Carrello
Carrello vuoto



Concessione temporanea all'occupazione del demanio marittimo e relativo canone

La concessione provvisoria di occupazione di beni del demanio marittimo viene rilasciata "per il periodo intercorrente fra la scadenza del relativo atto e la sua rinnovazione". Essa prende quindi in considerazione ipotesi in cui già sussiste una precedente concessione (scaduta), e non quelle in cui la concessione non sia ancora stata rilasciata. Va detto che è illegittima la commisurazione del relativo canone tenendo conto della conformazione futura della concessione, anziché di quella attuale.

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:IL CODICE DELLE CONCESSIONI DEMANIALI
anno:2017
pagine: 5772 in formato A4, equivalenti a 9812 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> AUTORIZZAZIONE PROVVISORIA --> ALL'OCCUPAZIONE DI DEMANIO MARITTIMO

Non è applicabile il Regolamento comunale d'uso del demanio marittimo nel caso non si sia in presenza di una vera e propria concessione demaniale, ma di un atto di assenso al solo, urgente per ritenute ragioni di interesse pubblico, utilizzo del bene ai sensi dell'art. 38 Cod. nav.

Nel caso in cui il concessionario sia titolare soltanto di una concessione demaniale marittima solamente provvisoria, non è censurabile la scelta della P.A. di indire una conferenza di servizi per svolgere gli opportuni accertamenti istruttori preordinati al rilascio del titolo concessorio definitivo.

Non vi è un rapporto di continuità tra la concessione demaniale marittima provvisoria e quella definitiva.

L'autorizzazione all'anticipata occupazione della aree per cui è stata richiesta concessione demaniale marittima, nelle more del rilascio di essa, è istituto previsto dal codice della navigazione (art. 38) e il ricorso a tale potere può essere giustificato da ragioni di urgenza legittimamente esposte dal richiedente.

La P.A. gode di ampia discrez... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; nella valutazione dei presupposti dell'urgenza che consentono di autorizzare ai sensi dell'art. 38 cod. nav. l'occupazione anticipata dell'area del demanio marittimo richiesta in concessione.

La delibera che chiarisce il significato dell'autorizzazione temporanea per l'occupazione per brevi periodi, ai sensi dell'art. 36 del Codice della Navigazione, deve essere impugnata nel rispetto del termine decadenziale decorrente dall'ultimo giorno della sua pubblicazione sul BUR e non invece nel rispetto del termine decadenziale di sessanta giorni rispetto alla nota applicativa.

La diposizione dell'art. 38 Cod. Nav. subordina il rilascio del provvedimento di occupazione anticipata di beni del demanio marittimo alla ricorrenza di un motivo di urgenza consistente nella realizzazione di quelle attività strumentali al pronto esercizio della concessione una volta emanata. Si tratta quindi, di un provvedimento strumentale e preparatorio rispetto alla concessione definitiva, che può essere adottato nelle more del perfezionamento dell'iter procedimentale, in un rapporto con l'atto concessorio che può essere, sia pure solo empiricamente, accostato a quello esistente tra l'occupazione di urgenza e il decreto di esproprio.

I pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di autorizzazione anticipata all'occupazione del demanio, avendo natura intrinsecamente precaria, non possono essere impiegati per surrogare un provvedimento a carattere anch'esso temporaneo come le concessioni temporanee.

I provvedimenti di autorizzazione anticipata all'occupazione del demanio, se attribuiscono ai destinatari prerogative analoghe alle concessioni temporanee ed hanno una durata sostanzialmente coincidente con quella della stagione turistica, costituiscono uno strumento solo formalmente diverso dalla concessione temporanea.

Il ricorso al provvedimento di cui all'art. 38 del codice della navigazione sostanzialmente motivato dall'esigenza di ovviare ad un arresto del procedimento (dovuto, nella specie, alla mancata adozione di un parere regionale) evidenzia la concreta finalità di elusione delle prescrizioni procedimentali prescritte per l'adozione di altri provvedimenti e segnatamente delle concessioni temporanee.

Mentre la concessione provvisoria può essere rilasciata per il periodo intercorrente fra la scadenza del relativo atto e la sua rinnovazione (art. 10 reg. es. nav. mar.) e presuppone quindi la sussistenza di una precedente concessione ancorché scaduta, l'occupazione provvisoria riguarda le... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lle quali la concessione non sia ancora stata rilasciata e, tuttavia, l'autorità marittima, in pendenza del procedimento di concessione, ritenga di dover concedere l'anticipata occupazione dell'area demaniale portuale a favore del richiedente la concessione (art. 38 cod. nav. e art. 35 reg. es. nav. mar.).

L'istituto della concessione provvisoria (art. 10 reg. nav. mar.) è limitato alle sole ipotesi in cui il rilascio di un titolo provvisorio si renda necessario per il torno temporale intercorrente fra la scadenza della precedente concessione e il rilascio della successiva; esso, invece, è inapplicabile in tutte quelle circostanze in cui, nelle more del definitivo rilascio di una nuova concessione, l'Amministrazione ritenga comunque necessario instaurare un rapporto relativo al bene che in futuro costituirà oggetto del rapporto concessorio, dovendosi piuttosto far riferimento, in tali casi, all'istituto dell'occupazione anticipata (art. 38 cod. nav.).

L'art. 10 D.P.R. 328/1952, nel definire la concessione provvisoria, prevede che questa venga rilasciata "per il periodo intercorrente fra la scadenza del relativo atto e la sua rinnovazione" e quindi prende in considerazione solo ipotesi in cui già sussiste ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nte concessione, che sia scaduta, e non ipotesi, quale quella in esame, nelle quali la concessione ancora non sia stata rilasciata.

