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Competenza, discrezionalità, efficacia e motivazione del titolo paesaggistico

Oltre a titolo edilizio, è necessario anche il titolo paesaggistico ogni qual volta venga posta in essere una trasformazione ambientale, che rende indispensabile l'intervento e la valutazione delle autorità preposte al controllo del paesaggio sotto i diversi profili urbanistico e paesaggistico ambientale. Detto questo, risulta evidente che il titolo paesistico non è richiesto quando gli interventi si sostanziano in un mero riassetto dell'area.

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TITOLO PAESAGGISTICO --> COMPETENZA

Un organo quale la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici non può effettuare un riesame complessivo delle valutazioni compiute dall'ente competente, tale da consentire la sovrapposizione o sostituzione di una nuova valutazione di merito a quella compiuta in sede di rilascio dell'autorizzazione paesaggistica per la costruzione di un edificio residenziale.

La valutazione relativa la compatibilità paesaggistica di un intervento edilizio da realizzarsi all'interno di un parco protetto è di competenza della soprintendenza e non, invece, dell'ente parco.

La valutazione dell'intervento, ai fini del rilascio dell'autorizzazione paesaggistica è rimessa all'esclusiva competenza decisionale delle autorità preposte alla tutela del vincolo, non sindacabile nel merito in sede giurisdizionale dal giudice amministrativo, a meno che non emergano, sul piano della legittimità, vizi del procedimento, della motivazione o dell'istruttoria, ovvero un manifesto travisamento dei fatti o errori nella valutazione dei presupposti di diritto.

Con l'entrata in vigore del Codice dei beni culturali che prevede a carico dell'Amministrazione competente al rila... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...utorizzazione paesaggistica la immediata comunicazione alla Soprintendenza delle autorizzazioni rilasciate, non incombe più sulla Soprintendenza alcun onere di distinta e specifica comunicazione di avvio del procedimento di autorizzazione paesaggistica, spettando ad essa la conduzione di una fase non autonoma del procedimento ed essendo stata data tale comunicazione dall'Ente locale subdelegato al rilascio dell'autorizzazione stessa.

I Comuni sono gli enti competenti a rilasciare il parere di compatibilità paesaggistica di cui all'art. 32 co. 1 L. 47/1985 che, peraltro, al di là del diverso 'nomen iuris', ha la funzione e la disciplina proprie dell'autorizzazione paesaggistica di cui agli artt. 146 e ss. D.lgs. 42/2004. Infatti il menzionato parere ha natura e funzioni identiche all'autorizzazione paesaggistica, per essere entrambi gli atti il presupposto legittimante la trasformazione urbanistico edilizia della zona protetta.

Dall'art. 146, comma 6, del Codice dei Beni Culturali si evince la prescrizione di una duplice organizzazione amministrativa, cioè una duplicazione o separazione di strutture destinate all'emissione degli atti di natura paesaggistica e di natura urbanistico-edilizia: diversi devono essere i settori ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dei due procedimenti e diverse le professionalità agli stessi assegnate, mentre nulla vieta che il responsabile del provvedimento finale sia unico.

Sussiste la competenza del Soprintendenza ai beni culturali per l'adozione dei provvedimenti sanzionatori di abusi edilizi solo in riferimento ad immobili dichiarati monumento nazionale o a beni di interesse archeologico, nonché relativamente ad opere abusivamente realizzate su immobili soggetti a vincolo di inedificabilità assoluta.

L'art. 159 D.lgs. n. 42/2004 ha introdotto una forma partecipativa che si discosta dal quadro delle formalità contemplate dalla legge generale sul procedimento amministrativo, in quanto pone l'obbligo della comunicazione a carico di un'amministrazione differente (Comune) da quella tenuta a provvedere (Sopraintendenza)

La realizzazione di infrastrutture galleggianti collegate al lido e connesse a manufatti a terra è suscettibile in linea di principio di determinare un forte impatto su quella porzione di costa e sul vincolo che la protegge: è dunque competente all'autorizzazione paesaggistica l'autorità preposta al vincolo apposto sul suolo antistante.

Le modifiche apportate all'art. 146 D.Lgs. n. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'art. 16 D.Lgs. n. 157/2006 non stabiliscono la decadenza delle deleghe in essere, che neppure può essere desunta in via interpretativa, posto che resta confermata la possibilità che le Regioni deleghino ai Comuni la funzione autorizzatoria in materia di paesaggio.

L'incompatibilità del dirigente che ha rilasciato l'autorizzazione paesaggistica a rilasciare il permesso di costruire sussiste per i soli procedimenti iniziati successivamente al 31 dicembre 2009.

Anche nella versione del Codice dei beni culturali e del paesaggio anteriore al 2006, il potere di annullamento dell'autorizzazione paesaggistica non competeva al Ministro per i Beni Culturali, bensì al relativo Ministero, comprensivo delle relative articolazioni non solo centrali, ma anche periferiche, come le locali Soprintendenze.

La competenza ad emanare il nulla osta paesaggistico previo parere conforme della commissione edilizia integrata (L.R. Puglia 8/1995) è del sindaco, e non del dirigente dell'ufficio tecnico comunale: tale disciplina infatti prevale sulla normativa statale circa la scissione tra funzioni di indirizzo politico e funzioni di gestione, stante il carattere speciale ed attinente all'autonomia regionale della predetta nor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../>
All'interno del Parco regionale dell'Adamello è ragionevole riservare ai comuni la competenza per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica (ai sensi dell'ultima parte dell'art. 80, comma 5, della L.R. Lombardia 12/2005) solamente nella c.d."zona di iniziativa comunale": nelle altre zone non vi è il necessario substrato normativo nel PTC per attribuire tale funzione ai Comuni, e dunque è inevitabile collegare la competenza paesistica alla complessiva al gestore del Parco, ai sensi della prima parte del medesimo art. 80, comma 5, L.R. 12/2005.

TITOLO PAESAGGISTICO --> DISCREZIONALITÀ

La soprintendenza dispone di un'ampia discrezionalità tecnico - specialistica nel dare i pareri di compatibilità paesaggistica ed il potere di valutazione tecnica esercitato è sindacabile in sede giurisdizionale soltanto per difetto di motivazione, illogicità manifesta ovvero errore di fatto conclamato.

Il giudizio dell'autorità competente alla tutela del vincolo paesistico in ordine alla compatibilità di un intervento rispetto al vincolo medesimo è connotato da un'ampia discrezionalità tecnico-valutativa, poiché implica l'applicazione di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tecnico-scientifiche specialistiche proprie di settori disciplinari caratterizzati da ampi margini di opinabilità.

