il principio comunitario di tutela dell'affidamento, oltre all'adozione dell'atto entro un termine ragionevole impongono anche la valutazione dell'esistenza di un preminente interesse di rilievo pubblico all'adozione della misura di ritiro in raffronto all'affidamento ingenerato nel privato destinatario del provvedimento favorevole.

La disciplina dell'annullamento d'ufficio è contenuta nell'art. 21-nonies, comma 1, della L. n. 241/90, il quale preved... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sostanzialmente tre i presupposti che legittimano l'esercizio del potere di autotutela: la illegittimità del provvedimento amministrativo da ritirare in autotutela; la sussistenza di un interesse legittimo che consiglia l'esercizio del potere di ritiro dell'atto illegittimo; che il potere di autotutela venga esercitato entro un termine ragionevole, in considerazione anche dell'affidamento ingenerato dal provvedimento da ritirare.

Nei casi di annullamento d'ufficio di cui all'art. 21 nonies L. n. 241/1990 l'amministrazione, da un lato, deve individuare un interesse pubblico specifico all'autoannullamento diverso da quello del mero ripristino della legalità violata e, dall'altro, deve valutare il contrapposto interesse del privato alla conservazione dell'atto a lui favorevole ponderando esaustivamente gli interessi in conflitto anche alla luce degli affidamenti ingenerati.

Il potere dell'amministrazione di annullare d'ufficio un proprio atto non è sottoposto ad un termine prescrizionale dovendosi comunque tenere conto della crescente rilevanza che, nel tempo, possono assumere le posizioni giuridiche private sacrificate da un eventuale annullamento.

La pubblica amministrazione in sede di annullamento d'ufficio di pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; esentata dal ponderare l'interesse privato in comparazione con quello pubblico quando dall'annullamento derivi il venir meno di vantaggi a terzi che contrastano con le finalità dell'ordinamento.

Il dovere di provvedere dell'amministrazione non sorge con riferimento a istanze volte a sollecitare interventi in autotutela o mera attività materiale da parte della stessa, ovvero in relazione ad istanze volte a soddisfare interessi pretensivi ma manifestamente infondate, ovvero laddove l'istanza costituisca defatigatoria riproposizione di precedente richiesta respinta.

L'autotutela decisoria, per quanto sollecitata da terzi portatori di interessi di mero fatto al suo esercizio, resta prerogativa dell'amministrazione non soltanto nel suo concreto atteggiarsi ma anche in relazione all'autonoma valutazione delle condizioni, in fatto ed in diritto, per il suo esplicarsi.

La pubblica amministrazione dispone del potere di agire in autotutela per recuperare il possesso di beni pubblici, sia che si tratti di beni demaniali, sia che si tratti di beni patrimoniali indisponibili ferma restando la possibilità di fare ricorso agli ordinari rimedi di tutela della proprietà e del possesso previsti dal codice civile.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...Non costituisce legittima esimente per il mancato svolgimento della verifica in autotutela da parte dell'amministrazione comunale la circostanza che i terzi, asseritamente danneggiati, si siano limitati a presentare denunce o segnalazioni senza impugnare i titoli edilizi davanti al giudice amministrativo.

In materia di autotutela, va considerata con particolare riguardo la necessità dell'avvio di un apposito procedimento in contraddittorio, del rispetto del limite del termine ragionevole, e soprattutto, di una valutazione comparativa, di natura discrezionale, degli interessi in rilievo, idonea a giustificare la frustrazione dell'affidamento incolpevole maturato in capo al denunciante a seguito del decorso del tempo e della conseguente consumazione del potere inibitorio.

L'esercizio del potere di autotutela presuppone un'attenta ponderazione comparativa tra tutti gli interessi dei soggetti coinvolti, mentre il ripristino della legalità non è motivo di per sé solo sufficiente per l'annullamento del precedente atto, ove a esso non si accompagni la convinzione, dimostrabile, che tutto ciò sia in funzione della tutela effettiva dell'interesse pubblico, inteso in senso ampio.

Il principio di buon andamento... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a pubblica amministrazione di adottare atti il più possibile rispondenti ai fini da conseguire consentendole, quindi, anche il riesame degli atti adottati, ove reso opportuno da circostanze sopravvenute ovvero da un diverso apprezzamento della situazione preesistente.