Diversa dalla concessione provvisoria è l'ipotesi dell'anticipata occupazione, prevista dall'art. 38 cod. nav., per il quale l'autorità marittima ha il potere di autorizzare, in pendenza del procedimento di concessione, l'anticipata occupazione di area demaniale portuale a favore del richiedente la concessione, nonché l'uso di beni portuali e l'esecuzione di opere all'uopo necessarie, alle condizioni che saranno stabilite nel definitivo atto di concessione.

Pur senza necessità di vera e propria gara, l'autorizzazione all'occupazione temporanea di aree demaniali marittimedeve sottostare ai principi di evidenza pubblica.

L'autorizzazione all'occupazione di beni demaniali e di zone di mare territoriale, prevista dall'art. 36 cod. nav., presuppone un'esigenza temporanea ma non necessariamente eccezionale.

E' illegittimo il diniego dell'autorizzazione all'occupazione di beni demaniali marittimi motivato con l'affermazione che l'attività di ormeggio di natanti da diporto durante il corso dell'intera stagione estiva rientra tra le attività che presuppongon... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...abile e duraturo del bene demaniale e, quindi, richiede il rilascio di una concessione demaniale, laddove l'Amministrazione abbia al contempo rilasciato autorizzazioni provvisorie analoghe a quella richiesta.


DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CANONE --> DEMANIO MARITTIMO

L'art. 3, co. 1, lett. b), n. 2, d.l. 400/1993 distingue ai fini della quantificazione del canone demaniale tra le concessioni comprensive di «pertinenze demaniali marittime destinate ad attività commerciali» e quelle comprensive di «pertinenze demaniali destinate ad attività non commerciali», conferendo rilievo non tanto alle condizioni soggettive del titolare della concessione (società lucrativa o cooperativa), ma al rapporto di tipo strutturale ed oggettivo tra i locali e la funzione della concessione così come impressa sul bene demaniale dal provvedimento costitutivo e dalla sua destinazione.

Ai fini della determinazione del canone per le concessioni del demanio marittimo il rapporto tra oggetto della concessione demaniale ed attività commerciali è qualificato in termini di accessorietà e necessarietà: le concessioni con strutture non destinate ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; commerciali sono solamente quelle in cui le attività strumentali hanno un carattere meramente ausiliario rispetto a quella esercitata (come cabine, spogliatoi, deposito attrezzi e locali tecnici); mentre quelle «connesse» individuano attività – di norma caratterizzate da una propria utilità specifica in ipotesi suscettibile di fruizione separata in altri contesti - che si pongono in relazione allo stabilimento in termini di occasionalità non necessaria, ovvero una condizione che consente di sviluppare l'attività esercitata ampliandone le facoltà, ma senza che ciò sia essenziale ai fini della fruizione diretta del bene demaniale e del litorale.

Qualora il titolare di una concessione demaniale marittima chieda la riduzione dell'estensione dell'area data in concessione, la P.A. deve decidere su tale istanza prima di richiedere il pagamento del canone concessorio e fare applicazione di nuovi criteri di quantificazione medio tempore sopravvenuti.

È illegittima la commisurazione del canone che, anziché tener conto della consistenza attuale del bene dato in concessione, lo commisuri alla sua conformazione futura, a seguito della realizzazione delle opere.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izioni del D.M. 343/1998 devono ritenersi abrogate per incompatibilità con la nuova disciplina recata dall'art. 1, co. 251 e 252, legge 296/2006.

Il canone OMI può riguardare solo le costruzioni o altre opere che appartengono allo Stato; ciò può avvenire solo al termine della concessione, non nel corso della medesima.

La circolare ministeriale n. 20-4349/2008 disciplina il canone di concessione relativo a servizi complementari rispetto a quello in cui si sostanzia l'attività di stabilimento balneare e non è di conseguenza applicabile alle aree destinate alla somministrazione di cibi e bevande.

Ai fini della determinazione del canone demaniale marittimo, le aree destinate a somministrazione di alimenti e bevande non possono ritenersi servizi pertinenziali ad attività proprie dello stabilimento balneare.

Ai fini della liquidazione del canone demaniale marittimo, il ristorante deve essere valutato al valore di mercato in applicazione dell'art. 1, comma 251, punto b2) della legge 296/2006.

Ai fini della determinazione del canone concessorio, è legittimo prendere a riferimento non solo l'estensione delle aree direttamente individuate dal richiedente come ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e necessarie alla proficua utilizzazione del rapporto concessorio, ma anche alle ulteriori aree che risultino direttamente o indirettamente funzionali al proficuo utilizzo della concessione, ovvero alla sua gestione in regime di sicurezza.

Qualora la P.A. abbia annullato in autotutela l'affidamento del servizio portuale, e il G.A., pur confermando la legittimità di tale annullamento, abbia caducato l'atto nella parte in cui imponeva il rilascio immediato dei beni demaniali, prevedendo che, in attesa del nuovo affidamento, il precedente concessionario potesse conservare la detenzione dei beni e la P.A. potesse esercitare soltanto poteri di controllo, deve ritenersi illegittimo il provvedimento di rideterminazione del canone, avendo la P.A. esercitato un potere non risconosciutole dalla decisione giudiziale.

La presenza della clausola salvo conguaglio nella concessione demaniale marittima impedisce il decorso del termine di prescrizione per la pretesa della P.A. alla corresponsione del canone.

L'art. 39 cod. nav. nell'affermare che la misura del canone è determinata dall'atto di concessione, non esclude affatto eventuali modifiche in presenza di nuovi criteri stabiliti per legge.

L'art. 03 d.l. 400/1993 si a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anto alle concessioni rilasciate o rinnovate con finalità turistiche o ricreative, non per quelle rilasciate o rinnovate per attività industriali relative al settore marittimo.