L'apprezzamento compiuto dall'amministrazione preposta alla tutela paesaggistica è sindacabile, in sede giudiziale, esclusivamente sotto i profili della logicità, coerenza e completezza della valutazione, considerati anche per l'aspetto concernente la correttezza del criterio tecnico e del procedimento applicativo prescelto, ma fermo restando il limite della relatività delle valutazioni scientifiche, sicché, in sede di giurisdizione di legittimità, può essere censurata la sola valutazione che si ponga al di fuori dell'ambito di opinabilità, affinché il sindacato giudiziale non divenga sostitutivo di quello dell'amministrazione attraverso la sovrapposizione di una valutazione alternativa, parimenti opinabile.

L'autorità ministeriale non può modificare il contenuto dell'autorizzazione paesaggistica né imporre modifiche progettuali.

Quando il ricorrente si limita a contrapporre al giudizio opinabile espresso dall'Amministrazione, che nega la compatibilità dell'intervento con le esigenze di tutela del vincolo, un diverso giudizio, altr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nabile, che invece afferma tale compatibilità, il giudice non può che privilegiare quella espressa dall'Amministrazione, alla quale spetta in prima battuta la cura dell'interesse culturale e, quindi, il compito di accertare la sussistenza dei requisiti per l'imposizione del vincolo.

La Soprintendenza, quando valuta la compatibilità di un intervento edilizio con le esigenze di tutela del vincolo, effettua una valutazione di merito rimessa al suo apprezzamento.

Incorre nella violazione dei principi della separazione dei poteri e della tassatività delle ipotesi di giurisdizione di merito delineate dall'art. 134 cod. proc. amm. il giudice amministrativo che sostituisce la propria valutazione a quella tecnico-discrezionale rientrante nell'ambito dei poteri dell'amministrazione preposta alla tutela del paesaggio (nella specie affermando, in modo peraltro apodittico, che le piscine non potrebbero alterare i valori paesaggistici, perché non suscettibili di verticalizzazione con pregiudizi di visuali e visioni prospettiche).

Le valutazioni operate dalle autorità preposte alla tutela del vincolo paesaggistico in sede di rilascio di autorizzazione all'esecuzione di interventi edilizi su aree vincolate co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... esercizio di potere discrezionale - discrezionalità tecnica - che impinge nel merito amministrativo. Pertanto, dai provvedimenti assunti dalle predette autorità deve emergere la non manifesta irragionevolezza della scelta effettuata circa la prevalenza di un interesse (quello alla edificazione) rispetto a quello di natura paesaggistica tutelato in via primaria. Ne consegue che il sindacato che il giudice amministrativo può compiere sulla suddetta scelta deve arrestarsi alla valutazione di non manifesta irragionevolezza della stessa sotto il profilo innanzi precisato.

Le amministrazioni preposte alla tutela del paesaggio e dell'ambiente esercitano una discrezionalità amplissima, in quanto correlata a valori primari di rango costituzionale ed internazionale, sia pure sindacabile per profili di eccesso di potere.

Le valutazioni della Soprintendenza sulla compatibilità di progetti, relativi ad aree vincolate, sono espressione di ampia discrezionalità tecnica e risultano pertanto sindacabili in sede di legittimità solo per profili inerenti il difetto di motivazione, l'illogicità manifesta e l'errore di fatto.

Il fatto che il decreto impositivo del vincolo paesaggistico preveda che, p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne, lo stesso vincolo spieghi semplici effetti di mero obbligo di previa valutazione di compatibilità non esclude che la Soprintendenza possa continuare ad esercitare i propri ordinari poteri relativamente al concreto rispetto da parte delle amministrazioni locali, nel momento in cui rilasciano una favorevole autorizzazione paesaggistica, della normativa relativa alla tutela di aree che siano state dichiarate di notevole interesse paesaggistico.

È da escludere che la semplice presenza di un piano paesaggistico degradi l'intervento autorizzatorio sul singolo manufatto ad un mero controllo di corrispondenza del progetto alle norme costruttive del piano, trasformando l'autorizzazione paesaggistica da atto tecnico-discrezionale in atto vincolato.

La valutazione di compatibilità paesaggistica a suo tempo espressa circa lo strumento urbanistico generale o il piano attuativo non comporta l'assorbimento definitivo della discrezionalità tecnica, e non giunge a eliminare, o a rendere virtuale o meramente applicativo, il giudizio concreto sulla compatibilità paesaggistica del singolo intervento, da sviluppare, in passato, nei termini consentiti in sede di annullamento dall'art. 159 D. Lgs. n. 42/2004 e oggi con il previo pare... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tibilità ai sensi dell'art. 146 D. Lgs. n. 42/2004.

L'autorizzazione paesaggistica non costituisce provvedimento vincolato, in quanto la circostanza che la richiesta attenga ad un immobile sottoposto a vincolo non esonera affatto l'autorità preposta dall'esprimere il parere di competenza, che all'evidenza consiste in una valutazione discrezionale di compatibilità dell'intervento prospettato con il vincolo.

A fronte di istanze di autorizzazioni paesaggistiche, lo spazio per l'esercizio della discrezionalità tecnica residua solo se il Piano Territoriale di Coordinamento lo concede e deve essere negato ove le valutazioni effettuate a monte, in riferimento quindi alla generalità delle situazioni contemplate nel territorio dato, lo escludano.

TITOLO PAESAGGISTICO --> DOMANDA

L'assenza di sufficienti elementi di valutazione impedisce alla Soprintendenza di esprimersi – sia pure sotto forma di preavviso – sull'istanza di autorizzazione paesaggistica: solo all'esame della nuova produzione documentale, l'Amministrazione può, se del caso, emettere preavviso di rigetto, esternando le ragioni di merito ostative dell'accoglimento dell'istanza del privato, e consentendo all'int... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... interloquire sul punto.

E' onere di chi intende edificare in zona soggetta a vincolo richiedere all'amministrazione preposta alla tutela del vincolo il parere o nulla osta: non può, pertanto, essere imputato al Comune che ha rilasciato il titolo a costruire la responsabilità per non aver chiesto il parere o nulla osta dell'autorità preposta alla tutela del paesaggio.

La presentazione di una domanda di concessione demaniale è sufficiente a radicare l'interesse dell'istante al conseguimento del provvedimento in materia paesaggistico-ambientale; pertanto, è illegittimo il diniego motivato sulla base del rilievo per cui un altro soggetto è già titolare di concessione sull'area di cui si tratta, potendo ben darsi il caso che la concessione venga a scadenza o che il titolare rinunci al titolo o che qualsiasi altra evenienza renda possibile il rilascio di un nuovo titolo in favore di un diverso soggetto.

Gli interessati a costruire in una data area hanno l'onere di prendere di propria iniziativa e in anticipo conoscenza dei vincoli che la possano interessare, vincoli che in generale sono conoscibili attraverso le forme di pubblicità legale previste dall'ordinamento, e in tal modo gi&ag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rocedimento hanno la possibilità di rappresentare compiutamente le loro ragioni in merito.