L'esercizio della potestà di autotutela decisoria richiede non solo l'esistenza di un vizio dell'atto da rimuovere ma anche la sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione e la sua comparazione con gli interessi privati sacrificati, quando, per effetto del provvedimento reputato illegittimo, siano sorte posizioni giuridiche qualificate e consolidate nel tempo.

Anche in presenza di un accordo transattivo con i privati, non si può ritenere che, una volta accertata l'illegittimità della concessione demaniale, il Comune non possa comunque procedere al suo annullamento in autotutela senza prima avere ottenuto la rimozione dell'efficacia dell'accordo transattivo.

Il "termine ragionevole" entro cui, ai sensi dell'art. 21-nonies della l. n. 241/1990, si deve esercitare il potere di annullamento d'ufficio, non esprime uno specifico arco temporale entro il quale la P.A. consumerebbe il potere di intervenire in autotutela, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...llario che va valutata caso per caso la complessità degli interessi coinvolti nella vicenda.

La ragionevolezza del termine per l'esercizio del potere di autotutela va desunta non solo dal tempo decorso dalla presentazione della richiesta di titolo concessorio, ma anche dalla posizione di affidamento maturata dall'interessato in buona fede a seguito di una situazione di apparente liceità dell'intervento edilizio prospettato.

I presupposti per l'esercizio del potere di autotutela sono costituiti dalla illegittimità originaria del provvedimento, dall'interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione (diverso dal mero ripristino della legalità), tenuto conto anche delle posizioni giuridiche soggettive consolidate in capo ai destinatari.

All'amministrazione è inibito l'esercizio del potere di annullamento in autotutela laddove l'atto amministrativo risulti difforme rispetto alla normativa contenuta nel decreto legge non convertito ma sia conforme a quella della disciplina in vigore successivamente.

Nei i casi in cui l'Amministrazione intenda emanare un atto di secondo grado (annullamento, revoca, decadenza) incidente su posizioni giudiziali originate da un precedente atto, è ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'avviso di avvio del procedimento, salvo che non sussistano ragioni di urgenza da esplicitare adeguatamente nella motivazione del provvedimento ovvero quando all'interessato sia stato comunque consentito di evidenziare i fatti e gli argomenti a suo favore.

Le coordinate interpretative che individuano l'ambito espansivo del potere di annullamento in autotutela sono le seguenti: a) illegittimità dell'atto; b) sussistenza di ragioni di interesse pubblico; c) valutazione degli interessi dei destinatari e dei controinteressati rispetto all'atto da rimuovere; d) esercizio del potere entro un termine ragionevole.

Per effetto dell'art. 21-nonies legge 241/1990, l'esercizio della potestà di annullamento in autotutela richiede non solo l'esistenza di un vizio dell'atto da rimuovere, ma anche la sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione e la sua comparazione con gli interessi privati sacrificati, quando, per effetto del provvedimento reputato illegittimo, siano sorte posizioni giuridiche qualificate e consolidate nel tempo.

Presupposti dell'esercizio del potere di annullamento d'ufficio, che ha effetti ex tunc, sono l'illegittimità originaria del provvedimento, l'interesse pubblico concreto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alla sua rimozione, diverso dal mero ripristino della legalità e l'assenza di posizioni consolidate in capo ai destinatari.

L'annullamento d'ufficio in autotutela può essere determinato anche da un'illegittimità del provvedimento dovuta a circostanze fattuali o normative sopravvenute, purché siano presenti le altre condizioni richieste dall'art. 21-nonies l. 241/1990.

Anche l'annullamento in autotutela costituisca manifestazione della discrezionalità nel senso che l'amministrazione non è obbligata a ritirare gli atti illegittimi, ma deve comparare l'interesse pubblico al ripristino della legalità con quello dei destinatari, tenendo in debito conto anche la circostanza che il provvedimento da annullare possa avere prodotto effetti favorevoli e stabilizzati.