Dall'art. 04 d.l. 400/1993 e dall'art. 8, co. 3, legge 84/1994 emerge che il Presidente del Autorità portuale può determinare l'aggiornamento delle tariffe in via generale con proprio decreto oppure può applicare direttamente l'aumento derivante dall'aggiornamento della tariffe all'atto del rilascio della concessione: ciò che rileva, in definitiva, è che la tariffa sia calcolata nel rispetto delle disposizioni contenute nei decreti del Ministero dei trasporti e della navigazione.

L'Autorità portuale dispone della potestà di stabilire le tariffe anche relativamente a concessioni di aree demaniali inerenti ad attività diverse da quelle rientranti nel novero delle operazioni portuali.

La mancata erogazione da parte del concessionario dei servizi previsti dal disciplinare di subconcessione non giustifica il mancato pagamento del canone da parte del subconcessionario.

È illegittima la rideterminazione del canone demaniale marittimo che non contenga una valutazione sufficiente... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fondita dell'amovibilità o meno delle opere realizzate dal concessionario.

Qualora a seguito di presentazione di domanda di rinnovo della concessione la P.A. abbia chiesto al concesisonario il pagamento del canone, nel caso in cui la domanda non sia accolta, la P.A. deve restituire il canone e non può trattenerlo a titolo di risarcimento del danno per abusiva occupazione.

Qualora la P.A., in applicazione delle norme in tema di calcolo dei canoni demaniali, determini quale canone provvisorio in misura non coerente con la normativa di cui fa applicazione, deve ritenersi che con tale comportamento essa abbia determinanto nel concessionario l'affidamento che la determinazione del canone definitivo si attestasse su una somma complessiva di importo non eccessivamente superiore a quello del canone provvisorio: è pertanto illegittima la richiesta successiva di un canone demaniale in misura sproporzionatamente eccessiva rispetto alla somma originariamente richiesta.

In tema di concessioni demaniali marittime non è ravvisabile, per la determinazione dei canoni concessori, un potere discrezionale affidato all'amministrazione concedente, in quanto esso deve risultare dalla previsione di un canone minimo e dagli aumenti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...in rapporto alle caratteristiche oggettive ed alle capacità reddituali dei beni, nonché alle effettive utilizzazioni consentite.

La liquidazione dei canoni demaniali e degli indennizzi dovuti per il protrarsi di un'occupazione abusiva di beni del demanio marittimo spetta all'Autorità portuale competente al rilascio delle concessioni su beni demaniali, mentre la riscossione coattiva è di competenza dell'Amministrazione finanziaria, salvo quanto previsto dalla Circolare Min. Trasporti 84/1999, che ammette una collaborazione degli uffici finanziari in caso di abuso che si sia concretizzato nella realizzazione di opere per cui si rende necessario il supporto tecnico nella valutazione di superfici e volumi.

L'art. 1 d.l. 400/1993 conv. in l. 494/1993, in virtù anche delle modifiche apportate dall'art. 1, co. 251, legge 296/2006 ha sostituito il precedente sistema di determinazione del canone demaniale marittimo, fondato sull'esercizio di un potere discrezionale della P.A. concedente nella valutazione delle caratteristiche oggettive e delle capacità di reddito dei beni concessi, con nuovo sistema, fondato invece sulla diretta classificazione delle tipologie dei beni medesimi da parte della fonte legislativa e sull... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o diretta determinazione, da parte della stessa fonte, del canone da corrispondere.

L'ammontare del canone di concessione demaniale marittima destinata ad uso residenziale non va calcolato ai sensi del D.L. 400/93, art.03, comma 1, punto b 2.1, che è riferito alle pertinenze demaniali marittime destinate ad attività imprenditoriali, bensì secondo la formula normativa di cui al successivo punto b 2.2, in combinazione con il disposto del punto b 1, che fa riferimento agli indici ISTAT determinati secondo differenti ipotesi.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CANONE --> DEMANIO MARITTIMO --> ACQUE MARINE

La presa di attingimento di acque marine per scopi industriali (raffreddamento di turbine di centrale termoelettrica) è soggetta al pagamento di un canone.

Il canone per la derivazione di acque marine/lagunari per uso industriale non può essere calcolato facendo applicazione delle tabelle riferite al demanio idrico, discutendosi di beni appartenenti al demanio marittimo.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CANONE --> DEMANIO MARITTIMO --> CANONE RICOGNITORIO O AGEVOLATO

Le concessioni alle q... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lica la riduzione del canone prevista dall'art. 39, co. 2, cod. nav. sono quelle che perseguono fini di beneficenza o comunque di pubblico interesse, dalle quali il concessionario non ritrae alcun lucro o provento.

La riduzione del canone prevista dall'art. 39, co. 2, cod. nav. postula che l'occupazione dell'area sia funzionale alla stretta attuazione di una finalità pubblicistica oppure all'esercizio di servizi di pubblica utilità, in un caso come nell'altro privi di redditività o proventi, con la precisazione che l'assenza di provento o reddito da tali attività non implica né la sua l'attrazione all'interesse pubblico né la riduzione del canone.

In tema di concessioni demaniali marittime, per l'applicazione del canone ridotto di mero riconoscimento rileva, ai sensi dell'art. 39 c. nav., non la natura pubblica o privata dell'ente concessionario, ma il fine, di beneficenza o di pubblico interesse, che il concessionario si propone di conseguire attraverso la concessione.

Gli scopi di pubblico interesse ai fini dell'applicazione del canone ridotto di mero riconoscimento sussistono laddove il concessionario non ritragga dal bene demaniale alcun lucro o provento, sicché la riscossione di en... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ccasionali, ma direttamente e stabilmente collegate all'uso del bene demaniale e dunque tali da essere comprese nella nozione di provento, è ostativa all'applicazione del canone ricognitorio, a nulla rilevando che il detto provento non sia destinato alla produzione e distribuzione di utili ma al perseguimento dei fini istituzionali dell'ente medesimo.