Non è possibile chiedere l'autorizzazione paesaggistica per un manufatto già realizzato.

Prima di chiedere la concessione edilizia, gli interessati al rilascio di autorizzazione paesaggistica possono presentare all'Autorità competente il progetto dei lavori che intendono intraprendere.

TITOLO PAESAGGISTICO --> EFFICACIA

L'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio in area vincolata.

L'autorizzazione paesaggistica adottata da un comune ai sensi dell'art. 159 del D.Lgs. n. 42/2004 riveste carattere provvisorio ed è priva di effetti in attesa della pronuncia della Soprintendenza ovvero della scadenza del termine dei sessanta giorni per l'esercizio del potere di annullamento.

La previsione del termine di efficacia quinquennale dell'autorizzazione paesaggistica riguarda esclusivamente lavori da eseguire; pertanto, l'efficacia del titolo paesaggistico viene meno in caso in caso di mancata esecuzione dell'intervento autorizzato nel termine ovvero... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... esecuzione di interventi ulteriori o diversi da quelli autorizzati.

Per effettuare un intervento, non può essere utilizzata un'autorizzazione paesaggistica rilasciata ad altro soggetto per opere diverse.

E' illegittimo il permesso di costruire rilasciato prima del positivo esperimento del controllo sull'autorizzazione paesaggistica se una clausola particolare contenuta in quest'ultima impone di attendere il parere della Sovrintendenza.

Nel regime provvisorio di cui all'art. 159 D. L.vo 42/04, l'autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla regione o dall'ente delegato é immediatamente efficace.

Il termine quinquennale di efficacia dell'autorizzazione paesaggistica (art. 16 R.D. 1357/1940 e, ora, art. 146, co. 4, d. lgs. 42/2004) non si applica alll'autorizzazione paesaggistica rilasciata in sanatoria.

TITOLO PAESAGGISTICO --> INTERVENTI ASSOGGETTATI

Non richiedono l'autorizzazione paesaggistica interventi consistenti nel mero riassetto distributivo interno e in un modesto sopralzo della falda del tetto con la creazione di un terrazzino che siano inidonei ad incidere sull'aspetto esteriore della facciata.

Ai fini del rispetto del vincolo paesaggistico è... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te la natura delle opere da intraprendere, essendosi prescritto che qualsiasi intervento deve essere previamente autorizzato dall'amministrazione.

Quando la costruzione o l'allargamento o la modificazione di una strada avvengono in zona paesisticamente vincolata, occorre, oltre che il permesso di costruire, anche l'autorizzazione paesistica, poiché viene posta in essere una trasformazione ambientale, che rende indispensabile l'intervento e la valutazione delle autorità preposte al controllo del paesaggio sotto i diversi profili urbanistico e paesaggistico ambientale.

Nelle zone paesisticamente vincolate è inibita in assenza dell'autorizzazione paesaggistica ogni modificazione dell'assetto del territorio, attuata attraverso qualsiasi opera non soltanto edilizia ma "di qualunque genere" (ad eccezione degli interventi consistenti: nella manutenzione, ordinaria e straordinaria, nel consolidamento statico o restauro conservativo, purché non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici; nell'esercizio dell'attività agro-silvo-pastorale, che non comporti alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie od altre opere civili e sempre che si tratti di attività ed op... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... alterino l'assetto idrogeologico; nel taglio colturale, forestazione, riforestazione, opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste, purché previsti ed autorizzati in base alle norme vigenti in materia).

La realizzazione di una pista a nove tornanti nella neve è soggetta ad autorizzazione paesaggistica.

Nelle zone paesisticamente vincolate è inibita, in assenza della prescritta autorizzazione, ogni modificazione dell'assetto del territorio, attuata attraverso qualsiasi opera non soltanto edilizia, ma di qualunque genere, ad eccezione degli interventi consistenti: a) nella manutenzione, ordinaria e straordinaria; b) nel consolidamento statico o restauro conservativo, purché non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici; c) nell'esercizio dell'attività agro-silvo-pastorale, che non comporti alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie od altre opere civili e sempre che si tratti di attività ed opere che non alterino l'assetto idrogeologico; d) nel taglio colturale, forestazione, riforestazione, opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste, purché previsti ed autorizz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... alle norme vigenti in materia.

La modifica dei prospetti incide proprio sull'estetica dell'edificio e quindi in astratto è capace di determinare un'alterazione del paesaggio circostante e necessita dell'autorizzazione paesaggistica.

Non è necessaria l'autorizzazione paesaggistica per la pavimentazione con mattonelle ornamentali di suolo erboso, con installazione di un piccolo manufatto posto a protezione di una pompa e di una pensilina attaccata su un muro esterno a protezione della tenda avvolgibile già installata, poiché dette opere sono riconducibili all'art. 149 lett. b) d. lgs. 42/2004.

È necessaria l'autorizzazione paesaggistica per l'intervento consistente nella costruzione di una strada al posto di un precedente sentiero coperto da macchia mediterranea.

L'autorizzazione dell'amministrazione preposta alla tutela del vincolo è prevista non solo con riferimento alla cosiddetta super DIA, sostitutiva del permesso di costruire, ma anche per gli interventi minori previsti dai primi due commi dell'art. 22 D.P.R. 380/2001, sempre che la normativa che disciplina il vincolo lo preveda.

In materia di vincolo paesaggistico l'art. 149 D. Lgs. 42/2004, sottrae all'obbl... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rizzazione gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici.

Ai sensi dell'art. 149, co. 1 lett. a) D. Lgs. 42/2004 mentre la presentazione della d.i.a. per la esecuzione di interventi di manutenzione straordinaria o di restauro e risanamento conservativo, che non alterino lo stato dei luoghi o l'aspetto esteriore degli edifici, non deve essere preceduta dall'autorizzazione dell'amministrazione preposta alla tutela del vincolo, necessitano, in ogni caso, di detta autorizzazione gli interventi di ristrutturazione edilizia, sia se soggetti alla d.i.a. semplice sia se soggetti alla "super d.i.a.".

La realizzazione di una vetrina, anche se di ridotte dimensioni, comporta un'alterazione del prospetto dell'edificio e pertanto è soggetto a preventivo rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.

TITOLO PAESAGGISTICO --> MOTIVAZIONE

E' l'Autorità che deve dimostrare l'eventuale incompatibilità dell'intervento edilizio con i valori paesaggistici dei luoghi e non il privato a comprovare in positivo la compatibilità.

L'amministrazione preposta al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mbientale e culturale quando si esprime in modo negativo sulla autorizzazione paesaggistica deve indicare gli elementi che caratterizzano il pregiudizio e la sua serietà, in concreto e in rapporto alle caratteristiche proprie del bene culturale in cui l'intervento andrebbe a collocarsi.