L'adozione del provvedimento di annullamento d'ufficio presuppone, unitamente al riscontro dell'originaria illegittimità dell'atto, la valutazione della rispondenza della sua rimozione a un interesse pubblico non solo attuale e concreto, ma anche prevalente rispetto ad altri interessi militanti in favore della sua conservazione, e, tra questi, in particolare, rispetto all'interesse del privato che ha riposto affidamento nella l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; e stabilità dell'atto medesimo, tanto più quando un simile affidamento si sia consolidato per effetto del decorso di un rilevante arco temporale.

L'esercizio dei poteri di autotutela deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento, in quanto l'interessato deve essere messo in condizione di controdedurre, e impone all'amministrazione di effettuare il bilanciamento tra i contrapposti interessi pubblici e privati coinvolti nella vicenda.

La P.A. deve tenere conto, nell'esercizio del potere di autotutela, dell'affidamento generato in capo al privato circa il mantenimento dell'assetto di rapporti dettato con il provvedimento su cui si va ad incidere.

In tema di autotutela, non sussiste un affidamento del privato giuridicamente rilevante se la P.A. ha ripetutamente segnalato le irregolarità commesse dal privato.

Nella «violazione di legge» che legittima l'adozione del provvedimento di annullamento di ufficio deve ricomprendersi anche l'intervenuta violazione di norme regolamentari.

L'art. 21-nonies, co. 1, legge 241/1990 dispone che la P.A. possa procedere all'annullamento d'ufficio alle seguenti condizioni: sussistenza delle ragioni di interesse pubbl... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cizio del potere entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati.

L'annullamento d'ufficio è subordinato alla verifica della sussistenza di tre presupposti: l'esistenza di un pubblico interesse, la circostanza che non sia trascorso un tempo irragionevole dall'adozione dell'atto da annullare e, infine, che siano opportunamente valutati gli interessi del destinatario e dei controinteressati.

L'art. 21-nonies della l. 241/1990 non fissa un termine ultimo oltre il quale possa esercitarsi l'attività di autotutela, riconducendo la valutazione in concreto in ordine alla tempistica della vicenda al parametro di valutazione della ragionevolezza del termine.

In sede di adozione di un atto in autotutela la comparazione tra interesse pubblico e quello privato è necessaria nel caso in cui l'esercizio dell'autotutela discenda da errori di valutazione dovuti all'amministrazione pubblica, non certo in via di principio quando lo stesso è dovuto a causa di comportamenti del soggetto privato che hanno indotto l'autorità amministrativa ad emanare un atto risultato, poi, illegittimo.

L'annullamento di ufficio presuppone una congrua motivazione sull'inter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...co attuale e concreto a sostegno dell'esercizio discrezionale dei poteri di autotutela, con una adeguata ponderazione comparativa, che tenga anche conto dell'interesse dei destinatari dell'atto al mantenimento delle posizioni, che su di esso si sono consolidate e del conseguente affidamento derivante dal comportamento seguito dalla P.A..

Un provvedimento di annullamento d'ufficio, con efficacia "ex tunc", di un precedente provvedimento può essere adottato dalla P.A., quando è stato emanato illegittimamente e sussiste un interesse pubblico specifico, diverso dal mero ripristino della legalità violata, che da una comparazione con l'interesse privato confliggente deve risultare prevalente rispetto a quest'ultimo, prendendo in considerazione anche il tempo decorso e la buona fede del privato destinatario dello stesso.

L'art. 21-nonies della legge 241/1990 non fissa un termine ultimo oltre il quale l'esercizio dell'attività di autotutela è illegittima, riconducendo la valutazione in concreto in ordine alla tempistica della vicenda al parametro di valutazione della ragionevolezza del termine.

La complessità degli accertamenti e delle valutazioni demandate alla P.A. che procede in autotutela e la ril... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i interessi di tutela in concreto perseguiti giustifica l'esercizio del potere di annullamento d'ufficio anche dopo un un lasso di tempo oggettivamente apprezzabile.

Il provvedimento di annullamento in autotutela costituisce manifestazione della discrezionalità dell'amministrazione, nel senso che essa non è obbligata a ritirare gli atti illegittimi o inopportuni in quanto tali, ma deve valutare, di volta in volta, se esista un interesse pubblico alla loro eliminazione diverso dal semplice ristabilimento della legalità violata.