La riduzione del canone ai sensi dell'art. 39 del codice della navigazione postula che l'occupazione dell'area, che comporta la sua sottrazione all'immediato uso pubblico, sia comunque funzionale alla stretta attuazione di una finalità pubblicistica, oppure all'esercizio di servizi di pubblica utilità, in un caso come nell'altro privi di redditività o proventi.

Ai fini della spettanza del canone demaniale ricognitorio non rileva la circostanza che i proventi non siano destinati alla produzione e distribuzione di utili ma al perseguimento dei fini istituzionali dell'ente medesimo.

La riduzione del canone concessorio a enti pubblici o privati, per fini di beneficenza o per altri fini di pubblico interesse, ex art. 39 codice della navigazione, postula che l'occupazione dell'area, che comporta la sua sottrazione all'immediato uso pubblico, sia comunque funzionale ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a attuazione di una finalità pubblicistica, oppure all'esercizio di servizi di pubblica utilità, in un caso come nell'altro privi di redditività o proventi.

La destinazione ad ormeggio di imbarcazioni dei soci di enti senza fine di lucro non giustifica la concessione demaniale di specchio acqueo a canone ricognitorio ex art. 39 del codice navigazione, essendo evidente che che tale uso (a prescindere dalla sua gratuità o meno) non concreta, di per sé, quel fine di interesse pubblico al quale è ancorata la disposizione di favore, neppure rilevando l'eventuale messa a disposizione della propria imbarcazione da parte del socio per manifestazioni sportive, turistiche e/o ricreative.

L'art. 39 del Regio decreto 30 marzo 1942, n. 327 (codice della navigazione), che disciplina il canone ricognitivo, è norma che va intesa in senso funzionale, anche per il suo carattere speciale e dunque di stretta interpretazione.

Il presupposto per applicare un canone meramente ricognitorio, postula che l'occupazione dell'area, che comporta la sua sottrazione all'immediato uso pubblico, sia comunque funzionale alla stretta attuazione di una finalità pubblicistica, oppure all'esercizio di servizi di pubbl... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; privi di redditività o proventi.

Il canone di "mero riconoscimento" non può essere applicato quando la ritrazione di utili o proventi dell'attività deriva in modo, indiretto e mediato che sia (ma pur sempre legato da un nesso di strumentalità necessaria), dall'impiego del bene demaniale.

Il concessionario del servizio pubblico di distribuzione del gas mediante tubazioni in tutto il territorio comunale non ha diritto al canone ricognitorio ex art. 39 cod. nav. se, essendo una società commerciale, in sé non persegue un fine di interesse pubblico, necessario invece per giustificare la caratterizzazione di cui si verte.

L'attività di prelievo dell'acqua marina per la refrigerazione degli impianti di una centrale termoelettrica è, all'evidenza, collegata all'attività di produzione di energia elettrica tramite un nesso di strumentalità necessaria, con la conseguenza che la seconda non sarebbe in concreto possibile in assenza della prima, sicché risulta carente il requisito che legittimerebbe l'individuazione di un canone di mero riconoscimento (ossia, la mancata ritrazione di alcun utile o provento dal bene in concessione).

Il canone di mero ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto non può essere applicato nei casi in cui la ritrazione di utili o proventi dell'attività derivi in modo indiretto e mediato (ma pur sempre con un nesso di strumentalità necessaria) dall'impiego del bene demaniale.

In caso di concessione strumentale alla fornitura di energia elettrica ad edifici siti all'interno dell'area demaniale, dalla quale il concessionario non ricava alcun utile diretto ed immediato (nel senso che la tariffa sarebbe la stessa anche se l'occupazione non vi fosse) ricorrono entrambe le condizioni per fruire del canone di mero riconoscimento.

La concessione demaniale marittima strumentale alla fornitura di energia elettrica ad edifici siti all'interno dell'area demaniale va qualificata come di pubblico interesse, e quindi va applicato un canone ridotto: è irrilevante, infatti, che il fornitore dell'energia ricavi un prezzo per tale somministrazione, poiché il corrispettivo non risente dell'occupazione dell'area demaniale e sarebbe lo stesso anche se l'occupazione non vi fosse.

La concessione strumentale alla fornitura di energia elettrica ad edifici siti all'interno dell'area demaniale è soggetta al canone di mero riconoscimento di cui all'art. 39 cod. nav. ed all'art. 1... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., lett. d) della L. 27 dicembre 2006 n. 296.

Mentre il canone ricognitorio trova la sua giustificazione nella necessità dell'ente pubblico proprietario del terreno o del diverso bene immobile di trarre un corrispettivo per l'uso e l'occupazione del bene pubblico concesso, contrattualmente o in base ad un atto amministrativo di natura concessoria/autorizzativa in favore di terzi, la tassa di occupazione applicata su spazi ed aree pubbliche presenta natura tributaria ed ha ad oggetto somme dovute al Comune quale ente impositore al verificarsi di determinati presupposti ritenuti dal legislatore indici, seppure indiretti, di capacità contributiva.

L'istituzione del canone Osap ex art. 63 D.Lgs. n. 446 del 1997 ha provveduto ad unificare il corrispettivo precedentemente dovuto per l'occupazione di suolo pubblico (il cd. canone ricognitorio) e la tassa Osap (cd. Tosap).

Il canone di mero riconoscimento non potrà essere riconosciuto nei casi in cui la ritrazione di utili o proventi dell'attività derivi in modo indiretto e mediato ma pur sempre con un nesso di strumentalità necessaria dall'utilizzo dell'area demaniale.

L'art. 39 cod. nav., in materia di canone ricognitorio, atteso il suo carat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cialità nei confronti di generali princìpi, deve essere interpretato in senso restrittivo.

In ipotesi di concessione demaniale rilasciata ad associazione senza scopo di lucro, è illegittimo il computo del canone che escluda implicitamente le agevolazioni previste dall'art. 39, comma 2, del Codice della navigazione.