La valutazione di incompatibilità dell'intervento con le esigenze di tutela paesistica poste a base del relativo vincolo, può anche essere affidata ad una valutazione scarna e sintetica, ciò però non assolve l'amministrazione procedente dall'obbligo di evidenziare con puntualità, nella motivazione medesima, le ragioni tecnico-valutative emerse dall'istruttoria che impediscono il rilascio del titolo edilizio in sanatoria.

Nel procedimento di autorizzazione paesaggistica è onere dell'amministrazione procedente di esaminare le memorie e le osservazioni prodotte dall'interessato onere che, pur non traducendosi in un vero e proprio obbligo di confutazione analitica delle osservazioni prodotte dall'interessato in sede procedimentale, comporta, comunque, che l'eventuale provvedimento finale negativo debba essere corredato da una motivazione che renda nella sostanza percepibili le ragioni del mancato adeguamento dell'azione am... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a a quelle osservazioni.

Illegittimo il parere negativo della soprintendenza laddove si limiti a rimarcare la vicinanza tra l'intervento e l'area tutelata dal vincolo paesistico senza tuttavia spiegare in che modo la sua realizzazione possa concretamente incidere sull'integrità del bene protetto.

Nell'ambito del procedimento di autorizzazione paesaggistica il parere vincolante della soprintendenza deve essere puntualmente e congruamente motivato e, in caso esso sia negativo, deve esplicitare le effettive ragioni di contrasto tra l'intervento progettato ed i valori paesaggistici dei luoghi compendiati nel decreto di vincolo.

Il parere della soprintendenza in sede di procedimento di autorizzazione paesaggistica deve indicare quale tipo di accorgimento tecnico o, al limite, di modifica progettuale potrebbe fare conseguire all'interessato l'autorizzazione paesaggistica.

Per evitare che il giudizio di compatibilità paesaggistica si trasformi nell'esercizio di un insindacabile arbitrio, risulta necessario fornire la più ampia e circostanziata motivazione, enunciando sia le premesse, che l'iter logico seguito nel percorso valutativo che si conclude con il giudizio finale.

Ove l'assenso della... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enza sia stato acquisito in sede di conferenza di servizi, deve ritenersi legittima una motivazione dello stesso che sia stringata: il modulo procedimentale della conferenza di servizi, infatti, agevola il confronto ed il dialogo verbale, a discapito degli scritti.

In sede di esame dell'istanza di autorizzazione paesistica, l'amministrazione competente deve rispettare il principio fondamentale della leale collaborazione con gli organi del Ministero per i beni e le attività culturali e gli altri principi sulla legittimità dell'azione amministrativa; pertanto, la motivazione dell'autorizzazione deve consentire il riscontro dell'idoneità dell'istruttoria, dell'apprezzamento di tutte le rilevanti circostanze di fatto e della non manifesta irragionevolezza della scelta effettuata sulla prevalenza di un valore in conflitto con quello tutelato in via primaria.

Il potere di annullamento dell'autorizzazione paesistica rilasciata dalla regione (o dall'amministrazione sub-delegata) da parte dell'amministrazione centrale, si estrinseca in un controllo di mera legittimità, che deve ritenersi ben esercitato quanto l'annullamento suddetto segua alla constatazione di un difetto di motivazione del nulla osta paesaggistico ambientale, poic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l riesame di legittimità si estende anche al vizio di eccesso di potere per difetto di motivazione.

I provvedimenti che autorizzano interventi di ampliamento e di sopraelevazione di edifici esistenti in zone sottoposte a vincolo paesaggistico devono essere puntualmente e rigorosamente motivati.

L'atto di autorizzazione paesaggistica deve fornire la piena ricostruzione dell'itinerario seguito in ordine alle ragioni di compatibilità/ incompatibilità effettiva che, in riferimento agli specifici valori paesistici del luogo, possano, ove sussistenti, consentire o meno i progettati lavori, considerati soprattutto nella loro globalità e non esclusivamente in semplici episodi di dettaglio.

Il provvedimento di autorizzazione paesaggistica deve essere corredato da un'analitica motivazione da cui si possa chiaramente evincere non solo che la valutazione di compatibilità dell'intervento prospettato con i valori ambientali e paesistici è stata effettuata, ma anche come è stata effettuata.

Il difetto di motivazione dell'autorizzazione paesaggistica non è qualificabile alla stregua di un vizio di forma ai sensi dell'art. 21-octies, co. 2, legge 241/1990.

L'autorizz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...aggistica deve fondarsi su una adeguata e puntuale esplicitazione delle ragioni per le quali l'opera assentita viene ritenuta compatibile con le esigenze di tutela sottese al vincolo paesaggistico, restando, altrimenti, affetta dai vizi di difetto di motivazione o di istruttoria.

Il mero riferimento alle disposizioni di legge che si assumono in contrasto con la richiesta di autorizzazione è idoneo a conferire legittimità al diniego, trattandosi peraltro di attività vincolata da parte dell'Amministrazione la quale è soltanto tenuta a dare pedissequa applicazione al divieto di qualsiasi manufatto suscettibile di incrementare i volumi esistenti.

La valutazione paesaggistica deve essere condotta dal comune in maniera puntuale, mediante descrizione delle opere e del contesto ambientale in specifico riferimento all'area di ubicazione del manufatto ed indicare le specifiche ragioni per le quali esso sia ritenuto compatibile con i valori paesaggistici tutelati dal vincolo.

E' inadeguata la motivazione posta dal Comune a sostegno del rilascio dell'autorizzazione paesaggistica che si limita a un rinvio per relationem al parere della commissione edilizia accompagnato da un inciso tautologico ("in quanto le opere risul... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ibili nel contesto ambientale"), che, se riproduttivo del parere, non può che rivelarne l'incapacità dell'amministrazione procedente di esternare il percorso logico seguito per escludere l'esistenza di un pregiudizio ai beni protetti dal vincolo paesaggistico.

A fronte dell'annullamento dell'autorizzazione paesaggistica da parte della Soprintendenza per difetto di motivazione, è onere dell'interessato allegare e dimostrare che il parere della C.E.I., richiamato per relationem nel titolo annullato, presenti un contenuto ulteriore e tale da smentire l'assunto della Soprintendenza circa il difetto motivazionale dell'autorizzazione paesaggistica annullata.

Nel sistema di tutela delle bellezze naturali apprestato dalla legge n. 1497/1939, è il rilascio del titolo abilitativo (e non il diniego) a dover essere adeguatamente esternare il percorso logico seguito dall'amministrazione procedente per escludere l'esistenza di un pregiudizio ai beni protetti dal vincolo paesaggistico, o, comunque, per affermare la prevalenza dell'interesse individuale su quello pubblico tutelato dall'apposizione dei vincolo ambientale.