L'interesse pubblico all'annullamento in autotutela di un provvedimento amministrativo non viene esplicitato a priori dall'art. 21-nonies legge 241/1990, ma deve essere ricavato dalla stessa P.A. caso per caso, attraverso un'attività di comparazione tra l'interesse pubblico al ripristino della legalità e gli interessi dei destinatari del provvedimento e dei controinteressati.

Nell'adottare un provvedimento di annullamento in autotutela, la P.A. deve tenere nella debita considerazione la circostanza che l'atto da annullare possa aver prodotto effetti favorevoli, valutandone la rilevanza, e che sia trascorso un apprezzabile lasso di tempo (fattore di stabilizzazione) dal momento ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...missione.

L'annullamento d'ufficio presuppone una congrua motivazione sull'interesse pubblico attuale e concreto posto a sostegno dell'esercizio discrezionale dei poteri di autotutela, con adeguata ponderazione comparativa, che tenga anche conto dell'interesse dei destinatari dell'atto al mantenimento delle posizioni che su di esso si sono consolidate e del conseguente affidamento derivante dal comportamento seguito.

L'individuazione del «termine ragionevole» è rimesso al giuridizio dell'interprete, che deve individuarlo in concreto, in considerazione del grado di complessità degli interessi coinvolti e del relativo consolidamento.

L'esercizio del potere di autotutela, e quindi il concreto provvedimento di ufficio adottato dall'amministrazione richiede che quest'ultima - sulla base di pacifici principi sempre affermati dalla giurisprudenza e che ora trovano riscontro nell'art. 21-nonies l. n. 241/1990 - oltre ad accertare l'illegittimità dell'atto, debba altresì valutare la sussistenza di un interesse pubblico all'annullamento, attuale e prevalente sulle posizioni giuridiche private costituitesi e consolidatesi medio tempore, escludendosi in particolare che tale interesse pubblico possa consiste... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ripristino della legalità violata.

In tema di annullamento in autotutela, la valutazione del termine ragionevole per l'esercizio del potere di annullamento si lega strettamente alla sincronica valutazione degli interessi dei destinatari e dei controinteressati, nella ragionevole considerazione che, salvo diverso riscontro, il decorso del tempo tende normalmente a produrre un effetto di consolidamento delle posizioni soggettive costituitesi sulla base del provvedimento ed una dissolvenza dell'interesse pubblico all'annullamento.

Per effetto dell'articolo 21 nonies, l'esercizio della potestà di autotutela decisoria richiede non solo l'esistenza di un vizio dell'atto da rimuovere, ma anche la sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione e la sua comparazione con gli interessi privati sacrificati, quando, per effetto del provvedimento reputato illegittimo, siano sorte posizioni giuridiche qualificate dall'apparenza di uno stato di diritto basato sull'atto da ritirare, rilevando l'affidamento ingenerato dall'atto nell'interessato in merito alla legittimità del provvedimento.

Stante la brevità del termine per l'impugnazione dei provvedimenti amministrativi, è del tutto norma... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...salvo il caso di riesame di provvedimenti per i quali penda ricorso amministrativo o giurisdizionale - che il riesame e l'annullamento abbiano ad oggetto atti ormai divenuti inoppugnabili.

La ragionevolezza del termine entro cui attivare l'annullamento d'ufficio non può esser valutata in astratto ma deve necessariamente essere verificata tenendo presenti le peculiarità del caso concreto.

Il potere di autotutela deve essere esercitato nel rigoroso rispetto dei parametri costituititi dall'obbligo di motivazione, dalla presenza di concrete ragioni di pubblico interesse non riducibili alla mera esigenza di ripristino della legalità, dall'adeguata istruttoria e dalla valutazione dell'affidamento delle parti private.

Se il potere dell'Amministrazione di annullare i propri atti illegittimi deve essere esercitato con il dovuto apprezzamento delle eventuali posizioni consolidate di coloro che hanno fatto affidamento sulla conformità a legge dell'azione amministrativa, altrettanto importante è che l'Amministrazione, una volta che abbia (legittimamente) agito in autotutela, si ispiri agli stessi principi garantistici di buona fede ed imparzialità, laddove ponga in essere gli atti consequenziali alla rimo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rovvedimento illegittimo ed intraprenda, ad esempio, iniziative restitutorie o ripristinatorie.