L'art. 39 cod. nav. prevede il canone ricognitorio non in vista delle finalità generali proprie dell'ente, bensì avendo riguardo al fine in concreto perseguito con il bene pubblico dato in concessione.

Ciò che rileva che per il canone ricognitorio (art. 39 cod. nav.) non è la natura pubblica o privata dell'ente concessionario, ma il fine che il concessionario si propone attraverso la concessione, fine che deve essere di beneficenza o, comunque, di pubblico interesse, tale cioè da non consentire al concessionario di trarre dai beni demaniali alcun lucro o provento.

La riscossione, da parte del concessionario di entrate non occasionali, ma direttamente e stabilmente collegate all'uso del bene demaniale, e dunque tali da essere comprese nella nozione di provento, è ostativa all'applicazione del canone ricognitorio.

Un canone meramente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o del carattere demaniale dei beni (e quindi di importo contenuto) non è ammesso per concessioni collegate ad iniziative private volte a conseguire un profitto imprenditoriale, ancorché priva di iniziale lucro o provento.

Va qualificata come di pubblico interesse, e di conseguenza il canone dovrà essere commisurato ex art. 39 cod. nav. al mero riconoscimento del carattere demaniale del bene, la concessione di occupazione di aree demaniali per la posa di cavi ed impianti elettrici strumentali alla somministrazione di energia elettrica ad edifici compresi nel perimetro del demanio marittimo.

Le norme sul canone ricognitorio (art. 37 reg. nav. mar.) sono di stretta interpretazione, per cui l'affidamento ingenerato in un soggetto dal trattamento di favore riservato rispetto ai concessionari finitimi appare flebile e recessivo rispetto all'interesse pubblico che postula la corretta determinazione del canone.

La scuola di formazione per lavoratori portuali non può usufruire del canone ricognitorio previsto dall'art. 37 reg. nav. mar..

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CANONE --> DEMANIO MARITTIMO --> COMPETENZA

Non sono viziati da incompetenza i ca... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ali determinati da un organo asseritamente incompetente (nella specie il Segretario Generale dell'Autorità Portuale) ma con atti meramente applicativi delle previsioni determinative dei canoni annuali emanate dall'organo sicuramente competente (nella specie il Presidente dell'Autorità Portuale).

Il sindaco, organo del comune, non ha competenza in materia di determinazione di canoni demaniali, la cui misura è fissata dalla legge: egli, quindi, non può condizionare, con i propri atti l'attività di determinazione e riscossione di quanto legislativamente previsto.

La disciplina delle modalità di determinazione dei canone di concessione demaniale marittima spetta allo Stato, potendo la Regione regolamentare esclusivamente gli aspetti relativi all'uso dei beni.

In tema di criteri di determinazione del canone per la concessione demaniale marittima, le normative regionali (nella specie, della Regione Puglia) che interpretano la normativa statale nel senso che tali criteri trovano applicazione soltanto in presenza di un'attività commerciale autonoma di durata annuale contrastano con il disposto normativo e devono essere legittimamente disapplicate dall'autorità deputata alla riscossione d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br />
DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CANONE --> DEMANIO MARITTIMO --> INCREMENTI TARIFFARI

Nella rideterminazione dei canoni relativi alla concessione demaniale marittima per l'aumento della profondità dell'arenile in concessione, non importa che i concessionari non abbiano occupato le aree ulteriori con strutture o impianti fissi né che debbano comunque tenere libere le parti riservate all'uso libero ovvero al soccorso, giacché quel che rileva è la disponibilità dell'area e non il concreto utilizzo della stessa, come è desumibile dall'art. 16, co. 2, del Regolamento di esecuzione al Codice della navigazione.

E' illegittimo per difetto di motivazione l'incremento dei canoni demaniali marittimi privo di una sufficiente analisi del fabbisogno finanziario dell'Autorità portuale in relazione alle funzioni istituzionali da assolvere, oltre che di una stima dell'incidenza del disposto incremento percentuale rispetto al fabbisogno.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CANONE --> DEMANIO MARITTIMO --> INUTILIZZABILITÀ PARZIALE

La riduzione del canone in presenza di eventi dannosi di eccezional... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; che comportino una minore utilizzazione dei beni oggetto della concessione, ai sensi dell'art. 1, comma 251, della legge n. 296 del 2006, deve essere effettivamente e preventivamente autorizzata, senza che i singoli interessati possano autonomamente stabilire di autoridursi il canone di concessione.

La proposta comunale, rivolta alla Capitaneria di Porto, di applicare la disposizione di cui all'art. 1, comma 251 della legge n. 296 del 2006, nella parte in cui prevede una riduzione del canone in presenza di eventi dannosi di eccezionale gravità che comportino una minore utilizzazione dei beni oggetto della concessione, non vale di per sé a deliberare tale riduzione.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CANONE --> DEMANIO MARITTIMO --> IVA

I canoni corrisposti ai Consorzi autonomi dei porti per l'occupazione e l'uso di beni immobili del demanio marittimo rientrano nel campo di applicazione dell'IVA, ma sono da essa esenti ai sensi dell'art. 10, n. 8, D.P.R. 633/1972.

Il rapporto di concessione di beni immobili del demanio marittimo, nell'ambito del quale un ente pubblico economico (quali i Consorzi autonomi dei porti) attribuisce ad un soggetto il diritto di occupare e ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...odo anche esclusivo, il bene pubblico per una durata limitata e dietro corrispettivo, rientra nella nozione comunitaria di "locazione di beni immobili" ai sensi dell'art. 13, parte B, lett. b), della Direttiva 77/388/CEE.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CANONE --> DEMANIO MARITTIMO --> LEGGE 296/2006

Il fatto che l'aumento del canone (nella specie più che decuplicato) avvenga in applicazione di una ben precisa disposizione di legge (da ricercarsi in particolare nell'art 1, commi 251 e 252 della legge 296/2006) non impedisce alla pubblica amministrazione il ricorso al modulo partecipativo dell'azione amministrativa, tanto più in presenza di una modifica sopravvenuta così radicale del rapporto concessorio, da esigere un opportuno spazio di rinegoziazione in favore del ricorrente, realizzabile solo attraverso la garanzia della partecipazione al procedimento di rideterminazione del canone.