Al fine della sanatoria di costruzioni abusive, non è ravvisabile a carico dell'amministrazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...go di indicare, in una logica comparativa degli interessi in gioco, prescrizioni tese a rendere l'intervento compatibile con la bellezza d'insieme tutelata, la cui protezione risponde ad un interesse pubblico normalmente prevalente su quello privato, anche per la rilevanza costituzionale che il primo presenta.

L'autorità preposta al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica ha l'obbligo di motivare la compatibilità dell'intervento in relazione a tutte le circostanze rilevanti nel singolo caso, in quanto il relativo giudizio postula la presa in considerazione, puntuale ed in concreto, del manufatto e delle sue caratteristiche esistenti, da rapportare, in riferimento a tutti gli elementi che ne determinano l'impatto paesaggistico (quali la collocazione, la visibilità, la forma, i materiali, i colori, etc.) ai preesistenti valori paesaggistici propri del sito vincolato.

La motivazione posta a base del rilascio di un'autorizzazione paesaggistica - che non prenda in considerazione né le concrete caratteristiche dell'immobile esaminato né, in relazione ad esse, gli specifici valori oggetto di tutela e il senso dell'incidenza delle prime sui secondi - è insufficiente, difettando della completezza dell'istruttoria ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...temente anche del ponderato bilanciamento degli interessi tutelati.

La valutazione paesaggistica può legittimamente basarsi anche sul rinvio agli atti acquisiti nel corso del procedimento e formati dall'autorità preposta al vincolo, con conseguente legittimità anche di motivazione "per relationem"; occorre pertanto analizzare tutti gli atti dell'iter, comprese le relazioni paesaggistiche di accompagnamento, al fine di verificare l'avvenuta acquisizione completa degli elementi da valutare e lo svolgimento della conseguente valutazione.

L'autorizzazione paesaggistica espressa da una Regione (o da un ente sub delegato) ad un'opera specificamente assentita deve essere adeguatamente motivata in relazione a tutte le circostanze rilevanti nel caso specifico.

La Regione o l'ente subdelegato deve esercitare il proprio potere di autorizzazione paesaggistica motivando adeguatamente sulla compatibilità con il vincolo paesaggistico dell'opera specificamente assentita, in relazione a tutte le circostanze rilevanti nel caso di specie, sussistendo, in caso contrario, illegittimità per carenza di motivazione o di istruttoria.

In tema di determinazioni paesaggistiche, per l'amministrazione &eg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sario svolgere una motivazione in modo tale che emerga l'apprezzamento di tutte le rilevanti circostanze di fatto e la non manifesta irragionevolezza della scelta effettuata sulla prevalenza di un valore in conflitto con l'altro, non potendo l'autorità amministrativa limitarsi ad affermazioni apodittiche e dovendosi pure riferire non all'entità atomisticamente valutata del singolo intervento, ma al complesso strutturalmente individuato in caso di sovrapposizione con interventi preesistenti.

In tema di determinazioni paesaggistiche, l'onere di puntuale motivazione da parte dell'Amministrazione non sussiste solo in caso di diniego del titolo, non essendo dubbia la sua doverosità per l'assenso, dovendosi dar conto, in quest'ultimo caso, dell'iter logico seguito per verificare e riconoscere la compatibilità effettiva degli interventi edificatori in riferimento agli specifici vincoli paesaggistici dei luoghi.

In tema di autorizzazione paesaggistica, l'onere di puntuale motivazione sussiste non solo in caso di diniego del titolo ma anche in caso di rilascio dello stesso, dovendosi dar conto, in quest'ultimo caso, dell'iter logico seguito per verificare e riconoscere la compatibilità effettiva degli interventi edificatori... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ento agli specifici vincoli paesaggistici dei luoghi.

In materia di rilascio di autorizzazione paesaggistica, sebbene la motivazione del diniego non possa tradursi in formule generiche e ripetitive, all'amministrazione non è richiesto di dar conto dell'avvenuto compimento di una valutazione comparativa tra l'interesse per la cui tutela è imposto il vincolo e quello privato all'esecuzione dell'intervento edilizio, dato che si presume che l'interesse pubblico alla protezione del paesaggio prevalga su quelli privati antagonisti.

Il vincolo paesistico postula la necessità di un confronto specifico, caso per caso, tra le caratteristiche della costruzione proposta ed i valori di insieme oggetto di tutela.

La normativa di tutela dei beni paesaggistici, consente (e impone) all'autorità preposta alla tutela del vincolo di valutare non solo l'incidenza delle 'verticalizzazioni' su 'visuali e visioni prospettiche', ma anche di ogni opera che modifichi i tratti naturalistici dell'area, oltre che di quanto può emergere dall'alto (dal momento che per loro natura le aree sottoposte a vincolo sono oggetto di visione, esame e studio anche dall'alto, quale elemento decisivo per la loro descrizione e per la valutazione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... maggiore o minore integrità).

Per quanto concerne la motivazione idonea a sorreggere un provvedimento di diniego del richiesto nulla osta per la costruzione in area soggetta a vincolo paesaggistico, deve chiarirsi che la P.A. non può limitare la sua valutazione al mero riferimento ad un pregiudizio ambientale, utilizzando espressioni vaghe o formule stereotipate, ma tale motivazione deve contenere una sufficiente esternazione delle specifiche ragioni per le quali si ritiene che un'opera non sia idonea ad inserirsi nell'ambiente, attraverso l'individuazione degli elementi di contrasto; pertanto, occorre un concreto ed analitico accertamento del disvalore delle valenze paesaggistiche.

Il paesaggio è un valore costituzionale primario e, pertanto, l'autorità amministrativa non deve svolgere una ponderazione comparativa tra un interesse primario ed un interesse secondario, ma unicamente operare un giudizio in concreto circa il rispetto da parte dell'intervento progettato delle esigenze connesse alla tutela del paesaggio stesso.

Ai fini della congruità e della sufficienza della motivazione dell'autorizzazione paesaggistica, deve esserci l'indicazione della ricostruzione dell'iter logico seguito, in ordine... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ni di compatibilità effettive che – in riferimento agli specifici valori paesistici dei luoghi – possano consentire tutti i progettati lavori, considerati nella loro globalità e non esclusivamente in semplici episodi di dettaglio.

È necessario motivare l'autorizzazione paesaggistica in modo tale che emerga l'apprezzamento di tutte le rilevanti circostanze di fatto e la non manifesta irragionevolezza della scelta effettuata sulla prevalenza di un valore in conflitto con quello tutelato in via primaria.

La P.A. che rilascia l'autorizzazione paesaggistica non può limitarsi ad affermazioni apodittiche e deve riferirsi non all'entità atomisticamente valutata del singolo intervento, ma al complesso strutturalmente individuato che deriva dalla sovrapposizione con quello preesistente.