Nell'ordinamento italiano, l'annullamento del provvedimento illegittimo non può essere disposto per la sola esigenza di ristabilire la legalità dell'azione amministrativa, posto che tale interesse, pur rilevante, deve essere comparato con altri interessi posti a tutela della stabilità delle relazioni giuridiche, anche se basate su provvedimenti illegittimi.

Tanto meno assume rilievo il decorso del tempo dalla data del rilascio del provvedimento (favorevole) oggetto di annullamento, quanto più l'interesse pubblico deve ritenersi prevalente rispetto agli interessi del destinatario del provvedimento, che si vede inciso dal ritiro del provvedimento favorevole.

L'art 21-nonies legge 241/1990, nel prevedere il limite temporale del "termine ragionevole", ha dato vita ad un parametro indeterminato ed elastico finendo così per lasciare all'interprete il compito di individuarlo in concreto, in considerazione del grado di complessità degli interessi coinvolti e del relativo consolidamento, secondo il parametro costituzionale (art.3 Cost.) di ragionevolezza.

La delibera di annullamento di ufficio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e sorretta da un concreto interesse pubblico al ritiro dell'atto, da evidenziare con la motivazione del provvedimento di secondo grado, che non può farsi rientrare nella cura dell'interesse particolare dei soggetti eventualmente lesi dall'atto ritenuto viziato, essendo la cura degli interessi privati rimessa alla valutazione dei rispettivi titolari, sui quali incombe uno specifico onere di rituale impugnativa dell'atto ritenuto lesivo.

Il provvedimento amministrativo illegittimo può essere legittimamente annullato d'ufficio, entro un termine ragionevole, solo se sussista un concreto e attuale interesse pubblico al ritiro, diverso dal mero interesse al ripristino della legalità violata, e si evidenzi, con la motivazione dell'atto di secondo grado, la considerazione degli interessi dei destinatari e dei controinteressati.

Ai sensi dell'art. 21 nonies L. n. 241/1990 il corretto esercizio del potere di annullamento degli atti amministrativi illegittimi implica anche la valutazione degli interessi dei destinatari di tali atti amministrativi illegittimi e perciò anche la loro buona fede ed il tempo decorso, da comparare con l'interesse pubblico specifico, diverso dal mero ripristino della legalità violata.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i per il corretto esercizio del potere di annullamento in autotutela sono: a) un atto affetto da un vizio di legittimità; B) l'esistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale all'annullamento, non identificabile con il mero ripristino della legalità violata; c) la prevalenza di tale interesse sugli interessi pubblici e privati alla conservazione dell'atto, specie se, per il tempo trascorso dall'adozione dell'atto viziato, si siano consolidate, in concreto, situazioni soggettive tutelabili.

Presupposti dell'esercizio del potere di annullamento d'ufficio con effetti ex tunc sono l'illegittimità originaria del provvedimento, l'interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione diverso dal mero ripristino della legalità, l'assenza di posizioni consolidate in capo ai destinatari.

Il provvedimento di annullamento in via di autotutela, di norma, non può basarsi unicamente sulla illegittimità riscontrata, ma deve anche tener conto delle eventuali posizioni giuridiche consolidate nel tempo.

L'annullamento di ufficio presuppone una congrua motivazione sull'interesse pubblico attuale e concreto a sostegno dell'esercizio discrezionale dei poteri di autotutela, con una adeguata ponderazione c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... che tenga anche conto dell'interesse dei destinatarii dell'atto al mantenimento delle posizioni, che su di esso si sono consolidate e del conseguente affidamento derivante dal comportamento seguito dall'amministrazione.

In tema di esercizio dei poteri di autotutela da parte della pubblica amministrazione, l'annullamento di ufficio presuppone una congrua motivazione sull'interesse pubblico attuale e concreto a sostegno dell'esercizio discrezionale dei poteri stessi, con una adeguata ponderazione comparativa che tenga anche conto dell'interesse dei destinatari dell'atto al mantenimento delle posizioni che su di esso si sono consolidate e del conseguente affidamento derivante dal comportamento seguito dall'amministrazione.