Eventuali disposizioni contenute in circolari che non risultino conformi al comma 251 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296 che ha sostituito il comma 1 dell'articolo 3 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... costituisce la fonte normativa primaria in materia di canoni demaniali, non possono che essere eventualmente disapplicate.

Qualora la concessione demaniale marittima attribuisca al concessionario il diritto di erigere e mantenere immobili di sua proprietà al di sopra del demanio marittimo, si è al cospetto di un diritto di superficie; pertanto, ai fini della determinazione del canone demaniale, tali manufatti non possono essere qualificati come «pertinenze demaniali marittime» e dovrà trovare applicazione non già la disciplina di cui all'art. 1, co. 251, n. 2, legge 296/2006 ma si dovrà far riferimento ai canoni tabellari di cui al n. 1, lett. b) della medesima disposizione.

L'art. 1, comma 251, della legge n. 296/2006 si applica alle concessioni demaniali marittime in corso, poiché nel prevedere che i nuovi criteri di determinazione dei canoni si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2007, non limita il riferimento alle concessioni rilasciate o rinnovate da tale data; inoltre, la lettera b del citato comma 251 estende i nuovi criteri anche agli anni 2004, 2005 e 2006, e quindi presuppone l'applicabilità del nuovo regime dei canoni anche alle concessioni in corso.

La dis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ravvenuta di cui all'articolo 1, comma 251, L. n. 296/2006 deve intendersi come applicabile solamente agli impianti insistenti su aree demaniali, già di proprietà dell'Ente concedente e attribuiti in concessione al privato, che, dunque, non effettua rilevanti esborsi per realizzarle o per manutenerle: solamente in questo modo viene salvaguardato il sinallagma originario della concessione di lunga durata e vengono differenziate le due suvviste diverse ipotesi di concessione.

Un'interpretazione costituzionalmente corretta della l. 296/2006 non può che condurre ad una applicazione che tenga conto delle caratteristiche del bene oggetto di concessione quali erano all'atto di avvio del rapporto concessorio ovvero delle modifiche intervenute a cura e spese dell'Ente concedente, e non anche di quanto ivi realizzato, con investimenti in proprio, da parte del concessionario.

Avuto riguardo sia alla dizione letterale dell'art. 1 co. 252 l. n. 296/06 e sia alla sua ratio, chiaramente da individuarsi nella volontà del legislatore di correggere l'evidente sproporzione dei canoni concessori relativi al demanio marittimo, la normativa di cui alla l. Fin. 2007 si applica anche alle concessioni rilasciate prima del 1° gennaio 2007, fer... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... l'operatività dei nuovi criteri di determinazione del canone demaniale soltanto per i periodi successivi a tale data.

In relazione all'art. 1, comma 251, della legge n. 296/06 è necessaria un'interpretazione che, di fatto, non scoraggi gli investimenti finalizzati alla valorizzazione dei beni demaniali ed eviti la duplicazione degli oneri per il concessionario.

L'art. 1, comma 251, della legge n. 296 del 2006 va interpretato nel senso che la nuova misura dei canoni è correlata sia alla capacità di reddito del bene dato in concessione, sia al maggior valore del bene che si riceve in concessione, se lo stesso comprende impianti e pertinenze.

L'interpretazione costituzionalmente orientata della normativa di cui all'art. 1 commi 251 e 252 l. Fin. 2007 porta a non ritenere applicabili i nuovi criteri di determinazione dei canoni demaniali per le concessioni preesistenti.

L'art. 1, co. 252, legge 296/2006 si applica anche alle concessioni rilasciate prima del 1° gennaio 2007, ferma restando l'operatività dei nuovi criteri di determinazione del canone demaniale soltanto per i periodi successivi a tale data.

Se l'interpretazione dell'art. 1, comma 251, legge 296/2006 fondat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enza di commisurare il canone alla capacità del bene di produrre reddito, può portare a giustificare tale commisurazione alle caratteristiche che il bene via via assume nel corso della concessione, una interpretazione di tal fatta determina tuttavia una profonda alterazione del sinallagma contrattuale nelle concessioni di lunga durata e scoraggia gli investimenti finalizzati alla valorizzazione dei beni demaniali.

In materia di canoni demaniali marittimi, le disposizioni del D.M. n. 343/1998 devono ritenersi abrogate per incompatibilità con la nuova disciplina dettata dall'art. 1, co. 251, legge 296/2006, la quale non contempla un meccanismo analogo.

L'interpretazione che correla la commisurazione del canone alle caratteristiche che i beni demaniali acquisiscono nel corso della concessione, da un lato, porta alla disparità di trattamento (perché onererebbe dello stesso canone chi riceva un bene e costruisca a sue spese un impianto di difficile rimozione e chi invece riceva in concessione un bene su cui insiste un impianto da altri costruito), da un altro lato è smentita dallo stesso art. 1, co. 251, legge 296/2006, che prevede il cosiddetto canone OMI per le pertinenze immobiliari con destinazione commercial... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; per le costruzioni o opere che appartengono allo Stato.

L'art. 1, co. 251, legge 296/2006 va interpretato nel senso che la nuova misura dei canoni è correlata sia alla capacità di reddito del bene dato in concessione, sia al maggior valore del bene che si riceve in concessione, se lo stesso comprende impianti e pertinenze.