La P.A. che rilascia l'autorizzazione paesaggistica deve esternare adeguatamente l'avvenuto apprezzamento comparativo, da un lato, del contenuto del vincolo e, dall'altro, di tutte le rilevanti circostanze di fatto relative al manufatto ed al suo inserimento nel contesto protetto, in modo da giustificare la scelta di dare prevalenza all'interesse del privato rispetto a quello tutelato in via primaria attraverso l'im... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el vincolo.

È illegittima l'autorizzazione paesaggistica che si limita ad affermare che l'intervento non contrasta con le esigenze di tutela paesaggistica ed ambientale, senza però spiegarne le ragioni.

Il d.lgs. 42/2004 ha totalmente ridisegnato il procedimento per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica (art. 146), in particolare, prevedendo l'intervento della Soprintendenza in sede endoprocedimentale, con facoltà di esprimere un parere che risulta qualificato, piuttosto che quale esercizio di potere consultivo, come espressione di un potere decisorio complesso, con la conseguenza che, in considerazione del rilevante apporto decisionale, si richiede una compiuta esposizione delle eventuali ragioni logico-giuridiche ostative.

L'ente delegato deve motivare adeguatamente sulla compatibilità con il vincolo paesaggistico dell'opera assentita rispetto a tutte le circostanze rilevanti nella specie, per consentire il riscontro dell'idoneità dell'istruttoria, della valutazione delle dette circostanze e della ragionevolezza della scelta effettuata sulla prevalenza di un valore in conflitto con quello tutelato in via primaria, sussistendo, in caso contrario, l'illegittimità dell'atto per carenza ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one o di istruttoria.

E viziato sotto il profilo motivazionale il parere di compatibilità con il vincolo paesaggistico nel quale non è data alcuna esplicazione del giudizio di compatibilità ambientale delle opere in questione, essendo soltanto asserito che le opere oggetto di condono non alterano l'ambiente circostante.

E' contraddittorio e per questo illegittimo il parere che afferma la compatibilità delle opere con il vincolo paesaggistico, ma solo a condizione che sia presentato un progetto di ristrutturazione che preveda sia l'accorpamento dei manufatti sia l'uso specifico di materiali tradizionali, con ciò affermando la necessità di realizzare un'opera, in sostanza, diversa.

La circostanza che si tratti di provvedimento favorevole al richiedente non vale ad esimere l'amministrazione comunale dall'obbligo di esternare l'iter logico da cui scaturisce la affermazione di compatibilità con il vincolo paesaggistico.

L'autorizzazione paesaggistica deve accertare in concreto la compatibilità dell'intervento con il mantenimento e l'integrità dei valori paesaggistici.

Ai fini della congruità e della sufficienza motivazione dell'autorizzazion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tica, deve esserci l'indicazione della ricostruzione dell'iter logico seguito, in ordine alle ragioni di compatibilità effettive che, in riferimento agli specifici valori paesistici dei luoghi, possano consentire tutti i progettati lavori, considerati nella loro globalità e non esclusivamente in semplici episodi di dettaglio.

L'autorizzazione paesaggistica deve essere motivata in modo tale che emerga l'apprezzamento di tutte le rilevanti circostanze di fatto e la non manifesta irragionevolezza della scelta effettuata sulla prevalenza di un valore in conflitto con quello tutelato in via primaria.

In sede di motivazione dell'autorizzazione paesaggistica occorre esternare adeguatamente l'avvenuto apprezzamento comparativo, da un lato, del contenuto del vincolo e, dall'altro, di tutte le rilevanti circostanze di fatto relative al manufatto ed al suo inserimento nel contesto protetto, in modo da giustificare la scelta di dare prevalenza all'interesse del privato rispetto a quello tutelato in via primaria attraverso l'imposizione del vincolo.

Un'adeguata gestione dei vincoli paesistici impone che l'autorizzazione paesistica sia congruamente motivata, esponendo le ragioni di effettiva compatibilità degli abusi realizzati... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ecifici valori paesistici dei luoghi, con la conseguenza che il difetto di motivazione dell'autorizzazione giustifica per ciò solo il suo annullamento in sede di controllo.

Lo stato di degrado attuale dell'area sottoposta a tutela legittima le autorità competenti a promuovere una revisione di uno strumento pianificatorio ormai non più corrispondente all'effettivo stato dei luoghi ma non ne giustifica la disapplicazione, ad opera delle medesime, mediante provvedimenti di sanatoria concernenti sporadici interventi abusivi commessi da singoli individui.

L'avvenuta parziale compromissione di un'area vincolata non giustifica il rilascio di provvedimenti atti a comportarne l'ulteriore degrado, ma richiede, semmai, una maggiore attenzione da parte dell'autorità preposta alla tutela del vincolo al fine di preservare gli spazi residui da un ulteriore vulnus dei valori ambientali tutelati.

Costituendo il provvedimento autorizzatorio regionale (o subregionale) atto applicativo di gestione del vincolo e non modificativo di esso, la sua funzione è quella di verificare la compatibilità dell'opera con le esigenze di conservazione della bellezza naturale oggetto del vincolo, che ha assunto le caratteristiche ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...come valori specifici della zona; ne consegue la necessità di una congrua motivazione con l'indicazione della ricostruzione dell'itinerario logico seguito, in ordine alle ragioni di compatibilità effettive con gli specifici valori paesistici dei luoghi, e ne deriva il corollario della legittimità del provvedimento dell'Autorità statale che annulli l'autorizzazione paesaggistica all'esito di una verifica della suddetta omissione, che si traduce nel vizio di eccesso di potere per difetto di motivazione, tipico vizio di legittimità dell'atto amministrativo, come tale pienamente verificabile in sede di controllo da parte dell'Autorità statale.

Non risulta sufficientemente motivata l'autorizzazione paesaggistica che si limiti a rilevare che l'intervento non altera l'equilibrio architettonico dell'ambiente circostante, dovendosi prendere in considerazione l'intero contesto tutelato dal vincolo.

L'autorizzazione paesaggistica avente ad oggetto la realizzazione di una struttura particolarmente impattante come una centrale idroelettrica deve essere adeguatamente motivata in ordine all'armonizzazione del progetto con il pregio dell'area, a nulla rilevando che la stessa contenga delle prescrizioni in ordine all'esecuzi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ori che non chiariscano perché consentano l'armonizzazione dell'opera con il territorio circostante.

Il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica deve essere corredato da un'analitica motivazione da cui si possa chiaramente evincere non solo che tale valutazione è stata effettuata, ma anche come è stata effettuata.

L'eventuale superamento dell'indice di edificabilità urbanistica non costituisce valida causa preclusiva del nulla osta di compatibilità paesaggistico.

Le valutazioni di natura urbanistica e non paesaggistica non sono di competenza dell'Autorità preposta alla valutazione della compatibilità paesaggistica.

L'esistenza di un vincolo paesaggistico non comporta di per sé il divieto di qualsiasi struttura costruttiva, ma affida all'Autorità competente il compito di valutare la compatibilità dell'intervento con i beni tutelati.