E' illegittimo l'annullamento in autotutela esclusivamente incentrato sul dato formale, e di per sé non invalidante, della incongruenza del numero di protocollo riportato sul provvedimento, anziché sul dato certo e incontrovertibile del suo mancato rilascio da parte dell'amministrazione intimata, ossia della sua materiale o giuridica inesistenza.

Il privato coinvolto nel procedimento, il quale ha esposto le proprie ragioni al fine di contrastare il possibile annullamento di un provvedimento autorizzatori... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; assentito ha diritto di conoscere compiutamente, con adeguata motivazione, se si frappongono ostacoli alla sua pretesa e se le osservazioni proposte siano accolte o respinte ed è necessario che di tale valutazione resti traccia nella motivazione del provvedimento finale.

In tema di annullamento in autotutela del titolo edilizio, per valutare la congruità del termine si deve tener conto della complessità della valutazione che la P.A. è chiamata a compiere e della difficoltà di risalire all'errore in cui essa è incorsa.

Ai fini del corretto esercizio del potere di ritiro è necessario che l'annullamento in via di autotutela sia sorretto da uno specifico interesse pubblico ulteriore rispetto al mero ripristino della legalità violata, e ciò in ragione dell'affidamento riposto dal privato nella situazione creata con il provvedimento annullato.

Affinché un provvedimento possa essere considerato anche come annullamento implicito di una concessione edilizia deve essere conforme ai principi che regolano l'esercizio del potere di autotutela (art. 21-nonies legge 241/1990): in particolare deve contenere espressa motivazione con riferimento al vizio di legittimità risco... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a presenza di un interesse pubblico, concreto ed attuale, al ritiro della concessione ed in ordine alla ponderazione degli interessi, pubblico e privato, in conflitto.

In tema di annullamento in autotutela di titolo abilitativo, quando non si sia ingenerato alcun legittimo affidamento nel destinatario non è necessaria una penetrante motivazione sull'interesse pubblico all'annullamento, né una comparazione di tale interesse con l'interesse privato sacrificato, posto che l'interesse pubblico all'annullamento può considerarsi in re ipsa.

L'indennizzo non spetta qualora il provvedimento avente il nomen iuris di revoca sia in realtà un provvedimento di annullamento d'ufficio.

L'esercizio della potestà di autotutela da parte della Pubblica amministrazione può culminare in un provvedimento di rimozione dell'atto precedentemente adottato nel caso in cui si tratti di ripristinare la legalità violata, ossia nel caso in cui la P.a. che ha emanato un provvedimento si avveda della sua conclamata illegittimità, ovvero nella diversa ipotesi in cui sussistano ragioni di opportunità tali da suggerire il ripensamento della P.a. decidente sub specie di revoca.

In tema di potes... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i autotutela, al di fuori delle ipotesi in cui la Pubblica Amministrazione può adottare un provvedimento di rimozione dell'atto precedentemente adottato, gode di ampia discrezionalità nel procedere alla rivalutazione in senso favorevole al richiedente delle situazioni di fatto e di diritto poste a base di una precedente statuizione.

Sussiste un provvedimento di autotutela implicito ogni qual volta dagli atti di mera comunicazione o dagli atti endoprocedimentali a contenuto vario si possa desumere con certezza, anche se implicitamente, una effettiva e chiara volontà dell'amministrazione di adottare il provvedimento costituito dall'annullamento del precedente provvedimento.

Nell'annullamento in via di autotutela di un atto favorevole al privato, questi non può invocare la tutela del proprio legittimo affidamento qualora fosse a conoscenza fin dall'origine dell'errore della P.A..

In caso di annullamento in autotutela di un provvedimento di rinnovo di concessione cimiteriale rilasciato dalla P.A. a soggetti non aventi diritto, non è necessaria una specifica motivazione ulteriore rispetto all'individuazione dei soggetti legittimati ad ottenere il provvedimento; infatti, la P.A. non può consentire c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agga l'uso privato di un bene pubblico allorché non ne sussistano i presupposti e le condizioni.