L'interpretazione costituzionalmente orientata della normativa di cui all'art. 1, co. 251 e 252, legge 296/2006 porta a non ritenere applicabili i nuovi criteri di determinazione dei canoni demaniali per le concessioni preesistenti, limitatamente alla parte di specchio acqueo destinata ad ospitare impianti di difficile rimozione, come appunto nel caso in esame.

Nell'art. 1, comma 251, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (il quale, a decorrere dall'anno 2007, classifica le aree oggetto di concessione in due categorie, ad alta valenza turistica e a normale valenza turistica) non v'è elemento che possa indurre a differenziare i canoni in ragione della natura del rapporto (ad esempio temporaneo o esennale).

La legge finanziaria 29 dicembre 2006, n. 296 ha operato un adattamento del canone, che era sproporzionato in danno dello Stato a causa della sua patente inadeguatezza in rela... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mpo trascorso e ai fenomeni di deprezzamento maturati riguardo al valore del bene in concessione e alla redditività ordinariamente ritraibile dal concessionario.

In caso di rinnovo automatico della concessione demaniale maritima prima del termine, le opere non amovibili ai fini del canone ex. d.l. 269/2003 vanno valutate come impianto difficilmente amovibile e non come bene di proprietà dello Stato, dal momento che questi ne aquisterà la proprietà soltanto all'effettiva scadenza ddel titolo concessorio.

In materia di canoni demaniali marittimi, la legge 296/2006 non riguarda solo le concessioni rilasciate o rinnovate a partire dal 1° gennaio 2007 né contempla alcuna limitazione in relazione al momento di rilascio della concessione.

La rivalutazione dei canoni sulla base degli indici Istat maturati a decorrere dal 1994 non configura una non consentita applicazione retroattiva dell'art. 1, co. 251, legge 296/2006, né una duplicazione del coefficiente.

L'art. 3 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400 (Disposizioni per la determinazione dei canoni relativi a concessioni demaniali marittime), come modificato dalla legge di conversione 27 dicembre 2006, n. 296, in attuazione dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...legislativa statale in materia di beni demaniali, si applica a tutte le pertinenze di concessioni demaniali marittime destinate ad attività commerciali, terziario-direzionali e di produzione di beni e servizi, in relazione alle quali la legge stessa non distingue a seconda della natura e durata dell'attività che si svolge in ambito demaniale.

L'applicazione dei canoni secondo la legge n. 196 del 2006 non riguarda solo le concessioni rilasciate o rinnovate a partire dal 1° gennaio 2007: l'art. 1 comma 251 prevede infatti che i nuovi criteri di quantificazione si applichino a partire da tale data, ma non prevede, né implica, alcuna limitazione in relazione al momento di rilascio della concessione, limitazione che sarebbe, a ben vedere, ingiustificata sia rispetto al fine della norma, sia contraria alla parità di trattamento tra i concessionari.

La legge 296/2006 ha, con l'avvenuta abrogazione della disciplina in favore dei porti turistici (legge 449/1997), ristabilito una perequazione generale (art. 3, co. 1, lett. b, d.l. 400/1993), distinguendo le aree tra «alta valenza turistica» (cat. A) e «normale valenza turistica» (cat. B).

L'aumento dei canoni previsto dallaa legge 296/2006... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... anche alle concessioni in essere al 1.1.2007.

La rideterminazione del canone demaniale ai sensi della legge 296/2006 costituisce circostanza ampiamente prevedibile per la parte privata, in doverosa applicazione di specifiche disposizioni legislative, per cui è legittima una volta data attuazione alle garanzie procedimentali.

In materia di canone per l'utilizzo del demanio marittimo ex art. 1, co. 251, legge 296/2006, ai fini dell'identificazione della finalità produttiva, e quindi dell'inquadramento all'interno della categoria degli impianti destinati ad attività commerciali, viene in rilievo la natura servente rispetto alla produzione di servizi svolta da un bene, cioè il legame fra più beni in vista della produzione.

La variazione dei criteri di calcolo dei canoni dovuti dai concessionari di beni demaniali marittimi prevista dall'art. 1, co. 251, legge 296/2006 non scaturisce da una decisione improvvisa e arbitraria del legislatore, ma si inserisce in una linea evolutiva della disciplina dell'uso dei beni demaniali, in quanto si è progressivamente fatta strada la tendenza ad avvicinare i valori di tali beni a quelli di mercato, sulla base delle potenzialità degli stessi di produrre r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n contesto specifico.

Il complesso edilizio accessibile solo da due accessi non può essere considerato quale una pluralità di manufatti, ma come corpo edilizio unitario, con la conseguente applicazione della riduzione del canone prevista dalla l. 296/2006.

L'art. 1, co. 251 e 252, legge 296/2006 è applicabile anche alle concessioni rilasciate prima del 1.1.2007.

L'art. 1, comma 251, della legge 296/2006 deve essere interpretato nel senso che la nuova misura dei canoni è correlata sia alla capacità di reddito del bene dato in concessione, sia al maggior valore del bene che si riceve in concessione, se lo stesso comprende impianti e pertinenze.

L'applicazione delle nuove misure del canone in relazione alla varia tipologia dell'oggetto della concessione è espressamente prevista dall'art. 1, comma 251, della legge n. 296 del 2006, che non trova ostacolo nell'esistenza di rapporti contrattuali o negli articoli della Costituzione 3 (che tutela la partecipazione del cittadino alla vita economica del paese) e 41 (che assicura la libertà di iniziativa economica).

L'art. 1, comma 251, della legge n. 296 del 2006, nel quadro di una politica che persegue l'obiettivo pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cquisire i mezzi finanziari necessari per la soddisfazione degli interessi pubblici, tende ad equilibrare i canoni demaniali (cioè i costi che i concessionari sopportano per disporre dei beni demaniali) e i benefici economici che da tale utilizzazione derivano; tale fine è perseguito tenendo conto dei prezzi di mercato, cioè in base a valutazioni non irragionevoli.