Un'adeguata gestione dei vincoli paesistici impone che l'autorizzazione paesistica rilasciata dall'autorità comunale sia congruamente motivata, chiarendo sistematicamente in quale modo, malgrado l'intervento costruttivo, il bene oggetto del vincolo rimanga nel complesso inalterato, con la conseguenza... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...etto di motivazione dell'autorizzazione giustifica per ciò solo il suo annullamento in sede di controllo.

È necessario motivare l'autorizzazione paesistica in modo tale che emerga l'apprezzamento comparativo, da un lato, del contenuto del vincolo e, dall'altro, di tutte le rilevanti circostanze di fatto relative al manufatto e al suo inserimento nel contesto protetto in modo da giustificare la scelta di dare prevalenza all'interesse del privato rispetto a quello tutelato in via primaria attraverso l'imposizione del vincolo, non potendo l'autorità amministrativa limitarsi ad affermazioni apodittiche.

L'onere di motivazione dei provvedimenti di diniego è assolto semplicemente indicando che sull'area interessata sussiste in fatto un vincolo paesaggistico, anche se non viene indicato di quale vincolo si tratta.

Con riferimento ad una struttura commerciale permanenti ubicata su area demaniale utilizzata per l'uso comune di balneazione che sia interamente vincolata ai fini paesaggistici e dichiarata patrimonio dell'umanità, è illegittima, in quando motivata del tutto genericamente e apoditticamente, l'autorizzazione paesaggistica che si limiti ad affermare che l'intervento ben si inserisce nel conte... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ale.

E' illegittima per difetto di motivazione l'autorizzazione paesaggistica che non tenga conto dell'inserimento dell'area nel piano spiaggia.

In caso di atto avente valore di diniego dell'autorizzazione paesaggistica si ha una motivazione sufficiente quando l'autorità preposta dichiari che il manufatto deturpa la bellezza naturale.

Non è sufficiente a giustificare il diniego di autorizzazione paesaggistica la semplice affermazione che la costituzione arrecherebbe grave pregiudizio all'ambiente: l'Amministrazione deve infatti tenere conto dell'incidenza delle modifiche che si intendono apportare sull'effettivo godimento della bellezza panoramica tutelata e indicare puntualmente, oltre ai motivi per cui le opere non si ritengono adeguate alle caratteristiche ambientali, anche i requisiti necessari per un loro idoneo inserimento nel paesaggio.

In sede di diniego del nulla-osta paesaggistico, l'Amministrazione deve motivare la propria determinazione con l'indicazione dei concreti motivi che si frappongono quale impedimento al rilascio dell'autorizzazione, e specificare, nel contempo, i criteri che dovrebbero essere seguiti per ottenere un soddisfacente inserimento dell'opera nell'ambiente.

In... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lascio dell'autorizzazione paesaggistica l'autorità preposta in prima istanza alla tutela del vincolo paesistico deve manifestare nel provvedimento adottato piena consapevolezza delle conseguenze derivanti dalla realizzazione delle opere edilizie, verificando se esse comportano una progressiva e ulteriore compromissione dell'area protetta; deve inoltre valutare, a seconda dei casi, il particolare pregio dell'area o l'esigenza di evitare l'antropizzazione o l'alterazione per la fauna e la flora e deve infine motivare l'autorizzazione in modo che da essa emerga l'apprezzamento di tutte le rilevanti circostanze di fatto, nonché la non manifesta irragionevolezza della scelta effettuata sulla prevalenza di un valore diverso da quello tutelato in via primaria.

Il fatto che siano stati rispettati standard, volumi, prescrizioni, tipologie edilizie e quant'altro non è elemento che può implicare, di per sé, l'illegittimità del diniego di autorizzazione paesaggistica, salva la necessità di congrua ed ampia motivazione allorché le esigenze ambientali e paesaggistiche impongano di discostarsi dalle previsioni urbanistiche.

L'Amministrazione, nel negare l'autorizzazione paesaggistica, deve indicare le specif... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i che impediscono l'armonizzazione del piano proposto con il contesto ambientale: per tale via si dà modo agli interessati di apportare al progetto eventuali modifiche e correzioni occorrenti per rendere l'intervento compatibile con gli interessi tutelati e si evita di trasformare, di fatto, la limitazione ambientale in un vincolo assoluto d'inedificabilità della zona.

In sede di esame dell'istanza di autorizzazione, la Regione (o l'autorità designata dalla legge regionale) deve rispettare il principio-cardine della leale collaborazione con gli organi del Ministero; pertanto, dalla motivazione dell'autorizzazione si deve poter evincere che essa è immune da profili di eccesso di potere, anche per quanto riguarda l'idoneità dell'istruttoria, l'apprezzamento di tutte le rilevanti circostanze di fatto e la non manifesta irragionevolezza della scelta effettuata sulla prevalenza di un valore in conflitto, diverso da quello tutelato in via primaria.

Non è irragionevole il diniego di autorizzazione paesaggistica motivato mediante richiamo all'uso di materiale racogliticcio e di recupero.

Allorché sia stato già espresso in sede di approvazione del piano attuativo un giudizio favorevole su... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bilità paesaggistica, la valutazione di compatibilità paesaggistica richiesta ai fini del rilascio dell'autorizzazione dei singoli interventi edilizi rientranti nell'ambito del piano già approvato è limitata al modo di essere ed alle concrete modalità esecutive del manufatto da realizzare.

Tanto più puntuale e dettagliato è il giudizio di compatibilità paesaggistica reso in sede di approvazione del piano attuativo, tanto più ridotti saranno i margini di ulteriore valutazione che è consentito svolgere con riguardo ai singoli interventi rientranti nel piano stesso; viceversa, a fronte di una valutazione meno dettagliata, se non generica, resa a monte, si impone un più incisivo apprezzamento di coerenza paesaggistica a valle, volto a verificare, dandone adeguatamente conto in sede motivazionale, se con le ragioni di tutela sottese all'apposizione del vincolo siano coerenti quelle modalità realizzative dei singoli interventi edilizi non dettagliatamente prese in considerazione nel giudizio sul piano.

L'attitudine dell'autorizzazione paesaggistica resa con riferimento al piano a circoscrivere i confini esterni entro i quali va resa la valutazione di coerenza paesaggistica... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i interventi ricompresi nel piano non può discendere da una mera elencazione, peraltro generica e di chiusura, delle caratteristiche che quegli interventi presenteranno, essendo viceversa necessario un effettivo ed adeguatamente motivato apprezzamento di compatibilità di quelle stesse caratteristiche con le ragioni sottese all'apposizione del vincolo.

Non è irragionevole ritenere che l'esecuzione di interventi di livellamento del pendio, con realizzazione di recinzione e di un manufatto ad uso abitativo, sia incompatibile con il vincolo paesaggistico.

Le autorizzazioni paesaggistiche, ivi compresi i pareri rilasciati in ordine alla concessione in sanatoria ex art. 32 legge n. 47/85, quantunque abbiano natura di atti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari, debbono essere congruamente motivate in modo che possa essere ricostruito l'iter logico che ha condotto a ritenere le opere autorizzate non lesive dei valori paesaggistici sottesi all'imposizione del vincolo.

La motivazione dell'autorizzazione paesaggistica deve consentire il riscontro dell'idoneità dell'istruttoria, dell'apprezzamento di tutte le rilevanti circostanze di fatto e della non manifesta irragionevolezza della scelta effettuata sulla ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di un valore in conflitto con quello tutelato in via primaria.

In sede di esame dell'istanza di autorizzazione paesistica, la P.A. deve rispettare il principio fondamentale della leale collaborazione con gli organi del Ministero per i beni e le attività culturali e gli altri principi sulla legittimità dell'azione amministrativa; pertanto, la motivazione dell'autorizzazione deve consentire il riscontro dell'idoneità dell'istruttoria, dell'apprezzamento di tutte le rilevanti circostanze di fatto e della non manifesta irragionevolezza della scelta effettuata sulla prevalenza di un valore in conflitto con quello tutelato in via primaria.

Il potere della competente Soprintendenza di valutare la compatibilità degli interventi edilizi progettati dai proprietari con il vincolo posto sui beni vincolati sotto il profilo storico-artistico (art. 21 D. Lgs. 42/2004) sfocia in un atto di natura autorizzativa, il cui eventuale diniego deve essere motivato dalla Soprintendenza con riferimento all'impatto che il progetto presentato produce sul complesso vincolato.

L'esercizio del potere della Soprintendenza di valutare la compatibilità degli interventi edilizi progettati dai proprietari con il vincolo posto sui beni ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...otto il profilo storico-artistico è legittimo anche se è condotto con riferimento alla complessiva valutazione della situazione del bene tutelato, e non necessariamente con esclusivo e puntuale riferimento al singolo intervento progettato e sottoposto all'esame dell'Autorità preposta al vincolo.

L'autorizzazione ambientale positiva deve contenere una congrua e puntuale motivazione, tale da dimostrare l'eccezionale insussistenza da parte di un concreto e specifico intervento edilizio di un impatto ambientale negativo nonostante la precostituita imposizione di un vincolo sull'area ove l'intervento è allocato.

La forma, i materiali e la tecnica di costruzione dei manufatti ritenuti fonte di degrado ambientale possono di per sé costituire fattori di pregiudizio del valore paesaggistico protetto.

Il provvedimento con cui è concesso il nulla osta paesaggistico-ambientale è adeguatamente motivato se nella parte motiva si dà atto dell'assenza di motivi che contrastino con i beni sottoposto a vincolo.

In sede di esame dell'istanza di autorizzazione paesistica, l'autorità delegata o subdelegata deve motivare l'autorizzazione in modo tale che emerga l'apprezzamento di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...levanti circostanze di fatto e la non manifesta irragionevolezza della scelta effettuata sulla prevalenza di un valore in conflitto diverso da quello tutelato in via primaria.

Il fatto che la motivazione positiva dell'autorizzazione paesaggistica sia costituita da una formula di stile utilizzabile per qualsiasi intervento in astratto e priva di qualsiasi concreto riferimento all'intervento assentito evidenzia il difetto di motivazione del provvedimento.

La idonea motivazione necessaria per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica non deve ricercarsi unicamente nel provvedimento conclusivo, essendo sufficiente che dagli atti del procedimento emerga la sussistenza di quella necessaria approfondita ed esaustiva analisi dell'impatto sui caratteri sottesi al vincolo sussistente in zona.

TITOLO PAESAGGISTICO --> TERMINI

Qualora non sia rispettato il termine di novanta giorni stabilito dall'art. 167, comma 5, del Codice per il paesaggio, il potere dell'Amministrazione continua a sussistere (tanto che un suo parere tardivo resta comunque disciplinato dal medesimo comma 5), ma l'interessato può proporre ricorso al giudice amministrativo, per contestare l'illegittimo silenzio-inadempimento dell'organo statale: la p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; del termine riguarda non la sussistenza del potere, ma l'obbligo di concludere la fase del procedimento (obbligo che, se rimasto inadempiuto, può essere dichiarato sussistente dal giudice, con le relative conseguenze sulle spese del giudizio derivato dall'inerzia del funzionario).

La pendenza di un ricorso giurisdizionale non sospende il termine per il rilascio del parere della Soprintendenza sull'istanza di autorizzazione paesaggistica.

Il decorso del termine di sessanta giorni previsto dall'art. 146, co. 9, D. Lgs. 42/2004 non obbliga il Comune al rilascio del titolo edilizio, essendo riferito al solo procedimento volto al conseguimento dell'autorizzazione paesaggistica.

A seguito delle modifiche apportate dal d.l. 70/2011 all'art. 146, co. 4, D. Lgs. 42/2004 deve ritenersi che la durata del termine quinquennale di efficacia dell'autorizzazione paesaggistica deve tener conto del factum principis sopravvenuto.

L'art. 146 del d.lgs. 42 del 2004, secondo cui l'autorizzazione paesaggistica è efficace per un periodo di cinque anni, non si applica ai beni culturali (come, nella specie, un bene di rilievo storico e artistico).

Il superamento dei termini per la conclusione del sub-procedim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... rilascio dell'autorizzazione paesaggistica semplificata non determina la consumazione del potere dell'Amministrazione di provvedere ma, giusta quanto dispone l'articolo 4, comma 9, D.P.R. n. 139/2010, configura silenzio-inadempimento e può tutt'al più rilevare ai fini risarcitori e/o indennitari.

Il superamento del termine di centottanta giorni assegnato alla Soprintendenza per esprimere il parere di compatibilità paesaggistica (art. 167 D. Lgs. n. 42/2004) non influisce sulla legittimità del provvedimento tardivo che resta comunque valido ed efficace.

L'autorizzazione paesaggistica (art. 146 D. lgs. n. 42/2004) riguarda i lavori che sono eseguiti entro cinque anni dalla data del suo rilascio mentre se i lavori non sono realizzati in tale arco temporale è necessario richiedere un ulteriore titolo abilitativo per l'edificazione.

Entro il termine perentorio di sessanta giorni previsto dall'art. 159, d.lgs. n. 42/ 2004 è sufficiente che il provvedimento di annullamento dell'autorizzazione paesaggistica sia adottato, e non anche comunicato.

Non ha natura perentoria il termine di sessanta giorni entro il quale, ai sensi dell'art. 159, comma quarto, del decreto legislativo n. 42 del ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...intervenire la pronuncia sulle istanze di autorizzazioni paesaggistiche presentate direttamente alla Soprintendenza.


 
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