L'adozione del provvedimento di annullamento d'ufficio presuppone, unitamente al riscontro dell'originaria illegittimità dell'atto, la valutazione della rispondenza della sua rimozione a un interesse pubblico non solo attuale e concreto, ma anche prevalente rispetto ad altri interessi militanti in favore della sua conservazione; e, tra questi, in particolare, rispetto all'interesse del privato che ha riposto affidamento nella legittimità e stabilità dell'atto medesimo, tanto più quando un simile affidamento si sia consolidato per effetto del decorso di un rilevante lasso temporale.

In sede di annullamento d'ufficio di un provvedimento, l'amministrazione è tenuta ad esplicitare in sede motivazionale la compiuta valutazione comparativa tra interessi confliggenti: tale impegno motivazionale è tanto più intenso quanto maggiore sia il lasso temporale trascorso dall'adozione dell'atto da annullare e solido appaia, pertanto, l'affidamento ingenerato nel privato.

In determinate ipotesi, l'interesse pubblico all'eliminazione dell'atto illegittimo è da considerarsi in re ipsa.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; sufficiente a giustificare l'esercizio del potere di autotutela la pura e semplice finalità di ripristinare la legalità violata, occorrendo dar conto della sussistenza di un interesse pubblico attuale e concreto alla rimozione del titolo edilizio e della comparazione tra tale interesse e l'entità del sacrificio imposto all'interesse privato, tanto più quando il beneficiario dell'atto autorizzativo, in ragione del tempo decorso, abbia maturato un legittimo affidamento in merito alla realizzazione delle opere ovvero si sia in presenza della realizzazione di una significativa parte delle opere assentite.

In materia edilizia, la ragionevolezza del termine per l'annullamento in via di autotutela del permesso di costruire illegittimo va valutata anche alla luce del parametro normativo di cui all'art. 39 D.P.R. 380/2001, che attribuisce alle Regioni il potere di annullare i titoli edilizi illegittimi rilasciati dai Comuni entro dieci anni dalla loro adozione.

Non è adeguatamente motivato il provvedimento di annullamento in autotutela che si limiti ad indicare i motivi di illegittimità del provvedimento annullato, occorrendo anche una congrua motivazione sul pubblico interesse sotteso all'annullamento e sulla... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne con l'interesse del privato.

In caso di annullamento in autotutela di atto di aggiudicazione per violazione dei principi costituzionali di buon andamento e di imparzialità e del principio comunitario di tutela della concorrenza, l'interesse pubblico è in re ipsa.

Il provvedimento di annullamento di ufficio di una concessione edilizia deve essere adeguatamente motivato in ordine all'esistenza dell'interesse pubblico, specifico e concreto, che giustifica il ricorso all'autotutela anche in ordine alla prevalenza del predetto interesse pubblico su quello antagonista del privato.

L'inesatta rappresentazione della realtà contenuta nella domanda di concessione in sanatoria su un presupposto essenziale per l'accoglibilità della medesima, configurando l'ipotesi di domanda dolosamente infedele, impedisce il formarsi di un affidamento dl soggetto tale da poter validamente contrastare l'esercizio del potere di autotutela.

L'esercizio del potere di autotutela da parte dell'amministrazione richiede la valutazione dell'esistenza di un interesse pubblico concreto all'annullamento, che non è identificabile nel mero ripristino della legalità violata, nonché la comparazione tra l'interes... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... con gli interessi privati che vengono sacrificati con il provvedimento di annullamento; detta comparazione deve essere particolarmente approfondita quando è trascorso un notevole lasso di tempo dall'emanazione dell'atto, in ragione dell'affidamento eventualmente ingeneratosi nei privati.

L'esercizio del potere di autotutela può condurre a due tipi di provvedimenti, che richiedono differenti presupposti: annullamento e revoca. per ambedue è pur sempre necessaria una valutazione, da una parte, della persistenza, al momento dell'adozione del relativo provvedimento, dell'interesse generale a rimuovere l'atto che costituisce oggetto di riesame in autotutela e, dall'altra, un'attenta considerazione dell'affidamento ingenerato nel soggetto destinatario di detto atto.

DEMANIO E PATRIMONIO --> ABUSI DEI PRIVATI --> AUTOTUTELA --> LIMITI

Nell'ordine di demolizione di materiali litoidi da un'area demaniale, l'Amministrazione, prima di disporne la rimozione, deve tener conto delle conseguenze in ordine alla pubblica incolumità dei passanti derivanti dall'esecuzione dell'ordine di ripristino, e in mancanza di tale valutazione l'ordine di demolizione deve essere annullato.

La pendenza di una proc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ndono non impedisce di ingiungere la demolizione se le opere di cui trattasi sono state realizzate in abusiva occupazione di una parte del demanio marittimo, in assenza di autorizzazione in tal senso e quindi di titolo concessorio.

In materia di difesa della proprietà su un bene immobile appartenente al proprio patrimonio indisponibile, è insussistente il potere dell'amministrazione di emettere, a norma dell'art. 823 c.c., comma 2, atti autoritativi in autotutela per il conseguimento della disponibilità di tale bene detenuto in locazione da un privato nell'ambito di un rapporto di diritto comune.

L'art. 936 c.c. regola i rapporti privatistici e non influisce sul potere di vigilanza edilizia assegnato all'ente comunale; pertanto, il limite temporale di sei mesi alla rimozione delle opere realizzate dal terzo con propri materiali su fondo altrui non può interferire con le altre azioni giurisdizionali o gli altri strumenti giuridici, tra i quali i quali i provvedimenti edilizi sanzionatori deputati a perseguire fini differenti da quelli presi di mira dalla norma in questione.

Deve escludersi il riconoscimento dell'indennizzo, richiesto ex art. 936 cod. civ. nei confronti della P.A., da parte di chi abbia costr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tamente un'opera edilizia nel vigore della legge n. 47 del 1985 su suolo pubblico, senza, neanche, avere successivamente provveduto al versamento degli oneri dovuti al fine di ottenere la sanatoria, in quanto l'applicazione dell'art. 14 della legge n. 47 del 1985, che impone la demolizione dell'opera abusiva realizzata su suolo pubblico e il ripristino dello stato dei luoghi ad opera del sindaco, esclude che l'Amministrazione proprietaria possa esercitare la scelta della ritenzione dell'incorporazione, così come prevista, per le ipotesi di costruzioni non abusive, nell'art. 936 secondo comma cod. civ.

Laddove le opere realizzate sul suolo demaniale presentino un unico obiettivo elemento di difformità rispetto all'acquisito e consolidato accertamento della loro legittimità (nella specie consistente nel rifacimento della struttura della tettoia, andata nel frattempo distrutta per cause accidentali e ricostruita con altri materiali), l'amministrazione è tenuta a vagliare, in luogo della revoca del titolo, la possibilità di adottare misure non meno idonee a tutelare l'interesse pubblico, ma meno penalizzanti per il privato (quale ad esempio il mantenimento della concessione demaniale marittima condizionata all'adozione di misure stru... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lative all'impiego dei materiali sostituiti), esponendosi in caso contrario alla censura di eccesso di potere per violazione del principio di proporzionalità.

Il provvedimento di autotutela riferito al solo fabbricato non mette in discussione la proprietà del sottostante terreno, attesa la configurabilità nel nostro ordinamento di una proprietà superficiaria distinta da quella del suolo.

Il fatto che l'amministrazione non reprima altri abusi insistenti su suolo demaniale non rende illegittimo l'esercizio del potere di autotutela.

E' illegittimo, in quanto irragionevole e sproporzionato, il provvedimento di autotutela che fa meccanica applicazione della disciplina di legge senza tenere nel debito conto il precedente provvedimento concessorio e i conseguenti investimenti realizzati dal concessionario, che impongono all'amministrazione di valutare prioritariamente la possibilità di regolarizzare la posizione concessoria.

L'autotutela possessoria attribuita dall'art. 823 c.c. all'Amministrazione, esercitabile anche a tutela di servitù pubblica, non può essere esercitata per uno scopo non consentito dalla predetta servitù; ne consegue che è affetto da sviamento d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... provvedimento di spossessamento - o, addirittura, di espropriazione - del fondo servente in ipotesi in cui la servitù pubblica comporti la tolleranza, da parte del proprietario, dell'accesso, sosta o parcheggio di chiunque sul fondo medesimo e non anche la possibilità per il Comune di entrare in possesso dell'area privata svolgendo direttamente l'attività di gestione del parcheggio pubblico.



 
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