La rideterminazione del canone demaniale marittimo ai sensi dell'art. 1, co. 251, legge 296/2006 non deve avvenire nel rispetto dei presupposti dell'autotutela decisoria previsti dall'art. 21-nonies legge 241/1990.

Il presupposto della commisurazione dei canoni introdotta dal art. 1, comma 251, della legge n.296/2006 (Finanziaria 2007) è costituito dalla circostanza che dopo l'entrata in vigore della norma il privato gestisca in concessione i beni rientranti nelle classificazioni ivi indicate, a prescindere dal momento del rilascio della concessione, antecedente o successivo che sia all'entrata in vigore della legge n.296/2006.

La previsione della decorrenza dei nuovi canoni di cui all'art. 1, comma 251, della legge n.296/2006 (Finanziaria 2007), non è affetta da vizi di irrazionalità, né viola i principi di uguaglianza e di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...à dell'azione amministrativa.

Le novità introdotte dalla legge n. 296/2006 in materia di determinazione di canoni demaniali marittime sono applicabili anche alle concessioni in corso di durata ultrasessennale.

La revisione dei canoni demaniali marittimi prevista dall'art. 1, co. 252, legge 296/2006 si applica a tutte le concessioni demaniali marittime, anche a quelle rilasciate prima del 01.01.2007, e supera ogni altra normativa.

La legge 296/2006 ha disposto il riordino complessivo dei criteri di calcolo dei canoni demaniali marittimi, per dare ad essi una remuneratività di mercato, senza che ciò possa costituire, stante la generalità ed adeguatezza, un motivo di pretesa violazione dei principi costituzionali (artt. 3, 16, 41 cost.) e comunitari (artt. 43 e 49 Trattato CE).

La revisione dei canoni demaniali marittimi prevista dall'art. 1, co. 251 legge 296/2006 si appplica anche ai rapporti concessori in corso.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CANONE --> DEMANIO MARITTIMO --> NATURA VINCOLATA

Fino al 1989 la p.a. concedetente disponeva di un ampio potere discrezionale nello stabilire l'ammontare del canone del demanio ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...discrezionalità poi venuta meno con la l. n. 160 del 1989.

Per effetto del D.M. 19 luglio 1989, oggi non è più ravvisabile per la determinazione dei canoni concessori un potere discrezionale della P.A. concedente, nella previsione di un canone minimo e di aumenti discrezionali calcolati come nel precedente regime, spettando alla p.a. solo il compito di un accertamento tecnico, in merito alla rilevazione delle superfici nonché degli altri elementi individuati dal nuovo decreto.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CANONE --> DEMANIO MARITTIMO --> OPERE PRIVE DI DESTINAZIONE PRODUTTIVA

Il pontile non è idoneo ad avere destinazione produttiva, indipendentemente dal fatto che sullo stesso siano installati immobili ad uso produttivo, il cui utilizzo compete a chi ne sia proprietario, con la conseguenza che la relativa concessione è assimilata al canone c.d. tabellare.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CANONE --> DEMANIO MARITTIMO --> RFI S.P.A.

In ragione dell'evoluzione normativa che si è avuta in materia di servizio ferroviario, e, segnatamente, dell'intervenuta separazione tra il soggetto pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...della rete e coloro che in concreto erogano il servizio ferroviario, deve ritenersi che la società RFI rete ferroviaria italiana s.p.a. sia tenuta al versamento dei canoni concessori per l'occupazione di aree del demanio marittimo con le infrastrutture ferroviarie.

L'art. 36, co. 1, del D.P.R. 328/1952, che prevede la gratuità della destinazione temporanea ad altri usi pubblici, e nell'interesse di altre amministrazioni dello Stato, di determinate parti del demanio marittimo, è di rango regolamentare e risulta cedevole rispetto alle disposizioni comunitarie e nazionali che hanno mutato radicalmente il quadro della disciplina del servizio ferroviario, prevedendo la separazione tra il soggetto proprietario della rete e coloro che in concreto erogano il servizio ferroviario.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CANONE --> DEMANIO MARITTIMO --> SOVRACANONE

È illegittima l'imposizione di un sovracanone rispetto all'ordinario canone per le concessioni demaniali marittime in assenza di una specifica previsione di legge statale o regionale, non potendosi provvedere in tal senso nemmeno con direttive della Giunta Regionale o con determinazioni dirigenziali.

E' illegitt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...racanone" imposto sulle concessioni demaniali marittime con provvedimento amministrativo (nella specie, direttiva di Giunta Regionale e determinazione dirigenziale), in totale mancanza di un presupposto normativo legittimante.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CANONE --> DEMANIO MARITTIMO --> SUBCONCESSIONE

Non v'è ragione per ritenere che, qualora il Comune ottenga una concessione dalla Regione e provveda a sub-concederlo ai privati, l'importo dovuto per l'affidamento debba corrispondere esattamente a quello dovuto dall'Amministrazione comunale resistente alla Regione, non essendo rinvenibile una norma in tal senso.

Qualora il Comune concessionario del demanio marittimo lo affidi a soggetti privati, con uno schema pubblicistico che non può che inquadrarsi nella concessione-contratto, la determinazione del canone di affidamento va ritenuta discrezionale.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CANONE --> DEMANIO MARITTIMO --> USI PUBBLICI DI ENTI NON PROPRIETARI

In ipotesi di utilizzo di beni pubblici da parte di un'amministrazione non proprietaria non si fare un'aprioristica applicazione dell'ultimo inciso dell'art. 36 comma ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...amento per la navigazione marittima (dpr 15.2.1952, n. 328), che prevede la gratuità della destinazione temporanea ad altri usi pubblici, e nell'interesse di altre amministrazioni dello Stato, di determinate parti del demanio marittimo, secondo le previsioni dell'art. 34 cod. nav.




 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI